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Netflix e le serie tratte dai libri

2 Feb

Aggiornato il 2/3/2017

Sono mesi che seguo la programmazione di Netflix con grande interesse, sia per la politica del payperview adottata sia per la qualità delle serie e dei documentari direttamente prodotti dal canale. Ma negli ultimi mesi ho avuto modo di apprezzare ancora di più il loro operato per due motivi: l’intenzione di produrre una serie tv tratta dal romanzo 13 di Jay Asher e quel capolavoro che è Stranger Things.

Mi sono così ripromesso di condividere sul blog le serie pubblicate sul canale che sono tratte da libri.

Libri per ragazzi

Una serie di sfortunati eventi

Tratta dai primi quattro libri di Lemony Snicket, un incredibile Neil Patrick Harris nei panni del cattivissimo conte Olaf. Niente a che vedere con Jim Carrey. Harris è cattivo davvero!

Trollhunters

Qui trovate la recensione del libro da cui è stata tratta la serie, che ha messo insieme Guillermo del Toro e la Dreamworks. Non aggiungo altro

Giovani Adulti

13

Uno dei migliori libri per giovani adulti degli ultimi anni. Duro, spietato, ma bellissimo. Ne ho parlato qui (quasi 10 anni fa :-|). Speriamo che la serie non deluda.

iBoy

Tratto da un libro del 2010 di Kevin Brooks che uscirà a maggio per Piemme.

 

Shadowhunters

In coda e per dovere di cronaca segnalo anche la serie di Shadowhunters che purtroppo non è all’altezza dei libri.

Altre produzioni tratte da romanzi e fumetti

The expanse

Tratta dai libri di James S. A. Corey è una bella serie sci-fi costruita come un classico giallo.

Dirk Gently

Ispirata alla serie di romanzi creati dal padre della Guida Galattica,  Douglas Adams, con un Elijah Wood in ottima forma 🙂

Tratte dall’universo Marvel

Jessica Jones, Daredevil, Luke Cage e prossimamente anche Iron Fist e la serie Defenders che li riunirà tutti.

Il club delle baby-sitter

29 Set

il-club-delle-baby-sitterUn nuovo fumetto di Raina Talgemeier che abbandona a questo giro l’ispirazione autobiografica e si rifa a una serie di gran successo per le ragazzine come Il Club delle Baby-Sitter di Ann M. Martin, pubblicata negli Stati Uniti trent’anni fa e tradotta in italiano da Mondadori dal 1993, poi diventata anche un film. Riprendendo i diversi volumi della serie, Talgemeier ne dà una rilettura fedele in forma di fumetto, arrivando a illustrare per ora i primi quattro. Il Castoro manda oggi in libreria il primo in cui si racconta della nascita del club e dell’amicizia tra le quattro protagoniste, ciascuna alle prese con i propri guai famigliari, la fatica di crescere e di cambiare.

Fulcro della narrazione è Kristy, la fondatrice del club e voce narrante della storia. La sua famiglia è grande, allegra e alle prese con il nuovo fidanzato della madre, a quanto pare presto sposo: se i suoi tre fratelli sembrano entusiasti all’idea, Kristy lo è molto meno e non perde tempo nel tenere a freno la lingua; a casa come a scuola, infatti, l’impulsività nel dire e nel fare la caratterizza, ma è anche la spinta per dare inizio alle attività del club. Diverse nei caratteri e nelle vite che svolgono, le ragazze si confrontano, litigano, cercano soluzioni ai problemi e intanto si scontrano con la realtà intorno, a partire dalle bizzarrie e dagli imprevisti a cui devono far fronte come baby-sitter (quando non dog-sitter!).

Ovviamente destinato prevalentemente a un pubblico femminile, il fumetto ha il pregio di togliere l’abile autrice dall’impasse del “troppo autobiografico” di cui Sorelle aveva pagato pegno rispetto invece a Smile, libro sempre apprezzato.

Il sito dell’autrice.

Raina Talgemeier, Il club delle baby-sitter. 1. Kristy lancia un’idea (trad. di Laura Bortoluzzi), Il Castoro 2016, 192 p., euro 15,50

Incendi estivi

17 Feb

incendi

L’estate post diciotto anni di Rachele e quella dei sedici di sua sorella Sabrina in un fumetto che si potrebbe definire sommesso, per la bicromia che contraddistingue le sue tavole, per il modo naturale – naturale come la quotidianità dei giorni di ciascuno – con cui inanella quel che capita: le incertezze, le rabbie improvvise, l’insofferenza, le scelte da fare, quelle non fatte, gli errori, il pentirsi, il perdersi in una liberatoria risata di condivisione.

Le due sorelle fanno le sorelle: liti, sottintesi nei discorsi a tavola davanti ai genitori, smascheramenti e bugie, pianti in comune, porte sbattute. Intorno gli amici, il gruppo, i compagni di scuola, ma anche il corpo che cambia, i desideri taciuti e quelli soddisfatti senza chiedersi troppo, chi fa le tacche su un taccuino e chi mette punti interrogativi sull’amico che forse è qualcosa di più.

L’estate scorre in un paese del Centro Italia sulla cui collina continuano a dilagare incendi notturni, scorre tra una lezione e l’altra in vista dell’esame di guida. E a questo somigliano i giorni di Rachele: agli strattoni che dà l’automobile quando ancora non la comandi bene, allo spegnersi improvviso di quando ti dimentichi della frizione, ai passi incerti nel bosco alla ricerca di tracce di piromani e di animali da salvare; sono fatti di momenti in cui ti lasci scorrere tutto addosso e in cui scegli di non scegliere, di non rispondere ad un telefono, di fare ripicca per poi scoprire che chi combinava con te lo scambio scolastico dall’altra parte del mondo è partito davvero mentre tu continui a fissare un telefono. Per poi capire che è più semplice ricominciare a parlarsi forse proprio perché c’è la distanza di mezzo.

Un buon specchio di adolescenza, con una gran colonna sonora, esplicitata tra l’altro a fondo volume, per cui potete farvi una playlist con cui accompagnare la lettura.

Il sito di Giulia Sagramola.

Giulia Sagramola, Incendi estivi, Bao Publishing 2015, 204 p., euro 18

Drangon Boy

3 Nov

4834-Sovra.inddVita mica facile per Max Stanghelli alle scuole medie. E manco prima a dir la verità: per i problemi che ha dalla nascita, Max porta ha un impianto cocleare con annesso apparecchio acustico, si appoggia ad una stampella e la sua colonna vertebrale pare avere un andamento da montagne russe. Se alla scuola primaria tutti lo conoscevano e in qualche modo lui si sentiva accettato e anche protetto (col senno di poi), alle medie cambia la musica: prese in giro, nessun amico e desiderio folle di essere invisibile. Più semplice chattare on line senza mettere nessuna immagine personale sul profilo e rimpiangere gli amici della vecchia scuola.

Un giorno però Max raccoglie per caso, nel cestino della carta della sala professori, un foglio accartocciato dove un fumetto racconta le imprese di Dragon Boy, supereroe antiprepotenze che non può essere sconfitto da nessuno. E nelle settimane seguenti, altre avventure del supereroe lo aspettano in un buco del muro che costeggia la strada che percorre per andare e tornare da scuola. Chi è l’autore del fumetto? E come mai le sue avventure assomigliano a situazioni che lo stesso Max si è trovato a vivere?

Quello che il lettore sfoglia è il diario di Max, comprensivo di segreti, cancellature, osservazione sul mondo, siparietti di vita familiare e quotidiana. Ovviamente sono inserite tra le pagine anche le varie puntate delle avventure di Dragon Boy (sì, lo ammetto, ho iniziato a leggere questo libro per i fumetti di Macchiavello. Capita… 😉 ). Suona stonata, almeno alle mie orecchie quell’esortazione su quanto siano  superpotere la diversità, l’immaginazione, l’amicizia ecc. di Jovanotti in quarta di copertina che compare anche nella fascetta sul libro; la narrazione di Max  è sufficiente, senza che nessuno gridi che “diversità è bello”…  sì, però ogni tanto dillo a Max, che conosce benissimo  la sua condizione. Mi ricorda un po’ quanto già notato per Wishgirl: se una narrazione è valida, è sincera e sentita da parte dell’autore e narra dei personaggi per quel che sono (e quindi anche le loro condizioni di diversità, di malattia, di condizione sociale in quel momento, e chi più ne ha più ne metta) non c’è bisogno di sottolinearlo. Si rischia l’effetto contrario, di testo costruito intorno a uno specifico argomento quando poi invece lo leggi e non è così, ma “suona” bene a prescindere.

Il sito di Sgardoli. Il sito di Macchiavello.

Guido Sgardoli con i fumetti di Enrico Macchiavello, Dragon Boy, Piemme 2015, 232 p., euro 16, ebook euro … (ebook disponibile, dice la quarta di copertina, ma a oggi non pervenuto)

Flora e Ulisse

20 Ott

Flora e UlissePer tutti gli eventi inattesi! Mi presto una delle esclamazioni che maggiormente ricorrono nel libro per esprimere la contentezza di trovare un altro (e siamo a tre quest’anno; la triade comprende anche i libri di Evans e Fitzgerald) bel romanzo per i ragazzi dai 9 ai 12 anni che non sente il bisogno di stupire con effetti speciali o chissà quali argomenti, ma semplicemente racconta bene una buona avventura.

In realtà qualche effetto speciale c’è perché non capita tutti i giorni di incontrare uno scoiattolo che riceve dei superpoteri dopo esser stato inghiottito da un aspirapolvere, ma anch’essi sono particolari perché vola sì, ma capisce anche gli umani che gli parlano e soprattutto esprime superlative doti poetiche. A salvare Ulisse dall’aspirapolvere è Flora, che vive con la madre dopo la separazione dei genitori e non capisce questa genitrice che scrive romanzi rosa, che la vorrebbe più sociale e meno col naso nei fumetti, che pare tenere più a una lampada a forma di pastorella che alla figlia. Cinica per autodefinizione, Flora è un’appassionata lettrice di fumetti, in particolare delle avventure dell’incredibile Incadesto che da anonimo inserviente si trasforma in brillante pilastro di luce all’occorrenza. Esercitatasi a conoscere ogni sfumatura del suo eroe di carta, Flora riconosce in Ulisse tutte le caratteristiche di un supereroe ed è decisa a difenderlo dalla madre che vorrebbe eliminarlo. Armata dei consigli sulle “cose terribili che possono capitarti” allegate ad ogni numero del fumetto, trova al suo fianco William Spiver, improbabile ragazzino dalla parlantina incessante e dai comportamenti bizzarri, pronipote della vicina di casa, insopportabile SoTutto che sostiene di essere colpito da cecità transitoria.

Un’esilarante avventura che dura il tempo di qualche giorno, che intervalla testo e fumetto, che presenta uno scoiattolo tanto poetico quanto facile al rutto e alle scorpacciate, che insiste su come sia possibile cambiare punto di vista e concedersi di essere se stessi, di sperare e non solamente di osservare la realtà. Si ride e si ride anche in modo serio: Flora e William sono due ragazzini che si sentono fuori posto nelle loro famiglie, che faticano ad accettare i modi degli adulti che li circondano e che vorrebbero essere semplicemente accettati per quello che sono, senza dover rispettare aspettative altrui che non coincidono con la propria natura.

Il sito dell’autrice. Il sito dell’illustratore.

Kate Di Camillo – ill. K.G. Campbell, Flora e Ulisse (trad. di Laura Bortoluzzi), Il Castoro 2015, 240 p., euro 13,50

Io disegno

24 Apr

io_disegno_coverHa l’aspetto di un album da disegno a fogli ruvidi, la copertina azzurra e cartonata e contiene effettivamente 32 fogli già occupati: è il più recente progetto di Vànvere edizioni e racconta dodici storie di bambini che hanno cominciato a disegnare fino a farne una professione: illustratori e fumettisti raccontano animali fantastici, supereroi, matite preferite, compagni di viaggio, scatole che si trasformano. Intanto raccontano qualcosa di sé: della propria infanzia, della loro famiglia, di come vedevano il mondo, di come vedevano il mondo, di come fosse affascinante poter portare un disegno addosso, su una maglia o in tatuaggio.

Ci sono Andrea Antinori, Paolo Bacilieri, Chiara Carrer, Manuele Fior, Anna Forlati, Gabriella Giandelli, Franco Matticchio, Simone Rea, Guido Scarabottolo, Sinome Tonucci, Pia Valentinis e Vanna Vinci; ci sono le loro facce bambine, un disegno che accompagna le loro parole e infine uno spazio da personalizzare con foto, descrizione e illustrazione in modo che chi riceve questo album-libro possa aggiungere qualcosa di sé e sentirsi in beata compagnia quando disegna, colora, fantastica.

Io disegno, Vànvere edizioni 2015, 32 p., euro 16

Per una volta nella vita

12 Mar

eleanor e parkPubblicato per la prima volta nel 2013, questo romanzo è tornato in libreria con una nuova copertina che ammicca maggiormente ai ragazzi e con l’aggiunta dei nomi dei protagonisti, bella pronta per l’uscita del film (Dreamworks ha acquistato i diritti nel 2014 e le riprese – su sceneggiatura della stessa autrice – cominceranno a breve). Così ci permette di riprendere in recensione un libro letto tempo fa e di cui non abbiamo ancora scritto, da inserire subito nelle proposte per i ragazzi della scuola secondaria di secondo grado.

Agosto 1986, autobus diretto a scuola: per quanto Park alzi il volume e pigi le cuffie sulle orecchie, non c’è modo di evitare le voci dei compagni; poi una ragazza nuova sale a bordo, una che non ha idea di come siano le gerarchie e le abitudini, una che non sa dove mettersi, che tutti cercano di evitare, una che si siede proprio accanto a lui perché è la voce di Park a ordinare: “Siediti!”, convinto di essersi appena messo nei guai. Eleanor è diversa da tutte le altre ragazze della scuola e pare non farci caso, sembra infilarsi i primi abiti che trova intorno la mattina, i suoi capelli rossi la identificano sempre e comunque. Eleanor è appena tornata a vivere con la madre ed i fratelli e cerca, nella minuscola casa, un angolo tutto suo e insieme di farsi invisibile al patrigno, ai suoi accessi d’ira, alle violenze. Park è assolutamente integrato in classe, ha un gruppo di amici di cui segue le abitudini, ma a casa vive il continuo confronto col fratello che – agli occhi del padre – è sempre migliore di lui. La loro amicizia è un addomesticamento fatto di letture e di musica: scambio di fumetti, vinili, audiocassette, discussioni sui generi e sui personaggi; è fatto di occhiate nascoste a studiare l’altro, di domande, di risposte mancate, di chiusure a riccio e improvvise aperture; è fatto di desiderio di aiutare e di scoprire, ma anche di timore di svelare. Lentamente diventa innamoramento ed è una storia non banale e non scontata, assolutamente.

la narrazione procede a due voci, con rapidi scambi tra Eleanor e Park, creando un duplice punto di vista a cui il lettore deve inizialmente abituarsi per poi trovare il giusto ritmo di lettura, con la possibilità di vedere l’intorno in cui i due si muovono in maniera tonda, completa.

Il blog dell’autrice. Eleanor & Park on Pinterest.

Rainbow Rowell, Eleanor e Park. per una volta nella vita (trad. di Federica Merani), Piemme 2014, 350 p., euro 12

Super G. Avventure fumetti storie

23 Dic

superGA inizio 2013, la rivista Andersen mi ha chiesto una riflessione dal punto di vista delle biblioteche a proposito delle riviste per ragazzi in Italia (il succo della riflessione era questo). La fine dell’anno è per una biblioteca anche il momento della revisione degli abbonamenti e della scelta di cosa mantenere e cosa no e di cosa implementare nel settore emeroteca. Guardando alle proposte per ragazzi non è sempre facile scegliere, un po’ perché rispetto al mercato estero c’è molta meno scelta, un po’ perché a volte si rischia di fare dei doppioni o di non poter coprire adeguatamente tutte le età.

Da ottobre, forte dell’esperienza de “Il Giornalino2, San Paolo propone un mensile dedicato ai ragazzi dai dodici anni in su (quindi accompagnando per un altro tratto di strada i lettori della rivista già rodata) che “amano le belle storie, scritte e disegnate, visto che offre in ogni numero una lunga storia a fumetti, un racconto scritto da un autore della narrativa italiana o straniera per ragazzi (nei numeri già usciti, G.C. Lost, Nicola Cinquetti, Beatrice Masini), ancora fumetti e rubriche varie con ulteriori consigli di lettura sia da parte dei ragazzi che di adulti che si occupano di promozione della lettura e che per l’occasione indossano un cappello da cuoco e si fanno consiglieri di un “libro del giorno” che stuzzichi la curiosità dei lettori.

Insomma, una serie di letture che vogliono essere da ponte per scoprire altri testi, magari degli stessi autori o che replicano le stesse atmosfere; a questo proposito sarebbe bello se la stessa rivista desse ancora più input: ad esempio, il numero di novembre ospitava un’interessante graphic novel tradotta dal francese (dove la serie è già al quarto titolo) “I quattro di Baker Street”, che parla del gruppo di ragazzi londinesi che si muovevano all’ombra di Sherlock Holmes. Oltre i libri dedicati al celebre investigatore, sugli scaffali di una biblioteca ragazzi si trovano altri buoni libri che inseguono le stesse atmosfere, come “La caduta dei magnifici Zalinda” di Tracy Mack e Michael Citrin (Mondadori, 2007) o “ASSASSINATION” di Sgardoli (Rizzoli 2009/BUR 2012) o “Il fantasma di S. Holmes” di Kathryn Lasky (Mondadori, 1993).

Sarebbe curioso poter capire, tra qualche mese, se i lettori di una testata simile sono già forti lettori o se è una formula per avvicinare e conquistare alla lettura anche ragazzi più riluttanti o meno abituati magari proprio alla lettura di fumetti.

Per saperne di più anche sulle condizioni di abbonamento, qui.

Tutti possono fare fumetti

4 Ott

Più riguardo a Tutti possono fare fumetti

Se vuoi fare fumetti, mettiti una maglietta con un bel disegno e vai a soddisfare la tua curiosità in biblioteca. Magari, vista la situazione italiana, ti capiterà proprio come al protagonista di questo testo: i fumetti stanno in fondo, vicino al bagno, sui ripiani più alti dello scaffale. Però parlano e prendono vita e accompagnano il lettore alla scoperta del mondo del fumetto partendo da un semplice esempio: tre Pinocchio disegnati, ma diversi perché “vivono” in mondi differenti: libro illustrato, cartone animato e, appunto, fumetto. Si prosegue tra indicazioni tecniche di modi e di strumenti, con accenni storici, e soprattutto in compagnia di personaggi come Littele Nemo, Astro Boy, Popeye, il signor Bonaventura e altri che dicono di terminologia, morbidezza di gomme e matite, le tre fasi del disegno (forme, fagioli e fronzoli), degli accorgimenti per una maggior leggibilità, di come si incrociano gli occhi dopo ore di lavoro. Soprattutto dicono, in modo leggero e ironico, che l’importante è innanzitutto il perché fare fumetti e po il cosa fare e il come. Insomma, le domande.

Un manuale sulla graphic novel non poteva non essere a fumetti, non poteva non averne l’ironia e la chiarezza e non poteva nemmeno esimersi dal fotografare la realtà di molte biblioteche italiane. Quindi sì, uscendo, rispondete pure alla bibliotecaria con crocchia e occhiali che – nonostante tutto –  avete trovato quello che cercavate, poi mettetevi al lavoro e buona strada! Intanto ascoltate l’autore qui.

Il sito di Gud e il suo blog.

Gud – prefazione di Roberto Dal Pra’, Tutti possono fare fumetti, Tunué 2013, 140 p., euro 14,90

Morte di un supereroe

15 Giu

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Quando niente è dovuto al caso, quando gli altri falliscono, quando smetti di combattere, ricorda…nulla è reale. Quando sai di poter vincere, quando tu riuscirai a sopravvivere, ricorda…tutto è lecito. ricorda…nulla è reale, tutto è lecito.

Per caso questo libro mi è capitato per le mani. Per caso è stato acquistato solo ora dalla biblioteca e per caso giaceva sul tavolo delle novità. Avevo visto il titolo tra i testi selezionati per Xanadu 2010, ma come spesso accade con le migliaia di libri che escono in un anno, molti sfuggono. A volte i migliori.

Donald è un ragazzo con due fissazioni: i fumetti e il sesso. Disegna e crea un fumetto il cui eroe, MIRACLEMAN  (un uomo che non può essere ucciso da nulla) , è il suo alter ego e vive mille avventure al limite della censura. Già perché Donald è affetto da una forma di cancro che gli sta portando via la vita e si è quasi rassegnato al fatto che la sua vita sia uno schifo, come un pessimo film con un splendida recensione, per cui vorresti indietro i soldi del biglietto.

I genitori cercano di aiutarlo in tutti modi a riprendere la voglia di lottare, perché sanno che è determinante per la sua ripresa fisica. Così coinvolgono Adrian, uno psicologo amante dell’arte e della cultura, che inizia a incontrare Donald per spronarlo a tentare di lottare contro il male che lo sta uccidendo.

Un romanzo incredibilmente divertente, emozionante, di quelli che ti fanno ridere tra le lacrime, con personaggi così forti e vivi da rimanerti attaccati addosso per molto tempo. Il tutto scritto a metà tra una sceneggiatura e un romanzo classico, con uno stile energico, ironico e mai banale.

Ne hanno anche fatto un film, basato sulla sceneggiatura dello scrittore, che purtroppo da noi non è arrivato.

Anthony McCarten, Morte di un supereroe (trad. P. A. Livorati), Salani, 2009, pp. 244,  € 15