Tag Archives: crescere

Tuono

23 Apr

Il piccolo Ulf continua a deliziarci con le sue storie, che rendono sempre vivo ai lettori Ulf Stark e la sua grande capacità di raccontare con delicatezza, grazia e divertimento l’avventura del crescere. Non avevamo ancora finito di sfogliare Il bambino mannaro, che ecco arrivare una nuova avventura di Ulf e del suo amico Bernt alle prese con un gigante. La famiglia di Ulf ormai la conosciamo: il papà dentista, la mamma che si occupa di tutto in casa con leggerezza e umorismo, il fratello maggiore a tratti insopportabil e avido consumatore di gelatine al lampone. Al centro della vicenda questa volta, proprio la mamma e il suo rifugio segreto: un capanno nel bosco dove passa un pomeriggio nel fine settimana, un tempo tutto per sé da cui osservare il cielo, ascoltare il fruscio degli alberi e – come dice – “tornare me stessa” in nome del diritto di ciascuno a qualche ora di solitudine.  Proprio il capanno però viene centrato da un albero caduto durante una tempesta, intristendo la mamma che si butta nella pulizia folle della casa e smette di suonare il pianoforte. Il papà non capisce l’importanza del capanno e – come Ulf sa benissimo – non si darà mai pena di rimediare ai dani del tempo. Serve allora l’aiuto del temuto gigante dalle camicie hawaiane che Bernt sostiene mangi i bebé. Anche se il padre continua a dire che Bernt è un contafrottole, Ulf crede ciecamente nel suo amico che pare sapere sempre tutto. Sarà anche questione di musica, di gentilezza, di andare oltre le apparenze. E poi, sì Bernt non sa tutto, ma sa cose molto preziose, tipo il motivo per cui i ragazzini fanno in continuazione cose che li fanno star male per il terrore: per diventare adulti. Saggio Bernt.

Il testo è accompagnato dalle illustrazioni a colori di Marcus-Gunnar Pettersson, che si adattano a meraviglia alla narrazione di Stark.

Ulf Stark – ill. Marcus-Gunnar Pettersson, Tono (trad. di laura Cangemi), Iperborea 2019, 119 p., euro 12

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Acerbo sarai tu

15 Apr


“A me va bene il sapore che ho”. La voce che si fa poesia è quella di qualcuno che sta crescendo, ma che giustamente non ci sta ad esser definito acerbo. Non è negativo il sapore che ha; è il sapore di quel momento: quello della fatica di crescere, del bello di cambiare, delle rabbie, dei pomeriggi di noia, dei primi amori, della stanchezza di non si sa cosa.

Già così brava a cogliere l’essenza del crescere in Vetro e nei versi che accompagnano anche Fiato sopseso, Silvia Vecchini torna a dare voce all’età dello stupore e delle contraddizioni, quell’età così potente e fragile, in cui il problema è sentire il gusto di se stessi, non stare all etichette che ci appiccicano gli altri.

Ad accompagnarla è il tratto di Francesco Chiacchio che con macchie di colore dà volto e concretezza al sentire che viene detto; a volte poi è l’illustrazione a prendersi tutta la pagina, a spinger di lato le parole, quasi non ce ne fosse bisogno, quasi bastasse lasciarsi guardare o guardarsi, lì, in quel momento sopeso in cui talvolta ci si accorge che può anche nevicare dentro.

Silvia Vecchini – Francesco Chiacchio, Acerbo sarai tu, Tpipittori 2019, 80 p., euro 16

Shhh. L’estate in cui tutto cambia

9 Apr

Sto preparando un percorso ricco di libri che ri/specchiano gli adolescenti lettori e va in cima alla lista questo nuovo fumetto che ha mantenuto il formato originale per dare giusto respiro alle immagini, risultando così uno spesso albo quadrato. Racconta di quel passaggio delicato in cui non sei né carne né pesce; in cui l’adolescenza crea improvvisi baratri e distanze tra ragazzi che hanno la stessa età, eppure qulacuno improvvisamente è proiettato in avanti, verso i più gtandi, mentre altri mantengono un passo più regolare che li fa sembrare più lenti, quasi indietro.

Hanna è entusiasta: la mamma la sta accompagnando dagli zii, nella casa di vacanza dove da sempre passa una settimana estiva in compagnia della cugina e grande amica Siv, con cui condivide la stanza e la passione per battere i record (grachi raccolti, tempo passato in immersione, insetti nel barattolo…). Invece improvvisamente i punti fermi conosciuti non ci sono più: è un altro primato che interessa a Siv (“hai già baciato?” chiede subito), tanto quanto cercare di passare più tempo possibile con la sorella maggiore e il suo gruppo di amici. Anche Mette è cambiata: ha le tette normi, scapa di notte per raggiungere il fidanzato che non piace ai genitori, chiede alle ragazzine di coprirla. Hanna invece è il canore in persona, non riesce a dire bugie e, quando ci si mette, arriva un guaio. Com’è cambiato questo luogo del cuore in un solo anno; e chissà come cambierà ancora.

Un libro prezioso perché la sua autrice utilizza poco misuratissimo testo, lasciando alle illustrazioni e al contorno della natura la descrizione dello stato d’animo di Hanna e di quel che le gira vorticosamente intorno.

Magnhild Winsnes, Shhh. L’estate in cui tutto cambia (trad. di Elena Putignano), Mondadori 2019, 368 p., euro 25

Codino

7 Gen

Arriva da Marameo, casa editrice svizzera italiana specializzata in libri per l’infanzia, questo testo che racconta in modo lieve e poetico (anche grazie alla traduzione di Chiara Carminati), il crescere di Codino, leprotto gracilino nato in un giorno di primavera. Da apprezzare innanzitutto il formato che dà al testo un bel respiro e integra perfettamente le immagini di Katrin Schärer (alcuno sui albi sono editi in Italia da Officina Libraria) che seguono tutta la storia, a volte a piena pagina a volte con semplici accenni: danno un muso puntuto e sognatore al protagonista e mostrano al lettore tutti gli amici che incontra. Già perché la crescita del leprotto, che il lettore segue per alcune stagioni, è in realtà un viaggio prima alla scoperta del bosco in cui è nato, poi della montagna dove è tornato a vivere l’amico Pepe, unavolpe bianca, attraversando il pericoloso confine da cui molti non sono tornati e che è la strada dove corrono veloci e pericolose le automobili.

Codino, accompagnato prima dalla mamma e poi in avanscoperta solitaria, incontra ricci rane, volpi, conigli veri e altri di cioccolato pronti per la caccia alla uova di Pasqua, e poi caprioli, marmotte, camosci. Impara a non avere paura, a vedere le cose anche da un altro punto di vista, a fidarsi degli amici, a interpretare la natura per riconosce3re il cambio della stagione, a riempirsi di meraviglia. Un aviaggio di scoperta e di crescita, ma anche – per chi legge – un immergersi nella natura dal punto di vista di un abitante del bosco, capace di interrogarsi, di stupirsi, di prender coraggio.

Il testo è ritmato in capitoli brevi brevi: adatto quindi a una lettura a voce alta, magari in classe, un pezzetto al giorno, qualcuno in più quando c’è più tempo.

Max Bollinger & Kathrin Schärer, Codino. Un leprotto diventa grande (trad. di Chiara Carminati), Marameo, 143 p., euro 22,50

Zucchero filato

15 Nov

zucchero filatoIl tempo dell’estate, quello in cui crescere e cambiare forma e presentarsi a settembre in prima superiore. Per Ezra è anche il tempo in cui fare i conti con la sua famiglia in cui è appena scoppiata una bomba: il padre, veterano di guerra, è tornato, ma dopo poco tempo sono apparse le conseguenze delle tragedie che ha vissuto sul fronte; sono bastati i botti di Capodanno a farlo uscire di testa e a far esplodere la rabbia ingestibile che porta dentro. Non assomiglia più al papà conosciuto, non lavora, le grida sono alte e i balconi della piccola casa in un quartiere periferico sono pieni di spazzatura. Ezra cammina nelle giornate accanto alla sorellina di otto anni che invoca la possibilità di dipingere le pareti della sua camera di giallo come a voler che il sole torni nelle loro casa. Dopo una violenta lite, quando il padre alza le mani per la prima volta, la mamma si trasferisce in una casa di accoglienza per donne dove Ezra si rifiuta di seguirla. La capacità di accettare l’aiuto che serve porterà i membri della famiglia sui binari di un cammino nuovo, non felice, ma più sereno.

Il romanzo è costruito per lo più sul rapporto tra le due sorelle e sui loro dialoghi, molto spesso ironici, ma anche dalla complicità che si crea, nella paura e nel coraggio, e nei momenti insieme brutti e buffi, come quando Ezra viene ricattata da una giovane commessa che l’ha sorpresa a rubare un top nel negozio in cui lavora. Viene da pensare che ancora una volta un ruolo chiave in un romanzo è affidato ai fratelli minori (qui l’impareggiabile Zoe; tra i tanti altri citiamo il Funghetto di Louis e i suoi fantasmi) il cui sguardo innocente e ironico crea delle oasi di risate anche nelle situazioni più faticose.

Il libro è scritto coi caratteri ad alta leggibilità ed è disponibile anche in formato ebook, audiolibro e audio-ebook. Si può ascoltare un estratto sul sito dell’editore. La copertina è di Eleonora Antonioni.

Derk Visser, Zucchero filato (trad. di Olga Amagliani), Camelozampa 2018, 144 p., euro 11,50, ebook euro 6,90

Il sentiero

15 Ott

L’anziana signora Tasso ogni domenica parte dalla sua casa e sale sulla montagna vicina. Lungo il sentiero saluta gli amici, raccoglie funghi o frutti, dà una mano a chi ne ha bisogno, si gode i passi e il paesaggio. Finché una domenica, in apparenza uguale a tutte le precedenti, nota che il piccolo Lulù la osserva e lo invita a condividere la sua giornata. Lulù è convinto di essere troppo piccolo, ma si sente comunque sostenuto e incoraggiato. Settimana dopo settimana, i due camminano a fianco: con un bastone adatto e seguendo le indicazioni, il piccolo comincia ad appassionarsi e a prenderci gusto: impara ad ascoltare, a vedere, a intervenire in caso di bisogno, a cantare quando le forze vengono meno (perché il morale della truppa è importante!), a scegliere, a fermarsi per prendere fiato. E quando finalmente si arriva in cima, ecco il silenzio dello stupore.

Delicata metafora della vita, l’albo racconta – con il tratto tipico di Marianne Dubuc – l’avvicendarsi nei ruoli e la capacità di Lulù di essere vicino alla signora Tasso anche quando lei non può più camminare e di prenderne il testimone, sapendo scoprire nuovi sentieri e andando all’avventura seguendo i consigli dell’amica. Dice anche la capacità di un grande di spronare e crescere un piccolo lasciandolo libero di andare. Dice  – molto concretamente! – l’iniziazione alla montagna: di quando ti dicono che la meta è lì, proprio dietro la curva; di quando ti insegnano i nomi degli alberi, i tipi di fungo, le orme degli animali; di quando ti cantano o ti raccontano una storia perché il tuo pensiero non si fissi sui tuoi piedi troppo stanchi.

E poi questo albo ha per me una ridente sorpresa: la montagna a cui è affezionata la signora Tasso si chiama Pan di Zucchero. Il Pan di Zucchero esiste davvero: ci sono diversi luoghi al mondo con questo nome ed è anche una montagna del gruppo del Monviso, nelle Alpi Cozie, e quando risali il Colle dell’Agnello dal versante francese te lo vedi lì, con quella forma un po’ appuntita, come se qualcuno avesse davvero appena rovesciato il sacchetto dello zucchero e ne avesse fatto una montagnola!

Marianne Dubuc, Il sentiero (trad. di Paolo Cesari), Orecchio Acerbo 2018, 76 p., euro 17,50

Il fiore della strega

3 Ott

Nel villaggio in cui vive Tami quando un bambino compie dieci anni deve lasciarsi tutto alle spalle e partire per il mondo per diventare uomo; solo così sarà onorato e rispettato al suo ritorno. Lui ha girovagato per anni, sconfitto mostri, salvato principesse, trovato tesori e ucciso demoni. Poi uno sciamano gli ha suggerito di andare oltre il villaggio di Kariga, nell’estremo nord, e di raccogliere uno dei fiori magici coltivati dalla strega. Svenuto durante una tempesta, viene soccorso da Mira e dai suoi genitori e si risveglia proprio nel villaggio di Kariga, dove vive per qualche tempo e dove diventa parte della comunità, conoscendo possibilità di affetto e cura reciproca.

Poi arriva il vento della strega, quello che gela la cascata rendendo possibile raggiungere il regno in cui crescono i fiori magici: sarà allora che che Tami dovrà scegliere che uomo essere e cosa riconoscere nell’esperienza vissuta in una società e in una famiglia che non chiedono prove o dimostrazioni, ma che già hanno dimostrato a lui di considerarlo per quello che è e che vale davvero.

Un nuovo fumetto della collana Tipitondi che racconta il crescere, il passaggio del diventare grandi e le scelte, le conseguenze degli errori e la capacità di essere se stessi.

Enrico Orlandi, Il fiore della strega, Tunué 2018, 108 p., euro 16

Mentre noi restiamo qui

20 Ago

Non so cosa dire di questo nuovo romanzo di Ness; l’ho lasciato sedimentare un po’ ma rimango perplessa sulla struttura immaginata dall’autore: mi convince molto la storia di Michael, il protagonista, della sua famiglia e dei suoi amici. È un ritratto realistico di adolescente con paure e timori, alle prese con il diventare grande, partire per il college e la sciare la famiglia, e le beghe famigliari appunto: la madre politica in carriera, il padre alcolizzato e alienato rispetto al quotidiano, le sorelle: Mel che ha solo un anno più di lui e viene da un periodo non semplice, e la piccola Meredith che – dall’alto dei suoi dieci anni – sa vedere e interpretare al meglio qual che succede intorno, oltre a stressare tutti quanti col prossimo concerto dei suoi idoli musicali, gli Zaffi Roventi. Poi c’è Henna, che lui sogna di baciare da sempre; Jared, l’amico del cuore che si sta comportando in modo strano; un nuovo arrivato che sembra scombinare i piani di Michael.

Il tutto però è inquadrato in un contesto apocalittico: Michael, la sua famiglia, amici e conoscenti sono infatti dei “normali” che condividono il mondo con i Prescelti, gli indie dall’abbigliamento vintage e i capelli perfetti, che non usano internet e che tentano di salvare il mondo dalla distruzione. Ogni capitolo è accompagnato da una breve descrizione che parla del mondo dei Perfetti e degli Immortali, mentre il contenuto si riferisce al quotidiano dei “normali” che vedono gli indie morire misteriosamente; l’unico contatto coi due gruppi è dato da Jared che è figlio e di una semi-Dea. Il mondo che Michael conosce ha sempre avuto a che fare, ciclicamente con non-morti, fantasmi, vampiri, Dei… ecco ma all’ennesima invasione di daini dagli occhi illuminati di azzurro e attacchi di zombie, mi spiace per come si annacqui la densità delle storie dei protagonisti.

Il sito dell’autore che, in occasione di una raccolta fondi dopo le devastazioni di un tifone nelle Filippine, mise all’asta la possibilità di inserire in questo romanzo il nome del vincitore attribuito a un protagonista: è stato fortunato perché gli è toccato giocare con l’originalissimo Henna Silvennoinen!

Patrick Ness, Mentre noi restiamo qui (trad. di Giuseppe Iacobaci), Mondadori 2018, 232 p., euro 17, ebook euro 8,99

Uma del mondo di sotto

16 Lug

Uma è una bambina vichinga che sogna di conoscere la sua vera famiglia, irride gli dei, inventa canzoni da vere guerriere e un giorno decide di scendere nel pozzo che si dice magico, dove abitano le creature che esaudiscono i desideri di chi getta una pietra e spera. Il suo non darsi pace, l’essere insaziabile di desideri inappagati la fanno diventare la terribile Regina del Mondo di Sotto, in un nuovo regno che imprigiona chi lavorava alla realizzazione dei sogni e i dissidenti, dove non ci sono altre ragioni che quelle di Uma. Poi il racconto gira ai nostri giorni ed ecco Killian, adolescente arrabbiato che si è appena trasferito proprio nel paesino dove c’è il pozzo leggendario. Si innamora perdutamente di Harper, anche se lei non ha mai sentito i Nirvana e non ha mai visto Guerre Stellari, ma lei non si presenta all’appuntamento successivo e non si ricorda di lui. Harper è in realtà stata creata da Uma come contatto col Mondo di Sopra e viene resettata sopo ogni incursione tra gli umani: le vengono cancellati i ricordi. Incuriosito da una sorta di troll uscito dal pozzo che porta al collo una pietra simile a quelle che ha trovato seppellite in giardino, Killian fa la conoscenza dell’altro mondo e di un gruppo deciso a ribellarsi alla regina e alle sue regole.

Marta Baroni costruisce una narrazione in sette capitoli che parla, in maniera molto vera, della potenza dei sogni e dei desideri, ma anche della cecità a cui conducono la rabbia e il voler troppo. Grazie al doppio binario di realtà e magia, offre una riflessione profonda, punteggiata da definizioni (nostalgia, sogno, desiderio…) e da un Mondo di Sotto di cui il lettore godrà della toponomastica e del parlare in rima di alcuni dei suoi abitanti. Un fumetto che dice della necessità di fare i conti coi propri demoni, della capacità di guardar in faccia le cose, ma anche in fondo ad esse: qualcuno si perde nel torbido, qualcuno ci trova forza e speranza.

Marta Baroni, Uma del mondo di sotto, Bao Publishing 2018, 208 p., euro 18

Niente paura Little Wood!

16 Mag

little woodIn questo libro ci sono Genie, undici anni, suo fratello Ernie, quattordici, e il tempo di un’estate, anzi di un mese estivo da passare in campagna dai nonni paterni. Di questi nonni Genie sa davvero poco, conosce la voce della nonna che telefona qualche volta, ma ad essergli totalmente sconosciuto è il nonno che tanta di parlare al padre senza riuscirci, che porta una pistola nella cintura, che in casa ha una stanza chiusa a chiave per “gli affari suoi” e che è completamente cieco. Nessuno l’hai mai detto al ragazzo perché il nonno stesso vuol essere il primo a dirlo, quel nonno che sa muoversi da solo in casa, cucinare e rispondere alle tante domande del nipote.

Già, perché se suo fratello è il tipo da occhiali da sole fighi perennemente sul naso e fiuto per le ragazze in gamba (ecco Tess che martella tappi da birra per farne orecchini), Genie è quello delle domande: riempie i taccuini, cerca su Google risposte a improbabili quesiti, prova a dare un senso anche al mistero che aleggia sulla casa gialla abbandonata in mezzo al bosco. Ad aleggiare sulla famiglia è invece la storia: quella del nonno e dei suoi genitori, quella dello zio morto in guerra anni prima, insieme allo spettro della guerra e della violenza, alle paure che possono generare, ai fantasmi che possono venirti ad inghiottire. Se il nonno comincia a fidarsi di Genie fino a camminare con lui di notte in cortile, quel che deve lasciare andare è molto di più dei simbolici uccellini che tiene in gabbia e che cura ogni giorno. Ci sono sentimenti e ricordi e vecchie tradizioni e rancori che devono volare vie; c’è la fatica di crescere e la paura terrificante di non essere adatto: per Genie è davvero l’estate del cambiamento.

Reynolds costruisce un romanzo di formazione ambientato nei giorni nostri, ma se non ci fosse il wi-fi, il riferimento potrebbe essere ad altre guerre e la descrizione dei rapporti personali come il percorso di cambiamento di ciascun personaggio starebbero benissimo in qualsiasi tempo. La riflessione che ne nasce ruota intorno al riparare le cose che si sono rotte, ed è un filo che va dalla prima all’ultima pagina, si parli di un modellino di automobilina, dei denti davanti, di un guaio o di un affetto.

Questo romanzo è anche un alto esercizio di traduzione: Giuseppe Iacobaci cuce addosso al protagonista una lingua che ne segue perfettamente i giochi di parole, i pasticci sui modi di dire, i neologismi che Genie inventa.

Le illustrazioni di copertina sono di Marta Pantaleo.

Jason Reynolds, Niente paura Little Wood! (trad. di Giuseppe Iacobaci), Terre di Mezzo 2018, 328 p., euro 14,90