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Le memorie della menta piperita

31 Ott

memorie-della-menta-piperitaFa meraviglie in questo libro l’arte della serigrafia in cui a Else sono maestri, ora anche con Ronzinante la serigrafia ambulante un furgone attrezzato di tutto punto a serigrafia mobile. I colori da contrappunto al nero danno musi di cane ai protagonisti, danno materia ai gesti e ai sogni, fanno sentire suoni e rumori evocati nel testo. La storia che li accompagna è la narrazione di una crescita in quindici capitoli, quindici quadri tematici a loro volta suddivisi in brevi frasi che procedono esattamente come è naturale per la protagonista che parla in prima persona. Una bambina piccola, con una sorella più grande e con un nome corto, che scopre il mondo nel tempo magico dell’estate, che è il tempo più facile, quello in cui non sia ha altro da pensare se non nel caso suo ai capretti di Bianchina. Ma il tempo facile fa sì che si possa avere spazio per tutti i pensieri che girano dentro, nella vita sospesa sull’isola, mentre la mamma è a fare le lotte e le bambine stanno in campagna.

Così si dice, nel pensare poetico e realistico insieme dei bambini, di nidi e di serpi, della vigna e dei cani, del riflettere sul proprio corpo, sulla paura, ma anche su quella strega che si ha dentro, che fa dire le cose cattive; si dice della morte, quella del cane amato e quella del nonno, della differenza tra prendere il volo e tuffarsi e del coraggio che ci vuole, delle torte di fango e della fuga con un amico più piccolo, del prendersi cura e delle radici. Il legame tra il corpo e la terra è forte, come quello con la natura, con l’imparare a fare materialmente le cose.

E il tempo dell’estate è quello dell’infanzia: dura poco, e quando si diventa bambine grandi bisogna prendere il proprio posto accanto agli adulti per capire come fare a crescere, “mentre quando si è bambini non è necessario imparare niente perché si sa già tutto” e quel tutto viene detto in modo raro e prezioso in questo albo.

Il testo è stampato in tiratura limitata di 500 copie, con una serigrafia in omaggio. Fatevi questo regalo.

Il sito dell’illustratrice. Il blog dell’autrice.

Elena Morando – Anke Feuchtenberger, Le memorie della menta piperita, Else 2016, 32 p., euro 30

Non devi dirlo a nessuno

20 Set

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Una buona storia di formazione da proporre in lettura ai ragazzi più grandi, ambientata nel tempo estivo , nel tempo delle vacanza che si ripete ogni anno nello stesso luogo, lontano da casa, al paese dei nonni e che permette quindi di vivere un tempo sospeso: si è in un luogo diverso, conosciuto, ma in cui si è comunque stranieri. “Foresto” è Luca Ferrari, tredicenne genovese che trascorre l’estate a Lamon, sull’altopiano bellunese dove il Veneto va a toccare il Trentino. Foresti come lui sono un pugno di ragazzini che nelle partite di calcio si contrappongono alla squadra dei ragazzini che invece lì vivono tutto l’anno e insieme a cui cercano, nei mesi estivi, di fare gruppo tra condivisione, piccole gelosie, battibecchi e prime cotte. È l’estate del 1989, Greg LeMond vince il Tour, madonna, Jovanotti e Bennato urlano dalle radio, nasce il sesto governo Andreotti e Giorgio, il fratello di dieci anni, continua a chiamare Luca “amico” esattamente come ha sentito in una puntata di MacGyver. È un’estate di confine e di passaggio per Luca che riempie la testa di domande, che si chiede cosa significhi baciare una ragazza, cosa significhino le frasi dei genitori, cosa nasconda il padre magistrato e cosa nasconda il bosco. Il bosco vicino a casa, quello in cui Giorgio cerca instancabilmente di vedere il tasso, quello in cui compare una strana figura di uomo attorno a cui ruotano le dicerie del paese, quello in cui anni prima è scomparso un bambino.

Luca rompe con i suoi anni d’infanzia: fruga tra i segreti di famiglia, guarda i genitori con occhi diversi, fa di testa sua a costo di finire nel pericolo, scopre corpo e sentimenti. In qualche modo sa che quell’estate segnerà un passaggio: nei ritmi soliti della vita e nella sua adolescenza, perché la violenza del mondo lo obbligherà a crescere, lasciandogli però la sensazione forte che a volere fortemente qualcosa si può aggiustare in qualche modo il corso delle cose.

Ammetto, è sicuramente un romanzo affascinante per chi era ragazzino sulla fine degli anni Ottanta e la detonazione finale dei fatti può forse risultare troppo rapida nella narrazione, ma per noi che siamo sempre alla ricerca anche di buoni romanzi italiani da offrire ai lettori, sicuramente è una lettura da tenere in considerazione per le proposte ai giovani adulti. Non solo come romanzo di formazione, ma per la capacità di ricostruire in modo pressoché perfetto l’interrogarsi del protagonista, così come le meccaniche della vita di un piccolo paese quando si dilata e le vacanze portano per qualche settimane altre persone che ne vivono i luoghi, che ne condividono il tempo pur rimanendo comunque “foresti”: in questo gioca un ruolo fondamentale la scelta di mantenere l’uso della parlata locale così come di riportare leggende come quella dell’uomo selvatico, piccoli indizi dell’attaccamento e dell’affetto dell’autore per un luogo che ha vissuto anche da giovane, come i ragazzini che si incontrano  tra le pagine, e che ha parte importante nella sua vita.

Il sito dell’autore.

Riccardo Gazzaniga, Non devi dirlo a nessuno, Einaudi 2016, 243 p., euro 17,50, ebook euro 9,99

Mio fratello rincorre i dinosauri

1 Lug

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Insomma, è la storia di Giovanni, questa.
(…) Giovanni è mio fratello. E questa è anche la mia storia. Io di anni ne ho diciannove, mi chiamo Giacomo.

Giacomo ha cinque anni quando i genitori gli dicono che presto avrà un fratellino. Questa notizia è importantissima per il bambino, perché porrà fine allo squilibrio domestico, dove le femmine (2 sorelle e la mamma) sono in maggioranza e quindi si fa sempre come vogliono loro, e perché finalmente avrà un compagno di lotta, di giochi e di segreti. Dopo alcuni mesi dalla notizia i genitori scoprono che il bambino nascerà con un cromosoma in più, speciale, e per Giacomo questo speciale è sinonimo di supereroe e inizia ad immaginare che super poteri potrà avere questo fratellino. Quando Giovanni nasce, Giacomo capisce che sarà sicuramente un bambino speciale, ma non nel senso in cui aveva immaginato.

Il romanzo narra le vicende dei due fratelli dalla notizia della nascita di Giovanni fino a quando nel 2015 Giacomo pubblica su Youtube il video “The Simple Interview” girato insieme a Giovanni e che attirerà le attenzioni dei media sulla loro famiglia e sui due fratelli, proprio per il forte messaggio che questo video lancia.

La storia di Giacomo e di Giovanni è tante cose insieme: la storia di una famiglia che si trova ad accogliere l’arrivo di un bambino speciale, un ironico e divertente romanzo di formazione, ma soprattutto è la storia di un rapporto tra due esseri umani. Perché come capisce Giacomo e come ci insegna Giovanni, le persone sono persone, con i loro mondi, le loro passioni e le loro paure, non sono sindromi, etichette o altro che appiccichiamo per semplificare la nostra vita e per mettere distanza tra un presunto noi e un presunto loro. Presunto da chi poi non è mai dato saperlo. Valorizzare e non valutare, come sostiene da anni Stefania Guerra Lisi, perché siamo tutti diversi, ma se ci fermiamo a valutare cosa sappiamo e non sappiamo ci perdiamo tutto il bello della diversità, ci perdiamo la complessità di quello che siamo e rischiamo di trasformare la nostra società in un grande centro Pokémon (dove solo importa la funzione). Colpisce la sincerità di Giacomo, nel raccontare anche le parti più oscure del suo rapporto con il fratello, la vergogna iniziale, che riuscirà ad illuminare e a trasformare fino a capire che Giovanni è davvero un supereroe.

Giacomo Mazzariol, Mio fratello rincorre i dinosauri, Einaudi 2016, pp.176, € 16,50

Qui trovate la pagina FB dei due fratelli

Black Hole

21 Giu

black holeLa passione del protagonista per l’astronomia e in particolare per il fenomeno dei buchi neri dà titolo al nuovo romanzo di Silvia Vecchini e offre un termine di paragone per quel che succede, così come il paragone con le stelle, con il cosmo punteggiano tutta la storia. Dice infatti il tredicenne Giulio, che narra in prima persona, “la caratteristica di un buco nero è la comparsa di un orizzonte degli eventi. E (…) niente, nemmeno la luce, può sfuggire all’orizzonte degli eventi”. Un buco nero pare l’estate di Giulio, torrida e solitaria nella città dove vivono i nonni e dove si trova temporaneamente per un incidente della nonna che ha bisogno di assistenza. Intorno a lui, come pianeti distanti, la madre sempre di corsa, il nonno con la memoria che fa cilecca, il padre che è più una voce nel telefono che una presenza, dopo la separazione dei genitori. Un buco nero che in qualche modo attrae è anche la casa lasciata a metà, lo scheletro mai finito di costruire al di là della ferrovia, che un giorno attrae Giulio quasi a chiamarlo: una terra di nessuno, un luogo desolato senza identità che diventa terreno di incontro per due che fuori nemmeno si guarderebbero: Giulio, solitario, senza amici, additato per il suo peso, e Samanta, diciassettenne rabbiosa con il mondo che sa giocare con il fuoco, camminare sui cornicioni, ma non dice nulla di se stessa e ama sentirsi raccontare ad alta voce la storia di Barbablù. Di lei in giro si dice che sia pericolosa, che abbia pestato uno più grande di lei, che abbia problemi a casa, che rubi. Per Giulio è l’avventura di entrare di nascosto in piscina, la mano che lo salva quando le vertigini incombono, la condivisione di silenzio e orsetti gommosi. Giulio sa che c’è qualcosa che non va, qualcosa che sfugge e che, nel caos degli eventi, deve trovare una forma e una ragione.

Con questo romanzo, sembra approfondirsi il ritratto che Silvia Vecchini offre di ragazzi che stanno crescendo e la possibilità ai lettori di riconoscersi, di rispecchiarsi nella fatica adolescente di sentire che si cambia, che ci si muove ad altra forma. Se Olivia in Fiato sospeso diceva che crescere è come stare sospesi prima di un tuffo: non sai mai quanta aria è necessario mettere nei polmoni; se in Vetro la protagonista suggeriva che crescere è avere il coraggio di prendere la bicicletta e andare a vedere cosa c’è oltre la cura dietro cui non ci si è mai spinta, in questo caso Giulio sintetizza “crescere è perdere i pezzi”. Si può rintracciare allora un’attenzione complessiva dell’autrice che, nel suo lavoro, segue passo a passo i suoi protagonisti, consapevole della loro fatica e delle loro domande, restituendo a chi legge ritratti veritieri di adolescenti che si affacciano sul mondo e prendono coraggio.

Il blog dell’autrice.

Silvia Vecchini, Black Hole, San Paolo 2016, 143 p., euro 14,50, ebook euro 6,99

The Big Swim

27 Mag

BigSwimChe bel “piccolo” romanzo di formazione offre ai lettore Biancoenero in questa nuova uscita editoriale, sempre con caratteri ad alta leggibilità. Un racconto lungo che si legge d’un fiato e che conferma la capacità narrativa coinvolgente di Fagan, già apprezzata ne La strana collezione di Mr Karp.

Parla in prima persona Ethan e racconta della sua estate a Campo Betulla, a cui i genitori lo hanno iscritto contro la sua volontà; è infatti perfettamente cosciente di non essere il tipo giusto per un campo estivo e ha tre unici obiettivi: sopravvivere, non farsi odiare e non essere il peggiore in tutte le sue attività. Si guadagna un soprannome, come tutti del resto tra i ragazzi con cui condivide il bungalow; scopre che c’è un ragazzo di nome Leonard ben più imbranato di lui e pure desideroso di essergli amico e capisce di potercela fare: si adatta, non dà problemi ai responsabili e sa gestirsi il tempo libero grazie al taccuino su cui scrive costantemente nuove storie che gli nascono in testa. Ci sono poche regole, ma ferree e tutto è abbastanza spartano; ci sono le ragazze con cui si condividono alcune attività; c’è soprattutto la leggenda che ruota intorno al temibile nuovo arrivato, Zach.

Zach è in qualche modo diverso e scostante, affascinante e inquietante insieme; tratta tutto con sufficienza, ma poi trova il tempo per parlare sinceramente con Ethan; sparisce all’improvviso durante una gita, ma la punizione che gli tocca non è poi così dura; è diverso e Ethan lo percepisce benissimo: non è la sua provenienza sociale o quel che si dice di lui, è il suo modo di fare, di dire ciò che pensa, di essere se stesso. Zach non assomiglia a nessun altro, ma solo a se stesso e la segreta consapevolezza che porta addosso si trasferisce in qualche modo anche a Ethan nel modo di guardarlo e di considerare l’intorno, di riuscire ad andare oltre le apparenze. Allora sfidare le regole diventa un tutt’uno con il sostenere Zach nella sua sfida personale, in un moto di condivisione e lealtà che potremmo dire di amicizia vera, quando il legame non è fatto tanto di parole, ma piuttosto di sentire, quando scatta la molla che ti fa scegliere la parte giusta, che ti fa crescere in un attimo, che ti fa sentire bene anche se sai che passerai dei guai.

Il sito dell’autore.

Cary Fagan, The Big Swim. La grande prova (trad. di Giulia Avallone e Flavio Sorrentino), Biancoenero 2016, 95 p., euro 11

 

Brucio

19 Mag

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Tommy e Sally sono due ragazzi con un passato difficile, segreti e ferite ancora aperte. Tommy è l’unico sopravvissuto al rogo della sua casa quando era poco più che un bambino e da allora è iniziato il suo rimpallo tra comunità e famiglie affidatarie. Tommy è completamente sfigurato e il suo aspetto è fonte di pregiudizi e cattiverie gratuite da parte dei suoi coetanei e non solo. Sally è una ragazza che nasconde un passato fatto di sofferenza e delusione, affidata agli zii perché la madre non è in grado di fare la madre. I due si incontrano in un piccolo paese di provincia, dove tutti si conoscono e dove tutti hanno segreti, dietro la facciata e negli armadi si nascondono molti scheletri, ma l’indice è sempre puntato su chi è diverso, da chi differisce dalla norma. In questo contesto l’arrivo di Tommy non può restare inosservato. Tommy che vuole solo far passare gli ultimi mesi che lo separano dal raggiungimento della maggior età, senza problemi, per poi poter finalmente decidere della propria vita, si troverà invece suo malgrado invischiato in un mistero molto fitto e in una serie di inspiegabili rapine.

Con questo romanzo Frascella si riconferma  un abilissimo narratore dell’età di passaggio e non solo. Se in Sette piccoli sospetti e La cosa più incredibile, l’autore tratteggia perfettamente i timori, le avventure e le emozioni dei ragazzi della scuola media, Tommy e Sally invece vanno a fare compagnia a  Bet e all’anonimo protagonista di Mia sorella è una foca monaca, tra i personaggi letterari che abitualmente inserisco nei percorsi per la scuola superiore dedicati ai romanzi contemporanei che hanno  affinità (emotive/spirituali/varie) con Holden Caulfield. Per me dunque è la riconferma che ci sono autori che sanno scrivere di ragazzi e per ragazzi, senza banalizzare o ridurre le loro vite, restando autentici. E con loro (i ragazzi), l’autenticità paga.

Christian Frascella, Brucio, Mondadori 2016, pp. 343, € 17,50 (ebook € 8,99)

Roller Girl

20 Apr

RollerGirl_Cover-206x300Chissà se questo nuovo fumetto che segue per linea grafica Smile avrà tra i lettori lo stesso successo del libro di Raina Talgemeier? Storia tutta al femminile, racconta la scoperta da parte di Astrid del roller derby, specialità sportiva in cui spericolate squadre sui pattini si affrontano a colpi d’anca, velocità e sana cattiveria.

La scoperta di un nuovo sport, il duro allenamento – Astrid non parte da zero, ma quasi visto che fatica anche a stare in piedi sui pattini, i lividi, lo scoraggiamento e la determinazione della protagonista servono per raccontare il tempo estivo che segna la crescita e il cambiamento: il campus estivo infatti segna in qualche modo la rottura con l’amica di sempre, che preferisce un campo di danza e le visite al centro commerciale, ma è anche per Astrid l’inizio dell’adolescenza, il non riconoscersi in certi atteggiamenti, i bruschi litigi con la madre.

Ritratto adolescente, il fumetto dice di quanto brucino le ferite dell’amicizia, di come si possano incontrare nuove amiche con gli stessi interessi, ma anche non perdere quelle di sempre nonostante ciascuno trovi una propria dimensione che non coincide con quella altrui. Dice di lividi fisici e di lividi metaforici, di piccole bugie e di voglia di affermarsi, dell’importanza di avere qualcuno che ti sproni, che ti dia piccoli suggerimenti, che ti faccia trovare la frase giusta su un bigliettino nel tuo armadietto, prima dell’allenamento.

Una nuova buona uscita che si aggiunge alle tante che, informa di fumetto e di romanzo, parlano di sport (alcune graphic della Sinnos, La Regina del trampolino, tanto per citare qualche titol0): sicuramente libri utili da proporre ai ragazzi, partendo magari da una loro passione, da un loro interesse.

Il sito dell’autrice, ovviamente anche lei una skater con le Rose City Rollers. Sfoglia qualche pagina sul sito dell’editore.

Victoria Jamieson, Roller Girl (trad. di Laura Bortoluzzi), Il Castoro 2016, 240 p., euro 15,50

E poi diventai farfalla

2 Apr

farfallaLa protagonista di questo svelto e riuscito nuovo romanzo di Luisa Mattia si definisce razionale, racconta della propria propensione a mettere tutto in ordine e dice al lettore di come creda che ogni cosa debba avere un proprio posto. Tutto in ordine, tutto bene.

Al proprio posto si sta bene, e quando quel posto è lo sguardo di Lorenzo, il suo primo vero amore, alla quattordicenne Fiamma pare che tutto vada bene. Torna dalle vacanze estive ricca di queste nuove sensazioni, le pare di volare, mentre il resto del suo mondo rimane a terra. Ma l’ordine tuo può non coincidere con quello degli altri e la vita può sparigliare le carte e mettere fuori posto quel che ha deciso a prescindere: la delusione dell’amore che scema e lascia ammaccati, l’ordine famigliare che si rompe, i genitori che si separano, nulla che fila più per il verso giusto. Solo i treni e i tram non deragliano perché corrono su binari ben fissati: il punto fermo di Fiamma diventa il nonno, uno che appunto “non deraglia”, che conosce la necessità della rabbia e il valore del tenersi occupati quando si ha bisogno di mettere i pensieri altrove. Il nonno sa della natura, del giardino, dell’orto; sa del tempo che serve al bruco per farsi pupa e poi farfalla, ottima metafora per la crescita della nipote. E poi arriva Gionata ed è bella la descrizione della cura che mette il ragazzo nei propri gesti, quelli di chi ha scelto per passione di essere artigiano. Ed è – ci pare – la stessa cura che sa mettere nei confronti di Fiamma e della sua vita.

I passaggi scientifici della trasformazione del bruco intervallano i capitoli del romanzo; capitoli che sono uno per mese, da agosto a luglio, ciascuno porta un  titolo con assonanza musicale, per una playlist di accompagnamento alla lettura.

La bella illustrazione di copertina è di Francesca D’Ottavi. Il sito dell’autrice.

Luisa Mattia, E poi diventai farfalla, Lapis 2016, 140 p., euro 12,50

Incendi estivi

17 Feb

incendi

L’estate post diciotto anni di Rachele e quella dei sedici di sua sorella Sabrina in un fumetto che si potrebbe definire sommesso, per la bicromia che contraddistingue le sue tavole, per il modo naturale – naturale come la quotidianità dei giorni di ciascuno – con cui inanella quel che capita: le incertezze, le rabbie improvvise, l’insofferenza, le scelte da fare, quelle non fatte, gli errori, il pentirsi, il perdersi in una liberatoria risata di condivisione.

Le due sorelle fanno le sorelle: liti, sottintesi nei discorsi a tavola davanti ai genitori, smascheramenti e bugie, pianti in comune, porte sbattute. Intorno gli amici, il gruppo, i compagni di scuola, ma anche il corpo che cambia, i desideri taciuti e quelli soddisfatti senza chiedersi troppo, chi fa le tacche su un taccuino e chi mette punti interrogativi sull’amico che forse è qualcosa di più.

L’estate scorre in un paese del Centro Italia sulla cui collina continuano a dilagare incendi notturni, scorre tra una lezione e l’altra in vista dell’esame di guida. E a questo somigliano i giorni di Rachele: agli strattoni che dà l’automobile quando ancora non la comandi bene, allo spegnersi improvviso di quando ti dimentichi della frizione, ai passi incerti nel bosco alla ricerca di tracce di piromani e di animali da salvare; sono fatti di momenti in cui ti lasci scorrere tutto addosso e in cui scegli di non scegliere, di non rispondere ad un telefono, di fare ripicca per poi scoprire che chi combinava con te lo scambio scolastico dall’altra parte del mondo è partito davvero mentre tu continui a fissare un telefono. Per poi capire che è più semplice ricominciare a parlarsi forse proprio perché c’è la distanza di mezzo.

Un buon specchio di adolescenza, con una gran colonna sonora, esplicitata tra l’altro a fondo volume, per cui potete farvi una playlist con cui accompagnare la lettura.

Il sito di Giulia Sagramola.

Giulia Sagramola, Incendi estivi, Bao Publishing 2015, 204 p., euro 18

Capriole

14 Feb

CaprioleAmmetto di avere una passione per il tratto di Marina Girardi, per le sue narrazioni di parole e immagini e per il modo e i mondi che intuisco esserci dietro. Forse anche perché spesso c’è montagna, ci sono passi e biciclette, c’è la partecipazione a progetti come La mia valle e Pasubiana curati da Giulia Mirandola; perché quel narrare a mo’ di carnet de voyage mette il lettore a proprio agio e gli rende facile accordare il passo a quello di chi narra. Recupero allora questa uscita di tarda primavera per invitarvi a sfogliare un’autobiografia che davvero è, in questo caso, anche racconto di viaggio, i viaggi reali (dintorni, traslochi, vacanze estive all’estero) e insieme il viaggio del crescere di Marina bambina e di sua sorella Sonia, insieme alla loro famiglia.

Si parte da Caprile, piccolo paese sprofondato in fondo a una valle, si raccontano i picnic domenicali, le scoperte del vagare liberi nel verde, nei boschi, nell’orto dei nonni e poi i viaggi nelle città italiane e all’estero; si viaggia anche tra i suoni del dialetto, tra le letture della protagonista e nei suoi pensieri. Un ritratto di infanzia che cresce e si forma grazie a quel che vede, sperimenta, immagina; un diario per immagini che non a caso fa parte della collana “Gli anni in tasca. Graphic” di Topipittori.

Il blog di Marina Girardi. Il progetto Nomadisegni.

Marina Girardi, Capriole, Topipittori 2015, 129 p., euro 16