Tag Archives: Lapis

Sotto le ali del vento

28 ago

sotto l ali del ventoSi viaggia tutto l’anno, ma l’estate è per la maggior parte delle persone il periodo in cui ci può dedicare alla scoperta di nuovi luoghi interessanti. Molte sono le guide  per bambini e ragazzi in formati diversi che sono uscite in questi ultimi mesi, gettonatissima Milano per via dell’Expo; oggi invece riprendiamo un’uscita editoriale di inizio anno che presenta la città di Cagliari da un punto di vista un po’ diverso. È infatti una narrazione che affida a due giovani gabbiani, alle loro domande e al saggio zio Capitano il racconto della città sia dal punto di vista monumentale che dal punto di vista storico, senza dimenticare la leggenda della sua nascita, anzi partendo proprio da quella.

Elia è un gabbiano curioso e tra le tante cose vuole anche sapere da dove nasce il vento. Proprio di lì nasce una sorta di viaggio cittadino che porta a scoperte, avventure, attenzione ai particolari che poi i giovani lettori potranno ritrovare durante la visita sul campo. Il volo dall’alto regala possibilità di guardi singolari che si ritrovano nelle illustrazioni che accompagnano il testo, a volte mostrando a mo’ di guida, altre volte suggerendo profumi, brezze e atmosfere e facendo venir voglia di esser lì, già solo per quegli azzurri di cieli e di mare delle carte di guardia. Una lettura che si può accompagnare a una guida turistica tradizionale su cui ritrovare luoghi e monumenti citati e evidenziati in neretto lungo il testo.

Realizzato in collaborazione con Camù – Centri d’Arte e Musei di Cagliari. Il sito di Dal Cin. Il sito di Pia Valentinis. Il sito di Ignazio Fulghesu. Un capitolo in anteprima sul sito dell’editore e una pagina FB dedicata.

Ne approfittiamo per ricordarvi che a Cagliari, dall’8 al 13 ottobre, si svolgerà la decima edizione del Festival Tuttestorie: cominciate a scoprire autori presenti e appuntamenti. Una buona occasione per visitare anche a città, no?

Luigi Dal Cin – ill. Pia Valentinis e Ignazio Fulghesu, Sotto le ali del vento, Lapis 2015, 173 p., euro 10

 

Libri per fare, libri per giocare

5 ago

Nella postfazione di un libro di parecchi anni fa (Enrico Ferri, Giulia Ricci, Come si fa a giocare, Editori Riuniti, 1982; in qualche biblioteca è ancora reperibile) Mario Lodi racconta i suoi giochi di bambino, del tempo passato a sperimentare, progettare, costruire, adattare materiali di recupero per costruirsi giocattoli o creare nuovi oggetti. Esperienze che poi continuerà a rielaborate nella sua vita di maestro, nella Casa delle arti e del gioco e in altre attività educative. È, quello di Lodi, un racconto affascinante e rivelatore, come del resto tutti i diari delle sue attività, del nesso profondo che c’è tra fare e imparare. I tempi oggi sono profondamente cambiati dal tempo dell’infanzia di Mario Lodi, i bambini vivono in ambienti per certi versi più asfittici, sotto assedio di giocattoli e oggetti, deprivati del loro tempo e di spazi, d’altra parte per loro si aprono altre nuove forme di esplorazione del mondo. Noi e loro abbiamo bisogno di spazi e tecnologie pubbliche per apprendere come funzionano e si utilizzano i nuovi strumenti che possono trasformare i modelli digitali in oggetti fisici, ma parallelamente è necessario tenere aperto il canale di un’abilità manuale che si serve di strumenti tradizionali; di un’abilità da costruire e allenare con pazienza già da piccolissimi, pasticciando e saggiando materiali diversi per scoprire la loro duttilità o la loro resistenza, assemblarli o scomporli per dare continuamente vita a forme diverse. Pian piano si potrà scoprire come mani e pensiero si rincorrono. Quindi, insieme ai bambini esploriamo il mondo con le mani, anch’esse sono strumenti del pensare. Per farlo abbiamo pensato di segnare una nostra pista tra alcuni titoli di libri che negli ultimi tempi ci hanno particolarmente colpito per l’originalità delle proposte, per le modalità di presentazione delle procedure di realizzazione dei lavori che propongono, perché contagiosi nel trasmettere l’entusiasmo di mettere in attività le mani.
il ragazzo che trasformava le coseAnche se non suggerisce direttamente lavori manuali, è un contributo illuminante, per una riflessione sul fare, la lettura del libro di Sabina Colloredo con le illustrazioni di Gianni De Conno Il ragazzo che trasformava le cose (Carthusia 2014, euro 12,90), pubblicato in occasione dei 60 anni del Premio Compasso d’oro e per raccontare ai più piccoli la professione del designer. Cominciare dal cambiare sempre punto di vista – magari provare anche a guardare il mondo a testa in giù – per avviarsi in un viaggio dentro le cose, assorbire la loro forma e il loro senso, cambiarle e inventarne di nuove, come in fondo fa un designer, rappresenta la dimensione ideale nella quale abitare per avviare anche una trasformazione profonda: trasformarsi da consumatori di cose in creatori di cose.
Entusiasmo già nel titolo in Lo faccio io! Lavoretti per bambini e idee creative per ogni occasione di Anna Alfonsi, illustrazioni di Francesca Rossi (Lapis, 2013, euro 14,90), manuale coloratissimo di piccoli lavori per ogni occasione, spiegati chiaramente in tutte le fasi di realizzazione con l’aiuto di illustrazioni. Continua a leggere

TrasformaNatura

13 mar

trasformanatura“I Mutanti” si presentano come una collana di piccoli libri che riservano grandi sorprese. Sono dedicati ai piccolissimi e in questo caso giocano insieme ai lettori, mescolando il gioco del cucù a quello dell’indovinare cosa si nasconde sotto l’aletta partendo da un particolare. Formato oblungo e colori netti, con brevi rime che invitano il bambino a scoprire il frutto della trasformazione: dal fungo al castoro, dalla mela alla biscia e così via; ci sono tanti animali nascosti da scoprire. Apprezzabile sicuramente il fatto che le immagini di partenza siano soggetti non scontati e un po’ diversi rispetto a quelle di solito inserite nei cartonati per i più piccoli: un carciofo, un giglio, un cavolfiore, un cactus, una ninfea.

Nella stessa collana, anche TrasformAttrezzi per fare magie partendo dal contenuto di una cassetta per gli attrezzi. Il sito di Agnese Baruzzi.

Si può giocare a scoprire e ad indovinare anche con altri due cartonati sempre editi da Lapis da poco, in “Cucù”si cercano gli animali dietro le uovacucu, dietro il formaggio, nel buio della notte , nel cappello del mago. In “Chi ha mangiato l’animaletto?” si va dal buco più grande a quello più piccolo per scoprire chi si sia mangiato la coccinella rossa: una successione di colori e di animali. Pagine resistenti e con gli angoli arrotondati, di pancia in pancia fino alla sorpresa finale.

Il sito di Hector Dexet e il suo blog.

Agnese Baruzzi, TrasformaNatura / TrasformAttrezzi, Lapis 2015, 20 p., euro 11,50 caduno

Hector Dexet, Cucù (trad. di Chiara Stancati), Lapis 2015, 36 p., euro 12,50

Hector Dexet, Chi ha mangiato l’animaletto? (trad. di Chaira Stancati), Lapis 2015, 24 p., euro 11,50

Un elefante sotto il letto

21 gen

elefante sotto il letto

Provate un mattino a sbirciare sotto il letto e trovarci un elefante: proprio quel che capita al protagonista di questo racconto lungo che passa le ore seduto nel banco a scuola immaginando quali disastri possa aver compiuto il nuovo arrivato. E dire che corrisponde esattamente all’animale che ha sempre desiderato: non troppo piccolo né troppo peloso, aria simpatica; peccato sia un pachiderma, anzi un’elefante con l’apostrofo visto che è femmina. Nessuno in famiglia sembra però rimarcare la sua presenza; la bestia è visibile solo a pochi, a “chi è dei nostri”, come gli spiega Valentina, la quale a sua volta ha trovato una giraffa (maschio però). L’elefante sparirà improvvisamente la notte successiva per poi tornare sulle pagine dei giornali: una sorta di fantasma che pare aggirarsi per l’Europa seminando interrogativi e strampalate situazioni.

La giornata del protagonista alle prese con l’elefante procede tra domande e curiosità, nell’affannosa ricerca di un nome con cui battezzarlo (i nomi sono importanti, quindi non si possono dare per scontati), tra giochi linguistici e risate, come già ci ha abituati Andrea Valente. Tra botti, bottini e bottoni, apostrofi, maschili e femminili, participi presenti e passati, modi di dire e frasi fatte, una piacevole avventura per i lettori tra 8 e 10 anni (sì, quelli per cui non è facile di questi tempi trovare un testo di qualità da dare in lettura. Evviva!).

Il sito dell’autore. L’illustrazione di copertina è di Francesca D’Ottavi.

Andrea Valente, Un elefante sotto il letto, Lapis 2015, 118 p., euro 8,50

Vorrei un tempo lento

20 nov

vorrei un tempo lento

Corre il tempo tra le immagini di Sophie Fatus; corre tra papaveri e soffioni, alberi su cui si posa la prima neve, pesci, lucciole e farfalle. Un tempo lento, quello che si invoca, un tempo per vivere con calma i momenti del quotidiano: andare a piedi a scuola, inventare pozioni con sassi ed erba, giocare con gli amici, litigare e fare pace. Ma anche un tempo zitto, perché non sempre c’è necessità di dire, a volte è sufficiente ascoltare il proprio respiro e quello di chi ci sta attorno, natura compresa e magari stare lì a sognare tranquilli ad occhi aperti. E pure un tempo stanco, per riposare noi e il tempo e l’intorno e intanto semplicemente stare.

Tra tutti i tempi che questo albo – invito a dare tempo ad ogni cosa – elenca, ecco uno splendido tempo lento “a forma di bambino / che vuole far da solo / avendoti vicino”: è il tempo dello scoprire e dell’imparare facendo, del crescere un millimetro ogni giorno, senza che ce ne si renda conto, facendosi appunto “prima fiore, poi frutto”.

Un tempo in rima, da cullare col suono delle parole, andando avanti e indietro tra le illustrazioni, sempre delicate e lievi, quasi lente come il tempo evocato nel senso migliore che possa esserci.

Luigina Dal Gobbo – Sophie Fatus, Vorrei un tempo lento, Lapis 2014, 40 p., euro 13,50

Albert il toubab

9 giu

toubab

Pubblicato nel 2008, questo romanzo breve raccoglie gli echi delle proteste di piazza che i roghi nelle periferie parigine, presto estesisi anche ad altre città francesi. A guardare il riverbero delle fiamme, con un po’ di pregiudizio nei confronti degli immigrati che in quelle zone vivono e con la tendenza a fare di tutt’erba un fascio, è Albert, tranquillo pensionato che abita invece in una villetta in un quartiere confinante. Vive solo, dopo la morte della moglie che al contrario di lui frequentava quelle periferie aiutando gli immigrati nelle pratiche burocratiche e organizzando corsi di francese. Conoscendo il marito si è premurata di procurargli a sua insaputa un aiuto domestico: una donna senegalese viene ogni mattina a cucinare e sistemare la casa. Il sospettoso Albert sarà preso in contropiede quando la donna, ricoverata per qualche giorno in ospedale, gli affiderà la figlia di nove anni. Memouna scoprirà allora che anche Albert è un immigrato: cinquant’anni prima è arrivato dal Portogallo e ha vissuto sulla sua pelle le difficoltà dell’integrazione e il dolore della vita.

Ma Albert è francese e per spiegare la sua storia e il suo senso di appartenenza alla patria porta Memouna e i suoi amici al Musée de l’historie de l’immigration che si trova al Palais de la Porte Dorée e di cui vi avevamo parlato qui a proposito della mostra su fumetto e immigrazione. Se pensate di fare un salto a Parigi, mettetelo nel programma della vostra visita: l’allestimento permanente, intitolato Repères, merita la giornata: proprio come i protagonisti del romanzo, potrete camminare tra le teche che contengono gli toguooggetti donati da immigrati, ascoltare le loro testimonianze, salvare le frasi che vi colpiscono di più, passare tra manifesti, musiche, schermi interattivi tra le nove sezioni in cui si snoda il percorso e che si occupano del significato dell’emigrare attraverso appunto oggetti e testimonianze delle persone che ne hanno fatto un legame con la terra d’origine; attraverso il racconto dell’evoluzione della legge, della partecipazione dei migranti alla storia della Francia (alle guerra, alle Resistenza, alle lotte sindacali), dello sport come modo di emergere, delle logiche (spesso illogiche) urbane che vanno a delinearsi, delle modifiche che si verificano a livello linguistico. Potrete visitare anche la luminosa mediateca e  la galleria dei doni, dove chiunque può portare fotografie, oggetti di famiglia o legati alla professione, archivi che testimonino un aspetto dell’immigrazione. Ad accogliervi, un barcone di migranti reinterpretato da Berthélémy Toguo.

L’illustrazione di copertina è di Francesca D’Ottavi. Il sito dell’autrice.

Yaël Hassan, Albert i toubab (trad. di Anthi Keramidas), Lapis 2014, 141 p., euro 10

Due mostri

26 mar

mostri mckeeTorna in una nuova traduzione e con testo in stampatello maiuscolo la storia dei due mostri dai colori primari contrastanti che vivono ai lati opposti di una montagna, senza mai vedersi, comunicando a volte attraverso un buco. Essendo opposti anche nel dire  uno vede il giorno che se ne va mentre l’altro saluta la notte che arriva: l’incomprensione diventa pretesto per un litigio a lanci di parole e di pietre che progredisce fino alla distruzione della montagna; senza più ostacoli nel mezzo vedono insieme il tramonto, rendendosi conto di quel che si erano detti inizialmente.

Il crescente litigare dei mostri che si fa virtuosismo nel trovare nuove modalità di insultare gli altri è un invito a notare come si possa anche prendersela con qualcuno senza mai usare una parolaccia e mi fa venire in mente quello splendido catalogo di forme per apostrofare l’altro che è un’intera pagina di “Dakota dalle bianche dimore” di Philip Ridley, Salani.

A proposito di McKee, un post sul blog di Prìncipi e Princìpi.

David Mckee, Due mostri (trad. di Maddalena Pennacchia, revisione di Luisa Mattia), Lapis 2014, 32 p., euro 12,50

Nero-Coniglio

5 mar

neroconiglio

Il piccolo coniglio bianco protagonista di questo albo non riesce a liberarsi dall’ingombrante e minacciosa presenza di un grande coniglio nero che lo segue… come un’ombra, si direbbe. Ed è in realtà davvero la sua ombra, proiettata lunga nella limpida giornata. Sparisce solamente quando si inoltra nel bosco buio e fitto; allora davvero è possibile fare brutti incontri e un’ombra imponente può aiutare, ingannare e salvare (un po’ come accadeva in “La zuppa del coraggio”, prezioso albo di Maryann Cocca Leffler edito nel 2003 da Il punto d’incontro che potete ancora trovare sugli scaffali di qualche biblioteca).

Un albo sulla conoscenza della propria ombra, che sempre – quando la scoprono – incuriosisce i più piccoli. Un albo per fare amico con la sagoma nera che portiamo cucita ai piedi, per farle cambiare forma, allungarla e giocarci a piacere.

Qui l’autrice racconta come è nato l’albo. E qui le ombre da ritagliare e indovinare.

Philippa Leathers, Nero-Coniglio (trad. di Maddalena Pennacchia), Lapis 2014, 40 p., euro 12,50

Più libri più liberi 2013 / 1

19 dic

Novità editoriali non fiction per ragazzi a “Più libri più liberi” 2013 (1)

La dodicesima edizione della Fiera della piccola e media editoria “Più libri più liberi” di Roma si è conclusa l’8 dicembre con oltre 54 mila presenze e tra queste molti piccoli lettori. Negli anni è divenuta un appuntamento ormai consolidato e imperdibile anche per soffermarsi sui cataloghi e le novità dell’autunno e dell’inverno presentate dalle piccole case editrici indipendenti per bambini e ragazzi.Ci siamo concentrati in particolare sulle novità che ci sono sembrate più stimolanti nel settore non fiction che spesso finiscono in secondo piano. Continua a leggere

Il colore della libertà

28 nov

Layout 1

La storia di Max si svolge in un futuro prossimo, in un mondo simile al nostro, dove non esiste più democrazia, dove le persone vivono in un regime totalitario che detta regole assurde come il divieto di aiutarsi l’un l’altro (fosse anche solo a sollevare uno scatolone troppo pesante), il divieto di mostrare affetto, l’obbligo di indossare una divisa che contraddistingue ogni studente con un colore a seconda della bravura. Precipitato dal rosso al marrone – la fascia più bassa, quasi un reietto, additato, schernito e tenuto a distanza, Max scopre un’isola di libertà nella bottega dell’antiquario che vive nel suo palazzo. Felix gli racconta del mondo in democrazia, gli fa vedere film proibiti e gli dà accesso alla sua riserva di libri che – contrariamente agli ordini – non ha mai bruciato.

Max comincia così a dubitare della freddezza della madre e a capire i legami che uniscono le persone a lui vicine: Felix conosceva suo padre, arrestato dieci anni prima e ora in prigione, e ospitava le riunioni di coloro che volevano ribellarsi al sistema. Una rete di resistenza che non si è mai spezzata, a cui aderiscono persone di cui mai Max sospetterebbe, pronte a rientrare in azione ora che il padre sta per terminare il periodo detentivo.

Il sito dell’autrice. La copertina è di Francesca D’Ottavi. Questo è il libro citato tra le pagine, da cui prende spunto la modalità di ribellione attuata dal gruppo di resistenti.

Yaël Hassan, Il colore della libertà (trad. di Anthi Keramidas), Lapis 2013, 147 p., euro 10

Iscriviti

Ricevi al tuo indirizzo email tutti i nuovi post del sito.

Unisciti agli altri 6.906 follower