Tag Archives: Laura Bortoluzzi

Little Miss Florida

1 Feb

little-miss-floridaIl padre di Raymie Clarke se ne è andato di casa e lei ha un brillante piano: vincere il titolo di Little Miss Florida 1975 perché lui veda la sua foto sul giornale, si ravveda e torni. Per imparare a far roteare il bastone da twirling, essenziale per il concorso, prende lezioni da una super campionessa insieme ad altre due ragazzine: Beverly Tapinski, che ne è già capacissima, almeno quanto è brava a scassinare serrature con coltello che ha sempre in tasca, e Louisiana Elefante, facile agli svenimenti, orfana di genitori acrobati e desiderosa di intascare l’assegno-premio per garantire cibo e tranquillità alla nonna con cui vive. Raymie sa che non sarà mai la reginetta; vorrebbe solo riportare le cose alla normalità, cullarsi nella sicurezza della frase con cui la segretaria dell’agenzia assicurativa del padre  accoglie i clienti (“Come possiamo proteggerla?) e ascoltare la visione del mondo della signora Borkowski, l’anziana vicina di casa dalla risata  contagiosa e dai discorsi sull’anima. Invece la signora Borkowski muore, Raymie perde il libro della biblioteca che parla del luminoso cammino di Florence Nightingale nella casa di riposo dov’è andata a fare una buona azione e Louisiana deve ritrovare il gatto lasciato al centro per animali. Per di più Louisiana vive con la nonna cercando di fuggire a presunte assistenti sociali che le inseguono, Beverly ha un occhio nero e tutto pare andare a rotoli: solo la loro amicizia, inattesa, bizzarra, ma subito salda permette di andare avanti, di affrontare un’estate insieme e di assaporare quell’attimo in cui tutto sembra compreso e la felicità sbuca all’improvviso, nonostante, e ti gonfia l’anima.

Un bel romanzo tutto al femminile, divertente e nel contempo sottile, per una fascia di età, i 10-12 anni, che a volte fatica a trovare testi di qualità. Peccato per la copertina non proprio azzeccata, o per lo meno che ammicca a una fascia di età anche inferiore.

Il sito dell’autrice.

Kate Di Camillo, Little Miss Florida (trad. di Laura Bortoluzzi), Il Castoro 2017, 199 p., euro 13,50

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Il club delle baby-sitter

29 Set

il-club-delle-baby-sitterUn nuovo fumetto di Raina Talgemeier che abbandona a questo giro l’ispirazione autobiografica e si rifa a una serie di gran successo per le ragazzine come Il Club delle Baby-Sitter di Ann M. Martin, pubblicata negli Stati Uniti trent’anni fa e tradotta in italiano da Mondadori dal 1993, poi diventata anche un film. Riprendendo i diversi volumi della serie, Talgemeier ne dà una rilettura fedele in forma di fumetto, arrivando a illustrare per ora i primi quattro. Il Castoro manda oggi in libreria il primo in cui si racconta della nascita del club e dell’amicizia tra le quattro protagoniste, ciascuna alle prese con i propri guai famigliari, la fatica di crescere e di cambiare.

Fulcro della narrazione è Kristy, la fondatrice del club e voce narrante della storia. La sua famiglia è grande, allegra e alle prese con il nuovo fidanzato della madre, a quanto pare presto sposo: se i suoi tre fratelli sembrano entusiasti all’idea, Kristy lo è molto meno e non perde tempo nel tenere a freno la lingua; a casa come a scuola, infatti, l’impulsività nel dire e nel fare la caratterizza, ma è anche la spinta per dare inizio alle attività del club. Diverse nei caratteri e nelle vite che svolgono, le ragazze si confrontano, litigano, cercano soluzioni ai problemi e intanto si scontrano con la realtà intorno, a partire dalle bizzarrie e dagli imprevisti a cui devono far fronte come baby-sitter (quando non dog-sitter!).

Ovviamente destinato prevalentemente a un pubblico femminile, il fumetto ha il pregio di togliere l’abile autrice dall’impasse del “troppo autobiografico” di cui Sorelle aveva pagato pegno rispetto invece a Smile, libro sempre apprezzato.

Il sito dell’autrice.

Raina Talgemeier, Il club delle baby-sitter. 1. Kristy lancia un’idea (trad. di Laura Bortoluzzi), Il Castoro 2016, 192 p., euro 15,50

Mango e Bambang

3 Giu

mango e bambangMango è una bambina che piacerà ai lettori che apprezzano le protagoniste divertenti, decise e sempre pronte alla battuta e all’azione. Vive in una indaffaratissima città, è quasi campionessa di karate, sa muovere le orecchie mentre succhia un leccalecca e sta imparando a suonare il clarinetto. Tra le sue tante doti, è anche una buona osservatrice, sa parlare con voce rassicurante e sa risolvere i problemi: tutto quel che serve quando u  mercoledì pomeriggio trova il traffico bloccato per un dosso imprevisto sulle strisce pedonali. Non è un dosso, ma un tapiro di nome Bambang che arriva dalla giungla malese ed è ben contento di aver conosciuto chi sa calmarlo e per di più gli offre un assaggio di pancake alla banana.

L’amicizia tra i due è una scoperta di caratteristiche e abitudini, tra la piscina, la terribile vicina di casa che colleziona oggetti insoliti (e non le par vero di avere un tapiro a portata di mano), un bambino che adora stare sugli alberi e un importante concerto di clarinetto: anche Bambang è bravo a capire le situazioni e la paura di Mango per la musica che non sa eseguire perfettamente; sarà il tapiro a organizzare per la sua amica una passeggiata notturna in città con tanto di “canto del tapiro”, a dimostrare di come si possa sentire e suonare col cuore.

Il libro contiene quattro racconti, che quindi si possono gustare lentamente, da soli o in lettura condivisa ad alta voce; è il primo di una serie, quindi… alle prossime avventure!

Il blog dell’autrice; il sito dell’illustratrice.

Polly Faber – ill. Clara Vulliamy, Mango e Bambang. Un tapiro per amico (trad. di Laura Bortoluzzi), Il Castoro 2016, 144 p., euro 12,50

Roller Girl

20 Apr

RollerGirl_Cover-206x300Chissà se questo nuovo fumetto che segue per linea grafica Smile avrà tra i lettori lo stesso successo del libro di Raina Talgemeier? Storia tutta al femminile, racconta la scoperta da parte di Astrid del roller derby, specialità sportiva in cui spericolate squadre sui pattini si affrontano a colpi d’anca, velocità e sana cattiveria.

La scoperta di un nuovo sport, il duro allenamento – Astrid non parte da zero, ma quasi visto che fatica anche a stare in piedi sui pattini, i lividi, lo scoraggiamento e la determinazione della protagonista servono per raccontare il tempo estivo che segna la crescita e il cambiamento: il campus estivo infatti segna in qualche modo la rottura con l’amica di sempre, che preferisce un campo di danza e le visite al centro commerciale, ma è anche per Astrid l’inizio dell’adolescenza, il non riconoscersi in certi atteggiamenti, i bruschi litigi con la madre.

Ritratto adolescente, il fumetto dice di quanto brucino le ferite dell’amicizia, di come si possano incontrare nuove amiche con gli stessi interessi, ma anche non perdere quelle di sempre nonostante ciascuno trovi una propria dimensione che non coincide con quella altrui. Dice di lividi fisici e di lividi metaforici, di piccole bugie e di voglia di affermarsi, dell’importanza di avere qualcuno che ti sproni, che ti dia piccoli suggerimenti, che ti faccia trovare la frase giusta su un bigliettino nel tuo armadietto, prima dell’allenamento.

Una nuova buona uscita che si aggiunge alle tante che, informa di fumetto e di romanzo, parlano di sport (alcune graphic della Sinnos, La Regina del trampolino, tanto per citare qualche titol0): sicuramente libri utili da proporre ai ragazzi, partendo magari da una loro passione, da un loro interesse.

Il sito dell’autrice, ovviamente anche lei una skater con le Rose City Rollers. Sfoglia qualche pagina sul sito dell’editore.

Victoria Jamieson, Roller Girl (trad. di Laura Bortoluzzi), Il Castoro 2016, 240 p., euro 15,50

Piccolo Elliot nella grande città

1 Feb

Piccolo_ElliotArriva in Italia un personaggio che sta riscuotendo grande successo di pubblico, protagonista di una serie di albi – negli Stati Uniti è già programmata l’uscita del terzo della serie per agosto – ideati da Mike Curato. Elliot è un elefante che vive nella Grande Mela, in una di quelle tipiche case in brownstone che ce lo fanno immaginare ad Harlem o a Brooklyn mentre scende le scale ed esce in una mattina di primavera. L’albo sottolinea come per certi versi Elliot non sia come gli altri, ma non evidenzia – come forse si aspetterebbe il lettore ad una prima occhiata – che si parli del suo colore (un elefante bianco a pois blu erosa), quanto piuttosto del fatto che è piccolo e quindi il quotidiano non è poi così semplice, né quando si tratta di prendere il barattolo di gelato dal freezer o prendere la metro né quando ci si mette in coda in pasticceria. Ma quando riesce ad aiutare un topolino, Elliot si sente il più alto del mondo e conquista un amico che a sua volta lo aiuterà e gusterà con lui deliziosi dolcetti.

Nell’albo colpiscono in particolare le grandi illustrazioni che fanno da contrappeso all’essenzialità del testo e insistono sui particolari, proponendo il mondo ad altezza Elliot, facendo facilmente intuire la sua camminata tra una selva di gambe e scarpe o la difficoltà di spuntare anche solo con la proboscide dal bancone della pasticceria.

Il sito dell’autore. Elliot è protagonista anche della campagna ALA di promozione della lettura per cui Curato ha disegnato poster e segnalibro.

Mike Curato, Piccolo Elliot nella grande città (trad. di Laura Bortoluzzi), Il Castoro 2016, 40 p., euro 13,50

Flora e Ulisse

20 Ott

Flora e UlissePer tutti gli eventi inattesi! Mi presto una delle esclamazioni che maggiormente ricorrono nel libro per esprimere la contentezza di trovare un altro (e siamo a tre quest’anno; la triade comprende anche i libri di Evans e Fitzgerald) bel romanzo per i ragazzi dai 9 ai 12 anni che non sente il bisogno di stupire con effetti speciali o chissà quali argomenti, ma semplicemente racconta bene una buona avventura.

In realtà qualche effetto speciale c’è perché non capita tutti i giorni di incontrare uno scoiattolo che riceve dei superpoteri dopo esser stato inghiottito da un aspirapolvere, ma anch’essi sono particolari perché vola sì, ma capisce anche gli umani che gli parlano e soprattutto esprime superlative doti poetiche. A salvare Ulisse dall’aspirapolvere è Flora, che vive con la madre dopo la separazione dei genitori e non capisce questa genitrice che scrive romanzi rosa, che la vorrebbe più sociale e meno col naso nei fumetti, che pare tenere più a una lampada a forma di pastorella che alla figlia. Cinica per autodefinizione, Flora è un’appassionata lettrice di fumetti, in particolare delle avventure dell’incredibile Incadesto che da anonimo inserviente si trasforma in brillante pilastro di luce all’occorrenza. Esercitatasi a conoscere ogni sfumatura del suo eroe di carta, Flora riconosce in Ulisse tutte le caratteristiche di un supereroe ed è decisa a difenderlo dalla madre che vorrebbe eliminarlo. Armata dei consigli sulle “cose terribili che possono capitarti” allegate ad ogni numero del fumetto, trova al suo fianco William Spiver, improbabile ragazzino dalla parlantina incessante e dai comportamenti bizzarri, pronipote della vicina di casa, insopportabile SoTutto che sostiene di essere colpito da cecità transitoria.

Un’esilarante avventura che dura il tempo di qualche giorno, che intervalla testo e fumetto, che presenta uno scoiattolo tanto poetico quanto facile al rutto e alle scorpacciate, che insiste su come sia possibile cambiare punto di vista e concedersi di essere se stessi, di sperare e non solamente di osservare la realtà. Si ride e si ride anche in modo serio: Flora e William sono due ragazzini che si sentono fuori posto nelle loro famiglie, che faticano ad accettare i modi degli adulti che li circondano e che vorrebbero essere semplicemente accettati per quello che sono, senza dover rispettare aspettative altrui che non coincidono con la propria natura.

Il sito dell’autrice. Il sito dell’illustratore.

Kate Di Camillo – ill. K.G. Campbell, Flora e Ulisse (trad. di Laura Bortoluzzi), Il Castoro 2015, 240 p., euro 13,50

Sorelle

23 Set

SorelleSmile, il primo fumetto di Raina Talgemeier pubblicato in Italia, è stato davvero apprezzato dai lettori che si sono riconosciuti nella descrizione che l’autrice fa di se stessa alle prese con l’adolescenza, gli anni difficili della scuola secondaria di primo grado e il passaggio alle superiori. La capacità di Talgemeier è proprio quella di descrivere situazioni abituali e quotidiane, cogliendo dei punti salienti che sono importanti per i ragazzi di quest’età e facendosi vicina a loro, ripercorrendo la propria vita. Autobiografia totale anche per questo secondo fumetto che parla di famiglia, sottolineando in particolare il rapporto di Raina con la sorella Amara, tanto desiderata e tanto diversa da come se la era immaginata.

Attraverso un lungo viaggio in auto attraverso gli Stati Uniti per andare a una riunione di famiglia durante le vacanze estive, Raina ripercorre alcuni episodi dell’infanzia e alcune scene della vita di famiglia che nel testo sono caratterizzate da pagine di colore seppiato, quasi fossero tirate fuori da un album dei ricordi. Da San Francisco al Colorado e ritorno per dire dei litigi, delle ripicche, delle incomprensioni, delle piccole vittorie che poi ti si ritorcono contro, delle somiglianze e delle diversità (Amara adora ogni tipo di animale, specie quelli che terrorizzano o schifano la sorella ovviamente!), del cambiamento nel rapporto tra i genitori. Un ritratto, insomma, in cui ancora una volta, i lettori potranno ritrovare similitudini, per rincuorarsi, per non sentirsi troppo soli, per sorridere a tratti anche di quel che è amaro.

Il sito dell’autrice. Dal sito dell’editore, è possibile sfogliare alcune pagine.

Raina Talgemeier, Sorelle (trad. di Laura Bortoluzzi), Il Castoro 2015, 224 p., euro 15,50

Mi sono rotto la proboscide! (e altri albi per essere protagonisti)

16 Lug

mi sono rotto la proboscide

Gli albi della serie di Reginald e Tina, fatti di scambi di battute brevi e veloci tra i due personaggi, di espressioni buffe e di situazioni che scatenano la risata sono perfetti per coinvolgere i bambini che ascoltano una lettura ad alta voce condivisa. In una delle ultime uscite Reginald inventa un’assurda catena di eventi per spiegare perché ha la proboscide ingessata e ovviamente – come sempre succede – quella saputella di Tina ha ben poco da domandare e da fare gli occhioni.

Il debutto italiano della serie nel 2012 è legato a Siamo in un libro! che chiamava in causa direttamente chi sfogliava il testo o ne ascoltava la lettura: i due infatti si rendono conto di essere osservati, c’è un bambino che li guarda e si divertono così a fargli fare qualcosa che per loro è buffissimo, come ad esempio dire “banana!”. Ecco allora che i piccoli lettori grideranno in coro “Banana!” con cascata di risa di accompagnamento e si sentiranno a loro volta osservati dal duo.

Mo Willems, Reginald e Tina. Mi sono rotto la proboscide (trad. di Laura Bortoluzzi), Il Castoro 2015, 57 p., euro 12

Gli albi di Mo Willems ci riportano a una serie di altri testi che coinvolgono direttamente il lettore e con cui è possibile dare vita a un laboratorio buk bukinterattivo basato sul cartaceo (prima magari di proporne uno con l’ausilio di tablet e book app). Si può utilizzare l’ormai classico Un libro di Tullet (Panini), giocare a scacciare il lupo dalle pagine con Aiuto, arriva il lupo! (Babalibri), divertirsi con Il libro cane, Il libro gatto e Il libro criceto editi da Minibombo, che chiedono appunto di fare una certa azione per poter voltare pagina e vederne le conseguenze (e correre ai ripari, ovviamente: mica vorrete lasciare il vostro gatto cotonato?!?). Un’altra coppia che battibecca continuamente è quella formata da Ugo e Bea, raccontata da Ann Bonwill e Simon Rickerty in Smettila di copiarmi (Buk Buk 2013, 28 p., euro 11,90) e nel successivo Con te non gioco più!  (Buk Buk 2013): ippopotamo e uccellina non stanno mai zitti, prima una copia l’altro in continuazione, poi – con l’arrivo di Cassandra – scoprono che giocare in tre è meglio che in due anche se all’inizio la gelosia è in agguato.

albero magicoChiede di interagire anche il recente, delicato L’albero magico in cui il testo invita ad accarezzare, scaldare, strofinare l’albero disegnato sulla pagina, toccare le gemme, soffiare sulle foglie, far nevicare e poi aspettare. Insomma, a far passare il tempo e scorrere sulla pagina le stagioni nel tempo di una lettura, coltivando poi l’arte della pazienza per constatare che l’albero in questione è abitato e che gli uccellini hanno riservato una sorpresa finale. Se fatte le debite proporzioni, l’albo parla del tempo, delle stagioni, dell’evolversi della situazione e della pazienza del giardiniere appunto che è certo più del contare fino a dieci con gli occhi chiusi, ma che regala altrettanto stupore se si sa osservare, se si sa vedere oltre che guardare.

Christie Matheson, L’albero magico (trad. di Daniela Gamba), Gribaudo 2015, 40 p., euro 12,90

Smile

24 Mar

9788880337935Se già crescere non è semplice, se – come dice la protagonista stessa – essere adolescente è uno schifo e portare l’apparecchio ai denti per tutta la durata delle sscuole medie non è proprio quel che si desidera, immaginate cosa significhi doverlo portare e subire operazioni e varie perché siete cadute una sera nel vialetto di casa e vi siete spaccata gli incisivi: che non ci sono più e vanno in qualche modo sostituiti.

È esattamente quel che è capitato all’autrice che ha trovato il modo di raccontare le sue tragicomiche disavventure tramite la sua passione: scrivere storie a fumetti. Racconta così il suo mondo (gli anni delle medie e l’inizio del liceo) attraverso le peripezie per riacquistare un sorriso presentabile: la sua famiglia, la sua vita quotidiana a scuola e al gruppo scout, il terremoto che colpisce San Francisco, la città in cui vive, le amiche, i compagni di scuola. E tutto quel che sta intorno ad un’adolescente che è – per forza di cose – fortemente influenzata dal pensiero del suo aspetto fisico. Pensieri, aspettative, inammoramenti, prese in giro, nuovi amici, la voglia di essere se stessa lasciandosi alle spalle quel che non le appartiene (modi di fare e di essere, amicizie) e una passione come quella del disegno che – una volta riconosciuta e vissuta – porta altri cambiamenti positivi.

Il sorriso con cui Raina Telgemeier saluta i lettori dall’ultima pagina del libro rispecchia lo stesso spirito con cui racconta la sua vicenda nei fumetti: senza nascondere i drammi e le difficoltà, ma guardando in retrospettiva con la giusta ironia.

Il blog dell’autrice.

Raina Telgemeir, Smile (trad. di Laura Bortoluzzi), Il Castoro 2014, 213 p., euro 15,50

www.famigliacercasi.argh

17 Dic

More about Www.famigliacercasi.arghChi sono io?

Per l’ennesima volta a scuola un nuovo professore ha dato questo tema. Ma a quindici anni non si può più rispondere con brevi frasette banali, bisognerebbe parlare dei propri interessi. Eppure per Lauren quella domanda ha un unico significato: andare ancora una volta al suo passato sconosciuto, alle domande che non hanno risposta perché è stata adottata e non conosce nulla dei primi tre anni della sua vita. Quando navigando in Internet finisce su un sito che propone le storie di bambini rapiti e mai ritrovati e quando scopre che a tre anni assomigliava proprio a una bambina di cui tutt’ora non si hanno notizie e che anche la data di nascita quasi corrisponde alla sua, allora i dubbi si fanno sempre più forti. Ma quella bambina di nome Martha è scomparsa vicino a casa negli Stati Uniti, mentre Lauren vive in Inghilterra. Quando poi scopre nel diario della madre che l’agenzia di adozioni che si è occupata di lei era effettivamente americana e ritrova anche un nome di donna, allora Lauren decide di approfittare di una vacanza negli USA  per ricercare le proprie radici e per scoprire la verità. Anche se la fuga messa in piedi con il suo amico Jam è abbastanza rocambolesca, il libro ci mette di fronte a un quadro interessante: Lauren trova effettivamente la sua famiglia originaria, ma finisce anche in una situazione incredibile davanti alla quale non sa più come comportarsi.

Solita nostra nota di 😦 sui titoli, visto che quello originale era “Girl, Missing” e ci piaceva ben di più…

Sophie McKenzie, http://www.famigliacercasi.argh (trad. di Laura Bortoluzzi), Il Castoro 2010, 229 p., euro 15,50.