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Uma del mondo di sotto

16 Lug

Uma è una bambina vichinga che sogna di conoscere la sua vera famiglia, irride gli dei, inventa canzoni da vere guerriere e un giorno decide di scendere nel pozzo che si dice magico, dove abitano le creature che esaudiscono i desideri di chi getta una pietra e spera. Il suo non darsi pace, l’essere insaziabile di desideri inappagati la fanno diventare la terribile Regina del Mondo di Sotto, in un nuovo regno che imprigiona chi lavorava alla realizzazione dei sogni e i dissidenti, dove non ci sono altre ragioni che quelle di Uma. Poi il racconto gira ai nostri giorni ed ecco Killian, adolescente arrabbiato che si è appena trasferito proprio nel paesino dove c’è il pozzo leggendario. Si innamora perdutamente di Harper, anche se lei non ha mai sentito i Nirvana e non ha mai visto Guerre Stellari, ma lei non si presenta all’appuntamento successivo e non si ricorda di lui. Harper è in realtà stata creata da Uma come contatto col Mondo di Sopra e viene resettata sopo ogni incursione tra gli umani: le vengono cancellati i ricordi. Incuriosito da una sorta di troll uscito dal pozzo che porta al collo una pietra simile a quelle che ha trovato seppellite in giardino, Killian fa la conoscenza dell’altro mondo e di un gruppo deciso a ribellarsi alla regina e alle sue regole.

Marta Baroni costruisce una narrazione in sette capitoli che parla, in maniera molto vera, della potenza dei sogni e dei desideri, ma anche della cecità a cui conducono la rabbia e il voler troppo. Grazie al doppio binario di realtà e magia, offre una riflessione profonda, punteggiata da definizioni (nostalgia, sogno, desiderio…) e da un Mondo di Sotto di cui il lettore godrà della toponomastica e del parlare in rima di alcuni dei suoi abitanti. Un fumetto che dice della necessità di fare i conti coi propri demoni, della capacità di guardar in faccia le cose, ma anche in fondo ad esse: qualcuno si perde nel torbido, qualcuno ci trova forza e speranza.

Marta Baroni, Uma del mondo di sotto, Bao Publishing 2018, 208 p., euro 18

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I misteri di Danger Point

3 Lug

Arriva in libreria il primo volume di una serie che sa davvero di estate: le protagoniste vivono a Surfside e il loro sport preferito è ovviamente il surf. A dire il vero non disdegnano nemmeno i misteri ed è proprio con questo che si cimentano. Samantha e Jade sono due adolescenti amiche da sempre, anche se a Samantha sembra che qualcosa non funzioni più come prima: Jade non fa che parlare di ragazzi, ridere in modo imbarazzante quando incontrano dei coetanei dell’altro sesso al cinema e pare distratta dai progetti estivi di sport e divertimento.

È Samantha però a imbattersi durante un’immersione in un passaggio segreto e in fantasmi che l’avvertono del pericolo per la cittadina: la costruzione di edifici e parchi turistici che snaturerebbero il luogo e lo priverebbero della sua bellezza un po’ nascosta e perciò ancora più preziosa. Sam vede i fantasmi e può parlare con loro perché, come essi sostengono, ha un dono particolare che la aiuterà a sventare i piani criminosi del sindaco.

Colori da sorbetto estivo per un fumetto che parla di mistero, ma anche di famiglia e di primi amori; una lettura perfetta per le vacanza.

Il sito dell’autrice.

Kim Dwinell, Le ragazze del surf. I misteri di Danger Point (trad. di Laura Tenorini), Il Castoro 2018, 242 p., euro 15,50

La mia amica Colette

22 Giu

Colette si è appena trasferita in un nuovo quartiere dove non conosce nessuno; è arrabbiata e quando la mandano a farsi un giro, ricordandole che la sua richiesta di avere un animale non sarà accontentata, non trova di meglio che sfogarsi con un bel calcione a uno scatolone del trasloco. Incontra così i bambini che abitano nel cortile accanto e si inventa una piccola bugia: sta cercando il pappagallo che ha perso. Si innesca una catena per cui cresce la bugia e crescono gli amici: si va infatti a cercare l’aiuto di un altro ragazzino del vicinato e Colette aggiunge particolari precisi all’idea del suo animale… finché le scappa un po’ la mano, ma ormai la banda è formata e la solitudine vinta.

Ancora una volta, Isabelle Arsenault utilizza la sua cifra caratteristica: scegliere un colore che illumini il testo in alcuni particolari e vada a illuminare tutta la scena con l’avanzare della narrazione. In questo caso si parte dal giallo della mantellina della protagonista e si aggiunge, man mano che l’immaginazione si fa potente e rafforza anche la sicurezza di Colette.

Isabelle Arsenault, La mia amica Colette (trad. di Chiara Carminati), Mondadori 2018, 48 p., euro 16

Senzombra

12 Giu

Tristan è un senzombra, come tutti gli orfani; da quattro anni lavora per il collezionista con cui ha stretto il patto in cambio della sua ombra: usa la spada d’ordinanza al suo servizio e ammazza mostri per collezionare anigemme e arrivare a riscattarsi e a poter esprimere il suo desiderio. Un desiderio particolare perché in realtà il ragazzo è stato orfano per soli quattro minuti, il tempo necessario al collezionista per siglare il patto; sua madre infatti, a differenza del padre, è sopravvissuta all’incidente in cui la famiglia è stata coinvolta ed è in coma; è a le che pensa il figlio accumulando punti sul conto del riscatto. Non vuole diventare un eroe, solo portare a termine quello che considera un lavoro. Poi il collezionista gli mette a fianco Rita, che in realtà dovrebbe stargli alle calcagna, e tutto cambia: Tristan capisce che i desideri da realizzare possono essere davvero preziosi, come il tempo, l’attimo in cui bisogna decidere a cosa dare veramente valore e per cosa spendersi.

Il fumetto spezza la quarta parete e mette in scena un protagonista che in alcuni punti dialoga direttamente con il lettore in una metanarrazione che gli permette di dare spiegazioni sul mondo in cui vive, sul meccanismo in cui è invischiato, su di lui.

Un fumetto da presentare ai lettori adolescenti, che innesca il mondo dei senzaombre sulla realtà quotidiana, in cui il protagonista vive e con cui continua comunque a confrontarsi, nonostante la sua particolare condizione.

Parallelamente al video è stato sviluppato un videogioco gratuito, disponibile per Windows e Android.

Michele Monteleone – Marco Matrone, Senzombra, Bao Publishing 2018, 156 p., euro 17

Il ladro di panini

21 Mag

ILLADRODIPANINIMarin è un bambino fortunato: ogni giorno nel cestino del pranzo trova un panino fatto preparato dalla mamma e un biglietto scritto dal papà.La mamma poi prepara un panino diverso per ogni giorno della settimana, usando sempre un ingrediente speciale: la sua maionese fatta in casa. Ma il lunedì della settimana su cui si apre la storia il panino è sparito e così anche il giorno successivo: Marin decide allora di improvvisarsi detective e, dato che il preside non gli dà retta, di tentare di raccogliere indizi e tendere trappole per cercare di stanare il ladro. In realtà sarà la mamma a fornirgli la carta vincente, addirittura a base di cucina molecolare!

Il bel formato dei prima graphic di Sinnos per una storia divertente dalla grafica accattivante: le illustrazioni del canadese Patrick Doyon giocano su una palette di colori non scontata, ma azzeccatissima.

Patrick Doyon – André Marois, Il ladro di panini, Sinnos 2018, 160 p., euro 13

Gigi delle caverne

12 Mag

Gigi Unga-Banga ha pochi muscoli e tanto cervello; è un inventore nato, ma anche in questo caso arriva secondo (quando non terzo): è infatti il discendente di una famiglia dove si sono inventate cose fondamentali, come il fuoco e la ruota. Siamo nell’Età della Pietra e il fumetto fotografa la realtà di un gruppo di ragazzini arrivati al dunque: è il momento del Rituale PestaBestia, quando i dodicenni della tribù vengono mandati allo sbaraglio nella giungla per affrontare uno dei terribili sei animali che probabilmente li sbraneranno o li ridurranno in poltiglia prima che loro possano risultare vincitori. Ovviamente Gigi parte svantaggiato: già dalle terribili lezioni di educazione fisica tutti hanno capito che lui è il pappamolle e l’imbranato di turno, mentre lui sa di valere ben di più: è convinto infatti che inventerà la cosa indispensabile. Nella giungla ecco l’imprevisto: un nuovo animale mai visto prima e una nuova sfida per il gruppo dei cinque, che dovranno allearsi, superando preconcetti e stereotipi, e tornando al villaggio vincitori.

Il fumetto di Reynold e McAndrew è divertente, dissacrante e il personaggio di Gigi piacerà sicuramente ai lettori: al di là dell’ambientazione preistorica, infatti, riconosceranno alcuni tratti e problemi dell’adolescente di tutti i tempi: i rapporti in famiglia, quelli con i compagni di scuola, il primo amore, i dubbi, le paure, le proprie certezze anche quando nessun altro ci crede.

Aaron Reynold – Phil McAndrew, Gigi delle Caverne (trad. di Maria Laura Capobianco), Il Castoro 2018, 248 p., euro 15,50

Mezolith

9 Mag

Se avete già sfogliato il primo volume di Mezolith, uscito nell’autunno 2016, sapete la potenza di questa narrazione e il grande studio degli autori che ne è alla base: una ricerca antropologica, etnografica, archeologica che si riflette anche sul segno di Brockbank. Il realismo con cui si propone al lettore l’ambientazione del periodo mesolitico è di sicuro impatto e fascino, accanto alla sapiente amalgama della realtà dell’epoca in ogni suo particolare con la narrazione del mito, che si fonde nel fumetto come nella vita del protagonista e della sua tribù.

Nell’età della pietra di mezzo, al termine dell’ultima glaciazione, in Inghilterra, il lettore segue le vicende di Poika, ragazzo che fa parte della tribù dei Kansa, destinato a guidare il suo clan verso la salvezza. Se già il precedente volume si presentava come una narrazione di formazione che seguiva la crescita del ragazzo verso l’età adulta, questo si acuisce ancora di più in questo volume, dove il ragazzo impara i termini della vita e della morte non solo attraverso quel che gli succede, ma attraverso le narrazioni degli anziani e il racconto dei miti. Poika si scontra con la violenza e il desiderio vendicativo di alcuni membri del clan, con l’esclusione e le diverse reazioni di fronte alla diversità (in primis quella fisica, la macchia sul volto della giovane Sisu), con i segreti, con i sogni e gli incubi che parlano, con la forza della natura e quella dei sentimenti. Un fumetto quindi che racconta innanzitutto della vita e della difficile bellezza del crescere, dove l’ambientzione storica scelta, così particolareggiata e precisa, è un valore aggiunto.

La festa e altre storie

7 Apr

Sergio Ruzzier prepara per il lettore proprio una festa, come nel titolo del suo nuovo albo illustrato uscito da Topipittori e a giorni disponibile anche da Chronicle Books: un’uscita da festeggiare per il formato, perché dentro ci sono tre brevi storie, perché è un fumetto dedicato ai primi lettori, perché alla descrizione dell’amicizia tra i protagonisti e del loro mondo è sottesa una raffinata ironia che ci fa sperare in prossime avventure della coppia.

Fox e Chick sono ovviamente una volpe e un uccellino, che condividono un mondo fatto di amici – talpe, topi, rane, di avventure e di battibecchi che finiscono sempre con un sorriso. Almeno da una delle due parti. Ci ricordano Lester e Bob, anche se Fox ha per l’amico uno sguardo più bonario e paterno e meno malizioso rispetto a Lester. Si prendono molto sul serio e sovente alla lettera: come quando Chick dà una festa nel bagno dell’amico dopo avergli chiesto il permesso di usarlo o come quando si incaponisce nel spiegargli che le volpi non mangiano carote, ma scoiattoli, cavallette, talpe, persino… uccellini! Inutile dire che alla fine è ben contento che di gustarsi la zuppa di verdure, almeno per quella sera…

Davvero un buon libro da tenere in considerazione sia per i lettori alle prime armi, che si soddisferanno con questa giusta misura e con l’ironia contenuta nelle storie. Sarà poi l’occasione anche, per chi non li conoscesse, per andare a recuperare gli altri titoli in catalogo sempre da Topipittori: Stupido Libro, Due topi, Una lettera per Leo.

Sergio Ruzzier, Fox + Chick.La festa e altre storie, Topipittori 2018, 56 p., euro 15

Macaroni!

4 Apr

Macaroni-COVER-OK-DEF-222x300Un fumetto che due anni fa ha vinto in Belgio il Prix Cognito per il miglior fumetto a carattere storico e che narra dell’emigrazione italiana in Belgio attraverso i racconti che un nonno fa al nipote. Roméo ha undici anni e poca voglia di passare una settimana d’estate col nonno che conosce davvero poco e che ha davvero poche parole, giusto quelle – sembra – per lamentarsi, per sgridarlo e per mostrargli i lavori nell’orto. Sarà una ragazzina che vive nella casa accanto a fornirgli le coordinate per interpretare il nonno e il coraggio di chiedere: perché gli manca il pollice, com’era il lavoro in miniera, com’è l’Italia.

Ne vien fuori il racconto di una vita di stenti nel Sud dell’Italia, l’emigrazione in Belgio a lavorare in miniera e il sogno svanito di un posto nelle ferrovie, ma anche il dolore e la fatica della guerra, che torna negli incubi e in quel nome sempre uguale – Mussolini – dato ad ogni maiale allevato nella baracca in fondo all’orto. I ricordi del nonno e la testimonianza del padre permettono al protagonista di ricostruire una parte di storia famigliare fino ad allora ignorata, ma anche di cucire davanti al lettore le condizioni degli emigrati italiani degli anni Cinquanta, in un fumetto che non nasconde la vita, la malattia, la fatica e la bellezza, foss’anche solo quella dei ricordi e dei sapori preservati nelle verdure e nell’uva curata sull’unico filare possibile.

Il libro ha una preziosa postfazione in cui Zabus ricostruisce la genesi e la lavorazione della storia fino a farsi fumetto, ripercorrendo il documentarsi, il lasciar sedimentare, il vederla finalmente nella giusta forma, grazie alle illustrazioni di Thomas Campi.

Thomas Campi – Vincent Zabus, macaroni! (trad. di Emanuelle Caillat), Coconino 2018, 144 p., euro 20 

La spaventosa paura di Epiphanie Frayeur

3 Apr

Dopo L’uomo montagna in cui affrontava il tema della morte, Séverine Gauthier si cimenta con quello delle paure che attanagliano, bloccano e distruggono. Regala al suo personaggio uno splendido accostamento nel nome di epifania e di terrore/attacco di panico, che può passare inosservato al lettore che non mastica il francese, mentre Clément Lefèvre sceglie, per le scene più buie, sfumate di verde che ben dicono l’atmosfera.

Epiphanie ha otto anni e mezzo, la stessa età della sua paura, che la segue come un’ombra e che nel tempo è cresciuta ben più di lei: è cresciuta al punto da essere quasi indipendente, dal scegliere autonomamente di far paura a chiunque si avvicini. Quando la ragazzina decide di liberarsene, o per lo meno di addomesticarla, si imbarca in un’avventura che la conduce su sentieri tortuosi e le fa incontrare persone che avranno un ruolo importante nel tenderle la mano nonostante sembrino impotenti anche loro davanti alla nera creatura che l’accompagna. Ecco una guida che ha perso aderenza al terreno e serietà, il dottor Psyche, un eclettico parrucchiere, un domatore di circo, una chiromante, un cavaliere senza macchia né paura dalle sembianze donchisciottesche. Nel viaggio Epiphanie prende coscienza del desiderio di essere libera, della volontà di recidere il legame con la paura e di non avere timore. La paura, reciso il filo che le lega, si fa piccina, quasi un animale da compagnia, ed è significativo che sia Epiphanie a prenderla per mano e a portarla verso il tramonto, proprio dove il cavaliere dice che devono essere portate le donzelle in ambasce.

Ricco di giochi di parole e sfumature di significato che vengono ben mantenuti nella traduzione italiana, il libro è finalista al Premio Andersen 2018 nella categoria “miglio libro a fumetti” e regala al lettore anche un gioco dell’oca finale con cui intrattenersi ancora nella storia.

Gauthier – Lefèvre, La spaventosa paura di Epiphanie Frayeur (trad. di Stefano Andrea Cresti), Tunué 2018, 96 p., euro 17