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I racconti del vicoletto

12 Ago

Yu’er passa le sue giornate in compagnia del nonno, un anziano portalettere in pensione. Vivono in un vecchio, modesto quartiere di Pechino, in una stradina dove tutti si conoscono, dove si gioca per strada, si chiacchiera, si condividono i problemi del vicinato. La ragazzina fatica a camminare, si muove con una stampella e i ragazzi del quartiere la chiamano “la storpia”: il suo sogno è di imparare a nuotare tanto bene da vincere una medaglia alle paralimpiadi e così il nonno – siccome nessuna piscina la accetta – diventa il suo allenatore e le insegna i movimenti e la leggerezza del nuoto tenendola sospesa con l’imbrago ad un albero nel cortile di casa. E Yu’er nuota e vola con le proprie ali perché il suo sogno è forte; i sogni sono necessari, come dice un altro nonno del vicolo al nipote: “Ragazzo, se non hai dei sogni, un giorno te ne pentirai”.

Così sono questi quattro racconti, sospesi tra la realtà e il sogno, una forma a cui perfettamente si accorda la leggerezza dell’acquerello che aiuta l’autore a dire che tutto è possibile. Sulle pagine diventa possibile scrivere una lettera alla nonna mai conosciuta e fargliela recapitare, superare le delusioni e i limiti fisici, ascoltare un concerto tenuto da insetti, far volare una farfalla dall’ala spezzata. C’è poesia tra le pagine, legate dalla figura del nonno Doubao, conosciuto da tutti come un gran narratore di storie e conoscitore della storia del quartiere. Una poesia lieve quanto le illustrazioni che regala al lettore un tesoro, come sta scritto in apertura: se l’ideogramma “Bao” in cinese significa appunto “tesoro” ecco allora che questo libro fa parte della collana che la casa editrice milanese dedica ai migliori testi del fumetto cinese contemporaneo. I lettori ringraziano.

Nie Jun, I racconti del vicoletto (trad. di Francesco Savino), Bao publishing 2017, 127 p., euro 18

Piccole storie della foresta (e del mare)

9 Ago

Arrivano in Italia i primi due volumi delle Piccole Storie di Brémaud e Bertolucci, già pubblicate in diversi Paesi. Piaceranno sicuramente ai bambini che amano la natura visto che, in forma di fumetto, presentano alcune informazioni e curiosità sugli animali. L’idea di base è quella dell’avventura e il format – se così possiamo dire – quello della sfida unito alla passeggiata. Una sfida infatti è quella che, in apertura di volume, un intraprendente scoiattolo lancia al suo amico cane, più tranquillo e sicuramente più pauroso. E poi si parte, per andare a vedere, a scoprire, a curiosare.

Sulla pagina il lettore trova grandi illustrazioni colorate che presentano i diversi animali incontrati e – in alto oppure in basso a seconda della situazione – la striscia di vignette in cui i due protagonisti si parlano e si confrontano. Nelle pagine finali invece brevi approfondimenti – sempre scritti in stampatello – sugli animali citati. Insomma ci pare proprio una formula azzeccata per i lettori tra cinque e sette anni, per chi se la cava a leggere da solo, per chi vuole saperne di più. Ad oggi sono disponibili i volumi ambientati nel bosco e nel mare (con tanto di squali e relitti): aspettiamo i prossimi!

Il blog di Bertolucci.

Frédéric Brémaud – Federico Bertolucci, Piccole storie della foresta, ReNoir kids 2017, 32 p., euro 9,90

Frédéric Brémaud – Federico Bertolucci, Piccole storie del mare, ReNoir kids 2017, 32 p., euro 9,90

Anna e Froga. Tutte le storie

5 Giu

Questo volume della collana BaBao livello 1 raccoglie tutte le storie scritte da Anouk Ricard per Serbacane, dove sono edite in cinque differenti libri. Il lettore italiano ha così davanti tutto l’universo buffo di Anna, una bambina che ama suonare la chitarra e comporre canzoni. Ha quattro amici animali con cui condivide le giornate: una rana, un cane, un verme e un gatto. Si parla del quotidiano, di quel che succede intorno: come si trascorrono i pomeriggi, quando si parte in viaggio, gusti, condivisioni, bisticci e riappacificazioni. Il tutto sospeso tra la realtà e un mondo fantastico pieno di sorprese e

Le loro avventure sono raccontate in brevi episodi di quattro facciate ciascuno che facilitano la lettura anche per i più piccoli dando però nel contempo l’idea di aver un fumetto poderoso tra le mani (sono ben duecentootto pagine) e quindi la soddisfazione di aver da leggere per un bel po’. Inoltre le storie sono intervallate da illustrazioni a doppia pagina in cui ritrovare i personaggi e le ambientazioni dell’episodio appena visto.  Sicuramente un formato interessante, in un libro che va ad accrescere l’offerta di fumetti per i più piccoli, rispondendo a una richiesta sempre più forte.

Il blog dell’autrice.

Anouk Ricard, Anna e Froga. Tutte le storie (trad. di Alessia Casini), Bao publishing 2017, 208 p., euro 20

Fiabe a fumetti

24 Apr

Complice probabilmente il Premio Hans Christian Andersen ricevuto lo scorso anno, ecco in italiano diverse pubblicazioni dell’autrice tedesca, ripubblicazioni (come ad esempio la serie dedicata a Carletto, un tempo Emme, ora Gribaudo) o novità come questa raccolta di fiabe che presenta otto titoli dei fratelli Grimm in una versione a fumetti, sintetica quando puntuale ed efficace. Alcuni titoli sono meno conosciuti e sarà quindi l’occasione per scoprire “Madama Holle”, “Jorinda e Joringhel” oppure “La fortuna di Hans” qui accanto a titoli come Cappuccetto, Raperonzolo…

A contraddistinguere l’interpretazione una certa impertinenza allegra che non toglie certo il fascino né distoglie dal racconto, ma che regala principesse stolte che corrono al riparo piene di punture di porcospino, principi in mutande, cappuccetti con ridicoli cappelli a forma di fragola, o ancora il principe di Raperonzolo che non perde tempo passando dalla scalata della treccia al letto col risultato che anni dopo si scopre padre di due gemelli. La nonna di Cappuccetto vive in una caravan, il lupo ha un trench da far invidia al tenente Colombo e il lettore è chiamato a tenere gli occhi ben aperti anche sulla cornice narrativa che lega le storie: chi è l’amabile anziana che legge il libro di fiabe, immagine che si trova tra una storia e l’altra, attorniata da un numero sempre maggiore di animali in ascolto? Sorpresa!

Il blog dell’autrice.

Rotraut Susanne Berner, Fiabe a fumetti (trad. di Marcella Majnoni), Quodlibet/Ottimomassimo 2017, 56 p., euro 17,50 

Hansel e Gretel

11 Apr

Ha debuttato in fiera a Bologna la nuova collana di Canicola, intitolata a Dino Buzzati e dedicata ai più piccoli, nell’ambito del progetto che vuole mettere in atto una serie di attività e laboratori, oltre che di pubblicazioni, legate appunto al fumetto in dialogo con altre forme narrative e territori diversi. Le prime due uscite sono La mela mascherata di Martoz e questa versione di Hansel e Gretel vista dalla tedesca Sophia Martineck che approccia la versione completa della fiaba dei fratelli Grimm, regalandole una veste a fumetti. e riprendendo,in particolar modo attraverso l’uso del colore, la cruda delicatezza della storia originale. Dal buio della fame disperata e delle notti in cui si vaga nel bosco al fluo della casa della strega e dei suoi occhi fino alla luce della strada del ritorno e della ritrovata serenità, che comporta ovviamente la morte della strega per mano dell’astuta Gretel e la morte della mamma egoista, che ancora una volta ci fa dire quanto sia riuscita la fiaba scritta qualche mese fa da Cuvellier, bravo interprete della migliore tradizione.

Il testo del resto si fa circolare anche nella forma illustrativa, dando la possibilità al lettore di confrontare l’immagine di apertura con quella finale, dove è la luce a sottolineare quello che è effettivamente cambiato. Qui trovate un assaggio del fumetto, di cui salutiamo la ventata di novità e la nuova esperienza editoriale di cui attendiamo il seguito.

Il sito dell’autrice, che fa parte anche di del gruppo di autrici che realizza la rivista Spring.

Sophia Martineck, Hansel e Gretel, Canicola, 48 p., euro 16

SuperSorda!

28 Mar

So ancora prima di averlo letto che un fumetto che parla di sordità e che si intitola “Supersorda!” è imperdibile . Solo una persona davvero ironica può averlo scritto, qualcuno che non si fa problemi a raccontare della propria esperienza senza peli sulla lingua e che, nonostante conosca le sofferenze e le difficoltà che ci sono state e ci sono, si conosce bene, per cui può descrivere la fatica e ascoltare con stupore le uscite degli altri e i loro modi di guardare e considerare che paiono bizzarri quando non offensivi e allora senza tanti patemi farlo presente.

La storia è autobiografica: a quattro anni Cece Bell perde l’udito a causa della meningite ed è costretta a portare apparecchi vari. Siamo negli anni Settanta e Cece si trasforma in una bambina con i fili nelle orecchie che frequenta una classe speciale dove una maestra insegna  – insieme alle basi di lettura, scrittura e matematica – a interpretare in maniera corretta i movimenti delle labbra; poi diventa la bambina che si porta al collo l’orecchio fonico, pesante e ingombrate apparecchio che permette di comunicare e di sentire al meglio l’insegnante che indossa il microfono apposito. Intanto intorno a lei capita la vita: la famiglia trasloca, bisogna reinserirsi a scuola e nel quartiere, ci sono amiche prepotenti e altre che si rivelano subito le migliori, la prima cotta. Il racconto è estremamente realistico: la misurazione delle frequenze che puoi sentire è proprio così (tu chiusa in una cabina a sentire bip diversi) e si dice di come funzionano gli apparecchi di ausilio oppure la difficoltà nel seguire i diversi programmi televisivi o di trovarsi in una stanza dove tutti vogliono ascoltare musica dalla radio.

Cece sta in mezzo a persone che pensano che basti urlare per farla partecipare alla conversazione oppure che sillabano in modo lento ed esagerato; Cece si sente brutta qualche volta e altre invece forte, si arrabbia, cerca soluzioni, si sente un supereroe: grazie al suo orecchio fonico può sentire ogni cosa dica o indovinare dai rumori cosa stia facendo l’insegnante che porta al collo il microfono e che sorpresa quando Mike scopre che funziona anche ad ampie distanze!

Il risultato è un fumetto esilarante e pieno di grazia che non perde mai di vista il soggetto principale, ma che non lo mette mai al centro come un problema. Cece è così ed è il suo modo di vedere la vita che la rende super; potrebbe anche non essere sorda, non è questo a fare la differenza, ma è il modo di porsi, cosa che risalta bene assai in confronto ai comportamenti di altri personaggi che compaiono nella storia, tutti rigorosamente zoomorfi a dare alla narrazione una veste fantastica che aiuta ancora di più il lettore a tenerne presente il realismo.

Il sito dell’autrice.

Cece Bell, SuperSorda! (trad. Elena Orlandi), Piemme 2017, 256 p., euro 14, ebook euro 6,99

Louis e i suoi fantasmi

27 Mar

Dopo Jane, la volpe & io, la coppia Arsenault-Britt racconta di un personaggio maschile, anch’esso alle prese con i problemi connessi al crescere e in particolare alla famiglia. Louis ha undici anni e dal nuovo anno scolastico vive insieme al fratellino Funghetto diviso tra la campagna, dov’è rimasto a vivere il padre, e la città, dove si è trasferita la madre. La rottura tra i genitori è dettata dall’alcolismo paterno e ha costretto i ragazzi a trasferirsi in un appartamento con vista tangenziale. Louis ha un nuovo amico di nome Boris e un amore enorme, immenso, fulminante: quello per Billie, ragazzina silenziosa e persa tra i libri, dalla voce ferma e l’atteggiamento pacato anche quando affronta i bulli della scuola. Billie è un raggio di sole, una regina muta, un temporale d’estate. Billie lo paralizza al punto che pensa non riuscirà mai a parlarle. Billie è in qualche modo il punto fermo, il quotidiano che ricomincia dopo che pareva le cose in famiglia si fossero aggiustate e invece era solo parentesi, una  folgorante e profonda dichiarazione d’amore in cui trabocca tutta la forza del sentimento.

Il racconto procede per capitoli, ciascuno un episodio, quasi una lezione di vita, che fanno procedere la storia nel corso dell’estate e poi nella ripresa scolastica. Si procede grazie alle domandi incessanti di Funghetto, alle citazioni musicali, ai ricordi. Se nel libro precedente la protagonista Hélène incontrava una volpe, qui è un cucciolo di procione a farsi prossimo a Louis e a lasciare che il ragazzo si prenda cura di lui come forse non riesce e non può a fare con gli umani che ha intorno. Anche in questo libro il colore appare tra i grigi e i neri: sprazzi di verde fluo e di giallo, colori da ghiaccioli estivi, che sottolineano le emozioni, i momenti importanti in una riflessione sulla famiglia, sui genitori, sulla fragilità degli adulti, sul coraggio e sull’amore. Ovviamente perle di saggezza seminate qua e là, sovente in bocca al più piccolo che dice senza filtri, come capita spesso.

Il blog dell’illustratrice. A Isabelle Arsenault sarà dedicata una mostra a Bologna dal 5 aprile al 7 maggio prossimi, a cura di Hamelin.

Isabelle Arsenault – Fanny Britt, Louis e i suoi fantasmi (trad. di Michele Foschini), Mondadori 2017, 160 p., euro 16

L’uomo montagna

21 Feb

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La levità del tratto di Amélie Flechais accompagna una storia di scoperta, un viaggio per partire e per lasciar andare. Il piccolo protagonista è abituato a viaggiare col nonno, il quale però gli spiega che sta per arrivare al suo ultimo viaggio, in cui il nipote non può accompagnarlo. Il nonno è “vissuto” e le immagini della natura che usa per descrivere la sua età e la consapevolezza della vicinanza della morte (serena, come chi è abituato a viaggiare sa che esiste un momento in cui bisogna andare) sono poetiche: tutti gli anni passati e le esperienze fatte sono grandi montagne cresciutegli sulle spalle; la fronte porta i solchi dei sentieri seguiti; nella voce il rombo della terra percorsa; negli occhi l’acqua dei mari visti.  Il nonno è stanco, i piedi pesanti e il vento non ce la fa più a portarlo. Il nipote allora parte alla ricerca della montagna più alta e del vento più forte che lì sopra abita.

Il viaggio diventa un’iniziazione: è il primo che il bambino compie da solo, forte della fiducia del nonno e della missione scelta ed è un susseguirsi di incontri, dove agli elementi della natura viene affidato il compito di dire com’è la vita, di parlare di radici, di condivisione, di senso. Un albero, tre sassi e uno stambecco accompagnano il bambino dando risposte e ponendo a loro volta domande; poi è il vento a sostenerlo nella scoperta più dolorosa: il nonno non ha atteso il suo ritorno, ma gli ha dato la possibilità di cominciare a crescere, di riconoscere le radici a cui tornare e di cui sentirsi forte.

Una delicata quanto intensa parabola sulla vita e sulla morte, sull’andare e sul partire. Non mancatela.

Il tumblr di Flechais e il suo blog.

Séverine Gauthier – Amélie Fléchais, L’uomo montagna (trad. di Stefano Andrea Cresti), Tunué 2017, 42 p., euro 14,90

Il libro di Hector

4 Gen

cerise-hectorTorna Cérise per una nuova avventura di questa serie che dopo il grande successo in Francia è stata ben apprezzata anche dai lettori italiani.  Come nella precedente, anche in questo caso si tratta di risolvere un mistero: per tenersi impegnata durante le vacanze, visto che non andrà via come le amiche, Cérise si tiene impegnata compilando il diario e facendo esercizi di osservazione e schede di personaggi, come le ha suggerito la scrittrice di cui lei vorrebbe ricalcare le orme. Scopre così che un’anziana signora si reca in biblioteca tutti i mercoledì alla stessa ora e che da anni prende in prestito solo un libro, sempre lo stesso, il resoconto dal fronte di un soldato che ha partecipato alla Seconda Guerra Mondiale.  La curiosità diventa necessità di risolvere un mistero che giace nascosto in biblioteca da troppi anni. Ma la foga con cui la protagonista si getta nell’impresa le fa trascurare le amiche e mette tensione tra lei e la madre: ancora una volta infatti, gli autori riescono a delineare una figura a tutto tondo, senza rimanere legati solo alla singola investigazione, ma restituendo al lettore il vissuto quotidiano e familiare di Cérise.

Il blog di Neyret.

Preparatevi: a maggio esce il terzo volume della serie!

Joris Chamblain – Aurélie Neyret, I diari di Cérise 2. Il libro di Hector (trad. di V. Vitali), Panini 9L 2016, 80 p., euro 15,90

Il club delle baby-sitter

29 Set

il-club-delle-baby-sitterUn nuovo fumetto di Raina Talgemeier che abbandona a questo giro l’ispirazione autobiografica e si rifa a una serie di gran successo per le ragazzine come Il Club delle Baby-Sitter di Ann M. Martin, pubblicata negli Stati Uniti trent’anni fa e tradotta in italiano da Mondadori dal 1993, poi diventata anche un film. Riprendendo i diversi volumi della serie, Talgemeier ne dà una rilettura fedele in forma di fumetto, arrivando a illustrare per ora i primi quattro. Il Castoro manda oggi in libreria il primo in cui si racconta della nascita del club e dell’amicizia tra le quattro protagoniste, ciascuna alle prese con i propri guai famigliari, la fatica di crescere e di cambiare.

Fulcro della narrazione è Kristy, la fondatrice del club e voce narrante della storia. La sua famiglia è grande, allegra e alle prese con il nuovo fidanzato della madre, a quanto pare presto sposo: se i suoi tre fratelli sembrano entusiasti all’idea, Kristy lo è molto meno e non perde tempo nel tenere a freno la lingua; a casa come a scuola, infatti, l’impulsività nel dire e nel fare la caratterizza, ma è anche la spinta per dare inizio alle attività del club. Diverse nei caratteri e nelle vite che svolgono, le ragazze si confrontano, litigano, cercano soluzioni ai problemi e intanto si scontrano con la realtà intorno, a partire dalle bizzarrie e dagli imprevisti a cui devono far fronte come baby-sitter (quando non dog-sitter!).

Ovviamente destinato prevalentemente a un pubblico femminile, il fumetto ha il pregio di togliere l’abile autrice dall’impasse del “troppo autobiografico” di cui Sorelle aveva pagato pegno rispetto invece a Smile, libro sempre apprezzato.

Il sito dell’autrice.

Raina Talgemeier, Il club delle baby-sitter. 1. Kristy lancia un’idea (trad. di Laura Bortoluzzi), Il Castoro 2016, 192 p., euro 15,50