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Il libro di Hector

4 Gen

cerise-hectorTorna Cérise per una nuova avventura di questa serie che dopo il grande successo in Francia è stata ben apprezzata anche dai lettori italiani.  Come nella precedente, anche in questo caso si tratta di risolvere un mistero: per tenersi impegnata durante le vacanze, visto che non andrà via come le amiche, Cérise si tiene impegnata compilando il diario e facendo esercizi di osservazione e schede di personaggi, come le ha suggerito la scrittrice di cui lei vorrebbe ricalcare le orme. Scopre così che un’anziana signora si reca in biblioteca tutti i mercoledì alla stessa ora e che da anni prende in prestito solo un libro, sempre lo stesso, il resoconto dal fronte di un soldato che ha partecipato alla Seconda Guerra Mondiale.  La curiosità diventa necessità di risolvere un mistero che giace nascosto in biblioteca da troppi anni. Ma la foga con cui la protagonista si getta nell’impresa le fa trascurare le amiche e mette tensione tra lei e la madre: ancora una volta infatti, gli autori riescono a delineare una figura a tutto tondo, senza rimanere legati solo alla singola investigazione, ma restituendo al lettore il vissuto quotidiano e familiare di Cérise.

Il blog di Neyret.

Preparatevi: a maggio esce il terzo volume della serie!

Joris Chamblain – Aurélie Neyret, I diari di Cérise 2. Il libro di Hector (trad. di V. Vitali), Panini 9L 2016, 80 p., euro 15,90

Il club delle baby-sitter

29 Set

il-club-delle-baby-sitterUn nuovo fumetto di Raina Talgemeier che abbandona a questo giro l’ispirazione autobiografica e si rifa a una serie di gran successo per le ragazzine come Il Club delle Baby-Sitter di Ann M. Martin, pubblicata negli Stati Uniti trent’anni fa e tradotta in italiano da Mondadori dal 1993, poi diventata anche un film. Riprendendo i diversi volumi della serie, Talgemeier ne dà una rilettura fedele in forma di fumetto, arrivando a illustrare per ora i primi quattro. Il Castoro manda oggi in libreria il primo in cui si racconta della nascita del club e dell’amicizia tra le quattro protagoniste, ciascuna alle prese con i propri guai famigliari, la fatica di crescere e di cambiare.

Fulcro della narrazione è Kristy, la fondatrice del club e voce narrante della storia. La sua famiglia è grande, allegra e alle prese con il nuovo fidanzato della madre, a quanto pare presto sposo: se i suoi tre fratelli sembrano entusiasti all’idea, Kristy lo è molto meno e non perde tempo nel tenere a freno la lingua; a casa come a scuola, infatti, l’impulsività nel dire e nel fare la caratterizza, ma è anche la spinta per dare inizio alle attività del club. Diverse nei caratteri e nelle vite che svolgono, le ragazze si confrontano, litigano, cercano soluzioni ai problemi e intanto si scontrano con la realtà intorno, a partire dalle bizzarrie e dagli imprevisti a cui devono far fronte come baby-sitter (quando non dog-sitter!).

Ovviamente destinato prevalentemente a un pubblico femminile, il fumetto ha il pregio di togliere l’abile autrice dall’impasse del “troppo autobiografico” di cui Sorelle aveva pagato pegno rispetto invece a Smile, libro sempre apprezzato.

Il sito dell’autrice.

Raina Talgemeier, Il club delle baby-sitter. 1. Kristy lancia un’idea (trad. di Laura Bortoluzzi), Il Castoro 2016, 192 p., euro 15,50

Chi ha paura della volpe cattiva?

12 Ago

volpe cattivaBenjamin Renner è fumettista e regista, premiato per il film di animazione Ernest e Célestine su testo di Gabrielle Vincent e sceneggiatura di Daniel Pennac; anche questo suo fumetto diventerà un cartone animato prossimamente e pensiamo che il risultato sarà altrettanto esilarante dell’originale. Con ritmo incalzante, Renner racconta della povera volpe che nessuno prende sul serio, anzi che tutti sbeffeggiano e che sempre torna a mani vuote dalla fattoria, o alla meno peggio con un cestino di rape. Sarà per il fatto che ha i muscoli di un’ostrica, mette soggezione quanto una lumaca sotto sale o è feroce come una talpa anemica in pensione? Il lupo non lesina certo complimenti e, di fronte alla nuda verità e all’incapacità della volpe di trarre giovamento dalle sedute di allenamento feroce a cui la sottopone, propone un patto: se è così difficile rubare un pollo oppure una gallina, è forse meglio sottrarre le uova e allevarsi dei grassi pulcini. Ovviamente il lupo è la mente e la volpe il gregario un po’ sfigato, quindi sarà lei a covare i tre ovetti e a essere conseguentemente  identificata come mamma dagli implumi. Nonostante i tentativi di distanza e di terrore, la volpe finisce inevitabilmente per affezionarsi, con conseguenze al limite dell’assurdo quando i pulcini cominciano a frequentare l’asilo – raccontando peraltro ai compagni di essere volpi – e lei, travestita da gallina, viene invitata dalle altre chiocce a partecipare al club per lo sterminio delle volpi.

Tra i vari passaggi, notevole anche quello in cui i pulcini chiedono alla loro ritrovata mamma chioccia di poter allargare la famiglia, con due mamme e con tutte le conseguenze che comporta l’integrazione di una volpe nella comunità del pollaio 😉

Da dove nasce questa storia? Ve lo spiega lo stesso autore qui, ovviamente in fumetto!

Benjamin Renner, Chi ha paura della volpe cattiva? (trad. di Giovanni Zucca), Rizzoli 2016, 190 p., euro 17,50

Una cosa difficile

22 Lug

una cosa difficileNoi piccoli degli anni Ottanta abbiamo avuto a che fare con macchine giocattolo in pura plastica, a cui succedeva spesso di perdere una ruota o due. Esteticamente non erano un granché, ma ci hanno permesso di esplorare il mondo, cortili e parcheggi, per chi viveva in città o campi assolati nei paesi in provincia.
Un amarcord forte, poetico è quello che mi ha acceso questo senza parole di profonda bellezza, pensato da Silvia Vecchini e illustrato da Sualzo, un sodalizio felice che ci ha già regalato ottimi libri.
Pochissimi elementi in questa narrazione: un paesaggio, due protagonisti, un oggetto da mettere a fuoco, destinato alla centralità narrativa. Prima oggetto stridente, lanciato da fuori, rimbalza per terra.
Più avanti, ecco il primo protagonista: un cane umanizzato, anzi un bambino. Incerto sul da farsi, si china finalmente per raccogliere l’oggetto misterioso. Lo tiene in mano, solo in mezzo al campo. Poi si incammina.
La strada diventa salita, il campo una montagna da scalare a fatica. Sulla cima, il cane bambino raggiunge l’amico. E’ di spalle, riflette su quanto accaduto prima che la narrazione incominciasse. Adesso è di fronte a noi, e ci accorgiamo che piange. Più in basso, la macchinina senza la ruota. Senza l’oggetto recuperato e riportato lassù.
Una sola parola campeggia in tutta la storia, semplice e difficilissima da pronunciare: “Scusa”. Insieme si può aggiustare tutto, ricucire lo strappo e salire insieme sulla macchina per nuove avventure.
Si scende a perdifiato per una dolce collina, adesso, non più un’aspra montagna. Il vento accarezza l’erba, l’infanzia torna ed essere spensierata, l’amicizia resa più forte da un’incomprensione risolta.
Sul suo blog  Silvia Vecchini ci racconta come è nato il libro, offrendoci anche interessanti spunti su come proporlo ad un gruppo di bambini, lasciando poi spazio alle loro interpretazioni attraverso il disegno. Qui trovate le poesie disegnate e qui un blog di Sualzo.

Silvia Vecchini – Sualzo, Una cosa difficile, Bao Publishing 2016, 48 p., euro 13

La principessa spaventapasseri

29 Giu

pricipessa spaventapasseriBella uscita in volume cartonato per il livello 3 della collana BaBao che apprezziamo fin dalla sua indicazione in quarta di copertina; recita così la fascetta “BaBAO Livello 3. Hai almeno dodici anni e nessuna intenzione di spiegare perché vuoi leggere questo libro? Siamo d’accordo con te”. Mica male, no?

Incalza il ritmo della storia di Morrigan, quattordicenne che arriva per un anno in una nuova cittadina al seguito della madre e del fratello maggiore che in coppia scrivono e illustrano una serie di fortunate e celebri storie, “I miti di Albione” basate su leggende locali esistenti. La scuola non è ancora cominciata e la ragazza cerca di dare un’occhiata in giro, in quel luogo dove pare non capiti mai nulla, facendo amicizia con Alma, dogsitter sua coetanea. Cercando di recuperare un braccialetto, finisce nella vecchia casa della vedova Abbott, temuta da tutti, che vive in solitudine e subito comincia a parlare del Re dei Corvi, della sua minaccia e della sua pericolosit. arrivando a regalare a Morrigan un bottone che – a suo dire – la proteggerà. La sera stessa, ecco la dimostrazione che le parole della vedova non sono farneticazioni: Morrigan trova madre e fratello addormentati in quello che pare un sonno eterno e fa la conoscenza del Re dei Corvi, il divoratore di occhi, la nube nera che tutto avvolge, tornato affamto per distruggere il mondo. Il bottone regalato fa parte del manto dello spaventapasseri che sceglie un portatore in cui incarnarsi e recuperare il potere che può fargli vincere il Re: Morrigan ha la possibilità di combattere, ma anche di trovarsi a fare i conti con se stessa, con quel che vuole dalla vita, con la possibilità di scegliere autonomamente o di farsi comandare dalle voci che le turbinano in testa, facendo i conti anche con il potere delle parole e dela rabbia e con la forza dell’amicizia.

Il sito dell’autore.

Federico Rossi Edrighi, La principessa spaventapasseri, Bao Publishing 2016, 160 p., euro 19, ebook disponibile

Thunder Ben

24 Giu

thunder benProcede il piano editoriale di BaBao, collana dedicata da Bao ai più piccoli; ecco un godibilissimo fumetto, direi prezioso proprio perché destinato ai lettori dagli 8 anni e, a dire il vero, magari leggendo insieme, anche ai più piccoli, appassionati di supereroi.

Ben vive sull’isola di  Saaret; è un solitario dotato di fervida fantasia che sogna di interagire con i quattro cavalieri del cielo e crea nuove situazioni utilizzando i pupazzi e immaginando per sé un ruolo centrale. Il mondo in cui vive è fatto di pianeti diversi su differenti livelli e lui – si vocifera a scuola – ha visto il livello di sopra: uno spettacolo inimmaginabile che non fa che crescere la curiosità di Ben. Figuriamoci il giorno in cui scopre che i quattro cavalieri, ciascuno in sella alla propria creatura (un piccione elegantissimo per Joanna regina del fuoco, un bruco gigante per Erik il vichingo, un drago serpente per Abed maestro dei venti e una balena astrale per Jack che affronta i pirati a suon di lazo) sono ospiti per un’esibizione nella sua città: si precipita a conoscerli aggirando la guardia all’ingresso e si nasconde in uno dei bauli dell’equipaggiamento di Jack, rivelandosi solo quando la compagine già ha ripreso il volo. Poi uno scoppio e il risveglio in un mondo popolato di strane creature, solo. A questo punto Ben deve fare appello al suo coraggio, a quel che ha imparato davanti ai bulli nel cortile della scuola e farsi degno del nome che ha scelto: diventare davvero Thunder Ben per salvare i quattro cavalieri e il mondo. Perché solo quando accetti di avere paura può cominciare l’avventura.

L’originalità non sta solo nella storia, ma anche nella realizzazione: le illustrazioni infatti si alternano a tavole in cui prevale l’uso del collage che utilizza stoffa, nastri, bottoni, pasta, carta. Ovviamente le pagine finali dicono che Ben è diventato il quinto cavaliere e quindi aspettiamo nuove avventure. Su Fumettologica, si sottolinea una caduta nell’indugio a voler lasciare qualcosa di positivo al proprio lettore. Voi che ne dite? Io trovo che – dato l’entusiasmo del protagonista – il messaggio certo non scade affatto nel tono didascalico o moralista.

Il blog dell’illustratrice. Sfoglia qualche pagina.

Vanessa Cardinali, Thunder Ben, Bao Publishing 2016, p. 136, euro 19

Cosmo

12 Giu

cosmoCosimo ha il terrore di essere toccato e una folle passione per l’astronomia che gli ha guadagnato di esser chiamato da tutti Cosmo. Ha un amico , il ragazzo ombra, e poco importa che sia un amico immaginario, perché per lui è reale e soprattutto vicino, anche quando tutte le altre persone gli fanno paura. Proprio il ragazzo ombra suggerisce a Cosmo un gesto importante per il giorno del suo quindicesimo compleanno: scappare dalla comunità in cui vive per intraprendere un viaggio. Per Cosmo la meta è ovvia: il Cile, il deserto di Atacama, il più grande telescopio del mondo.

Il viaggio nell’idea del ragazzo serve per andare a salutare le stelle che se ne stanno andando, le galassie che si allontanano le une dalle altre ogni anno fino a quando accelereranno in un colpo solo. Sono proprio le stelle a guardarlo dall’alto, a descrivere le rotte sbandate del ragazzo e le persone che incontra: quelle cattive, quelle incerte nella loro adolescenza confusa, quelle sagge nonostante tutto. Le stelle rischiarano le atmosfere cupe e gli sfondi neri, i passi attraverso la periferia e la campagna, la fuga e la pausa e i pensieri del protagonista – sugli altri, sulla felicità, sulle balene e sulle farfalle monarca – segnando l’inizio di ogni capitolo con una diversa stella.

Il blog dell’autore.

Marino Neri, Cosmo, Coconino Press / Fandango 2016, 182 p., euro 19

Sip Kids

17 Mag

sip kidsMoore si diverte ad immaginare come sarebbero stati, tutti insieme, i protagonisti della sua serie Strangers in Paradise, cult ormai da più di vent’anni, se si fossero frequentati fin da bambini. Li immagina al primo anno di scuola primaria e costruisce quattro storie intrecciate tra di loro, una per ogni stagione, in un evidente omaggio ai Peanuts: il lettore può infatti giocare a ritrovare i rimandi non solo nel carattere e nei modi di fare, ma a volte anche in alcuni tratti fisici con i protagonisti delle strisce di Schultz. Ne nasce un fumetto esilarante basato principalmente sull’amicizia tra la candida Francine e Katchoo, che ha sempre la risposta pronta; accanto a loro Tambi, Freddie, la perfida Darcy e il fratellino David, che pare di un altro pianeta: diversi i tempi, il modo in cui guarda la natura, inevitabilmente travolto dalla fretta degli altri, che giochino a calcio o cerchino di imparare a sciare.

Come nei Peanuts, anche questi personaggi dispensano tra le righe perle di saggezza e ritraggono spaccati di vita: chi vorrebbe che il padre si interessasse maggiormente a quel che fa (guai compresi), chi si crede padrona del mondo, chi cresce in una baracca lungo la ferrovia. Sono divertenti, ma anche caustici, estremamente solidali , ma anche veracemente cattivi come i bambini possono essere. Ognuno cerca di interagire con gli altri, festeggia Halloween a proprio modo, litiga per poi fare pace (è buffo vedere questi bambini che si gridano contro “sessista!” prima di interrogarsi su cosa significhi), prova a trovare il lato positivo delle cose, anche se a volte – come dice David – si vorrebbe giocare costantemente a controlla-posto e rimanere solitari, seduti sul quadrato d’erba che si è scelti a parlare con un simpatico verme immaginando – chissà perché – che sia arrivato direttamente dall’Argentina e sia poi cascato dal becco dell’uccello che lo trasportava.

Il sito di Terry Moore.

Terry Moore, Sip Kids (trad. di Leonardo Favia), Bao Publishing 2016, p. 96, euro 17

Verdad

3 Mag

VerdadL’utopia è parte profonda di Verdad fin dalla sua infanzia, dalla sua storia familiare: sua madre ha vissuto a Monte Verità, la comune libertaria nata sul Lago Maggiore a inizio Novecento con l’ambizione di creare individui liberi, umanità nuova. Per la bambina quel luogo è un nome sul retro di una fotografia che la nonna dispera di non aver bruciato, ora che è sola in un villaggio dei Pirenei con quella nipote, figlia a suo dire del peccato. Ma l’utopia di un mondo più giusto e migliore sostiene Verdad anche nelle scelte adulte di combattere contro il franchismo nelle file delle Brigate Internazionali e successivamente, perso un braccio in un’azione e volta al peggio la guerra, di non fuggire in Francia, ma di restare, esiliata sulla montagna in una scelta solitaria dettata non solo da motivi politici quanto piuttosto dalla condizione fisica, dal sentirsi ai margini perché quello che conta agli occhi altrui è quel che non riesci a fare e non la fatica a fare qualsiasi cosa.

A poco più di vent’anni Verdad è una donna scavata che si condanna alla solitudine per poi trovare un barlume di speranza in un indirizzo conservato su un pezzo di carta; è una donna sceglie ancora, fedele alo spirito combattivo che le è stato trasmesso col sangue. La sua storia è narrata attraverso il segno di Lorena Canottiere che, da abbozzo di linee, dà corpo a persone e natura declinandosi nella scelta di poche cromie che perfettamente si adattano al contenuto del fumetto. Una narrazione che tocca la parte più intima della protagonista e la ribalta storica del suo Paese, che procede per ricordi e per rimandi: la ragazza racconta se stessa bambina, poi l’incontro con Enrique, il paese di origine, Barcellona, la guerra, la scelta della montagna; il tutto cucito attraverso una leggenda locale della sua valle, quella della vecchia volpe, una storia di predatori e prede esattamente come lo sono la sua storia personale e la Storia del suo Paese in quel preciso momento storico. Ma la figura della volpe, esattamente come la storia di Verdad, ricorda che c’è e resiste comunque chi non vuole credere che sia tutto inutile e che l’idea di un mondo migliore, più libero passa attraverso le singole scelte che una persona fa nel quotidiano più proprio come di fronte agli avvenimenti che la coinvolgono nella società.

Qui le undici tracce di Verdad, la bella colonna sonora a cura di Stefano Risso che potete ascoltare on line o scaricare per accompagnare la lettura.

A proposito di Monte Verità, oggi è visitabile la parte museale.

Il blog di Lorena Canottiere dove potete leggere le strisce di  ça pousse.

Lorena Canottiere, Verdad, Coconino Press – Fandango 2016, 157 p., euro 19

Garrincha

2 Mag

garrincha coverUn fumetto in cui Antonio Ferrara racconta, con un andamento scarno di grafica monocolore e testo che restituisce essenzialità, la vita del grande calciatore brasiliano Garrincha, vincitore di due mondiali di calcio. Racconta la sua determinazione a giocare a calcio, nonostante tutto e nonostante soprattutto i difetti congeniti che gli avrebbero impedito, secondo i medici, l’attività fisica, al punto da dichiararlo invalido.

Nonostante le malformazioni fisiche e la fatica, il calciatore non si nega nulla: il testo in prima persona ne segue la vita privata e le imprese sportive, le vittorie e le cadute, le fortune che possono capitare e la cura che bisogna averne. Una forma biografica che sarà apprezzata dai lettori alla ricerca di “storie vere”.

Approfittiamo del fatto che si parli di calcio e di Brasile per farvi un assist e segnalarvi il film di Andre Jublin, Banana, uscito lo scorso anno in cui si racconta del quattordicenne Giovanni alla ricerca della felicità. Soprannominato Banana per la mania di indossare sempre la maglia della nazionale carioca, Giovanni è convinto che la vita vada vissuta “alla brasiliana”, ovvero con coraggio, determinazione, volontà di rischiare e che meriti comunque provare a dimostrare a chi non ci crede più che non tutti sono uguali, che qualcuno di diverso c’è. Qui potete leggere la recensione su Il Post; se non l’avete ancora visto, cercatevi il film.

Antonio Ferrara, Garrincha. L’angelo dalle gambe storte, Uovonero 2016, 120 p., euro 15