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Il principe e la sarta

10 Giu

Jen Wang disegna una storia senza tempo, ambientata all’inizio del venteimo secolo, ma assolutamente pensabile per un’altra epoca e decisamente attuale. Il principe del Belgio è a Parigi con i genitori che vogliono trovargli una moglie; lui invece assume una giovane sarta per cucirli fantastici abiti femminili: è un cross dresser che ama indossare gli abiti della madre che però non gli bastano più, vorrebbe qualcosa di diverso dalla moda del tempo, di più audace. Lo trova nelle realizzazioni di una giovane apprendista sarta, Frances, che realizza un abito per un ballo a una nobile che desidera qualcosa di “nuovo e terrificante”: il vestito fa nostizia e il principe assume Frances, cercando dapprima di non svelare la propria identità e poi invece raccontando di sé e legandosi alla ragazza da cui si sente capito, un’amicizia che li prota a dividere le notti parigine in cui il principe vaga sotto le sembianze di Lady Crystallia. Fino a quando tutto sembra precipitare: Frances abbandona il principe perché vuole essere libera di creare e di rivendicare il proprio lavoro e qualcuno svela l’identita di Lady Crystallia.

Tutto il fumetto è una riflessione sulla necessità di essere se stessi, sulla possibilità di scegliere chi essere e come consurre la propria vita, sui pregiudizi e sulla necessità di essere riconosciuti per quel che si è da chi ti vuole bene, dalla propria famiglia: la parabola del re, che prima esplode in rabbia e poi cerca di comprendere quel figlio molto amato, di cui si fida e di cui è orgoglioso, è in questo esemplare. Il libro racconta di come si possa cadere, rialzare, avere delle seconde possibilità, ritrovarsi e ritrovare chi davvero mi e ti ama per come sei, senza volerti cambiare né immaginarti diversamente. Il tutto in “salsa inizio Novecento” tra bellissime stoffe e mirabolanti vestiti, ombrellini, scene da café-chantant.

Jen Wang, Il principe e la sarta (trad. di Caterina Marietti), Bao Publishing 2019, 288 p., euro 21, ebook euro 10,99

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Verde

8 Giu

Felice trasposizione in fumetto di un romanzo breve di Marie Desplechin, pubblicato in Italia da Salani nel 2005 col titolo “Strega no”. Si racconta dell’unidcenne Verde, figlia e nipote di strega, a cui non interessa affatto imparare l’arte della magia, ma piuttosto capire cosa farne del compagno di classe Sufi (è innamorato di lei o no? E lei cosa prova?) e trovare suo padre che non ha mai conosciuto. Quando la mamma decide che ogni mercoledì lo passerà dalla nonna, nella speranza che cominci a imparare i fondamentali della stregoneria, Verde capisce che la magia non serve solo a zittire il cane dei vicini o a far fronte all’ennesimo fastidio, come pare sia per la mamma, ma può anche avere dei risvolti positivi e migliorare la vita delle persone. Che sorpresa poi quando Sufi, che continua a tormentare Verde perché è sicuro che lei gli ricordi qualcuno, dà una mano a venire a capo dell’arcano: il papà di Verde è il suo allenatore di calcio!

Un fumetto a cui le illustrazioni di Magali Le Huche offrono il giusto sfondo, con colori delicati, in un’impaginazione pulita e lineare.

Marie Desplechin – Magali Le Huche, Verde. Non voglio essere una strega (trad. di Simona Mambrini), Mondadori 2019, 88 p., euro 17

Merenda con gli indiani

1 Giu

Babalibri ha creato una nuova collana, SuperBaba, diretta da Cristina Brambilla, dedicata alle prime letture e attenta alle esigenze dei lettori alle prime armi: un formato che dà respiro a testo e immagini, alcuni libri in stampatello maiuscolo e altri in minuscolo: una giusta misura, insomma. Tra i primi quattro titoli usciti ci fa molto sorridere questo che mescola testo in stampatello maiuscolo e fumetto: contiene due storie (anche questo denota l’attenzione al tipo di lettore a cui ci si rivolge) e mette in scena il buffo mondo di Anita tra realtà, sogno e immaginazioni. La protagonista è una buffa bestiola gialla che vorrebbe poter usare la magia per mettere in ordine la sua stanza, come ha chiesto il papà: pare però che la magia non sia d’accordo, ci vogliono tre tentativi e tutta la concentrazione possibile. Anita è così concentrata da finire su un’isola, farsi amica di due indiani e portarseli indietro a casa, con la promessa di una merenda a base di bignè al cioccolato con salsa di lamponi e meringhe. Gli indiani tornano anche nella seconda storia che racconta dei tentativi di Anita di andare a dormire nel lettone dopo aver visto un film western e aver fatto brutti sogni: sono due compagni di avventura esilanti, che spingono Anita in guai e marachelle, che faranno divertire il lettore con le loro espressioni e la loro lingua e… e chissà se ci saranno loro nuove avventure. Intanto, sarebbe bello trovare anche in italiano le avventure di Grignotin e Mentalo sempre creati da Bournay.

Delphine Bournay, merenda con gli indiani (trad. di Maria Bastanzetti), Babalibri 2019, 60 p., euro 8,50

Margherita e Margherita

29 Mag

Sarà adattato in film questo fumetto di Cuvellier e Robin che gioca sulla linea del tempo e sui varchi temporali, immaginando uno scambio tra due protagoniste che portano lo stesso nome e abitano nella medesima casa. La casa è la stessa, ma il nome della via non lo è più: già, perché una Margherita vive nel 1910, l’altra nel 2010. Entrambe hanno dodici anni e un sabato mattina si annoiano, quanto basta per salire in soffitta e rovistare tra le cose vecchie, per poi infilarsi l’abito di una prozia e trovarsi ciascuna catapultata nel mondo dell’altra: sono diverse le stanze, le abitudini, il modo in cui ci si rivolge ai genitori; una scopre la tv e lo sciacquone; l’altra impara che non si parla a tavola se non interpellate e soprattutto non si risponde ai propri genitori.

Gli autori giocano intorno a una linea del tempo dividendo ciascuna pagina dell’albo stretto e lungo  in un sopra e in un sotto: in altro il 1910, in basso il 2010, con colori appropriati che aiutano a identificare ogni epoca. Un modo interessante per mettere a confronto e fare paragoni: cosa significa essere donna di qui e di là o incontrare una persona con la pelle scura e via così. E poi c’è quello che la Margherita del 2010 sa: sa cosa è successo nel secolo trascorso, sa che le persone con cui si ritrova a vivere sono quasi alla vigilia della Prima Guerra mondiale e vorrebbe poter far qualcosa, avvertire, spiegare.

Vincent Cuvellier – Robin, Margherita e Margherita (trad. diclasse 3C della Sezione Internazionale di Francese Esebac del Liceo Galvani di Bologna), Il Castoro 2018, 128 p., euro 16

Nuno salva la luna

23 Mag

In questo anno di anniversario dello nsbarco sulla Luna sono parecchi i libri per bambini e ragazzi che riprendono l’atmosfera del tempo, raccontano, ricordano. Marino Neri sceglie invece l’originalità di un fumetto che racconta la cosa da un altro punto di vista: quello di una famiglia di guardiano interstellari e del loro figlio minore, Nuno, a cui da pochi giorni è stata affidata la cura della Luna. Nuno sa che ogni membro della famiglia deve vegliare su stelle e satelliti, ma trova che il suo compito sia decisamente riduttivo: è noioso cambiare l’acqua alle vasche di quei vecchi addormentati dei lunari o controllare che i pesci lunari passino attraverso le caverne sotterranee.. Nuno vorrebbe protestare, lasciare il suo compito, far tacere la civetta spaziale che lo segue come un’ombra. Finché la sua rabbia deve lasciare posto all’azione: un attacco uomano, la mamma rapita, l’ordine da ristabilire, specie per preservare la luna facendo crede agli uomini che non sia altro che un semplice satelite deserto.

Un bel fumetto, dove la scelta dei colori porta il lettore nel’atmosfera spaziale e lunare della storia.

Marino Neri, Nuno salva la luna, Canicola 2019, 48 p., euro 16

Shhh. L’estate in cui tutto cambia

9 Apr

Sto preparando un percorso ricco di libri che ri/specchiano gli adolescenti lettori e va in cima alla lista questo nuovo fumetto che ha mantenuto il formato originale per dare giusto respiro alle immagini, risultando così uno spesso albo quadrato. Racconta di quel passaggio delicato in cui non sei né carne né pesce; in cui l’adolescenza crea improvvisi baratri e distanze tra ragazzi che hanno la stessa età, eppure qulacuno improvvisamente è proiettato in avanti, verso i più gtandi, mentre altri mantengono un passo più regolare che li fa sembrare più lenti, quasi indietro.

Hanna è entusiasta: la mamma la sta accompagnando dagli zii, nella casa di vacanza dove da sempre passa una settimana estiva in compagnia della cugina e grande amica Siv, con cui condivide la stanza e la passione per battere i record (grachi raccolti, tempo passato in immersione, insetti nel barattolo…). Invece improvvisamente i punti fermi conosciuti non ci sono più: è un altro primato che interessa a Siv (“hai già baciato?” chiede subito), tanto quanto cercare di passare più tempo possibile con la sorella maggiore e il suo gruppo di amici. Anche Mette è cambiata: ha le tette normi, scapa di notte per raggiungere il fidanzato che non piace ai genitori, chiede alle ragazzine di coprirla. Hanna invece è il canore in persona, non riesce a dire bugie e, quando ci si mette, arriva un guaio. Com’è cambiato questo luogo del cuore in un solo anno; e chissà come cambierà ancora.

Un libro prezioso perché la sua autrice utilizza poco misuratissimo testo, lasciando alle illustrazioni e al contorno della natura la descrizione dello stato d’animo di Hanna e di quel che le gira vorticosamente intorno.

Magnhild Winsnes, Shhh. L’estate in cui tutto cambia (trad. di Elena Putignano), Mondadori 2019, 368 p., euro 25

AstroGatti. Missione luna

3 Apr

In questo cinquantenario dallo sbarco sulla Luna, tra le tante e diverse pubblicazioni ecco un fumetto che può essere letto dai 7 anni dove la Luna diventa lo scenario delle avventure – sì, questo è il primo volume di una serie – di un gruppo di gatti, i migliori gatti astronauti pronti a intervenire. Diversi e complementari (il goloso che pensa solo al cibo, l’inventore, l’impavido comandante…) si trovano a operare in una situazione quanto mai attuale: il fumetto si apre infatti nello Studio Ovale della Casa Bianca dove il Gatto Presidente tracanna caffé in una tazza patriottica e legge il giornale: i titoli sono riservati alla crisi energetica che ha colpito agli Stati Uniti, agli improvvisi black out sempre più frequenti. La situazione è grave e il tempo è poco: a causa di tutti i congegni c’è un elevato consumo di energia e la soluzione non può essere certo smettere di usare il tostapane o usare l’elettricità un martedì sì e uno no. Il piano del miglior scienziato è di costruire una centrale a energia solare sulla Luna: ecco allora i preparativi e lo svolgersi della missione per gli Astro Gatti.

Un fumetto che fa parlare di risparmio energetico e battaglie ambientali, ma tanto attuale anche in quel punto in cui il Presidente grida “Come possiamo guidare questo Paese se le luci non rimangono accese?”. Ecco, chissà se se lo chiede Maduro o qualcuno per lui nel Venezuela in cui la gente muore, anche, per la mancanza di corrente elettrica ormai da giorni e giorni e giorni.

Drew Brockington, AstroGatti. Missione luna (trad. di Omar Martini), Il Castoro 2019, 160 p., euro 14,50

 

21 giorni alla fine de mondo

25 Mar

Vi ricordate Fiato sospeso, quel fumetto che in modo delicato e profondo racconta com’è crescere? Ecco, i suoi autori tornano con una storia che ancora ha a che fare con lo sport, l’amicizia, il crescere.  Lisa, la protagonista, può essere una parente di Olivia a suo modo, un po’ le somiglia e gli echi della storia di una tornano in quella dell’altra. Lisa non fa nuoto, ma karate e vive in un paese sul lago, in una di quelle condizioni particolari per cui il tuo mondo si popola durante le vancanze e per il resto dell’anno vivi comunque nel campeggio di cui tua madre gestisce il chiosco, anche se l’atmosfera è ben diversa. Lisa fa karate appunto e i suoi principi accompagnano i capitoli del libro, un principio un capitolo; ha una dirimpettaia di nome Rima, di origine indiana, che l’ha eletta a migliore amica e che a volte forse le dà fastidio (è più piccola, è chiacchierona, vede anche quel che Lisa non vuole vedere). Poi c’è l’intorno: un capriolo che pare molti abbiano avvistato; un uomo che annuncia ogni giorno la prossima fine del mondo, un altro che gira con grandi cani neri. E ancora c’è Ale, l’amico inseparabile di quando era bambina, andato via improvvisamente quattro anni prima. Ora Ale torna e torna al vecchio progetto comune di costruire una zattera, anche se quello che cerca è il tentativo di far pace col grande segreto della sua famiglia, con quel che anche Lisa scopre.

Ci sono ragazzi che cercano, in questo fumetto, e adulti che a modo loro vegliano e indicano, anche quando non fanno parte della cerchia della famiglia, ma piuttosto della cornice che possiamo definire familiare perché è quella che la protagonista vede e incontra ogni giorno. Ci sono molte persone in questo libro che portano il peso di segreti, delle tragedie della vita, della fatica di crescere e di trovare se stessi. Ma l’unico modo di ripartire è – come sempre – la verità: andarle incontro, scoprirla, dirla ad alta voce.

Silvia Vecchini – Sualzo, 21 giorni alla fine del mondo, Il Castoro 2019, 205 p., euro 15,50

Lo spettacolo del corpo umano

29 Gen

Quando uscì Primati, ci augurammo che arrivassero presto altri testi di divulgazione a fumetti. Ora Il Castoro traduce un’altra opera di Maris Wicks, davvero divertente e nello stesso tempo molto scientifica e molto comprensibile, proprio perché l’uso delle immagini facilita la comprensione di quanto viene spiegato. Grazie a un divertente spettacolo messo in scena da Scheletro, che funge da guida, il lettore è accompagnato a scoprire le particolarità, gli organi, il funzionamento del corpo umano in undici atti (dal sistema scheletrico ai sensi, passando per sistema muscolare, apparati respiratorio, cardiovascolare, digerente, escretore, endocrino, riproduttivo, sistema immunitario e nervoso), comprensivi di intervallo e glossario finale.

Scheletro mette davvero in scena tutte le parti in gioco, dando voce a cellule, polmoni, ormoni, ossa, vitamine e via così. Spiega visivamente come si rimargina una ferita, quali sono i tipi di frattura di un osso e cosa necessitano per la “riparazione”, cosa capita nel nostro stomaco quando vomitiamo o nel nostro intestino quando abbiamo la diarrea. Parla di lingua dei segni e alfabeto braille; del gusto umami, di cosa fanno gli ormoni al momento dello sviluppo, di cosa succede quando il corpo scopre il suo interno un allergene. Dice qual è il muscolo più potente, quante ossa abbiamo, cosa succede se c’è un’infezione in circolo. È chiaro, semplice, divertente e serio: perché dice ridendo, ma mette sulla pagina le cose in modo scientifico. Apprezzabile e, sicuramente, apprezzato dai lettori dai 10 anni.

Maris Wicks, Lo spettacolo del corpo umano (trad. di Laura Bortoluzzi, Il Castoro 2019, 240 p., euro 15,50

D’amore e altre tempeste

23 Nov

Ha due facce questo fumetto: due copertine, due sensi differenti di lettura, due voci e due punti di vista a seconda della parte da cui lo si legge. Da un lato c’è Viola e dall’altra Storm: sono due adolescenti alle prese con la crescita, coi cambiamenti del proprio corpo, con gioie folli e tristezze tempestose, con famiglie che sembrano improvvisamente ingombranti o imbarazzanti. E sono innamorati. L’uno dell’altra, ma non sanno dirlo, hanno il terrore di sembrare deficienti, mettono in mezzo gli amici ma neanche troppo perché chissà cosa penserebbero, finché nella pagina centrale del libro – dove le loro due narrazioni si incrociano e si fondono in una felice scelta grafica – si scontrano pure loro per andare avanti insieme.

Felice è in realtà l’intero impianto di questa storia dove Annette Herzog si mette nei panni dei due ragazzi e a lei si affiancano a dare forma e voce due diversi illustratori: Katrine Clante per Viola e Rasmus Bregnhøi per Storm. Sulla pagina non ci sono solo dubbi, domande e pensieri dei due adolescenti, ma anche pagine in cui si parla di amore e di sesso in compagnia di filosofi antichi, di grandi romanzi classici, del mondo animale. Ci sono un professore che insegna come si mette un preservativo, ci sono le canzoni che Storm scrive per dire di sé, ci sono adulti che, in modo diverso, accompagnano e cercano di parlare, di dire, siano insegnanti appunto, genitori, nonne senza stereotipi. Insomma, ci sono i sentimenti e la biologia e si dice bene, semplicemente e con sincerità, di molto di quel che imbarazza gli adulti quando devono parlarne con un adolescente.

Il podcast dell’intervento dell’autrice a Fahrenheit lo scorso 6 novembre.

Annette Herzog – ill. Katrine Clante e Rasmus Bregnhøi, D’amore e altre tempeste (trad. di Eva Valvo e Claudia Valeria Letizia), Sinnos 2018, 128 p., euro 14.