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Sacha e Tomcrouz. I vichinghi

28 Lug

Anais Halard e Bastien Quignon hanno creato la serie nel 2017 e finora hanno pubblicato in Francia due volumi, ciascuno ambientato in una diversa epoca storica. Il protagonista è Sacha Bazarec, brillante e curioso ragazzino molto popolare a scuola, che desidera disperatamente un topolino per il suod ecimo compleanno. Invece riceve in ragalo un chihuahua ribattezzato Tomcrouze in onore dell’idolo della sua mamma, la quale è un’antiquaria di prima qualità. Per un incidente avvenuto nel laboratorio da inventore del padre di Sacha, il cagnolino è in grando di funzionare come macchina del tempo ogni volta che starnutisce su un oggetto antico: in questo caso è una spada che li porta dritti dritti all’epoca dei vichinghi dove devono scampare a diversi guai.

Un fumetto molto interessante, fin dal tratto di Quignon, che fa scoprire al lettore nuovi mondi e lo rende curioso, coinvolgendolo in una lettura appassionante.

Anais Halard – Bastien Quignon, Sacha e Tomcrouz. I vichingi (trad. di Cristina Titone), Bao 2019, 88 p., euro 18

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Sabine nel mondo della magia

22 Lug

Sabine è una bambina con pochi amici e dei poteri di cui non capisce la provenienza né la potenzialità, eppure qualcosa di particolare lo sa fare: il giorno in cui il gruppo di bulletti della classe la prende di nuovo di mira blocca su un albero il loro pallone. Solo Michael, alunno nuovo arrivato, se ne rende conto; l’amicizia che ne nasce fa scoprire a Sabine che l’amico vive in una casa e in una famiglia molto particolari:non si occupano di produrre sciroppo d’acero come il suo papà, ma hanno a che fare con la magia. Proprio in un paralleloo mondo magico la protagonista si trova catapultata durante una merenda a casa di Michael: è il regno di Uwa, ex regina della magia, imprigionata da maghi sfruttatori dei poteri altrui. L’avventura si fa ancora più intrigante perché da quel mondo Sabine deve cercare di uscire, senza dimenticare di trovare Michael e riportarlo indietro. Proprio su quest’aspetto del legame tra i due ragazzini si innesta un’interessante riflessione sul significato dell’amicizia, sui sentimenti feriti, sulla delusione, su come ciascuno può credere in un’altra persona senza essere per forza ricambiato allo stesso modo.

Sul sito dell’editore trovate la playlist che l’autrice ha confezionato come colonna sonora ideale per la lettura del fumetto.

Luisa Torchio, Sabine nel mondo della magia, Tunué 2019, 

Il mio amico Albert

7 Lug

Il fumetto fa coppia con La mia amica Colette, uscito un anno fa: stesso formato, richiamo della forma del titolo, stessi personaggi che sbucano dalle pagine, cosa ch potrebbe parere stucchevole e poco originale, ma l’autrice è pur sempre Isabelle Arsenault e di fumetti ben fatti per i lettori più piccoli ce ne sono così pochi che vince comunque la curiosità di vedere come va la storia. Ancora una volta l’illustratrice adopera il suo caratteristico uso del colore e gioca sui tono dell’azzurro anice per mettere in scena la pacatezza di Albert – come nel precedente libro identificabile facilmente grazie alla marinière che indossa costantemente – e il suo desiderio di trovare un angolo tranquillo per leggere in pace. È arrivata l’estate e, libero dagli impegni di scuola, il bambino non vede l’ora di tuffarsi nella storia scelta e lasciarsi trasportare dala fantasia su una spiaccia assolata e deserta… che però invitabilmente si popola. Infatti gli amici cominciano a chiedergli di fare una partita a tennis, unirsi alle attività di giardinaggio, balare, ascoltare musica, dare un’occhiata alla bambola in carrozzina: troppo chiasso! Ma saranno proprio gli amici a trovare il modo giusto epr stare tutti insieme.

Come detto appunto fa piacere che ci siano sempre più possibilità di lettura in formato fumetto anche per i più piccoli, tanto più con le preziose scelte grafiche che caratterizzano l’albo.

Isabelle Arsenault, Il mio amico Albert (trad. di Chiara Carminati), Mondadori 2019, 48 p., euro 16

Melvina

5 Lug

Melvina è un progetto che accompagna la fumettista Rachele Aragno da quando tredicenne ha incontrato questo personaggio, suo alter ego, e ha cominciato a disegnare avventure con lei protagonista. In quello che si annuncia il primo volume di altri dedicati alla ragazzina coi capelli rossi, il lettore la conosce mentre di nascosto scopre che i suoi genitori vogliono trasferirsi per l’ennesima volta, senza ovviamente tenere inconto la sua opinione. Inseguendo il gatto sui tetti, cade in una casa vicina dove l’attendono strani personaggi: un anziano di nome Otto e alcuni animali antropomorfi che stanno prendendo il tè in attesa di lei, la prescelta che dovrà liberarli dal potere del malvagio Malcape, sovrano di Aldiqua. Melvina scopre un mondo fantastico e soprattutto la missione che l’aspetta.

Tutto il fumetto è in modo molto interessante giocato sul diventare grandi, sugli adulti che non ascoltano i più piccoli, sul desiderio di crescere in fretta. Ma cosa significa davvero essere grandi? Proprio quello che Melvina scoprirà a fine avventura, nelle sagge parole della nonna. Un fumetto che racconta anche degli affetti famigliari, e lo fa con un certo significato che scoprirete leggendo le pagine di chiusura del volume in cui l’autrice e gli editori raccontano il progetto.

Rachele Aragno, Melvina, Bao Publishing 2019, 208 p., euro 20

Campo Bravo

21 Giu

Torna per Sinnos l’accoppiata vincente Stefan Boonen e Melvin già in Weekend con la nonna e in Mammut! di cui qui torna il protagonista: un nuovo fumetto per i più piccoli con il particolare uso del colore a cui ci ha abituati l’illustratore belga. Teo non ha assolutamente voglia di andare in campeggio, tanto più che Campo Bravo promette avventure grandiose e pericolose, esattamente il contrario di quello che lui si aspetta dalle vacanze. Poi scopre che è davvero l’opposto di quel che immagina: trova subito un nuovo amico di nome Jack, il responsabile Osvaldo è simpatico e va matto per i test; c’è la sua tata pelosa nel ruolo di infermiera. Ma soprattutto a Campo Grande non serve essere bravi in tutto perché lì si impara a sbagliare, a provare, a essere coraggiosi anche i quei frangenti in cui proprio non si pensa di riuscirci. Insomma, cinque giorni di avventura in cui Teo impara che si può dire a fatica e la difficoltà, ma anche la nostalgia degli amici e la bellezza del condividere.

Stefan Boonen & Melvin, Campo Bravo (trad. di Laura Pignatti), Sinnos 2019, 91 p., euro 12

Il principe e la sarta

10 Giu

Jen Wang disegna una storia senza tempo, ambientata all’inizio del venteimo secolo, ma assolutamente pensabile per un’altra epoca e decisamente attuale. Il principe del Belgio è a Parigi con i genitori che vogliono trovargli una moglie; lui invece assume una giovane sarta per cucirli fantastici abiti femminili: è un cross dresser che ama indossare gli abiti della madre che però non gli bastano più, vorrebbe qualcosa di diverso dalla moda del tempo, di più audace. Lo trova nelle realizzazioni di una giovane apprendista sarta, Frances, che realizza un abito per un ballo a una nobile che desidera qualcosa di “nuovo e terrificante”: il vestito fa nostizia e il principe assume Frances, cercando dapprima di non svelare la propria identità e poi invece raccontando di sé e legandosi alla ragazza da cui si sente capito, un’amicizia che li prota a dividere le notti parigine in cui il principe vaga sotto le sembianze di Lady Crystallia. Fino a quando tutto sembra precipitare: Frances abbandona il principe perché vuole essere libera di creare e di rivendicare il proprio lavoro e qualcuno svela l’identita di Lady Crystallia.

Tutto il fumetto è una riflessione sulla necessità di essere se stessi, sulla possibilità di scegliere chi essere e come consurre la propria vita, sui pregiudizi e sulla necessità di essere riconosciuti per quel che si è da chi ti vuole bene, dalla propria famiglia: la parabola del re, che prima esplode in rabbia e poi cerca di comprendere quel figlio molto amato, di cui si fida e di cui è orgoglioso, è in questo esemplare. Il libro racconta di come si possa cadere, rialzare, avere delle seconde possibilità, ritrovarsi e ritrovare chi davvero mi e ti ama per come sei, senza volerti cambiare né immaginarti diversamente. Il tutto in “salsa inizio Novecento” tra bellissime stoffe e mirabolanti vestiti, ombrellini, scene da café-chantant.

Jen Wang, Il principe e la sarta (trad. di Caterina Marietti), Bao Publishing 2019, 288 p., euro 21, ebook euro 10,99

Verde

8 Giu

Felice trasposizione in fumetto di un romanzo breve di Marie Desplechin, pubblicato in Italia da Salani nel 2005 col titolo “Strega no”. Si racconta dell’unidcenne Verde, figlia e nipote di strega, a cui non interessa affatto imparare l’arte della magia, ma piuttosto capire cosa farne del compagno di classe Sufi (è innamorato di lei o no? E lei cosa prova?) e trovare suo padre che non ha mai conosciuto. Quando la mamma decide che ogni mercoledì lo passerà dalla nonna, nella speranza che cominci a imparare i fondamentali della stregoneria, Verde capisce che la magia non serve solo a zittire il cane dei vicini o a far fronte all’ennesimo fastidio, come pare sia per la mamma, ma può anche avere dei risvolti positivi e migliorare la vita delle persone. Che sorpresa poi quando Sufi, che continua a tormentare Verde perché è sicuro che lei gli ricordi qualcuno, dà una mano a venire a capo dell’arcano: il papà di Verde è il suo allenatore di calcio!

Un fumetto a cui le illustrazioni di Magali Le Huche offrono il giusto sfondo, con colori delicati, in un’impaginazione pulita e lineare.

Marie Desplechin – Magali Le Huche, Verde. Non voglio essere una strega (trad. di Simona Mambrini), Mondadori 2019, 88 p., euro 17

Merenda con gli indiani

1 Giu

Babalibri ha creato una nuova collana, SuperBaba, diretta da Cristina Brambilla, dedicata alle prime letture e attenta alle esigenze dei lettori alle prime armi: un formato che dà respiro a testo e immagini, alcuni libri in stampatello maiuscolo e altri in minuscolo: una giusta misura, insomma. Tra i primi quattro titoli usciti ci fa molto sorridere questo che mescola testo in stampatello maiuscolo e fumetto: contiene due storie (anche questo denota l’attenzione al tipo di lettore a cui ci si rivolge) e mette in scena il buffo mondo di Anita tra realtà, sogno e immaginazioni. La protagonista è una buffa bestiola gialla che vorrebbe poter usare la magia per mettere in ordine la sua stanza, come ha chiesto il papà: pare però che la magia non sia d’accordo, ci vogliono tre tentativi e tutta la concentrazione possibile. Anita è così concentrata da finire su un’isola, farsi amica di due indiani e portarseli indietro a casa, con la promessa di una merenda a base di bignè al cioccolato con salsa di lamponi e meringhe. Gli indiani tornano anche nella seconda storia che racconta dei tentativi di Anita di andare a dormire nel lettone dopo aver visto un film western e aver fatto brutti sogni: sono due compagni di avventura esilanti, che spingono Anita in guai e marachelle, che faranno divertire il lettore con le loro espressioni e la loro lingua e… e chissà se ci saranno loro nuove avventure. Intanto, sarebbe bello trovare anche in italiano le avventure di Grignotin e Mentalo sempre creati da Bournay.

Delphine Bournay, merenda con gli indiani (trad. di Maria Bastanzetti), Babalibri 2019, 60 p., euro 8,50

Margherita e Margherita

29 Mag

Sarà adattato in film questo fumetto di Cuvellier e Robin che gioca sulla linea del tempo e sui varchi temporali, immaginando uno scambio tra due protagoniste che portano lo stesso nome e abitano nella medesima casa. La casa è la stessa, ma il nome della via non lo è più: già, perché una Margherita vive nel 1910, l’altra nel 2010. Entrambe hanno dodici anni e un sabato mattina si annoiano, quanto basta per salire in soffitta e rovistare tra le cose vecchie, per poi infilarsi l’abito di una prozia e trovarsi ciascuna catapultata nel mondo dell’altra: sono diverse le stanze, le abitudini, il modo in cui ci si rivolge ai genitori; una scopre la tv e lo sciacquone; l’altra impara che non si parla a tavola se non interpellate e soprattutto non si risponde ai propri genitori.

Gli autori giocano intorno a una linea del tempo dividendo ciascuna pagina dell’albo stretto e lungo  in un sopra e in un sotto: in altro il 1910, in basso il 2010, con colori appropriati che aiutano a identificare ogni epoca. Un modo interessante per mettere a confronto e fare paragoni: cosa significa essere donna di qui e di là o incontrare una persona con la pelle scura e via così. E poi c’è quello che la Margherita del 2010 sa: sa cosa è successo nel secolo trascorso, sa che le persone con cui si ritrova a vivere sono quasi alla vigilia della Prima Guerra mondiale e vorrebbe poter far qualcosa, avvertire, spiegare.

Vincent Cuvellier – Robin, Margherita e Margherita (trad. diclasse 3C della Sezione Internazionale di Francese Esebac del Liceo Galvani di Bologna), Il Castoro 2018, 128 p., euro 16

Nuno salva la luna

23 Mag

In questo anno di anniversario dello nsbarco sulla Luna sono parecchi i libri per bambini e ragazzi che riprendono l’atmosfera del tempo, raccontano, ricordano. Marino Neri sceglie invece l’originalità di un fumetto che racconta la cosa da un altro punto di vista: quello di una famiglia di guardiano interstellari e del loro figlio minore, Nuno, a cui da pochi giorni è stata affidata la cura della Luna. Nuno sa che ogni membro della famiglia deve vegliare su stelle e satelliti, ma trova che il suo compito sia decisamente riduttivo: è noioso cambiare l’acqua alle vasche di quei vecchi addormentati dei lunari o controllare che i pesci lunari passino attraverso le caverne sotterranee.. Nuno vorrebbe protestare, lasciare il suo compito, far tacere la civetta spaziale che lo segue come un’ombra. Finché la sua rabbia deve lasciare posto all’azione: un attacco uomano, la mamma rapita, l’ordine da ristabilire, specie per preservare la luna facendo crede agli uomini che non sia altro che un semplice satelite deserto.

Un bel fumetto, dove la scelta dei colori porta il lettore nel’atmosfera spaziale e lunare della storia.

Marino Neri, Nuno salva la luna, Canicola 2019, 48 p., euro 16