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Tempestina

18 Giu

C’è un’infinita delicatezza negli acquerelli con cui Lena Anderson mette in pagina il mondo di Stina: è quello estivo, il tempo trascorso durante le vacanze, col nonno, su un’isola dell’arcipelago. La bambina è un po’ tempesta come il nome il nomignolo che il nonno le affibbia (e forse anche un po’ puntuta e buffa come la pastina che così si chiama!): sempre in movimento, sempre alla ricerca di qualche tesoro di cui fare bottino, sempre sull’orlo della meraviglia. C’è questo di particolare in Stina, la capacità di osservare e di dire il proprio stupore e il proprio entusiasmo: davanti ai colori del mattino, alla lotteria dell’uscire in barca e chissà cosa ci sarà nelle reti, a una piuma trovata per caso. La curiosità la spinge anche ad avventurarsi fuori, in una notte di tempesta, per vedere che effetto che fa. Quando il nonno trova il letto vuoto e la raccogliere, fradicia come un pulcino e sull’orlo delle lacrime, spiega che è il caso di cominciare da capo: mettersi stivali e cerata e uscire insieme, perché di fronte al fragore delle onde e ai fischi del vento è meglio essere in due. E anche lì, sai mai che capiti di raccogliere una sorpresa…

Eccolo il nonno, solo in apparenza sullo sfondo delle avventure della bambina, ma in realtà in sorniona osservazione di quella meraviglia di ragazza che gli è toccata in sorte come nipote: non alza la voce, non rimbrotta, ma si fa complice, spiega e sta lì, col sorriso sulle labbra, a godersi il momento. Vien da pensare che anche lui sia uno che si bea delle meraviglie piccine, che sa vedere; nella tavola in cui sorseggia il caffè davanti alla luce del giorno che arriva sembra di leggergli dentro il bambino che è stato, pronto all’avventura, pronto a dire “Guarda!” o Che bello!”.

Qualunque sia la tempesta che arriva, sull’isola o nella vita, abbiate la buona sorte di condividerla, ben attrezzati per poterla affrontare, senza doversi rintanare fuggendo, ma stando in piedi insieme, cogliendo anche quel briciolo di bello che magari si porta dentro. Un inno al lasciarsi sorprendere, questo albo che già annuncia una prossima avventura della bambina tanto bionda da sembrare quasi bianca di capelli, selvatica quanto basta ed estremamente simpatica.

Lena Anderson, Tempestina (trad. di Laura Cangemi), LupoGuido 2018, 32 p., euro 13

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La grossa carpa Cicciobalda

30 Apr

La carpa Cicciobalda non è solo il pesce più grosso dello stagno di Roccagrumosa, ma anche il più astuto: riesce a battere ogni tentativo dei pescatori locali di catturarla, li fa arrabbiare al massimo grado e si prende anche le coccole dei bambini che le sono amici. Quando i pescatori decidono di aspirare tutta l’acqua dello stagno pur di stanarla, riesce comunque a trovare un nascondiglio migliore ed è proprio l’aiuto di due bambini a salvarla.  Cicciobalda finisce in città, prima nella vasca da bagno della famiglia, dove viene decorata e dove passa giornate magnifiche, poi all’acquario visto che il padrone di casa non prevede pesci nel contratto d’affitto. Cicciobalda perde la libertà dello stagno, vero, come dirà qualcuno, ma ancora una volta passa ridente sotto il naso dei pescatori ingrugniti e se ne fa un baffo: tutti la credono un animale esotico, mai visto, straordinario.

La tenacia e l’arguzia vincono sulla slealtà e sull’esibizione di forza dei pescatori in un albo dal sapore vintage che viene dal 1978, proprio come Dorotea, pubblicata dalla stessa casa editrice che si propone di essere attenta alla qualità non solo dei testi, ma anche delle illustrazioni e che presenta nel piano editoriale sia albi che testi brevi, sempre appunto illustrati.

Luis Murschetz, La grossa carpa Cicciobalda (trad. di Virginia Portioli), LupoGuido 2018, 32 p., euro 13

Un giorno nella vita di Dorotea Sgrunf

9 Feb

Dopo quarant’anni si riaffaccia dalla porta Dorotea Sgrunf. Pubblicato per la prima volta nel 1978 dalla Emme Edizioni di Rosellina Archinto come “Un giorno nella vita di Cecilia Lardò”, segna oggi la nascita sulla scena editoriale italiana di un nuovo marchio, LupoGuido, legato alla casa editrice Guido Tommasi, che si propone di rivolgersi a lettori tra due e otto anni, pubblicando albi e romanzi illustrati di qualità.

Tra le prime proposte di un piano editoriale ricco che sicuramente incuriosisce, ecco questo gradito ritorno: un albo senza parole che racconta del quotidiano, apparentemente così normale e in realtà tanto ricco di spunti e di attività. Le fustellature permettono di sbirciare nella pagina sottostante, di intravedere, di farsi un’idea, di provare una gioia sottile nel voltare pagina. Il lettore è invitato a entrare in casa da una porta socchiusa, a leggere quel che succede nell’arco temporale della giornata, a ispirarsi magari al porcellino protagonista che spara briciole di panettone con la cerbottana e fa schiuma con lo shampoo nel water. Le storie che si possono raccontare intorno alle pagine sono molteplici; si può giocare col punto di vista; si può indovinare il ruolo degli invitati; si può guardare con una sensazione di serena libertà al porcellino monello, ma anche libero di fare da solo, e alla sua mamma mai invadente e mai pressante.

Le immagini della edizione Emme nel racconto di Diletta Colombo, sul blog dei Topipittori qualche tempo fa.

I primi albi del nuovo marchio editoriale saranno disponibili in libreria da marzo.

Tatjana Hauptmann, Un giorno nella vita di Dorotea Sgrunf, LupoGuido 2018, 28 p., euro 22