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Che figura!

24 Mag

che figuraInseriamo questo libro sia tra i consigli di lettura che tra i “ferri del mestiere” perché sicuramente potranno farne buon uso gli insegnanti, così come bibliotecari e promotori, che insieme ai lettori amano giocare con le parole, con la lingua e divertirsi. Il divertimento aiuta anche a far passare concetti che possono non essere sempre facili alla prima occhiata, come ad esempio la distinzione tra le diverse figure retoriche.

Di questo infatti si tratta: una galleria dove trovano posto trenta figure retoriche differenti, di cui si offre un ritratto non solo in forma di spiegazione corredata da esempio, ma anche disegnando i volti, le smorfie e le pose tipiche di Mama Bisticcio, del prof. Palindromo, della principessa Similitudine, di Lady Eufemismo, del signor Cleuasmo e via così.

Un modo originale per farsi un’idea, per provare a trovare altri esempi oltre quelli forniti, per indagare anche quelle figure retoriche dal nome già difficile e che magari rimangono un po’ ai margini rispetto alle più conosciute.

Il sito dell’autrice, che fa parte di Studio Arturo. Il volume è realizzato in collaborazione con la libreria Ottimomassimo.

Cecilia Campironi, Che figura!, Quodlibet 2016, 64 p., euro 14,50

Libri fatti a mano

20 Mag

libri fatti a manoIn un libro bello fin dall’impostazione grafica, uno di quelli che ti fa un gran piacere sfogliare, Agnese Baruzzi spiega come costruire un libro insieme ai bambini, partendo dalle suggestioni della propria infanzia e dando inizialmente una serie di suggerimenti pratici sulle tecniche di base, sugli strumenti utili e su come è strutturato il libro stesso.

Ognuna delle 25 proposte raccoglie nella scheda dedicata il materiale necessario, lo schema di piegature e composizione, alcuni consigli, immagini di riferimento e un pratico bollino che permette di classificarlo come progetto facile, medio oppure per esperti. Dai pop up ai libri teatro, dai libri oblunghi alle città in gioco, un invito giocoso e colorato a sperimentare e a realizzare libri a fisarmonica, libri poster, tascabili, sagomati, ma anche labirinti e maschere dietro cui nascondersi. Forza, mettetevi all’opera!

Tra le novità Artebambini c’è anche Arte per crescere, di Paola Ciarcià e Marco Dallari in cui si riflette sull’utilizzo dell’arte come risorsa educativa.

Agnese Baruzzi, Libri fatti a mano, Artebambini 2016, 72 p., euro 17,50

La fabbrica dei colori

7 Mag

la-fabbrica-dei-coloriUn interessante strumento sia per chi vuole approfondire il lavoro di Hervé Tullet sia per chi vuole mettere in piedi un laboratorio artistico con bambini e ragazzi e si avvicina così al lavoro di questo artista. Chi ha avuto modo di assistere ad un’attività guidata da Tullet sa il divertimento, il coinvolgimento che la caratterizzano e soprattutto la forza creativa straordinaria che ne nasce.

Tullet parla nel libro della propria esperienza laboratoriale, dando consigli generali sia sui materiali che sulle modalità e sui partecipanti a  cui fa seguire una serie di schede, ciascuna descrittiva di una tipologia di attività: dal prato fiorito al ritratto, dal dipingere in musica al dado magico, con tanto di varianti, suggerimenti, nuovi temi da sperimentare.

Questo libro non è solo il racconto del lavoro dell’artista né una traccia per mettersi in gioco; è prima di tutto un libro curatissimo, piacere per gli occhi dal punto di vista grafico, fotografico, cromatico. E ovviamente un invito a partire dalla produzione editoriale di Tullet, tutta da presentare a bambini e ragazzi e su cui sbizzarrirsi.

Il sito di Tullet.

Hervé Tullet, La fabbrica dei colori (trad. di Lucia Corradini), L’Ippocampo / Phaidon, 72 p., euro 18

Favole e politica

7 Mar

favole e politicaTra i “ferri del mestiere” segnaliamo con piacere una lettura che porta a dare un’occhiata agli anni del fascismo e a quelli del secondo dopoguerra, agli anni della Guerra Fredda e al modo in cui nacquero leggende, spettri e leggende metropolitane. In brevi capitoli, l’autore analizza infatti l’uso da parte della politica e della stampa di figure letterarie e topos per blandire gli elettori, minacciare di fronte a possibili pericoli, mettere in ridicolo gli avversari. Il tutto può risultare estremamente interessante anche per chi si interessa di letteratura per ragazzi: accanto alla spiegazione di come nacquero leggende tipo i cavalli dei cosacchi abbeverati alla fontana di San Pietro o all’utilizzo dei campioni del ciclismo per fini politici, si parla infatti dell’uso che la politica fece di Pinocchio, della leggendaria figura del’orco o di quella del lupo: usciti dalla narrazione e prestati e piegati all’uso necessario per blandire, per terrorizzare, per indurre a un voto piuttosto che ad un altro. Ecco allora Pinocchio in camicia nera o il burattino fra scudo crociato e il sol dell’avvenire; Cappuccetto prestato alla vignettistica anticomunista e l’orco Baffone dalle sembianza staliniane.

Il testo è accompagnato da diverse riproduzioni di immagini, di manifesti elettorali, di fumetti e di volantini e si presta anche ad un interessante viaggio tra le testate dell’epoca, comprese quelle rivolte ai ragazzi.

Stefano Pivato, Favole e politica. Pinocchio, Cappuccetto Rosso e la Guerra fredda, Il Mulino 2015, 188 p., euro 19

Il coniglio di velluto

28 Gen

coniglio di velluto[Questo post è arrivato in redazione al ritorno dalla pausa natalizia, ma esce ora per motivi di spazio e tempi. Ecco il perché del suo inizio :-)]

Momento post natalizio, post frenesia consumistica che, inevitabilmente, coinvolge noi e i nostri bambini. Leggiamo questa “guida” come un interessante excursus sul concetto di gioco, bisogno essenziale, e i bisogni indotti, soddisfatti a tempo, con prodotti scadenti, sempre più inutili e tuttavia onnipresenti.

In questo libro, semplicemente, si ricorda quanto sia necessario tornare alla fantasia perché al bambino sia consentito di esprimersi in libertà. Di quanto una banale scatola di cartone possa condurre su sentieri inesplorati. Il libro è ricco di riferimenti letterari, a molti classici della letteratura per ragazzi, a molti albi illustrati, divenuti classici anch’essi. A proposito di scatole, appunto, ci viene ricordato l’album pubblicato alcuni anni fa da Kalandraka “Non è una scatola”, a proposito di orsi l’Otto di Tomi Ungerer. Ci sono il cavallino di Majakovskij, Elmer e il Gruffalò; poi Max e i suo mostri selvaggi a testimoniare l’alto valore, non solo letterario, del gioco simbolico.

Si ha voglia di rileggere “Il mio letto è una nave” di Stevenson (Motta junior), libro di poesie e filo conduttore di una ricerca che riporta il bambino al centro delle proprie scelte, ludiche ma anche estetiche.

Viene dato spazio al gioco all’aria aperta e alla dimensione avventurosa, a quel pizzico di imprevisto che rende omaggio a Robinson, alla dimensione pratica, all’idea che l’esperienza diretta delle cose comporti per il bambino una riflessione su se stesso e su se stesso nel futuro.

La prima parte si conclude riproponendo la riflessione di Konrad von Lange che ne “L’educazione artistica della gioventù tedesca” sosteneva come vi fossero stretti collegamenti  tra il processo creativo dell’artista, la capacità dell’individuo di godere di un’opera d’arte e il gioco di fantasia del bambino, di cui egli è, nello stesso tempo, creatore e fruitore. Nonostante il libro sia stato scritto alla fine del XIX secolo emerge, come una necessità etica, il diritto dei bambini al bello, a godere di giocattoli, pochi, essenziali, ma esteticamente validi.

La seconda parte del libro invece, dopo aver presentato alcuni produttori, lascia spazio alle suggestioni di Manuela Trinci, Emilia Ficarelli, Grazia Gotti e all’intervista condotta da Francesco Desideri e Marella Terrusi a Roberto Farnè.

L’intervento di Manuela Trinci, psicologa ed esperta di libri per bambini, è davvero interessante e si muove tra citazioni di Benjamin e suggestioni personali, lungo il filo della memoria di giochi improvvisati e di giocattoli nati come objet trouvé. Interessanti spunti, tutti da approfondire, riguardano la bambola e il suo significato simbolico. Emilia Ficarelli ci racconta la nascita e la vita attuale del Castello dei Ragazzi di Carpi, luogo dove convivono, pur su due piani distinti, biblioteca e ludoteca e dove il bambino è letteralmente immerso nella bellezza.

Il libro si conclude con un ricco apparato bibliografico sul tema del gioco e con riferimenti ai musei e alle raccolte in ambito internazionale.

L’autrice si occupa di giocattoli per Hoffmann a Bologna.

Alessandra Valtieri, Il coniglio di velluto: guida narrata a giochi e giocattoli da 0 a 6 anni, Giunti, 2016, 176 p., euro 12, ebook euro 6,99

Montreuil 2015 /2

9 Dic

eux-c-est-nousIn occasione del Salone di Montreuil, l’editoria francese per ragazzi ha dato prova di intelligenza e unità con la pubblicazione di Eux, c’est nous (Loro, siamo noi), un testo di Daniel Pennac, illustrato da Sege Bloch per dare voce ai rifugiati e fermare l’attenzione su di loro. Più di quaranta editori hanno scelto di lavorare insieme per offrire una riflessione sui migranti e sui rifugiati, per fermare il proprio pensiero e aprire non solo gli occhi, m anche il cuore. Accanto all’appello di Pennac, una serie di otto schede che fanno in breve il punto su uno degli aspetti che si possono prendere in considerazione,partendo da un’acrostico basato proprio sulla parole “réfugiés”: rifugiato, estraneo/straniero; frontiera; urgenza; guerra; immigrazione; economia; solidarietà.

Venduto da ogni casa editrice che ha partecipato al progetto al prezzo di 3 euro, il ricavato viene versato a La Cimade, un’associazione nata nel 1939 per aiutare le persone che cambiano Paese a causa della guerra e che si occupa dell’accoglienza e della difesa degli stranieri e dei richiedenti asilo in Francia. Come ricorda Pennac, infatti, è lungo l’elenco di persone che solo nel ventesimo secolo sono arrivate in Francia da altri Paesi e hanno contribuito a rendere tale la Francia di oggi.

L’invito allora è di fare un giro, almeno un tour virtuale, al Museo della Storia dell’Immigrazione che ha sede presso la Porte Dorée. Ve ne avevamo già parlato in un post del 2013, quando si tenne la bella mostra su fumetto e immigrazione. Torniamo ad invitarvi non solo perché l’allestimento permanente rimane di grande effetto anche dopo i recenti cambiamenti, ma per due altri motivi. Innanzitutto perché fino al 29 maggio 2016 si tiene la mostra Frontières, sui limiti e sui loro limiti, come dice bene il sottotitolo che la accompagna. Dentro ci trovate riflessioni e testimonianze sul concetto di frontiera e sulle frontiere nel mondo, sui muri, su quelle vicine a noi (Modane, tanto per dirne una e per pensare a come piccoli paesi alpini si siano trasformati una volta scelti come sede di frontiera); ci trovate anche un commovente video in cui Tomi Ungerer parla della sua infanzia in Alsazia e, attraverso il racconto della sua vita famigliare e scolastica, dei suoi quaderni e delle sue illustrazioni, ripercorre la fatica e lo spaesamento della perdita di una lingua (il francese) con l’occupazione tedesca e poi successivamente dell’alsaziano, proibito al ritorno dei francesi, ma anche lo choc del rogo dei libri e la figura straordinaria della madre. Qui trovate le parole della mostra, qui le risorse extra.

Il secondo sorprendente motivo è la Galleria dei Doni recentemente inaugurata: il Museo ha chiesto a immigrati in Francia o ai loro discendenti di regalare una storia e un oggetto che potessero costruire un percorso visivo, intimo e narrativo. Sono contemplate tutte le diverse ondate migratorie che nel corso degli ultimi centocinquanta anni hanno interessato la Francia: persone di nazionalità diverse narrano la loro epopea, il loro spaesamento, la loro ricerca di integrazione senza perdere le radici; narrano di smarrimento, ma anche di orgoglio, di scelte e di nuove occasioni. Narrano di quotidianità ed è questa la chiave che rende prossimo, reale e concreto fino alla commozione tutto quel che vi è contenuto. Il percorso è rintracciabile anche nel catalogo della galleria, che potete procurarvi on line oppure direttamente sulla pagina del sito che ospita i diversi doni.

Il lettore infinito

14 Apr

imageEcco una nuova riflessione di Aidan Chambers a proposito di lettura e ragazzi; chi ha già avuto modo di apprezzarlo dal vivo è nei testi precedentemente tradotti in Italia da Equilibri e da Sonda, troverà in questo volume alcuni capisaldi delle sue teorie accompagnati da suggerimenti pratici per mettere in atto il processo della lettura e renderlo efficace. Vengono indicate azioni e strategie da mettere in pratica per formare lettori appassionati e competenti.

Partendo dal diagramma del Reading Circle, che dà visivamente al lettore il senso dello scambio e del legame circolare che esiste tra gli attori della lettura, Chambers insiste sui passaggi fondamentali: la selezione, la disponibilità e l’accessibilità dei testi, il valore del tempo passato a guardare e a scegliere libri, la scelta, i luoghi e il tempo per la lettura, le modalità per favorire lo scambio di opinione, il passaparola. Insiste descrivendo attività pratiche, esempi di scelte per la lettura ad alta voce, modalità sperimentate nel tempo, costruendo così un catalogo di possibilità da applicare da parte di con chi vuole mettersi in gioco nell’educazione dei ragazzi alla lettura.

Alcune parti sono esplicative al limite dell’avvio, ma chi ci è passato da bene che non è male ricordare ciò da cui mai ci si dovrebbe esimere quando si organizza un incontro di lettura, quando si invita un autore, quando ci si prepara per una lettura condivisa. Anzi, a veder certe organizzazioni, queste son parti da ripassare… E ben vengano.

Più volte Chambers parla di onestà nei confronti dei lettori, degli alunni a cui ci si rivolge; la stessa onestà che lui utilizza nei saggi raccolti nel volume, raccontando la sua esperienza, sottolineando errori, imprevisti e tecniche di successo e condividendoli con chi legge per fare davvero rete a vantaggio dei giovani lettori.

Aidan Chambers è molto attento ai diversi modi di leggere; due anni fa a Torino spiegava come stesse studiando per riuscire a scrivere delle storie da leggere su smartphone e tablet; ha creato Tablet Tales, un’applicazione per iPad dove è possibile leggere le linee guida del suo progetto, trovare alcuni suoi testi e altri articoli relativi all’argomento e in generale all’educazione alla lettura (parte dei testi proposti è gratuita è disponibile dall’app, altri invece sono acquistabili in-app. Tutti i testi sono ovviamente in inglese).

Il sito dell’autore.

Aidan Chambers, Il lettore infinito. Educare alla lettura tra ragioni ed emozioni (traduzione e curatela di Gabriela Zucchini), Equilibri 2015, 189 p., euro 16

Lettori si cresce

20 Mar

lettori si cresce

Partendo dalla propria esperienza di lettrice onnivora fin da piccola e di insegnante, Giusi Marchetta dipinge un ritratto dei ragazzi tra i dodici e i diciotto anni che non leggono: quelli che vede abbattersi sui banchi mentre spiega letteratura, quelli che porta settimanalmente in biblioteca e loro corrono a vedere il numero finale per soppesare il libro offerto dalla quantità di pagine che contiene, quelli che leggono di tutto (messaggi su whatsapp, post su FB, istruzioni dei videogiochi) ma non i libri, e allora forse il problema son proprio i libri.

Costruito come un dialogo con Polito, prototipo quindicenne del non lettore, il saggio affronta molte delle situazioni e delle domande che si pone chiunque si occupi di ragazzi e di lettura, con uno sguardo particolare in quanto parte dal mondo della scuola e quindi l’autrice, da insegnante, si pone interrogativi come il valore di una materia come la storia della letteratura, la necessità di insegnarla e di far leggere certi classici ai ragazzi; la bellezza di poter leggere racconti, romanzi e poesie, di lasciarli scegliere ai ragazzi stessi, cosa che però non corrisponde all’insegnare; l’imperativo di dover fornire una base culturale agli adolescenti che stanno portando avanti una tradizione del nostro Paese – quella di non leggere – e di capire i motivi di questo rifiuto.

Il testo alterna riflessioni a racconti tratti dalla vita di lettrice dell’autrice, analizza modi e metodi, suggerisce modalità, si interroga di fronte a format televisivi che tanto attraggono i ragazzi, presenta realtà diverse in cui si cerca di far vedere che i libri esistono (dai festival letterari al progetto Pianissimo fino all’esperienza di un gruppo di lettura in carcere dove – tra l’altro – ci si racconta intorno a un gioco dell’oca che ci ricorda quello allegato all’albo A raccontar le storie edito lo scorso anno da Edizioni Corsare).

Riflettere sulla lettura e sul modo di porla, su come confrontarsi con i ragazzi che abbiamo di fronte e su quali libri assaggiare con loro è materia cui sempre fanno bene la pluralità di voci, di esperienze e di occasioni per pensarci, per mettere in discussione quel che si fa e per rimettersi in gioco, magari cambiando di qualche grado l’angolo di prospettiva. Giusi Marchetta ci aiuta in tutto questo con un valore aggiunto: quello della facilità della sua scrittura, una scrittura “bella”, che coinvolge, che si lascia leggere veloce e intanto ti porta nel centro del discorso e lì ti tiene, proprio come già succedeva nei suoi romanzi e nei suoi racconti.

Approfittate quindi anche per andare a riprendere in mano un altro suo libro, il romanzo L’iguana non vuole, pubblicato da Rizzoli nel 2011, e inseritelo nelle proposte di lettura per i ragazzi più grandi.

I post di Giusi Marchetta su AltaInfedeltà. In una gallery su VanityFair 10 suoi consigli di libri da offrire ai ragazzi.

Giusi Marchetta, Lettori si cresce, Einaudi 2015, 172 p., euro 14, ebook euro 7,99

Conoscere i videogiochi

12 Nov

CoverVideogiochiPiccolaCon estrema cura nella trattazione, ma anche con una non scontata capacità divulgativa, gli autori affrontano a tutto tondo il tema dei videogiochi in un saggio che si lascia leggere scorrevolmente e che non è solo l’indagine e la storia di un mezzo, ma è anche la storia delle generazioni che con esso sono cresciute e che – in questo caso – sono voci narranti.

Il testo affronta la storia del videogioco dalle sue origini, descrivendone i periodi più o meno fortunati, le innovazioni che hanno fatto fortuna e dato nuovo slancio, inserendo all’interno della trattazione la descrizione di di singoli videogiochi e le figure dei game designer da ricordare. Affronta però il videogioco anche in quanto gioco, analizzandolo sulla base delle teorie di Huizinga e Callois e osservandolo dal punto di vista sociologico (la ritualità; il lato femminile di giochi che per anni sono stati stereotipatamente visti come “cose damaschi”) , passando poi alla classificazione per generi e all’analisi cognitiva e del linguaggio utilizzato, con un’utile carrellata di studi e posizioni che hanno considerato e considerano chi negativamente, chi positivamente il videogioco. Decisamente interessante il capitolo sull’interazione tra videogioco e altre forme di intrattenimento come cinema, letteratura e soprattutto fumetto. Infine un capitolo che si interroga  sul rapporto fra i videogiochi e il mondo dell’infanzia e dell’adolescenza, ma anche sul loro utilizzo in ambito educativo, a scuola in particolare.

Dentro ci trovate Tomb Rider e Angry Birds,  Mortal Kombat e Super MArio, Pacman, Tetris e Periscope, e via così: sfogliare questo saggio è davvero percorrere storie di generazioni e guardare in rapida successione l’evoluzione degli ultimi cinquant’anni.

Ricchissima la bibliografia finale che permette approfondimenti su più fronti. Un saggio che sicuramente non può che incuriosire e dare indicazioni, tanto più in questo momento in cui tante biblioteche si interrogano sulla necessità e sulla modalità di introdurre sempre di più i videogiochi tra le collezioni presenti e offerte in prestito al pubblico.

Il 15 novembre è la giornata dell’International Games Day @yourlibrary (comunemente noto come IGD) promosso dall’American library association a cui anche l’Associazione Italiana Biblioteche ha recentemente aderito. In quest’occasione l’AIB presenta la pubblicazione del saggio di Martina Marsano “I videogiochi a scuola e in biblioteca”, vincitrice del premio De Gregori 2013.

Marco Pellittieri – Mauro Salvador – prefazione di Emilio Cozzi, Conoscere i videogiochi. Introduzione alla storia e alle teorie del videoludico, Tunué, 2014, 312 p., euro 24

Per una mappa della lettura per ragazzi

7 Ott

lettura_ragazziQuesto blog partecipa a un nuovo progetto in collaborazione con Open Culture Atlas / Tropico del Libro e la rivista Andersen che viene lanciato in occasione di Digital Readers 5, il convegno sulla lettura digitale per ragazzi organizzato dalla Biblioteca per ragazzi di Rozzano per giovedì 23 ottobre prossimo, con lo scopo di promuovere una mappatura delle iniziative dedicate alla lettura per ragazzi.

Ce ne facciamo volentieri promotori e speriamo che tante biblioteche (ma anche tutte quelle realtà che si occupano di promozione della lettura) partecipino a questa iniziativa non solo per dare visibilità agli eventi organizzati, ma anche per creare una sorta di database/archivio delle iniziative in modo che possano essere spunto per chi sta costruendo nuovi progetti, percorsi, attività. Ci piacerebbe inoltre che non venissero registrati solo gli appuntamenti rivolti a bambini e ragazzi e in generale a utenza libera in biblioteca, ma che si segnalassero i corsi di aggiornamento e gli incontri professionali.

Questa mappa – come le altre proposte nell’ambito di Open Culture Atlas – è uno strumento gratuito e di semplice partecipazione per facilitare la presenza del maggior numero di realtà possibile. La partecipazione e la condivisione possono creare percorsi nuovi e inaspettati e ci piacerebbe che questa mappatura potesse essere una ricca base da cui partire per costruirli.

Come si fa? In due semplici mosse:

1. creazione profilo sull’atlante libero della cultura Open Culture Atlas (registrati);
2. inserimento luoghi e/o eventi (anche passati, funzione archivio) con esaustiva descrizione del tipo di attività svolta.

Quanto verrà inserito entro il 21 ottobre sarà rintracciabile a questo link e sarà rilanciato dalle organizzazioni promotrici con l’hashtag #mappaletturaragazzi e presentato in occasione di Digital Readers, il 23 ottobre. L’inserimento potrà continuare anche in seguito.

Per ora potete vedere sulla mappa una selezione di biblioteche già scelte per essere segnalate, insieme alle loro attività, nella sezione “biblioteche” dell’Annuario Andersen 2014. Inserite le vostre realtà per una fotografia più completa di quel che succede in Italia sul fronte della lettura per ragazzi! Partecipate partecipate partecipate 🙂

Qui potete leggere la scheda del progetto.