Tag Archives: Magia

Earwig e la strega

2 Ott

Una delle migliori autrici di storie di magia torna in libreria con un racconto lungo, ideale dagli otto anni ma adatto anche a essere letto insieme ad alta voce con lettori più piccoli. Si racconta di Earwig, bambina abituata a far fare a tutti quel che vuole lei, vissuta da sempre in orfanotrofio, dove è stata abbandonata in fasce con un biglietto che rivela che sua madre era una strega. Earwig fa di tutto per non essere adottata, proprio come il suo amico Budino, ma nulla può il giorno in cui due strani figuri si presentano e scelgono proprio lei. Sono Bella Yaga e Madragora e, come dicono anche i loro nomi, hanno a che fare con la magia. Hanno scelto Earwig perché Bella Yaga ha bisogno di due mani in più: non di un’aiutante, come crede e spera la ragazzina, ma bensì di una sguattera che prepari colazioni, triti le ossa di ratto e conti gli occhi di salamandra. Non ha fatto i conti con Earwig: come dice sempre, lei ama molto le sfide e non le sembra vero di trovare un alleato nel famiglio della strega, il gatto Thomas per vendicarsi e ovviamente far fare a tutti, anche in questa nuova casa, quel che vuole lei.

Non solo una storia di magia, ma una protagonista da aggiungere alla schiera delle ragazzine intraprendenti, dalla fervida immaginazione e che hanno sempre l’ultima parola.

Diana Wynne Jones – ill. Miho Satake, Earwig e la strega (trad. di Valentina Daniele), Salani 2017, 109 p., euro 10

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Flora e Ulisse

20 Ott

Flora e UlissePer tutti gli eventi inattesi! Mi presto una delle esclamazioni che maggiormente ricorrono nel libro per esprimere la contentezza di trovare un altro (e siamo a tre quest’anno; la triade comprende anche i libri di Evans e Fitzgerald) bel romanzo per i ragazzi dai 9 ai 12 anni che non sente il bisogno di stupire con effetti speciali o chissà quali argomenti, ma semplicemente racconta bene una buona avventura.

In realtà qualche effetto speciale c’è perché non capita tutti i giorni di incontrare uno scoiattolo che riceve dei superpoteri dopo esser stato inghiottito da un aspirapolvere, ma anch’essi sono particolari perché vola sì, ma capisce anche gli umani che gli parlano e soprattutto esprime superlative doti poetiche. A salvare Ulisse dall’aspirapolvere è Flora, che vive con la madre dopo la separazione dei genitori e non capisce questa genitrice che scrive romanzi rosa, che la vorrebbe più sociale e meno col naso nei fumetti, che pare tenere più a una lampada a forma di pastorella che alla figlia. Cinica per autodefinizione, Flora è un’appassionata lettrice di fumetti, in particolare delle avventure dell’incredibile Incadesto che da anonimo inserviente si trasforma in brillante pilastro di luce all’occorrenza. Esercitatasi a conoscere ogni sfumatura del suo eroe di carta, Flora riconosce in Ulisse tutte le caratteristiche di un supereroe ed è decisa a difenderlo dalla madre che vorrebbe eliminarlo. Armata dei consigli sulle “cose terribili che possono capitarti” allegate ad ogni numero del fumetto, trova al suo fianco William Spiver, improbabile ragazzino dalla parlantina incessante e dai comportamenti bizzarri, pronipote della vicina di casa, insopportabile SoTutto che sostiene di essere colpito da cecità transitoria.

Un’esilarante avventura che dura il tempo di qualche giorno, che intervalla testo e fumetto, che presenta uno scoiattolo tanto poetico quanto facile al rutto e alle scorpacciate, che insiste su come sia possibile cambiare punto di vista e concedersi di essere se stessi, di sperare e non solamente di osservare la realtà. Si ride e si ride anche in modo serio: Flora e William sono due ragazzini che si sentono fuori posto nelle loro famiglie, che faticano ad accettare i modi degli adulti che li circondano e che vorrebbero essere semplicemente accettati per quello che sono, senza dover rispettare aspettative altrui che non coincidono con la propria natura.

Il sito dell’autrice. Il sito dell’illustratore.

Kate Di Camillo – ill. K.G. Campbell, Flora e Ulisse (trad. di Laura Bortoluzzi), Il Castoro 2015, 240 p., euro 13,50

Pochi spicci per Stuart

3 Set

SMALL CHANGE FOR STUART (PR)

Stuart Horten ha un problema di altezza: è decisamente basso per la sua età e le prese in giro da parte di amici e compagni sono facili, visto che i suoi genitori gli hanno affibbiato un nome di battesimo la cui iniziale, unita al cognome, lo bolla come “shorten”. Per di più – causa nuovo lavoro della mamma – la famiglia si trasferisce all’inizio dell’estate nella cittadina in cui è nato il papà. Pessima idea, pensa Stuart, visto che ha un’estate davanti, manco un amico e lo spauracchio della nuova scuola che lo attende; non ha fatto i conti con l’imprevisto: si ritrova come vicine di casa tre gemelle identiche che rispondono ai nomi di April, May e June e lo spiano per scrivere di lui sul giornale che distribuiscono nel quartiere e poi scopre il segreto della scatola in cui il babbo da sempre tiene le graffette. Una scatola che Stuart ha visto più o meno tutti i giorni della sua vita, ma che assume un significato nuovo quando scopre la storia di famiglia: gli Horten possedevano una fabbrica che costruiva serrature, casseforti e macchinari a moneta, bombardata durante la Seconda Guerra Mondiale, e la scatola è stata regalata al padre bambino da uno zio fuori dal comune, prestigiatore di fama scomparso in circostanze misteriose come la sua fidanzata e assistente. In uno scomparto segreto della scatola sono contenute delle vecchie monete da tre penny, che danno il via all’avventura insieme a un fatto incredibile per il protagonista: mentre si nasconde in una cabina telefonica, ecco lo squillo del telefono: un’impiegato della biblioteca cerca il signor Horten per avvisarlo che è disponibile il libro che ha richiesto. Stuart scopre allora le immagini della cittadina negli anni Trenta e in ciascuna fotografia vede un ragazzo decisamente basso di statura: è suo zio, che ha seminato indizi in luoghi vari perché il nipote possa trovare il suo laboratorio di magia, grazie alle monete contenute nella scatola. Il nipote che riesce nell’impresa non è il papà del protagonista, a cui tutto era destinato, ma Stuart che si rivela proprio un bambino del “tipo giusto”, curioso e intraprendente. Inutile dire che non è il solo alla ricerca del laboratorio e che l’aiuto di April, che sogna di fare la cronista investigativa sarà fondamentale.

Il libro è divertente, a tratti esilarante e della “misura giusta” per dei lettori della scuola secondaria di primo grado; leggendolo ho provato la medesima sensazione avuta nella lettura, a inizio anno, de L’incredibile caso dell’uovo e del Raffaello perduto: una bella avventura, che non ha bisogno di mettere in piazza chissà quali temi, ma che fila semplicemente perché è una buona storia, proprio come quelle che servono per conquistare i lettori. Funziona da leggere insieme ad alta voce, se per caso vi imbarcate nel progetto di leggere periodicamente insieme ai ragazzi. E inoltre, bisogna sottolinearlo perché non sempre è scontato, va rimarcato l’ottimo lavoro di Sara Marconi nella traduzione: il papà di Stuart, che per mestiere inventa schemi difficili di parole crociate, parla con termini ricercati e di uso non comune; non era semplice mantenere il meccanismo originale, ottenendo un risultato che fila e che diverte.

Il sito dell’autrice. Il sito dell’illustratore, su cui potete scoprire anche filmati e documentari. Lissa Evans ha scritto una seconda avventura di Stuart, inutile dire che l’aspettiamo!

Lissa Evans – ill. di Temujin Doran, Pochi spicci per Stuart (trad. di Sara Marconi), Salani 2015, 238 p., euro 12,90, ebook euro 8,99

La storia di Robert dai calzini rossi che si innamorò della strega

15 Giu

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Robert il carbonaio effettua volentieri consegne al numero 35 di via della Farmacia perché la signora Schlott ha sempre delle storie da raccontare e ciascuna legata a uno dei tanti oggetti che ha accumulato in casa. Quando vien fuori una collezione di calze, la signora Schlott comincia a narrare della strega che vive nel bosco, vicino alle tre querce, che raccoglie fiori e frutti in ogni stagione e che sferruzza calze di lana rosse convinta che facciano camminare molto più velocemente di quelle marroni. Sono rosse anche le calze che la vecchina regala a Robert, non tanto magiche quanto – dice – calze che aiutano a ricordare. Di sicuro fanno sognare e fanno un po’ di solletico e comunque spingono Robert ad addentrarsi nel bosco oltre i campi dell’azienda agricola per arrivare a una casetta dove una donna fa magie come frittelle ai mirtilli, corone di fiori, torte e temporali nel tentativo di riuscire prima o poi a vincere la bestia uggiosa della malinconia che deve essere ricacciata nello stagno.

Storia circolare dal sapore di fiaba, dove la magia sta dove non te lo aspetti, dove bisogna saper riconoscere la verità; storia che racchiude altre storie, della giusta misura per leggersela insieme ad alta voce in un incontro di lettura (mettete in cantiere per il prossimo anno scolastico!).

Il sito dell’autrice.

Jutta Richter – ill. di Jörg Mühle, La storia di Robert dai calzini rossi che si innamorò della strega (trad. di Alessandro Peroni), Salani, 88 p., euro 10, ebook euro 6,99

Cornabicorna contro Cornabicorna

11 Giu

CornabicornaControCornabicornaQuando parliamo di albi che funzionano sempre (o comunque al 99%!) sappiamo che ognuno ha il suo tesoretto di storie da utilizzare a colpo sicuro, utili soprattutto in quelle occasioni in cui non si conosce ancora la classe che è venuta in biblioteca o in cui si ha di fronte un gruppo di lettori eterogenei che partecipano ad un incontro a partecipazione libera. Tra questi sicuramente la serie di Cornabicorna, che va ad arricchirsi del terzo volume, e che permette anche – nel caso di letture cadenzate nel tempo con il medesimo gruppo – di creare attesa rispetto alla storia e di tendere un filo rosso tra gli incontri grazie al medesimo personaggio.

Dopo i precedenti Cornabicorna (2012) e La vendetta di Cornabicorna (2014), torna il personaggio di Pietro che continua ad odiare le minestre alle prese non con una, ma con ben due streghe. Tutta colpa dei suoi adulti che, come sottolinea lui, non sono manco in grado di vedere una strega in una zucca: la mamma affetta la cucurbitacea in cui era stata trasformata Cornabicorna nell’avventura precedente ed ecco che si fa realtà il detto “Zucca tagliata, strega raddoppiata”. Decise a trasformare il bambino in una succulenta minestra, le due finiranno per accapigliarsi vantando ciascuna di essere quella originale e si distruggeranno a vicenda.

Il testo presenta un’ottima carrellata di insulti, di quelli dove la fantasia si ingegna per prendersela con qualcuno senza mai utilizzare una parolaccia, come già avevamo sottolineato nel caso dell’albo Due mostri e come nel romanzo Dakota dalle bianche dimore di Ridley (Salani, 1992; in commercio c’è un’edizione del 2008 oppure andate a cercarlo in biblioteca). Un crescendo di epiteti che fa ridere i bambini; potete sfidarli a trovarne di nuovi, gentili ma pungenti!

Magali Bonniol – Pierre Bertrand, Cornabicorna contro Cornabicorna (trad. di Federica Rocca), Babalibri 2015, 32 p., euro 14

Magisterium – L’anno di ferro

28 Nov

 

copertina magisterium

Recensire questo libro non è facile, perché ad una prima occhiata superficiale verrebbe da gridare al plagio, o almeno a un totale mancanza di originalità. Ma in realtà non è così…ma andiamo per gradi.

La storia è quella di un giovane ragazzo, Callum, orfano di madre, cresciuto da un padre con una ossessione: che il figlio non diventi un mago. Sì perché la famiglia di Call è una famiglia di maghi e al dodicesimo anno di età anche lui dovrà affrontare il test per entrare o meno nella scuola di magia, il Magisterium. Aggiungiamo a questo un oscuro signore nemico, che si fa chiamare il Nemico della Morte, ex allievo del Magisterium che ha scatenato una guerra tra i maghi, e i rimandi evidenti alla saga di Harry Potter ci sono tutti. Inoltre la serie è composta da 5 volumi, uno per anno di scuola…Ma andiamo oltre perché anche se i rimandi sono davvero molto forti, in realtà sia l’evoluzione della storia che lo sfondo hanno pochissimo a che fare con il mondo creato dalla Rowlings. Già l’ambientazione è completamente diversa: i maghi del libro vivono in un mondo moderno, dove la magia è a base elementale, e la stessa scuola non ha il fascino antico di Hogwards, ma è una caverna scavata nelle profondità della montagna. Molto più da Nuovo Mondo che da Vecchia Europa. Tutta l’ambientazione infatti si discosta dai romanzi di Harry proprio per questo, non una versione statunitense del mondo magico, ma proprio una diversa visione del magico e dei suoi scenari. Nessun rimando quindi ai miti e alle leggende del vecchio mondo. Anche i personaggi riflettono questa diversa lettura della magia e soprattutto rimandano ad altri riferimenti letterari e filmici (una delle prime lezioni di magia del povero Call richiama le lezioni di karate del giovane Daniel San in Karate Kid…dai la cera e togli la cera 🙂 ).

L’evoluzione dei personaggi poi non è per nulla scontata, anzi ci riserva non poche sorprese e ci fa venire voglia di legger il proseguo delle loro avventure.

 Holly Black, Cassandra Clare, Magisterium (trad. Beatrice Masini), Mondadori 2014, pp.317, €17

Il segreto di Houdini

29 Mag

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Quando le ciambelle riescono col buco, alte e dall’ottimo sapore al primo colpo non è mai facile ripetersi: a volte è difficile che il risultato sia all’altezza; altre invece sembra il ripetersi della ricetta di successo e non sempre piace a chi gusta. Sicuramente “La straordinaria invenzione di Hugo Cabret” è stato ed è un libro fondamentale nei percorsi di lettura e nelle proposte che proponiamo ai ragazzi e la carta vincente stava sicuramente nel compenetrarsi di scrittura e illustrazione nella narrazione, così come nel fascino dei tratti con cui Selznick disegna.

In questo caso le illustrazioni accompagnano il testo senza sostituirsi a parti di esso, in un racconto lungo dove si immagina che un bambino di nome Victor si appassioni così tanto alla magia e alla figura di Houdini da volerlo imitare, chiudendosi nei bauli, immergendosi nella vasca senza respirare, mettendo a soqquadro la casa della zia, tutto con gran disperazione della madre. Fino ad incontrarlo davvero il mago, a ricevere una lettera da lui e a raggiungerne la casa per ottenere una scatola. Ma le iniziali che il cofanetto porta incise gli fanno pensare d essere ingannato: solo anni più tardi scoprirà che corrispondevano al vero nome di Houdini e riuscirà a realizzare il suo sogno di bambino che era rimasto comunque vivo in lui.

Penso che la parte interessante di questa storia, da far scoprire ai ragazzi forse più che la vicenda narrata in sé, sia la genesi del libro: non è solo il primo libro che Selznick ha pubblicato (nel 1991) e che quindi viene prima rispetto ai romanzi che conosciamo in edizione italiana, ma nasce molto prima: è frutto di un progetto scolastico degli anni in cui l’autore frequentava la Rhode Island School of Design e alla sua classe fu assegnato il compito di fare “qualcosa su Houdini”. Anni dopo, lavorando in una libreria newyorkese per ragazzi che poi chiuse, Selznick imparò molto sulla letteratura per ragazzi grazie al libraio Steve Geck e proprio lì gli tornò in mente il suo progetto scolastico e ne realizzo un libro. Ecco un’intervista in cui Selznick ricorda quella libreria.

Brian Selznick, Il segreto di Houdini (trad. Giuseppe Iacobaci), Mondadori 2014, 83 p., euro 15

Olivia e le ombre

10 Feb

Più riguardo a Olivia e le ombreOlivia, undici anni, due genitori eccelsi matematici (per cui, per logico contrappasso, la matematica non è invece proprio il suo forte), un continuo cambio di residenza e di scuola che la lascia senza amicizie particolari. E la tendenza a mimetizzarsi, a non farsi notare, a passare inosservata. Quando i genitori comprano una vecchia villa a Olivia appare subito chiaro che qualcosa non quadra, a cominciare dai quadri appesi alle pareti che non si staccano dai muri, dalle pietre della cantina che sono in realtà lapidi fino ai gatti parlanti che le si presentano per impedirle una curiosa attività che la ragazzinaha scoperto di poter fare quando indossa degli occhiali trovati trovati tra vecchie cianfrusaglie: entrare nei quadri, sentire la pittura farsi come gelatina, arrampicarsi sulla cornice e spingersi dentro, attraversando paesaggi e incontrando persone.

Ma i paesaggi e le persone che incontra assomigliano ai luoghi intorno a lei: a certe stanze della casa, alla via dove abita. Così scopre che un tempo in quella casa abitava un pittore che praticava la magia e che era disposto a tutto pur di ottenere l’immortalità. Aveva trovato il modo per imprigionare le persone che lo ostacolavano dentro i suoi quadri e farli sparire dal mondo reale. La curiosità e l’intraprendenza di Olivia rischiano di risvegliare tutto questo mondo.

Questo tradotto è il primo di una serie di quattro libri che vedono Olivia come protagonista; ogni vicenda è autoconclusiva e sarà sicuramente un piacere ritrovare la protagonista nelle successive avventure.

Il sito dell’autrice. Il sito dell’illustratore e il suo blog che davvero meritano una visita.

Jacqueline West – ill. Poly Bernatene, Olivia e le ombre (trad. di Elena Orlandi), Piemme 2013, 282p., euro 16,50

Raven boys

14 Gen

raven-boys-stiefvater-rizzoli-280x429Durante la vigilia di San Marco, secondo un’antica tradizione inglese, gli spiriti delle persone che moriranno nel corso dell’anno sfilano davanti alla chiesa del paese tra le 23 e l’una di notte. Questa è l’unica occasione per i veggenti e i sensitivi di intravedere le anime dei futuri morti.

Blue è la sedicenne discendete di una famiglia di sensitive che vive nella cittadina di Henrietta, Virginia. Non ha ereditato dalla madre il potere della divinazione, ma è in grado di amplificare le percezioni degli altri sensitivi, e così una della cugine della madre decide di farsi accompagnare da lei alla vigilia di San Marco. Ma questa sarà una notte insolita per Blue, perché per la prima volta nella sua vita anche lei riuscirà a vedere lo spirito di un futuro defunto e , come le dice la cugina, gli unici motivi per cui può averlo visto sono  che o lei sarà la responsabile della sua morte oppure lui è l’amore della sua vita. O entrambe le cose, visto che la fortunata ragazza è anche protagonista di una singolare profezia: ucciderà il suo vero amore con un bacio!

Di questo ragazzo conosce solo il nome, Gansey, e la sua appartenenza ai “ragazzi corvo” ( i Raven Boys del titolo), cioè   è uno studente della prestigiosa scuola privata della zona che ha come simbolo appunto un corvo.

La vicenda si regge bene sui vari misteri disseminati lungo la trama (la ricerca da parte di Gansey della tomba di una antico re gallese, i “particolari” comportamenti dei suoi coinquilini, l’oscuro passato del professore di Latino…) che si alternano a fasi più da “romance”  senza renderlo troppo stucchevole.

 Maggie Stiefvater,Raven Boys,(trad. M. Locatelli) Rizzoli, 2013, pp.468, €16,00 

Magarìa (e anche un po’ Culodritto)

3 Gen

Più riguardo a MagarìaQuesto libro arriva ora in un post perché era sparito. Nella singola area di una stanza, impresa non impossibile quando i volumi sono tanti e prendono sistemazioni strambe per assonanza, argomento, formato. Ed era pure la copia della biblioteca, ma di saltar fuori proprio non ne voleva sapere. Ora che è rispuntato fila dritto in compagnia di un altro appena ricevuto per le feste a cui lo accomuna un particolare non da poco e anche Più riguardo a Culodritto e altre canzonispiacevole: sia su questo Magarìa che sul secondo Culodritto manca il nome dell’illustratore in copertina. Il primo è un racconto a tre finali di Andrea Camilleri pubblicato sulle pagine de L’Unità nell’agosto 2005; il secondo è una raccolta di sette canzoni di Francesco Guccini, scelte tra il 1967 e il 2012 e introdotte dall’autore stesso. Convinto dell’importanza dei nomi degli autori a garanzia di valido acquisto, l’editore li ha sistemati ben grandi in copertina, dimenticando quel che agli occhi di chi un poco ne ha familiarità subito si nota: quei tratti e quei colori sono senza dubbio di Giulia Orecchia e Alessandro Sanna, che – con i loro inconfondibili stili – danno corpo alle parole e valore ulteriore al testo riportato, specie nel secondo caso.

Tornando a Margarìa non era sparito davvero, ma semplicemente sparito alla vista, nascosto da due grossi tomi di racconti provenzali, finito lì in mezzo per – appunto – assonanza: perché Camilleri, anche in questo breve racconto di un nonno e di una bambina che racconta il sogno e pronuncia le parole magiche che possono provocarne la sparizione, non rinuncia all’uso di vocaboli e sintassi prettamente siciliane, regalando così al lettore suoni come taliata, mammalucchigne, ammucciare, picciliddro.

E sarebbe bello davvero se questo racconto prendesse suono, se venisse letto ad alta voce rispettando la pronuncia, la modulazione della voce, i pieni della lingua in cui è stato pensato che aiutano a dar forma ai significati. Non a caso appunto stava in compagnia di una pila di testi dove il racconto prende vita anche per i suoni delle parole che lo compongono, per certe sfumature intraducibili in italiano o in francese, e così la taliata stava accanto al beicare e la picciliddra a fianco alla dindiero.

Il resto della magia la fanno i colori, forti quelli di Giulia Orecchia come se tutte le pagine fossero inondate dal sole della Sicilia, dal brillio del mare, dal terso del cielo, dalla luce che entra e si fa spazi di gioia.

Andrea Camilleri – ill. Giulia Orecchia, Margarìa, Mondadori 2013, 102 p., euro 15

e anche un po’ Francesco Guccini – ill. Alessandro Sanna, Culodritto e altre canzoni, Mondadori 2013, 60 p., euro 9,90