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Biancaneve e Rosarossa

29 Nov

Una delle fiabe forse da noi meno conosciute dei fratelli Grimm viene raccontata da Emily Winfield Martin in un lungo testo affascinante, ricco di descrizioni, e per immagini: le illustrazioni della stessa autrice contribuiscono a dare al libro un fascino antico, siano esse a piena pagina o punteggiature di foglie e fiori lungo le pagine.

Due sorelle, vicine per età ma così diverse per fisico e carattere, crescono in una lussuosa casa e in uno splendido giardino, amate incondizionatamente dai genitori fino al giorno in cui il padre non torna dal bosco e loro sono costrette a trasferirsi in una piccola casa nel bosco, con la madre e senza servitù.

Rosarossa, la maggiore, coi capelli corvini e la voce sottile, è riflessiva e quasi timida; Biancaneve ha due anni in meno, i capelli candidi, la risata forte e agisce d’impulso, anche con rabbia per la nuova soluzione di vita. La curiosità le spinge nel bosco, dove incontrano una casa sotterranea e fanno amicizia con Ivo che suona il violino e coltiva funghi; dove trovano una biblioteca dove sui ripiani non ci sono volumi ma oggetti perché – come spiega la bibliotecaria che ci vive con due capre, – una biblioteca non è fatta di libri ma di storie, come quelle appunto che gli oggetti possono raccontare. Chi vive nella foresta teme la Minaccia dei Boschi, che si porta via le persone e in molti credono che sia un orso, a cui danno la caccia, rifugiatosi ferito nella casa delle bambine. Il mistero della scomparsa del padre e la voglia di ritrovarlo le metteranno fortunosamente sulla buona strada, non priva di pericoli, per un finale felice.

Come ogni fiaba che si rispetti, anche questo testo ha una spiccata caratteristica di oralità che lo renderà piacevole da leggere insieme ad alta voce anche a lettori più piccoli.

Emily Winfield Martin, Biancaneve e Rosarossa (trad. di SImona Brogli), Mondadori 2018, 224 p., euro 17, ebook euro 8,99

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Zucchero filato

15 Nov

zucchero filatoIl tempo dell’estate, quello in cui crescere e cambiare forma e presentarsi a settembre in prima superiore. Per Ezra è anche il tempo in cui fare i conti con la sua famiglia in cui è appena scoppiata una bomba: il padre, veterano di guerra, è tornato, ma dopo poco tempo sono apparse le conseguenze delle tragedie che ha vissuto sul fronte; sono bastati i botti di Capodanno a farlo uscire di testa e a far esplodere la rabbia ingestibile che porta dentro. Non assomiglia più al papà conosciuto, non lavora, le grida sono alte e i balconi della piccola casa in un quartiere periferico sono pieni di spazzatura. Ezra cammina nelle giornate accanto alla sorellina di otto anni che invoca la possibilità di dipingere le pareti della sua camera di giallo come a voler che il sole torni nelle loro casa. Dopo una violenta lite, quando il padre alza le mani per la prima volta, la mamma si trasferisce in una casa di accoglienza per donne dove Ezra si rifiuta di seguirla. La capacità di accettare l’aiuto che serve porterà i membri della famiglia sui binari di un cammino nuovo, non felice, ma più sereno.

Il romanzo è costruito per lo più sul rapporto tra le due sorelle e sui loro dialoghi, molto spesso ironici, ma anche dalla complicità che si crea, nella paura e nel coraggio, e nei momenti insieme brutti e buffi, come quando Ezra viene ricattata da una giovane commessa che l’ha sorpresa a rubare un top nel negozio in cui lavora. Viene da pensare che ancora una volta un ruolo chiave in un romanzo è affidato ai fratelli minori (qui l’impareggiabile Zoe; tra i tanti altri citiamo il Funghetto di Louis e i suoi fantasmi) il cui sguardo innocente e ironico crea delle oasi di risate anche nelle situazioni più faticose.

Il libro è scritto coi caratteri ad alta leggibilità ed è disponibile anche in formato ebook, audiolibro e audio-ebook. Si può ascoltare un estratto sul sito dell’editore. La copertina è di Eleonora Antonioni.

Derk Visser, Zucchero filato (trad. di Olga Amagliani), Camelozampa 2018, 144 p., euro 11,50, ebook euro 6,90

L’età dei sogni

3 Nov

Tutto questo romanzo è costruito su una vicenda vera, di cui si seguono passo a passo anche le vicende giudiziarie e non solo umane: si racconta dei “nove di Little Rock“, i primi nove ragazzi neri ad essere ammessi in un liceo bianco nell’America degli anni Cinquanta, in piena segregazione razziale, dove avviene l’impensabile, la folla si riversa in strada per impedire loro l’accesso alle aule, minaccia le loro famiglie e il presidente Eisenhower deve mandare l’esercito per garantire a quei ragazzi il loro diritto di frequentare la scuola.

La nota vincente del libro è data dalla narrazione alternata delle voci di due coetanee: Molly Costello (ispirata alla figura di Melba Pattillo) e Grace Anderson, la nera e la bianca, la ragazza che quasi senza accorgersene alza la mano per dirsi disponibile all'”esperimento” e quella che si trova in classe una compagna di colore, quella che tenta di resistere per ribadire i propri diritti e seguire i propri sogni e quella che prende parte e si schiera. Entrambe subiscono le conseguenze delle loro scelte; a entrambe, come dice una delle protagoniste nel testo, vengono rubati i loro sedici anni, la spensieratezza, l’innocenza. Il libro è costruito sulla presa di coscienza di ciascuna: per Molly di cosa significa aver scelto di essere una dei nove studenti dell’esperimento, per Grace quanto è davvero ingiusta la segregazione razziale di fronte a cui fino a quel momento non si è mai rassegnata.

Ci sono molte figure importanti nel testo, come la mamma e la nonna di Molly che la sostengono, come l’attivista per i diritti umani che mette i ragazzi di fronte alle difficoltà e alla necessità di non demordere, come gli amici che voltano le spalle. Non è certo “comodo” leggere della solitudine di Molly, della violenza verbale e fisica che tocca i ragazzi, delle vendette; si resta in silenzio di fronte al silenzio immenso che accompagna l’unico ragazzo nero a ritirare il diploma a fine anni, senza che nessuno lo applauda, senza che nessuno lo consideri. Eppure è un silenzio che fa venire voglia di urlare, di alzarsi in piedi, di rimanere in piedi.

Attenta da sempre ai temi sociali, Annelise Heurtier – conosciuta dai lettori italiani come autrice di Quanta terra serve a un uomo edito da Orecchio Acerbo nel 2015 – costruisce un romanzo credibile e coinvolgente, in crescendo: il lettore infatti si sente sempre più nella vicenda man mano che la vicenda procede, spettatore incredulo e quasi impotente di fronte alle meschinerie, alla violenza e ai divieti assurdi che toccano i protagonisti. Non è facile costruire dei buoni libri basandosi su fatti veri e rifacendosi a temi importanti come quello del razzismo; molte volte ne vengono, lo sappiamo bene, dei testi scontati, banali o moralisti, di fronte ai quali i ragazzi scovano subito l’intento dell’autore che fa un compito a tavolino per seguire un filone o per compiacere le richieste di un editore. In questo caso invece siamo di fronte a una bella riuscita, dove si sente l’urgenza dell’autrice di affrontare certi temi, la sua sincerità e l’onestà verso il suo lettore nel dargli un romanzo di qualità. Un romanzo che, visti i tempi che corrono, risulta necessario: è capace di mettere chi legge di fronte a quello che è successo come se fosse davvero lì, nelle strade di Little Rock, nelle aule del liceo. Lo leggi e ti senti fuori posto, come se volessi entrare dentro la storia e fare qualcosa, come se volessi voltarti verso chi ti sta accanto e dire: “ma non è possibile”. Ti chiama in causa, questo libro, e ben venga, davvero. Ancora una volta possiamo dire che il racconto di un momento storico che ci interroga ancora oggi risulta vivo e pregnante proprio perché è raccontato bene, perché è mediato da una buona scrittura che mette in chiaro sulla pagina tutti gli aspetti della vicenda.

Annelise Heurtier, L’età dei sogni (trad. di Ilaria Piperno), Gallucci 2018, 154 p., euro 12,90, ebook euro 6,99

La voce delle ombre

10 Ott

Ancora una volta Frances Hardinge costruisce un romanzo in crescendo che precipita il lettore in un mondo dove si mescolano fantasmi, spiriti dei morti e le ombre nere e scure dell’Inghilterra di metà ‘600. Makepeace – che deve il suo nome all’arrivo nella comunità puritana di Poplar – possiede infatti il dono, o forse la maledizione, di poter ingoiare le anime di chi sta morendo e di continuare a farle vivere dentro di sé, sentendo le loro voci nella sua testa o prestando loro mani e gambe.  Per lungo tempo ha chiesto alla madre notizie del padre, della famiglia di origine da cui pare siano scappate per trovare accoglienza presso i parenti puritani. Solo in punto di morte, la madre si lascia sfuggire il nome di Grizehayes, la dimora nobiliare da cui è fuggita nel tentativo di proteggere la bambina. Makepeace infatti è figlia illegittima di un Lord Fellmotte e condivide con fratellastri e cugini la fossetta sul mento che caratterizza i membri della famiglia; il suo sangue nobile le consente di mangiare pane bianco e ricevere un’adeguata istruzione, ma il fine per cui viene tenuta a bada è un altro e ha a che fare appunto con il suo dono, comune anch’esso ai membri della famiglia.

La vicenda della protagonista, il suo tentativo di sfuggire al terribile destino e di salvare il fratello James dal diventare un Anziano Rampante posseduto dai demoni ingeriti, si inseriscono in un’altra ambientazione altrettanto cupa: l’Inghilterra del 1641/42, durante la lotta tra re Carlo e il Parlamento e la successiva guerra civile sfociata dalle tensioni politiche e religiose. Tra famiglie aristocratiche che fanno doppi giochi, spie che si infiltrano a corte e facili accuse di stregoneria, mentre infuriano il vaiolo e la febbre tifoide, Makepeace si trova a cambiare nomi e travestimenti e ad attraversare lande desolate e città come Londra o Oxford, incontrando le miserie dei ceti più poveri e le falsità della nobiltà. Il tutto portando dentro di sé una combriccola di fantasmi non da poco: un medico sperimentatore, una scostante nobildonna, un soldato puritano e un orso, spirito a cui si sente indissolubilmente legata.

Ancora una volta, come nei precedenti dell’autrice, il romanzo prende, man mano che la vicenda procede, un andamento a spirale che cattura il lettore portandolo dritto nell’azione, in questo caso nella testa della protagonista e nell’alternarsi delle voci, rese attraverso la scelta di font differenti.

Frances Hardinge, La voce delle ombre (trad. di Giuseppe Iacobaci), Mondadori 2018, 432 p., euro 17, ebook euro 8,99

La canzone di Federico e Bianchina

5 Ott

Un omaggio alla città di Genova innanzittutto, nelle parole e nelle immagini di questo albo che segue il ritmo di una canzone medievale, ma prima ancora il vento, il maestrale che soffia imponente tra i caruggi e fa vibrare ogni strada “come un organo al respiro del mare”. E Possentini ribadisce l’omaggio nelle immagini in cui il vento gonfia le onde e le vele nel porto e le tende a Palazzo Ducale.

Bianca Pitzorno racconta nella nota finale come è nato questo testo, nel periodo in cui stava terminando la biografia di Eleonora d’Arborea: il protagonista Federico è proprio suo figlio e l’autrice riprende la nota storica di un matrimonio combinato nel 1832, quando la donna chiese la cittadinanza al Doge genovese, suggellando il prestito in denaro non con un ritorno di interessi ma appunto con la promessa di sposalizio tra il figlio e Bianchina, la più piccola della nidiata di Nicolò Del Guarco. I due sono bambini e il matrimonio è previsto per una decina di anni più tardi; il fato invece metterà lo zampino destinando diversamente le loro vite.

Pitzorno immagina quei bambini, i loro sogni, il loro tempo, lontani dai maneggi siglati dagli adulti e dai passaggi storici ben documentati nell’introduzione. L’albo diventa interessante per la parte storica, per le scelte grafiche, per parlare della “canso” e del modo di poetare dell’epoca.

Bianca Pitzorno – Sonia Maria Luce Possentini, La canzone di Federico e Bianchina, Mondadori, 40 p., euro 17, ebook euro 8,99

La vita segreta delle donne fiore

24 Set

Nella città di Vigo, alla fine del XIX secolo, arriva per la seconda volta Jules Verne. Il suo arrivo però non è dettato dal caso come sembrerebbe per una tempesta che blocca la sua nave, ma è un avvenimento studiato e mascherato da coincidenza. Verne bussa infatti alla porta della bottega di un rinomato farmacista senza aver bisogno di medicina alcuna, ma spinto piuttosto dalla necessità di investigare su quanto ha già appreso nei viaggi in Africa: in ogni continente esiste una stirpe di donne pianta o donne fiore, una famiglia i cui membri femminili nascono dotati di capacità magiche e accompagnate da una pianta (la stessa di cui portano il nome e il cui profumo si accompagna alla loro persona) e da una nenpheas, una piccola creatura che rappresenta la loro anima e che con loro vive in simbiosi fino a ricongiungersi al momento della morte che in realtà non è null’altro che il ritorno alla condizione di pianta con una trasformazione che deve avvenire in un bosco sito su un’isola sottomarina. Melisa, moglie del farmacista, è una donna-pianta, come la nipote Violeta, che accoglie col nonno Verne e Pierre, il suo mozzo di fiducia Il farmacista è deciso a mantenere il proprio segreto, ma Verne già conosce tutto: lo scrittore inoltre è una figura che affascina la giovane Violeta che ha letto i suoi libri e ha una spiccata passione per le scienze.

Pierre e Violeta scoprono che anche Verne e Antonio Sanjurjo, ricco industriale della città, nascondono un segreto: un sottomarino costruito su modello del Nautilus, nascosto sotto la fabbrica, che può rappresentare l’unica forma di salvezza per la nonna della ragazza, i cui piedi hanno già cominciato a trasformarsi in radici e sulla cui testa spuntano foglie.

La capacità dell’autrice sta nel cucire una storia che mette insieme il fascino della leggenda delle donne pianta con elementi di storia reale, come la vita di Jules Verne, i suoi viaggi e i suoi libri. Inoltre ci sono sia un lato letterario (il riferimento alle opere di Verne) sia un lato scientifico (le scoperte, la botanica, la costruzione di un sottomarino sul modello del Nautilus) che sono di sicuro impatto per i lettori: insieme sono aspetti che contribuiscono a dare fascino all’avventura che i protagonisti si trovano a vivere. Con un crescendo finale, che culmina nella spiegazione dell’esistenza delle donne fiore, ma anche dell’accettazione per ciascuno della propria natura e del proprio destino.

Ledicia Costas, La vita segreta delle donne fiore (trad. di Sara cavarero), Mondadori 2018, 232 p., euro 16, ebook euro 7,99

Cercasi commessa al reparto omicidi

3 Set

Della collana “Giallo e nero” de Il Battello a Vapore abbiamo già accennato. Abbiamo letto questo pluripremiato romanzo, l’unico inedito in Italia delle prime quattro uscite, primo a sua volta di una serie che conta al momento quattro libri e che testimonia la passione per il mistero dell’autrice, la quale ha anche ripreso i personaggi principali per una nuova serie sempre gialla. Woodfine sa riprendere magistralmente le atmosfere della Londra di inizio Novecento, dove si stanno per inaugurare i grandi magazzini Sinclair che promettono di stupire i clienti fin dall’architettura dell’edificio, per non parlare poi dei diversi reparti allestiti. A Piccadilly Circus è stata assunta Sophie, che ha perso tutte le sue fortune alla morte del padre, e che si ritrova ad avere estrema necessità di un lavoro. Scelta per il reparto modisteria, brava nel suo lavoro e presa di mira da alcune colleghe (adepti di Netflix, non vi ricorda le atmosfere di The Paradise?), sarà al centro dell’attenzione della polizia, quando scomparirà proprio dal negozio un prezioso gioiello in mostra per l’inaugurazione.

Insieme alla nuova amica Lil, ballerina di fila in una commedia musicale, a Billy, imbranato fattorino del grande magazzino, e al misterioso Joe che cerca di affrancarsi dalla famigerata banda del Barone, dovrà svelare il mistero e trovare i colpevoli.

Un buon giallo, che fa venir voglia di conoscere altre avventure dei protagonisti, e che fa pensare a tante altre figure femminili che indagano in atmosfere simili: tra le altre, a Sally de “Il rubino di fumo” di Pullman, anche lei a Londra, oppure alla serie di Miss Detective.

Le illustrazioni del testo sono di Júlia Sardà.

Katherine Woodfine, Cercasi commessa al reparto omicidi (trad. di Alessandra Guidoni), Piemme, 306 p., euro 10,90, ebook euro 4,99

Ghost

27 Ago

È bravo Reynolds a far parlare in prima persona i suoi protagonisti e a creare un flusso di parole che prende il lettore e lo porta lì, al centro dell’azione, al fianco dei personaggi. Lo si era intuito da Niente paura Little Wood uscito a maggio per Terre di Mezzo ed ecco la conferma: il primo libro di una track series, quattro libri che seguono ciascuno un personaggio, tutti membri della squadra di atletica dei Defenders.

Ghost sa di essere bravo a correre, lo ha imparato la notte che sua madre lo ha trascinato fuori di casa per impedire al padre di colpirli con una pallottola, ma il suo sport è il basket. Si mette a correre solo per sfidare uno dei novellini della squadra che guarda allenarsi. Il coach ne intuisce il potenziale e convince la madre a permettergli di seguire gli allenamenti, in cambio di una buona condotta scolastica. Castle, o Ghost come si chiama tra sé e sé, trova sempre un valido motivo per finire in presidenza; il più delle volte reagisce alle prese in giro dei compagni per il suo abbigliamento non alla moda, per il quartiere periferico e degradato in cui vive. Anche se sulle prime la cosa non lo convince, si scopre bravo, appassionato e parte di un gruppo. Gli altri tre novellini hanno anche loro dei segreti che ne hanno segnato la vita, come lo stesso allenatore, come il negoziante che gli vende ogni giorno i semi di girasole. Ghost corre, anche quando sbaglia, anche quando rischia di perdere tutto, perché sa che non si può scappare da chi si è, piuttosto è possibile correre verso chi vuoi essere.

Un romanzo che si legge veloce quanto corrono i suoi protagonisti, che dipinge una bella unione e amicizia tra i ragazzi e tratteggia la figura di un adulto – l’allenatore – che conosce i suoi ragazzi, sa leggere i loro gesti e le loro espressioni, sa esattamente quello che serve loro e, anche quando deve punirli, li appoggia e li incoraggia.

Jason reynolds, Ghost (trad. di Francesco Gulizia), Rizzoli 2018, 196 p., euro 16, ebook euro 8,99

Mentre noi restiamo qui

20 Ago

Non so cosa dire di questo nuovo romanzo di Ness; l’ho lasciato sedimentare un po’ ma rimango perplessa sulla struttura immaginata dall’autore: mi convince molto la storia di Michael, il protagonista, della sua famiglia e dei suoi amici. È un ritratto realistico di adolescente con paure e timori, alle prese con il diventare grande, partire per il college e la sciare la famiglia, e le beghe famigliari appunto: la madre politica in carriera, il padre alcolizzato e alienato rispetto al quotidiano, le sorelle: Mel che ha solo un anno più di lui e viene da un periodo non semplice, e la piccola Meredith che – dall’alto dei suoi dieci anni – sa vedere e interpretare al meglio qual che succede intorno, oltre a stressare tutti quanti col prossimo concerto dei suoi idoli musicali, gli Zaffi Roventi. Poi c’è Henna, che lui sogna di baciare da sempre; Jared, l’amico del cuore che si sta comportando in modo strano; un nuovo arrivato che sembra scombinare i piani di Michael.

Il tutto però è inquadrato in un contesto apocalittico: Michael, la sua famiglia, amici e conoscenti sono infatti dei “normali” che condividono il mondo con i Prescelti, gli indie dall’abbigliamento vintage e i capelli perfetti, che non usano internet e che tentano di salvare il mondo dalla distruzione. Ogni capitolo è accompagnato da una breve descrizione che parla del mondo dei Perfetti e degli Immortali, mentre il contenuto si riferisce al quotidiano dei “normali” che vedono gli indie morire misteriosamente; l’unico contatto coi due gruppi è dato da Jared che è figlio e di una semi-Dea. Il mondo che Michael conosce ha sempre avuto a che fare, ciclicamente con non-morti, fantasmi, vampiri, Dei… ecco ma all’ennesima invasione di daini dagli occhi illuminati di azzurro e attacchi di zombie, mi spiace per come si annacqui la densità delle storie dei protagonisti.

Il sito dell’autore che, in occasione di una raccolta fondi dopo le devastazioni di un tifone nelle Filippine, mise all’asta la possibilità di inserire in questo romanzo il nome del vincitore attribuito a un protagonista: è stato fortunato perché gli è toccato giocare con l’originalissimo Henna Silvennoinen!

Patrick Ness, Mentre noi restiamo qui (trad. di Giuseppe Iacobaci), Mondadori 2018, 232 p., euro 17, ebook euro 8,99

Fidanzati dell’inverno

10 Ago

Arriva in Italia il primo tomo della saga di Christelle Dabos, caso editoriale in Francia quando, al suo esordio letterario, riuscì a conquistare un nutrito pubblico di lettori crossover. Fantasy, Steampunk e Belle Époque si mescolano intorno alla figura di Ofelia, ragazza ritenuta goffa e insignificante, che vive sull’arca Anima dove si occupa del museo, grazie alla sua capacità di lettrice: legge infatti la storia degli oggetti che tocca, potere a cui si aggiunge quello di passare attraverso gli specchi. Le Decane di Anima decidono di combinarne il matrimonio con Thorn, erede del Polo, l’arca che gode di fama peggiore. La ragazza lascia la famiglia e il mondo in cui si è ritagliata ruolo e nicchia per una situazione decisamente diversa: non solo il freddo in un paesaggio di neve e ghiaccio, ma riflesso anche nei rapporti tra le persone, false e calcolatrici; addirittura i rappresentanti del clan dei Draghi hanno il potere di ferire a distanza. Il promesso sposo si rivela gelido quanto il clima della sua arca, distante, imbrigliato in una scelta diplomatica in cui pare nulla importi di Ofelia. Sotto l’apparenza goffa e impreparata, la protagonista in realtà nasconde una tempra decisa: anela a essere libera e a non lasciare che altri decidano completamente del suo destino, ma soprattutto vuole capire quale sia il mistero che l’arca nasconde e quale sia il vero motivo per cui è stata scelta proprio lei come futura sposa.

Alla parte fantasy e ai poteri magici dei diversi personaggi che affollano il romanzo si mescola un andamento da feuilleton: intrighi a corte, sotterfugi, dame in ampi abiti che nascondono inaspettate capacità di crudeltà, intrighi di famiglia e una trama che spingerà il lettore verso i tomi successivi, che l’editore italiano annuncia saranno pubblicati a distanza di sei mesi.

Il sito ufficiale della saga.La copertina è la stessa dell’edizione originale; sorvoliamo sulla grafica della quarta di copertina…

Christelle Dabos, L’attraversaspecchi. Fidanzati dell’inverno (trad. di Alberto Bracci Testasecca), e/o 2018, 512 p., euro 16, ebook euro 12,99