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La nobile arte di mollare tutto

15 Apr

Nanette è un’atleta, figlia e studentessa modello da sempre. Ma quando il suo amato insegnante di letteratura le consegna una copia di un misterioso e ormai introvabile romanzo cult, sente che quello è il suo libro, che le sta parlando.
Quella storia e l’incontro con il suo autore fanno cambiare tutto, e grazie a loro Nanette conoscerà Lex, giovane e tormentato poeta, di cui si innamorerà. Presto però si troverà di fronte a scelte decisive e scoprirà quale prezzo può avere prendere in mano la propria vita e imparare a dire basta… (dal sito dell’editore)

Dopo “Il lato positivo” e “Perdonami, Leonard Peacock“, torna Matthew Quick con una storia che questa volta ha come protagonista una ragazza. Nanette ci ricorda per certi aspetti del suo carattere Holden e il rapporto con lo scrittore, che dopo un romanzo di grande successo si ritira a vita privata e non vuole più scrivere, richiama molto la figura di Salinger. Ma dopo questo la storia prende tutta un’altra piega e ci conduce nelle più intime vicende di una giovane combattuta tra l’essere accettata per com’è e l’essere quello che gli altri vogliono che lei sia. Genitori assenti e impegnati nel perseguire il proprio successo, una società molto centrata sui like e sull’apparire, non sono la sola immagine del mondo adulto, ci sono anche insegnanti che credono nelle possibilità di un buon libro, psicologi che non si arrendono e scrittori che cercano di essere un sostegno. E poi c’è la letteratura, Bukowski (non tutto), Sofocle e ovviamente il libro cult “La Morte di gomma da masticare” 🙂

E così forse non sono i fattori motivanti che hanno importanza quanto semplicemente partecipare… lanciarsi con la parte più autentica e migliore di sé nell’universo, con trasporto. Forse cedere alla nostra vera natura ci spinge avanti verso l’ignoto, verso obiettivi che non avevamo mai neppure sognato, ma che esistono nonostante tutto.

Aspetto che le stelle spuntino nel cielo sopra la mia testa, aspetto che il futuro mi lambisca come le onde d’acqua salata… Alcune turbolente come i miei pensieri e altre vellutate come un bel bacio.

Matthew Quick, La nobile arte del mollare tutto (Trad. G.Pastorino), Piemme, 2017, pp. 240, € 16,50 (ebook €6,99)

Pax

10 Apr

Un riflessione sulla guerra, ma soprattutto sul modo di essere e sulla verità. Nasce dal doppio binario narrativo dovuto all’alternanza, capitolo dopo capitolo, della voce di una volpe – a cui l’autrice cerca di dare materia anche attraverso quel che fiuta, che sente nelle zampe, che percepisce – e di quella di un dodicenne. Da cinque anni Peter e il suo volpacchiotto Pax sono inseparabili, fin da quando l’aver ritrovato quel cucciolo e l’essersene preso cura ha lenito la rabbia per la morte improvvisa della madre. Poi irrompe la guerra e il padre di Peter si arruola, lasciandolo a casa del nonno, non prima di avergli imposto il doloroso abbandono dell’amico. Il senso di colpa però è troppo forte, come forte è il legame e che unisce i due e Peter “scappa per tornare a casa” come gli fa dire l’autrice. Casa è dove si trova Pax, che intanto si guarda intorno, conosce altre volpi, capisce la dinamica dei rapporti con gli umani e l’eccezionalità di quello che gli è toccato in sorte. Complice però un piede fuori uso, Peter incontra Vola, donna dall’accento straniero con una gamba di legno che vive isolata da vent’anni, dopo esser stata lei stessa in guerra. La ruvidezza della donna rimanda alla nuda verità di cui è portatrice: per lei la verità è la regola, il primo dei principi che tiene scritti su schede appese in casa. Alla verità Peter deve piegarsi:il darsi tempo, l’imparare un nuovo ritmo di cammino, l’addomesticarsi reciproco raccontandosi le rispettive storie, l’evidenza della certezza che sta nel profondo dell’animo e che rende sicuri.

Ne viene appunto una riflessione sulla violenza degli uomini, sulle falsità; la guerra sta sullo sfondo: è in qualche modo surreale nella descrizione fatta, specie per bocca degli animali, è un avanzare di uomini armati, ma non se ne conoscono le dinamiche; non è questo evidentemente che importa: resta cacofonia di fondo che staglia sulla scena le figure principali, con i dubbi e i valori che portano con sé. Se Peter è raccontato nel suo divenire e nella sua tenacia, se il padre si rivela figura violenta e chiusa, Vola è un personaggio caustico e pieno di cura, ha la caparbietà ottusa di chi si è costruito una gamba rigida in falegnameria per portarsi fisicamente appresso il peso che sente nell’animo e nel contempo l’ironia splendida e feroce di chi non esita a prestare il proprio arto artificiale serio, quello datole in ospedale, allo spaventapasseri in giardino.

Il sito dell’autrice. Il sito dedicato al libro. Il tumblr di Klassen.

Sara Pennypacker con le illustrazioni di Jon Klassen, Pax (trad. di Paolo Maria Bonora), Rizzoli 2017, 300 p., euro 16, ebook euro 7,99

Fuori di testa, dritto al cuore

5 Apr

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Travis Coates ha perso la testa, alla lettera: a causa di una grave malattia, quando aveva sedici anni i medici gliel’hanno tagliata e chiusa in un freezer, in attesa dei progressi della scienza. Dopo cinque anni Travis può sperimentare il ritorno alla vita, in un futuro però molto diverso da quello che aveva immaginato.

Infatti, anche se lui è (più o meno) sempre lo stesso, intorno a Travis tutto è cambiato: i suoi genitori hanno ridipinto la sua stanza e regalato i suoi vestiti, il suo migliore amico è diventato un estraneo, e soprattutto Cate, la sua ragazza, ha un nuovo fidanzato. In questo mondo in subbuglio, però, Travis è deciso a riconquistarla. A sostenerlo c’è un’unica certezza: si vive solo due volte. (Sinossi dal sito dell’editore)

Sempre più spesso con i libri per giovani adulti ci troviamo di fronte a titoli e/o copertine fuorvianti. In questo caso il titolo originale “Noggin”, indica in termini colloquiali la testa (capoccia, zucca) e certo non è un titolo invitante, ma il titolo scelto da Mondadori ci porta ancor più fuori strada. Come già è accaduto per altri titoli (mi viene in mente “Sei passi per conquistare una ragazza“), il rischio è che questi libri non vadano poi in mano ai loro possibili lettori e vengano relegati nel genere romanzi “rosa”. E sarebbe un peccato, perchè di storie come questa con protagonisti maschili che parlano di sentimenti e di emozioni e che affrontano dubbi e paure, non ce ne sono poi tantissimi.

Il romanzo si colloca a metà tra una storia di formazione, o meglio di educazione sentimentale,e una di fantascienza alla Philip K. Dick, dove il ricorso al genere è un espediente per portare riflessioni di carattere più ampio. Il finale non è assolutamente  banale, come non lo è l’evoluzione del protagonista che passa da una visione semplicistica ed egoista della vita ad una concezione più ampia e aperta.

John Corey Whaley, Fuori di testa, dritto al cuore (trad. S.Marcolini),Mondadori 2016, pp.342 ,€ 17, (eBook €8,99)

Una voce di piombo e oro

3 Apr

Di Kelly Louise Going i lettori italiani di età diverse hanno potuto apprezzare I ragni mi fanno paura (Piemme, 2007, nella serie arancio de Il Battello a Vapore) e Il re degli incantesimi (Piemme Freeway, 2015). La neonata collana Vortici presenta una nuova storia che conferma la capacità dell’autrice di portare il lettore al centro della vicenda e di far sì che cammini a lato dei protagonisti, sentendosi partecipe di quello che vivono e dei loro pensieri. In questo caso la storia è insieme lieve e potente, come sa esserlo la voce di Tia, che sogna di diventare una cantante famosa e che ancora non si rende esattamente conto del dono che possiede.

Vive a New Orleans e canta in un coro gospel in cui è una delle poche ragazze bianche. Passa gran parte del tempo con la sua amica Keisha e con lei condivide duetti, sogni e speranze. Il romanzo conduce fisicamente il lettore tra le strade di New Orleans, facendogli saggiare la differenza tra i diversi quartieri, la pericolosità di certe strade, la dimensione sociale. Intanto si avanza anche nella vita della protagonista, si conoscono le invidie e le dinamiche tra i ragazzi che fan parte del coro, la forza e la lungimiranza della loro insegnante, le sfumature delle loro vite. Quella di Ti e della made, cassiera in un supermercato che la condanna a turni massacranti, nasconde un secreto: il papà è in prigione da quando Tia è molto piccola e lei non ricorda nulla né conosce i particolari perché in casa è un argomento tabù. Sarà la violenza urbana che porta all’uccisione per strada di un bambino a scoperchiare il vaso dei segreti, svelando cosa è successo davvero nella notte in cui il padre è stato arrestato e quale sia il peso che la madre di Tia si porta appresso, motivo per cui non accompagna mai la figlia in pubblico e cerca di evitarle ogni contatto col passato. Inevitabilmente la sete di sapere si fa forte nella ragazzina, che si scontra con i pregiudizi altrui e anche con quelle differenze – il colore della pelle, le persone che frequenta – che per lei non hanno mai avuto alcuna importanza.

Il romanzo si legge d’un fiato; ha pagine importanti in cui Tia osserva gli altri e si interroga sul dolore, sul senso del dolore immenso e della vita, su come si reagisce alla vita che succede.

Il sito dell’autrice.

K.L. Going, Una voce di piombo e oro (trad. di Gloria Pastorino), Piemme 2017, 216 p., euro 12, ebook euro 6,99

La scorciatoia

25 Mar

Tamaya e Marshall percorrono ogni giorno la strada di andata e di ritorno dalla scuola; abitano nella stessa strada e, siccome la madre di Tamaya non vuole che si muova da sola, da quattro anni lei cammina insieme al ragazzo più grande di lei. Lo osserva e sa che negli ultimi mesi è cambiato, così come i suoi voti e il modo in cui si comportano con lui i compagni. Tamaya non sa che lo ha preso di mira il bullo della scuola, uno dei ragazzi al cui tavolo le sua amiche hanno cominciato a sedersi. Nella prestigiosa scuola che frequenta grazie a una borsa di studio, Tamaya si sente una “brava bambina” che non ha mai fatto assenze né cose cattive, un’etichetta che pare stridere col nuovo corso inaugurato dalle compagne. Allora Tamaya sfida il divieto imposto da sempre: segue Marshall anche quando decide che torneranno a casa passando per il bosco proibito. Marshall cerca di sfuggire alle botte di Chad, ma innesca una catena di eventi che portano alla scoperta di un grave danno ambientale, tanto grave da generare un’epidemia che arriva a minacciare l’intera cittadina  e che potrebbe avere conseguenze mondiali.

Sachar costruisce una narrazione essenziale e asciutta, dove c’è tutto il necessario; intreccia punti di vista diversi a seconda dei capitoli e intervalla la scansione cronologica degli avvenimenti con le udienze segrete della Commissione per l’Energia e l’Ambiente sulla Sun ray Farm, che ha sede proprio a una cinquantina di chilometri dal bosco in questione, e sul biolene, scoperta d’avanguardia per l’approvvigionamento di energia. Il lettore conosce i protagonisti, sa dei loro pensieri e dei loro stati d’animo e parallelamente si trova invischiato in una faccenda dove vorrebbe andare avanti il più rapidamente possibile, sperando in una soluzione positiva. Ma non è solo il fango avvelenato che invischia, sono anche tutte le domande che vorticano nella testa di Marshall: perché nessuno fa qualcosa se tutti sanno cosa gli sta capitando? Perché lui stesso è tanto codardo? E cosa fa differenza tra audacia e coraggio, si chiede a sua volta Tamaya.

Questo è uno dei titoli che inaugurano la nuova collana Piemme/Il Battello a vapore chiamata I vortici: ecco il video di presentazione; raccoglie romanzi mai tradotti prima in italiano e alcune nuove edizioni che festeggiamo, come La grande avventura di Westall e Ragazzi di camorra di Varriale.

Il sito dell’autore, che vi accoglie con la potente immagine della copertina dell’edizione originale proprio di questo romanzo.

Louis Sachar, La scorciatoia (trad. di Flora Bonetti), Piemme 2017, 192 p., euro 12, ebook euro 6,99

Carve the mark

18 Mar

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In una galassia percorsa da una forza vitale chiamata corrente, ogni uomo possiede un dono, un potere unico e particolare, in grado di influenzarne il futuro

Cyra è la sorella del brutale tiranno che regna sul popolo shotet. Il suo dono, che le conferisce potere provocandole allo stesso tempo dolore, viene utilizzato dal fratello per torturare i nemici. Ma Cyra non è soltanto un’arma nelle mani del tiranno. Lei è molto più di questo. Molto più di quanto lui possa immaginare. Akos è il figlio di un contadino e di una sacerdotessa-oracolo del pacifico popolo di Thuvhe. Ha un animo generoso e nutre una lealtà assoluta nei confronti della famiglia. Da quando i soldati shotet hanno rapito lui e il fratello, l’unico suo pensiero è di liberarlo e portarlo in salvo, costi quel che costi.
Nel momento in cui Akos, grazie al suo dono, entra nel mondo di Cyra, le differenze tra le diverse origini dei due ragazzi si mostrano in tutta la loro evidenza, costringendoli a una scelta drammatica e definitiva: aiutarsi a vicenda a sopravvivere o distruggersi l’un l’altro. (sinossi dal sito dell’editore)

Veronica Roth torna con un nuovo romanzo e una nuova serie dopo Divergent, e lo fa portandoci in un universo sci-fi completamente diverso dai suoi libri precedenti.
Il discorso dei doni, poteri che nessuno conosce fino all’adolescenza, ricorda molto il bellissimo e poco conosciuto libro di Ursula Le Guin, intitolato appunto I doni, e come nel romanzo dell’autrice di Agata e Pietra Nera, il riferimento all’età di passaggio, al momento dell’affermazione della propria personalità è fondamentale per capire le vicende di Cyra e Akos. I due protagonisti infatti sono schiacciati da quello che gli altri vogliono per loro e addirittura da due “fati” che non lasciano loro la libertà di immaginarsi un futuro. Proprio attraverso questa lotta per manifestare la loro vera natura, saranno in grado di arrivare a definirsi, ma soprattutto a conoscersi e ad accettarsi. Un romanzo in cui ci sono molti spunti, difficile da definire solo come di fantascienza o di avventura, perché l’azione lascia spesso spazio all’introspezione e alle riflessioni dei protagonisti.

Veronica Roth, Carve the Mark – I predestinati (trad. R. Verde), Mondadori, 2017, 427 pp. 

Il ragazzo degli scarabei

3 Mar

ragazzo-scarabeiMi immagino a leggere questo romanzo i bambini che nel 2008 impazzivano per Zzzz! (Rizzoli), uno dei migliori libri pubblicati in italiano sugli insetti: me li ricordo a pancia in giù sui tappeti della biblioteca a sfogliare le pagine; ho l’immagine di una piccola classe di prima elementare riunita tutta intorno al libro: uno di loro, espertissimo in materia, utilizzava le immagini del testo per spiegare specie, caratteristiche e tipologie ai suoi compagni. Ecco, facessero la secondari di primo grado sarebbero lettori divertiti e a proprio agio di fronte a quest’avventura colorata di giallo, ricca di informazioni su scarabei, coleotteri, lepidotteri e compagnia anche per chi non ne sa nulla. L’autrice tesse le informazioni scientifiche intorno alla vicenda di Darkus e alla scomparsa del padre, direttore del Dipartimento di Scienze del Museo di Storia Naturale. Il ragazzino viene affidato allo zio archeologo e scopre che il padre è stato rapito: nella vicenda, pare avere un posto di rilievo Lucretia Cutter, misteriosa e terribile proprietaria di una casa di moda, dall’allure di scienziata pazza. Anche nella vita del padre c’è un mistero che ha a che fare con questa donna e con una ricerca scientifica avveniristica in cui i due furono coinvolti molti anni prima.  E poi ci sono gli insetti: lo scarabeo Baxter che diventa inseparabile da Darkus, quelli che popolano a migliaia la casa dei vicini (due terribili cugini che non perdono occasione di farsi scherzi atroci sulla linea degli Sporcelli di Dahl), quelli che adottano i due amici che aiuteranno il ragazzo a svelare l’intrico.

Il romanzo può in alcuni tratti risultare un po’ farraginoso e carico di vicende, ma si legge scorrevolmente e ha soprattutto un altro pregio: è accompagnato da un’applicazione che si scarica da IStorie (gratuitamente se inquadrate una pagina del romanzo) e che è nata dalla collaborazione di De Agostini con Next, il team vincitore in primavera del concorso BitBuk con Exo, un’app proprio legata al mondo degli insetti. L’app, illustrata da Rossella Trionfetti, riprende il personaggio di Darkus e crea un viaggio attraverso alcuni luoghi simbolici di Londra e alcuni legati al romanzo in cui recuperare gli insetti e intanto imparare notizie e curiosità sulla biodiversità. Il team di Next organizza ogni anno a Senigallia Fosforo, il festival della scienza, e si occupa di divulgazione scientifica anche con bambini e ragazzi. Peccato che nell’edizione cartacea del romanzo non ci sia accenno all’app se non in quarta di copertina: ti ci deve proprio cadere l’occhio per avere l’informazione, mentre invece meriterebbe più visibilità perché è davvero ben fatta.

Il seguito del romanzo esce in Inghilterra ad aprile.

Il sito dell’autrice.

M.G. Leonard, Il ragazzo degli scarabei (trad. di Giuseppe Iacobaci), De Agostini 2017, 380 p., euro 14,90, ebook euro 6,99

Color fuoco

30 Gen

color-fuocoChe Jenny Valentine sia brava davvero i lettori ormai lo sanno: Io sono nessuno (Piemme 2015) è un romanzo imprescindibile e La signora nella scatola (Rizzoli 2008), il suo esordio italiano, ne aveva ben rivelato le doti. Anche questa volta, l’autrice costruisce una narrazione che scava nell’intimo del protagonista, regalando un finale da fuochi d’artificio: inatteso e perfetto; ancora una volta, sul finale scarta e regala la possibilità di stupore e di sorpresa, e anche – in questo caso – un bel sorriso a chi legge: proprio la dimostrazione che la vendetta è un piatto che si serve ben freddo… 😉

La scrittura è veloce e si fa leggere in un attimo; si ricostruisce, attraverso il flusso di pensieri della protagonista, la sua adolescenza, il ritorno in Inghilterra dagli Stati Uniti, l’incontro con il padre di cui non ha ricordi. Iris ha sedici anni e vive con la madre e il patrigno, ex modella e  attore fallito dediti alla vodka e alle truffe, in un mondo in cui tutto è solo apparenza apparecchiata per chi li guarda dall’esterno. La sua difesa è il fuoco, il piacere che provoca ad accendere fiammiferi, a osservare le fiamme; il suo ossigeno è Thurston, spiantato senza casa che da due anni è il suo migliore amico, le legge Vonnegut ad alta voce, le parla di arte, la trascina in giro per la città interrogandosi con lei sulla vita e sulla morte. All’ennesimo fuoco appiccato, questa volta a scuola, con tanto di ricovero in ospedale, la madre la trascina in Inghilterra a conoscere il padre, ricco collezionista di quadri di gran valore e per questo nel mirino dei due truffatori ormai al verde e pieni di debiti. Lo scenario che si trovano davanti è totalmente diverso: nella silenziosa casa di campagna lontana da tutto, il padre sta morendo, perfettamente consapevole della sua situazione e nel contempo di aver ritrovato la figlia cercata per anni. Allora Iris scopre che non tutto è come sembra o come le è sempre stato raccontato: l’uomo che riesce a pronunciare lentamente le parole, che fa i conti col dolore quotidiano, tesse per lei la trama dei giorni passati: la storia della casa e della sua famiglia, la sua irriverente sorella Margot, il matrimonio con la madre e la cura per la figlia amatissima sottrattagli a quattro anni. Ernest è un fine osservatore anche dal suo letto di malato terminale: sa vedere, sa valutare, sa seminare e avere cura anche per il momento in cui non ci sarà più. La medesima cura che ha avuto nel comporre una delle collezioni di quadri più ricca al mondo è la stessa che ha impiegato per cercare Iris, la stessa con cui disegnerà il suo capolavoro finale, svelato proprio nel momento in cui per lui le luci si sono spente.

Un’intervista all’autrice.

Jenny Valentine, Color fuoco (trad. di Lia Celi), Rizzoli 2017, 221 p., euro 16, ebook euro 8,99

Nessuno come noi

25 Gen

nessuno-come-noi-coverTorino, 1987. Vincenzo, per gli amici Vince, aspirante paninaro e aspirante diciassettenne, è innamorato di Caterina, detta Cate, la sua compagna di banco di terza liceo, che invece si innamora di tutti tranne che di lui. Senza rendersene conto, lei lo fa soffrire chiedendogli di continuo consigli amorosi sotto gli occhi perplessi di Spagna, la dark della scuola, capelli neri e lingua pungente. L’equilibrio di questo allegro trio viene stravolto, in pieno anno scolastico, dall’arrivo di Romeo Fioravanti, bello, viziato e un po’ arrogante, che è stato già bocciato un anno e rischia di perderne un altro.  A vigilare su di loro ci sarà sempre Betty Bottone, l’appassionata insegnante di italiano, che li sgrida in francese e fa esercizi di danza moderna mentre spiega Dante. Anche lei cadrà nella trappola dell’adolescenza e inizierà un viaggio per il quale nessuno ti prepara mai abbastanza: quello dell’amore imprevisto, che fa battere il cuore anche quando “non dovrebbe”. In un liceo statale dove si incontrano i ricchi della collina e i meno privilegiati della periferia torinese, Vince, Cate, Romeo e Spagna partiranno per un viaggio alla scoperta di se stessi senza avere a disposizione un computer o uno smartphone che gli indichi la via, chiedendo, andando a sbattere, scrivendosi bigliettini e pregando un telefono fisso perché suoni quando sono a casa. E, soprattutto, capendo quanto sia importante non avere paura delle proprie debolezze. (Sinossi dal sito dell’editore)

Quando ho iniziato a leggere questo libro avevo dei dubbi sul poterlo o no proporre ai ragazzi di oggi (e qui ci starebbe un’ulteriore citazione anni ’80) proprio per l’ambientazione così vicina eppure così lontana dai giorni nostri, perché in 30 anni sono cambiate tantissime cose e la tecnologia ha completamente mutato il nostro modo di interagire e di comunicare. Mi sono chiesto come si sarebbe orientato un ragazzo tra i paninari, Duran Duran, Cure e Spandau Ballet. Credevo che si sarebbe perso, ma poi la storia ha preso il sopravvento e quando una storia è forte, sincera e ben raccontata, il contesto storico passa in secondo piano, anzi diventa un motivo di approfondimento, di ricerca, per capire meglio il mondo in cui si muovono Vince, Cate, Romeo e Spain. Inoltre la vicenda è davvero senza tempo, le dinamiche e gli amori sui banchi di scuola hanno dei capisaldi che travalicano gli anni e le mode.
Le amicizie che si hanno in quegli anni sono le più forti, pure e devastanti. Sono quelle che ci danno forma, che sempre inseguiremo una volta cresciuti e non perché si era o è giovani, ma proprio perché sono i primi rapporti totali (e totalizzanti) al di fuori della famiglia. “Le amicizie dei sedici anni sono quelle che lasciano i segni più profondi nella vita” scrive Gianni Rodari nella Grammatica della fantasia, e nel libro di Luca Bianchini si possono assaporare (o riassaporare) proprio quelle emozioni e vedere quei segni lasciati dalle persone che abbiamo incontrato.

L’ambientazione è in realtà più Moncalieri e Nichelino che Torino, e lo scrivo non tanto per pignoleria, ma perché è fondamentale per i protagonisti fare pace con i rispettivi ambienti e i luoghi di provenienza (come scrisse Pavese “Un paese ci vuole, non fosse che per il gusto di andarsene via”) e proprio accettando e capendo le loro origini, i ragazzi saranno in grado di essere davvero se stessi.

Luca Bianchini, Nessuno come noi, Mondadori 2017, 252 p., euro 18, ebook euro 9,99

L’uomo del treno

23 Gen

uomo-del-trenoL’attacco è di quelli che ti fanno venir voglia di metterti a leggere ad alta voce; ti dà il senso rotondo di una storia che ti avvolge; ti presenta l’Orso, la figura che metterà in moto tutta la storia, descrivendola con un tono che premette un che di epico. Probabilmente perché lo conosciamo sempre come l’Orso, il proprietario della falegnameria Mazzanti ha in sé qualcosa di leggendario che ben si confà alla sua figura: schivo, rispettato e solitario, attento alle vicende politiche e a quel che gli capita intorno, è lui a rendersi conto che i treni che transitano accanto alla sua ditta non portano solo più assi di legno per i tetti delle case o le bare dei soldati, ma uomini. Ci sono occhi tra le fessure delle assi dei vagoni, ci sono voci che si rincorrono a presagire scenari orribili, c’è una bambina che un giorno salta giù e subito viene ricacciata dentro sotto la minaccia di un mitra puntato. Allora l’Orso coinvolge i suoi uomini più fidati nella costruzione di un vagone da scambiare con l’ultimo di uno di quei treni, per salvare delle vite: e poco importa che dentro ci sia un uomo solo, un professore che sta cercando di raggiungere la moglie e la figlia catturate durante il rastrellamento del ghetto di Roma. Intorno all’Orso, operai fedeli, ragazzi che scelgono di essere liberi nel pensare, partigiani, ma anche chi cerca di far profitto dalla situazione di guerra e dalla prigionia degli ebrei, famiglie che temono per i propri figli al fronte. E poi Giuliana, appena assunta come contabile, a cui l’Orso affida una macchina fotografica chiedendole di esercitarsi.

Proprio la fotografia – con i modi di vedere attraverso un’obiettivo, la scelta di avere immagini come testimonianza – costituisce un secondo asse narrante del romanzo: Giuliana impara e riflette, sceglie un proprio modo di guardare a quel che sta succedendo, di salvare almeno i volti quando non è possibile le vite. E insieme alla fotografia gli occhi, quelli dei vivi, quelli che guardano attraverso le assi dei vagoni, quelli da attaccare ai manichini perché abbiano una parvenza umana.

La figura dell’uomo ebreo, unico occupante del vagone, è ispirata a Karol Borsuk, matematico polacco che, durante l’occupazione nazista inventò un gioco da tavolo, costruendone artigianalmente alcune copie per la sua famiglia, poi successivamente pubblicato: nel 2009, Super Farmer ha vinto il premio Side Award per il Miglior Gioco per Famiglie dei Best of Show assegnato da Lucca Games.

L’illustrazione di copertina è di Gianni De Conno. Il sito dell’autore.

Fabrizio Altieri, L’uomo del treno, Piemme 2017, 304 p., euro 15, ebook euro 6,99