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Color fuoco

30 Gen

color-fuocoChe Jenny Valentine sia brava davvero i lettori ormai lo sanno: Io sono nessuno (Piemme 2015) è un romanzo imprescindibile e La signora nella scatola (Rizzoli 2008), il suo esordio italiano, ne aveva ben rivelato le doti. Anche questa volta, l’autrice costruisce una narrazione che scava nell’intimo del protagonista, regalando un finale da fuochi d’artificio: inatteso e perfetto; ancora una volta, sul finale scarta e regala la possibilità di stupore e di sorpresa, e anche – in questo caso – un bel sorriso a chi legge: proprio la dimostrazione che la vendetta è un piatto che si serve ben freddo… 😉

La scrittura è veloce e si fa leggere in un attimo; si ricostruisce, attraverso il flusso di pensieri della protagonista, la sua adolescenza, il ritorno in Inghilterra dagli Stati Uniti, l’incontro con il padre di cui non ha ricordi. Iris ha sedici anni e vive con la madre e il patrigno, ex modella e  attore fallito dediti alla vodka e alle truffe, in un mondo in cui tutto è solo apparenza apparecchiata per chi li guarda dall’esterno. La sua difesa è il fuoco, il piacere che provoca ad accendere fiammiferi, a osservare le fiamme; il suo ossigeno è Thurston, spiantato senza casa che da due anni è il suo migliore amico, le legge Vonnegut ad alta voce, le parla di arte, la trascina in giro per la città interrogandosi con lei sulla vita e sulla morte. All’ennesimo fuoco appiccato, questa volta a scuola, con tanto di ricovero in ospedale, la madre la trascina in Inghilterra a conoscere il padre, ricco collezionista di quadri di gran valore e per questo nel mirino dei due truffatori ormai al verde e pieni di debiti. Lo scenario che si trovano davanti è totalmente diverso: nella silenziosa casa di campagna lontana da tutto, il padre sta morendo, perfettamente consapevole della sua situazione e nel contempo di aver ritrovato la figlia cercata per anni. Allora Iris scopre che non tutto è come sembra o come le è sempre stato raccontato: l’uomo che riesce a pronunciare lentamente le parole, che fa i conti col dolore quotidiano, tesse per lei la trama dei giorni passati: la storia della casa e della sua famiglia, la sua irriverente sorella Margot, il matrimonio con la madre e la cura per la figlia amatissima sottrattagli a quattro anni. Ernest è un fine osservatore anche dal suo letto di malato terminale: sa vedere, sa valutare, sa seminare e avere cura anche per il momento in cui non ci sarà più. La medesima cura che ha avuto nel comporre una delle collezioni di quadri più ricca al mondo è la stessa che ha impiegato per cercare Iris, la stessa con cui disegnerà il suo capolavoro finale, svelato proprio nel momento in cui per lui le luci si sono spente.

Un’intervista all’autrice.

Jenny Valentine, Color fuoco (trad. di Lia Celi), Rizzoli 2017, 221 p., euro 16, ebook euro 8,99

Nessuno come noi

25 Gen

nessuno-come-noi-coverTorino, 1987. Vincenzo, per gli amici Vince, aspirante paninaro e aspirante diciassettenne, è innamorato di Caterina, detta Cate, la sua compagna di banco di terza liceo, che invece si innamora di tutti tranne che di lui. Senza rendersene conto, lei lo fa soffrire chiedendogli di continuo consigli amorosi sotto gli occhi perplessi di Spagna, la dark della scuola, capelli neri e lingua pungente. L’equilibrio di questo allegro trio viene stravolto, in pieno anno scolastico, dall’arrivo di Romeo Fioravanti, bello, viziato e un po’ arrogante, che è stato già bocciato un anno e rischia di perderne un altro.  A vigilare su di loro ci sarà sempre Betty Bottone, l’appassionata insegnante di italiano, che li sgrida in francese e fa esercizi di danza moderna mentre spiega Dante. Anche lei cadrà nella trappola dell’adolescenza e inizierà un viaggio per il quale nessuno ti prepara mai abbastanza: quello dell’amore imprevisto, che fa battere il cuore anche quando “non dovrebbe”. In un liceo statale dove si incontrano i ricchi della collina e i meno privilegiati della periferia torinese, Vince, Cate, Romeo e Spagna partiranno per un viaggio alla scoperta di se stessi senza avere a disposizione un computer o uno smartphone che gli indichi la via, chiedendo, andando a sbattere, scrivendosi bigliettini e pregando un telefono fisso perché suoni quando sono a casa. E, soprattutto, capendo quanto sia importante non avere paura delle proprie debolezze. (Sinossi dal sito dell’editore)

Quando ho iniziato a leggere questo libro avevo dei dubbi sul poterlo o no proporre ai ragazzi di oggi (e qui ci starebbe un’ulteriore citazione anni ’80) proprio per l’ambientazione così vicina eppure così lontana dai giorni nostri, perché in 30 anni sono cambiate tantissime cose e la tecnologia ha completamente mutato il nostro modo di interagire e di comunicare. Mi sono chiesto come si sarebbe orientato un ragazzo tra i paninari, Duran Duran, Cure e Spandau Ballet. Credevo che si sarebbe perso, ma poi la storia ha preso il sopravvento e quando una storia è forte, sincera e ben raccontata, il contesto storico passa in secondo piano, anzi diventa un motivo di approfondimento, di ricerca, per capire meglio il mondo in cui si muovono Vince, Cate, Romeo e Spain. Inoltre la vicenda è davvero senza tempo, le dinamiche e gli amori sui banchi di scuola hanno dei capisaldi che travalicano gli anni e le mode.
Le amicizie che si hanno in quegli anni sono le più forti, pure e devastanti. Sono quelle che ci danno forma, che sempre inseguiremo una volta cresciuti e non perché si era o è giovani, ma proprio perché sono i primi rapporti totali (e totalizzanti) al di fuori della famiglia. “Le amicizie dei sedici anni sono quelle che lasciano i segni più profondi nella vita” scrive Gianni Rodari nella Grammatica della fantasia, e nel libro di Luca Bianchini si possono assaporare (o riassaporare) proprio quelle emozioni e vedere quei segni lasciati dalle persone che abbiamo incontrato.

L’ambientazione è in realtà più Moncalieri e Nichelino che Torino, e lo scrivo non tanto per pignoleria, ma perché è fondamentale per i protagonisti fare pace con i rispettivi ambienti e i luoghi di provenienza (come scrisse Pavese “Un paese ci vuole, non fosse che per il gusto di andarsene via”) e proprio accettando e capendo le loro origini, i ragazzi saranno in grado di essere davvero se stessi.

Luca Bianchini, Nessuno come noi, Mondadori 2017, 252 p., euro 18, ebook euro 9,99

L’uomo del treno

23 Gen

uomo-del-trenoL’attacco è di quelli che ti fanno venir voglia di metterti a leggere ad alta voce; ti dà il senso rotondo di una storia che ti avvolge; ti presenta l’Orso, la figura che metterà in moto tutta la storia, descrivendola con un tono che premette un che di epico. Probabilmente perché lo conosciamo sempre come l’Orso, il proprietario della falegnameria Mazzanti ha in sé qualcosa di leggendario che ben si confà alla sua figura: schivo, rispettato e solitario, attento alle vicende politiche e a quel che gli capita intorno, è lui a rendersi conto che i treni che transitano accanto alla sua ditta non portano solo più assi di legno per i tetti delle case o le bare dei soldati, ma uomini. Ci sono occhi tra le fessure delle assi dei vagoni, ci sono voci che si rincorrono a presagire scenari orribili, c’è una bambina che un giorno salta giù e subito viene ricacciata dentro sotto la minaccia di un mitra puntato. Allora l’Orso coinvolge i suoi uomini più fidati nella costruzione di un vagone da scambiare con l’ultimo di uno di quei treni, per salvare delle vite: e poco importa che dentro ci sia un uomo solo, un professore che sta cercando di raggiungere la moglie e la figlia catturate durante il rastrellamento del ghetto di Roma. Intorno all’Orso, operai fedeli, ragazzi che scelgono di essere liberi nel pensare, partigiani, ma anche chi cerca di far profitto dalla situazione di guerra e dalla prigionia degli ebrei, famiglie che temono per i propri figli al fronte. E poi Giuliana, appena assunta come contabile, a cui l’Orso affida una macchina fotografica chiedendole di esercitarsi.

Proprio la fotografia – con i modi di vedere attraverso un’obiettivo, la scelta di avere immagini come testimonianza – costituisce un secondo asse narrante del romanzo: Giuliana impara e riflette, sceglie un proprio modo di guardare a quel che sta succedendo, di salvare almeno i volti quando non è possibile le vite. E insieme alla fotografia gli occhi, quelli dei vivi, quelli che guardano attraverso le assi dei vagoni, quelli da attaccare ai manichini perché abbiano una parvenza umana.

La figura dell’uomo ebreo, unico occupante del vagone, è ispirata a Karol Borsuk, matematico polacco che, durante l’occupazione nazista inventò un gioco da tavolo, costruendone artigianalmente alcune copie per la sua famiglia, poi successivamente pubblicato: nel 2009, Super Farmer ha vinto il premio Side Award per il Miglior Gioco per Famiglie dei Best of Show assegnato da Lucca Games.

L’illustrazione di copertina è di Gianni De Conno. Il sito dell’autore.

Fabrizio Altieri, L’uomo del treno, Piemme 2017, 304 p., euro 15, ebook euro 6,99

Lontano da te

20 Gen

lontano-da-teQuesto romanzo non avrebbe nulla per essere pieno di luce: una ragazza nella spirale degli oppiacei, un’altra uccisa da un assassino freddo e spietato mai identificato, una terza scomparsa anni prima e mai più ritrovata, il peso dei segreti quando diventano bugie. Eppure è inaspettatamente luminoso e forte e finisce dritto tra le letture imperdibili di questo inizio di anno. Racconta in prima persona Sophie, appena tornata a casa da una clinica di riabilitazione in cui i genitori l’hanno praticamente rinchiusa dopo la tragedia in cui è stata coinvolta: era insieme a Mina, l’amica di sempre, una è stata uccisa, l’altra ferita. Sophie aveva in tasca un flacone di oppiacei, gli stessi a cui si era assuefatta per placare i dolori dovuti alle conseguenze di un incidente di qualche anno prima e per cui aveva seguito un programma di disintossicazione. Sophie è pulita, ma nessuno le crede; quando torna in città, ha un solo obiettivo: capire perché l’amica è stata uccisa, chi era la persona che doveva incontrare e di cui evidentemente si fidava, su cosa stava indagando, nello stage per il giornale locale e quale fosse la “storia grossa” che aveva tra le mani. Sophie deve fare i conti con Trev, il fratello di Mina, responsabile del suo incidente; con il fidanzato dell’amica; con il loro amore, cresciuto negli anni e sempre tenuto nascosto perché Mina non si sarebbe mai dichiarata al mondo come lesbica.

Tess Sharpe costruisce un romanzo che va avanti e indietro nel tempo, come se il lettore potesse seguire il filo dei ricordi della protagonista, che si impongono portati a galla da un oggetto, da una frase; il meccanismo è ben studiato e non disturba affatto questo alternarsi di capitoli sul momento presente e di altri che ripercorrono il passato. Ne nasce una riflessione potente sull’amicizia e sull’amore, sull’essere se stessi (la meraviglia del personaggio di Rachel) e sull’essere creduti. Il tutto in un giallo il cui ritmo si fa sempre più serrato e chiuso: la soluzione è vicina, ma è anche prossima; è l’insospettabile che viene a galla, la luce che si accende improvvisa sulla verità.

Il sito dell’autrice.

Tess Sharpe, Lontano da te (trad. di Alessandra Mascaretti), Fabbri 2017, 364, euro 17,90, ebook euro 6,99

Miracolo in una notte d’inverno

26 Dic


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Pubblicato nel 2012 nei Feltrinelli kids, passato varie volte in tv nella sua versione cinematografica (l’autore è del resto prima di tutto un brillante  scenografo)., ecco un romanzo che probabilmente non si può che apprezzare o odiare, senza troppe sfumature di mezzo. Il testo cerca di dare un’infanzia e una vita adulta a una figura mitica come quella di Babbo Natale e di certo l’autore riesce nel suo intento, costruendo un’epica minima intorno agli otto anni fondamentali nella vita di Nikolas Pukki, tra i  cinque anni in cui perde la famiglia la cui barca viene travolta dalla tempesta fino ai tredici in cui lascia il minuscolo villaggio di pescatori le cui famiglie lo hanno cresciuto ospitandolo per un anno ciascuna e finisce a bottega dal temibile Isak che ne affinerà in realtà le doti di falegname e di scultore.

Il libro ripercorre la vita solitaria del bambino prima e del ragazzo poi, fino alle sue scelte adulte: una crescita vissuta nel ricordo della sorella e nella conseguenza della tradizione che inaugura ancora bambino: la sua bravura nell’intagliare nel legno fa sì che ogni anno prepari dei giocattoli per i bambini del piccolo villaggio, da distribuire in dono la notte di Natale. La consuetudine rimane e col tempo Nikolas arriva ad annullare il proprio nome e la propria personalità, mantenendo vivo il personaggio di rosso vestito che confeziona giocattoli per i più piccoli.

Il romanzo, dati i temi che tocca (la morte, l’accettazione di sé e degli altri, il dolore e la sua potenza, ma anche la forza di trovare possibilità di vivere ancora), è ricco di quelle che potrebbero suonare come “perle di saggezza” o insegnamenti di vita non richiesti, per cui lo segnaliamo perché vi si astengano coloro che non sopportano il genere o lo ritengono eccessivamente mieloso 😉 Invece ci piace segnalare questo romanzo per quanti chiedono sovente indicazioni di libri da leggere ad alta voce, magari in classe, qualche pagina ogni giorno: questo è suddiviso in ventiquattro finestra, capitoli che segnano il tempo esattamente come le finestre di un calendario dell’Avvento. Lo potete tenere in considerazione per il prossimo anno e organizzarvi per condividerlo coi vostri lettori/ascoltatori proprio nel momento in cui si avvicina il Natale.

Marko Leino, Miracolo in una notte d’inverno (trad. di Rosario Fina), Feltrinelli Up 2016, 268 p., euro 15, ebook euro 9,99

Il club delle seconde occasioni

22 Dic

Cosa c’è di peggio che essere scaricati di punto in bianco dalla ragazza che si ama
disperatamente? Niente, River Dean ne è convinto al cento per cento. Perché è proprio quello che gli è capitato in un inaspettato pomeriggio di fine primavera: Penny l’ha mollato, senza una parola, una spiegazione. E senza nemmeno un passaggio a casa. Se n’è andata, lasciandolo da solo, a piedi, dall’altra parte di Los Angeles. River si mette quindi in cammino, deciso ad autocommiserarsi per il resto dei propri giorni. Finché un’insegna richiama la sua attenzione. Un’insegna che promette una Seconda Occasione a chiunque abbia il coraggio di mettersi in gioco. L’insegna di un gruppo di supporto per ragazzi problematici. Senza pensarci due volte, River si unisce al club. È pronto a tutto pur di guadagnarsi la sua seconda occasione. Anche a mentire spudoratamente e a innamorarsi, di nuovo. (Sinossi dal sito dell’editore)

5 reasons why

1 – una storia divertente, ma non scontata con pagine davvero esilaranti, che riesce a farci ridere e riflettere.

2 – si sento le influenze di almeno due grandi film nelle vicende di River :

Eternal sunshine of a spotless mind di Michel Gondry (di cui la copertina riprende evidentemente una scena 🙂 )

Fight Club di David Fincher, tratto da un libro di Chuck Palahniuk, ma il libro resta comunque un’opera originale.

3 – River è un instancabile bugiardo, ma è anche altrettanto fragile e disorientato: non potrete non prenderlo in simpatia.

4- Negli Stati Uniti non ci sono solo Wasp, ma esistono anche molte altre etnie, con le loro vite e le loro lotte, e in questo romanzo si da voce ad una famiglia ispanica.

5 – Il finale: non è banale, e anche se vi sembrerà che la vicenda vada in una direzione, alla fine riuscirà a sorprendervi.

Dana Reinhardt, Il club delle seconde occasioni (trad. A. Fortunato), De Agostini, 2016, pp. 288, € 14,90 (ebook € 6,99)

 

Il gomitolo azzurro

21 Dic

gomitoloUna nuova collana dedicata i più piccoli e ai lettori che si fanno indipendenti, con storie brevi in formato di quaderno morbido, dalla carta spessa e dai bordi arrotondati, con una buona scelta grafica che permette – a seconda dei titoli – di spaziare tra scelte stilistiche e tratti diversi: è Lilliput, della casa editrice Eli-La Spiga, i cui primi sei titoli sono arrivati da qualche mese in libreria e di cui parleremo qua e là nei prossimi post.

Intanto vi segnaliamo “Il gomitolo azzurro”, una storia che avanza a ritmo delle stagioni per soffermarsi sull’inverno nevoso (quindi adatta proprio a questi giorni!) con un andamento ripetitivo che piacerà ai più piccoli, permettendo loro di inserirsi nella lettura e ripetere insieme le parti identiche nelle diverse pagine.

In primavera, quando comincia a fare caldo, i pastori tosano le pecore: così ha fatto anche Isadora, sebbene di pecora ne abbia solo una, e ha ricavato un bel gomitolo presto tinto di azzurro.Passata l’estate, il tempo comincia a girare e ad annunciare l’inverno in arrivo, lei pensa alla legna per il camino, ma sempre rimanda la fornitura: tutti gli animali del vicino bosco infatti cercano riparo a casa sua e a lei non sembra vero di sferruzzare maglioni, berretti, sciarpe per tenerli al caldo. Poi ecco la neve: e come si fa adesso a raggiungere il paese? Sarà la generosità delle bestiole che ha aiutato a far sì che si possa accendere un bel fuoco, accompagnato da una buona merenda e da tante storie… che non guastano mai!

Questo titolo  è disponibile gratuitamente per essere sfogliato con iBooks su dispositivi iOS.  Un altro libro della collana, Dov’è la casa di gatto Nerone? di Pino Pace, con le illustrazioni di Isabella Grot, è acquistabile in formato ebook a 1,99 euro.

Il blog di Silvia Vecchini. Il sito di Ekaterina Trukhan.

Silvia Vecchini – Ekaterina Trukhan, Il gomitolo azzurro, Eli-La Spiga 2016, 32 p., euro 4,90

Girls

13 Dic

girlsEcco un romanzo che gronda di bellezza e poesia nel suo dire (grazie anche alla forza della traduzione, sicuramente) e che probabilmente non sarà semplice affrontare e proporre per alcuni adulti, visto che – come sovente ci diciamo – ci sono temi che a qualcuno non sono comodi e quindi tacere è più semplice. Di sicuro “Girls” non fa sconti e non lascia nulla al caso e al taciuto: si fa voce portatrice di dubbi, di paure, di sensazioni forti in cui il lettore cade come in una spirale insieme a Kim, la protagonista che narra in prima persona e che torna alla sua adolescenza grazie ad una voce nel telefono che riemerge dal passato. Kim prende allora a raccontare di tanti anni prima e della sua amicizia forte con Bella e Momo. Se ciascuna della amiche ha una passione e un modo di essere e di fare a caratterizzarle (il coltivare piante e l’aver cura per Bella; il saper ascoltare  e il saper creare partendo da qualsiasi stoffa per Momo), Kim sembra essere l’unica a non avere una peculiarità, ad essere in qualche modo senza forma proprio nell’età in cui è il corpo ad assumere una forma nuova che attira gli sguardi dei maschi, i loro commenti. Il romanzo ben descrive l’incapacità di reagire, l’impotenza delle tre ragazze e delle loro coetanee di fronte ai commenti, ai gesti, alla volgarità; il crescere in loro di una sorta di disgusto e di tentativo di reagire isolandosi, tentando di fare ancora più gruppo, di sentirsi protette dalle maschere e dai costumi delle feste che celebrano nella serra di Bella.

Proprio dalla serra viene la possibilità di capovolgere il mondo: una pianta sconosciuta che cresce a vista d’occhio e il cui liquido, se bevuto, anche solo una goccia, permette una trasformazione: le tre ragazze mutano di notte il loro corpo che diventa maschile e dà loro modo di sentire il mondo diversamente, di entrare a far parte di un gruppo di ragazzi che si trova di notte al parco. La scoperta dell’inaspettato e dello sconosciuto diventa in breve un gioco sul filo del rasoio: se Bella lo abbandona per concentrarsi sul lato scientifico della questione (da dove viene il fiore? come funziona realmente?), se Momo se ne chiama fuori, sottolineandone la deriva negativa, Kim ne è sempre più attratta. Non solo dal poter vivere in forma maschile, ma anche dal condividere il tempo con Tony, il cui magnetismo la spinge a partecipare ai furti che il ragazzo organizza. Kim non può fare a meno del nettare del fiore ed è prima di tutto la scoperta della sessualità e del corpo, il proprio e quello altrui, la considerazione dei comportamenti di altre ragazze alla luce di quello che lei e le amiche hanno patito, l’interrogarsi su cosa significhi davvero scegliere, in ogni ambito della vita.

L’incipit è perfetto: breve, coinvolgente, poetico. ma anche il resto non scherza 😉 La capacità di dire dell’autrice veste la narrazione di un abito poetico e insieme scarno nel senso più positivo del termine. Sicuramente si discuterà di questo libro, e ci si confronterà, ma lo penso imprescindibile.

Nota curiosa: il titolo originale dell’opera è “Pojkarna” che in svedese significa “ragazzi”.

A proposito dell’autrice. Il suo blog.

Jessica Schiefauer, Girls (trad. di Samanta K. Milton Knowles), Feltrinelli 2016, 173 p., euro 13, ebook euro 8,99

Montreuil 2016 /2. Libri animati, ebook o app?

7 Dic

Dal punto di vista dell’offerta digitale per bambini e ragazzi, anche al Salone di Montreuil si respira un calo di produzione o forse una pausa di riflessione rispetto all’entusiasmo degli scorsi anni, per cui ci sono meno proposte. O forse c’è chi ha resistito e lavora con alacrità per prodotti di più grande qualità.

soupe_couvDell’esperienza de La Carte à Lire vi avevamo già parlato lo scorso anno qui: rappresenta la possibilità di offrire un testo digitale acquistandolo in libreria e regalando appunto un cartoncino che riproduce la copertina del libro e riporta le istruzioni per scaricarlo sul proprio device e cominciare la lettura. La novità di quest’anno è l’aggiunta al già diversificato catalogo di quattro titoli che costituiscono l’inizio del La petite collection de la Chouette du cinéma, una serie di cortometraggi animati d’autore dedicati ai più piccoli, di una quarantina di minuti ciascuno, usciti nelle sale francesi dal 19 ottobre scorso. L’apprimerie, già nota per le sue applicazioni narrative di alta qualità (come Et si la nuit o classici come Le Horla e Viaggio al centro della Terra) ne ha curato anche il libro, in versione cartacea e in versione digitale. Per ora sono disponibili quattro titoli, ispirati a filastrocche o racconti tradizionali, come “la zuppa di sasso” o “il guanto” che tanti albi illustrati hanno ispirato. La versione digitale è accessibili su dispositivi Apple, Android e su pc  tramite Readium.

Due editori storici per ragazzi hanno invece realizzato alcuni libri cartacei che possono essere animati grazie all’utilizzo del tablet, in una lettura complementareo  grazie alla realtà aumentata, presentate a Montreuil nello spazio La Ruche Transbook. Albin Michel ha mandato in libreria la collana Historie animées: quattro titoli per ora, quattro albi illustrati da Magali Le Huche, Charlotte Gastaut, Édouard Manceau, Léna Mazilu con cui è possibile interagire tramite l’app dedicata. Sovrapponendo il tablet al libro si possono scoprire nuovi particolari e animazioni che si integrano con il cartaceo in modo differente a seconda del libro: in alcuni casi sono animazioni alle illustrazioni già presenti, in altri invece sono vere e proprie aggiunte che sviluppano l’azione.

Nathan invece ha pubblicato un albo di grande formato, Le grand Rendez-vous in cui è possibile ascoltare le storie scritte da Hubert Ben Kemoun nel momento in cui si sovrappone il tablet all’immagine che accompagna ciascuna dell 24 avventure, ambientate in diversi Paesi del mondo, il cui filo rosso è l’invito che ciascuno dei personaggi riceve.

In entrambi i casi, c’è da valutare quanto effettivamente rendano questi prodotti che rischiano di non essere carne né pesce rispetto a book-app o ebook ben fatti. Infatti negli albi Albin Michel l’animazione diventa nella maggior parte dei casi “solo” un divertimento in più; bisogna inoltre tener presente alcune eventuali difficoltà di utilizzo che erano evidenti anche nello spazio di Montreuil: la luce dei neon che influiva sulla percezione del testo nel momento in cui lo si inquadrava o la necessità di una connessione wi-fi buona e stabile per l’utilizzo dell’albo Nathan. Tutti intoppi tecnici che possono influire sul buon utilizzo dello strumento e far sì che i bambini si stufino ancor prima di aver portato a compimento l’esperienza di lettura e/o di ascolto.

Capolinea per le stelle

21 Nov

imageImmaginate un mondo in cui remoti sistemi solari sono collegati da tunnel attraverso i quali treni dotati di vita e sentimento in pochi istanti percorrono anni luce, passando di pianeta in pianeta, attraverso la devastazione lasciata da lunghe guerre di potere. Zen è un giovane ladro che vive con la sorella Myka e la madre in una città industriale poverissima, fino a che uno sconosciuto non gli propone una missione impossibile: trafugare un oggetto custodito sul treno della dinastia imperiale. Ad aiutarlo avrà solo Nova, che pur sapendo di essere un’androide sogna di essere un’umana. 

Zen, incapace di resistere all’emozione della scoperta e del viaggio, anche a costo di lasciarsi alle spalle il vecchio sé e i propri sogni del passato; Nova, l’androide che vorrebbe le lentiggini; Flex, l’artista clandestino celebre in tutta la galassia per i suoi disegni che decorano i fianchi dei treni interplanetari, così belli da sembrare vivi; i misteriosi Monaci Alveare, ammassi brulicanti di insetti capaci di creare l’illusione di una sembianza umana… (Sinossi dal sito dell’editore)

5 motivi per leggerlo:

1 – finalmente un libro di fantascienza che non sia distopico, ma un ritorno alla fantascienza più classica, fatta di idee visionarie e immagini molto potenti ( partendo dall’idea del deep web Reeve crea un mondo dove gli dei camminano tra gli uomini, ma altro non sono che intelligenze artificiali molto evolute).

2- se siete in cerca di un libro che faccia con la fantascienza quello che Stranger Things ha fatto con gli anni ottanta, qui ci andiamo molto vicino: citazioni e rimandi alla cultura sci-fi classica (da Bladerunner a Io Robot), ma anche nuove suggestioni ( i monaci alveare su tutto 😁).

3 – un’avventura non scontata, con un finale a sorpresa, dove non siamo mai certi di aver capito chi sono i buoni e chi sono i cattivi.

4 – Reeve è un grande scrittore (sua la saga delle Hungry City, ferma in Italia al secondo volume, ma speriamo che la serie TV che stanno girando sia da input allo traduzione dei capitoli restanti), mai banale e con una fervida immaginazione che vi saprà portare a tal punto dentro le sue storie  che prendere la metro non sarà più la stessa cosa ( e vi innamorerete di un treno 😜).

5 – Un grande omaggio alla street art e alla volontà di rendere bello anche quello che ci sembra non possa  esserlo.
P.s.: se state vedendo o avete visto la serie The expanse, questo libro potrà mitigare gli effetti dell’astinenza.

Philip Reeve, Capolinea per le stelle (Trad. A. Orcese), Giunti Editore, 2016 ,Pagine 384, € 16,00 (eBook €6,99)