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Vuoi provare l’arrampicata?

21 Ott

Catherine Destivelle, pluripremiata campionessa di arrampicata tra gli anni ’80 e ’90, tre volte campionessa del mondo, ha una casa editrice che pubblica libri sulla montagna e sta scrivendo e pubblicando una collana di libri su discipline da presentare ai bambini, come l’arrampicata e l’alpinismo. Mulatero, nella collana MUlatero Kids, traduce in italiano proprio il manuale sull’rrampicata che risulta una lettura ricca di informazioni e coinvolgente grazie al formato scelto: un mix di illustrazioni, fotografie di oggi e d’epoca, grafica accattivante. Il volume permette di avvicinarsi gradualmente, come in allenamento, alla nozione di arrampicata, alle regole, alla tecnica: si parla di magnesite, placche, tipi di roccia, posizioni di piedi e mani, materiali, calate e cadute, soste e tipi di nodo. Si parla anche della paura e di come addomesticarla e si conoscono i pionieri, i campioni, le vie storiche e imperdibili.

Sicuramente apprezzato da chi si occupa della disciplina e da chi vuole avvicinarsi, il manuale arriva a coprire un “buco” nell’edizione per ragazzi dove mancano testi interessanti su discipline sportive meno note, ma anche sulla montagna e il modo di viverla. Il piano editoriale di Mulatero fa ben sperare; in attesa delle prossime uscite intanto il lettore si può dilettare leggendo di questa disciplina, destinata a diventare olimpica a Tokyo 2020, per poi provare sul campo.

Catherine Destivelle – ill. Yannick Cambon, Vuoi provare l’arrampicata (trad. di Federico ravassard), Mulatero kids 2019, 120 p., euro 21

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La famiglia Volpitassi

19 Ott

Una nuova serie di fumetti per i più piccoli che qualche lettore già conoscerà perché da alcuni mesi va in onda su Rai YoYo la serie animata tratta dai libri di Brigitte Luciani e di Eve Tharlet che ha messo nelle illustrazioni la stessa delicatezza che conosciamo dai tempi dell’universo familiare di Paolino (Nord-Sud). Anche questa volta si tratta delle vicende di una famiglia, o meglio di una famiglia che va a comporsi: nel primo volume infatti il signor Tasso e i suoi due cuccioli offrono riparo a Rosie e alla sua mamma, due volpi che hanno visto la loro tana distrutta dai cacciatori. La convivenza diventa presto molto di più: il signor Tasso e la signora Volpe infatti decidono di fondare una nuova famiglia in cui i tre “quasi fratelli”, come dice Rosie, un po’ cmbinano guai e avventure insieme un po’ faticano ad abituarsi alle novità.

Copertina morbida, storie semplici e formato adatto ai lettori che hanno giusto imparato a leggere. Per ora sono disponibili due volumi.

Brigitte Luciani e Eve Tharlet, La famiglia Volpitassi: vol. 1 L’incontro – vol. 2 Scompiglio nella tana (trad. di Rosa Vanina Pavone), Il Castoro 2019, 36 pagine, euro 11 cadauno

Vera

17 Ott

Edizioni Corsare manda in libreria una nuova collana dedicata ai lettori che si muovono ormai autonomamente e che risulta molto interessante per il formato scelto: copertina rigida, ampio respiro del testo sulla pagina, illustrazioni che accompagnano.

“Vera” è una storia di amicizia dove il tratto di Marta Baroni riesce a catturare e rendere appieno il mondo descritto dalla nuova compagna di casse della voce narrante che tutti catalogano come grande bugiarda. Vera dice infatti di venire da Marte e di quel pianeta racconta con dovizia di particolari. Quando l’amico andrà a cercarla a casa perché da un po’ lei non viene a scuola, la troverà con una gamba ingessata e mette insieme i pezzi del racconto, partendo da quel paese dalla sabbia rossa da cui Vera col padre e il fratello ha preso una barca per partire.

Gli altri due titoli della collana per ora usciti sono Grili e rane di Barbara Ferraro (andate a vedere le illustrazioni di Alessandra Lazzarin), un racconto sulle avventure e le scoperte durante le vacanze dai nonni in montagna, e L’incanto, di Linda Serafini e Miriam Serafin, la cui protagonista si perde fantasticando in momenti tutti suoi che la portano lontana dalla realtà.

Claudia Sousa – Marta Baroni, Vera, Edizioni Corsare 2019,48 p., euro 12

La signora Lana e il profumo di cioccolato

17 Ott

Il nuovo romanzo di Jutta Richter è il primo di una trilogia che segue le avventure di due fratelli, Merle e Moritz, nel mondo dell’Incredibile alla ricerca della misteriosa signora Lana, in conflitto con i terribili Zannaguzza che vogliono rimpinzare i bambini di cioccolata per farli cadere in loro potere. Il mondo magico dell’Invisibile, dove i nani parlano in rima e le volpi d’argento danno una mano, non è sconosciuto ai bambini: il papà raccontava loro di Fanciullopoli (proprio come il papà dell’autrice le leggeva “I racconti di Fanciullopoli” di Hans Fallada) e quei racconti improvvisamente si ritrovano dietro la porta intagliata che una notte compare nella stanza al posto della solita porta bianca: è un attimo attraversarla e imemrgersi in un mondo magico, affascinante e pericoloso. Tutto succede però da quando la sera, visti i turni notturni della mamma in ospedale, i due fratelli sono affidati alle cure di una “dama di compagnia”, guarda caso la signora che possiede uno dei negozi della cittadina, misterioso quanto lei, e su cui girano voci terribili: il negozio nero di NUvaolana Wolkenstein inghiotte i bambini. Chi è davvero quella donna dagli occhi che cambano colore, dai golfini leggeri come intessuti di piume d’uccello, che sa esattamente a cosa pensa Merle e quali avventure stanno affrontando? Cosa sa del loro papà che da tempo non vive più con loro ma il cui programma radio ascoltano ogni sera rannicchiati sotto le coperte grazie a un ricevitore universale?

Con la consueta grazia, l’autrice costruisce un testo ritmato da ripetizioni che rendono perfetta la lettura ad alta voce, infila il mistero nel reale, parla del potere delle fiabe e del racconto (per fuggire ai nani i bambini devono ricordarsi come si comportavano i protagonisti delle fiabe che hanno ascoltato) e dice dela forza dei legami, in questo caso quello dei due bambini con un padre speciale, anche quando si nutrono di ricordi più che di presenza fisica.

Jutta Richter in video al recente Festival Tuttestorie a Cagliari.

Jutta Richter – ill. Gunter Mattei, La singora Lana e il profumo della cioccolata (trad. di Bice Rinaldi), Beisler 2019, 142 p., euro 14,90

Il segreto di Ella

15 Ott

C’è sempre una certa soddisfazione nel leggere i libri ben scritti, che filano dritti alla meta senza fronzoli e ti portano nel cuore della storia, fianco a fianco con la protagonista; anzi, in questo caso tu lettore ti senti davvero un po’ Ella e il suo senso di colpa diventa anche il tuo, come anche la sua voglia di essere accettata, di avere nuove amiche, di non essere sempre ai margini, come lei stessa dice.

Con una preziosa delicatezza, ma anche con estrema onestà, Cath Howe racconta di questa decenne trasferitasi in una nuova città che non perde l’occasione di diventare amica della più popolare (e antipatica) della classe, pur rendendosi conto che questa la sfrutta per il proprio perverso gioco di prendere in giro e colpire negli affetti più cari un’altra compagna. Ella si trova così a spiare Molly, triste, grigia, silenziosa e misteriosa ma che di lei si fida come si fa con gli amici veri. Dall’errore, dal riconoscerlo e dal chiederne scusa passa il mettersi a nudo di Ella che tormenta le sue mani e la sua pelle tanto quanto la vicenda da poco toccata alla sua famiglia tormenta il suo animo: il padre ha commesso un illecito sul lavoro ed è in carcere. Anche in questo romanzo, come è successo recentemente nei libri per ragazzi tradotti in italiano, ha grande spazio la fotografia, attività a cui Ella quasi letteralmente “si appende” per tentare di uscire dai pensieri di ogni giorno e in cui eccelle: la capacità di vedere va oltre un’obiettivo, un’inquadratura e ha a che fare col comprendere, col mettersi alla stessa altezza.

Ogni capitolo si apre con una lettera che Ella scrive al papà, cercando di raccontargli il quotidiano per dire anche quanto lui le manchi e quanto sia difficile non parlare di lui: la mamma lo ha vietato, mentre per la ragazzina sarebbe normale pensare al papà mangiando il suo cibo preferito

o facendo qualche gioco, riprendendo qualche abitudine comune. E ci sono alcune righe finali del papà, luminose per la storia; una storia proprio onesta che dice di come sia la vita. Ho letto questo libro di getto, nelle ore che precedevano la sentenza spagnola sui politici catalani in carcere da due anni: non ho potuto non pensare alle lettere che Oriol Junqueras, il vicepresidente della Generalitat de Catalunya, ha scritto ai suoi bambini Lluc e Joana e che sono state raccolte in un libro, pubblicato a inzio anno dopo il successo dell’uscita allegata a una rivista di storia lo scorso dicembre. Nei mesi scorsi un albo, questa volta italiano, ha provato a raccontare la distanza fisica quanto emotiva tra un padre lontano (non necessariamente legata a una condizione di carcerazione, ma immaginabile anche per questa situazione) e un figlio: si intitola Dimmi, col testo di Anselmo Roveda e le illustrazioni di Chiara Bongiovanni, che dicono di una scelta precisa di non connotare, ma di evocare quel dialogo fragile e delicato attraverso la presenza di un pesce un uccello che si girano intorno e che provano a sottendere anche quello che rimane sospeso, quello per cui è difficile trovare parole o per cui, forse, ne bastano, quando servono, poche davvero. Perché si sa.

Cat Howe, Il segreto di Ella (trad. di Gioia Sartori), Terre di Mezzo 2019, p. 250, euro 10

Anselmo Roveda – Chiara Bongiovanni, Dimmi, Pulci volanti 2019, 48 p., euro 15

Fuga in soffitta

7 Ott

fuga in soffittaIl lettore ha tra le mani un dettagliatissimo diario, scritto dalla quattordicenne Anouk che ha deciso di scappare di casa: la spingono la singolare situazione della sua famiglia (vive in Alsazia con padre e sorella minore, mentre la madre lavora su un’isola al largo della Norvegia e torna raramente), l’insostenibilità dell’ambiente scolastico dove viene presa in giro in particolare dalla sua ex migliore amica e l’essere in una vita di cui non si sente parte. Però è metà dicembre, tutti gli ostelli della città sono presi d’assalto dai turisti in visita ai mercatini natalizi, fa un freddo cane: Anouk fugge senza uscire di casa, rintanandosi nella soffitta che il padre ha in parte ristrutturato. Lì scrive il diario, annotando le sensazioni della casa vuota, le conversazioni al piano di sotto, l’evolversi delle sue ricerche, l’ingegnarsi per mangiare, scaldarsi, farsi consegnare a casa la spesa.

Il libro presenta una serie di situazioni in cui le persone riconoscono o ammettono di non ritrovarsi: in un certo modo di vivere, nei ruoli prefissati, in quel che gli altri si aspettano da te. E anche una riflessione sulle scuse che le persone accampano per non cambiare. Non è a suo agio la protagonista, ma nemmeno sua madre che non si sente tagliata per il ruolo di genitore, e manco Elliott, il fattorino che consegna la spesa e riconosce la ragazza scomparsa la cui foto è sui volantini: è lui la figura che nel romanzo riesce ad evolvere, a cambiare, a fare quello che vuole davvero nella ricerca di un modo di vita davvero suo.

Il romanzo ha una conclusione forse un po’ rapida e rosea, ma ha il pregio di essere molto divertente, ben scritto e di essere veloce. Edt pesca questo libro tra le uscite delle Éditions du Rouergue, uno dei migliori cataloghi di libri per adolescenti d’Oltralpe che, negli anni, hanno costruito un’ottima scelta di testi vestiti con una grafica che cattura l’occhio e non delude. Sono molti i loro libri, specie della collana “doado”, che sarebbe bello trovare in traduzione italiana.

Coline Pierré, Fuga in soffitta (trad. di Claudine Turla), Edt Giralangolo 2019, 121 p., euro 12,50

La povera gente

5 Ott

la-povera-gente-9788832070149L’albo che segna l’esordio editoriale dell’illustratrice Chiara Ficarelli incanta: la profondità del buio, il modo che la luce ha di illuminare rughe e pieghe, impreziosiscono sicuramente il testo di Lev Tolstoj che condensa in poche righe, senza alcuna volontà di insegnamento o di moraleggiamenti, il concetto quanto mai attuale di solidarietà.

Jeanne è la moglie di un pescatore che attende il suo ritorno; ha riempito le ore con i gesti quotidiani, ma quando è sceso il buio e con lui la tempesta ha cominciato a temere il peggio. Teme la miseria per lei e per i bambini, se rimanesse vedova, ma teme soprattutto lo spezzarsi del loro legame e la perdita del reciproco amore. L’angoscia per la sorte di Paul le richiama alla mente (o forse potremo dire, non cancella il pensiero per) la vicina ammalata che però trova morta; si fa carico allora dei due bambini e li porta a casa, col pensiero costante della reazione del marito a quel suo gesto immediato e spontaneo.

Come già detto è la luce a sottolineare tutto, a dare voce anche a quel che non è detto: una finestra illuminata nella notte, una candela che rivela, il calore del camino, l’alba su tutto.

Lev Tolstoj – ill. Chiara Ficarelli, La povera gente (trad. di Igor Sibaldi), Orecchio Acerbo 2019, 36 p., euro 15

I 28 giorni

3 Ott

I_28_GIORNIIn una quarantina di pagine, accompagnata dalle illustrazioni dall’azzeccato stile di Ilaria Urbinati, Lia Celi prova a spiegare le mestruazioni: lo fa per voce di Vera che, sulle soglie della pubertà, si interroga su mille cose e invetabilmente anche su quelle “cose” lì. La sorella maggiore pare fare una tragedia dei giorni del ciclo, i genitori divagano, i suoi compagni di calcio (tutti maschi) la prendono in giro. Che non sia una passeggiata lo sa pure lei: le stanno spuntando le tette che le rendono difficile pure praticare il suo sport preferito e improvvisamente trova il suo amico Clovis molto carino, persino se profuma di cane pulito. Sarà l’erborista che la conosce da quando è piccola a spiegarle la natura delle cose e a farlo senza troppi misteri né tragedie, ma semplicemente parlando di quel che succede, come parte dell vita da ragazza di Vera.

Usando la prima persona, l’autrice ne fa un discorso ad altezza Vera, con tutti i dubbi, le domande ed esprimendo il punto di vista della protagonista a confronto con chi ha accanto. Riesce così a mettere in fila tutte le informazioni necessarie, ma anche a sfatare falsi miti, in un agile vademecum in forma di racconto che pùò servire come primo approccio ad ulteriori approfondimenti. Con un plauso per le carte di guardia che disegnano le quattro fasi dei 28 giorni.

Lia Celi – ill. Ilaria Urbinati, I 28 giorni, Librì progetti educativi 2019, 46 p., euro 10,90

La tredicesima fata

30 Set

Kaye Umansky ama il mondo delle streghe e si diverte molto a giocare sulle interpretazioni delle fiabe: pensate alla serie dedicata a Puzzy la strega suciona, ma anche a La strega più cattiva del mondo (Sinnos 2013) dove Hansel e Gretel aiutano Malumore a conquistare il titolo di strega più cattiva del mondo oppure a “Dalla parte delle sorellastre” (Sinnos 2008) con evidente riferimento a Biancaneve.

Qui Grimbleshanks racconta le sue peripezie in un mondo dove le altre fate si chiamano Bucaneve, Rosa, Malva e via così, dove lei è l’unica a vestirsi di nero e viene messa da parte, mai considerata. Non è stata invitata al matrimonio reale e nemmeno al battesimo della nuova principessa; del resto sarebbe la fata numero 13 a tavola e porterebbe sfortuna. Quando le colleghe le sventolano sotto il naso l’invito dorato a nulla serve la saggezza del corvo che abita con lei: Grimbleshanks si precipita al battesimo con una potente maledizione da lanciare. peccato che tutto si ingarbugli; le sue intenzioni non erano quelle di addormentare per cent’anni la principessa, ma solo di farsela amica. Nell’attesa non resta che imparare a suonare sassofono e chitarra e mettere su un bel complessino col corvo, Miss Trippa, Miss Interiora e Miss Buonsenso!

Breve e divertente, in caratteri ad alta leggibilità e adatto alla lettura ad alta voce.

Kaye Umansky – ill. Stefano Tambellini, La tredicesima fata (trad. di Francesco Piperno), Biancoenero 2019, 63 p., euro 8

L’albero al centro del mondo

26 Set

Essere il fratello di mezzo non è semplice, specie se come Marnus non brilli come il tuo fratello maggiore, asso del rugby circondato da ragazzine adoranti, e il minore, piccolo genio fuori dal comune. Marnus viene costantemente preso in giro e costretto a sobbarcarsi i lavoretti in casa che gli altri due schivano; i suoi tredici anni non gli sembrano nulla di che. Fino al giorno in cui una ragazzina si presenta alla porta chiedendogli di firmare una petizione e lo trascina a vedere l’oggetto della sua battaglia: un grande albero nel parco che gli addetti del comune hanno ordine di abbattere. Così, improvvisamente, Marnus si trova a passare le giornate sull’albero e a dormici ai piedi, finisce sulle pagine del giornale locale e abbraccia una causa che pian piano conquista sempre più persona. Ma sull’albero impara a conoscere Leila, o almeno ci prova, e il motivo per cui quell’albero per lei tanto conta. E dall’albero ha una nuova prospettiva, un nuovo punto di vista sui suoi genitori, sui meccanismi che governano il mondo, su certe battaglie che per alcuni sono piene di passioni e per altri occasioni da sfruttare a proprio vantaggio.

Un libro breve, che si legge facilmente e si svolge nell’arco di una manciata di giorni, e che porta in Italia Jacobs, il più prolifico autore afrikaner per ragazzi.

Jaco Jacobs, L’albero al centro del mondo (trad. di Marina Mercuriali), Rizzoli 2019, 192 p., euro 15, ebook euro 7,99