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Lo zoo di pietra

30 giu

cerise_lo zoo di pietra Confesso subito: ho una passione folle per Cerise, fin dalla sua prima avventura uscita in Francia per la collana Métamorphose delle  Éditions Soleil nel 2012 e vederla ora pubblicata in italiano è davvero una gioia. La collana Novellini di Panini Comics, dedicata ai ragazzi e nata nella consapevolezza che esista un catalogo di letteratura grafica per ragazzi ancora altamente inesplorato, almeno a livello nazionale, sta regalando fin dalle prime uscite (ne parleremo prossimamente) delle piacevoli sorprese che la mettono in primo piano tra quanto di qualità è da tenere d’occhio per offrire il meglio ai giovani lettori.

La serie di Cerise, vincitrice col secondo tomo della Fauve Jeunesse al Festival di Angoulême 2014, rappresenta sicuramente una scelta non scontata come uscita editoriale: protagoniste femminili e una struttura affascinante che mescola diario e fumetto. La protagonista Cerise, dieci anni, racconta in prima persona e scrive perché sogna di diventare una scrittrice: lettrice onnivora, si diverte ad osservare le persone intorno a sé, convinta che ciascuno custodisca un segreto che ne caratterizza i modi e l’essere. Per questo forse ama anche investigare e la sua mamma le ha comprato un diario: qui annota le avventure in compagnia delle amiche Line e Erica e quel che le insegna madame Desjardins, scrittrice che vive nel suo stesso paese. Cerise introduce l’avventura e poi il racconto vira in azione e si fa fumetto, per tornare in forma di diario, colorato e fitto, per riflessioni e conclusioni.

Nella prima avventura della serie, che permette di conoscere lei e il mondo che la circonda, è Line a vedere per la prima volta un uomo misterioso che esce dal bosco ricoperto di vernice. Le tre sono nella loro capanna segreta su un albero: già, perché si tratta di avventura vera, libera e spensierata, e di combinarne una ad ogni occasione buona. E si tratta anche di amicizia vera, di incomprensioni, piccoli litigi, di gioia e fatica di crescere, di semplice complessità dell’animo umano. Cerise ha un buon occhio osservatore e certo il suo è un ottimo punto di vista per saper vedere, oltre che guardare, il mondo. Ricordate Harriet di “Professione? Spia!” di Louise Fitzhugh (Mondadori, 1989), uno dei primi volumi della collana Gaia junior? Ecco, Harriet e Cerise, al di là delle differenze generazionali, avrebbero molto da dirsi! Definita “superbe” ad Angoulême, spero vi conquisterà e troverà posto nelle proposte e nei percorsi di lettura prossimi.

Il blog (e il precedente blog) di Aurélie Neyret. A proposito di Joris Chamblain e la sua pagina FB. Un’intervista agli autori.

Joris Chamblain – Aurélie Neyret, I diari di Cerise 1. Lo zoo di pietra (trad. di V. Vitali), Panini Comics 2015, 80 p., euro 15,90, ebook euro 6,99

Milano Millestorie

29 giu

MilanoMillestorieTra le tante guide per bambini relative a Milano pubblicate negli ultimi mesi, abbiamo parlato di quella edita da Panini in cui Pimpa fa da cicerone, ma possiamo ricordare anche “La mia Milano” di Ferrero, Fuga e Labianca (Electakids) e l’ottimo ebook Milano ad altezza bambino, realizzato da Rottermaier e Tangerine Lab per De Agostini. Il progetto Babalibri prevede invece di raccontare la città attraverso una serie di storie: ci sono sette percorsi che corrispondono ad altrettanti quartieri e colori e per ciascuno si raccontano episodi speciali, personaggi, curiosità e si approfondiscono particolari negli specchietti colorati. Quando si parla di un fatto storico, si ritrova nella pagina anche una linea del tempo che permette di posizionarlo adeguatamente nel periodo in cui è avvenuto. Si può procedere linearmente oppure sfogliare alla ricerca di quel che colpisce di più, in un accattivante mix di illustrazioni e riproduzioni fotografiche. Da Bruno Munari alla Chiesa del mal di testa, dallo sciopero dei sigari ai musei a cielo aperto, dalla battaglia navale ai maiali a zonzo per le vie della città… ecco di che incuriosire non solo chi arriva in visita, ma anche gli stessi bambini milanesi che di certo non conosceranno tutti gli episodi e i luoghi scelti e inseriti tra queste pagine.

Al fondo c’è un supplemento in bianco e nero che contiene la traduzione dei testi in inglese.

Il sito relativo al progetto, registrandosi al quale e inserendo il codice che si trova su ogni copia del libro è possibile accedere a contenuti extra: mappe, percorsi speciali, quindici audiostorie da scaricare in mp3 relative a personaggi vari (dai fratelli Colla a Tex Willer, da Beatrice d’Este a Liliana Segre, da Giuseppe Verdi a Enzo Jannacci). Peccato che consultando il sito da smartphone contenga banner con giochi e rimandi ad acquisti in-app.

Il sito di Giulia Orecchia che ha realizzato le illustrazioni per questo libro.

Patrizia Zelioli – Giulia Orecchia – testo in inglese di Elisabetta Gnecchi Ruscone, Milano Millestorie, Babalibri 2015, 192 p., euro 16,50

Sulla collina

25 giu

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La collina del titolo è il luogo dove si svolgono le avventure dei protagonisti di quest’albo, bambini abituati a giocare in libertà selvatica, a disporre del loro tempo e ad accordarlo con la propria inventiva trasformando la scatola di cartone che ciascuno si porta dietro in una nave di pirati, un destriero, un’astronave. Uto e Leo sono grandi amici da sempre e sanno stare bene in baldoria ed in silenzio. Un giorno però sulla collina arriva Samu: li ha osservati da lontano e per parecchio tempo, ha capito che per entrare a far parte della banda serve uno scatolone che si è prontamente procurato e probabilmente si è armato di tutto il coraggio che ha per chiedere ai due di poter giocare con loro. Ma mentre Leo è gentile e disponibile, Uto patisce il nuovo arrivato, un po’ si sente escluso, un po’ si esclude da sé e la gelosia vince su tutto.

Gelosia, ma anche nostalgia dei giochi con Leo, fino a quando gli viene offerta un’opportunità tutta nuova: gli amici lo solleticano non con uno scatolone, ma con una sorta di mega macchina speciale e dotata di ruote su cui si può giocare a lanciarsi nello spazio, a proiettarsi verso il cielo e persino bere limonata. Insomma, gioco nuovo e modo nuovo: il ritmo a due diventa ritmo a tre e Uto ben si accorda a ciò che è – appunto – cosa nuova, amicizia diversa rispetto alla precedente, senza necessità di confronti, ma pronta a essere vissuta per quel che è, piena di nuove avventure.

Il sito dell’illustratore, autore dell’albo La balena della tempesta, sempre Edt Giralangolo, il cui tratto ritrovate anche in una recente uscita Emme Edizioni: “Orazio Maisazio” col testo di Elli Woollard, storia di un gigante deciso a mangiarsi qualche bambino che dovrà ripiegare su una succulenta torta.

Linda Sarah e Benji Davies, Sulla collina (trad. di Anselmo Roveda), EDT Giralangolo 2015, 34 p., euro 13,50

Yum! Il cibo in tutti i sensi

24 giu

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La parata di forchetta sulle carte di guardia – di fogge, manici e anche età diverse – invita a preparare la pancia per quel che verrà, ma in verità il lettore deve preparare gli occhi (per gustarsi le illustrazioni e non solo) e tutti i sensi che vengono coinvolto nel viaggio, originale in questo periodo di Expo, che racconta di colori, sapori, curiosità; che stuzzica mica solo l’appetito e che alla fine invita a “facciamo che eri l’oca”, per cui se vi procurate dado e pedine potete immaginare di finire prelibato paté o imbottitura di piumino.

Si procede appunto in ordine di sensi per parlare di colori, profumi che vengono da lontano, rifiuti ed etichette; per dire dei buchi, dei cibi inventati (come i cornflakes e il cono gelato), delle usanze nei diversi Paesi. I cibi non hanno patria e non conoscono confini, si dice nel libro, possono essere un ottimo modo per conoscere il mondo e la storia del mondo a volte li ha influenzati al punto di far la carota arancione nella seicentesca Olanda degli Orange. Il cibo lascia il segno, e mica solo sulle lingue colorate che appaiono nelle prime pagine: semina briciole e riferimenti nelle storie tradizionali, segna memoria e ricordi, fa appassionare, incuriosisce. Proprio come questo libro, che è bello già per come è fatto e pensato; che fa brontolare lo stomaco e insieme solletica la voglia di saperne di più, di andare a cercare altre notizie, altre storie partendo da qual che mette in pagina e magari pure assaggiare qualcosa che lì e citato e che ancora non conosciamo.

Il sito di Pia Valentinis.

Giancarlo Ascari – Pia Valentinis, Yum! Il cibo in tutti i sensi, Panini 2015, 63 p. euro 16,50

Pierre detective. Alla ricerca della Pietra del Labirinto

23 giu

pierre detective

Amate le sfide, aguzzate volentieri la vista in cerca del più piccolo particolare, avete passato ore nel tentativo di trovare Wally con la sua maglia a righe o vi siete persi la torta disegnata da Thé Tjong-King distratti dai tanti personaggi intorno? Ecco allora un libro che vi terrà occupati per un bel po’ di tempo, visto che somma una serie di sfide niente male: individuare un labirinto in ogni pagina e riuscire a percorrerlo seguendo il percorso più breve e arrivando accanto a Mister X, cercare gli oggetti nascosti, raccogliere le sfide supplementari e soddisfare le richieste di vari personaggi, arrivare in fondo vittoriosi per scoprire che vi aspettano altri quiz “veloci” (per così dire!).

Il tutto è ambientato a Opera House e l’avventura – è proprio il caso di dirlo – comincia in un garage di periferia dove vive Pierra, detective del labirinto, che, aiutato da Carmen, riuscirà a riportare al museo la preziosa pietra sottratta da Mister X. Ogni grande doppia pagina è un ambiente diverso: trovate il porto, la miniera, la città in festa, il mercato sotterraneo, il caffè all’aperto, ma anche un magnifico volo di mongolfiere, una diversa dall’altra. Ad ogni ambiente corrisponde un labirinto e una serie di ricerche e richieste. La vera sfida è quella di rimanere concentrati sul proprio obiettivo perché è davvero facile farsi attirare da un particolare, da una certa situazione, perdersi dietro un certo personaggio, immaginare cosa sta succedendo in quel momento in un determinato angolo della città. Così facendo però potete far durare questo libro per tanto tempo, lasciarlo e poi riprenderlo, sfidarvi a trovare qualcosa che ancora non avete notato o semplicemente incantarvi davanti alle sovraffollate, ricchissime, folli illustrazioni.

Hiro Kamigaki on Pinterest. Lo studio IC4DESIGN con le pagine dedicate a Pierre (solo in giapponese :-( )

Chihiro Maruyama – Hiro Kamigaki & IC4DESIGN, Pierre detective. Alla ricerca della Pietra del Labirinto (trad. di Milena Archetti), Electa Kids 2015, 36 p., euro 19,90

Essere o apparire

19 giu

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Un poema illustrato, per seguire la scia di sassi colorati e lanciarne uno come la protagonista per colpire il centro. Un poema per fare centro e per andare al cuore di chi ci sta davanti. Dice la protagonista della sua fronte ampia, del suo naso piccolo, delle sue orecchie a chiave di fa e via così; dice della sua fronte che eppure ha qualche idea che gira dentro, del suo naso dal fiuto eccezionale, delle orecchie che non distinguono le note. Già, perché non tutto quello che appare poi è davvero come sembra.

Un poema per parole e collage per dimostrare di essere diversi da quel che si può immaginare e per invitare alla scoperta: un lungo viaggio, un viaggio “da quello che sembro a quello che sono”, un percorso che porta là, al centro per vedere davvero chi si ha di fronte.

Un albo essenziale in tutto, scarno nelle parole e nei tratti che evocano, scarno con bellezza nel suo invitare a cogliere l’essenziale delle persone e delle cose, a guardare al di là, a non scoraggiarsi nell’impresa anche quando sembra lunga. Da non perdere.

A proposito dell’autore. Il sito di Isol.

Jorge Luján – Isol, Essere o apparire (trad. di Sara Ragusa), Terre di Mezzo 2015, 22 p., euro 12

Fai finta che io non ci sia

18 giu

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C’è un ingrediente magnetico, quasi ipnotico, nella storia di Mila che non ti lascia abbandonare le pagine fino a che non sei arrivato all’ultima, cercando di comprendere cosa ci sia alla base della scomparsa dell’amico di famiglia, aspettandoti forse chissà che e ritrovandoti a pensare all’umanità, complessa e insieme semplicemente imperfetta.

Mila ha dodici anni, lo stesso nome di un cane di famiglia e del terrier ha anche il fiuto e la determinazione; si ritiene davvero in gamba nel risolvere enigmi, nel dedurre, nel tracciare linee tra gli indizi e anche nell’aver cura di suo padre, con cui sale su un aereo che da Londra la porta negli Stati Uniti per trascorrere le vacanze di Pasqua con la famiglia del miglior amico del padre. Pochi giorni prima della partenza, però, la moglie di Matthew avvisa della sua scomparsa. Mila e Gil partono comunque, spinti in qualche modo dalla sensazione che lo ritroveranno, che non si può sparire così proprio quando sai che arriva qualcuno importante per te. Eppure Mila si trova di fronte a un vuoto che si percepisce in casa, nel muoversi di un cane e di un bambino, ed è un vuoto voluto, di un uomo che scrive in un messaggio, come unica traccia, di non essere da nessuna parte.

Il viaggio verso una casa che Matthew possiede nei boschi del nord diventa un immergersi nella natura, nella bufera di neve di aprile, ma anche nel passato: inattesi incontri, svelamenti su episodi che hanno segnato ciascuno e occhi nuovi con cui guardare la situazione e gli adulti che la circondano. Insieme Mila parla di sé, della fatica di crescere, dell’amicizia con Catlin così forte in passato così in bilico ora, della sua famiglia, di quell’intreccio di affetti dove si è comunque in tre, anche quando non si è tutti insieme, e delle famiglie degli altri. Trovando sempre nuovi angoli nascosti, nuove rivelazioni, nuove cose, proprio come esplicita: Stiamo cercando Matthew, ma continuiamo a trovare altre cose.

È un flusso continuo quello che l’autrice (complice anche una superba traduzione) offre al lettore: Mila parla in prima persona e inanella i suoi pensieri e i dialoghi con chi la circonda spesso senza segni che li identifichino immediatamente come tali, creando un attimo di spaesamento a cui poi ci si abitua, prendendo il ritmo della narrazione e accordando il proprio passo a quello della dodicenne. Oltre tutti gli altri argomenti sfiorati tra le pagine, il romanzo offre una fantastica riflessione sulla lingua e sull’arte del tradurre: Gil, il padre della protagonista, è infatti un traduttore dal portoghese all’inglese e spesso la figlia (di cui tutti negli States amano l’accento e lei non capisce il motivo) inserisce dei passaggi in cui riflette sulle lingue, sulle persone che non hanno una madrelingua, arrivando a porre in parallelo quel che sta vivendo. Rendendosi conto che il padre sa più di quello che dice, Mila vorrebbe che le traducesse la storia di Matthew e delle persone che hanno incontrato, scritta in una lingua che lei non capisce, ben sapendo che la situazione più faticosa di tutte è quella in cui la storia viene da un posto in cui il traduttore – per quanto si sforzi di camminare accanto all’autore – non riesce ad andare.

Qualche giorno fa vi dicevo della miglior lettura dell’anno fino ad ora; ecco, questo romanzo le si siede subito vicino e sgomitano, quanto sgomitano. La poesia racchiusa nel modo in cui Meg Rosoff dà voce a Mila è penso senza pari.

Il sito dell’autrice.

Meg Rosoff, Fai finta che io non ci sia (trad. di Stefania Di Mella), Rizzoli 2015, 250 p., euro 15, ebook euro 6,99

Muschio

16 giu

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Ci sono tanti modi e angolazioni diverse per narrare di un tema importante come la guerra, in questo caso la Seconda Guerra Mondiale in tutti i suoi aspetti: invasione, bombardamenti, fame, campi di concentramento, paura, ritorno alla pace e ripresa della vita quotidiana nonostante tutto. Il catalano David Cirici sceglie la voce di una cane, Muschio, che gli permette di offrire al lettore un particolare punto di vista sugli avvenimenti e sulle persone che gli ruotano intorno, quelle più prossime e quelle che esemplificano in qualche modo i vari aspetti della situazione di difficoltà.

Muschio insegue i ricordi sul filo degli odori, in particolare quelli che gli riportano alla mente Janinka, la bambina con cui è cresciuto, e suo fratello Marek. parla della sua casa, in cui vivevano i due bambini con i loro genitori, e ricorda quel che amava di quei giorni, falsati dai primi allarmi e dalle fughe nel rifugio e poi annientati definitivamente dal bombardamento che spazza via casa e famiglia. Muschio diventa allora un cane di strada; con una banda di altri cani affronta e condivide l’avventura di procurarsi del cibo, di finire in un circo come preda di un leone, di essere venduto ai soldati per abbaiare quando i prigionieri si avvicinano nel campo alle reti di filo spinato. Ma Muschio e Menta si lasciano addomesticare da un prigioniero e seguono la sua fuga verso la libertà e la pace ritrovata, per poi riprendere con lui, il filo dei giorni, gravati dal peso dei ricordi, e dall’inattesa di gioia di ritrovare volti e mani e coccole amate.

Attraverso la descrizione canina, lieve e insieme onesta, l’autore affronta il tema della guerra nelle sue diverse tragedie, accompagnato a perfezione dalle illustrazioni di Federico Appel che danno muso e volto ai protagonisti: non perdetevi i tanti animali raffigurati, i cani che vien voglia di accarezzare, il cinghiale che “fuma”, le facce quanto mai espressive. Il romanzo breve affianca al pregio di dire in modo bello temi importanti e tragici la capacità di una narrazione fluida e coinvolgente: provate a leggere ad alta voce le pagine iniziali e catturerete chi vi ascolta. Di certo un’uscita editoriale felice, anche per i lettori intorno ai dieci anni che trovano finalmente un buon libro adatto a loro, di qualità nella scrittura (e nella traduzione) e nelle ilustrazioni che lo accompagnano.

Il blog dell’autore che con questo libro ha vinto il Premio Edebé 2013.

David Cirici – ill. Federico Appel, Muschio (trad. di Francesco Ferrucci), Il Castoro 2015, 111 p., euro 13,50

La storia di Robert dai calzini rossi che si innamorò della strega

15 giu

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Robert il carbonaio effettua volentieri consegne al numero 35 di via della Farmacia perché la signora Schlott ha sempre delle storie da raccontare e ciascuna legata a uno dei tanti oggetti che ha accumulato in casa. Quando vien fuori una collezione di calze, la signora Schlott comincia a narrare della strega che vive nel bosco, vicino alle tre querce, che raccoglie fiori e frutti in ogni stagione e che sferruzza calze di lana rosse convinta che facciano camminare molto più velocemente di quelle marroni. Sono rosse anche le calze che la vecchina regala a Robert, non tanto magiche quanto – dice – calze che aiutano a ricordare. Di sicuro fanno sognare e fanno un po’ di solletico e comunque spingono Robert ad addentrarsi nel bosco oltre i campi dell’azienda agricola per arrivare a una casetta dove una donna fa magie come frittelle ai mirtilli, corone di fiori, torte e temporali nel tentativo di riuscire prima o poi a vincere la bestia uggiosa della malinconia che deve essere ricacciata nello stagno.

Storia circolare dal sapore di fiaba, dove la magia sta dove non te lo aspetti, dove bisogna saper riconoscere la verità; storia che racchiude altre storie, della giusta misura per leggersela insieme ad alta voce in un incontro di lettura (mettete in cantiere per il prossimo anno scolastico!).

Il sito dell’autrice.

Jutta Richter – ill. di Jörg Mühle, La storia di Robert dai calzini rossi che si innamorò della strega (trad. di Alessandro Peroni), Salani, 88 p., euro 10, ebook euro 6,99

Cornabicorna contro Cornabicorna

11 giu

CornabicornaControCornabicornaQuando parliamo di albi che funzionano sempre (o comunque al 99%!) sappiamo che ognuno ha il suo tesoretto di storie da utilizzare a colpo sicuro, utili soprattutto in quelle occasioni in cui non si conosce ancora la classe che è venuta in biblioteca o in cui si ha di fronte un gruppo di lettori eterogenei che partecipano ad un incontro a partecipazione libera. Tra questi sicuramente la serie di Cornabicorna, che va ad arricchirsi del terzo volume, e che permette anche – nel caso di letture cadenzate nel tempo con il medesimo gruppo – di creare attesa rispetto alla storia e di tendere un filo rosso tra gli incontri grazie al medesimo personaggio.

Dopo i precedenti Cornabicorna (2012) e La vendetta di Cornabicorna (2014), torna il personaggio di Pietro che continua ad odiare le minestre alle prese non con una, ma con ben due streghe. Tutta colpa dei suoi adulti che, come sottolinea lui, non sono manco in grado di vedere una strega in una zucca: la mamma affetta la cucurbitacea in cui era stata trasformata Cornabicorna nell’avventura precedente ed ecco che si fa realtà il detto “Zucca tagliata, strega raddoppiata”. Decise a trasformare il bambino in una succulenta minestra, le due finiranno per accapigliarsi vantando ciascuna di essere quella originale e si distruggeranno a vicenda.

Il testo presenta un’ottima carrellata di insulti, di quelli dove la fantasia si ingegna per prendersela con qualcuno senza mai utilizzare una parolaccia, come già avevamo sottolineato nel caso dell’albo Due mostri e come nel romanzo Dakota dalle bianche dimore di Ridley (Salani, 1992; in commercio c’è un’edizione del 2008 oppure andate a cercarlo in biblioteca). Un crescendo di epiteti che fa ridere i bambini; potete sfidarli a trovarne di nuovi, gentili ma pungenti!

Magali Bonniol – Pierre Bertrand, Cornabicorna contro Cornabicorna (trad. di Federica Rocca), Babalibri 2015, 32 p., euro 14

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