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Colpo di fulmine

26 Lug

colpo di fulmineHo preso in mano questo libro per scommessa. Fa parte di una serie di quattro, originariamente The Ladybirds Series, in cui l’autrice sceglie di mettere come protagonista in ogni volume una delle amiche facenti parti di un gruppo legato fin dall’asilo (le coccinelle del titolo originale) da un’amicizia a corrente alternata. I personaggi quindi si rincorrono da volume a volume e il lettore – o meglio, la lettrice – può ritrovarli, come accade ad esempio per i libri di Katie McGarry editi da De Agostini. La serie è tradotta da Mondadori come “Stargirl. A un passo dalle stelle” e le copertine sono oggettivamente brutte e stereotipate, anche se quella  del quarto libro – questo – si differenzia comunque dalle altre; a me ricordava una possibile copertina da collana Junior Gaia ed è per questo che l’ho preso in mano.

Il romanzo fila, la scrittura è pulita e la storia non è certo banale. Pearl è una delle quattro amiche di cui parla la serie ed è la ragazza più popolare della scuola, non solo per il suo aspetto, ma per il suo comportamento e la sua leadership naturale. Non si fa mancare nulla: risponde agli insegnanti, si fa regolarmente espellere dalla classe, cerca in ogni modo di riavere dalla preside il cellulare che le è stato sequestrato e influenza tutte le compagne: tanto per capirci è lei che decide chi deve essere preso di mira, fa commenti sgradevoli su abbigliamento e modi e tutte le si accodano. Un segreto ce l’ha pure lei: a tutte le amiche è vietato frequentare casa sua, quella dove Pearl si prende cura di un grande acquario di pesci colorati, passa il tempo senza trucco e schiva i colpi di un fratello irascibile e manesco. Fino all’anno scolastico in corso, è stata protagonista di tutti i musical messi in scena per Natale e quest’anno tocca a “Romeo e Giulietta”, dove avrà l’occasione di baciare Jake Flower. Tutto cambia all’improvviso quando Hoshi, appena trasferitasi dal Giappone, arriva alle prove dichiarando di voler essere Giulietta e ottiene la parte grazie alle sue doti di recitazione, canto e ballo. Pearl le dichiara una guerra sotterranea, inaugurando un comportamento da amica-nemica, fingendo di darle consigli per farle fare orride figuracce, spedirla a prendere il treno sbagliato, convincere altre compagne a farle scherzi vari. Fino a capire che Hoshi non si è solo trasferita in Inghilterra dal padre, ma è fuggita da un futuro di successo dopo esser stata messa sotto accusa per un bacio. A Pearl Hoshi comincia a piacere, fino all’inatteso.

E comunque, se amate il Giappone, la sua cultura e le sue atmosfere, non vi deluderà.

Due note: 1) in alcuni punti la traduzione sembra un po’ affettata e poco naturale; 2) sul sito dell’editore, se la pagina dedicata al volume cartaceo lo consiglia a lettori +12 anni, la pagina dell’ebook vede una segnalazione “+9”: anche no.

Il sito dell’autrice.

Jenny MacLachlan, Colpo di fulmine (trad. di Mathilde Bonetti con la collaborazione di Nadia Toffanello), Mondadori 2016, 219 p., euro 12, ebook euro 3,99

Finché siamo vivi

19 Lug

bondouxAnne-Laure Bondoux ha abituato i suoi lettori alla sospensione del tempo narrativo: “Le lacrime dell’assassino” ad esempio avrebbe potuto – se non per qualche minimo particolare – essere ambientato in qualsiasi epoca storica; questo nuovo romanzo narra di avvenimenti che si potrebbero definire reali senza dar loro una collocazione precisa nel tempo e intrecciandoli con elementi magici. In questo modo l’autrice crea delle narrazioni che si prestano al vero senso del narrare (sembrano in qualche modo storie che vengono da un altro tempo, perfette per essere dette ad alta voce, per essere condivise, per lasciare un segno) e che veicolano, attraverso la poesia della parola, temi essenziali che attraversano la storia degli uomini.

Nella struttura circolare di questo romanzo trovano posto infatti la potenza dell’amore, la forza dell’accoglienza, ma anche il potere distruttivo della guerra e dei piccoli dubbi che si insinuano e che diventano presto fuoco che brucia, come la diffidenza verso l’estraneo, verso lo straniero di cui non si conosce nulla e a cui è facile allora e quasi immediato attribuire colpe di disastri, di crisi, di tempi bui. Il fuoco è elemento portante della storia, la storia che comincia ai tempi della Fabbrica, unica rimasta in città, dove si produce incessantemente materiale bellico tra fragore e sudore. Lì entra, con andatura disinvolta, Bo, un fabbro che arriva da non si sa dove, e subito, improvviso scocca l’amore con Hama, operaia dal turno diverso. Basta un attimo per ricordare a chi lavora in fabbrica che il fuoco con cui hanno a che fare nei forni è lo stesso che può bruciare nelle vene; basta una giacca colorata su un monumento grigio a dire la gioia della vita. La tragedia è dietro l’angolo: lo scoppio della Fabbrica, Hama che perde le mani, i sospetti e le violenze degli abitanti: Bo e Hama sono costretti a partire e a vagare tra i boschi, fino ad incontrare una strana famiglia dove tutti i fratelli si chiamano secondo il loro numero d’ordine di apparizione al mondo, ultimi rimasti di un popolo a sua volta cacciato e inseguito. Nel loro mondo sotterraneo cresce Tsell, la figlia di Bo e Hama; nella loro fucina, Bo forgia mani di metallo per la moglie e un intelaiatura per contenere le forme molteplici che la figlia proietta come ombra, un dono particolare, forse una maledizione; dalla loro casa, la famiglia parte per raggiungere una penisola dove crescere Tsell che nulla sa fino all’adolescenza, del passato: sarà ancora una volta la partenza e il percorrere a ritroso i passi dei genitori a farglielo scoprire, in una circolarità che ricorda i momenti decisivi della vita, e come andare avanti sia saper lasciare andare, sia in qualche modo perdere per acquistare, esattamente come avviene crescendo. Di come le ombre possano svelare, di come sia bello correre per il solo fatto di essere vivi, di come  voler bene davvero sia il numero più difficile e azzardato del mondo.

Confesso la mia passione per la scrittura di Anne-Laure Bondoux; ho letto questo romanzo in francese e devo dire che il lavoro di traduzione è ottimo, anche se ovviamente non è stato possibile mantenere il sottile gioco di parole che c’è tra Dodici, il personaggio che accoglie la venuta al mondo di Shell, che pur essendo uomo è “sage-femme”, che in francese significa ostetrica.

Il sito dell’autrice. La copertina è di Hélène Druvet, colorata rispetto all’originale che forse rendeva un po’ di più.

Anne-Laure Bondoux, Finché siamo vivi (trad. di Simona Brogli), Mondadori 2016, 313 p., euro 16, ebook euro 7,99

Il sole fra le dita

18 Lug

il sole fra le ditaSecondo me, per leggere questo libro dovete superare qualche stereotipo, tipo che i romanzi che hanno un forte argomento al centro poi suonino un po’ falsi, e succede talvolta. Dovete pertanto fare quel che fa il suo protagonista, Dario che a sedici anni, dopo l’ennesimo guaio a scuola, si ritrova assegnato al servizio assistenza studenti disabili: dovete andare avanti e considerare la situazione senza il pregiudizio di partenza.

Dario ci ricorda nelle pagine iniziali Angelo, il protagonista di “Ero cattivo” di Antonio Ferrara (sempre San Paolo), e ci dice la sua rabbia verso il mondo: il padre ha lasciato la famiglia e il ragazzo non ha più notizie da nove anni se non qualche cartolina, lui pensa che tutto vada da schifo e il gesto ribelle, eclatante, è lì dietro l’angolo: quando la rabbia si mescola all’insofferenza per come Andrea, in sedia a rotelle, con il suo sguardo rovesciato, viene trattato, ci vuol niente a trasformare l’uscita da scuola alla ricerca di un po’ di sole in una fuga. Il treno, la spiaggia, il vagare tra le strade di campagna verso il paese dove dovrebbe vivere il padre è da un lato la necessità di vedere coi propri occhi una realtà che non si vuole affrontare, dall’altra la costruzione di un’amicizia che segna reciprocamente i due ragazzi, creando un rapporto forte in cui si trattano da pari, cercando – ciascuno a proprio modo – di avere cura dell’altro, con rispetto ed ironia.

È un libro onesto, questo romanzo, dice di come la gente guardi con occhi pieni di pregiudizi; dice le parole, i modi, le etichette che feriscono e fanno male; dice il nero e l’apatia in cui puoi finire dopo la rabbia e molti adulti non fanno di certo bella figura: la professoressa che chiama Dario “mela marcia”; l’assistente sempre sorridente di Andrea che lo tratta zuccherosamente  come un bambino piccolo e soprattutto non ascolta le sue espressioni, le sue necessità; i genitori di Dario che, ognuno a suo modo, lo lasciano solo anche quando gli sono fisicamente accanto. È un libro onesto perché dice della fatica, della solitudine, del non trovare senso; perché dice di come a volte fuggire sia più semplice che chiamare le cose col proprio nome guardandole in faccia; perché dice di come tutto possa assumere un senso diverso e di come quel che ti è imposto possa assumere un significato fondamentale al di là di ogni aspettativa.

Il sito dell’autore. Il sito di ATHLA, l’Associazione Tempo Libero Handicappati, che si occupa di turismo accessibile e tempo libero delle persone disabili.

Gabriele Clima, Il sole fra le dita, San Paolo 2016, 175 p., euro 14,50, ebook euro 6,99

Mio fratello è un custode

15 Lug

Autodafeurs1-coverLe ammissioni di concorso innanzitutto: ho letto la trilogia aperta da questo pluripremiato romanzo poco più di un anno fa, incuriosita dalle file di ragazzi lettori che la acquistavano al Salone di Montreuil 2014 e convinta dalle loro parole. Mi era bastato chiacchierare un po’ con loro per capire che garantiva un alto tasso di coinvolgimento e fin dalle prime pagine sono “caduta” nella storia e mi sono innamorata della protagonista. Mi chiedevo però se la sua descrizione, le sue trovate esilaranti e profonde, il suo modo semplice e caustico di guardare il mondo fossero del tutto compatibili con il suo essere autistica; non conoscendo a fondo la questione, ho chiesto a due esperti come Enza Crivelli e Sante Bandirali della casa editrice Uovonero. Risultato: Uovonero ha comprato i diritti della trilogia e voi potete cominciare a leggerla in italiano.

La vita del quattordicenne Augustus Mars, detto Gus, cambia irreparabilmente alla morte del padre in un incidente automobilistico; lui, la madre e la sorella minore si trasferiscono alla Commanderia, la casa di campagna dei nonni. Nuova scuola, nuovi amici e nuovi nemici, ma soprattutto l’inizio di una nuova pagina di vita: come infatti il lettore sa fin dall’inizio, il padre è stato ucciso da uomini che parlano tra loro in latino e fanno parte di una società segreta chiamata la Lega degli Autodafé; lui, come i membri della sua famiglia prima di lui, fa parte della Confraternita che si batte per mantenere libera la forma più antica di sapere depositato: i libri. Ora anche Gus ne è coinvolto, insieme alle nuove persone che incontra a scuola: gli è affidato il ruolo di Custode che deve trovare il tesoro, difendendolo dai nemici.

Nella battaglia tra le due fazioni, che dura da secoli, Gus deve cercare di capire i ruoli, scoprire i motivi dell’assassinio del padre, portare avanti il suo compito. Il tutto però avviene nel quotidiano e ha a che fare con la scuola, con la sua famiglia e con quelle che vivono nello stesso paese. La narrazione alterna il racconto del ragazzo, che viene fatto in prima persona, alle pagine di diario di Césarine, che descrive quel che capita a modo suo. Questa sorella adorata fin dall’inizio, geniale, che calcola come un computer ma non sopporta di essere toccata, che prende tutto alla lettera e che non sa sorridere, che viene definita “artistica” perché così ha capito Gus quando le hanno parlato della sua diversità, è il vero motore di tutto il romanzo. Non solo perché possiede una sorta di chiave per avanzare nella ricerca del tesoro, ma perché il suo modo di guardare alle cose e di dirle risulterà esilarante al lettore e insieme terribilmente veritiero; la sua descrizione, parallela a quella del fratello, è fatta apparentemente di piccole cose, ma è fondamentale per capire i meccanismi e gli ingranaggi non tanto della Confraternita e della Lega, ma della vita. Il tutto in un romanzo che, con la suspense dell’avventura, dice anche molto altro: dei rapporti tra le persone, dell’amicizia, del principio dello stampo (con cui Gus illustra il principio su cui si basa generalmente la scuola), di cosa sia veramente un libro.

Peccato però per la copertina che – a prima vista e dalle prime impressioni dei ragazzi a cui l’abbiamo mostrata – non funziona, sa in qualche modo di rouergue_doado_montreuildatato e allora è necessario (come per altri libri del resto) accettare la sfida e farsi promotori davvero di questo testo, raccontarlo così bene da far venire voglia di leggerlo al di là della confezione. Quello delle scelte grafiche di copertina è un tasto spinoso che abbiamo più volte toccato; sicuramente in giro si vedono esempi molto accattivanti, come succede nel caso della collana doado di cui fa parte la versione francese del romanzo di cui vi abbiamo parlato. La scelta dell’editore è stata di fare copertine fotografiche di sicuro impatto: vedere i due grandi tavoli che vengono dedicati alla collezione nello stand Rouergue al Salone di Montreuil è sempre una gioia per gli occhi!

Un’intervista all’autrice sulla trilogia, di cui per altro sta per uscire in Francia il primo volume di una nuova trilogia. La pagina FB dedicata alla trilogia.

Marine Carteron, Mio fratello è un custode (trad. di Sante Bandirali), Uovonero 2016, 302 p., euro 14

Fred l’amico immaginario

13 Lug

fred-l-amico-immaginarioAl tratto di Oliver Jeffers è difficile resistere, figuriamoci se poi accompagna un testo di Eoin Colfer. Si parla di amicizia e amici immaginari, di cui l’editoria ci ha recentemente assai deliziati (il romanzo Il mio amico immaginario, ma anche Le avventure di Jacques Papier fresco di Premio Andersen, e il Che cos’è un amico di Carminati e Valentinis). Si dice della solitudine che punge e fa male e si evocano gli ingredienti magici che, presenti nel medesimo momento, possono dare vita a un amico immaginario. Il problema è che sovente questo viene in fretta dimenticato per un repentino ritorno alla realtà e alle amicizie reali, e allora è lui a provare solitudine. Si parla anche di gelosia, di quel che succede quando arriva un terzo amico e sembra che l’equilibrio si guasti, mentre invece se ne sta semplicemente assestando uno nuovo, sempre che non si rovini tutto con pensieri bui anzitempo, musi e ripicche (come non ricordarci dell’albo Sulla collina pubblicato da EDT Giralangolo e recente Premio Andersen?).

L’albo racconta di Fred e delle caratteristiche di un amico immaginario, di Sam, l’amico reale che lui ha sempre sognato e di quel che succede quando entra in scena Sammy. Racconta di progetti, di spettacoli, di scherzi, di piani, di entusiasmi e fatiche, di un quartetto e di un duo. E di come non sia poi detto che gli amici immaginari spariscano per forza.

Il libro ha una giusta lunghezza per essere letto agevolmente da chi si muove a passi spediti nella lettura appena appresa e a cui quindi può far piacere leggersi una storia in autonomia, una storia illustrata.

Il sito di Jeffers. Il sito di Colfer.

Eoin Colfer – Oliver Jeffers, Fred l’amico immaginario, Mondadori 2016, 48 p., euro 15

Una vacanza quasi perfetta

11 Lug

 

vacanza perfetta

Godibilissimo romanzo estivo di formazione, andamento brillante e veloce, un’infilata di battute e di serie riflessioni proposte con ironia sull’adolescenza, sulla famiglia, sulla vita.

Il diciassettenne Maxime Mainard si fa forte della sua età che costringe i genitori a consultarlo e chiederne l’opinione: si rifiuta pertanto di andare a fare trekking in Corsica sul GR20. A onor del vero si rifiuta anche la sorellina di nove anni che propone di esser mandata in colonia in Bretagna con la miglior amica, mentre Maxime ripiega sulla sua vacanza preferita da bambino: a casa delle nonna, in periferia, in una casetta con tanto di gatto, libreria fornitissima di gialli, pc a disposizione e albero di ciliegie in giardino. Peccato che la nonna finisca in ospedale dopo un incidente domestico e che il ragazzo constati la propria solitudine: nessun amico stretto, nemmeno una ragazza. Una grande passione per la musica, una chitarra a disposizione, film piratati dalla rete e chat on line: è così che Maxime incontra e si scontra con Pika, misteriosa e intrigante.

Peccato per quel “doccie” plurale di “doccia” con tanto di i, refuso che compare subito subito alla seconda pagina di testo.

Il romanzo è la prima traduzione italiana tra i testi per ragazzi (anche se l’autrice non ama la distinzione adulti/ragazzi per quel che scrive) di Anne Percin, apprezzata scrittrice francese di cui aspettiamo altre pubblicazioni in lingua italiana. Nel 2013 Hop! aveva pubblicato Felicità perduta.

Anne Percin, Una vacanza quasi perfetta (trad. di Federica Angelini), EDT Giralangolo 2016, 204 p., euro 14,50

La rapina del secolo

4 Lug

rapina del secoloRacconto breve, ideale per i lettori alle prime armi, ma anche per essere letto insieme ad alta voce: il protagonista Luigino racconta in prima persona l’avventura coi due compari, il Furbo e Carlone, uno tutto cervello e niente sforzo, l’altro sempre pronto a mettere qualcosa sotto i denti. La loro è una banda di ladri, ma mica qualsiasi: si infilano nei tombini, buttano giù muri a martellate, camminano nelle fogne, si rimpinzano di cannoli. E non indovinerete mai cosa contiene quella strana cassaforte che si apre in cinque minuti.

Biancoenero Edizioni inaugura così la nuova collana Minizoom che si propone di pubblicare testi brevi, accompagnati da illustrazioni, adatti a chi ha da poco imparato a leggere, che ovviamente font ad alta leggibilità. Il progetto si avvale della collaborazione del centro CRC- Balbuzie, divisione apprendimento di Roma che ha superivisionato dando suggerimenti su come eliminare le difficoltà di lettura. Accanto a questa, un’altra storia sempre di Davide Calì, omaggio al mondo del fumetto: La casa di riposo dei supereroi (sempre 48 p., euro 8) che accoglie Capitan Ametista, Vipera, Tritone, Testa di Ferro e altri ala soglia della vecchiaia. Vecchi sì, ma mica meno eroi….

Davide Calì, La rapina del secolo, Biancoenero, 48 p., euro 8

Le nuove avventure di Lester e Bob

2 Lug

le nuove avventure di Lester e BobConosciamo Lester e Bob dal precedente Le avventure di Lester e Bob e ci ritroviamo davanti alle pagine di questo nuovo libro a ridere come matti e a guardare di sottecchi per indovinare cosa Lester combinerà di nuovo. I due amici sono tanto diversi quanto a loro modo affiatati: Lester è un’oca, un papero, insomma un pennuto palmipede, Bob un orso; Lester è sempre pronto, sempre aggiornato, sempre sorridente (con un po’ di malizia buona), Bob è sornione, lento e pure un po’ tonto; Lester ha il piglio e il comando del leader, Bob è il gregario che arranca, segue, applaude felice.  Lester pianifica, manda avanti il compare e comunque finisce talvolta nei guai. Bob fa le torte e Lester le assaggia, travestito, di nascosto o su invito diretto. Lester sa quanto è importante un amico (e quanto può essere utile); Bob sa quanto è importante un amico (e quanto può essere rinfrancante la sua presenza).

Insomma, un duo tutto da osservare e da ridere nelle loro brevissime avventure quotidiane – ogni libro ne conta diverse, scritte in stampatello, veloci, a volte assurde, sempre sorprendenti: la faccia tosta e l’ingenuo accompagnano a meraviglia il loro autore, che fa del poco un tanto, che da un episodio minimo trae una storia, che gioca a rivoltare la frittata, a suggerire nelle immagini oltre il testo.

Olle Könnecke, Le nuove avventure di Lester e Bob (trad. di Alessandra Petrelli), Beisler 2016, 77 p., euro 13,95

La principessa spaventapasseri

29 Giu

pricipessa spaventapasseriBella uscita in volume cartonato per il livello 3 della collana BaBao che apprezziamo fin dalla sua indicazione in quarta di copertina; recita così la fascetta “BaBAO Livello 3. Hai almeno dodici anni e nessuna intenzione di spiegare perché vuoi leggere questo libro? Siamo d’accordo con te”. Mica male, no?

Incalza il ritmo della storia di Morrigan, quattordicenne che arriva per un anno in una nuova cittadina al seguito della madre e del fratello maggiore che in coppia scrivono e illustrano una serie di fortunate e celebri storie, “I miti di Albione” basate su leggende locali esistenti. La scuola non è ancora cominciata e la ragazza cerca di dare un’occhiata in giro, in quel luogo dove pare non capiti mai nulla, facendo amicizia con Alma, dogsitter sua coetanea. Cercando di recuperare un braccialetto, finisce nella vecchia casa della vedova Abbott, temuta da tutti, che vive in solitudine e subito comincia a parlare del Re dei Corvi, della sua minaccia e della sua pericolosit. arrivando a regalare a Morrigan un bottone che – a suo dire – la proteggerà. La sera stessa, ecco la dimostrazione che le parole della vedova non sono farneticazioni: Morrigan trova madre e fratello addormentati in quello che pare un sonno eterno e fa la conoscenza del Re dei Corvi, il divoratore di occhi, la nube nera che tutto avvolge, tornato affamto per distruggere il mondo. Il bottone regalato fa parte del manto dello spaventapasseri che sceglie un portatore in cui incarnarsi e recuperare il potere che può fargli vincere il Re: Morrigan ha la possibilità di combattere, ma anche di trovarsi a fare i conti con se stessa, con quel che vuole dalla vita, con la possibilità di scegliere autonomamente o di farsi comandare dalle voci che le turbinano in testa, facendo i conti anche con il potere delle parole e dela rabbia e con la forza dell’amicizia.

Il sito dell’autore.

Federico Rossi Edrighi, La principessa spaventapasseri, Bao Publishing 2016, 160 p., euro 19, ebook disponibile

Che cos’è un amico

28 Giu

che cos'è un amicoMeraviglia meraviglia. Meraviglia per gli occhi, per le orecchie, per il cuore. Meraviglia per il dire ad alta voce e per il cullare nel silenzio. Meraviglia a quattro mani, quelle che scrivono e quelle che disegnano; meraviglia dell’amicizia da cui nasce questa storia, parlando delle sue autrici e di ciascuno di noi, permettendo a chi legge di rintracciare le perle preziose che fanno importante l’amicizia vera.

Riprendendo la struttura circolare che rende possibile una buona lettura ad alta voce condivisa anche con i più piccoli, ecco costruita la risposta alla domanda “Che cos’è un amico?” che un pulcino appena affacciatosi dal guscio rivolge alla gallina. Poi fa il giro del cortile, si spinge sul sentiero, nel prato, fino al bosco, interrogando i diversi animali che incontra. Chara Carminati ci dice nella sua prosa che l’amicizia è cammino e scoperta e regala al lettore una serie di definizioni che corrispondono ai doni che ogni animale – dall’asino al gufo, dal gatto al maiale passando per talpa, coniglio, lumaca – fa fisicamente al pulcino. Ci ricordiamo così che essere amici significa ascoltare, abbracciare, solleticare le idee, mostrare la strada e chi si è, dare sapore. E poi riconoscere, magari all’istante, nello stare bene come accade al protagonista quando incontra un anatroccolo.

Leggetelo ad alta voce, questo albo, e lasciatevi stupire dagli animali disegnati da Pia Valentinis, dal suo coniglio di cerfoglio, dal gatto di lana, dallo sguardo obliquo del gufo.

Il sito di Chiara Carminati; il sito di Pia Valentinis.

Chiara Carminati – Pia Valentinis, Che cos’è un amico, Rrose Sélavy 2016, 32 p., euro 13

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