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Ariol

16 Ago

Per scelta e per quella che mi è stata insegnata come coerenza, non scrivo mai di quello che scrivo o traduco, ma a questo giro mi permetto un’eccezione. Tra le traduzioni non ho parlato della terribile Adele Crudele, invece scarto dall’abitudine per Ariol perché non posso non festeggiare il ritorno in italiano di questo personaggio conosciutissimo oltralpe e già tradotto nei soli primi due volumi della serie (in Francia è stato pubblicato quest’anno il tredicesimo volume) qualche anno fa da Fabbri.

Nato dalla collaborazione tra Emmanuel Guibert e Marc Boutavant come protagonista di un episodio a ogni uscita mensile della rivista J’aime lire, approdato poi anche in tv, Ariol è un asino azzurro con gli occhiali che ritrae, insieme a tutti gli animali che lo circondano, il mondo dei più piccoli, con i loro scherzi, i guai combinati, i fraintendimenti, le amicizie, le dispute.

Ariol vive insieme ai suoi genitori in periferia; il maiale Ramono, combinaguai irrefrenabile, è il suo migliore amico, e la vitellina Petula la compagna di banco di cui è innamorato, Il signor Begozzi è il libraio di fiducia; ci sono i nonni, i compagni di classe; si va in gita, si prende il treno da soli. E c’è Cavalier Cavallo, il super eroe a cui Ariol vorrebbe somigliare. Insomma, un universo di microstorie che riflettono il mondo dei bambini attraverso personaggi zoomorfi. Ogni volume raccoglie dieci storie: una misura giusta per lettori che cominciano a muoversi da soli tra le pagine, e giusta anche per seguire le avventure di tutta la banda: tra una storia e l’altra infatti si possono fare legami e riferimenti.

Proprio perché è possibile rispecchiarsi in Ariol e nel suo mondo, questo personaggio ha avuto all’estero un grande successo: Ariol è a misura di bambino, e per di più è un fumetto.

Emmanuel Guibert – Marc Boutavant, Ariol. Un piccolo asino come te e me (trad. di Caterina Ramonda), Becco Giallo 2018, 124 p., euro 12

Emmanuel Guibert – Marc Boutavant, Ariol. Cavalier Cavallo (trad. di Caterina Ramonda), Becco Giallo 2018, 134 p., euro 12

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Fidanzati dell’inverno

10 Ago

Arriva in Italia il primo tomo della saga di Christelle Dabos, caso editoriale in Francia quando, al suo esordio letterario, riuscì a conquistare un nutrito pubblico di lettori crossover. Fantasy, Steampunk e Belle Époque si mescolano intorno alla figura di Ofelia, ragazza ritenuta goffa e insignificante, che vive sull’arca Anima dove si occupa del museo, grazie alla sua capacità di lettrice: legge infatti la storia degli oggetti che tocca, potere a cui si aggiunge quello di passare attraverso gli specchi. Le Decane di Anima decidono di combinarne il matrimonio con Thorn, erede del Polo, l’arca che gode di fama peggiore. La ragazza lascia la famiglia e il mondo in cui si è ritagliata ruolo e nicchia per una situazione decisamente diversa: non solo il freddo in un paesaggio di neve e ghiaccio, ma riflesso anche nei rapporti tra le persone, false e calcolatrici; addirittura i rappresentanti del clan dei Draghi hanno il potere di ferire a distanza. Il promesso sposo si rivela gelido quanto il clima della sua arca, distante, imbrigliato in una scelta diplomatica in cui pare nulla importi di Ofelia. Sotto l’apparenza goffa e impreparata, la protagonista in realtà nasconde una tempra decisa: anela a essere libera e a non lasciare che altri decidano completamente del suo destino, ma soprattutto vuole capire quale sia il mistero che l’arca nasconde e quale sia il vero motivo per cui è stata scelta proprio lei come futura sposa.

Alla parte fantasy e ai poteri magici dei diversi personaggi che affollano il romanzo si mescola un andamento da feuilleton: intrighi a corte, sotterfugi, dame in ampi abiti che nascondono inaspettate capacità di crudeltà, intrighi di famiglia e una trama che spingerà il lettore verso i tomi successivi, che l’editore italiano annuncia saranno pubblicati a distanza di sei mesi.

Il sito ufficiale della saga.La copertina è la stessa dell’edizione originale; sorvoliamo sulla grafica della quarta di copertina…

Christelle Dabos, L’attraversaspecchi. Fidanzati dell’inverno (trad. di Alberto Bracci Testasecca), e/o 2018, 512 p., euro 16, ebook euro 12,99

La strana scomparsa del signor Goody

7 Ago

Con la nuova collana “Giallo e Nero” Piemme riporta in libreria alcuni classici del giallo, che molte biblioteche avranno già sugli scaffali: ecco l’occasione per riproporre storie di qualità ai lettori, a cominciare da questo testo di Natalie Babbitt pubblicato da Mondadori nel 1990.

Una scelta singolare, il ritorno di una grande autrice in un giallo un po’ atipico rispetto a quel che forse i ragazzi lettori si aspettano: il mistero viene dal passato (il signor Goody è morto da cinque anni, ma la moglie non pare certo piangerlo e il figlio decenne è convinto che sia vivo), c’è la figura leggendaria del ladro Mott Snave che il protagonista si diverte ad interpretare e che nelle stesse ore pare davvero aggirarsi nel villaggio, c’è un gran dire e raccontare, in primis grazie alla vedova Tidings, la governante di Goody Hall, espediente col quale l’autrice riporta dicerie, pettegolezzi, sospetti e riassume quel che accade. Tornano però anche la scrittura di Natalie Babbitt e le sue descrizioni di quadrati di prati rugiadosi, tende di pizzo che rabbrividiscono, credenze che luccicano con profonda disapprovazione.

Tra le altre uscite della collana, L’ombra dello sciacallo di Didier Convard (che i lettori hanno apprezzato negli anni col titolo “I tre delitti di Anubi” proposto nella collana Il Battello a Vapore dal 1998); l’intramontabile Il gioco dell’assassino di Sandra Scoppettone (prima edizione Mondadori Giallo Junior 1991) con il suo incipit che cattura sempre e l’inedito  Cercasi commessa al reparto omicidi di Katherine Woodfine. Quindi occhio a qual che avete già sugli scaffali, in vecchia ma pur sempre buona edizione 😉

Natalie Babbitt, La strana scomparsa del signor Goody (trad. di Cecilia Veronese), Piemme 2018, 137 p., euro 9,90, ebook euro 4,99

Una capra sul tetto

31 Lug

Kit si trasferisce a New York coi genitori (un padre pronto a scrivere un romanzo e una madre la cui commedia di successo debutta nella Grande Mela), nell’appartamento di un anziano zio alla cui casa e al cui cane dal bizzarro nome di Cat badare per alcuni mesi.

Il palazzo si rivela subito particolare: si dice che sul terrazzo all’ultimo piano ci sia una capra e che vederla porti sette anni di splendida fortuna. La ragazzina pensa di averne decisamente bisogno e sogna ovviamente di avvistarla: nel suo progetto, come nel superamento della sua innata timidezza, la affiancherà Will, conosciuto al museo insieme alla nonna iperprotettiva. Anche Will, orfano dopo le Torri Gemelle, ha i suoi limiti: non si avvicina alle finestre e teme le altezze. I due formano una singolare squadra che comincia a bussare alle porte dei vicini. Incontrano così un autore cieco di fantascienza che ama lo skateboard e si è innamorato di una donna di cui conosce solo a voce; un appassionato di criceti e opera lirica; un pensionato colpito da un ictus che sa tutto sulla capra ma non riesce a esprimersi. E ovviamente c’è colui che ha portato la bestia in città. E la capra, vero e proprio protagonista di cui il lettore conosce il punto di vista.

Un romanzo lieve, pieno di poesia, che parla dell’importanza della speranza e del non sentirsi soli, del superare gli ostacoli ed essere se stessi. Anche se, forse per l’accumularsi di personaggi ricchi di sfighe varie (un catalogo che riesce decisamente meno bene di quello splendido capolavoro di Boyne), non convince fino in fondo.

Anne Fleming, Una capra sul tetto (trad. di Angela Ragusa), Mondadori 2018, 168 p., euro 16, ebook euro 8,99

I misteri del circo Trepidini

25 Lug

Giulietta lavora per i Trepidini, i temibili Ulrica e Goffredo, padroni dell’omonimo circo e rischia ogni sera di finire segata o infilzata dal coltello che colpisce la mela sulla sua testa oppure di cadere su un tappeto di chiodi mentre cammina sulla fune. Ulderica è una sua lontana parente e anche l’unica al mondo da quando la sorella Martina è sparita cinque anni prima. Nel circo lavorano anche la chiromante Sibilla e il gigantesco tuttofare Alonso, più Victorius che ha dodici anni come Giulietta, è un campione di salti, contorsionismi e acrobazie da sputafuoco. Il ragazzino è clandestino, un minore non accompagnato arrivato in Italia dopo un rocambolesco viaggio nel doppio fondo di un camion; cerca di nascondersi anche se ha coraggio da vendere e pare aver trovato il posto giusto visto che il circo si sposta di città ogni tre giorni.

  • Improvvisamente però tutti sembrano avere dei segreti: cosa sono i doppi registri degli incassi, e gli strani furti in gioiellerie coincidenti con le soste della carovana, e ancora quel barattolo nascosto con dentro un dito mozzato? I ragazzi indagano sicuri di arrivare a scoprire qualcosa anche su Martina e di conoscere finalmente la sua sorte.
  • Il romanzo si legge velocemente, anche se paga alla brevità del testo una certa fretta di chiudere o di sorvolare su certi passaggi della vita dei protagonisti che sono appena accennati, mentre probabilmente avrebbe meritato soffermarcisi un po’ di più per dare al lettore la sensazione di aver meglio “masticato” la vicenda.

Bello sapere di avere dei romanzi brevi e illustrati da proporre ai lettore a partire da dieci/undici anni; peccato davvero invece per la scelta – graficamente anche apprezzabile – del bianco e nero della copertina che sicuramente non attrae e non ferma l’occhio, tanto più se mettete vicino questo libro all’altra novità, Waldo Basilius, uscita sempre da Pelledoca a firma Tiziano Fratus con illustrazioni di Emanuele Giacopetti. Toccherà lavoro di proposta e lettura per farli andare in prestito in biblioteca perché da soli, ahinoi, ci scommettiamo non usciranno proprio.

Chiara Lorenzoni – ill. Laura Re, I misteri del circo Trepidini, Pelledoca 2018, 109 p., euro 18

Ci piace leggere!

20 Lug

Parlare di libri e di ragazzi: quali sono le preferenze, i generi più amati, leggono “ancora” i classici, verso che tipo di confezione (formato, copertina, titolo, ecc.) sono attratti? Questa volta però si parla di libri coi ragazzi, o meglio ancora sono loro stessi a parlarne agli adulti. Sono i ragazzi coinvolti in questi ultimi anni dal festival Mare di Libri che si svolge a giugno a Rimini, diventati via via protagonisti nella gestione diretta della manifestazione e degli autori e quindi voci essenziali nel ragionamento su libri e lettori ragazzi. Il festival è dedicato ai ragazzi tra gli undici e i diciotto anni ed è gestito da loro che crescendo sono arrivati a ricoprire anche gli incarichi più importanti: direzione artistica, coordinamento dei volontari, ufficio stampa… Insomma, un festival per i ragazzi fatto dai ragazzi che ora, in questa pubblicazione, si rivolgono direttamente agli adulti che hanno a che fare con l’educazione/ alla/promozione della lettura, in primis gli insegnanti e poi bibliotecari, librai, manche autori ed editori, dicendo la loro su aspetti vari, alcuni dei quali davvero fondamentali.

Tra le pagine troverete il loro punto di vista, che sempre parte da esempi concreti, da qualcosa successo loro direttamente, sui generi, sui classici, sugli argomenti tabù che gli adulti tendono a censurare perché ne sono imbarazzati, su che tipo di copertine apprezzano di più, sui titoli originali e quelli scelti per le traduzioni italiane, anche su aspetti molto pratici come il prezzo a cui un libro viene proposto al suo giovane pubblico.

Chi si occupa di libri per ragazzi troverà un compendio di tutti gli argomenti che si toccano quando si parla degli aspetti importanti e dei punti critici del fare promozione; chi è meno dentro alla discussione, troverà spunti interessanti per riflettere. È importante però avere a disposizione questo testo, anche quando sottolinea aspetti più immediati e già molto discussi, perché la voce è quella dei ragazzi: capita che gli adulti che si occupano di libri per bambini e ragazzi perdano di vista il fulcro del loro lavoro e impegno, cioè il lettore, e osannino ad esempio libri che piacciono ai grandi senza chiedersi cosa ne possano pensare i lettori diretti interessati. Queste pagine ci ricordano di riportare al centro i lettori, qui adolescenti che argomentano molto bene quel che sostengono, e anche molto semplicemente: ragionamenti lineari con cui non si può non essere d’accordo, che trovano il loro centro nella parola “onestà”. C’è la richiesta diretta agli autori di scrivere storie intense e libri onesti, che rispecchino la realtà che i ragazzi si trovino a vivere, i sentimenti veri, l’imperfezione umana. C’è la richiesta più velata a tutti gli adulti che si confrontano con loro di essere parimenti onesti, nel dire, nel trattare tutti i temi, nel confrontarsi.

In fondo al volume, una serie di indicazioni di lettura, brevi trame dei libri citati lungo le pagine: sono tutti di autori stranieri perché – dicono i ragazzi – il loro festival è una casa per tanti autori italiani e scegliere chi citare e chi lasciare fuori sarebbe stato motivo di imbarazzo. I suggerimenti di lettura sono ovviamente di libri belli, per cui aspettiamo i ragazzi del festival con altri suggerimenti di lettura che comprendano anche autori italiani; perché forti dell’onestà e del coraggio che hanno saputo mettere nell’argomentare in questo volume e che mettono nel loro quotidiano, possano dare una rosa di suggerimenti più ampi, prendendosi la briga di dire quali siano i libri di autori anche italiani che davvero, a loro avviso, meritano.

Ascoltate il podcast della presentazione a Fahrenheit.

Le ragazze e i ragazzi di Mare di Libri, Ci piace leggere!, introduzione di Alice Bigli, postfazione di Fabio Geda, Add 2018, 192 p., euro 11, ebook euro 5,99

Uma del mondo di sotto

16 Lug

Uma è una bambina vichinga che sogna di conoscere la sua vera famiglia, irride gli dei, inventa canzoni da vere guerriere e un giorno decide di scendere nel pozzo che si dice magico, dove abitano le creature che esaudiscono i desideri di chi getta una pietra e spera. Il suo non darsi pace, l’essere insaziabile di desideri inappagati la fanno diventare la terribile Regina del Mondo di Sotto, in un nuovo regno che imprigiona chi lavorava alla realizzazione dei sogni e i dissidenti, dove non ci sono altre ragioni che quelle di Uma. Poi il racconto gira ai nostri giorni ed ecco Killian, adolescente arrabbiato che si è appena trasferito proprio nel paesino dove c’è il pozzo leggendario. Si innamora perdutamente di Harper, anche se lei non ha mai sentito i Nirvana e non ha mai visto Guerre Stellari, ma lei non si presenta all’appuntamento successivo e non si ricorda di lui. Harper è in realtà stata creata da Uma come contatto col Mondo di Sopra e viene resettata sopo ogni incursione tra gli umani: le vengono cancellati i ricordi. Incuriosito da una sorta di troll uscito dal pozzo che porta al collo una pietra simile a quelle che ha trovato seppellite in giardino, Killian fa la conoscenza dell’altro mondo e di un gruppo deciso a ribellarsi alla regina e alle sue regole.

Marta Baroni costruisce una narrazione in sette capitoli che parla, in maniera molto vera, della potenza dei sogni e dei desideri, ma anche della cecità a cui conducono la rabbia e il voler troppo. Grazie al doppio binario di realtà e magia, offre una riflessione profonda, punteggiata da definizioni (nostalgia, sogno, desiderio…) e da un Mondo di Sotto di cui il lettore godrà della toponomastica e del parlare in rima di alcuni dei suoi abitanti. Un fumetto che dice della necessità di fare i conti coi propri demoni, della capacità di guardar in faccia le cose, ma anche in fondo ad esse: qualcuno si perde nel torbido, qualcuno ci trova forza e speranza.

Marta Baroni, Uma del mondo di sotto, Bao Publishing 2018, 208 p., euro 18

Le streghe di Benevento

11 Lug

Quando ero piccola le streghe di Benevento stavano su una cartolina che mi affascinava molto e le janare hanno continuato ad avere lo stesso fascino nei racconti di Ischia. Mi piaceva l’idea di ingannare il loro tempo costringendole a contare fino al mattino, lasciando magari davanti alla porta di casa una scopa di saggina per tenerle impegnate e impedire loro di entrare. Chissà se hanno provato la stessa fascinazione anche gli autori quando hanno visitato il Sannio. Sta di fatto che ne è nata una serie che negli Stati Uniti è già al quinto volume e che racconta le avventure di cinque cugini nelle strade di Benevento nel 1820 alle prese appunto con streghe di ogni tipo. Già, perché quando a Benevento si dice “strega” non si intende mica la stereotipata figura son scopa e cappellaccio; chiunque può essere una Janara, maschio o femmina, si spalma un unguento sotto le ascelle e la trasformazione notturna è fatta; e poi ci sono fate, fantasmi, demoni, la Zucculara che insegue i bambini che attraversano la piazza del Teatro Romano, la Manalonga che cerca di rapirli.

Nella prima avventura, ecco i gemelli Emilio e Rosa: nella fattoria in cui abitano succedono strane cose, spariscono formaggi, gli attrezzi sono tutti sparsi per terra, Rosa ha mal di stomaco e prurito al naso: la bambina coinvolge gli amici per andare a chiedere aiuto a zia Pia, a cui tutti si rivolgono per incantesimi e pozioni. Lei vuole una formula magica che scacci la Janara che ritiene responsabile; il lettore si immerge così nella realtà della città e nelle sue tradizioni, visita di note l’albero delle streghe, impara formule magiche e incontra Amerigo Gambadilegno che è stato in America e conosce un certo segreto.

La storia è appassionante e permette di rifarsi all’epoca e di immaginare come fosse Benevento (e magari vi verrà voglia di visitarla); in più il formato e le illustrazioni di Sophie Blackall ne fanno una lettura adatta a lettori di 7/8 anni per i quali, come spesso diciamo, non è semplice trovare dei bei libri di qualità da proporre. Questo lo è; lo pubblica una giovane casa editrice di Cervinara (AV), Primavera, che propone albi illustrati e ora questa serie che arriva dagli Stati Uniti, ma che è ambientata molto vicino alla loro sede.

Una curiosità: vi ricordate di Madeline che arrivò in Italia tradotta da Roberto Piumini per la serie bianca de Il Battello a vapore e che poi passò sugli schermi? Le dodici educande del collegio parigino con la terribile piccola Madeline? L’autore, Ludwig Bemelmans, era il nonno di John che ha continuato nella sua scia confezionando per Madeline nuove avventure in giro per il mondo.

John Bemelmas Marciano – Sophie Blackall, Le streghe di Benevento. La stagione dei malefici (trad. di Alessandra Valtieri), Primavera 2018, 128 p., euro 13

Le reginette

5 Lug

Quando parecchio tempo fa lessi questo romanzo in francese per una scheda di lettura per un editore, risi come una matta. Vincitore del Prix Sorcières, adattato con successo per il teatro, pare pronto per un road movie e infatti i diritti cinematografici sono stati già prelazionati da Lionceau Films; avrebbe anche tutti gli elementi per definirlo un romanzo pieno di sfighe e pure tendente al buonismo. Invece l’autrice riesce a mantenere alta fino alla fine la qualità della scrittura e della storia, grazie soprattutto all’autoironia della protagonista, molto spesso prossima alla causticità quando non all’autoderisione.

Al termine dell’anno scolastico, Mireille viene eletta Salsicciotto di Bronzo, secondo una tradizione che vota la ragazza più brutta della scuola su Facebook; è il terzo anno che viene premiata, ma ha perso il titolo di Salsicciotto d’Oro a vantaggio di una nuova della seconda B, Astrid, mentre la seconda piazza è stata assegnata a Hakima. Mireille condivide i premi: Astrid è strabica e Hakima le sembra un luccio. lei del resto la prende con la sua solita ironia, unica arma e corazza forse per sopravvivere al fatto che ci organizza la terribile gara è il suo miglior amico d’infanzia. Però conosce la durezza eel momento e i commenti pubblici dei compagni, per cui sa che le altre due nuove nominate – con la loro introversione e timidezza – potrebbero non prenderla bene; decide così di presentarsi, di conoscerle e di convincerle a non piangersi addosso. Scoprono di avere tutte e tre un valido motivo per andare a Parigi il 14 luglio e decidono di andarci in bicicletta, finanziandosi con la vendita di salsicce e salse varie (in originale sono proprio boudins, e così anche il titolo che hanno vinto) e raccontandosi attraverso un blog. Le accompagna Kader, fratello maggiore di Hakima, in sedia a rotelle dopo un’imboscata tesa ai soldati del suo battaglione mentre erano in “missione di pace”. Durante il viaggio otterranno molto incoraggiamento e applausi, ma ci sarà posto anche per la derisione, i commenti violenti, le gelosie, gli insulti. La strada percorsa insieme metterà in luce anche i limiti, le potenzialità e le corazze dietro cui ciascuna si nasconde.

Dei motivi per andare a Parigi, delle loro famiglie, delle passioni di ciascuna protagonista non dico; il lettore scoprirà lettura facendo, in questo libro in cui si mescolano parecchi temi importanti, in cui si ride, in cui si riesce a parlare con ironia di mestruazioni e videogiochi, di timidezza e padri importanti e assenti, costruito riportando post di blog e articoli di giornali on line con tanto di commenti.

Le tre vivono a Bourg-en-Bresse; il loro viaggio è quindi un percorso a tappe tr… , facilmente riconoscibili, rintracciabili su mappa e – perché no – un itinerario da cui prendere spunto.

Clémentine Beauvais, Le reginette (trad. di Bérénice Capatti), Rizzoli 2018, 291 p., euro 17, ebook euro 8,99

I misteri di Danger Point

3 Lug

Arriva in libreria il primo volume di una serie che sa davvero di estate: le protagoniste vivono a Surfside e il loro sport preferito è ovviamente il surf. A dire il vero non disdegnano nemmeno i misteri ed è proprio con questo che si cimentano. Samantha e Jade sono due adolescenti amiche da sempre, anche se a Samantha sembra che qualcosa non funzioni più come prima: Jade non fa che parlare di ragazzi, ridere in modo imbarazzante quando incontrano dei coetanei dell’altro sesso al cinema e pare distratta dai progetti estivi di sport e divertimento.

È Samantha però a imbattersi durante un’immersione in un passaggio segreto e in fantasmi che l’avvertono del pericolo per la cittadina: la costruzione di edifici e parchi turistici che snaturerebbero il luogo e lo priverebbero della sua bellezza un po’ nascosta e perciò ancora più preziosa. Sam vede i fantasmi e può parlare con loro perché, come essi sostengono, ha un dono particolare che la aiuterà a sventare i piani criminosi del sindaco.

Colori da sorbetto estivo per un fumetto che parla di mistero, ma anche di famiglia e di primi amori; una lettura perfetta per le vacanza.

Il sito dell’autrice.

Kim Dwinell, Le ragazze del surf. I misteri di Danger Point (trad. di Laura Tenorini), Il Castoro 2018, 242 p., euro 15,50