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Perché noi Boffi siamo così?

6 Giu

Cosa ci può essere di più intrigante che raccontare la scienza come una storia affascinante, per di più in rima? Ecco un albo illustrato molto divertente che riesce a spiegare ai più piccoli, in modo semplice e intuitivo, l’evoluzionismo e le teorie di Darwin: i personaggi principali sono i buffi Boffi e Boffe, abitanti del pianeta Ciribob, dal pelo giallo e dal lungo collo affusolato. Ma i Boffi hanno questo aspetto perché si sono evoluti: un tempo erano blu e il loro collo era ben corto, poi hanno dovuto adattarsi ai cambiamenti climatici, alle condizioni intorno, ai predatori… con tanto di pagine finali con qualche spunto scientifico, in cui fa capolino pure Darwin.

Le illustrazioni di Dolan sono coloratissime e ricche di dettagli e particolari, e ben piaceranno a chi è abituato a cimentarsi con albi di qualità e a chi ama ascoltare: infatti il testo rimato lo rende particolarmente adatto alla lettura ad alta voce, potete anche renderlo in forma rap, se vi va 😉 Sul sito dell’editore, potete leggere l’intervista a Emmett che racconta com’è nato il libro: non avendo trovato un testo che parlasse in modo semplice e accurato di evoluzionismo, ha deciso di scriverlo e ci ha messo l’ironia, pensando al Dr. Seuss.

Darwin e la selezione naturale ci danno occasione di presentare un altro albo, che colpisce già dalle illustrazioni di Rossana Bossù: è Chi sarà?, col testo delle biologa Paola Vitale, che racconta sempre di evoluzione, prima attraverso una poetica passeggiata alla scoperta di quel che arriverà, poi dando una serie di nozioni scientifiche sull’embrione che si sviluppa: quello di uomo, ma messo in paragone a pesci, rettili, per dire delle trasformazioni lentissime, degli adattamenti, di quel che rimane o da altro deriva (il coccige, l’incudine e il martello nell’orecchio…). Il testo dice infatti di come ciascuno di noi, mentre si forma, ripercorra la storia della vita sulla Terra, così come nei laboratori che ne nascono.

Jonathan Emmett – Elys Dolan, Perché noi boffi siamo così? (trad. di Lucia Feoli), Editoriale Scienza 2018, 32 p., euro 14,90

Paola Vitali – Rossana Bossù, Chi sarà, Camelozampa 2018, 48 p., euro 16,90

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Il nonno bugiardo

24 Mag

Alki Zei, conosciuta dal grande pubblico per La tigre in vetrina che dal 1963 viene apprezzato da generazioni di lettori, ha ribadito – nella sua recente partecipazione al Salone del Libro di Torino – come le vicende storiche che ha conosciuto e vissuto siano sempre presenti nelle sue storie. Succede anche in questo romanzo dove Andonis ha a che fare con un affascinante e misterioso nonno, che trova sempre una giustificazione per i suoi ritardi e racconta la sua partecipazioni a fatti importanti. Ex attore di teatro esiliato in Francia durante la Dittatura dei Colonnelli, tornato in Grecia, ancora oggi insegna a gruppi di ragazzi e intanto recita per il nipote e la domestica russa le vicende della propria vita. Il nonno è appassionato, folle e partigiano della libertà; cerca di dare al nipotino una visione del mondo inclusiva e ricca, di fargli conoscere persone, testi classici e sorprese. Lo porta a Parigi, sull’isola di Kos, in giro per Atene. Ma Adonis continua a chiedersi perché nessuno parli mai della nonna e questo mistero aleggia nella sua vita, gli fa immaginare inganni e crescere la rabbia finché i suoi grandi, considerandolo interlocutore alla pari, raccontano la verità, che per altro non fa che aggiungere fascino alla figura del nonno.

Il nonno ha le sue idee e i suoi modi di essere e di fare; ha anche il dono di saper ascoltare le domande, i silenzi, le rabbie del nipotino e di lasciare traccia nella sua vita; lo si percepisce presente anche quando non c’è più.

Peccato solo per alcuni punti in cui la resa italiana scivola.

La bella copertina e le illustrazioni interne sono di Andrea Antinori.

Alki Zei, Il nonno bugiardo (trad. di Tiziana Cavasino), Camelozampa 2018, 17 p., euro 13,90, versione audio mp3 euro 8,90

Un bacio e addio

25 Ott

Ogni albo di Jimmy Liao è per tutti, perché a ciascuno – indipendentemente dall’età – sa parlare e dire un che di appropriato, in sintonia con la propria storia, con echi di qualcosa che si è conosciuto o che si sta vivendo. La sua capacità di trattare con immensa lievità temi importanti e forti, che tanti temono e che molti autori alla fine banalizzano o trattano con ridondanza di luogo comune, ha una sua materica concretezza nel modo in cui le immagini si rincorrono sulla pagina e i colori vanno a comporre un mosaico pressoché perfetto, con una scelta da maestro delle diverse sfumature (in questo libro, ve ne potete accorgere ad esempio, in una delle prime immagini, dove un treno giallo sfila davanti a una città di case dai tetti declinati in blu).

Chi ha avuto la possibilità di incontrarlo e di ascoltarlo, sa che Liao è una di quelle rare persone che parlano semplicemente della vita, senza alcuna remora e senza alcun velo su quel che ci capita. Nello stesso modo, senza fare filtri, e con lo stesso magnetismo dà la parola in questo albo a un bambino rimasto orfano che viaggia in treno verso la casa del nonno, dove continuerà a crescere e a crescere bene, come gli è stato raccomandato e come in sogno tanti animali gli continuano a suggerire. Ha una valigia piena di ricordi e di oggetti, non sa più dov’è la chiave della casa che ha lasciato e manco da dove arriva il cane che lo accompagna, si interroga sulle nuvole e sulle stelle, sul ritrovare i suoi genitori guardando in su e sull’esprimere desideri. Il viaggio che sta compiendo, il senso del treno che viaggia in paesaggi quasi magici è il percorso di chi affronta un grande dolore, barcamenandosi tra l’autunno e  la primavera dell’animo, tra i ricordi che fanno male e che accompagnano e il futuro che si affaccia fuori dal finestrino.

Jimmy Liao dice, semplicemente, e ci dice che tutto si può dire ad alta voce. Che hanno dignità la mancanza del vento, i baci nei sogni, il riso che cresce pian piano senza che ce ne accorgiamo e fa verde il mondo. E che la capacità di immaginare e di dire è immensamente salvifica.

Jimmy Liao, Un bacio e addio (trad. di Silvia Torchio), Camelozampa 2017, 100 p., euro 22

Il sogno di Youssef

30 Apr

YOUSSEF coverAspettavo da tempo un libro così, meraviglioso e toccante già nella dedica iniziale: “A tutti i bambini che scappano dai buchi neri delle guerre dei grandi. Ai loro sogni appesi tra cielo, terra e mare”. Basterebbe solo questo, forse. Ma Isabella Paglia ci regala un testo poetico, prima duro e poi dolce, più rarefatto nella parte finale. Lo accompagnano illustrazioni bellissime, nel racconto di un dettaglio dove si condensa la disperazione, nella coralità di eventi più grandi che i bambini subiscono senza comprendere.

È un libro per i nostri piccoli, certo. Ma non lascerei al riparo gli adulti, bisognosi, loro sì, di una “storia” reale per tornare a commuoversi.

Già sotto il titolo, pagina iniziale, il dettaglio di una ciabattina da bimba, come le tante, troppe, viste al tg, nella cronaca dell’ennesimo naufragio. L’amicizia tra due bambini, interrotta dalla guerra e dalla partenza di lei. Maryam e Youssef, sognatori di mare e avventure. Il mare lo vedono la prima volta quando arriva a separarli. Sebbene abbia il ritmo di una ninna nanna, non è benevolo, ma misterioso e scuro.Per chi resta cadono le bombe, portando lutti e disperazione. Di Maryam non si sa più nulla, ma Youssef coltiva ogni giorno il sogno di riabbracciarla. Da qui in avanti il libro abbandona la cronaca e diventa una favola, irreale, certamente, un sogno con un risveglio in cui i desideri si avverano.

L’immagine dell’abbraccio alla conclusione del libro dovrebbe campeggiare in ogni scuola, biblioteca, asilo. Semplicemente due bimbi che si stringono, dopo aver visto l’inferno. L’empatia più vera, quella che si è persa tra burocrazie, calcoli di quote, costruzione di muri.

Il sito di Isabella Paglia; il blog di Sonia ML Possentini.

Isabella Paglia – ill. Sonia MariaLuce Possentini, Il sogno di Youssef, Camelozampa 2016, 32 p., euro 15

Maionese, ketchup o latte di soia

11 Mar

MAIONESE ketchup

Arriva in edizione italiana il romanzo di esordio di Gaia Guasti è una sceneggiatrice fiorentina che vive da anni in Francia dedicandosi con successo anche alla letteratura per ragazzi; in modo particolare è conosciuta dai giovani lettori d’Oltralpe per la trilogia fantastica La voix de la meute e personalmente ho apprezzato molto – per conocenza dei luoghi, per assonanza di piccola realtà, La tête dans les choux, ritratto dei vita in un minuscolo villaggio in Ardèche. Una voce che si contraddistingue per la scelta di temi mai scontati, presentati ai lettori con attenta ricerca stilistica; è un piacere dunque vederla pubblicata in italiano, anche se con la mediazione della traduzione a cui lei stessa ha collaborato.

La sua opera d’esordio viene pubblicata da Camelozampa nella collana “Gli Arcobaleni”, accanto ad altre storie di alta qualità in agevole, breve formato che abbiamo consigliato e recensito già in passato (uno su tutti, Gran pa’ di Léon). Affronta in forma di racconto lungo temi come le scelte alimentari, le scelte di vita, l’accettare le diversità e ciascuno per quel che è, l’incontro tra due protagonisti solitari e lasciati ai margini. la voce narrante appartiene al dodicenne Noah che studia attentamente la nuova compagna di classe che pare Venerdì Addams, tanto volentieri sembra nascondersi dietro una cortina di capelli nerissimi. Élianor viene messa al bando dal resto della classe per il suo odore, ma Noah non sente una puzza, bensì appunto un odore che non conosce, a cui non è abituato. Scoprirà che la ragazzina vive col padre – guru di professione – in una grande casa quasi vuota, ed è vegetariana convinta. Insieme affrontano la loro marginalità e il bullo di turno, assaggiano cibi mai provati, si avvicinano e si accompagnano col rispetto del voler conoscere l’altro, senza giudicarlo, ma senza neppure conformarsi a scelte che non si sentono proprie.

Il tema delle diverse scelte alimentari e delle posizioni che si possono prendere viene presentato attraverso dubbi e curiosità: diciamo che Noah non è proprio così convinto dal latte di soia 😉

La copertina è di Giovanni Nori.

Gaia Guasti, Maionese, ketchup o latte di soia (trad. di Silvia Rogai), Camelozampa 2016, 112 p., euro 9,90

Gesù, come un romanzo

28 Dic

gesù come un romanzo

“Gesù come un romanzo” fu pubblicato per la prima volta in Italia nel 1999 nella collana “I Delfini” di Bompiani, per la traduzione di Roberta Grazzani; torna ora, tradotto da Sara Saorin, nella collana “Gli Arcobaleni” di Camelozampa che si propone fin dal suo esordio di proporre ai lettori adolescenti narrativa di qualità che sappia dire bene di quel che vivono, di quel che hanno intorno.

La particolarità del romanzo di Marie-Aude Murail è di fare una narrazione fluida di molti episodi riportati dai vangeli, visti attraverso gli occhi di Pietro che racconta in prima persona. All’indomani della presunta resurrezione, di fronte all’amico che gli mostra il sepolcro vuoto e la pietra di chiusura rotolata a fianco, di fonte all’ipotesi di ritornare a casa in Galilea, Pietro pensa a chi lo ha conosciuto per buona parte della sua vita, col nome di Simone. Pietro non ha solo un nome nuovo, ma è una persona diversa, cambiata dagli avvenimenti che ha visto e vissuto a fianco di Gesù. Ripercorre così fin dall’inizio il suo incontro con Gesù e la condivisione del cammino, descrivendo le persone incrociate, quelle miracolate, i luoghi visitati e riportando le parole, ma anche la quotidianità del vissuto.

Interessante potrà essere vedere come i ragazzi si approccino a questo testo, cosa ne pensano qualora scelgano di affrontarlo, quale impatto abbia una narrazione che mantiene l’immediatezza sincera della Murail e che tratta di quel che per tanti è “religione”.

L’illustrazione di copertina è di Giovanni Nori.

Marie-Aude Murail, Gesù, come un romazo (trad. di Sara Saorin), Camelozampa 2015, 112 p., euro 10,90

Il picnic acquatico dell’Orso

11 Dic

0096_Il_picnic_acquatico_dell'orsoTorna l’orso che nel precedente albo della collana di albi illustrati “Le piume” di Camelozampa accoglieva con gentilezza gli altri animali nel suo rifugio invernale. Questa volta è alle prese con un picnic che però – tanto per far semplici le cose – si svolge in mezzo al lago. Un posto ideale, secondo l’orso, che ha portato del cibo speciale e gradito per ognuno degli amici animali e persino i tovaglioli da annodarsi al collo. Non fosse che la zattera su cui sene stanno comodi comodi si incaglia: Ma per fortuna ci sono le rane ad aiutare, e poi un favo e le mosche e… gnam gnam, finisce bene se si mangia tutti insieme!

Un altro cartonato da mettere in mano anche ai piccoli lettori che, diventati autonomi, possono leggersi da soli una storia accompagnata da splendide illustrazioni.

Sempre il sito di Yeoman e il sito di Blake.

John Yeoman – Quentin Blake, Il picnic acquatico dell’orso (trad. di Sara Saorin), Camelozampa 2013, 32 p., euro 15

Davì

14 Nov

davi

Torna in libreria il libro di Barbara Garlaschelli uscito nel 2000 nella collana “Frontiere” di EL, che insieme alla collana “Ex Libris” ha nutrito i lettori di allora di storie necessarie in cui rispecchiarsi, narrativa di qualità di cui qualche titolo ormai fuori catalogo trova posto in altre collane, presso altre case editrici. Così noi possiamo festeggiarne il ritorno in libreria e non solo sugli scaffali della biblioteca, dove possiamo sostituire le copie troppo usurate.

Davì è un indiano metropolitano, cresta verde in testa, anelli dappertutto, il cielo come coperta la notte e un centro commerciale e una biblioteca come punti di riferimento. Davì se n’è andato di casa, senza parole, senza rabbia e vaga per una città di cui non sappiamo il nome, sfiorando le persone, i cui sguardi – in intermezzi brevi – ce ne restituiscono l’immagine. Davì cammina con una margherita gialla in mano e racconta della sua infanzia, di sua madre che se ne è andata, di suo padre che non diceva una parola e nulla pareva scuoterlo, di un libraio che non giudica e che ogni tanto gli dà qualche lavoretto da fare. Racconta di Nicla, fuggita di casa pure lei, ma piena di rabbia e di astio che nascondono la paura di rimanere sola. Nicla che gli finisce addosso senza che lui se ne accorga e butta all’aria i libri dello scatolone che tiene in mano e insieme scompiglia quel che lui credeva di sapere e quel che non immaginava: che improvvisamente una persona può dare un senso, che può crescerti dentro un desiderio immenso di proteggere, che faresti qualunque cosa, che percorreresti qualunque strada. Anche quella incerta verso Dublino.

Questo libro in più ci piace perché tra le sue pagine c’è una biblioteca dove Davì può stare a leggere e nessuno lo giudica nè lo caccia e delle bibliotecarie che dicono che la biblioteca è un luogo pubblico ed è di tutti e per tutti.

Il blog dell’autrice.

Barbara Garlaschelli, Davì, Camelozampa 2013, 112 p., euro 9,50

La casa invernale dell’orso

26 Ott

0095_La_casa_invernale_dell'orsoCambio di stagione: l’estate lascia il posto all’autunno, nel bosco cadono le prime foglie, funghi che spuntano qua e là e un indaffaratissimo orso raccoglie rami e muschio per seguire passo a passo il progetto che gli garantirà un letargo tranquillo e senza spifferi. La gallina, il maiale, lo scoiattolo e il riccio lo interrogano, ma non lo aiutano, gli danno dello stupido, salvo poi chiedergli asilo e riparo quando il vento dell’inverno comincia a soffiare e l’umidità a farsi sentire. Però loro non sono animali da letargo: vogliono giocare a mosca cieca e a “caccia al favo”, fare festa, cantare., farsi spazio dove spazio poco ce n’è, date le dimensioni della tana. Insomma si divertono ai loro ritmi, mentre l’orso sbadiglia e accumula sonno arretrato.

Versione de “la gallina rossa” in salsa invernale di letargo, dove tutti domandano, fanno i curiosi e poi accorrono al caldo profittando della gentilezza dell’orso.

Questo libro è stato pubblicato per la prima volta in Gran Bretagna nel 1969!

Il sito di Yeoman e il sito di Blake.

John Yeoman – Quentin Blake, La casa invernale dell’orso (trad. di Sara Saorin), Camelozampa 2013, 32 p., euro 15

Lola e io

5 Nov

More about Lola e io

Leggi questo libro e per un po’ giochi sul filo del fraintendimento della voce narrante perché la maggior parte dei passaggi potrebbe benissimo essere la voce della ragazza dai lunghi capelli di seta e invece è la cagnolina che guarda e descrive, dando occhi alla padrona che ha perso la vista in un incidente stradale.

Stella, di cui scopriamo il nome solo nell’ultima pagina, accompagna da cinque anni Lola, le fa da guida e intanto conduce per mano (forse meglio, per zampa) anche il lettore in un mondo che è fatto di rumori della città, di vento tra i capelli, di musica, di bisticci, di cibi deliziosi, di stoffe morbide. Un mondo con tutti i sensi all’erta, con occhi dolci, occhiacci e  e sbadigli. Un libro dove il vento sta nelle illustrazioni, dove la neve scende piano nella sera, dove il mare spruzza sotto i piedi che corrono.

Il sito dell’illustratore.

Il testo utilizza un carattere tipografico  “amico”, studiato per facilitare la lettura in particolare per chi ha problemi di dislessia.

Chiara Valentina Segré – illustrazioni di Paolo Domeniconi, Lola e io, Camelozampa 2012, 32 p., 14 euro