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Il giardino curioso / Un giardino straordinario

14 Giu

Due albi che parlano di giardini, di come il verde possa prendere piede e trasformare un paesaggio anonimo quando non degradato, con due protagonisti curiosi e pazienti.

Il primo, Il giardino curioso edito da Giralangolo, prende spunto dalla vera storia della ferrovia sopraelevata High Line di New York, chiusa e abbandonata dal 1980, sui cui binari nel corso degli anni sono cresciuti alberi e fiori selvatici. Peter Brown immagina Liam, bambino curioso che scopre tra le traversine delle piante che necessitano di un giardiniere: si ingegna allora a prendersene cura nel modo migliore, potendo, annaffiando, cantando. Le stagioni passano, arrivano le prime fioriture, l’inverno porta invece il tempo dello studio per poter fare meglio la primavera successiva: spuntano nuove piante e nuovi giardinieri, in un’opera che diventa collettiva nella condivisione degli spazi verdi e nel lavoro per crearne di nuovi. Un invito insomma anche al Guerriglia Gardening, allo spargere semi e speranza di bellezza fiorita negli angoli più impensati per stupire passanti e cittadini abituati al solito paesaggio.

In Un giardino straordinario, da poco uscito per Terre di Mezzo, c’è un altro bambino dalla fantasia strabordante, sempre pronto ad andare in mondi straordinari, che dalla lettura di un libro e delle sue immagini, lascia germogliare un’idea: ecco allora la ricerca di un seme, la cura, l’attesa e il via ad una sorta di attacco infettivo di voglia di piantare e veder spuntare alberi e fiori. Qui il tratto di Sam Boughton, l’uso dei pastelli e del collage, danno materia a un mondo fiorito e affascinante che ben rappresenta il prendere corpo e colore nella realtà dell’idea che il protagonista ha avuto.

I due albi sono accomunati non solo dal tema e dal suo svolgimento, ma soprattutto dalle caratteristiche dei loro protagonisti: entrambi infatti possiedono la pazienza del giardiniere, quella che fa covare la speranza anche quando non si vede nulla, anche quando i bulbi dormono sotto la coltre di neve o nel tempo in cui i semi accumulano sotto terra la forza per spuntare e crescere. La pazienza del giardiniere è un’arte che va di pari passo alla capacità di prendersi cura, di notare i piccoli cambiamenti, di essere attenti alla necessità e di lasciarsi stupire da quel che viene, a lungo atteso e magari ancora più bello di quel che ci si aspettava. E che ovviamente dice anche dei sogni, della loro forza e della meraviglia di quando si fanno veri e tangibili.

Peter Brown, Il giardino curioso (trad. di Anselmo Roveda), Edt Giralangolo 2018, 36 p., euro 15

Sam Boughton, Un giardino straordinario (trad. di Sara Ragusa), Terre di Mezzo 2018,34 p., euro 15

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Il gigante arriva a Parigi

29 Mag

La copertina cartonata permette di staccare un set di sei forme colorate (e di riporle, in modo da non perderle) con cui seguire la storia e riproporla sommandole, avvicinandole, ricostruendo insomma quel che viene raccontato dal testo: l’arrivo di un gigante a Parigi, che ammira le luci, il traffico, il fiume. Poi prova a infilarsi su un ponte e nel metrò per passar sull’altra riva, per poi fermarsi lì in città, in una forma che ben conosciamo nell’orizzonte della capitale francese.

Una proposta originale che permette di andare oltre la storia, di inventarne altri pezzetti mescolando le carte in gioco, che a questo giro sono appunto le forme da combinare insieme per dare il via alla fantasia, regalando al gigante altre avventure, a Parigi altri scorci, al lettore una scoperta sempre nuova.

Ginevra Dondina – Emiliano Mattia Fadda, Il gigante arriva a Parigi, EDT Giralangolo 2018, 48 p., euro 17,50

Il Grotlyn

8 Apr

Davies si misura a questo giro con una storia della notte, giocando con il lettore e preparandogli un piatto ricco perché in realtà il libro si presta a essere letto e riletto, tornando indietro a scovare gli indizi che sono disseminati qua e là, come indizi rivelatori del mistero.

Si sentono infatti strani rumori, fruscii improvvisi che spaventano i piccoli Rubi e Sam e poi furti che fanno pensare a un famigerato Grotlyn che si aggira nel quartiere, i cui abitanti si confrontano e si lamentano: persino al poliziotto rubano il bucato! A quel punto si intuisce chi sia il ladro e poi si scopre il suo progetto di libertà e di fuga. Ecco allora che si può ripercorrere l’albo per scovare gli indizi, i particolari e… le zampe.

La traduzione italiana segue la struttura a rime baciate dell’originale e permette quindi una lettura ad alta voce coinvolgente a affascinante: vi conviene rodarle con un buon esercizio, per non incagliarvi laddove le frasi sono più lunghe e neppure nelle allitterazioni dell’ “annoda nodi e allaccia lacci” e parimenti provare i toni. Sussurrati, bassi, improvvisi daranno corpo al testo e accompagneranno il lettore nel paesaggio notturno illuminato dalla luna e dai lampioni, tra comignoli e piccioni e tetti degni di un tempo dickensiano.

Il booktrailer dell’edizione Harper Collins.

Benji Davies, Il Grotlyn (testo italiano di Anselmo Roveda), Edt Giralangolo 2018, 36 p., euro 15

Bambini nel mondo

9 Mar

Si intitola “Bambini nel mondo” la nuova collana di Giralangolo e ci sembra di buon auspicio, perché sono libri per i bambini che vanno e andranno nel mondo, per i bambini (e i loro adulti) che si guardano intorno e si fanno domande. I quattro albi illustrati parlano di temi grandi come l’immigrazione, la povertà, il razzismo, i conflitti globali: parole “grosse” e scenari complicati che vengono resi a misura di una lettura da fare da soli oppure insieme, resi più vicini dal testo che si rivolge direttamente a chi legge e cerca di interloquire anche con i suggerimenti di approfondimenti on line e altrove (altri testi, altre informazioni da cercare in libreria, in biblioteca) che si trovano a fine volume.

I libri hanno il pregio di aiutare i bambini, e prima di loro sicuramente i grandi a cui si rivolgono chiedendo spiegazioni, a trovare le parole per dire, per riflettere su quel che si coglie in tv, sui media, nelle conversazioni. Si spiega allora la situazione dei rifugiati e l’iter che seguono per essere riconosciuti; si parla di conflitti grandi e piccoli, di forme di razzismo quotidiane, di cosa può determinare la povertà di una famiglia. Si invita a fare: a pensarci su, a farsi un’idea, a essere cittadini attivi nel proprio intorno.

In cosa a questa settimana dove molti si sono interrogati – probabilmente più del solito – su come la pensano le persone intorno e su cosa – paura, rabbia, modo di guardarsi intorno – porti a certi scenari politici, questi libri ci sembrano validi strumenti per provare a guardare insieme ai bambini cosa succede nel mondo, per parlarne e per confrontarsi e così continuare a crescere insieme, nel rispetto, nel confronto.

Tutti e quattro sono illustrati da Hanane Kai.

Ceri Roberts – Hanane Kai, Il razzismo e l’intolleranza (trad. di Anselmo Roveda), EDT Giralangolo 2018, 32 p., euro 13,50

Louise Salisbury – Hanane Kai, I conflitti globali, (trad. di Anselmo Roveda), EDT Giralangolo 2018, 32 p., euro 13,50

Louise Salisbury – Hanane Kai, I rifugiati e i migranti, (trad. di Anselmo Roveda), EDT Giralangolo 2018, 32 p., euro 13,50

Louise Salisbury – Hanane Kai, La povertà e la fame, (trad. di Anselmo Roveda), EDT Giralangolo 2018, 32 p., euro 13,50

La balena nella tempesta in inverno

8 Ott

Per chi ha amato il precedente albo, ecco tornare Nico, il suo papà e anche la balena che – salvata dalla tempesta – era stata riaccompagnata in mare. Nico ne ha nostalgia, sente quella mancanza forte e insieme tenera che a furia di durare ti fa immaginare di vedere la sagoma di chi ti manca ad ogni dove, e ogni volta invece ti sbagli. Ma l’amica balena sa tornare, proprio quando il bambino ha bisogno d’aiuto, uscito di notte tra i ghiacci dell’inverno a cercare il babbo partito per l’ultima pesca della stagione.

Benji Davies ripropone i suoi personaggi e la sua grazia, quella lieve con cui dice dei legami forti, del quotidiano di un padre e di un figlio, delle piccole cose di ogni giorno che si fanno imprese di una notte e che poi rimangono nei ricordi, nei discorsi come momenti condivisi che fondano i fili che non si possono scindere, anche quando si è lontani.

E si può giocare con i due albi per scoprire gli stessi paesaggi in stagioni diverse, per riconoscere forme sotto la coltre di neve.

Benji Davies, La balena nella tempesta (trad. di Anselmo Roveda), EDT Giralangolo 2017, 32 p., euro 15

 

Quellilà

27 Apr

Quando non si conosce e non si sa, è facile credere a chi dice di sapere e ricamare sopra quel che ci si immagina. Capita allora che gli abitanti del regno dov’è ambientata questa storia abbiano una gran paura di Quellilà, i vicini che non hanno mai visto, che pensano tanto pelosi quanto cattivi. A incrementare la paura è il vecchio Marricordo, giudicato saggio nonostante la sua memoria faccia cilecca: è più semplice credere allo smemorato, unico testimone dei tempi andati, piuttosto che andare a vedere coi propri occhi. Ne viene così un quotidiano armarsi, costruire muri, trasferirsi a vivere sugli alberi e attendere – dal re fino al più piccolo dei sudditi – l’attacco che non arriva. In realtà i vicini sono identici a quelli che li temono e l’albo che sfogliamo è una belle descrizione di quel che combina il pregiudizio quando lascia perdere la logica verità e si adagia nella comodità del credere, di quanto fanno in fretta a crescere e a cambiare le notizie quando passano di bocca in bocca.

Michele Rocchetti scompone la figure attraverso forme e colori, in uno stile un po’ futurista, con ampio uso anche del nero. Se la storia è dedicata ai più piccoli, l’albo ben si presta a una ricca riflessione coi più grandi sullo stile e sulla grafica.

Il sito dell’illustratore.

Daniele Movarelli – Michele Rocchetti, Quellilà, EDT Giralangolo 2017, 28 p., euro 15

Un compleanno nella giungla

24 Nov

compleanno-giunglaEcco il testo vincitore della terza edizione del Premio Narrare la Parità promosso dall’Associazione Woman To Be nell’intento di invitare a creare storie che ragionino sulla parità e sugli equilibri di genere, improntati sull’interscambiabilità dei ruoli, premiato poche settimane fa a Strasburgo, all’Istituto Italiano di Cultura. In pieno spirito quindi della collana Sottosopra di EDT Giralangolo di cui vi abbiamo più volte segnalato le diverse uscite, tutti albi illustrati che puntano a combattere gli stereotipi di genere.

In questo caso Beatrice – fresca di soffio sulle candeline dei suoi cinque anni – parte per un’avventura mettendosi di traverso a un luogo comune: chi l’ha detto che gli esploratori sian tutti maschi? Equipaggiata di tutto punto con binocolo, mappa, bussola, lente di ingrandimento e persino il pugnale di Sandokan, eccola partita: il giardino di casa si trasforma in una giungla, una lucertola in un serpente, il gatto in una tigre. E al compimento dell’impresa non può che essere felice come chiunque raggiunga l’obiettivo che si è prefissato.  Specie se puoi scegliere con libertà cosa vuoi fare, cosa vuoi essere.

Il blog dell’illustratrice e il suo portfolio.

Simona Miola – Daniela Volpari, Un compleanno nella giungla, Edt Giralangolo 2016, 28 p., euro 13,50

Ferma così

19 Ott

ferma-cosiCi sono molti modi per affrontare i “temi caldi” della vita e i romanzi rivolti agli adolescenti ci hanno abituati in questi ultimi anni a vere e proprie perle che sanno dire in modo esatto e pieno di garbo e di grazia tutto quello che sovente sembra troppo difficile da pronunciare ad alta voce a casa o in classe. Eccone un altro saggio: già apprezzata ne Il tempo dell’estate, Nina LaCour affronta in questo libro il tema del suicidio visto dalla parte di chi rimane e porta con sé il senso di colpa di non aver saputo vedere o agire, di non esserci stato abbastanza. Racconta in prima persona Caitlin, che il lettore incontra all’inizio dell’anno scolastico, a pochi mesi dal suicidio della migliore amica che pare non aver lasciato traccia di saluto o di motivazione. Invece Caitlin trova sotto il suo letto il diario di Ingrid, lasciato scivolare lì nell’ultima sera in cui hanno studiato insieme: è attraverso le pagine dello spesso quaderno, riportate anche nel libro, che la ragazza rilegge quello che è successo, facendo parallelamente fronte alla realtà: la sua famiglia, l’insegnante della materia preferita che pare non considerarla più, i rapporti coi compagni fino ad allora distanti perché Caitlin e Ingrid erano un duo a sé, l’innamorarsi di Taylor, l’amicizia con Dylan, nuova arrivata a scuola che chissà cosa nasconde oltre il nero di cui si veste.

Concentrata su se stessa e sul proprio dolore, Caitlin racconta in realtà il dolore di tutti quelli che le stanno intorno e che conoscevano Ingrid, i loro diversi modi di reagire e di tentare di uscire dall’ottundimento che li fa opachi; racconta modi di reagire, necessità di tempi e di gesti, misure che sono necessarie a ciascuno e per ciascuno diverse. Racconta attraverso lo sguardo sugli adulti, in particolare su Miss Delani, prima così perfetta e ammirata, ora improvvisamente assente, distante, che quasi non vuole vedere l’allieva. Racconta attraverso metafore a dir poco perfette: la fotografia, innanzitutto, materia in cui le due amiche sempre si sono applicate insieme, in cui Ingrid eccelleva: la capacità di vedere, quello che si può intuire quando si guarda una fotografia, l’occhio di un altro che riesce a svelare quello che tu non riesci o forse non vuoi notare. E poi la costruzione e la demolizione: c’è un vecchio cinema abbandonato che è stato il posto preferito di Ingrid e Caitlin e che diventa per quest’ultima un luogo simbolo in cui entrare, in cui cercare bellezza e riparo, fino al giorno in cui mezza città assiste alla demolizione e di certo per la protagonista non solo reale, ma fortemente simbolica. Lasciar spazio al nuovo che si può costruire, esattamente come la casa sull’albero che Caitlin mette insieme con tenacia, prima liberando la rabbia che porta dentro, e poi dando un senso allo spazio e a se stessa, bozzolo di ragazza che non è solo più l’amica di Ingrid, ma che riesce a essere se stessa proprio condividendo con gli altri i pensieri che l’amica le ha nascosto sotto il letto. Lasciar andare, costruire, dare tempo: proprio come il tempo delle stagioni, nelle quali è divisa la narrazione. Da “estate” a “estate, di nuovo”: possiamo sempre portare a casa la nave, sana e salva.

Un libro prezioso.

Il sito dell’autrice.

Nina LaCour, Ferma così (trad. di Aurelia Martelli), Edt Giralangolo 2016, 313 p., euro 14,50

L’isola del nonno

14 Ott

isola-del-nonnoUn viaggio che diventa per sempre, un albo che dice in modo delicato della morte, del salutarsi, ma anche del rapporto speciale che rimane comunque. Il nonno di Syd abita in una casetta in fondo al giardino e i particolari che Benji Davies regala all’abitazione e alle varie stanze sono indizi della sua personalità e delle sue passioni tra cui il lettore si divertirà a curiosare: è un marinaio, ha viaggiato molto, ama dipingere e occuparsi di piante e fiori; insomma, tutto dice che questo nonno è una persona che sa prendersi cura: di se stesso, della natura intorno, dei ricordi e degli altri. Sa prendersene così cura che è capace di abbassarsi, di farsi piccolo fino all’altezza del nipote per prenderlo per mano e portarlo in un viaggio che comincia dalla soffitta dove Syd non è mai salito e che conserva tutto quello che il nonno ha portato a casa dai suoi viaggi: sono pronti zaini e valigie, un cappello con piuma colorata da mettersi in testa e via, la grande porta di metallo rivela una nave pronta a salpare verso un’isola da scoprire insieme, ricca di meraviglie, un posto quasi perfetto dove non serve manco il bastone a cui appoggiarsi. Lì il nonno rimane per sempre, rimandando a casa Syd: non è una rotta dolce sotto un cielo terso, come all’andata; è un ritorno burrascoso sotto nuvoloni cupi, tra onde grandi e minacciose che dicono perfettamente del dolore, della rabbia e anche di quel che non si capisce quando muore qualcuno. La tempesta che Syd affronta è la tempesta interiore e la casa silenziosa è il vuoto che si sente dentro: eppure c’è una busta, c’è un’immagine di quell’isola che dà di nuovo colore a tutto.

Del resto poi bisogna sempre fare attenzione ai particolari: se confrontate le pagine in cui compare la soffitta, quella prima della partenza e quella un po’ desolata in cui Syd è solo senza nonno e senza porta metallica, vedrete che il nonno non si è portato via tutto, ma ha lasciato al nipote un oggetto preciso. A ricordargli il tempo passato insieme e – mi piace pensare – a tenergli a mente che possiamo sempre portare la nave a casa, sana e salva, anche se le onde la fanno sobbalzare, anche se il cappello che portiamo in testa sembra ancora troppo grande per la nostra piccola esperienza.

Il sito di Davies. Sulla pagina Fb di Giralangolo trovate il booktrailer del libro.

Benji Davies, L’isola del nonno (trad. di Anselmo Roveda), Edt Giralangolo 2016, 36 p., euro 15

Una vacanza quasi perfetta

11 Lug

 

vacanza perfetta

Godibilissimo romanzo estivo di formazione, andamento brillante e veloce, un’infilata di battute e di serie riflessioni proposte con ironia sull’adolescenza, sulla famiglia, sulla vita.

Il diciassettenne Maxime Mainard si fa forte della sua età che costringe i genitori a consultarlo e chiederne l’opinione: si rifiuta pertanto di andare a fare trekking in Corsica sul GR20. A onor del vero si rifiuta anche la sorellina di nove anni che propone di esser mandata in colonia in Bretagna con la miglior amica, mentre Maxime ripiega sulla sua vacanza preferita da bambino: a casa delle nonna, in periferia, in una casetta con tanto di gatto, libreria fornitissima di gialli, pc a disposizione e albero di ciliegie in giardino. Peccato che la nonna finisca in ospedale dopo un incidente domestico e che il ragazzo constati la propria solitudine: nessun amico stretto, nemmeno una ragazza. Una grande passione per la musica, una chitarra a disposizione, film piratati dalla rete e chat on line: è così che Maxime incontra e si scontra con Pika, misteriosa e intrigante.

Peccato per quel “doccie” plurale di “doccia” con tanto di i, refuso che compare subito subito alla seconda pagina di testo.

Il romanzo è la prima traduzione italiana tra i testi per ragazzi (anche se l’autrice non ama la distinzione adulti/ragazzi per quel che scrive) di Anne Percin, apprezzata scrittrice francese di cui aspettiamo altre pubblicazioni in lingua italiana. Nel 2013 Hop! aveva pubblicato Felicità perduta.

Anne Percin, Una vacanza quasi perfetta (trad. di Federica Angelini), EDT Giralangolo 2016, 204 p., euro 14,50