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Molly e Mae. Due amiche, un viaggio

29 Giu

Le illustrazioni di Freya Blackwood, nella loro leggerezza pastosa, sono sempre molto poetiche e in questo caso si accompagnano al testo integrandolo di significati e particolari. Danny Parker sintetizza l’andamento sì dell’amicizia, ma piuttosto della vita attraverso la metafora di un viaggio in treno intrapreso da due amiche. Prima in stazione, poi al binario, infine nel vagone: l’entusiasmo iniziale lascia il posto alla noia, a qualche battibecco, allo scegliere posti distanti mentre fuori piove, quasi a dire che il rapporto per un attimo si è raffreddato, come il tempo meteorologico.  All’inizio il lettore vede la vicinanza delle bambine farsi complicità, condividere caramelle e segreti, diventare appiccicate non solo a causa delle gomma da masticare, ma perché stanno bene così. Insieme. E insieme stanno anche nel disagio di guardare ciascuna da un finestrino differente, ma comunque nella stessa carrozza. Allora una di loro prende l’iniziativa e qui il testo davvero si fa vicino alla parabola alta di quel che è la vita o perlomeno che si auspica si sappia fare nella vita: “Molly prende le parole che non avrebbe dovuto dire e le nasconde. Poi trova alcune di quelle che avrebbe dovuto dire, e inizia a costruire un ponte tra di loro. Anche Mae aggiunge qualche parola, per renderlo abbastanza forte da reggerle entrambe”.

Noi non aggiungiamo altro, se non che la scelta del formato si presta particolarmente al racconto del viaggio e allo scorrere del paesaggio, dietro i finestrini o in alto sulla pagina ed è un paesaggio di montagne e di ponti che a noi ricorda un po’ le altezze e i chiaroscuri della linea ferroviaria Cuneo-Nizza, con i suoi paesaggi e la sua storia.

Il sito dell’illustratrice.

Danny Parker – ill. Freya Blackwood, Molly e Mae. Due amiche, un viaggio (trad. di Sara Ragusa), Terre di Mezzo 2017, 32 p., euro 15. 

Dory fantasmagorica trova un’amica (per davvero)

15 Set

dory fantasmagorica-trova-unamicaIn questi giorni di inizio scuola, non possiamo non seguire il debutto alla scuola primaria di Dory, la protagonista della nuova serie tradotta da Terre di Mezzo di cui abbiamo già presentato il primo volume uscito a giugno. In quell’occasione abbiamo sottolineato la felice scelta di portare questa serie in Italia offrendo così ai lettori che già viaggiano sicuri delle avventure divertenti, accompagnate da illustrazioni in un formato che ci sembra della misura giusta.

Anche Dory dunque arriva alla scuola nuova; è piena di domande, proprio come tanti bambini in questi giorni e soprattutto è assillata dai fratelli maggiori che le spiegano come deve comportarsi e come deve vestirsi  per poter stringere nuove amicizia, pregandola anche di lasciare a casa per qualche ora la sua fervida fantasia. Ma Dory ha anche Mary, la sua amica amica immaginaria che non sopporta di esser lasciata sola e che si vendica con una serie di suggerimenti buffi. Tra i banchi c’è l’irrefrenabile Giorgio, ma soprattutto Rosabella, che veste in modo principesco  e ha familiarità cosi draghi: come spiegare ai propri fratelli che è una bambina vera, un’amica non solo immaginaria?

Ancora una volta Dory spiazza e regala risate pensate, rivendicando l’essere se stessa, con addosso nove paia di mutande, con le ossa luminose come lampadine (parola di Mary!) e il solito gnomo-fata madrina. Irresistibile.

Il sito dell’autrice. Inutile dire che aspettiamo il terzo volume 😉

Abby Hanlon, Dory fantasmagorica trova un’amica (per davvero),trad. di Sara Ragusa, di Mezzo 2016, 168 p., euro 12

Dory fantasmagorica

4 Giu

doryAbbiamo appena parlato di una protagonista decisa e incontenibile, ed eccone un’altra anche lei protagonista di una serie di cui arriva in Italia il primo volume adatto – per presenza di illustrazioni che si integrano con il testo, peraltro di una giusta misura – ai lettori che cominciano a muoversi spigliatamente. Dory è divertente, imprevedibile e soprattutto incontenibile, fino a portare allo sfinimento i genitori e la sorella e il fratello più grandi di lei. Non lo fa apposta, ma ha sempre la battuta pronta e vuole esserci ad ogni costo, anche finendo per mettersi nei guai: Dory soffre del sentirsi la più piccola in ogni situazione, sempre esclusa dai giochi e dalle avventure dei fratelli. Cerca di sopperire con la sua fervida immaginazione che produce amici immaginari ad ogni piè sospinto (qui conosciamo Mary), a prendere alla lettera tutto quello che le vien fatto credere e a buttarsi a capofitto in tutto, senza stare mai zitta, disposta addirittura a trasformarsi in Ossodipollo, adorato cucciolo di cane, o a infilare le mani nel gabinetto per recuperare la pallina rimbalzina.

Dory ha compiuto sei anni e si prepara alla nuova scuola: i fratelli cercano di farle capire che deve crescere, che non può succhiare il pollice, ma lei vorrebbe tanto poter rimanere a casa in camicia da notte. La seconda avventura, in libreria ad agosto, si annuncia appunto ambientata a scuola, dove pare che Dory troverà un’amica, vera questa volta; si potessero mandare in classe insieme i personaggi dei libri, scommetto che Dory si siederebbe nel banco accanto alla Lotta di Astrid Lindgren e quante ne combinerebbero quelle due! La loro impertinenza va di pari pari a quella di Olivia, di Rita (con Machin), di Hilda… benvenute nel club, ragazze!

Una lettura molto divertente, con una protagonista piccola ma ricca di risorse e di dignità: tenere sempre la testa alta e fingersi occupati anche quando i tuoi fratelli non ti vogliono assolutamente tra i piedi. Tanto poi trovi il modo per fargliela 😉

Il sito dell’autrice.

Abby Hanlon, Dory fantasmagorica (trad. di Sara Ragusa), Terre di Mezzo 2016, 151 p., euro 12

Essere o apparire

19 Giu

Essere_o_apparire

Un poema illustrato, per seguire la scia di sassi colorati e lanciarne uno come la protagonista per colpire il centro. Un poema per fare centro e per andare al cuore di chi ci sta davanti. Dice la protagonista della sua fronte ampia, del suo naso piccolo, delle sue orecchie a chiave di fa e via così; dice della sua fronte che eppure ha qualche idea che gira dentro, del suo naso dal fiuto eccezionale, delle orecchie che non distinguono le note. Già, perché non tutto quello che appare poi è davvero come sembra.

Un poema per parole e collage per dimostrare di essere diversi da quel che si può immaginare e per invitare alla scoperta: un lungo viaggio, un viaggio “da quello che sembro a quello che sono”, un percorso che porta là, al centro per vedere davvero chi si ha di fronte.

Un albo essenziale in tutto, scarno nelle parole e nei tratti che evocano, scarno con bellezza nel suo invitare a cogliere l’essenziale delle persone e delle cose, a guardare al di là, a non scoraggiarsi nell’impresa anche quando sembra lunga. Da non perdere.

A proposito dell’autore. Il sito di Isol.

Jorge Luján – Isol, Essere o apparire (trad. di Sara Ragusa), Terre di Mezzo 2015, 22 p., euro 12

Prima della prima

20 Apr

prima della prima

Un venerdì sera, al tramonto. Le luci si accendono nelle case e centocinque persone si preparano per andare al lavoro: si lavano, si vestono, si truccano, prendono sciarpe e cappotti, salutano chi resta a casa. Li vediamo nel bagno o sotto la doccia, mentre infilano calze, tirano bretelle, annodano il papillon, infilano orecchini. C’è chi è freddoloso e mette le doppie calze, chi si infila le baghette, chi sceglie gonne lunghe, chi vestiti interi, chi addirittura sotto il completo indossa un pigiamone colorato. Tutti, ad eccezione di tre, portano uno strumento nella custodia; hanno un posto fisso in cui sedersi e alle venti e trenta sono pronti per trasformare in musica i segni sugli spartiti: ecco, il lettore ha appena assistito alla preparazione dei membri di un’orchestra classica. Di solito siamo abituati a vederli tutti insieme, vestiti di bianco e nero quasi ad assimilarsi nei colori perché risalti la loro musica nell’insieme; questo albo – di cui apprezziamo anche il formato che piacerà ai lettori alle prime armi, ampio nel respiro della disposizione di testo e illustrazioni sulla pagina – ci ricorda invece che ciascuno di loro ha proprie personalità, caratteristiche, gusti che si porta dietro quando si accorda agli altri colleghi per regalare al pubblico l’armonia di una sinfonia. Curioso sicuramente per il lettore seguire i singoli e scoprirne i dettagli della personalità: chi si infila il pigiamone rosso sotto lo smoking poi indossa, per uscire di casa, anche un vistoso allegro piumino giallo canarino 😉

E sicuramente al prossimo concerto o occasione pubblica vi salterà in testa qualche pensiero buffo: chi suona avrà doppi calzini? Chi si sta parlando addosso a tale conferenza, borioso e noioso, uscirà d’inverno con le mutande lunghe o porterà le giarrettiere per non far fare ai calzini fisarmonica sulle caviglie? Insomma, pensieri buffi sull’umanità.

A proposito di Karla Kuskin. A proposito di Marc Simont.

Un video a proposito dell’albo. Sfoglia le prime pagine sul sito dell’editore.

Karla Kuskin – Marc Simont, Prima della prima. L’orchestra si veste (trad. di Sara Ragusa), Terre di Mezzo 2015, 48 p., euro 10

Lo scambio

29 Gen

scambio

Il tema della gelosia tra fratelli nei confronti del neonato che ha appena fatto il suo ingresso in famiglia è declinata, negli albi per i più piccoli, secondo varie sfumature, nel prima e nel dopo, l’attesa e poi il confronto col nuovo arrivato. In questo albo si riprende il concetto che ci si può lamentare, ma poi provare altre soluzioni per convincersi che quel che si ha è effettivamente il meglio che si possa desiderare.

La mamma della coccodrilla Carolina non fa che lodare le bellezze del nuovo fratellino: accecata e un po’ instupidita come succede dalla novità, rimira gli occhi gialli come tuorlo d’uovo e il color verde simil bruco (a ciascuno i propri termini di paragone!), mentre alla piccola non va a genio che il bebè occupi tutto lo spazio sulle ginocchia e nelle coccole. Approfittando di una commissione della mamma, cerca di scambiarlo: rifiuta l’offerta di bebé che non corrispondano alle caratteristiche amate dalla genitrice e prova un panda, un elefante, due tigrotti gemelli. Li trova ovviamente tutti troppo faticosi e torna volentieri a riprendersi l’originale, nonostante puzzi e sbavi. Per poi scoprire che la mamma ha cura e attenzione per entrambi.

La storia è ambientata tra le vie di una città che ci ricorda per alcuni versi Scarry (i negozi in fila con le loro insegne, la molteplicità di animali diversi che si vedono in giro). Si può giocare ad osservare i particolari, l’intorno e immaginar storie per gli altri personaggi che transitano sullo sfondo.

Il sito dell’illustratore. Sfoglia le prime pagine del libro sul sito dell’editore.

Jan Ormerod – Andrew Joyner, Lo scambio (trad. di Sara Ragusa), Terre di Mezzo 2015, 32 p., euro 10

Cappuccetto Rosso

12 Giu

OllerProcede per immagini questa versione di Cappuccetto Rosso, per sole immagini: un senza parole di forte impatto grafico, giocato su una manciata di colori e su poche, chiarissime immagini che conducono il lettore attraverso la storia. Come se Oller avesse deciso di mettere su un tavolo tutti gli ingredienti necessari e lasciasse alla voce di chi li osserva il compito di cucire il filo che li lega.

Dalla libellula sul prato al dito ammonitore della mamma, mentre sullo sfondo la stufa borbotta; una coda di lupo che spunta e un vasetto di marmellata molto Bonne Maman, ma anche l’ombra delle gambe del cacciatore, un percorso che pare la cartina della metro, i due puntolini nonna-nipote nella pancia del lupo e il loro ridiventare forme una volta fuori (la nonna così simile nel suo mantello nero al sacco della Morte di Violeta Lopiz).

Una nuova declinazione di Cappuccetto che ci dà occasione di un nuovo punto di vista.

La storia illustrata è accompagnata, a fondo libro, dal testo nella versione originale dei fratelli Grimm (“C’era una volta una bambina molto dolce, a cui tutti volevano bene…”) e da un breve saggio dello scrittore Gustavo Martín Garzo.

Sfoglia qualche pagina sul sito dell’editore.

Portfolio di Oller, tra i fondatori di Milimbo, studio grafico e casa editrice con sede a Valencia che realizza anche giochi in cartone per bambini (hanno un fornitissimo shop su Etsy! A proposito di Cappuccetto, vorrete mica perdervi questo? 😉 ). Ed ecco le immagini della sua versione di Hansel & Gretel.

Cappuccetto Rosso, illustrato da Juanjo G. Oller, Milano, Terre di Mezzo 2014, 32 p., euro 12

Segui la freccia!

7 Apr

segui la freccia La città che ci viene presentata in questo albo grafico, giocato principalmente sui toni del blu, è piena di frecce:  indicano in quale direzione andare, dove e cosa  guardare, quali cose si trovano lì davanti (per esempio ti indicano che quella a cui sei arrivato è proprio una  rotonda). C’è una commissione di esperti che decide dove metterle e si consulta onde evitare di mancare qualche  fondamentale indicazione. Poi c’è un ragazzino che si fa una di quelle domande tipiche dei bambini quando chiedono tipo cosa c’è sopra il cielo e ancora più su: lui è curioso di quel che c’è nello spazio tra le frecce, in quel che non è indicato,  contrassegnato, nominato. Per cominciare, sbircia in un buco nel muro di fronte al palazzo dove abita; nessuno ci ha  mai guardato perché nessuna freccia invitava a farlo, lui con meraviglia scopre un orso che suona il pianoforte!

L’avventura allora è contravvenire (agli ordini delle frecce), sfidare (le loro indicazioni), scoprire (quel che nessun  altro guarda): impara nuovi luoghi, luoghi fuori stagione, passi in direzioni mai percorse, nuovi amici. L’avventura è  creare scompiglio girando le frecce, sostituendole, eliminandole: cercare di regalare una nuova geografia e un nuovo modo di vedere anche agli altri abitanti della città. C’è chi si spaventa, chi denuncia l’accaduto, chi si sbriga a far tornare tutto come prima. Intanto però qualcuno devia, fa strade nuove, si ribella alle frecce e incontra tra gli interstizi altri ribelli come lui: anche questa è resistenza.

Il sito dell’illustratore, dove fanno bella mostra le fotografie dei timbri utilizzati per realizzare questo libro. Questo video invece fa vedere l’intervento che Sandoval ha realizzato sui muri interni della piscina del SESC Pinheiros a San Paolo. Ha realizzato cinque murales tra interni e facciata e questo è “Pele de Baleia”: un pezzetto di questo albo nel mondo reale!

Sfoglia qualche pagina dell’albo sul sito dell’editore.

Isabel Minhós Martins – Andrés Sandoval, Segui la freccia! (trad. di Sara Ragusa), Terre di Mezzo 2014, 32 p., euro 15

Cane nero

17 Dic

caneneroSe nelle leggende del Centro America il Cadejo è un grosso cane nero che spaventa coloro che si trovino a camminare di notte nelle strade di campagna, il Black Dog ricorre anche nella tradizione della Gran Bretagna  nelle diverse sfumature che vogliono la bestia dagli occhi fiammeggianti essere portatrice di sventura: pare scateni eventi terribili, segni destini e addirittura indichi la morte se si incrocia il suo sguardo per tre volte. Gli echi di questa figura si ritrovano ampiamente nella letteratura (fate mente locale – tra gli altri – su Sherlock Holmes o Harry Potter) e anche in questo albo se ne prende spunto per parlare della paura, di come sia possibile ingigantirla a seconda di quel che si vuol vedere e di come sia possibile affrontarla, dandole le giuste dimensioni.

Un mattino un cane nero fa visita alla famiglia Hope; la carrellata di immagini ci propone la reazione dei diversi membri che, in pigiama, si stanno preparando ad affrontare la giornata: ognuno in una stanza diversa della casa, ciascuno con una reazione differente e con una sua unità di misura per descrivere la bestia che occhieggia dalle finestre. Il cane è grande come una tigre, come un elefante, come un Tyrannosaurus Rex, come l’Incredibile Hulk e tutti si nascondono sotto una coperta. Sarà la sorellina più piccola, non per niente detta Small, chiusa nella sua giacca imbottita giallo canarino a metà tra uno scafandro e un’armatura, ad uscire per farsi annusare dalla bestia e per trascinarla in giro al suono di piccole rime, sfiancandola di corse e di passaggi stretti, fino a riportarla alla sua stazza reale, di cui non c’è davvero da avere paura. Insomma, non a caso una Small Hope luminosa contro una nera paura.

Il libro procede per testo e piccole immagini quasi paratestuali affiancate a pagine di illustrazioni colorate in cui è possibile giocare alla caccia al particolare e scoprire le abitudini e le caratteristiche della famiglia Hope: la passione per gufi e civette, i gomitoli di lana pronti a farsi sciarpa o maglione, gli omini Lego e Playmobil sparsi qua e là, un pupazzo di Pomelo, i disegni dei bambini (qualcuno anche sui mobili della cucina). Giocate con rimandi, assonanze e una figura verde che riappare qua e là.

Il sito dell’autore. Sfoglia qualche pagina on line.

Levi Pinfold, Cane nero (trad. di Sara Ragusa), Terre di Mezzo 2013, 32 p., euro 15

Stella regina della neve

16 Ott

Arriva in Italia grazie a Terre di Mezzo la collana di Marie-Louise Gay, prolifica autrice canadese, tradotta in dodici Paesi e dedicata alle avventure di Stella, intraprendente bambina dagli svolazzanti capelli rossi,  e del fratellino Sam, alla scoperta del mondo con le sue mille domande.

In questo primo libro della serie, Sam è alle prese con la sua prima neve, anzi con la sua prima bufera di neve. Col berretto e il paraorecchie e la trippa sana dei bambini piccini stretta in una tuta da sci verde, Sam si avventura alla scoperta delle neve insieme alla sorella, che un po’ lo guida, un po’ spiega, un po’ lo prende affettuosamente in giro. Così il piccolo scopre il gusto dei fiocchi di neve e la loro morbidezza, ascolta il russare delle rane sotto la superficie ghiacciata del laghetto, si perde a contare i fiocchi, a chiedere perché, guarda con diffidenza la lunga discesa da fare in slitta. E si incanta in mezzo a tutto quel bianco che dà un po’ alla testa facendo un angelo di neve.

Le delicate illustrazioni disegnano un mondo lieve, fatto di piccole cose da scoprire, di domande piccine e importanti, di sguardi a naso in su, di stupore bambino e incantato.

Al lancio del primo libro della collana è legato un concorso aperto anche alle classi a proposito di che cosa mangino i pupazzi di neve: le risposte più creative riceveranno in premio una copia del libro.

Sfoglia qui qualche pagina del libro (che si può acquistare sul sito dell’editore con lo sconto del 15%). E qui il sito dell’autrice, il suo blog e la pagina dedicata a Stella e Sam. Da queste storie sono state tratte una serie tv distribuita in Canda e un’app per iPad che contiene 5 brevi cartoni animati e alcune attività legate ai personaggi. Unica nota stonata dell’app: è disponibile in inglese e in francese, ma mentre l’inglese è lingua di default, per il francese bisogna cambiare la lingua dalle impostazioni generali a tutto l’iPad…

Marie-Louise Gay, Stella regina della neve (trad. di Sara Ragusa), Terre di Mezzo 2012, 32 p., euro 10.