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La bambina dei libri

15 Mar

Ecco tradotto l’albo vincitore del Bologna Ragazzi Award for Fiction 2017: nella motivazione la giuria ha ben sottolineato la riuscitissima commistione tra illustrazione e arte tipografica, in un albo che celebra da un lato il potere dell’immaginazione e delle storie e dall’altro la letteratura per ragazzi e i suoi classici. Le carte di guardia riportano un elenco di libri (ma anche di musiche), quelli che hanno nutrito l’immaginario dei due autori nella loro infanzia e che si ritrovano in citazione lungo le pagine: sono infatti le parole delle storie (e la compagnia di Alice, di Gulliver, di Hansel e Gretel, di Peter Pan…) a sospingere la bambina protagonista, a indicare la strada, a segnare il sentiero su cui invita all’avventura il nuovo amico.

La bambina dei libri ben conosce la potenza di una buona storia, la facilità con cui ti mette le ali, ti fa affrontare i pericoli o semplicemente ti fa casa; lo stesso invito a partecipare viene fatto sul finale al lettore, attraverso una chiave per lasciar libera la fantasia. Sicuramente questo albo, con le suggestioni che suscita, piacerà agli adulti, a chi si occupa dei libri per ragazzi, a chi conosce la fascinazione che può venire dalle pagine. Piacerà agli adulti, e saranno loro che lo leggeranno ben prima e ben più dei bambini: mi piace pensare allora che possa essere un libro da leggere insieme, per condividere anche la magia della grafica, per far apprezzare ai più piccoli come è stato pensato e quanta cura c’è dietro e quanta potenzialità c’è nell’arte tipografica che qui, davvero, ci vien mostrata non minore dell’illustrazione.

Il sito di Jeffers. Il sito di Winston. Il trailer originale con le parole dei due autori.

Oliver Jeffers – Sam Winston, La bambina dei libri (trad. di Alessandro Riccioni), Lapis 2017, 40 p., euro 14,50

Netflix e le serie tratte dai libri

2 Feb

Aggiornato il 2/3/2017

Sono mesi che seguo la programmazione di Netflix con grande interesse, sia per la politica del payperview adottata sia per la qualità delle serie e dei documentari direttamente prodotti dal canale. Ma negli ultimi mesi ho avuto modo di apprezzare ancora di più il loro operato per due motivi: l’intenzione di produrre una serie tv tratta dal romanzo 13 di Jay Asher e quel capolavoro che è Stranger Things.

Mi sono così ripromesso di condividere sul blog le serie pubblicate sul canale che sono tratte da libri.

Libri per ragazzi

Una serie di sfortunati eventi

Tratta dai primi quattro libri di Lemony Snicket, un incredibile Neil Patrick Harris nei panni del cattivissimo conte Olaf. Niente a che vedere con Jim Carrey. Harris è cattivo davvero!

Trollhunters

Qui trovate la recensione del libro da cui è stata tratta la serie, che ha messo insieme Guillermo del Toro e la Dreamworks. Non aggiungo altro

Giovani Adulti

13

Uno dei migliori libri per giovani adulti degli ultimi anni. Duro, spietato, ma bellissimo. Ne ho parlato qui (quasi 10 anni fa :-|). Speriamo che la serie non deluda.

iBoy

Tratto da un libro del 2010 di Kevin Brooks che uscirà a maggio per Piemme.

 

Shadowhunters

In coda e per dovere di cronaca segnalo anche la serie di Shadowhunters che purtroppo non è all’altezza dei libri.

Altre produzioni tratte da romanzi e fumetti

The expanse

Tratta dai libri di James S. A. Corey è una bella serie sci-fi costruita come un classico giallo.

Dirk Gently

Ispirata alla serie di romanzi creati dal padre della Guida Galattica,  Douglas Adams, con un Elijah Wood in ottima forma 🙂

Tratte dall’universo Marvel

Jessica Jones, Daredevil, Luke Cage e prossimamente anche Iron Fist e la serie Defenders che li riunirà tutti.

Mio fratello è un custode

15 Lug

Autodafeurs1-coverLe ammissioni di concorso innanzitutto: ho letto la trilogia aperta da questo pluripremiato romanzo poco più di un anno fa, incuriosita dalle file di ragazzi lettori che la acquistavano al Salone di Montreuil 2014 e convinta dalle loro parole. Mi era bastato chiacchierare un po’ con loro per capire che garantiva un alto tasso di coinvolgimento e fin dalle prime pagine sono “caduta” nella storia e mi sono innamorata della protagonista. Mi chiedevo però se la sua descrizione, le sue trovate esilaranti e profonde, il suo modo semplice e caustico di guardare il mondo fossero del tutto compatibili con il suo essere autistica; non conoscendo a fondo la questione, ho chiesto a due esperti come Enza Crivelli e Sante Bandirali della casa editrice Uovonero. Risultato: Uovonero ha comprato i diritti della trilogia e voi potete cominciare a leggerla in italiano.

La vita del quattordicenne Augustus Mars, detto Gus, cambia irreparabilmente alla morte del padre in un incidente automobilistico; lui, la madre e la sorella minore si trasferiscono alla Commanderia, la casa di campagna dei nonni. Nuova scuola, nuovi amici e nuovi nemici, ma soprattutto l’inizio di una nuova pagina di vita: come infatti il lettore sa fin dall’inizio, il padre è stato ucciso da uomini che parlano tra loro in latino e fanno parte di una società segreta chiamata la Lega degli Autodafé; lui, come i membri della sua famiglia prima di lui, fa parte della Confraternita che si batte per mantenere libera la forma più antica di sapere depositato: i libri. Ora anche Gus ne è coinvolto, insieme alle nuove persone che incontra a scuola: gli è affidato il ruolo di Custode che deve trovare il tesoro, difendendolo dai nemici.

Nella battaglia tra le due fazioni, che dura da secoli, Gus deve cercare di capire i ruoli, scoprire i motivi dell’assassinio del padre, portare avanti il suo compito. Il tutto però avviene nel quotidiano e ha a che fare con la scuola, con la sua famiglia e con quelle che vivono nello stesso paese. La narrazione alterna il racconto del ragazzo, che viene fatto in prima persona, alle pagine di diario di Césarine, che descrive quel che capita a modo suo. Questa sorella adorata fin dall’inizio, geniale, che calcola come un computer ma non sopporta di essere toccata, che prende tutto alla lettera e che non sa sorridere, che viene definita “artistica” perché così ha capito Gus quando le hanno parlato della sua diversità, è il vero motore di tutto il romanzo. Non solo perché possiede una sorta di chiave per avanzare nella ricerca del tesoro, ma perché il suo modo di guardare alle cose e di dirle risulterà esilarante al lettore e insieme terribilmente veritiero; la sua descrizione, parallela a quella del fratello, è fatta apparentemente di piccole cose, ma è fondamentale per capire i meccanismi e gli ingranaggi non tanto della Confraternita e della Lega, ma della vita. Il tutto in un romanzo che, con la suspense dell’avventura, dice anche molto altro: dei rapporti tra le persone, dell’amicizia, del principio dello stampo (con cui Gus illustra il principio su cui si basa generalmente la scuola), di cosa sia veramente un libro.

Peccato però per la copertina che – a prima vista e dalle prime impressioni dei ragazzi a cui l’abbiamo mostrata – non funziona, sa in qualche modo di rouergue_doado_montreuildatato e allora è necessario (come per altri libri del resto) accettare la sfida e farsi promotori davvero di questo testo, raccontarlo così bene da far venire voglia di leggerlo al di là della confezione. Quello delle scelte grafiche di copertina è un tasto spinoso che abbiamo più volte toccato; sicuramente in giro si vedono esempi molto accattivanti, come succede nel caso della collana doado di cui fa parte la versione francese del romanzo di cui vi abbiamo parlato. La scelta dell’editore è stata di fare copertine fotografiche di sicuro impatto: vedere i due grandi tavoli che vengono dedicati alla collezione nello stand Rouergue al Salone di Montreuil è sempre una gioia per gli occhi!

Un’intervista all’autrice sulla trilogia, di cui per altro sta per uscire in Francia il primo volume di una nuova trilogia. La pagina FB dedicata alla trilogia.

Marine Carteron, Mio fratello è un custode (trad. di Sante Bandirali), Uovonero 2016, 302 p., euro 14

Fuga dalla biblioteca di Mr. Lemoncello

6 Mag

 

fuga dalla bibliotecaUn libro sui libri e sulle biblioteche, ma anche un romanzo che dice della bellezza del giocare – con le parole, con l’intelligenza, con tecnica e astuzia – e dell’inventare giochi, siano essi da tavolo o da consolle. Questo fa infatti Luigi Limoncello: inventa giochi da quando era ragazzo e si è costruito un impero che ora gli permette, eccentrico miliardario, di regalare una biblioteca alla cittadina in cui è cresciuto, dove da dodici anni ha chiuso la biblioteca pubblica. Perché alla biblioteca e alla bibliotecaria della sua infanzia Mr. Lemoncello è debitore di tempo, spazio, cura e possibilità che lo hanno portato a diventare l’adulto che è ora, l’inventore di buona parte dei giochi che i ragazzi descritti nel romanzo adorano. Per questo ha deciso di trasformare la vecchia sede di una banca in una tecnologica biblioteca e di dare la possibilità di viverci un’avventura in anteprima a dodici dodicenni cresciuti in città senza poter sperimentare le opportunità di avere una biblioteca a disposizione, scelti tra i tanti che hanno fatto un tema sul nuovo edificio.

Pur avendo infranto le regole, Kyle viene scelto in extremis: adora i giochi, si sfida da sempre coi genitori e coi fratelli maggiori e non vede l’ora di essere coinvolto nella sfida: uscire dalla biblioteca dopo aver raccolto tutti gli indizi che permettono di rintracciare l’unica via di fuga permessa. In una sorta di caccia al tesoro che vede il progressivo decimarsi dei ragazzi, Kyle e i compagni con cui si allea scoprono che tutto è connesso alla lettura e ai libri che ciascuno di loro ha trovato indicati sulla tessera del prestito, nuova fiammante.

La biblioteca piena di schermi e ologrammi potrà a tratti sembrare eccessivamente avveniristica; il continuo riferimento alle categorie Dewey forse potrà essere a tratti pesante per il lettore, ma il romanzo è comunque un inno alle funzioni della biblioteca: la ricerca e l’informazione in primis (come spesso ci si dimentica, a favore della promozione della lettura), la scoperta di  nuovi autori e nuovi libri, il gioco in tutte le sue forme e – certo non ultima – la socialità.

Ovviamente il romanzo è un continuo citare e raccontare libri, quindi si presta anche a ulteriori suggerimenti di lettura, visto che alcuni dei titoli citati sono comunque disponibili in traduzione italiana.

Il sito dell’autore.

Chris Grabenstein, Fuga dalla biblioteca di Mr. Lemoncello (trad. di Maria Concetta Scotto di Santillo), Rizzoli 2016, 340 p., euro 15, ebook euro 6,99

Book Jumper

4 Apr

book jumpers

La giovane Amy, cresciuta in Germania da madre scozzese, torna per le vacanze estive nella piccola isola in cui vive la famiglia materna. Se la madre è in fuga da un amore finito, Amy si lascia volentieri alle spalle le prese in giro dei compagni e le sue foto scattate a tradimento e pubblicate on line. Pur sapendo dei cattivi rapporti che intercorrono tra la madre e la nonna, Amy certo non si aspetta di finire in un’avventura tanto affascinante quanto pericolosa. Scopre infatti che la propria famiglia, come i parenti che vivono sulla minuscola isola, sono deputati a difendere la letteratura e i loro discendenti sono in grado – tra i cinque e i venticinque anni di età – di entrare nel mondo delle storie attraverso le Portae Litterae e controllare se tutto è a posto nel libro di cui sono responsabili. Addestrata alla scuola del saggio Glenn, my conosce Betsy e Will che aprtengono alla faida familiare rivale, ma con i quali condivide la missione. Il suo primo salto avviene nel Libro della Giungla, ma la ragazza scopre ben presto che è possibile passare da una storia all’altra e anche incontrare i personaggi nello spazio tra le righe; inoltre non necessità di recarsi nel luogo deputato al salto, ma può entrare nei libri ovunque vuole: Amy è speciale perché è per metà letteraria  per metà umana.

Nel mondo delle storie però qualcuno sta rubando elementi fondamentali che mutano le trame e vanificano quanto scritto dagli autori ed improvvisamente Sherlock Holmes, che Will ha chiamato nel mondo umano, viene trovato assassinato, mentre una bambina misteriosa si aggira tra bosco e scogliere: cosa sta davvero succedendo? Amy e Will stringono il loro legame nella ricerca, che li porta a indagare sulla storia di famiglia e sulla sorte di un manoscritto bruciato secoli prima.

La trama è sicuramente affascinante e permette al lettore di incontrare molti protagonisti di testi sconosciuti; la narrazione segue il doppio binario del narratore esterno quando si parla di Will e della prima persona quando invece parla Amy. Alcuni elementi possono risultare eccessivi, come il reiterare la descrizione di una Betsy perfettina e vanitosa allo scopo di renderla antipatica (cosa che è chiara fin dal primo momento in cui appare sulla scena), come il doloroso vissuto scolastico di Amy che viene accennato, ma non sviluppato come avrebbe meritato; nel complesso però il romanzo è decisamente coinvolgente, proprio per questo mondo letterario parallelo che l’autrice sa costruire e della vicenda si vuole conoscere il senso e il finale.

Il sito dell’autrice.

Mechthild Gläser, Book Jumpers (trad. di Anna Carbone), Giunti 2016, 335 p., euro 10, ebook euro 6,99

Un segnalibro in cerca di autore

3 Apr

un-segnalibro-in-cerca-dautoreEcco il primo volume di “Vi presento Hank” una nuova serie dedicata ad Hank Zipzer, l’irresistibile personaggio combinaguai che ha conquistato tanti lettori e che è arrivato anche in Italia a gennaio sugli schermi televisivi. Una sorta di prequel adatto ai lettori dagli otto con la possibilità di conoscere Hank negli anni precedenti all’ambientazione dei romanzi già usciti: frequenta la seconda classe della primaria, è già il miglior amico di Framkie e proprio in queste pagine conosce Ashley. Ha però un’altra maestra, molto simpatica, che è il motore della nuova avventura: una recita teatrale in occasione della Settimana della Lettura per i Bambini, su un copione scritto dalla maestra stessa dove tanti libri prendono vita durante il sonno di un piccolo lettore. Ogni alunno può leggere il copione e candidarsi per l’assegnazione di un ruolo preciso; ovviamente Hank è in difficoltà: fatica a leggere, a ricordare, fa confusione e anzi, in questo caso, fa proprio scena muta, tanto da essere relegato nel ruolo muto di segnalibro creato apposta per lui. Ancora una volta però saprà vincere le sue paure e salvare la situazione quando è il prepotente della classe a non saper spiaccicare suono.

Il volume è più grande rispetto ai precedenti, ben si adatta a lettori più piccoli, ma sicuramente anche quelli che si sono già affezionati a Hank e al suo mondo saranno contenti di ritrovarli. Scritto utilizzando una font ad alta leggibilità, si conclude con alcune note informative da far leggere ai grandi; spiegando infatti come è costruito il libro, vengono dati alcuni suggerimenti e accorgimenti da utilizzare per rendere più agevole la lettura a chi ha dei problemi come la dislessia.

Henry Winkler – Lin Oliver – ill. Giulia Orecchia, Un segnalibro in cerca d’autore (trad. di Sante Bandirali), Uovonero 2015, 111 p., euro 12

L’isola dei libri perduti

11 Set

l'isola dei libri perdutiScrutano il mondo dall’alto di quella che pare una fortezza i quattro protagonisti sulla copertina di questo romanzo: chi a occhio nudo, chi servendosi di un binocolo, chi indicando un punto preciso all’orizzonte. Sono nel punto più alto della loro isola, collegata alla terraferma solo attraverso un istmo di terra percorribile durante la bassa marea. Una terraferma su cui è vietato recarsi e da cui non arriva nessuno: se davvero la loro isola è così interessante come chi comanda vuol far credere, perché nessuno arriva mai in visita, perché nessuno ci si trasferisce? Questa è la domanda che tormenta i ragazzi, insieme all’interrogarsi su come sia il mondo al di là del mare e su cosa significhino davvero le regole imposte da chi governa.

Sull’isola infatti è proibito leggere libri e informarsi sui quotidiani; si possono leggere solamente istruzioni, avvertenze, comunicazioni di servizio e pochi testi obbligati imposti dalla scuola; i libri sono stati distrutti anni prima e solo la caparbietà di due dei protagonisti a leggere delle vecchie mappe e ad interpretarle fornisce un possibile scenario di quel che è successo e di quel che è possibile. Ci sono case chiuse da anni, abbandonate, passaggi segreti, cunicoli sotterranei. Allora esiste una possibilità di fuga; ognuno dei quattro – spinto dal proprio desiderio, convinto da un altro o quasi costretto dalle scelte del gruppo – ha un proprio motivo per unirsi al tentativo di uscire dalle mura di Thia. Chi vuole vedere il mondo e avere una possibilità diversa da quella dei suoi genitori, chi fugge la violenza o l’indifferenza, chi unisce alla necessità la curiosità. Ognuno rispecchia determinate scelte, un certo tipo di legami familiari.

I libri e la testimonianza di persone che hanno visto altri tempi sull’isola sono un motivo in più per spingersi nell’impresa. Già, perché i libri non sono scomparsi del tutto: c’è chi li ha salvati; c’è una grande biblioteca che continua a custodire testi e ad alimentare sogni; c’è addirittura chi i libri li ha in casa, con genitori che suggeriscono letture e con l’impossibile desiderio bruciante di condividere pagine, storie ed emozioni.

L’illustrazione di copertina è di Iacopo Bruno.

Annalisa Strada, L’isola dei libri perduti, Einaudi Ragazzi 2014, 192 p., euro 11

Libri!

14 Nov

More about Libri!

Un libro sui libri: per dire come nascono, cosa ci puoi trovare dentro, come arrivano fino a te lettore. Un libro pieno di illustrazioni, colori e font diversi: una magia grafica che dice della follia saggia di Alcorn e che racconta come sono fatti fuori i libri e cosa contengono al loro interno, con tanto di elenco di possibile argomenti, di parole di tutti i tipi e di mestieri che concorrono alla realizzazione di quel che hai tra le mani. E che spiega anche perché alle capre non è permesso entrare in biblioteca (o, almeno, è vivamente consigliato non perderle di vista se si aggirano tra gli scaffali!).

La scheda sul sito dell’editore dice così: “Un gioiello di irresistibile bellezza per grafica, immagini, spirito che sfida il dilagante dominio delle tecnologie più avanzate per affermare il fascino senza uguale dei libri”. Vero, un gioiello di bellezza grafica che dice il fascino dei libri. Che però non ha bisogno di entrare in competizione con la nuova tecnologia. Oggi ci son modi e modi di dire buone storie e di dare informazione e chissà Alcorn, con la sua attenzione alla grafica e alla tipografia e con il suo senso dell’ironia, che uso avrebbe fatto della “tecnologie più avanzate”…

Nella pagina finale (qui a lato nell’originale del 1962) si elencano le professioni che hanno contribuito a far sì che libro e lettore si incontrassero. Quando penso oggi a un libro, allungo l’elenco delle possibilità, magari col bibliotecario che me l’ha prestato, sicuramente con chi ha pensato a digitalizzarlo, chi ha studiato la piattaforma per offrirmelo e con la bibliotecaria che mi ha prestato l’e-book (ok, Mr. Giulio e Miss Silvia nel mio elenco). E poi penso: ma che bella app che potrebbe nascere con le illustrazioni e i font di questo libro…

Per saperne di più su John Alcorn (tutti abbiamo sfogliato copertine da lui realizzate o visto marchi da lui pensati), leggete qui ; qui invece un approfondimento a lui dedicato sul blog di Prìncipi e Principi.

Murray McCain – ill. John Alcorn, Libri! (trad. da Marta Sironi), Topipittori 2012, 48 p., euro 15

Dal libro al…

12 Apr

Inauguriamo una rubrica dedicata a tutti i libri che diventano film, fumetti, opere teatrali, musical e chi più ne a più ne metta, insomma a tutti quei libri che svalicano, sconfinano in altre dimensioni.