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L’unica e inimitabile Penelope Pepperwood

19 Ott

Eccola eccola un’altra di quelle incredibili e impareggiabili ragazzine che la letteratura per ragazzi regala e che vi spiazza fin dalla prima riga: “La rana toro era morta solo per metà, il che era perfetto”. Bum! Eccola Penelope Pepperwood che resuscita rane toro, tiene i capelli raccolti in una coda alta per far andare il sangue al cervello ed è al cento per cento autentica e incredibile. Eccola pronta per il primo giorno di quinta elementare, quello in cui gli alunni si cimentano nei discorsi estivi: un mostro della scienza come la rana salvata non potrà che risultare il migliore. Invece la sorpresa: in classe c’è una nuova compagna, figlia di un famoso regista che primeggia in tutto e ruba posti e attenzione. Penelope è decisa ad essere la migliore per avere un risultato di successo da presentare alla madre, che l’ha abbandonata a pochi mesi e con cui non ha rapporti nonostante vivano nella stessa cittadina. Se non le riesce il più convincente discorso estivo, allora prenderà i voti più alti, avrà la parte principale nella recita scolastica, si guadagnerà quel che pensa di meritare. Pian piano invece Penelope perde gli amici, tutta tesa a raggiungere il suo obiettivo e a mettersi contro l’antipatica Mary Sue. A complicare il tutto, i compagni di classe aderiscono in massa al club “Puliamo la Terra” guidato proprio da Mary Sue la cui madre si batte contro  le piattaforme petrolifere. Dove per altro lavora il papà di Penelope.

La forza di questo romanzo sta sicuramente nell’ironia e nell’intraprendenza della protagonista a cui Kate Beasley regala trovate e battute impagabili, ma anche nel fatto di esser scritto ad altezza Penelope: il punto di vista è quello di lei e dei suoi compagni; ci sono molti adulti che intervengono e dicono la loro, ma ci vengono sempre presentati per come Penelope li vede, anche nei loro sbagli, nelle loro intransigenze, nelle loro posizioni giuste, ma insopportabili agli occhi di una bambina ferita e insieme sempre combattiva. Le illustrazioni sono di Jillian Tamaki, già conosciuta per E la chiamano estate.

Il sito dedicato al libro.

P.S. Penelope Piacerebbe molto a Ida B., la protagonista di “Ida B. e i suoi progetti per essere felice, evitare il disastro e (possibilmente ) salvare il mondo” di Katherine Hanningan, Fabbri 2005. A proposito, quand’è che qualcuno rimetterà questo felice romanzo all’onor del mondo, di nuovo disponibile a catalogo?

Kate Beasley – ill. Jillian Tamaki, L’unica e inimitabile Penelope Pepperwood (trad. di Mara Pace), Il Castoro 2017, 244 p., euro 13

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Luigi. Il giorno in cui ho regalato…

14 Ott

luigi_couv4_0Luigi, impagabile Luigi. Il simpaticissimo gatto che i giovani lettori hanno conosciuto in Luigi. Alcuni giorni molto interessanti della mia vita torna con cinque brevi episodi che piaceranno a chi ha appena imparato a leggere e può godersi un bel libro, formato giusto e copertina cartonata. Anche qui Luigi filosofa, sul filo delle sue giornate, mentre passeggia insieme all’amico Miki e si sente invaso dalla gentilezza: ha trovato una pianta e vuole regalarla a qualcuno. Sceglie a caso sull’autobus: una nutria che, per la felicità, gli dona un animaletto esaudi-desideri e innesca una serie di incontri che hanno tutti a che fare col donare e col ricevere. Luigi, come sempre, è leggero e leggiadro: dice quello che pensa senza farsi problemi, e lo dice bene, con la grazia di chi sa avere cura persino della propria tristezza.

Il lettore ritrova gli amici del libro precedente e altri nuovi: sempre esilarante Titi, l’uccellino che risponde con frasi sconnesse e apparentemente senza senso che vi faranno ribaltare dal ridere.

Luigi, imperdibile Luigi.

Catharina Valckx – Nicolas Hubesch, Luigi. Il giorno in cui ho regalato una pianta a uno sconosciuto (trad. di Tanguy Babled), Babalibri 2017, 72 p., euro 17,50

Thornhill

9 Ott

Coinvolgente e nero, non solo nel colore delle illustrazioni e della copertina, ma nell’atmosfera che si crea in questo libro che riprende i meccanismi a cui Brian Selznick ha abituato i lettori con un andamento narrativo che mescola il racconto fatto attraverso le parole e quello attraverso le immagini, complementari e necessarie le une alle altre. Qui Pam Smy sceglie di connotare con ciascun registro narrativo una voce diversa e di aggiungere in più il diario e il muoversi tra due diversi momenti storici.

Il lettore infatti si trova di fronte a una parte illustrata che racconta di Ella: siamo nel 2017, la ragazzina si è appena trasferita in una nuova casa dopo la morte della mamma, il papà è spesso assente per lavoro e lei è presa dalla curiosità per la vecchia casa abbandonata che vede al di là della staccionata. Il testo invece è il diario di Mary, datato 1982, pagine inquietanti dove la ragazzina – che vive a Thornhill, istituto di orfani in attesa di adozione – parla delle sue giornate isolate dal resto del gruppo, vissute nel terrore di un’altra ospite della casa. Il mondo rassicurante di Mary sono i personaggi che costruisce, modellandoli con la creta e vestendoli di stoffa, ispirati anche alle sue letture, come nel caso de “Il Giardino segreto”. Sul suo resoconto lungo il filo dei mesi non incombe solo la chiusura dell’istituto, ma anche l’ombra di qualcosa di terribile, il senso di impotenza di fronte al terrore e agli adulti che fingono di non vedere, la cattiveria che si insinua in ogni gesto quotidiano, il tremendo senso di solitudine. Attraverso i pupazzi, attraverso vecchi ritagli di giornale si ricompone il puzzle degli evnti passati e si crea un legame tra la ragazzina dell ’82 e quella contemporanea che arrivano a far toccare le loro solitudini e a dare in qualche modo una forma di cupa luminosità all’atmosfera di graduale crescendo e svelamento che l’autrice – già conosciuta in Italia per le illustrazione de Il riscatto di Dond – sa costruire. Da 13-14 anni.

Pam Smy, Thornhill (trad. di Sante Bandirali), Uovonero 2017, 538 p., euro 18,50

La balena nella tempesta in inverno

8 Ott

Per chi ha amato il precedente albo, ecco tornare Nico, il suo papà e anche la balena che – salvata dalla tempesta – era stata riaccompagnata in mare. Nico ne ha nostalgia, sente quella mancanza forte e insieme tenera che a furia di durare ti fa immaginare di vedere la sagoma di chi ti manca ad ogni dove, e ogni volta invece ti sbagli. Ma l’amica balena sa tornare, proprio quando il bambino ha bisogno d’aiuto, uscito di notte tra i ghiacci dell’inverno a cercare il babbo partito per l’ultima pesca della stagione.

Benji Davies ripropone i suoi personaggi e la sua grazia, quella lieve con cui dice dei legami forti, del quotidiano di un padre e di un figlio, delle piccole cose di ogni giorno che si fanno imprese di una notte e che poi rimangono nei ricordi, nei discorsi come momenti condivisi che fondano i fili che non si possono scindere, anche quando si è lontani.

E si può giocare con i due albi per scoprire gli stessi paesaggi in stagioni diverse, per riconoscere forme sotto la coltre di neve.

Benji Davies, La balena nella tempesta (trad. di Anselmo Roveda), EDT Giralangolo 2017, 32 p., euro 15

 

Al centro dell’universo

3 Ago

Emily ha deciso di correre qualche rischio per trascorrere l’estate più travolgente della sua vita. Prima di Sloane, Emily non andava alle feste, parlava a malapena con i ragazzi, non aveva mai fatto niente di folle. Ma Sloane, un vero e proprio “tornado sociale”, è la migliore amica che si possa avere e l’ha tirata fuori dal suo guscio. Eppure, poco prima di quella che doveva essere un’estate epica, Sloane… scompare. Lascia solo una misteriosa lista con tredici cose, alquanto bizzarre, che Emily dovrà fare. Per esempio: “Cogli le mele di notte”. Va bene, abbastanza facile. “Balla fino all’alba”. Perché no? “Bacia uno sconosciuto”. Che cosa?! Ma senza Sloane, Emily potrà farcela? Chissà cosa succederà, con tutta un’estate davanti e l’inaspettato aiuto dell’affascinante Frank Porter… (sinossi dal sito dell’editore)

Con questa copertina devo ammettere che la mia naturale diffidenza è stata duramente messa alla prova. Il primo approccio a questo libro è stato di epidermico rifiuto…poi ho letto molte recensioni positive su blog esteri e ho dato ascolto al vecchio adagio “mai giudicare un libro dalla copertina”. E spesso la saggezza popolare ci prende, come in questo caso.

Il gioco delle liste è dai tempi di Alta Fedeltà di Nick Hornby che mi piace un sacco e la scrittrice riesce ad uscire dal solito canone YA e a sfruttare al meglio questo espediente letterario.

La vicenda è molto credibile, perché reali sono i protagonisti, le loro dinamiche, i loro segreti ed Emily, che sembra essere una timida e basta, rivela un carattere assai più complesso e sfaccettato.

Un romanzo dove apparentemente sembra non accadere nulla, quando in realtà tutto si trasforma ad un livello più sottile, quasi invisibile e porta un grande cambiamento nelle vite dei protagonisti.

Morgan Matson, Al centro dell’universo (trad. Farsetti, Rinaldi), Newton Compton Editori, 2016, pp. 383, € 12

Molly e Mae. Due amiche, un viaggio

29 Giu

Le illustrazioni di Freya Blackwood, nella loro leggerezza pastosa, sono sempre molto poetiche e in questo caso si accompagnano al testo integrandolo di significati e particolari. Danny Parker sintetizza l’andamento sì dell’amicizia, ma piuttosto della vita attraverso la metafora di un viaggio in treno intrapreso da due amiche. Prima in stazione, poi al binario, infine nel vagone: l’entusiasmo iniziale lascia il posto alla noia, a qualche battibecco, allo scegliere posti distanti mentre fuori piove, quasi a dire che il rapporto per un attimo si è raffreddato, come il tempo meteorologico.  All’inizio il lettore vede la vicinanza delle bambine farsi complicità, condividere caramelle e segreti, diventare appiccicate non solo a causa delle gomma da masticare, ma perché stanno bene così. Insieme. E insieme stanno anche nel disagio di guardare ciascuna da un finestrino differente, ma comunque nella stessa carrozza. Allora una di loro prende l’iniziativa e qui il testo davvero si fa vicino alla parabola alta di quel che è la vita o perlomeno che si auspica si sappia fare nella vita: “Molly prende le parole che non avrebbe dovuto dire e le nasconde. Poi trova alcune di quelle che avrebbe dovuto dire, e inizia a costruire un ponte tra di loro. Anche Mae aggiunge qualche parola, per renderlo abbastanza forte da reggerle entrambe”.

Noi non aggiungiamo altro, se non che la scelta del formato si presta particolarmente al racconto del viaggio e allo scorrere del paesaggio, dietro i finestrini o in alto sulla pagina ed è un paesaggio di montagne e di ponti che a noi ricorda un po’ le altezze e i chiaroscuri della linea ferroviaria Cuneo-Nizza, con i suoi paesaggi e la sua storia.

Il sito dell’illustratrice.

Danny Parker – ill. Freya Blackwood, Molly e Mae. Due amiche, un viaggio (trad. di Sara Ragusa), Terre di Mezzo 2017, 32 p., euro 15. 

Non chiudere gli occhi

26 Giu

La casa editrice Pelledoca ha debuttato da pochi mesi con l’intento di offrire ai ragazzi letture da brivido, capaci di tenerli con il fiato sospeso. Francesco Formaggi parte proprio da una situazione “nera” per dare filo alla trama: in paese spuntano a inizio estate un uomo e una donna che la notte camminano in direzione cimitero. Subito girano voci di messe nere e figurarsi quando sparisce un bambino: si alimenta la paura verso il diverso, si inventano dicerie sulla coppia che peraltro nessuno conosce e i bulli della situazione ci prendono gusto a sfruttarla. A osservare di notte la coppia ci sono anche Nicola e Giovanni, così amici e così diversi. Giovanni poi, da quando è morto il padre, ha sviluppato una sorta di sesto senso, una sensibilità che gli permette di individuare a un primo sguardo occhi negli occhi le persone negative, e di certo i due non lo sono.  Complice il ritrovamento di un quaderno con versi scritti in persiano e di una fotografia che identifica una specifica via di Roma, i due decidono di capirne di più, aiutati da Alice e da suo fratello maggiore.

Il romanzo ha una buona struttura narrativa (e una facilità di scrittura che vi manda dritti dritti, se non li conoscete, a leggervi i due libri che l’autore ha pubblicato per Neri Pozza); lungo la strada si perde un po’ il filo della paura e del noir che la serie promette e forse c’è tanta carne al fuoco, per cui alcune parti sono lanciate, anche interessanti, ma non sviluppate appieno. Come romanzo per quest’età ha un ingrediente interessante: molte storie parlano di sport e si sta cercando di uscire dai soliti, qui compare l’arrampicata che ha una parte importante nelle giornate di Nico (e mi sa anche di Formaggi!) che è stato iniziato da suo cugino Stefano: descrive la libertà che si prova arrampicando su roccia, ma anche la preparazione per questo sport che sarà disciplina olimpica dalle Olimpiadi di Tokyo 2020.

Altra nota felice: i due amici hanno l’abitudine di comunicare tra loro attraverso quella che definiscono “insalata di parole”, inventando parole senza senso e mescolandole tra di loro  come se fossero parole vere. Ce ne danno un esempio all’inizio del racconto, poi sarebbe stato bello trovarne ancora, visto che è un gioco che dicono di fare spesso. Quale occasione migliore però per andare a riprendere “La gnòsi delle fanfole” di Fosco Maraini (Baldini Castoldi Dalai), magari nella versione con cd allegato realizzato da Stefano Bollani e bearsi di tanta musicalità e di tanta bellezza. E magari far venire voglia di inventare parole nuove, nuovi suoni, lingue intime e segrete.

Leggi l’incipit sul sito dell’editore.

Francesco Formaggi, Non chiudete gli occhi, Pelledoca 2017, 208 p., euro 16

Anna e Froga. Tutte le storie

5 Giu

Questo volume della collana BaBao livello 1 raccoglie tutte le storie scritte da Anouk Ricard per Serbacane, dove sono edite in cinque differenti libri. Il lettore italiano ha così davanti tutto l’universo buffo di Anna, una bambina che ama suonare la chitarra e comporre canzoni. Ha quattro amici animali con cui condivide le giornate: una rana, un cane, un verme e un gatto. Si parla del quotidiano, di quel che succede intorno: come si trascorrono i pomeriggi, quando si parte in viaggio, gusti, condivisioni, bisticci e riappacificazioni. Il tutto sospeso tra la realtà e un mondo fantastico pieno di sorprese e

Le loro avventure sono raccontate in brevi episodi di quattro facciate ciascuno che facilitano la lettura anche per i più piccoli dando però nel contempo l’idea di aver un fumetto poderoso tra le mani (sono ben duecentootto pagine) e quindi la soddisfazione di aver da leggere per un bel po’. Inoltre le storie sono intervallate da illustrazioni a doppia pagina in cui ritrovare i personaggi e le ambientazioni dell’episodio appena visto.  Sicuramente un formato interessante, in un libro che va ad accrescere l’offerta di fumetti per i più piccoli, rispondendo a una richiesta sempre più forte.

Il blog dell’autrice.

Anouk Ricard, Anna e Froga. Tutte le storie (trad. di Alessia Casini), Bao publishing 2017, 208 p., euro 20

Il ragazzo degli scarabei

3 Mar

ragazzo-scarabeiMi immagino a leggere questo romanzo i bambini che nel 2008 impazzivano per Zzzz! (Rizzoli), uno dei migliori libri pubblicati in italiano sugli insetti: me li ricordo a pancia in giù sui tappeti della biblioteca a sfogliare le pagine; ho l’immagine di una piccola classe di prima elementare riunita tutta intorno al libro: uno di loro, espertissimo in materia, utilizzava le immagini del testo per spiegare specie, caratteristiche e tipologie ai suoi compagni. Ecco, facessero la secondari di primo grado sarebbero lettori divertiti e a proprio agio di fronte a quest’avventura colorata di giallo, ricca di informazioni su scarabei, coleotteri, lepidotteri e compagnia anche per chi non ne sa nulla. L’autrice tesse le informazioni scientifiche intorno alla vicenda di Darkus e alla scomparsa del padre, direttore del Dipartimento di Scienze del Museo di Storia Naturale. Il ragazzino viene affidato allo zio archeologo e scopre che il padre è stato rapito: nella vicenda, pare avere un posto di rilievo Lucretia Cutter, misteriosa e terribile proprietaria di una casa di moda, dall’allure di scienziata pazza. Anche nella vita del padre c’è un mistero che ha a che fare con questa donna e con una ricerca scientifica avveniristica in cui i due furono coinvolti molti anni prima.  E poi ci sono gli insetti: lo scarabeo Baxter che diventa inseparabile da Darkus, quelli che popolano a migliaia la casa dei vicini (due terribili cugini che non perdono occasione di farsi scherzi atroci sulla linea degli Sporcelli di Dahl), quelli che adottano i due amici che aiuteranno il ragazzo a svelare l’intrico.

Il romanzo può in alcuni tratti risultare un po’ farraginoso e carico di vicende, ma si legge scorrevolmente e ha soprattutto un altro pregio: è accompagnato da un’applicazione che si scarica da IStorie (gratuitamente se inquadrate una pagina del romanzo) e che è nata dalla collaborazione di De Agostini con Next, il team vincitore in primavera del concorso BitBuk con Exo, un’app proprio legata al mondo degli insetti. L’app, illustrata da Rossella Trionfetti, riprende il personaggio di Darkus e crea un viaggio attraverso alcuni luoghi simbolici di Londra e alcuni legati al romanzo in cui recuperare gli insetti e intanto imparare notizie e curiosità sulla biodiversità. Il team di Next organizza ogni anno a Senigallia Fosforo, il festival della scienza, e si occupa di divulgazione scientifica anche con bambini e ragazzi. Peccato che nell’edizione cartacea del romanzo non ci sia accenno all’app se non in quarta di copertina: ti ci deve proprio cadere l’occhio per avere l’informazione, mentre invece meriterebbe più visibilità perché è davvero ben fatta.

Il seguito del romanzo esce in Inghilterra ad aprile.

Il sito dell’autrice.

M.G. Leonard, Il ragazzo degli scarabei (trad. di Giuseppe Iacobaci), De Agostini 2017, 380 p., euro 14,90, ebook euro 6,99

Little Miss Florida

1 Feb

little-miss-floridaIl padre di Raymie Clarke se ne è andato di casa e lei ha un brillante piano: vincere il titolo di Little Miss Florida 1975 perché lui veda la sua foto sul giornale, si ravveda e torni. Per imparare a far roteare il bastone da twirling, essenziale per il concorso, prende lezioni da una super campionessa insieme ad altre due ragazzine: Beverly Tapinski, che ne è già capacissima, almeno quanto è brava a scassinare serrature con coltello che ha sempre in tasca, e Louisiana Elefante, facile agli svenimenti, orfana di genitori acrobati e desiderosa di intascare l’assegno-premio per garantire cibo e tranquillità alla nonna con cui vive. Raymie sa che non sarà mai la reginetta; vorrebbe solo riportare le cose alla normalità, cullarsi nella sicurezza della frase con cui la segretaria dell’agenzia assicurativa del padre  accoglie i clienti (“Come possiamo proteggerla?) e ascoltare la visione del mondo della signora Borkowski, l’anziana vicina di casa dalla risata  contagiosa e dai discorsi sull’anima. Invece la signora Borkowski muore, Raymie perde il libro della biblioteca che parla del luminoso cammino di Florence Nightingale nella casa di riposo dov’è andata a fare una buona azione e Louisiana deve ritrovare il gatto lasciato al centro per animali. Per di più Louisiana vive con la nonna cercando di fuggire a presunte assistenti sociali che le inseguono, Beverly ha un occhio nero e tutto pare andare a rotoli: solo la loro amicizia, inattesa, bizzarra, ma subito salda permette di andare avanti, di affrontare un’estate insieme e di assaporare quell’attimo in cui tutto sembra compreso e la felicità sbuca all’improvviso, nonostante, e ti gonfia l’anima.

Un bel romanzo tutto al femminile, divertente e nel contempo sottile, per una fascia di età, i 10-12 anni, che a volte fatica a trovare testi di qualità. Peccato per la copertina non proprio azzeccata, o per lo meno che ammicca a una fascia di età anche inferiore.

Il sito dell’autrice.

Kate Di Camillo, Little Miss Florida (trad. di Laura Bortoluzzi), Il Castoro 2017, 199 p., euro 13,50