Tag Archives: amicizia

Buddy e Spillo

5 Dic

buddy e spilloDue nuovi personaggi inaugurano una serie che piacerà anche ai primi lettori: sono un cane e un riccio che si conoscono grazie a Meredith, la proprietaria di Buddy, che un giorno porta a casa una scatola di cartone. Dentro c’è un curioso animale che sibila, schiocca e se ne sta tutto rintanato. Spillo ha una fervida fantasia: dice di essere una macchina da corsa, una giraffa, una spazzola per capelli parlante. Capace di trascinare l’amico in folli avventure dove il divano si trasforma in un galeone dei pirati che va incontro a una tempesta, la ciotola dell’acqua in un lago argentato e il sacco della pattumiera in un’alta montagna. Poco importa se tutto è sottosopra e la cucina pare un campo di battaglia alla fine dell’avventura: l’essenziale è essersi divertiti insieme.

Della serie scritta da Maureen Fergus e illustrata da Carey Sookocheff è già disponibile in libreria anche il secondo volume, Buddy e Spillo all’avventura.

Maureen Fergus – Carey Sookocheff, Buddy e Spillo (trad. di Gabriella Tonoli), LupoGuido 2018, 32 p., euro 12.

Annunci

Il piccolo Virgil

21 Nov

Ancora una volta Iperborea azzecca l’uscita della collana Miniborei presentando al pubblico italiano l’universo di Ole Lund Kirkegaard, uno dei principali autori danesi per bambini, con un personaggio nato nel 1967 ma che non risente del passar del tempo. 

Le avventure di Virgil e dei suoi amici sono buffe, piene di intraprendenza e di parole nuove. Il terzetto si completa con Oskar, che legge un sacco di libri e vuole sempre saperne più degli altri, e Carl Emil, il bambino più goloso e più ricco del villaggio, la cui mamma è una presenza un po’ ingombrante. Virgil infatti vive da solo nel pollaio del panettiere, in compagnia di un gallo con una zampa sola; dorme tutto vestito, beve chinotto a colazione e adora i piccoli tesori veri, quelli che puoi tenere in tasca o sotto il letto. Come non volergli bene? Nel suo mondo non ci sono regole, tutto succede così, perché si è intraprendenti, perché si ha voglia di dare una mano o perché si è particolarmente curiosi. Il lettore accompagna allora il terzetto nell’impresa di trovare una moglie a una cicogna, di catturare un drago a due teste e sette zampe per portarlo a scuola, di ampliare il pollaio costruendo la miglior torre possibile, di vedere la curiosa camicia notturna di Carl Emil. I tre sono accompagnati da adulti complici che ne prendono le parti o stanno comunque curiosi a osservare le loro avventure: il panettiere certo, ma anche il fabbro che si getta a capofitto nell’avventura del drago senza pensare manco un momento che i draghi possano non esistere. Poi sono il maestro, la burbera signora Madsen, il carbonaio. Un piccolo mondo in cui è magnifico poter vivere mille avventure, dove molti grandi sanno benissimo chi è che combina guai ma hanno uno sguardo complice e ridente.

Da questo libro è stato tratto un film.

Ole Lund Kirkegaard, Il piccolo Virgil (trad. di Maria Valeria D’Avino), Iperborea 2018, 151 p., euro 12,50

Piccolo vampiro

19 Nov

Quando sei abituato a un personaggio, perché ne leggi da sempre le avventure, sei convinta di aver presentato la sua prima, felice uscita italiana. E invece no. Rimedio allora subito, mettendo in vetrina questo libro che raccoglie i primi tre volumi della serie che Joann Sfar dedica a Piccolo Vampiro.

Piccolo vampiro vive in una casa infestata insieme alla mamma, signora Pandora, al Capitano dei Morti – ex Olandese Volante, a un cane rosso di nome Pomodoro, a fantasmi di varia natura e genere che adorano il cioccolato, tra cui tre che gli sono molto affezionati: Claudio, coccodrillo in monopattino, Oftalmo con tre occhi e Margherita che ha una grande passione per la cacca. Piccolo Vampiro ha un immenso desiderio: vuole andare a scuola, ma la scuola degli umani la notte è vuota. Così i fantasmi si organizzano per non lasciarlo solo; il risultato è che il bambino Michele si trova ogni mattina i compiti già fatti sul suo quaderno. Sarà lui a diventare grande amico di Piccolo Vampiro e a vivere le varie avventure raccontate qui: imparare il kung fu per battere il bullo della scuola, salvare un gruppo di cani destinati a brutali esperimenti, inseguire i cattivi di turno, rimettere insieme un compagno fatto a pezzi dai mostri intraprendenti.

Un fumetto in cui si ride di gusto in compagnia di scheletri e fantasmi, tutto giocato sul filo dell’affetto: quello che lega i due nuovi amici, quello che i mostri dimostrano a modo loro, quello dei nonni di Michele che accettano Piccolo Vampiro senza fare una piega. Un fumetto che crea dipendenza; è già in edicola il secondo volume ed è prevista una terza uscita con altre nuove storie.

Sfar ma ai vampiri, i piccolo e i grandi. E tra i grandi anche le vampire, come Aspirine. Fumetti come Il gatto del rabbino o Se Dio esiste sono conosciutissimi; se vi capita invece vedete il film che ha girato su Serge Gainsbourg.

Joann Sfar, Piccolo vampiro. Vol. 1 (trad. Francesca Del Moro), Logos 2018, 96 p., euro 19

Il mio più grande desiderio

11 Nov

Charlie Reese ha undici anni ed è appena finita a Colby: montanari, strade piene di polvere, pioggia, niente cinema, niente centri commerciali, manco un ristorante cinese. Conta che sia solo un veloce passaggio, affidata a zii che non conosce mentre sua madre si riprende e la sua famiglia torna insieme. Ma in realtà la questione non è così semplice, la sorella maggiore ha una vita sua, il padre è ancora in prigione e la mamma si rivela inaffidabile: anche se Charlie fa di tutto per non vedere quello che ha sotto gli occhi, dovrà inevitabilmente arrendersi. Arrendersi non solo alla realtà sulla sua famiglia, ma anche al fatto che a Colby sta bene, che quei bizzarri zii la amano di un affetto a lei sconosciuto e quel ragazzino che le deve far da guida a scuola, claudicante e con gli occhiali, fratello di mezzo di una famiglia numerosa e scapigliata, sa davvero cosa vale nella vita. Charlie ha mille trucchi e occasioni che permettono di esprimere un desiderio, ma è talmente concentrata su quello che desidera da non riuscire a vedere quel che davvero ha. Si sente randagia, senza casa, non amata da nessuno, proprio come il cane che si aggira intorno alla fattoria degli zii. Un combattente come lei, che vuole offrirgli una casa, un nome e un cumulo di affetto.

Quanta poesia semplice tra le righe anche ironiche di Barbara O’Connor sostenute dalla traduzione di Chiara Codecà. Quanta semplicità per descrivere la potenza del voler bene, la forse che può dare il sentirsi dire: “sei una benedizione in questa casa” quando davvero non te lo aspetti.

Barbara O’Connor, Il mio più grande desiderio (trad. di Chiara Codecà), Il Castoro 2018, 201 p., euro 13,50

Il pavee e la ragazza

5 Nov

Di Siobhan Dowd abbiamo imparato ad amare la scrittura, la sensibilità ma anche la capacità di dire grazie all’editore Uovonero e alla collana a lei dedicata, a cominciare da quel gioiello che è Il mistero del London Eye. Con questa pubblicazione l’editore offre un’ultima perla alla collana Dowd, consegnando al lettore un racconto lungo egregiamente illustrato dagli acquerelli di Emma Shoard. Nella non semplice misura del racconto, Dowd riesce ancora una volta a essere tremendamente efficace ed essenziale, andando dritta al punto con una poesia cruda e netta quanto il vento che immaginiamo soffiare sulla scogliera evocata. Alla richiesta di scrivere un racconto su un ragazzo rom, l’autrice immagina la condizione di Jim, accampato con la famiglia a Dundray, l’ostilità della città e della scuola, le prese di mira dei bulli, la difficoltà di frequentare una classe in cui non solo non ci si sente a proprio agio, ma dove bisogna anche nascondere che non si è mai imparato a leggere. Ci sono l’indifferenza degli altri, la violenza, ma anche la luminosità della mamma del protagonista, nel suo vestito giallo, che spera che il figlio impari parole per poi regalarle a lei, e quella di Kit, pura e meravigliosa come la sua voce, che imbastisce per Jim l’abc della lettura e dell’amore. E solo Siobhan Dowd poteva definire luminosi i codini alti di una ragazza, in una narrazione che procede secondo la realtà, in un finale amaro dove per sopravvivere bisogna andarsene, scappare, lasciare, addirittura attraversare il mare, portandosi dietro solo la luce dei momenti migliori.

Quando ho recensito Il riscatto di Dond, ho scritto: “C’è un’immagine, nelle prime pagine di questo libro, che assomiglia a quella della copertina e che ritrae la protagonista ferma sul bordo della scogliera, il mantello e la lunga treccia accarezzati dal vento e lo sguardo che intuiamo lontano: sa perfettamente qual è il destino che l’attende, ma è comunque lì, in piedi, vestita della sua dignità di fronte al vento e al precipizio. È così che mi immagino Siobhan Dowd quando ha scelto – negli ultimi giorni della sua vita – di fondare l’organizzazione che porta il suo nome, quando ci ha lasciato delle storie grandiose e potenti che la rendono, ogni volta che vengono lette, voce viva”. Sulla copertina di questo nuovo libro, come in alcune delle immagini interne, se ne stanno in piedi, a guardare l’orizzonte, Jim e Kit: sono due, e mi piace pensare che rappresentino noi lettori che apprezziamo Siobhan Dowd e che non rimaniamo soli, perché abbiamo sempre le sue storie a cui tornare.

Siobhan Dowd – ill. Emma Shoard, Il pavee e la ragazza (trad. di Sante Bandirali), Uovonero 2018, 116 p. euro 15

Il calore della neve

1 Nov

Ambientato in un piccolo paese della Norvegia degli Anni Novanta, questo fumetto racconta l’avventura di quattro amici che partono per un’avventura di nascosto dai genitori. Lo scopo è quello di ritrovare il fratello maggiore di uno di loro che da poco, per dissapori in famiglia, se n’è andato senza uno straccio di biglietto o di spiegazione. la rabbia del fratello minore contagia gli altri tre che si sentono in dovere di accompagnarlo e non mollare anche quando la strada verso la baita rossa diventa pericolosa. Dormono in tenda, ma si preannuncia una bufera: anche se sanno leggere i segnali della natura, i quattro decidono di continuare ugualmente, mescolando al cammino i ricordi del passato, gli episodi che li legano, le rabbie. Litigano, fanno pace, lasciano intendere innamoramenti, cercano di prendere in giro le paure raccontando vecchie leggende del terrore o evocando incidenti terribili ben più vicini nel tempo. Vacillano, rischiano sul ghiaccio troppo sottile in una metafora riuscita dove nella natura si riflettono i pericoli e della vita quotidiana e la forza di quando non si è soli.

Il tratto di Christian Galli riesce non solo a rendere al meglio i caratteri dei protagonisti, le loro spigolosità, le attese, ma a incuriosire fin da subito, fin dalla copertina il lettore, complici anche i colori delle sue matite che approfittano del bianco della neve per risaltare.

Christian Galli, Il calore della neve, Tunué 2018, 112 p., euro 16

Fai la prima mossa

29 Ott

Charlotte Lockard ha dodici anni; Ben Boxer undici. Non si conoscono, vivono distanti, ma si contendono il primato nel torneo di Scarabeo on line a cui partecipano da tempo. Pian piano si crea tra loro anche una certa intimità, quella che viene dalla voglia di dire e dall’incapacità di farlo. Non hanno molti amici e nelle loro rispettive scuole sono considerati abbastanza sfigati: nessuno conosce Ben e i suoi tentativi di farsi eleggere rappresentante ispirandosi ai presidenti americani fa quasi tenerezza al lettore; Charlotte invece non va più molto d’accordo con la migliore amica di sempre, sono distanti e presto si sente scaricata. I due cominciano a telefonarsi, come se ciascuno fosse l’unica possibilità dell’altro di confidarsi, ma sono conversazioni che ruotano intorno al banale quotidiano per sentire una voce amica, per covare insieme quello che è davvero difficile dire.

I due momenti particolari che stanno vivendo – il divorzio dei genitori di Ben e il ricovero ospedaliero del padre di Charlotte – saranno in realtà momenti per guardarsi allo specchio e intorno, per capire cosa conta davvero e chi sono le persone che possono essere loro amiche, condividendone interessi e passioni.

Una lettura agrodolce, molto veritiera e anche molto intimista nel ritrarre i pensieri e i sentimenti dei protagonisti.

Charlotte e Ben sono appassionati di Scarabeo: come non pensare a due altri splendidi romanzi dove lo Scrabble aveva una fondamentale importanza? Sono Lo sfigato e Stecco, e se non li avete mai letti, andate a cercarveli in biblioteca.

Erin Entrada Kelly, Fai la prima mossa (trad. di Mara Pace), Terre di Mezzo 2018, 228 p., euro 14

Angelica alla scuola media

25 Ott

Rende bene lo spaesamento, ma anche la voglia di piacere e di far parte di un gruppo di chi arriva alla scuola media e non solo conosce nuovi compagni e nuovi insegnanti, ma prova proprio un’esperienza nuova: Angelica infatti ha studiato a casa negli anni precedenti e parte della sua vita è legata alla fiera rinascimentale che impegna periodicamente tutta la sua famiglia, che vi partecipa impersonando i diversi personaggi, gestendo un emporio.

Rifacendosi alla propria esperienza, Victoria Jamieson – che a una fiera rinascimentale ha lavorato per alcuni anni con delle amiche – costruisce un’interessante narrazione a fumetti che ben rende il momento della crescita e del cambiamento di questa adolescente che è legatissima al mondo da cui proviene e che non vede l’ora di diventare uno scudiero, ma che al contempo vuole farsi delle nuove amicizie senza vergognarsi della propria famiglia. Per di più tutti i conoscenti le ripetono che la scuola media è terribile, per alcuni è stato il periodo peggiore della vita e ad un certo punto Angelica teme proprio che sia così…

Un applauso per la traduzione che regge perfettamente i dialoghi in stile rinascimentale che i personaggi, una volta indossati i loro costumi, si scambiano.

Victoria Jamieson, Angelica alla scuola media (trad. di Laura Tenorini), Il Castoro 2018, 247 p., euro 15,50

Seb e la conchiglia

16 Ott

La collana Libri da Parati di Verbavolant ha la particolarità di affascinare grazie alla possibilità di leggere una storia che avanza attraverso le pieghe dell’unico foglio di cui è composta e poi di regalare la grande immagine finale che sovente il lettore vorrebbe appendere al muro tanto è bella. Il gioco riesce particolarmente bene in questo caso in cui l’illustrazione finale rende davvero omaggio alla tecnica utilizzata da Luisa Montalto, la pittura cinese a pennello di bambù, che lascia sulla carta traccia della bellezza attraverso cui, per tradizione, si medita e si contempla.

La storia cucita da Claudia Mencaroni è altrettanto evocativa delle immagini; si presta a immaginare, ma anche a tirar fuori emozioni e sensazioni vissute. la bambina che parla in prima persona dice come ci sia un posto che solo lei conosce, e ci va da sola, la notte, al buio, dopo aver tirato su il cappuccio della felpa ed essere scesa a cavalcioni lungo il corrimano. Nel fosso l’aspetta Seb, che parla una  lingua che solo lei conosce. A dire il vero, stretta  la conchiglia che la bambina porta in tasca, si parlano in silenzio, come le conchiglie, come le nocciole che crescono sugli alberi sotto cui si riparano, come fanno le persone felici. E via con l’avventura, correndo tra le foglie, nel vento, sotto le stelle.

Un’avventura che lascia sabbia tra le dita, che è consuetudine e poco importa chi sia Seb – un amico immaginario? qualcuno partito che sia ha voglia di ritrovare? – perché quel che qui si delinea è quello spazio sospeso tra realtà e sogno, tra realtà e immaginario, che si riempie di quel che si desidera e che sancisce un legame indissolubile, forte e fiducioso. la fiducia di chi si lascia portare a spalle nella corsa folle, di chi lascia la sicurezza del proprio letto la notte certo che sotto i noccioli c’è chi lo attende, di chi sa che – anche lontani – non ci si perde, non ci si perde.

Claudia Mencaroni – Luisa Montalto, Seb e la conchiglia, Verbavolant 2018, euro 12

Il fiore della strega

3 Ott

Nel villaggio in cui vive Tami quando un bambino compie dieci anni deve lasciarsi tutto alle spalle e partire per il mondo per diventare uomo; solo così sarà onorato e rispettato al suo ritorno. Lui ha girovagato per anni, sconfitto mostri, salvato principesse, trovato tesori e ucciso demoni. Poi uno sciamano gli ha suggerito di andare oltre il villaggio di Kariga, nell’estremo nord, e di raccogliere uno dei fiori magici coltivati dalla strega. Svenuto durante una tempesta, viene soccorso da Mira e dai suoi genitori e si risveglia proprio nel villaggio di Kariga, dove vive per qualche tempo e dove diventa parte della comunità, conoscendo possibilità di affetto e cura reciproca.

Poi arriva il vento della strega, quello che gela la cascata rendendo possibile raggiungere il regno in cui crescono i fiori magici: sarà allora che che Tami dovrà scegliere che uomo essere e cosa riconoscere nell’esperienza vissuta in una società e in una famiglia che non chiedono prove o dimostrazioni, ma che già hanno dimostrato a lui di considerarlo per quello che è e che vale davvero.

Un nuovo fumetto della collana Tipitondi che racconta il crescere, il passaggio del diventare grandi e le scelte, le conseguenze degli errori e la capacità di essere se stessi.

Enrico Orlandi, Il fiore della strega, Tunué 2018, 108 p., euro 16