Tag Archives: Terre di Mezzo

Questo (non) è un leone

23 Giu

Poetico, commovente, originale. Un albo illustrato che in poche pagine trasporta i piccoli lettori nei territori della poesia e della riflessione filosofica, riuscendo a farlo mantenendo una trama coinvolgente, con momenti di autentica suspense.

Conosciamo Leonard, un leone gentile, diverso dal resto del branco, un leone speciale che “a volte pensa a cose importanti, a volte sogna a occhi aperti”. La solitudine non è un peso, la diversità, all’inizio, non è percepita come un ostacolo. Poi arriva Marianna, una papera poetessa, con la quale condividere momenti speciali e dare inizio ad un’amicizia intensa. Nascono composizioni poetiche, il rapporto si fa sempre più intenso, fino alle notti trascorse insieme, ad aspettare di vedere le stelle cadenti.

Gli altri leoni cercano di interrompere questo sodalizio, insistendo sulla natura selvaggia ed aggressiva del loro simile. Ma saranno proprio le parole in versi, una poesia composta insieme a Marianna, che faranno ricredere il branco. Abbandonati stereotipi e pregiudizi, ognuno sarà libero di percorrere il proprio cammino, di manifestare la propria indole, di sentirsi se stesso.

Come dice giustamente la dedica finale “questo libro è per quelli che sognano a occhi aperti e per quelli che pensano con la propria testa”. Adatta sia per la lettura individuale che per quella considiva ad alta voce, la storia di Leonard piacerà a tutto il “branco” di bambine e bambini.

Ed Vere, Questo (non) è un leone (trad. di Giulia Genovesi), Terre di Mezzo 2019, 32 p., euro 15

Annunci

Björn. Una primavera di scoperte

4 Mag

È primavera, gli orsi si svegliano e torna Björn. Un felice ritorno davvero per il protagonista di Delphine Perret di cui i lettori alle prime armi avevano già apprezzato la giusta misura delle storie brevi, lo stampatello maiuscolo, la bella ariosità della disposizione di testo e illustrazioni sulla pagina. Il volume contiene sei nuove storie in cui torna non solo l’orso, ma tutti i suoi amici animali del bosco. Alcune storie riflettono sull’incontro col mondo degli umani: un telefono cellulare abbandonato tra gli alberi; Björn invitato in piscina dalla sua amica Ramona che vive nella grande città; una gita in autobus. Il ritmo è sempre lo stesso: il trantran tranquillo delle giornate in cui si decide con calma cosa fare, in cui arrivano scoperte e novità, in cui ci si bea di una pioggia di fiori di ciliegio.

Impareggiabile l’episodio in cui la volpe racconta di quella cosa che a volt fanno gli umani d’estate: mangiare panini all’aperto, fuori casa, su una coperta; si chiama picnic. Lo fanno pure gli animali, dentro una capanna di legno: il tramonto osservato con la cornice di una finestra è davvro mozzafiato e finalmente, coi vetri aperti, capiscono cosa sia una corrente d’aria.

Delphine Perret, Björn. Una primavera di scoperte (trad. di Maria Bastanzetti), Terre di Mezzo 2019, 64 p., euro 12

Nella foresta non si parla d’altro

8 Apr

Siamo vicini alle elezioni europee, regionali, comunali per molti, e probabilmente non abbiamo mai smesso di essere in campagna elettorale dall’ultimo anno e mezzo a questa parte: cade a fagiolo allora uno dei nuovi albi editi da Terre di Mezzo, che arriva dal Brasile per spiegare il processo delle elezioni in democrazia. Già nel 2015 lo stesso gruppo di autori aveva pubblicato un altro libro per bambini sulla politica, frutto di alcuni laboratori realizzati in scuole e biblioteche; con lo stesso procedimento, ha dato vita a questo albo che utilizza lo scfondo della foresta per mettere in scena il meccanismo elettorale.

Tutto nasce dalla prepotenza del Leone che devia l’acqua del fiume per farsi una piscina, lascindo tutti gli altri all’asciutto; gli animali protestano, manifestano con cortei, slogan e cartelli e istituiscono la democrazia. Il saggio gufo spiega la campagna elettorale, affigge le regole per le votazioni stabilite da un comitato e in quattro si candidano. Sono irresistibili i manifesti elettorali accompagnati da stralci di discorso e slogan e – bisogna ammetterlo – faranno riflettere non poco gli adulti che si imbatteranno in questo libro; gli autori infatti sono riusciti a sintetizzare quattro tipologie di candidati e di discorsi politici che non suoneranno certo nuovi: chi si fonda su un passato tradizionalista e si dà merito di aver fatto lavorare altri (a suo vantaggio, però!); chi insulta l’avversario promettendo “tane per tutti”; chi abbraccia il populismo del “sono cresciuto nella giungla come voi”; chi cerca di andare oltre le apprenze e pensare a un buon governo. Il lettore segue gli sviluppi, i comizi, i dibattiti, la squalifica di chi bara, i risultati finali con commenti a caldo e il discorso di insediamento.

Il percorso del testo è chiaro come le sue illustrazioni, accompagnato inoltre da un glossario finale che spiega le parole chiave. C’è un QRcode per votare il proprio candidato preferito e c’è pure di che sorridere (non ditemi che il ghigno della scimmia sul manifesto accanto al simbolo PDS non ricorda qualcuno!). Ma soprattutto c’è un albo che linearmente dice cosa sono queste elezioni di cui tutti parlano e come funziona la democrazia; possiamo affiancargli il Come può essere la democrazia dell’Equipo Plantel edito da Becco Giallo ed essere pronti a raccontare ai bambini quel che avverrà tra poco più di un mese, perché anche loro siano partecipi a questo momento che è di e per tutti, anche se solo “i grandi” votano.

Larissa Ribeiro, André Rodrigues, Paula DesgualdoPedro Markun, Nella foresta non si parla d’altro. Le lezioni degli animali (trad. di Daniele Petruccioli), Terre di Mezzo 2019, 48 p., euro 12,90

Olga e la creatura senza nome

7 Mar

Che buffa, Olga! Qualch lettore probabilmente si avvicinerà a questo libro per la sua forma grafica, che mescola narrazione, fumetto, illustrazioni a un sapiente uso del rosso (e del rosa!) e all’immediatezza del raccontare in prima persona rivolgendosi direttamente a chi legge. Indipendentamente dal mondo in cui ci si arriverà, in questo libro si troverà una protagonista divertente e irriverente, osservatrice nata, all’apparenza sempre un po’ di malumore e con il sogno di diventare una scienzata. Quello che il lettore ha tra le mani è il quaderno delle osservazioni di Olga, basato in particolare sullo studio del nuovo animale che si trova ad accudire. Pur amando tantissimo gi animali e conoscendone bene carattristiche e particolarità, non sa come incasellare la nuova creatura: rosa, tonda, mante delle olive e decisamente particolare. Che sia una specie sconosciuta? La ragazzina si lancia in osservazioni ed esperimenti, tra imprevisti e colpi di scena, regalando in realtà anche un’acuta osservazione del genere umano, al suo punto di vista, lei che gli umani li sopporta decisamente meno degli altri animali!

Elise Gravel, Olga e la creatura senza nome (trad. di Sara Ragusa), Terre di Mezzo 2019, 180 p., euro 14

Il mondo come piace a me

3 Dic

Laura Carlin costruisce un albo che solletica i piccoli e interroga i grandi. Invita ad inventare guardandosi attorno, a immaginare, a prendere in mano matita e colori (e magari pure cartoni e cartoncini per farlo in 3d) per fare il mondo come lo si vorrebbe.

Come potrebbero essere le case della via, le file che si è comunque costretti a fare, la scuola? E se la cartoleria fosse un negozio che vende scarpe per supereroi? Il testo chiama in causa direttamente il lettore, ponendogli domande, invitandolo a disegnare, a dire la propria, a costruire appunto un mondo a suo piacimento. Un albo quindi che potrà solleticare la voglia di fare e di far immaginare di molti insegnanti che potranno trovare qui un buon strumento da usare in classe: per leggere prima e mettersi in gioco subito dopo.

Laura Carlin, Il mondo come piace a me (trad. di Sara Ragusa), Terre di Mezzo 2018, 48 p., euro 15

Fai la prima mossa

29 Ott

Charlotte Lockard ha dodici anni; Ben Boxer undici. Non si conoscono, vivono distanti, ma si contendono il primato nel torneo di Scarabeo on line a cui partecipano da tempo. Pian piano si crea tra loro anche una certa intimità, quella che viene dalla voglia di dire e dall’incapacità di farlo. Non hanno molti amici e nelle loro rispettive scuole sono considerati abbastanza sfigati: nessuno conosce Ben e i suoi tentativi di farsi eleggere rappresentante ispirandosi ai presidenti americani fa quasi tenerezza al lettore; Charlotte invece non va più molto d’accordo con la migliore amica di sempre, sono distanti e presto si sente scaricata. I due cominciano a telefonarsi, come se ciascuno fosse l’unica possibilità dell’altro di confidarsi, ma sono conversazioni che ruotano intorno al banale quotidiano per sentire una voce amica, per covare insieme quello che è davvero difficile dire.

I due momenti particolari che stanno vivendo – il divorzio dei genitori di Ben e il ricovero ospedaliero del padre di Charlotte – saranno in realtà momenti per guardarsi allo specchio e intorno, per capire cosa conta davvero e chi sono le persone che possono essere loro amiche, condividendone interessi e passioni.

Una lettura agrodolce, molto veritiera e anche molto intimista nel ritrarre i pensieri e i sentimenti dei protagonisti.

Charlotte e Ben sono appassionati di Scarabeo: come non pensare a due altri splendidi romanzi dove lo Scrabble aveva una fondamentale importanza? Sono Lo sfigato e Stecco, e se non li avete mai letti, andate a cercarveli in biblioteca.

Erin Entrada Kelly, Fai la prima mossa (trad. di Mara Pace), Terre di Mezzo 2018, 228 p., euro 14

Sogni d’oro, Miyuki

28 Set

Quanta poesia nelle illustrazioni e nel testo di questo albo. Il lettore si incanterà davanti alle prime frasi che raccontano l’arrivo della notte, con l’ultima pioggia d’oro del sole sulle colline d’argento. Le autrici raccontano la complicità tra nonno e nipote in una complementarietà di parole e immagini, dove risaltano le influenze dell’arte giapponese nel lavoro di Seng Soun Ratanavanh e che sarà bello rendere in lettura a voce alta. Il ritmo che Roxane Marie Galliez (l’autrice di “Ho lasciato la mia anima al vento” Emme edizioni) imprime al testo infatti permette di tessere un filo tra le diverse azioni e i diversi quadri che il libro offre.

Miyuki non ha sonno, sebbene sia ora di andare a dormire; ha ancora troppe cose da fare nel suo orto-giardino: preparare un baldacchino per la visita della regina delle libellule, innaffiare le verdure, radunare le lumache, coprire il gatto, e poi danzare per ringraziare il sole che ha brillano sulla casa. Il nonno asseconda la bambina, in una complicità di affetti che dice la cura reciproca e la cura per le piccole cose di ogni giorno; l’asseconda sicuramente volentieri quando la bambina sottolinea che non può andare a letto senza aver fatto il bagno ed essersi spazzolata denti e capelli, e poi non può mancare il momento della storia.

Tutto è quasi magico, un mondo minuscolo che fa pensare ai protagonisti come esseri fatati che dormono in una scarpa, fanno il bagno in una scodella, usano i trampoli per seguire le lumache e hanno libri dalle cui pagine nascono foreste incantate.

Questo è in realtà il secondo di una serie di albi dedicati a Miyuki;  sono usciti Attends, Miyuki e Merci, Miyuki per le edizioni De la Martinière jeunesse, tradotti in diversi Paesi. Inutile dire che aspettiamo anche gli altri 😉

Roxane Marie Galliez – Seng Soun Ratanavanh, Sogni d’oro, Miyuki (trad. di Maria Bastanzetti), Terre di Mezzo 2018, 32 p., euro 15

Cane Puzzone

22 Set

Per i bambini francesi Chien Pourri è diventato un’istituzione; la serie ideata da Colas Gutman e Marc Boutavant è molto amata dai lettori e ci fa ben piacere che queste dissacranti storie arrivino anche in Italia. Cane Puzzone è nato in un bidone dell’immondizia, puzza di sardine, viene scambiato per moquette e gira accompagnato da un fedele fan club di mosche. In più è anche un po’ tonto, un po’ lento, confonde la destra con la sinistra, la testa con la coda, non ha malizia, non sa cogliere la cattiveria che c’è intorno, è sempre speranzoso e gentile, specie col suo amico Spiaccigatto.

Le sue avventure stanno in libri dal formato agile e dalla giusta misura per lettore di 6/7 anni, in cui le illustrazioni fanno da accompagnamento e complemento al testo, e permettono un duplice livello di lettura: c’è l’avventura pura, un po’ assurda, che fa ridere e anche prendere un po’ in giro il protagonista; c’è la presa d’atto del mondo descritto ed esasperato, dove pare esserci davvero poco posto per la bontà o per la gentilezza: la bambina che aiuta i ladri con le polpette avvelenate, il cuoco che sceglie chi tritare per i suoi mini hot dog… Una lettura dolce amara dove spicca Cane Puzzone,che si sente come un gufo senza albero, una pecora nera senza pastore, un barattolo senza apriscatole, ma sotto il cui pelo nauseabondo spicca un cane dal cuore tenero e generoso, che vorrebbe aiutare gli altri e trovare una famiglia.

E grazie a chi ha scelto di portarlo in Italia, senza fermarsi davanti alle possibili storture di naso di chi guarda perplesso al titolo puzzone o a una trama che parla degli sconfitti della vita; Cane Puzzone è un buon antidoto alle letture buoniste e preconfezionate, i suoi lettori sapranno fare come lui: scavare fin che si sente un odore diverso e uno spiraglio di luce.

Colas Gutman – Marc Boutavant, Cane Puzzone (trad. di Francesca Novajra), Terre di Mezzo 2018, 55 p., euro 12.

Il giardino curioso / Un giardino straordinario

14 Giu

Due albi che parlano di giardini, di come il verde possa prendere piede e trasformare un paesaggio anonimo quando non degradato, con due protagonisti curiosi e pazienti.

Il primo, Il giardino curioso edito da Giralangolo, prende spunto dalla vera storia della ferrovia sopraelevata High Line di New York, chiusa e abbandonata dal 1980, sui cui binari nel corso degli anni sono cresciuti alberi e fiori selvatici. Peter Brown immagina Liam, bambino curioso che scopre tra le traversine delle piante che necessitano di un giardiniere: si ingegna allora a prendersene cura nel modo migliore, potendo, annaffiando, cantando. Le stagioni passano, arrivano le prime fioriture, l’inverno porta invece il tempo dello studio per poter fare meglio la primavera successiva: spuntano nuove piante e nuovi giardinieri, in un’opera che diventa collettiva nella condivisione degli spazi verdi e nel lavoro per crearne di nuovi. Un invito insomma anche al Guerriglia Gardening, allo spargere semi e speranza di bellezza fiorita negli angoli più impensati per stupire passanti e cittadini abituati al solito paesaggio.

In Un giardino straordinario, da poco uscito per Terre di Mezzo, c’è un altro bambino dalla fantasia strabordante, sempre pronto ad andare in mondi straordinari, che dalla lettura di un libro e delle sue immagini, lascia germogliare un’idea: ecco allora la ricerca di un seme, la cura, l’attesa e il via ad una sorta di attacco infettivo di voglia di piantare e veder spuntare alberi e fiori. Qui il tratto di Sam Boughton, l’uso dei pastelli e del collage, danno materia a un mondo fiorito e affascinante che ben rappresenta il prendere corpo e colore nella realtà dell’idea che il protagonista ha avuto.

I due albi sono accomunati non solo dal tema e dal suo svolgimento, ma soprattutto dalle caratteristiche dei loro protagonisti: entrambi infatti possiedono la pazienza del giardiniere, quella che fa covare la speranza anche quando non si vede nulla, anche quando i bulbi dormono sotto la coltre di neve o nel tempo in cui i semi accumulano sotto terra la forza per spuntare e crescere. La pazienza del giardiniere è un’arte che va di pari passo alla capacità di prendersi cura, di notare i piccoli cambiamenti, di essere attenti alla necessità e di lasciarsi stupire da quel che viene, a lungo atteso e magari ancora più bello di quel che ci si aspettava. E che ovviamente dice anche dei sogni, della loro forza e della meraviglia di quando si fanno veri e tangibili.

Peter Brown, Il giardino curioso (trad. di Anselmo Roveda), Edt Giralangolo 2018, 36 p., euro 15

Sam Boughton, Un giardino straordinario (trad. di Sara Ragusa), Terre di Mezzo 2018,34 p., euro 15

Niente paura Little Wood!

16 Mag

little woodIn questo libro ci sono Genie, undici anni, suo fratello Ernie, quattordici, e il tempo di un’estate, anzi di un mese estivo da passare in campagna dai nonni paterni. Di questi nonni Genie sa davvero poco, conosce la voce della nonna che telefona qualche volta, ma ad essergli totalmente sconosciuto è il nonno che tanta di parlare al padre senza riuscirci, che porta una pistola nella cintura, che in casa ha una stanza chiusa a chiave per “gli affari suoi” e che è completamente cieco. Nessuno l’hai mai detto al ragazzo perché il nonno stesso vuol essere il primo a dirlo, quel nonno che sa muoversi da solo in casa, cucinare e rispondere alle tante domande del nipote.

Già, perché se suo fratello è il tipo da occhiali da sole fighi perennemente sul naso e fiuto per le ragazze in gamba (ecco Tess che martella tappi da birra per farne orecchini), Genie è quello delle domande: riempie i taccuini, cerca su Google risposte a improbabili quesiti, prova a dare un senso anche al mistero che aleggia sulla casa gialla abbandonata in mezzo al bosco. Ad aleggiare sulla famiglia è invece la storia: quella del nonno e dei suoi genitori, quella dello zio morto in guerra anni prima, insieme allo spettro della guerra e della violenza, alle paure che possono generare, ai fantasmi che possono venirti ad inghiottire. Se il nonno comincia a fidarsi di Genie fino a camminare con lui di notte in cortile, quel che deve lasciare andare è molto di più dei simbolici uccellini che tiene in gabbia e che cura ogni giorno. Ci sono sentimenti e ricordi e vecchie tradizioni e rancori che devono volare vie; c’è la fatica di crescere e la paura terrificante di non essere adatto: per Genie è davvero l’estate del cambiamento.

Reynolds costruisce un romanzo di formazione ambientato nei giorni nostri, ma se non ci fosse il wi-fi, il riferimento potrebbe essere ad altre guerre e la descrizione dei rapporti personali come il percorso di cambiamento di ciascun personaggio starebbero benissimo in qualsiasi tempo. La riflessione che ne nasce ruota intorno al riparare le cose che si sono rotte, ed è un filo che va dalla prima all’ultima pagina, si parli di un modellino di automobilina, dei denti davanti, di un guaio o di un affetto.

Questo romanzo è anche un alto esercizio di traduzione: Giuseppe Iacobaci cuce addosso al protagonista una lingua che ne segue perfettamente i giochi di parole, i pasticci sui modi di dire, i neologismi che Genie inventa.

Le illustrazioni di copertina sono di Marta Pantaleo.

Jason Reynolds, Niente paura Little Wood! (trad. di Giuseppe Iacobaci), Terre di Mezzo 2018, 328 p., euro 14,90