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Se chiudi gli occhi

10 Feb

Se_chiudi_gli_occhi_CVR_500px-1“Io cerco di spiegare le cose a mio fratello, ma lui non è mai d’accordo con me”, dice il protagonista di questo albo al lettore. Seguono un’infilata di pagine in cui le voci dei due fratelli si contrappongono, o meglio si accompagnano a una lettura diversa del mondo. Descrivono ciascuno un labero, una lampadina, un serpente, il sapone e via così. Uno guarda le cose, l’altro le sente. Uno definisce, l’altro invita a scoprire coi sensi: ad annusare, a toccare, a vedere in un altro modo. La semplicità delle immagini, i collage su sfondo netto invitano anche il lettore a fare altrettanto e a continuare, scegliendo altri oggetti e altre situazioni. E poco importa se molti descriveranno questo libro come un testo che parla di diversabilità e di lettura dell’intorno da parte di chi non può usare la vista; poco importa, perché in realtà è un semplice, essenziale invito a chiunque a cambiare prospettiva, a scegliere un altro senso da attivare, un altro angolo da cui osservare. Un invito a saper guardare che vale per tutti, sempre.

Victoria Pérez Escrivá – Claudia Ranucci, Se chiudi gli occhi (trad. di Sara Ragusa), Terre di Mezzo 2021, 28 p., euro 14

Di che colore è il vento

30 Nov

colore ventoLa magia di un albo di Anna Herbauts segue ancora una volta un ritmo cadenzato delle domande e delle risposte, della ricerca, del voler sapere, dell’interrogare più voci. C’è un bambino, un piccolo gigante come viene definito,un bambino che non può vedere, ma  vuole conoscere il colore del vento e allora, come in altri libri della stessa autrice, prova a rivolgere le domande a chi incontra sulla via. Non solo animali o umani, ma tutti gli elementi de paesaggio sono coinvolti: dalla finestra all’albero, dalla montagna al ruscello.

Il racconto procede anche grazie agli elementi fisici che fanno parte della narrazione stessa: la pagina tagliata a forma di casa che contiene il bambino fa si che – una volta voltata – non ci sia più, si trasformi in una porta che permette di uscire; la sagoma di un cane diventa lupo sul verso, il tondo è una mela intera se lo sfondo è una pagina rossa oppure una mela tagliata a metà se circonda il disegno dei semi. L’albo poi è tattile grazie all’utilizzo di materiali diversi: pagine lucide, rilievi a fare la pioggia o il tronco ruvido o il pelo degli animali, a indicare il contorno dei panni stesi. Insomma, l’albo è una meraviglia per gli occhi che guardano e indovinano, per le mani che carezzano e muovono nel finale le pagine, per le orecchie che ascoltano se qualcuno legge ad alta voce; ed è una meraviglia-sorpresa quando si scopre che la risposta è proprio nel libro che si ha tra le mani e che si può sentire: non serve la vista al bambino cieco per assaporare la carezza di vento che il libro gli fa.

Anne Herbauts, Di che colore è il vento (trad. di Alessandro Marcigliano), Gallucci 2015, 48 p., euro 24

Peter Nimble e i suoi fantastici occhi

8 Feb

peterL’incipit magnifico di questo libro vi cattura istantaneamente e sa un po’ di Dickens, un po’ de I Miserabili (guarda un po’, è anche intonato all’attualità cinematografica) con la figura di questo bambino cieco di ignota provenienza che un vecchio sfruttatore ha istruito a diventare il più abile ladro, dall’udito sopraffino, dall’agilità di un gatto silenzioso e soprattutto con delle mani che sanno sciogliere qualsiasi nodo e aprire qualsiasi serratura. Un fuorilegge che a dieci anni viene precipitato in un mondo quasi magico, dotato di una scatola con tre paia di occhi d’oro di onice e di smeraldo e un compare d’avventura assai bizzarro (un cavaliere trasformato da una strega in un incrocio tra gatto e cavallo) e mandato – sulla scorta di un misterioso biglietto in rima – a raggiungere una terra sconosciuta, addirittura fuori dalle mappe perché lì, a quanto pare, qualcuno ha bisogno di lui.

Un viaggio avventuroso e un’altrettanto carambolesca serie di avvenimenti e scoperte (a un certo punto forse si perde un po’ il filo negli scontri, nelle corse, nelle lotte) per liberare un regno e riportare alla ragione e alla pace uomini e terre. sempre seguendo la vicenda – che invita davvero a leggere la storia ad alta voce – attraverso i sensi di Peter e gli occhi che il narratore e gli altri personaggi ci prestano. Ma sono le dita di Peter, il suo olfatto, i suoi sensi sempre all’erta a guidarci, insieme ai semi di mutuo rispetto e alle Domande del Malandrino (quelle da porsi sempre in una situazione disperata: dove ci si trova? ci sono amici nei paraggi? ci sono armi a portata di mano?). L’abilità di Peter lo porta a sciogliere anche i nodi più complicati di un passato perduto ed è la fiducia che il professor Cake gli instilla a permettergli di scegliere tra una rassicurante infelicità e una terrificante incertezza. PercHè non solo il professore fabrica gli occhi speciali apposta per lui, ma gli spiega che un ragazzino non dovrebbe mai considerare impossibile una cosa. E soprattutto gli ricorda che è stato chiamato a quell’avventura non per quello che potrebbe diventare, ma per quello che già è.

Il sito dedicato al libro. Il sito dell’autore.

Jonathan Auxier, Peter Nimble e i suoi fantastici occhi (trad. di Paola Mazzitelli), Salani 2013, 360 p., euro 15 (ebook euro 9,99)

Lola e io

5 Nov

More about Lola e io

Leggi questo libro e per un po’ giochi sul filo del fraintendimento della voce narrante perché la maggior parte dei passaggi potrebbe benissimo essere la voce della ragazza dai lunghi capelli di seta e invece è la cagnolina che guarda e descrive, dando occhi alla padrona che ha perso la vista in un incidente stradale.

Stella, di cui scopriamo il nome solo nell’ultima pagina, accompagna da cinque anni Lola, le fa da guida e intanto conduce per mano (forse meglio, per zampa) anche il lettore in un mondo che è fatto di rumori della città, di vento tra i capelli, di musica, di bisticci, di cibi deliziosi, di stoffe morbide. Un mondo con tutti i sensi all’erta, con occhi dolci, occhiacci e  e sbadigli. Un libro dove il vento sta nelle illustrazioni, dove la neve scende piano nella sera, dove il mare spruzza sotto i piedi che corrono.

Il sito dell’illustratore.

Il testo utilizza un carattere tipografico  “amico”, studiato per facilitare la lettura in particolare per chi ha problemi di dislessia.

Chiara Valentina Segré – illustrazioni di Paolo Domeniconi, Lola e io, Camelozampa 2012, 32 p., 14 euro