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Il ragazzo degli scarabei

3 Mar

ragazzo-scarabeiMi immagino a leggere questo romanzo i bambini che nel 2008 impazzivano per Zzzz! (Rizzoli), uno dei migliori libri pubblicati in italiano sugli insetti: me li ricordo a pancia in giù sui tappeti della biblioteca a sfogliare le pagine; ho l’immagine di una piccola classe di prima elementare riunita tutta intorno al libro: uno di loro, espertissimo in materia, utilizzava le immagini del testo per spiegare specie, caratteristiche e tipologie ai suoi compagni. Ecco, facessero la secondari di primo grado sarebbero lettori divertiti e a proprio agio di fronte a quest’avventura colorata di giallo, ricca di informazioni su scarabei, coleotteri, lepidotteri e compagnia anche per chi non ne sa nulla. L’autrice tesse le informazioni scientifiche intorno alla vicenda di Darkus e alla scomparsa del padre, direttore del Dipartimento di Scienze del Museo di Storia Naturale. Il ragazzino viene affidato allo zio archeologo e scopre che il padre è stato rapito: nella vicenda, pare avere un posto di rilievo Lucretia Cutter, misteriosa e terribile proprietaria di una casa di moda, dall’allure di scienziata pazza. Anche nella vita del padre c’è un mistero che ha a che fare con questa donna e con una ricerca scientifica avveniristica in cui i due furono coinvolti molti anni prima.  E poi ci sono gli insetti: lo scarabeo Baxter che diventa inseparabile da Darkus, quelli che popolano a migliaia la casa dei vicini (due terribili cugini che non perdono occasione di farsi scherzi atroci sulla linea degli Sporcelli di Dahl), quelli che adottano i due amici che aiuteranno il ragazzo a svelare l’intrico.

Il romanzo può in alcuni tratti risultare un po’ farraginoso e carico di vicende, ma si legge scorrevolmente e ha soprattutto un altro pregio: è accompagnato da un’applicazione che si scarica da IStorie (gratuitamente se inquadrate una pagina del romanzo) e che è nata dalla collaborazione di De Agostini con Next, il team vincitore in primavera del concorso BitBuk con Exo, un’app proprio legata al mondo degli insetti. L’app, illustrata da Rossella Trionfetti, riprende il personaggio di Darkus e crea un viaggio attraverso alcuni luoghi simbolici di Londra e alcuni legati al romanzo in cui recuperare gli insetti e intanto imparare notizie e curiosità sulla biodiversità. Il team di Next organizza ogni anno a Senigallia Fosforo, il festival della scienza, e si occupa di divulgazione scientifica anche con bambini e ragazzi. Peccato che nell’edizione cartacea del romanzo non ci sia accenno all’app se non in quarta di copertina: ti ci deve proprio cadere l’occhio per avere l’informazione, mentre invece meriterebbe più visibilità perché è davvero ben fatta.

Il seguito del romanzo esce in Inghilterra ad aprile.

Il sito dell’autrice.

M.G. Leonard, Il ragazzo degli scarabei (trad. di Giuseppe Iacobaci), De Agostini 2017, 380 p., euro 14,90, ebook euro 6,99

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Montreuil 2016 /2. Libri animati, ebook o app?

7 Dic

Dal punto di vista dell’offerta digitale per bambini e ragazzi, anche al Salone di Montreuil si respira un calo di produzione o forse una pausa di riflessione rispetto all’entusiasmo degli scorsi anni, per cui ci sono meno proposte. O forse c’è chi ha resistito e lavora con alacrità per prodotti di più grande qualità.

soupe_couvDell’esperienza de La Carte à Lire vi avevamo già parlato lo scorso anno qui: rappresenta la possibilità di offrire un testo digitale acquistandolo in libreria e regalando appunto un cartoncino che riproduce la copertina del libro e riporta le istruzioni per scaricarlo sul proprio device e cominciare la lettura. La novità di quest’anno è l’aggiunta al già diversificato catalogo di quattro titoli che costituiscono l’inizio del La petite collection de la Chouette du cinéma, una serie di cortometraggi animati d’autore dedicati ai più piccoli, di una quarantina di minuti ciascuno, usciti nelle sale francesi dal 19 ottobre scorso. L’apprimerie, già nota per le sue applicazioni narrative di alta qualità (come Et si la nuit o classici come Le Horla e Viaggio al centro della Terra) ne ha curato anche il libro, in versione cartacea e in versione digitale. Per ora sono disponibili quattro titoli, ispirati a filastrocche o racconti tradizionali, come “la zuppa di sasso” o “il guanto” che tanti albi illustrati hanno ispirato. La versione digitale è accessibili su dispositivi Apple, Android e su pc  tramite Readium.

Due editori storici per ragazzi hanno invece realizzato alcuni libri cartacei che possono essere animati grazie all’utilizzo del tablet, in una lettura complementareo  grazie alla realtà aumentata, presentate a Montreuil nello spazio La Ruche Transbook. Albin Michel ha mandato in libreria la collana Historie animées: quattro titoli per ora, quattro albi illustrati da Magali Le Huche, Charlotte Gastaut, Édouard Manceau, Léna Mazilu con cui è possibile interagire tramite l’app dedicata. Sovrapponendo il tablet al libro si possono scoprire nuovi particolari e animazioni che si integrano con il cartaceo in modo differente a seconda del libro: in alcuni casi sono animazioni alle illustrazioni già presenti, in altri invece sono vere e proprie aggiunte che sviluppano l’azione.

Nathan invece ha pubblicato un albo di grande formato, Le grand Rendez-vous in cui è possibile ascoltare le storie scritte da Hubert Ben Kemoun nel momento in cui si sovrappone il tablet all’immagine che accompagna ciascuna dell 24 avventure, ambientate in diversi Paesi del mondo, il cui filo rosso è l’invito che ciascuno dei personaggi riceve.

In entrambi i casi, c’è da valutare quanto effettivamente rendano questi prodotti che rischiano di non essere carne né pesce rispetto a book-app o ebook ben fatti. Infatti negli albi Albin Michel l’animazione diventa nella maggior parte dei casi “solo” un divertimento in più; bisogna inoltre tener presente alcune eventuali difficoltà di utilizzo che erano evidenti anche nello spazio di Montreuil: la luce dei neon che influiva sulla percezione del testo nel momento in cui lo si inquadrava o la necessità di una connessione wi-fi buona e stabile per l’utilizzo dell’albo Nathan. Tutti intoppi tecnici che possono influire sul buon utilizzo dello strumento e far sì che i bambini si stufino ancor prima di aver portato a compimento l’esperienza di lettura e/o di ascolto.

Montreuil 2014 /2. Applicazioni vincenti

1 Dic

imageLo scorso anno, il Salone ha lanciato sia PopApp, portale su cui trovare la segnalazione di applicazioni di qualità per orientarsi nella giungla di proposte sui vari store, sia una bourse d’aide, un fondo per sostenere nella loro realizzazione cinque progetti di applicazioni scelti tra i tanti pervenuti. Questa mattina i cinque progetti sono stati raccontati da chi li ha pensati, in attesa che siano usufruibili al pubblico, nel corso del nuovo anno. Li trovate qui.

Le lapin bricoleur è una storia che gioca sulla ripetitività e sulla circolarità che i bambini tanto amano; di Boum! (o Au boulot, promenade numérique, come in programma; uscirà il primo aprile!) potete vedere una demo qui sul sito dello sviluppatore; La mégalopole è un progetto carta-digitale di cui per ora Cléa Dieudonné ha realizzato la versione caratcea edita da L’Agrume, che si sviluppa in verticale su una lunghezza di tre metri e si legge partendo dall’alto, mentre la versione applicazione (probabilmente disponibile nell’autunno prossimo) si svilupperà esattamente al contrario.

Sono però le due uscite previste per la primavera a fomentare le aspettative. Et si la nuit è un progetto di L’apprimerie, già apprezzata nelle sue applicazioni sui classici per la finezza delle interazioni del testo, che riprende il momento della buonanotte immaginando che i protagonisti chiudano gli occhi per la nanna, dando vita a un mondo immaginario. Realizzato in epub3, avrà un’edizione in inglese e una in francese e – per la prima volta nelle scelte dello sviluppatore – si avrà anche la possibilità di ascoltare il testo letto. Le illustrazioni sono di sapore vintage, anni ’60, realizzate da Douglace, e il designer sonoro è Emmanuel Séguin.

La pluie à midi è invece il progetto realizzato da Éditions Volumiques e ideato da Julie Stephen Chheng, di cui già vi avevamo presentato il geniale Village à déplier. Come le ultime uscite per queste edizioni, si partirà da un libro cartaceo per permettere poi al lettore di prolungare la storia sul tablet e di interagire, generando mondi diversi grazie alla geolocalizzazione, a seconda dell’angolo di mondo ma anche del tempo che fa fuori dalla finestra e delle stagioni. Ecco due video che vi fanno vedere come funzionerá e cosa racconterà.

Che dire? Stasera a Parigi c’è aria di neve; sotto la neve covano i bulbi e le idee, vedremo a primavera!

Montreuil 2014 /1. Carte à Lire

1 Dic

imageCominciamo dal digitale la manciata di cronache dal Salone di Montreuil con una novità lanciata stamattina, giusto in tempo per l’avvicinarsi del Natale: la Carte à lire, iniziativa per portare i libri digitali anche in libreria e per rendere più piacevole il gesto di regalarne uno. Se ricevete infatti una di queste carte, avrete tra le mani una busta e nella busta un biglietto di cartoncino pesante che ripropone esattamente la copertina del libro che è stato scelto per voi e la sua quarta, dove si trovano le indicazioni a proposito della trama, delle lingue in cui è disponibile, del fatto che si adatto anche a lettori dislessici e dei supporti compatibili (per ora iBooks e Readium). All’interno le regole per scaricare il libro, il codice necessario e ovviamente lo spazio perché chi ve lo regala possa scrivere quel che pensa.

Così le carte regalo arrivano anche in libreria, magari su un espositore colorato o su un albero numérique come quello che campeggiava in Salone.

Ecco il sito su cui scoprire tutto a proposito della Carte à Lire.

Forme in gioco

22 Set

forme in giocoCi sono dei quadrati, dei triangoli e dei cerchi. Sono colorati, hanno facce sorridenti e si divertono a saltare e rimbalzare dando vita a scontri, incidenti e a nuove forme e costruzioni: perché ciascuno può avere un suo posto, ma se mescoli le forme e ridisponi i colori ecco che appare tutt’altro. Una storia per giocare ad inventare, seguendo i balzi divertenti delle forme che si mettono appunto in gioco. E il gioco può continuare grazie all‘app – che trovate sia su AppleStore che su GooglePlay – dove si chiede a chi interagisce di spostare le forme per veder apparire una serie di mezzi di locomozione che – ciascuno col proprio tempo e col proprio suono – partono verso ignota destinazione. Intanto si prende confidenza con le forme e con i colori.

Ancora una volta, dopo “Il libro bianco”, Minibombo lavora sul duplice binario carta-digitale offrendo ai bambini non un duplicato in versione app, bensì una nuova possibilità di interazione che rimanda alla storia che hanno conosciuto in cartaceo, chiedendo di intervenire con le dita e scatenando fantasia e domande (chi c’è sul treno? dove andrà la nave? E il razzo?). E ancora una volta Minibombo coniuga semplicità e intuitività: non servono parole e nemmeno spiegazioni per chi sfoglia e interagisce. E tutto lì, semplice, facile e bello. Queste sono di fatto le motivazioni per cui il progetto de “Il libro bianco” ha ricevuto il Premio Andersen 2014-Miglior creazione digitale e siamo ben felici di ritrovarle anche in “Forme in gioco”, in un prodotto di primissima qualità da dare subito in pasto (occhi e dita) ai più piccoli.

Il trailer del libro e il trailer dell’app. Il minisito dedicato con tante attività da scaricare in pdf.

Silvia Borando, Forme in gioco, Minibombo 2014, 32 p., euro 12,90, app euro 0,89

Io sono un supereroe

12 Mag

montanariIl protagonista di questo albo è un bambino che sta per affrontare la sua giornata, con tutte le prove ad essa legate, comprese quelle non proprio amate, ma che i grandi gli affidano (tipo lavarsi e pettinarsi): quale soluzione migliore di un armadio pieno di tute da supereroe, ognuna per una diversa missione? Cambio di tuta per sentirsi all’altezza ed ecco che la giornata fila via, fino alla tuta più meritata: il pigiama per mettersi a nanna.

Il testo è in stampatello, adatto quindi ai lettori alle prime armi; è accompagnato nelle pagine finali dalle istruzioni per realizzare un costume da supereroe e dall’invito a continuare l’avventure con l’app omonima che – disponibile sia in versione iOS che Android – permette di vestire i panni del protagonista, scegliendo un nome, un’arma segreta e quale indossare tra le differenti tute (da provare quella mangiatutto!), decifrare messaggi segreti, preparare gli schemi per le future missioni.

Unico punto interrogativo: il testo invita a interagire con l’app decodificando il qr code “con lo smartphone di papà”: e quello di nonno, zia, mamma, fratelli più grandi, ecc. ecc.?

Ecco il sito dedicato. E il sito di Koo-koo Books che ha realizzato il progetto. In occasione del Salone del Libro di Torino l’app è in promozione a 2,69 euro fino a lunedì 12 maggio.

Fausto Montanari, Io sono un supereroe, ElectaKids, 32 p., euro 12,90, app euro 4,49

Montreuil 2013 / 3 – Totam, libreria del digitale

3 Dic

Comincia con una riflessione sulle cifre della presenza di schermi e connessioni nelle famiglie la presentazione – da parte di Terence Mosca, conosciuto come “le Monsieur Gallimard Jeunese” visto che ha creato app come “La Coccinelle”, “Dinosaures”, “Pompidou Kids” –  di Totam, la libreria del digitale dedicata a bambini e ragazzi. Nata dall’idea di creare un solo luogo dove poter reperire on line tutti i contenuti di qualità dispersi nel web e non sempre di facile accesso se non si hanno le idee chiare e non si va a colpo sicuro, e insieme un solo strumento di distribuzione, Totam è frutto della collaborazione tra quattro diversi soggetti già ben rodati nel campo (Mosca; Laurence Gauthier; Nathalie Colombier e Odile Leveugle, che si occupano di due siti come Declick e Applimini che in Francia sono punti di riferimento ler l’informazione digitale per ragazzi) e dalla collaborazione di editori, produttori e dello stesso Salon du Livre et de la Presse Jeunesse.

Organizzato in modo da essere consultabile per fasce d’età, per temi e per tipologia di contenuti, il portale offre l’accesso a risorse come libri digitali, video e musica e applicazioni di cui viene presentata una scheda dettagliata e la possibilità di un “assaggio in estratto” (per le applicazioni la scheda rimanda allo Store di riferimento). Ogni scheda è condivisibile via social network o si può inviare via mail.

Per ora la possibilità offerta ai singoli utenti è quella di un abbonamento mensile a 9,99 euro che permette l’acceso illimitato a un pacchetto di contenuti che si rinnova ogni mese. Dall’anno nuovo sarà possibile la vendita delle singole proposte, scaricabili e di cui si rimane proprietari. Inoltre si stanno preparando misure di abbonamento apposite per biblioteche, mediateche, scuole, ecc. : una sorta di “box pro” che tenga conto delle esigenze di enti di questo tipo.

Da gennaio saranno disponibili contenuti in epub3 e l’app dedicata. Per ora la libreria si consulta on line:  http://www.totam.fr

A proposito di epub3, da ieri sera è possibile consultare su Totam l’anteprima di Paris, ultima nata in casa Nathan.

Montreuil 2013 / 2 – Il Salone per il digitale

2 Dic

La mattinata del Mïce (Marché International et Interprofessionel de la Création pour Enfants), alla sua seconda edizione, ha aperto le porte quest’anno con un intervento di Sylvie Vassallo, direttrice del Salon du Livre et de la Presse Jeunesse, che ha illustrato l’azione del Salone stesso a favore del digitale. O meglio le azioni, le strategie e gli strumenti messi in campo in questi anni e a disposizione di biblioteche, mediateche e scuole che ne vogliano affittare uno per un certo periodo di tempo per sperimentarlo e per crearvi intorno attività ed eventi (che in parte vi abbiamo già illustrato in un post lo scorso dicembre). Come il Juke-Box Ados, arrivato al suo settimo anno, con una quarantina di autori coinvolti; come la Tablette XXL o come la Biblioconnection, presentata lo scorso anno a Montreuil e che  verrà nel 2014 sperimentata in 400 strutture tra quelle che si candideranno ad ospitarla.

Alla base di ognuno di questi progetti ci sono innanzitutto due idee: la complementarietà tra carta e schermo e la democraticità dell’accesso e della lettura per tutti (con la Biblioconnection si fa un grande passo avanti anche nei confronti dei ragazzi lettori con disabilità di tipo vario). La sfida è sempre quella di praticare una lettura in comune, che rompa gli schemi del singolo che si rapporta con lo schermo e insieme la possibilità di venire incontro a istituzioni come le biblioteche o le scuole che possono trovare assai difficile stare al passo coi veloci cambiamenti tecnologici di supporto e che possono invece sperimentare – in particolare con la maxi tablette – tutte le potenzialità delle applicazioni.

Le novità di quest’anno sono due: innanzitutto un portale chiamato Pollen per far scoprire le applicazioni e permettere di orientarsi nell’offerta; poi una “bourse d’aide“, un finanziamento per dieci progetti di applicazioni da sviluppare scelti tra quelli che parteciperanno entro marzo 2014 all’assegnazione, che saranno sovvenzionati per un massimo di 5.000 euro caduno. Un invito ad autori, illustratori, sviluppatori ed editori, che viene dal Centre National du Livre e dall’Ècole du Livre de Jeunesse: e sinceramente è bello vedere che i finanziamenti pubblici guardano alla qualità del digitale e vogliono accompagnare nuove idee e nuovi progetti per bambini e ragazzi…

Digital Readers Camp _ gli atti

28 Ott

digital readersGiovedì 17 ottobre scorso, si è svolto a Rozzano il quarto appuntamento del convegno Digital Readers a cui si è accompagnato un Camp di discussione sul digitale per bambini e ragazzi, come già vi abbiamo anticipato in un post che raccontava il senso della giornata.

Qui potete scaricare il resoconto di quanto è stato detto, proposto, discusso durante la mattinata, con i riferimenti ai progetti presentati. Presto saranno pubblicati anche i file video e audio e le slide di presentazione sia della mattina che del pomeriggio.

On line potete trovare altro materiale sulla giornata: il resoconto fatto da Roberta e Elisa di Mamamò, il report per immagini e illustrazioni di Marco Paci; la galleria fotografica sulla pagina FB di Digital Readers.

A presto con nuovi aggiornamenti!

Riflessioni digitali (a margine del TOC e della Fiera di Bologna)

2 Apr

tocDopo i giorni di Fiera e i sonni pasquali, raccolgo impressioni, materiali, appunti, incontri, libri, chiacchiere che ho portato a casa da Bologna.

Nell’incontro di lunedì mattina in apertura del Caffè Autori, a fare il punto sulla narrativa dell’ultimo anno insieme a Nicola Galli Laforest, Eros Miari e Anselmo Roveda, ho risposto al “Che serve? Dove andiamo?” dicendo della necessità – a mio avviso – di un inevitabile  e impellente ragionamento sul digitale (tanto più appunto se parliamo di narrazione) e di prodotti che sappiano rispondere alle necessità dei ragazzi nativi che abbiamo davanti, che sappiano convivere con il cartaceo in quella parità di valenza che per i ragazzi sarà la norma e che spesso invece noi operatori del settore tendiamo a dimenticare (importerà il “dentro”, il contenuto, la storia, l’informazione: la loro qualità più che il supporto). Giovanni Nucci, che coordinava l’incontro, l’ha definito “un intervento a gamba tesa” e io ho pensato a come fossi arrivata a quel momento basita dalle riflessioni sulla giornata precedente passata al TOC.

Dove penso bastassero le dita di una persona (le mani, forse appena la necessità di aiutarsi coi piedi) a tenere il conto degli italiani presenti e dove abbiamo visto sfilare sotto i nostri occhi principalmente due tipi di intervento: presentazione di dati o spot del lavoro di case editrici che possono permettersi di lavorare in grande (e forse quelle possibilità potrebbero spenderle non tanto per i brand…). Poi nei vari panel sono sfilati interrogativi come quelli posti da Paolo Canton, l’editore di Topipittori, sulla necessità di trovare un linguaggio comune tra editori e tecnologia; buone pratiche come l’app Una valigia spaziale raccontata da Elena Baldini e nata per i laboratori condotti coi ragazzi della scuola primaria nell’ambito di BergamoScienza dello scorso autunno (a breve disponibile gratuitamente su AppStore); esperienze di editori e produttori come Ardozia, Mindshapes,  Achtoons,

Tra i pochi italiani al TOC, i ragazzi di Apogeo che in questo post sintetizzano la giornata, con una conclusiva notevole nota di ottimismo: “La sensazione che resta addosso è che l’editoria per ragazzi detti l’agenda per tutti, adulti compresi: contenuti prodotti e distribuiti a seconda delle diverse esigenze, centralità dell’esperienza utente, accresciuta consapevolezza sulla concezione e lo sviluppo dei prodotti, lo sguardo lucido di chi sa che non c’è una soluzione buona per tutti”. Ecco, questa sensazione non vale però per il panorama italiano. Se “l’editoria per bambini e ragazzi sta dettando le regole del mercato digitale”, come scrivono qui, (ma davvero?), a che punto sta il mercato italiano?

E la domanda la faccio perché non penso a quello scenario post book in cui le grandi case editrici lavorano per costruire brand in cui immergere il proprio pubblico, fidelizzandolo a un personaggio, a un autore, a una serie che sia presente su tutti i supporti e i canali di comunicazioni possibili. Ma perché penso che tutti siamo interessati ad offrire a bambini e ragazzi non un brand fine a se stesso, ma un prodotto di qualità e, in campo narrativo, una buona storia.

Se la carta vincente è ancora una volta confrontarsi e scambiarsi idee, pareri e paure, allora la formula del TOC non è di certo quello che ci serve per costruire qualcosa di buono: non serve ascoltare grandi spot delle maggiori case editrici attive in campo digitale o continuare a far scorrere i dati di ricerche e sondaggi (per quanto basilari, per quanto necessari, per quanto le uniche parti veramente interessanti del TOC quest’anno); non servono relazioni da un palco; non ha senso che i costi di partecipazione alla giornata siano così elevati per la maggior parte delle tasche di chi (autore, illustratore, operatore del settore, piccolo editore, bibliotecario, libraio, insegnante) può essere interessato agli argomenti: Exhibitor at Bologna Children’s BookFair €349+VAT; Non-exhibitors €399+VAT; Students/Teachers/Librarians/Illustrators €149+VAT. E questi prezzi non giustificano le quattro ottime pause-merenda e il buon lunch… dovrebbero farti tornare a casa con la pancia piena e con la testa brulicante di idee e di curiosità.

Così stamattina ho guardato con notevole entusiasmo alla proposta del Bookcamp jeunesse, organizzato per il prossimo 11 aprile a Parigi da DéclicsKids e Tralalere. Una mezza giornata di confronto e scambio di idee in cui ci si confronta in sessioni che affrontano questi argomenti: creare nuove esperienze di lettura; adattare le  collezioni cartacee; quali strumenti e quali formati per quali opere e quali supporti; come distribuire, diffondere e promuovere l’offerta digitale per i ragazzi; gli usi del digitale a scuola. Viene espressamente detto dagli organizzatori che il Bookcamp non è una conferenza, non è un convegno e neanche una tavola rotonda, ma un momento di confronto a cui tutti sono invitati con idee, domande, esperienze, problemi. Dove al termine della giornata si fa un riassunto delle sessioni parallele in modo che tutti possono avere un’idea generale e dove si possono presentare i propri progetti (in 9 slide e 3 minuti massimo 🙂 )

Il 26 marzo il Bookcamp era già sold out: raggiunto il massimo delle iscrizioni, lista d’attesa per la partecipazione, ipotesi di un prossimo BCJeunesse in Belgio. Il 24 marzo alla sessione plenaria di inizio TOC quanti eravamo nel grande auditorium? 150 persone mal contate? Compresi editori, speakers dei vari panel della giornata, accrediti stampa.

Forse il mio entusiasmo mattutino sarà eccessivo, ma continuo a credere che scambi meno formali e più concreti di idee, problemi, errori, perplessità e buone pratiche (che magari sono per ora solo immaginate o che non riescono a camminare sulle proprie gambe per mancanza di fondi o che cercano una certa professionalità ancora non incontrata) sarebbero e saranno – perché voglio essere ottimista – forieri davvero di concretezza.

Quindi, organizziamo un Bookcamp italiano? 🙂