Tag Archives: Il Castoro

L’atomica

24 feb

atomicaIl prologo di questo libro, che racconta della costruzione della bomba atomica e della lotta tra Stati Uniti, Germania e Unione Sovietica al possesso dell’arma più potente al mondo come se fosse un romanzo, è da urlo. Un inizio perfetto che incolla alla pagina e fionda il lettore all’interno delle dinamiche che portarono alla corsa scientifica all’atomica, intrecciando sulle pagine i diversi fronti impegnati e illustrando sia il percorso degli scienziati che i movimenti dei servizi segreti per lo scambio di informazioni che le scelte politiche che portarono poi all’utilizzo della bomba e alla distruzione delle città giapponesi.

Tra le pagine ci sono Roosevelt e Truman, Hitler e Stalin; ci sono Einstein, Robert Oppenheimer (il padre della bomba atomica che testi scolastici di qualche anno fa descrivevano liricamente con la specificazione “tre lauree, otto lingue e un fascino irresistibile”…), Enrico Fermi, ma anche i resistenti norvegesi che sabotarono la centrale di approvvigionamento di acqua pesante dei tedeschi, le spie sovietiche e i cittadini statunitensi che entrarono a far parte della rete del Kgb fornendo preziose informazioni sullo sviluppo del progetto. Con l’avanzare del racconto, il testo si fa a tratti denso di nomi, di specificazioni e può non essere semplicissimo districarsi tra specifiche scientifiche e fronti diversi su cui l’azione si sviluppa, ma possiede di certo il pregio di essere una narrazione che regge la tensione e che regala volti e sfumature quotidiane a un evento che spesso è considerato nei suoi risvolti scientifici o storici. Mostra l’impegno nella sfida e l’esultanza di fronte ai risultati della comunità scientifica riunita a Los Alamos, l’aura di segreto che avvolgeva tutta l’operazione, le tecniche delle spie, le scelte dei singoli che si rivelarono fondamentali, i dubbi e le domande che molti cominciarono a farsi. Mostra come un gruppo di menti eccellenti fosse appunto impegnato in una sfida scientifica e come l’esaltante risultato ottenuto, impensabile fino a pochi anni prima, abbia avuto un’applicazione pratica immediata e una devastazione umana e ambientale a cui molti – esaltati dal risultato scientifico e su di esso concentrati – non erano pronti.

Corredato da fotografie che danno un volto ai protagonisti della storia e da una bibliografia finale specifica, quella su cui l’autore si è basato per ricostruire minuziosamente i pochi anni che cambiarono la storia del mondo.

Il sito dell’autore che con questo libro ha ottenuto numerosi premi tra il 2012 e il 2013.

Steve Sheinkin, L’atomica. La corsa per costruire (e rubare) l’arma più pericolosa del mondo (trad. di Nello Giugliano), Il Castoro 2015, 294 p., euro 15,50

Re Valdo e il drago

4 feb

re valdoChi non vorrebbe diventare un cavaliere e difendere il proprio castello da draghi, bestie e mostruose creature che tentano l’assalto? Ecco un albo da leggere con i più piccoli, riprendendo i loro giochi e la passione di molti appunto per draghi, spade e cavalieri. Tre bambini si improvvisano in un’avventura e costruiscono – sotto la guida di Valdo che si incorona re – un castello grazie ad uno scatolone, drappi e paletti, sacchi e cuscini. Ci sono il ponte, il trono e persino la bandiera, le spade, ma anche il ciuccio inseparabile e piatti e bicchieri per fare la merenda. Si può trascorrere un pomeriggio intero a fare, disfare, costruire, verseggiare, inventar storie e trame; così si perde il senso del tempo (se mai lo si ha) e i giganti, mentre la sera si fa vicina, si portano via gli amici. Il piccolo Valdo rimane da solo, accucciato al buio, ad ascoltare il vento, gli animali, i passi che si avvicinano. Ecco i suoi giganti che vengono a reclamarlo e a riportarlo a casa per bagno e cena, ma nel breve tempo del tragitto verso casa le spalle del papà possono ancora diventare un cavallo per un ultimo, complice momento di gioco.

Le grandi immagini che accompagnano la storia rendono godibile dai più piccoli la condivisione della lettura; sicuramente si identificheranno nei protagonisti. Peccato che non sempre la traduzione in rima/assonanza suoni bene e venga voglia, leggendo ad alta voce, di adattare un po’ il testo per rendere anche più facile la comprensione ai lettori più piccini.

Il sito dell’autore. Oxenbury nel suo studio.

Peter Bently – Helen Oxenbury, Re Valdo e il drago (trad. di Anna Sarfatti), Il Castoro 2015, 32 p., euro 13,50

L’oca d’oro

22 gen

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Nella collana “Anch’io so leggere”, destinata dalla casa editrice Il Castoro ai lettori alle prime armi, ecco un testo interessante sia per un eventuale lavoro sulle fiabe sia per un’analisi dal punto di vista delle tecniche illustrative. Si riprende qui, con testo in stampatello minuscolo, la classica fiaba dei fratelli Grimm in una versione alquanto originale: accompagnata infatti dalle creazioni in plastilina di Barbara Reid che aggiungono al racconto movimento e fanno venir voglia di metter le mani sulla pagina (una tavola dalla versione originale tanto per darvi un’idea).

In più Reid ambienta la storia ai giorni nostri, tra scuolabus, concessionarie di automobili e motel, con le cameriere in divisa secondo il tipico stile statunitense. C’è anche un giardino dotato di nani, cigni finti, fontane, mulini a vento: una summa divertente del kitsch da esterno.

Peccato forse per il formato in cui il libro viene presentato: un formato più grande avrebbe potuto far risaltare ed apprezzare ancora di più la scelta illustrativa, che diverte, cattura e invita ad essere attenti ai particolari.

Il sito dell’illustratrice. Ecco l’artista che spiega in video come lavora e come nascono le sue creazioni: prima parte e seconda parte e terza parte.

Barbara Reid, L’oca d’oro (trad. di Claudia Valentini), Il Castoro 2015, 32 p., euro 6,90

Un elefante nella stanza

24 nov

elefante nella stanzaL’elefante nella stanza è per modo di dire il problema che tutti hanno davanti agli occhi e che nessuno vuole vedere. In questo caso è bello grande, ma nessuno vuole sconvolgere la tranquillità e la buona fama acquisita negli anni del quartiere residenziale di una cittadina di provincia, dove tutti si conoscono, dove la rispettabilità dipende dal lavoro che si svolge e dall’automobile che si possiede, dove sarebbe quasi un delitto non essere più invitati alle feste del quartiere e a prendere il caffè tra  amici. A disturbare l’apparente tranquillità è la tredicenne Masha che trascorre, come sempre, l’estate nel quartiere, a casa dei nonni. Non solo quella cittadine le sembra il luogo più noioso del mondo, ma non ha amici (non ne cerca e non viene cercata) e ad avvicinarsi all’adolescente con le cuffie dell’iPod perennemente nelle orecchie sono due fratelli, Julia e Max, di nove e sette anni. Masha non impiega molto a capire che il padre picchia violentemente i bambini e utilizza una violenza verbale se possibile ancora più forte: ci sono i lividi sui loro corpi, le lacrime, i tremori e gli strani comportamenti di Max, la scena inequivocabile a cui Masha assiste dalla finestra.

Siccome nessuno la ascolta e tutti svicolano da un discorso che sembrano conoscere fin troppo bene, Masha decide di agire e porta i fratelli in una casa abbandonata a margine di un campo di orzo, scoperta all’inizio dell’estate. La casa blu è la sua unica possibilità di salvarli, unita ai tentativi di renderla confortevole, di procurarsi cibo e passatempi, di andare avanti nella sua idea nonostante sappia benissimo di essersi cacciata in un’impresa più grande, che viene da tutti equivocata: i bambini si disperano pensando alle reazioni paterne; i media titolano a caratteri cubitali; la polizia la accusa di rapimento; la nonna si rifiuta di parlarle. Solo il nonno intuisce i desideri di Masha, che cerca – col suo gesto – di combattere non solo l’omertà dei vicini, ma anche la loro ipocrisia, quella che respira ogni volta che la trattano mielosamente per il semplice fatto d’esser orfana di madre. Cresciuta in solitudine, abituata al silenzio del padre, Masha cerca di fare da sé, conscia del fatto che non si può fingere, che non ci si può nascondere.

Susan Kreller, Un elefante nella stanza (trad. di Roberta Magnaghi), Il Castoro 2014, 187 p., euro 15,50

Tante storie di…

16 ott

image“Tante storie di …” a scelta, bestie varie oppure maghi e principesse. E ancora dinosauri in quantità e poi gru, trattori, caterpillar per gli appassionati di mezzi di trasporto. I quattro titoli della nuova serie che arriva in libreria per Il Castoro fanno parte di un progetto più ampio a nome “L’oca blu”, curato da Emanuela Bussolati e rivolto ai lettori più piccoli. In questo caso, ecco dei cartonati dai bordi stondati, pagine flessibili e a prova di macchia e pappa che raccolgono ciascuno dieci storie brevi da condividere. L’idea alla base è infatti quella di offrire delle occasioni di lettura comune, dove i piccoli possano seguire tramite le illustrazioni la storia che l’adulto legge.

Un progetto tutto italiano; firmano i testi delle prime uscite Janna CarioliGiovanni Caviezel, Luisa Mattia, Guido Quarzo; le illustrazioni sono di Nina Cuneo, Gloria Francella, Laura Rigo e Febe Sillani.

Ogni volume costra euro 9,90.

Nemmeno un giorno

25 set

9788880338376

Scorrono le ore al posto dei titoli dei capitoli in questo romanzo che si gioca tra le 16,21 di una giornata e le 9,05 del mattino successivo. Poco tempo, tutto di corsa, per il monologo del tredicenne Leon, scappato di casa alla guida di un’auto nel tentativo di raggiungere la sua vera casa. Perché Leon è stato adottato da una coppia italiana e si sente fuori posto, anzi quasi senza un posto nella sua nuova scuola, tra i suoi coetanei; vorrebbe tornare alla sua casa di origine anche se la madre non c’è più, la sorella vive altrove e il padre non faceva altro che picchiarlo ogni volta che era ubriaco. Leon guida e racconta al cane nero che gli fa da compagno di strada la rabbia, la paura, la voglia di essere altrove. Poi i chilometri filano via e la rabbia in qualche modo svanisce, lasciandolo a chiedersi quando lo troveranno e come sia davvero quel padre adottivo e com’è davvero lui stesso.

In realtà il libro non raccoglie solo il monologo di Leon, ma ce lo fa vedere anche dall’esterno, grazie alle voci delle persone che incontra per strada, all’autogrill, oltre il finestrino di un’auto in corsa, e che si interrogano giustamente su quel ragazzo che ha l’aria troppo giovane per avere la patente.

Ogni capitolo si apre col titolo di una canzone: le tracce della playlist che Leon ascolta durante il viaggio. Così, sulla scorta di tanti altri romanzi più o meno recenti (l’ultima volta ne parlammo per Crystal della strada), anche in questa lettura potete costruirvi la colonna sonora: da Neil Youg a Eric Clapton, dagli AC/DC ai Pink Floyd passando per Lou Reed, i Queen, i Rolling Stones e ancora e ancora.

Il sito di Guido Sgardoli. Qualche notizia e un’intervista ad Antonio Ferrara.

Antonio Ferrara – Guido Sgardoli, Nemmeno un giorno, Il Castoro 2014, 140 p., euro 14,50

Sofia e i pinguini

1 ago

sofia e i pinguiniUn libro che parla di pinguini, dando un sacco di informazioni su di loro, e lo fa attraverso una storia, quella di Sofia che cade mentre scende le scale e si rompe un braccio. Grazie a una canzone che lo zio le cantava quando è nata e al film Happy Feet visto ancora una volta, la protagonista si innamora dei pinguini e decide di saperne di più: ecco allora altri film, notizie, curiosità inserite nella storia oppure raccontate nei box colorati che si ritrovano lungo le pagine. Il libro infatti è costruito con un mix di differenti linguaggi: racconto, box informativi, fumetti, fotostorie, illustrazioni. Intanto il lettore conosce anche la famiglia di Sofia (la mamma lontana per un anno a studiar le stelle; il papà spesso in viaggio per lavoro; lo zio indeciso con cui lei passa il tempo; gli inseparabili amici e compagni di scuola; i nonni) e chi le ruota intorno, come i suoi pensieri, le sue riflessioni sulle storie di pinguini che impara e il suo spirito battagliero che la porta a difendere i pinguini del circo e anche a riparare in qualche modo a un torto che il nonno ha subito anni prima.

Un libro che sicuramente piacerà ai giovani lettori che amano le storie di animali.

La canzone originale dei pinguini tanto citata nel testo (va bene, sì, erano gli anni Ottanta e si vede… ;-) ). Il sito dell’autore. Il sito dell’illustratrice.

Edward van de Vendel – fotostorie di Ype+Willem – illustrazioni di Floor de Goede, Sofia e i pinguini (trad. di Laura Pignatti), Il Castoro 2014, 170 p., euro 14,50

Questa sono io

14 lug

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La vita di Viola assomiglia a quella di altre sue coetanee dodicenni: una migliore amica con cui confidarsi e passare tutto il tempo possibile, delle compagne modaiole a cui proprio lei non somiglia, un compagno di scuola bello e scontroso che forse si è accorto di lei, una gita da organizzare tutti insieme per trascorrere un fine settimana in un rifugio. Ma c’è qualcosa che non suona nel modo giusto. Viola vive con la nonna, la madre di cui porta il cognome è una scenografa sempre in giro per lavoro e così anche suo padre, attore sempre in tournée: sono addirittura sette settimane che non si fa vedere.

Viola si sente invisibile a scuola e scopre di esserlo anche in quella che dovrebbe corrispondere alla scatole delle fotografie di famiglia: ci sono soprattutto foto dei suoi genitori e sono sempre immagini di vacanza. Cosa c’è che non torna? Una breve e facile ricerca su Internet permette alla sua amica Arianna di scoprirlo: il padre di Viola ha un’altra famiglia, una famiglia “ufficiale” che compare in un’immagine aperta sullo schermo dove sorridono due figli, un ragazzo e una ragazza poco più grandi di Viola. La reazione è quella di andare a vedere da vicino, ma anche di evitare la madre e tentare di parlarne direttamente col padre. Sarà la nonna a capire il suo stato d’animo, a raccontare.

La lettura di questo romanzo genera una dissonanza, proprio come quella che Viola sente all’inizio del racconto: c’è qualcosa che non suona bene. Ci sono tanti argomenti, tanti spunti (crescere, cercare se stessi; confrontarsi con gli altri; innamorarsi) ma qualcosa risulta inceppato o forse risolto troppo in fretta tra le pagine, e non rende la vicenda credibile fino in fondo.

Lodovica Cima – Annalisa Strada, Questa sono io, Il Castoro 2014, 135 p., euro 14,50

The Hunt – La serie

3 lug

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In un futuro post qualcosa (malattia, contagio, non ci è dato saperlo), la razza umana si è praticamente estinta ad opera di una nuova specie: i vampiri. Gene, il protagonista di questa serie, è riuscito a sopravvivere imparando a comportarsi come un vampiro e fingendo ogni secondo. La messa in scena, pur con alti e bassi, sembra reggere bene, fino a quando Gene viene estratto a sorte per partecipare alla proverbiale Caccia. Sono anni che si crede che gli umani siano estinti, dall’ultima Caccia appunto, ma il Governatore ha in serbo una sorpresa per la popolazione: ci sono ancora degli umani rinchiusi in un luogo segreto e solo i più fortunati potranno dar loro la caccia…

Un romanzo distopico dove i vampiri sono di nuovo affamati e cattivi, che riesce a unire  le atmosfere alla Hunger Games (Divergent etc etc) agli spunti horror di libri come The Enemy.

L’intera serie vi terrà con il fiato sospeso libro dopo libro. Fukuda costruisce un mondo molto credibile, per poi smontarlo nei volumi successivi, e lo fa mantenendo sempre alto il livello di suspence.

 Andrew Fukada, The Hunt, The Prey, The Trap (trad. S. Brogli) Il Castoro

 

 

Caro George Clooney, puoi sposare la mamma?

13 giu

9788880338215Accolto con tante buone recensioni dalla critica di area francofona, ecco arrivare in traduzione italiana un romanzo piacevolissimo, divertente e nello stesso tempo ricco delle sfumature che fanno la vita di un’adolescente. Violet vive con la mamma e la sorellina di cinque anni, ha una migliore amica di nome Phoebe, a scuola deve vedersela con le prese in giro di due acerrime nemiche e saltuariamente si trasferisce sulla costa opposta per passare le vacanze con la nuova famiglia del padre, dove non manca di distinguersi con pensate tipo far ingoiare la cacca del gatto alle due sorelline di due anni.

Violet è piena di rabbia per la situazione della sua famiglia, per le scelte dei suoi genitori; rabbia che sfoga con gesti insulsi, rispostacce, tappandosi le orecchie per non sentire verità che le sono scomode, cercando di mettere un ordine al suo mondo con maniacali manifestazioni che le fanno passare la notte a riordinare in ordine alfabetico (di titolo o di autore) la libreria o i vestiti nell’armadio secondo lo spettro dell’arcobaleno.

Il tutto si fa più forte quando la madre, dopo una schiera di impresentabili fidanzati, porta a casa Dudley Wurstel proprietario del negozio di accessori da bagno “Quando scappa, scappa”: è troppo e l’unica soluzione possibile sembra quella di far intervenire George Clooney che la mamma ha incontrato anni prima quando faceva la parrucchiera sui set cinematografici.

Ecco una storia dove si parla delle apparenze che ingannano, delle verità a cui non ci vogliamo arrendere perché non fanno comodo; dove c’è tempo per sondare la resistenza dell’amicizia e dell’amore; dove Violet racconta delle sue letture (da Narnia a Nancy Drew all’amatissimo “Professione, spia!”, con una serie di titoli e autori non ancora tradotti in Italia – un suggerimento, forse? ;) ); dove si palesa la semplicità della felicità, quella vera.

Con un gradito ritorno: il fidanzato di Amanda, una delle amiche della mamma di Violet, si chiama Cosmo e ha un vicino di nome Ambrose che gli farà da testimone di nozze. Entrambi, come Dudley, adorano i giochi di parole. E noi li conosciamo: sono i protagonisti del bel Lo sfigato, il romanzo di Nielsen tradotto da Rizzoli nel 2009, da riprendere in mano subito e da riproporre ai ragazzi.

Susin Nielsen, Caro George Clooney, puoi sposare la mamma? (trad. di Francesca Crescentini), Il Castoro 2014, 221 p., euro 14,50

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