Tag Archives: Il Castoro

Primati

19 mag

primatiEcco la prova di come si possono coinvolgere i ragazzi verso argomenti scientifici utilizzando il linguaggio del fumetto che per alcuni può essere più appetibile: in questo caso si racconta di tre delle principali scienziate del Novecento che hanno dedicato la loro vita ad approfondire la primatologia e a studiare gli animali più simili all’uomo, scimpanzé, gorilla e oranghi. Si parte con Jane Goodall, che già da bambina aveva una passione sfrenata per Tarzan (alternava la lettura delle sue avventura con quelle del Dottor Dolittle) e attraverso di lei entra in scena Louis Leakey, il paleontologo che funge da filo rosso di connessione tra le storie e le vicende delle tre studiose. Il fumetto restituisce a chi legge non solo un’interessante punto di vista sugli studi dei primati, sulle tappe successive delle scoperte e sulle difficoltà a farne accettare determinati aspetti, ma ha il pregio di fare un ritratto a tutto tondo delle tre donne, sottolineandone l’impegno, gli imprevisti e gli intoppi che incontrarono, la volontà di portare avanti la propria ricerca e di cercare di mantenersi fedeli a se stesse; pur sottolineando più volte le differenze con i colleghi maschi e la doppia fatica che in alcuni casi dovevano fare in quanto donne, non è però a parer mio questo il punto fondamentale del racconto, quanto piuttosto la capacità di far riconoscere al lettore le diversità delle tre personalità, il modo di ciascuna di intendere la ricerca, la vita privata, il lato sociale del proprio ruolo, sottolineando come la diversità sia sempre una ricchezza – anche quando è scomoda e non semplice affermarla.

Di ogni ricercatrice si seguono i dubbi, le ricerche, le attese, la vita privata, i fraintendimenti coi giornalisti o con chi sta intorno, in un intreccio di storie che le vede poi conoscersi e incrociarsi. Ognuna di loro racconta in prima persona: forse non per tutti i lettori sarà ovvio il cambio di voce narrante, ma è davvero poca cosa davanti a una narrazione che – grazie all’uso dell’immagine e dell’ironia – sa rendere in maniera efficace una argomento interessante, ma a cui forse non molti pensano di approcciarsi. Tramite il fumetto invece ecco la possibilità di far incontrare argomenti non scontati.

Il sito di Jim Ottaviani con una panoramica sulla sua produzione di graphic novel a tema scientifico. Il blog dell’illustratrice.

Jim Ottaviani – Maris Wicks, Primati. Le amicizie avventurose di Jane Goodall, Dian Fossey e Biruté Galdikas (trad. di Giovanna Pecoraro), Il Castoro 2015, 133 p., euro 13,50

Le avventure di Charlotte Doyle

23 apr

charlotte doyleSì, è vero: non a tutte le tredicenni capita di esser accusate di omicidio, subire un processo e vedersi riconosciute colpevoli. Fin dall’incipit, Charlotte Doyle – che narra in prima persona – mette in chiaro quel che il lettore incontrerà lungo la sua storia. Siamo nel 1832 e la ragazzina viene imbarcata , finiti gli studi, per raggiungere dall’Inghilterra gli Stati Uniti, dove la famiglia è tornata a vivere. Ma non tutto va come deve: unica passeggera, unica donna a bordo, si trova  a condividere tempo e spazio con una ciurma che non aspetta che di ribellarsi al capitano, prepotente e crudele come si rivelerà davvero a dispetto delle prime impressioni. Charlotte scopre sulla sua pelle di dover decidere da che parte stare e di doversi adattare alla vita di bordo, diventando un marinaio che arrampica per badare alle vele e cammina scalzo sul legno. A bordo impara a anche a conoscere l’umanità varia rappresentata dai marinai: scaltrezza, inganno, scelte di vita, non detto. L’amicizia con Zachariah, anziano marinaio dalla pelle scura che sostiene di avere molto in comune con lei, le varrà gli insegnamenti di vita che peseranno nelle scelte future.

Il libro è magistralmente tradotto nella terminologia adatta alla situazione (in un’appendice finale il lettore trova indicazioni su come è fatto un brigantino, come si chiamano le varie parti e su come si svolge la vita a bordo) e al tempo; una lettura affascinante come punto di vista sulle scelte, sulle differenze di genere, sulla capacità di adattarsi e di rivelarsi per come si è. Piacerà ai lettori che cercano storie non scontate e personaggi un po’ fuori dalle righe. Del resto, questo non è che una sorta di anteprima che lascia libero sfogo alla fantasia di chi legge: Charlotte racconta in prima persona e si capisce che molti anni sono trascorsi dalla sua avventura; è naturale quindi interrogarsi su dove sia, cosa abbia fatto nel frattempo, cosa le abbiano riservato il vento e le correnti marine…

Il sito dell’autore.

Avi, Le avventure di Charlotte Doyle (trad. di Giuseppe Iacobaci), Il Castoro 2015, 261 p., euro 14,50

L’atomica

24 feb

atomicaIl prologo di questo libro, che racconta della costruzione della bomba atomica e della lotta tra Stati Uniti, Germania e Unione Sovietica al possesso dell’arma più potente al mondo come se fosse un romanzo, è da urlo. Un inizio perfetto che incolla alla pagina e fionda il lettore all’interno delle dinamiche che portarono alla corsa scientifica all’atomica, intrecciando sulle pagine i diversi fronti impegnati e illustrando sia il percorso degli scienziati che i movimenti dei servizi segreti per lo scambio di informazioni che le scelte politiche che portarono poi all’utilizzo della bomba e alla distruzione delle città giapponesi.

Tra le pagine ci sono Roosevelt e Truman, Hitler e Stalin; ci sono Einstein, Robert Oppenheimer (il padre della bomba atomica che testi scolastici di qualche anno fa descrivevano liricamente con la specificazione “tre lauree, otto lingue e un fascino irresistibile”…), Enrico Fermi, ma anche i resistenti norvegesi che sabotarono la centrale di approvvigionamento di acqua pesante dei tedeschi, le spie sovietiche e i cittadini statunitensi che entrarono a far parte della rete del Kgb fornendo preziose informazioni sullo sviluppo del progetto. Con l’avanzare del racconto, il testo si fa a tratti denso di nomi, di specificazioni e può non essere semplicissimo districarsi tra specifiche scientifiche e fronti diversi su cui l’azione si sviluppa, ma possiede di certo il pregio di essere una narrazione che regge la tensione e che regala volti e sfumature quotidiane a un evento che spesso è considerato nei suoi risvolti scientifici o storici. Mostra l’impegno nella sfida e l’esultanza di fronte ai risultati della comunità scientifica riunita a Los Alamos, l’aura di segreto che avvolgeva tutta l’operazione, le tecniche delle spie, le scelte dei singoli che si rivelarono fondamentali, i dubbi e le domande che molti cominciarono a farsi. Mostra come un gruppo di menti eccellenti fosse appunto impegnato in una sfida scientifica e come l’esaltante risultato ottenuto, impensabile fino a pochi anni prima, abbia avuto un’applicazione pratica immediata e una devastazione umana e ambientale a cui molti – esaltati dal risultato scientifico e su di esso concentrati – non erano pronti.

Corredato da fotografie che danno un volto ai protagonisti della storia e da una bibliografia finale specifica, quella su cui l’autore si è basato per ricostruire minuziosamente i pochi anni che cambiarono la storia del mondo.

Il sito dell’autore che con questo libro ha ottenuto numerosi premi tra il 2012 e il 2013.

Steve Sheinkin, L’atomica. La corsa per costruire (e rubare) l’arma più pericolosa del mondo (trad. di Nello Giugliano), Il Castoro 2015, 294 p., euro 15,50

Re Valdo e il drago

4 feb

re valdoChi non vorrebbe diventare un cavaliere e difendere il proprio castello da draghi, bestie e mostruose creature che tentano l’assalto? Ecco un albo da leggere con i più piccoli, riprendendo i loro giochi e la passione di molti appunto per draghi, spade e cavalieri. Tre bambini si improvvisano in un’avventura e costruiscono – sotto la guida di Valdo che si incorona re – un castello grazie ad uno scatolone, drappi e paletti, sacchi e cuscini. Ci sono il ponte, il trono e persino la bandiera, le spade, ma anche il ciuccio inseparabile e piatti e bicchieri per fare la merenda. Si può trascorrere un pomeriggio intero a fare, disfare, costruire, verseggiare, inventar storie e trame; così si perde il senso del tempo (se mai lo si ha) e i giganti, mentre la sera si fa vicina, si portano via gli amici. Il piccolo Valdo rimane da solo, accucciato al buio, ad ascoltare il vento, gli animali, i passi che si avvicinano. Ecco i suoi giganti che vengono a reclamarlo e a riportarlo a casa per bagno e cena, ma nel breve tempo del tragitto verso casa le spalle del papà possono ancora diventare un cavallo per un ultimo, complice momento di gioco.

Le grandi immagini che accompagnano la storia rendono godibile dai più piccoli la condivisione della lettura; sicuramente si identificheranno nei protagonisti. Peccato che non sempre la traduzione in rima/assonanza suoni bene e venga voglia, leggendo ad alta voce, di adattare un po’ il testo per rendere anche più facile la comprensione ai lettori più piccini.

Il sito dell’autore. Oxenbury nel suo studio.

Peter Bently – Helen Oxenbury, Re Valdo e il drago (trad. di Anna Sarfatti), Il Castoro 2015, 32 p., euro 13,50

L’oca d’oro

22 gen

ocad'oro

Nella collana “Anch’io so leggere”, destinata dalla casa editrice Il Castoro ai lettori alle prime armi, ecco un testo interessante sia per un eventuale lavoro sulle fiabe sia per un’analisi dal punto di vista delle tecniche illustrative. Si riprende qui, con testo in stampatello minuscolo, la classica fiaba dei fratelli Grimm in una versione alquanto originale: accompagnata infatti dalle creazioni in plastilina di Barbara Reid che aggiungono al racconto movimento e fanno venir voglia di metter le mani sulla pagina (una tavola dalla versione originale tanto per darvi un’idea).

In più Reid ambienta la storia ai giorni nostri, tra scuolabus, concessionarie di automobili e motel, con le cameriere in divisa secondo il tipico stile statunitense. C’è anche un giardino dotato di nani, cigni finti, fontane, mulini a vento: una summa divertente del kitsch da esterno.

Peccato forse per il formato in cui il libro viene presentato: un formato più grande avrebbe potuto far risaltare ed apprezzare ancora di più la scelta illustrativa, che diverte, cattura e invita ad essere attenti ai particolari.

Il sito dell’illustratrice. Ecco l’artista che spiega in video come lavora e come nascono le sue creazioni: prima parte e seconda parte e terza parte.

Barbara Reid, L’oca d’oro (trad. di Claudia Valentini), Il Castoro 2015, 32 p., euro 6,90

Un elefante nella stanza

24 nov

elefante nella stanzaL’elefante nella stanza è per modo di dire il problema che tutti hanno davanti agli occhi e che nessuno vuole vedere. In questo caso è bello grande, ma nessuno vuole sconvolgere la tranquillità e la buona fama acquisita negli anni del quartiere residenziale di una cittadina di provincia, dove tutti si conoscono, dove la rispettabilità dipende dal lavoro che si svolge e dall’automobile che si possiede, dove sarebbe quasi un delitto non essere più invitati alle feste del quartiere e a prendere il caffè tra  amici. A disturbare l’apparente tranquillità è la tredicenne Masha che trascorre, come sempre, l’estate nel quartiere, a casa dei nonni. Non solo quella cittadine le sembra il luogo più noioso del mondo, ma non ha amici (non ne cerca e non viene cercata) e ad avvicinarsi all’adolescente con le cuffie dell’iPod perennemente nelle orecchie sono due fratelli, Julia e Max, di nove e sette anni. Masha non impiega molto a capire che il padre picchia violentemente i bambini e utilizza una violenza verbale se possibile ancora più forte: ci sono i lividi sui loro corpi, le lacrime, i tremori e gli strani comportamenti di Max, la scena inequivocabile a cui Masha assiste dalla finestra.

Siccome nessuno la ascolta e tutti svicolano da un discorso che sembrano conoscere fin troppo bene, Masha decide di agire e porta i fratelli in una casa abbandonata a margine di un campo di orzo, scoperta all’inizio dell’estate. La casa blu è la sua unica possibilità di salvarli, unita ai tentativi di renderla confortevole, di procurarsi cibo e passatempi, di andare avanti nella sua idea nonostante sappia benissimo di essersi cacciata in un’impresa più grande, che viene da tutti equivocata: i bambini si disperano pensando alle reazioni paterne; i media titolano a caratteri cubitali; la polizia la accusa di rapimento; la nonna si rifiuta di parlarle. Solo il nonno intuisce i desideri di Masha, che cerca – col suo gesto – di combattere non solo l’omertà dei vicini, ma anche la loro ipocrisia, quella che respira ogni volta che la trattano mielosamente per il semplice fatto d’esser orfana di madre. Cresciuta in solitudine, abituata al silenzio del padre, Masha cerca di fare da sé, conscia del fatto che non si può fingere, che non ci si può nascondere.

Susan Kreller, Un elefante nella stanza (trad. di Roberta Magnaghi), Il Castoro 2014, 187 p., euro 15,50

Tante storie di…

16 ott

image“Tante storie di …” a scelta, bestie varie oppure maghi e principesse. E ancora dinosauri in quantità e poi gru, trattori, caterpillar per gli appassionati di mezzi di trasporto. I quattro titoli della nuova serie che arriva in libreria per Il Castoro fanno parte di un progetto più ampio a nome “L’oca blu”, curato da Emanuela Bussolati e rivolto ai lettori più piccoli. In questo caso, ecco dei cartonati dai bordi stondati, pagine flessibili e a prova di macchia e pappa che raccolgono ciascuno dieci storie brevi da condividere. L’idea alla base è infatti quella di offrire delle occasioni di lettura comune, dove i piccoli possano seguire tramite le illustrazioni la storia che l’adulto legge.

Un progetto tutto italiano; firmano i testi delle prime uscite Janna CarioliGiovanni Caviezel, Luisa Mattia, Guido Quarzo; le illustrazioni sono di Nina Cuneo, Gloria Francella, Laura Rigo e Febe Sillani.

Ogni volume costra euro 9,90.

Nemmeno un giorno

25 set

9788880338376

Scorrono le ore al posto dei titoli dei capitoli in questo romanzo che si gioca tra le 16,21 di una giornata e le 9,05 del mattino successivo. Poco tempo, tutto di corsa, per il monologo del tredicenne Leon, scappato di casa alla guida di un’auto nel tentativo di raggiungere la sua vera casa. Perché Leon è stato adottato da una coppia italiana e si sente fuori posto, anzi quasi senza un posto nella sua nuova scuola, tra i suoi coetanei; vorrebbe tornare alla sua casa di origine anche se la madre non c’è più, la sorella vive altrove e il padre non faceva altro che picchiarlo ogni volta che era ubriaco. Leon guida e racconta al cane nero che gli fa da compagno di strada la rabbia, la paura, la voglia di essere altrove. Poi i chilometri filano via e la rabbia in qualche modo svanisce, lasciandolo a chiedersi quando lo troveranno e come sia davvero quel padre adottivo e com’è davvero lui stesso.

In realtà il libro non raccoglie solo il monologo di Leon, ma ce lo fa vedere anche dall’esterno, grazie alle voci delle persone che incontra per strada, all’autogrill, oltre il finestrino di un’auto in corsa, e che si interrogano giustamente su quel ragazzo che ha l’aria troppo giovane per avere la patente.

Ogni capitolo si apre col titolo di una canzone: le tracce della playlist che Leon ascolta durante il viaggio. Così, sulla scorta di tanti altri romanzi più o meno recenti (l’ultima volta ne parlammo per Crystal della strada), anche in questa lettura potete costruirvi la colonna sonora: da Neil Youg a Eric Clapton, dagli AC/DC ai Pink Floyd passando per Lou Reed, i Queen, i Rolling Stones e ancora e ancora.

Il sito di Guido Sgardoli. Qualche notizia e un’intervista ad Antonio Ferrara.

Antonio Ferrara – Guido Sgardoli, Nemmeno un giorno, Il Castoro 2014, 140 p., euro 14,50

Sofia e i pinguini

1 ago

sofia e i pinguiniUn libro che parla di pinguini, dando un sacco di informazioni su di loro, e lo fa attraverso una storia, quella di Sofia che cade mentre scende le scale e si rompe un braccio. Grazie a una canzone che lo zio le cantava quando è nata e al film Happy Feet visto ancora una volta, la protagonista si innamora dei pinguini e decide di saperne di più: ecco allora altri film, notizie, curiosità inserite nella storia oppure raccontate nei box colorati che si ritrovano lungo le pagine. Il libro infatti è costruito con un mix di differenti linguaggi: racconto, box informativi, fumetti, fotostorie, illustrazioni. Intanto il lettore conosce anche la famiglia di Sofia (la mamma lontana per un anno a studiar le stelle; il papà spesso in viaggio per lavoro; lo zio indeciso con cui lei passa il tempo; gli inseparabili amici e compagni di scuola; i nonni) e chi le ruota intorno, come i suoi pensieri, le sue riflessioni sulle storie di pinguini che impara e il suo spirito battagliero che la porta a difendere i pinguini del circo e anche a riparare in qualche modo a un torto che il nonno ha subito anni prima.

Un libro che sicuramente piacerà ai giovani lettori che amano le storie di animali.

La canzone originale dei pinguini tanto citata nel testo (va bene, sì, erano gli anni Ottanta e si vede… ;-) ). Il sito dell’autore. Il sito dell’illustratrice.

Edward van de Vendel – fotostorie di Ype+Willem – illustrazioni di Floor de Goede, Sofia e i pinguini (trad. di Laura Pignatti), Il Castoro 2014, 170 p., euro 14,50

Questa sono io

14 lug

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La vita di Viola assomiglia a quella di altre sue coetanee dodicenni: una migliore amica con cui confidarsi e passare tutto il tempo possibile, delle compagne modaiole a cui proprio lei non somiglia, un compagno di scuola bello e scontroso che forse si è accorto di lei, una gita da organizzare tutti insieme per trascorrere un fine settimana in un rifugio. Ma c’è qualcosa che non suona nel modo giusto. Viola vive con la nonna, la madre di cui porta il cognome è una scenografa sempre in giro per lavoro e così anche suo padre, attore sempre in tournée: sono addirittura sette settimane che non si fa vedere.

Viola si sente invisibile a scuola e scopre di esserlo anche in quella che dovrebbe corrispondere alla scatole delle fotografie di famiglia: ci sono soprattutto foto dei suoi genitori e sono sempre immagini di vacanza. Cosa c’è che non torna? Una breve e facile ricerca su Internet permette alla sua amica Arianna di scoprirlo: il padre di Viola ha un’altra famiglia, una famiglia “ufficiale” che compare in un’immagine aperta sullo schermo dove sorridono due figli, un ragazzo e una ragazza poco più grandi di Viola. La reazione è quella di andare a vedere da vicino, ma anche di evitare la madre e tentare di parlarne direttamente col padre. Sarà la nonna a capire il suo stato d’animo, a raccontare.

La lettura di questo romanzo genera una dissonanza, proprio come quella che Viola sente all’inizio del racconto: c’è qualcosa che non suona bene. Ci sono tanti argomenti, tanti spunti (crescere, cercare se stessi; confrontarsi con gli altri; innamorarsi) ma qualcosa risulta inceppato o forse risolto troppo in fretta tra le pagine, e non rende la vicenda credibile fino in fondo.

Lodovica Cima – Annalisa Strada, Questa sono io, Il Castoro 2014, 135 p., euro 14,50

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