Tag Archives: Il Castoro

Piccola Volpe

12 Nov

Dall’Olanda un interessante proposta, sia a livello narrativo che grafico: van de Vendel e Tolman ricostruiscono i pensieri di una piccola volpe curiosa che cade mentre rincorre farfalle e, come in un sogno, ripercorre la sua vita fin dalla nascita. E sognando racconta: il crescere, la sua famiglia, la scoperta del mondo e della natura intorno, i guai, gli umani piccoli (i bambini) che possono essere molto gentili e sfatare il mito degli umani crudeli. Il racconto procede ben distribuito sulla pagina, distrinuito equamente tra il detto delle parole e le suggestioni delle immagini: illustrazioni a matita dove l’arancio elettrico della volpe spicca sulla pagina e fotografie di paesaggi in cui si inseriscono i personaggi disegnati in una commistione davvero riuscita.

Non ci sono ovviamente solo i momenti belli, ma anche quelli tristi  o freddi; c’è il punto di vista che porta la volpe a guardarsi sulla pagina come se raccontasse di un’altra per poi rendersi conto che è proprio lei quella immobile sulla sabbia, caduta nella rincorsa. Poi apre gli occhi ed è tutto a posto.

Sul sito dell’editore, l’autore risponde a dieci domande in cui si racconta.

Edward van de Vendel – Marije Tolman, Piccola Volpe (trad. di Laura Pignatti), Il Castoro 2019, 88p., euro 14

La famiglia Volpitassi

19 Ott

Una nuova serie di fumetti per i più piccoli che qualche lettore già conoscerà perché da alcuni mesi va in onda su Rai YoYo la serie animata tratta dai libri di Brigitte Luciani e di Eve Tharlet che ha messo nelle illustrazioni la stessa delicatezza che conosciamo dai tempi dell’universo familiare di Paolino (Nord-Sud). Anche questa volta si tratta delle vicende di una famiglia, o meglio di una famiglia che va a comporsi: nel primo volume infatti il signor Tasso e i suoi due cuccioli offrono riparo a Rosie e alla sua mamma, due volpi che hanno visto la loro tana distrutta dai cacciatori. La convivenza diventa presto molto di più: il signor Tasso e la signora Volpe infatti decidono di fondare una nuova famiglia in cui i tre “quasi fratelli”, come dice Rosie, un po’ cmbinano guai e avventure insieme un po’ faticano ad abituarsi alle novità.

Copertina morbida, storie semplici e formato adatto ai lettori che hanno giusto imparato a leggere. Per ora sono disponibili due volumi.

Brigitte Luciani e Eve Tharlet, La famiglia Volpitassi: vol. 1 L’incontro – vol. 2 Scompiglio nella tana (trad. di Rosa Vanina Pavone), Il Castoro 2019, 36 pagine, euro 11 cadauno

In fuga verso un sogno

27 Ago

Molto coinvolgente e davvero non banale questo romanzo un po’ pensalizzato dalla copertina non proprio riuscita; andate oltre (anche oltre la bruttina scelta del titolo italiano) e immergetevi nello scenario immaginato da Zillah Bethell: una Great Britain divenuta Grey Britain, distrutta dai Gas in seguito alle conseguenze dei cambiamenti climatici, dove le automobili, i treni, persino i cavalli, insomma tutto quel che c’era prima, nel Tempo Prima, è solo un racconto, a volte la pagina di un libro, a volte un dipinto.

Serendipity è appena diventata orfana di madre e vaga per le strade di Lohndar, circondata da alte mura, governata da regole spietate, da un Ministro e da bruti poliziotti e divisa in rigide classi sociali. Lei appartiene alla più bassa, quella a cui non è concesso manco il cibo ma solo capsule da ingoiare e viene salvata dal Professore, un anziano Narrastorie (uno cioé di quegli uomini che insegnano a ricordare il Tempo Prima), che le chiede assistenza. Dalle sue suggestioni del passato e da una mappa nascosta nel medaglione della madre, Serendipity attinge la forza di partire per superare il muro nella speranza di vedere i cavalli. Il miraggio di qualcosa che non esiste più, ma che qualcuno pare avere visto la spinge in quella che è una fuga perché i potenti le sono alle calcagna e la vogliono – per motivi a lei sconosciuti – viva e in loro potere.

Il viaggio, intrapreso in compagnia col giovane Tab e il suo cane Topo, diventa la scoperta di un mondo diverso, ispirato a ideali diversi dove c’è gente ci sono famiglie, amici, persone che coltivano la terra, che lottano per essere libere, che cambiano e scelgono, fino ad arrivare in Galles dove incontra persone che non hanno un capo, ma si prendono cura l’uno dell’altro, che accolgono gli ospiti, che si sentono responsabili dell’ambiente che li circonda. Un mondo di cui gustare i sapori, i profumi, i valori fino a raggiungere il mare mai conosciuto.

Il romanzo risulta molto attuale non tanto e non solo per il messaggio ecologico e di riflessione sul cambiamento climatico (e non solo certo per questo scenario dove l’Inghilterra è una cosa e inl Galles un’altra…), ma anche per lo sguardo e la riflessione sul Tempo Prima che è qusto nostro tempo, giudicato dai ragazzini per molti versi stupido; la saggezza di un’adulta dice: “ma noi non c’eravmo, quindi non possiamo saperlo davvero. Possiamo solo sperare che chi vivrà in futuro abbia un’opinione migliore delle nostre azioni”. Ecco allora lo spunto per pensare al valore delle azioni di oggi sul domani, a cosa di noi si lascerà a chi verrà, ma anche una lettura che parla del potere dei sogni, della forza dell’amicizia, della famiglia (ognuno è ciò che è, dice il saggio Narrastorie, non si scelgono i propri genitori), del significato di salvare una vita.

Sui nomi dei luoghi l’autrice gioca con assonanze e cambi di lettera, mette curiosità di sapere se nel testo originale applicava il gioco anche ad altre parole.

Una breve intervista all’autrice sul sito dell’editore italiano.

Zillah Bethell, In fuga verso un sogno (trad. di Maria Bastanzetti), Il Castoro 2019, 322 p., euro 15,50

Una nave di nome Mexique * In mezzo al mare

5 Apr

Il mare è un posto che non finisce mai: dice così a un certo punto la bambina protagonista di questo albo. E chissà quante persone che il mare attraversano cercando salvezza pensano la stessa cosa. Qui si racconta la storia della nave Mexique che salpò da Bordeaux nel 1937 carica di 456 bambini da portare a Veracruz che poi col treno raggiunsero Morelia, in Messico: erano figli di repubblicani spagnoli che i genitori misero in salvo promettendo una “vacanza” che sarebbe durata tre o quattro mesi. In realtà quei bambini  – complici la sconfitta repubblicana in Spagna e la guerra mondiale che seguì – rimasero per sempre in Messico, cercando di integrarsi, e in rari casi provarono a tornare in patria anni dopo con esiti non facili. Il libro dà voce a una di loro, una piccola che racconta i giorni in nave, le lacrime, il tentativo di immaginarsi il posto dove andranno (“Morelia è un colore, un frutto, un animale morbido”), lla quasi filastrocca che dice quanto di importante hanno imparato a casa (“La Repubblica è una casa, un pugno che si alza, un passero”). Ana Penyas ha scelto di integrare alle sua illustrazioni (grigi, bianchi e neri puntinati da qualche nota di rosso) i tratti dei veri bambini che salirono sulla nave Mexique, ripresi dalla fotografie che immortalarono quel momento. Penso che sia originale anche la scelta di Maria José Ferrada di raccontare un episodio storico da pochi conosciuti per dire di tutti coloro che devono lasciare la loro casa distrutta dalla guerra, e di raccontare di una nave carica di speranza allora come tante ogni giorno solcano il mare immaginando possibile una vita senza paura.

La guerra è una mano enorme che ti scuote e ti sbatte su una barca, dice ancora quella bambina. E sono le guerre e le persecuzioni a determinare il partire di cinque ragazzi, protagonisti, con le loro storie vere, nel testo in cui Mary Beth Leatherdale riesce con grande capacità di sintesi a parlare di loro come rifugiati e del contesto che li ha visti partire e arrivare: Ruth in fuga dalla Germania nazista; Phu dalla guerra del Vietnam; José dalla dittatura di Castro; Najeeba dall’Afghanistan; Mohamed dalla Costa d’Avorio. In modo efficace – con cronologie, cartine, glossari, numeri e box che spiegano il momento storico – cinque testimonianze in cinque epoche diverse: di loro si dice perché sono partiti e cosa è successo, durante il viaggio e dopo. Un altro libro che ci ricorda come quello che oggi molti vivono ha a che fare con quello che molti hanno vissuto in anni precedenti.

Maria José Ferrada – Ana Penyas, Una nave di nome Mexique (trad. di Maria Pia Secciani), Clichy 2019, p. 32, euro 17

Mary Beth Leatherdale – Eleanor Shakespeare, In mezzo al mare. Storie di giovani rifugiati (trad. Mariella Bertelli coi ragazzi volontari biblioteca Ibby Lampedusa), Il Castoro 2019, 64 p., euro 15,50

AstroGatti. Missione luna

3 Apr

In questo cinquantenario dallo sbarco sulla Luna, tra le tante e diverse pubblicazioni ecco un fumetto che può essere letto dai 7 anni dove la Luna diventa lo scenario delle avventure – sì, questo è il primo volume di una serie – di un gruppo di gatti, i migliori gatti astronauti pronti a intervenire. Diversi e complementari (il goloso che pensa solo al cibo, l’inventore, l’impavido comandante…) si trovano a operare in una situazione quanto mai attuale: il fumetto si apre infatti nello Studio Ovale della Casa Bianca dove il Gatto Presidente tracanna caffé in una tazza patriottica e legge il giornale: i titoli sono riservati alla crisi energetica che ha colpito agli Stati Uniti, agli improvvisi black out sempre più frequenti. La situazione è grave e il tempo è poco: a causa di tutti i congegni c’è un elevato consumo di energia e la soluzione non può essere certo smettere di usare il tostapane o usare l’elettricità un martedì sì e uno no. Il piano del miglior scienziato è di costruire una centrale a energia solare sulla Luna: ecco allora i preparativi e lo svolgersi della missione per gli Astro Gatti.

Un fumetto che fa parlare di risparmio energetico e battaglie ambientali, ma tanto attuale anche in quel punto in cui il Presidente grida “Come possiamo guidare questo Paese se le luci non rimangono accese?”. Ecco, chissà se se lo chiede Maduro o qualcuno per lui nel Venezuela in cui la gente muore, anche, per la mancanza di corrente elettrica ormai da giorni e giorni e giorni.

Drew Brockington, AstroGatti. Missione luna (trad. di Omar Martini), Il Castoro 2019, 160 p., euro 14,50

 

21 giorni alla fine de mondo

25 Mar

Vi ricordate Fiato sospeso, quel fumetto che in modo delicato e profondo racconta com’è crescere? Ecco, i suoi autori tornano con una storia che ancora ha a che fare con lo sport, l’amicizia, il crescere.  Lisa, la protagonista, può essere una parente di Olivia a suo modo, un po’ le somiglia e gli echi della storia di una tornano in quella dell’altra. Lisa non fa nuoto, ma karate e vive in un paese sul lago, in una di quelle condizioni particolari per cui il tuo mondo si popola durante le vancanze e per il resto dell’anno vivi comunque nel campeggio di cui tua madre gestisce il chiosco, anche se l’atmosfera è ben diversa. Lisa fa karate appunto e i suoi principi accompagnano i capitoli del libro, un principio un capitolo; ha una dirimpettaia di nome Rima, di origine indiana, che l’ha eletta a migliore amica e che a volte forse le dà fastidio (è più piccola, è chiacchierona, vede anche quel che Lisa non vuole vedere). Poi c’è l’intorno: un capriolo che pare molti abbiano avvistato; un uomo che annuncia ogni giorno la prossima fine del mondo, un altro che gira con grandi cani neri. E ancora c’è Ale, l’amico inseparabile di quando era bambina, andato via improvvisamente quattro anni prima. Ora Ale torna e torna al vecchio progetto comune di costruire una zattera, anche se quello che cerca è il tentativo di far pace col grande segreto della sua famiglia, con quel che anche Lisa scopre.

Ci sono ragazzi che cercano, in questo fumetto, e adulti che a modo loro vegliano e indicano, anche quando non fanno parte della cerchia della famiglia, ma piuttosto della cornice che possiamo definire familiare perché è quella che la protagonista vede e incontra ogni giorno. Ci sono molte persone in questo libro che portano il peso di segreti, delle tragedie della vita, della fatica di crescere e di trovare se stessi. Ma l’unico modo di ripartire è – come sempre – la verità: andarle incontro, scoprirla, dirla ad alta voce.

Silvia Vecchini – Sualzo, 21 giorni alla fine del mondo, Il Castoro 2019, 205 p., euro 15,50

Lo spettacolo del corpo umano

29 Gen

Quando uscì Primati, ci augurammo che arrivassero presto altri testi di divulgazione a fumetti. Ora Il Castoro traduce un’altra opera di Maris Wicks, davvero divertente e nello stesso tempo molto scientifica e molto comprensibile, proprio perché l’uso delle immagini facilita la comprensione di quanto viene spiegato. Grazie a un divertente spettacolo messo in scena da Scheletro, che funge da guida, il lettore è accompagnato a scoprire le particolarità, gli organi, il funzionamento del corpo umano in undici atti (dal sistema scheletrico ai sensi, passando per sistema muscolare, apparati respiratorio, cardiovascolare, digerente, escretore, endocrino, riproduttivo, sistema immunitario e nervoso), comprensivi di intervallo e glossario finale.

Scheletro mette davvero in scena tutte le parti in gioco, dando voce a cellule, polmoni, ormoni, ossa, vitamine e via così. Spiega visivamente come si rimargina una ferita, quali sono i tipi di frattura di un osso e cosa necessitano per la “riparazione”, cosa capita nel nostro stomaco quando vomitiamo o nel nostro intestino quando abbiamo la diarrea. Parla di lingua dei segni e alfabeto braille; del gusto umami, di cosa fanno gli ormoni al momento dello sviluppo, di cosa succede quando il corpo scopre il suo interno un allergene. Dice qual è il muscolo più potente, quante ossa abbiamo, cosa succede se c’è un’infezione in circolo. È chiaro, semplice, divertente e serio: perché dice ridendo, ma mette sulla pagina le cose in modo scientifico. Apprezzabile e, sicuramente, apprezzato dai lettori dai 10 anni.

Maris Wicks, Lo spettacolo del corpo umano (trad. di Laura Bortoluzzi, Il Castoro 2019, 240 p., euro 15,50

Il mio più grande desiderio

11 Nov

Charlie Reese ha undici anni ed è appena finita a Colby: montanari, strade piene di polvere, pioggia, niente cinema, niente centri commerciali, manco un ristorante cinese. Conta che sia solo un veloce passaggio, affidata a zii che non conosce mentre sua madre si riprende e la sua famiglia torna insieme. Ma in realtà la questione non è così semplice, la sorella maggiore ha una vita sua, il padre è ancora in prigione e la mamma si rivela inaffidabile: anche se Charlie fa di tutto per non vedere quello che ha sotto gli occhi, dovrà inevitabilmente arrendersi. Arrendersi non solo alla realtà sulla sua famiglia, ma anche al fatto che a Colby sta bene, che quei bizzarri zii la amano di un affetto a lei sconosciuto e quel ragazzino che le deve far da guida a scuola, claudicante e con gli occhiali, fratello di mezzo di una famiglia numerosa e scapigliata, sa davvero cosa vale nella vita. Charlie ha mille trucchi e occasioni che permettono di esprimere un desiderio, ma è talmente concentrata su quello che desidera da non riuscire a vedere quel che davvero ha. Si sente randagia, senza casa, non amata da nessuno, proprio come il cane che si aggira intorno alla fattoria degli zii. Un combattente come lei, che vuole offrirgli una casa, un nome e un cumulo di affetto.

Quanta poesia semplice tra le righe anche ironiche di Barbara O’Connor sostenute dalla traduzione di Chiara Codecà. Quanta semplicità per descrivere la potenza del voler bene, la forse che può dare il sentirsi dire: “sei una benedizione in questa casa” quando davvero non te lo aspetti.

Barbara O’Connor, Il mio più grande desiderio (trad. di Chiara Codecà), Il Castoro 2018, 201 p., euro 13,50

Angelica alla scuola media

25 Ott

Rende bene lo spaesamento, ma anche la voglia di piacere e di far parte di un gruppo di chi arriva alla scuola media e non solo conosce nuovi compagni e nuovi insegnanti, ma prova proprio un’esperienza nuova: Angelica infatti ha studiato a casa negli anni precedenti e parte della sua vita è legata alla fiera rinascimentale che impegna periodicamente tutta la sua famiglia, che vi partecipa impersonando i diversi personaggi, gestendo un emporio.

Rifacendosi alla propria esperienza, Victoria Jamieson – che a una fiera rinascimentale ha lavorato per alcuni anni con delle amiche – costruisce un’interessante narrazione a fumetti che ben rende il momento della crescita e del cambiamento di questa adolescente che è legatissima al mondo da cui proviene e che non vede l’ora di diventare uno scudiero, ma che al contempo vuole farsi delle nuove amicizie senza vergognarsi della propria famiglia. Per di più tutti i conoscenti le ripetono che la scuola media è terribile, per alcuni è stato il periodo peggiore della vita e ad un certo punto Angelica teme proprio che sia così…

Un applauso per la traduzione che regge perfettamente i dialoghi in stile rinascimentale che i personaggi, una volta indossati i loro costumi, si scambiano.

Victoria Jamieson, Angelica alla scuola media (trad. di Laura Tenorini), Il Castoro 2018, 247 p., euro 15,50

Il grande regalo di Tasso

25 Set

Tasso è ben voluto da tutti nella foresta, ben conosciuto anche perché non disdegna di dare aiuto o consiglio quando serve; è saggio, non solo perché è vecchio – come sottolinea il testo – ma probabilmente perché dai suoi anni passati ha saputo osservare e imparare. Sa quindi di essere vicino alla morte e non è preoccupato di quel passaggio che per lui significa semplicemente lasciare un corpo che non funziona nemmeno più tanto bene; è preparato insomma. Non così i suoi amici che si lasciano prendere dallo sconforto e dalla tristezza quando Volpe ne annuncia la morte.

L’albo dice con grande delicatezza del dolore e della tristezza e anche del tempo necessario ad elaborare quel lutto, facendosi vicini nelle tane, condividendo i ricordi, sorridendo di quelli buffi  e tenendo stretti quelli più cari. È il tempo di un inverno, un tempo lungo in cui bisognerebbe risposare, ma è impossibile farlo se si porta dentro un tormento: parlando di Tasso e pensando a cosa di speciale ha lasciato a ciascuno, gli animali avanzano verso la primavera, verso la vita che continua, che fiorisce lieve, che porta nel vento la presenza dell’amico.

Le illustrazioni sono tanto delicate quanto la storia che accompagnano, per questo classico pubblicato nel 1984 che arriva ora in Italia per la prima volta.

Susan Varley, Il grande regalo di Tasso (trad. di Sara Marconi), Il Castoro 2018, 32 p., euro 13,50