Archivi delle etichette: Il Castoro

Bella e Gustavo

31 mar

9788880337942 Le storie che vedono cani protagonisti hanno sempre un grande successo tra i giovani lettori che, in questo caso,  potranno identificarsi con una coetanea che ne desidera tanto uno, ma alla quale i genitori rispondono sempre di no.  Incontreranno così una storia delicata nata da un episodio vero, dalla cronaca milanese di qulache anno fa, quando un  clochard venne ridotto in fin di vita, episodio tra i tanti che dovrebbero fare notizia, ma che spesso passano inosservati o  vengono presto dimenticati.

Incontriamo i protagonisti, Petra e Nino, all’inizio di un’estate – quella libera che precede l’inizio delle superiori – e  all’inizio di una storia d’amore che li vede muovere i primi passi, i primi tentativi di scoprirsi all’altro, i primi scontri. Il  loro dialogo procede tra silenzi, gesti appena accennati, domande, ma anche scontri, incomprensioni, studio di ciò che  dell’altro affascina o stupisce e intanto si intreccia col cammino di Gustavo, che vive in un parco insieme ad un cucciolo,  trascinandosi dietro un carrello della spesa piano di cartoni e borse, indossando tre cappotti e ricopiando su un quaderno frasi de “Le memorie di Adriano” di Marguerite Yourcenar. Le fiamme distruggono in una notte la baracca in cui trova riparo e anche i due ragazzi fanno i conti con la stessa persona che minaccia il clochard in una notte  passata sotto le stelle, quando Petra decide di non rientrare a casa, visto che le è proibito portare anche il cane. Ma al commissariato il loro racconto si intreccia con la sorte di Gustavo, che lotta tra la vita e la morte in ospedale: i ragazzi ricostruiscono parte della sua identità e riescono ad offrirgli l’appiglio per riaprire gli occhi.

Un libro di cui si apprezza sicuramente la descrizione del lento avvicinarsi dei due ragazzi, ritratto delicato e lieve di un innamoramento, visto da entrambi i punti di vista e, a tratti, anche attraverso gli occhi del cucciolo di cane.

La copertina è di Alessandro Baronciani.

Zita Dazzi, Bella e Gustavo, Il Castoro 2014, 160 p., euro 14,50

Smile

24 mar

9788880337935Se già crescere non è semplice, se – come dice la protagonista stessa – essere adolescente è uno schifo e portare l’apparecchio ai denti per tutta la durata delle sscuole medie non è proprio quel che si desidera, immaginate cosa significhi doverlo portare e subire operazioni e varie perché siete cadute una sera nel vialetto di casa e vi siete spaccata gli incisivi: che non ci sono più e vanno in qualche modo sostituiti.

È esattamente quel che è capitato all’autrice che ha trovato il modo di raccontare le sue tragicomiche disavventure tramite la sua passione: scrivere storie a fumetti. Racconta così il suo mondo (gli anni delle medie e l’inizio del liceo) attraverso le peripezie per riacquistare un sorriso presentabile: la sua famiglia, la sua vita quotidiana a scuola e al gruppo scout, il terremoto che colpisce San Francisco, la città in cui vive, le amiche, i compagni di scuola. E tutto quel che sta intorno ad un’adolescente che è – per forza di cose – fortemente influenzata dal pensiero del suo aspetto fisico. Pensieri, aspettative, inammoramenti, prese in giro, nuovi amici, la voglia di essere se stessa lasciandosi alle spalle quel che non le appartiene (modi di fare e di essere, amicizie) e una passione come quella del disegno che – una volta riconosciuta e vissuta – porta altri cambiamenti positivi.

Il sorriso con cui Raina Telgemeier saluta i lettori dall’ultima pagina del libro rispecchia lo stesso spirito con cui racconta la sua vicenda nei fumetti: senza nascondere i drammi e le difficoltà, ma guardando in retrospettiva con la giusta ironia.

Il blog dell’autrice.

Raina Telgemeir, Smile (trad. di Laura Bortoluzzi), Il Castoro 2014, 213 p., euro 15,50

Geek Girl

6 mar

geekgirlUn nuovo libro ambientato nel mondo della moda, con tanto di community su FB e una sfilata di “orgoglio geek” tenutasi sabato 22 febbraio a Milano, in occasione della Settimana della Moda. Ma è davvero un libro sulla moda?

Harriet Manners si presenta riportando la voce “geek” del vocabolario, che indica – per chi non lo sapesse – una persona fuori moda, senza competenze sociali, ma anche fissata o fanatica. Se lo è appena trovato scritto sullo zaino, di ritorno da scuola, e non sapendone il significato è andata a cercarlo, scoprendo che le si adatta perfettamente. Non solo è una persona a cui non interessa la moda e che sottolinea col righello definizioni interessanti sul dizionario, ma è brava e precisa a scuola (una secchiona, direbbero i compagni), ha una mania per liste e schemi, mangia il pane tostato solo tagliato a triangoli, ha scelto falegnameria come materia opzionale, conosce informazioni tipo il numero di battiti del cuore di topi e libellule e usa a termini di paragone Frodo o Heathcliff e Cathy.

Per di più è impopolare a scuola (se si esclude Toby, stalker in miniatura che la segue da sempre, parecchio geek e nerd pure lui), si sente brutta e sta vivendo quella delicata fase dove si cresce, i gusti cambiano e le amiche del cuore rimangono amiche ma cominciano a differenziarsi da te e tu da loro. In questo caso l’amica del cuore è Nat, appassionata di moda che la costringe ad accompagnarla a un provino e mette in moto il tutto: è Harriet ad essere scelta per una campagna fotografica a Mosca. Proprio lei che indosserebbe sempre le felpe di Winnie Pooh.

Questa è una storia su quando ti senti un orso polare nella foresta amazzonica; sull’essere se stessi; sui disastri a catena innescati dalle troppe bugie; sul bullismo femminile; sull’amicizia. Il libro ha un gran pregio: è scritto bene e tradotto bene altrettanto, il che gli dà un ritmo che fa scorrere via la storia veloce, si legge d’un fiato e ben volentieri, ridendo a tratti di gusto.

Il sito dell’autrice.

Holly Smale, Geek Girl (trad. di Francesca Capelli), Il Castoro 2014, 324 p., euro 15,50

Che cosa fanno i dinosauri quando è ora di dormire?

18 feb

9788880337829Ecco i primi due volumi di una serie di gran successo negli Stati Uniti dove dinosauri di diverse tipologie giocano il ruolo del bambino all’interno di una famiglia raffigurata in momenti particolari: nel caso di queste prime due uscite, il mangiare seduti composti a tavola e l’ora di andare a letto e spegnere la luce. Forse che un dinosauro col suo bavagliolino candido si rigira sulla sedia, fa volare gli spaghetti, si infila i fagiolini nel naso? Forse che insiste per giocare ancora un po’, frigna, si rifiuta di mettersi sotto le coperte? No, i dinosauri assaggiano ogni cibo, chiedono persino il bis, danno il bacino della buonanotte e ripiegano la coda.

Riprendendo tutti capricci possibili e tutti i comportamenti “da bravo bambino”, gli albi permettono di giocare al “io faccio così o così?”, ma anche, signori miei, di imparare nuovi splendidi comportamenti da dinosauro (magari nel naso proviamo a infilarci i piselli, che dite?). Sarà sicuramente apprezzata dai piccoli lettori la varietà dei dinosauri tra le pagine (riassunti sulle carte di guardia), ma sono varie anche le stanze, le cucine e le famiglie (papà incravattati, altri con cappello da cuoco, mamme sportive o super eleganti, etnie e colori differenti).

Attenzione: la serie originale prevede che i piccoli lettori possano imparare anche come fanno i dinosauri a contare fino a dieci, a pulire le loro stanze, ad andare a scuola, a guarire in fretta, a giocare tutto il giorno, a ridere a gran voce, a imparare i colore, a dire “ti voglio bene”, a imparare a leggere  ;-) e molto altro. Preparatevi, insomma!

Il sito dell’autrice. Un’intervista all’illustratore.

Jane Yolen e Marc Teague, Cosa fanno i dinosauri quando è ora di dormire? (trad. di Pico Floridi), 32 p., euro 13,50

Jane Yolen e Marc Teague, Cosa fanno i dinosauri quando è ora di mangiare? (trad. di Pico Floridi), 32 p., euro 13,50

Piccolo buio

3 feb

Piccolo_buioIl buio è una delle grandi paure dei piccoli: tanti albi e tante storie ne parlano; a questo giro è Cristina Petit che dà volto e voce alla piccola Talla , sveglia di notte e con la curiosità della provenienza della luce che vede in casa, oltre la porta della sua stanza. Le illustrazioni ci mostrano in realtà luci di colore diverso che sembrano abitare la casa: la bambina si chiede se siano gli occhi di un lupo, l’uomo nero, un fantasma, uno squalo o forse un alieno. La soluzione è molto più semplice e la permette di sentirsi grande e ribaltare i ruoli, rimboccando le coperte alla mamma e spegnendole la lampada sul comodino.

L’albo è adatto soprattutto a una lettura a gruppo ristretto perché è corredato da un’interessante spiegazione finale da guardare insieme: sulla piantina della casa  scopriamo da dove venivano le luci di diverso colore: lo schermo del pc, la spia della lavatrice e quella del lettore dvd, la lucina della caldaia. Un invito anche a spegnere quelle possibili, a chiudere il computer, a non lasciare in pausa il televisore.

Il blog dell’autrice.

Cristina Petit, Piccolo buio, Il Castoro 2014, 36 p., euro 12,90

Più libri più liberi 2013 / 2

23 gen

Concludiamo la nostra rassegna delle novità nel settore non fiction presentate dagli editori per ragazzi durante la dodicesima edizione della Fiera “Più libri più liberi” di Roma.

geis_numeriDue proposte molto colorate da parte de Il Castoro per i più piccoli con Il mio primo libro dei numeri e Il mio primo libro dell’ABC di Patricia Geis per una prima conoscenza dell’alfabeto e dei numeri puntando sulle forme e i colori garbatamente vivaci e brillanti. Due cartonati con le pagine tagliate orizzontalmente in due o tre strisce a scalare, sagomate sul margine destro nella forma della lettera dell’alfabeto o del numero di cui si parla, un solo appunto su questa caratteristica: le pagine tendono ad aprirsi insieme presentando qualche difficoltà soprattutto per i più piccoli, proprio di questo si è lamentato con me un piccolino di due anni.  Continua a leggere

La famiglia Cinemà

29 set

9788880337058Una riunione di famiglia in piena regola, dirai tu! Sì,
con il piccolo dettaglio che ognuno se ne stava davanti alla
stessa immagine sullo schermo, ma per conto proprio in un
cinema diverso, disperso in chissà quale via, di chissà quale
città, in chissà quale parte del globo, dal Polo Sud alla Luna,
Charles di qua, Titina di là, che il bello del cinema è anche
questo: tutti insieme, separatamente.

I fratelli Auguste e Louis – entrambi catturati dal ricciolo dispettoso che sfugge dalla chioma bionda e ordinata di Lucille, luminosa fanciulla della Parigi tra fine Ottocento inizi Novecento – si farebbero in quattro per esaudire il desiderio della ragazza di passare una serata al cinema se solo avessero l’idea di cosa fosse e come fare. Alla fine la spumeggiante ragazza sfuggirà ai due timidi corteggiatori per sposare un certo François  con il quale metterà su la famiglia Cinemà. La famiglia cresce e si ramifica nel tempo contemporaneamente all’apparizione e allo sviluppo dell’arte cinematografica e d’allora sarà un susseguirsi e un intrecciarsi movimentato di avventure tra i nostri e i personaggi di indimenticabili pellicole, a partire da Antoine che assisterà alla prima proiezione cinematografica pubblica al Grand Café di Parigi e sarà anche lui travolto dal panico e dal fuggi fuggi generale che provocò tra il pubblico la visione del film L’arrivo di un treno alla stazione di La Ciotat dei fratelli Lumiere, per continuare con Boris che partirà per la Transilvania portando con sé la famosa guida gastronomica del Globulo Rosso e sarà ospite di uno spettrale conte, e poi con Mortimer che nelle strade di New York si vede tagliare la strada da uno strano roditore, per di più di carta animata, vestito persino di pantaloncini rossi e di scarpe gialle che risponde dicendo: ”Gulp!, munmble mumble, sgrunt…”, fino a Domitilla, l’ultima discendente della famiglia Cinemà, che di ritorno dal futuro racconta di aver incontrato dei tipi alti con la faccia blu in lotta per la difesa del loro ambiente.

Se durante la lettura di ogni avventura non siamo riusciti a indovinare in quale film sono andati a imbattersi i protagonisti, alla fine viene in soccorso una scheda tecnica di approfondimento del film per mettere in luce battute e scene memorabili entrate a far parte del’immaginario comune, innovazioni e trucchi cinematografici, notazioni di storia del cinema.
La famiglia Cinemà, attraverso il racconto movimentato, divertente, intenso e il linguaggio brioso di Andrea Valente, è una lettura spassosa per conoscere alcuni film importanti e per diventare fruitori di cinema in modo più colto e consapevole.
E qui si apre anche una doverosa riflessione sulle nostre attuali possibilità – per non parlare di quelle ancora più bistrattate dei piccoli o giovani spettatori  – di fruire in maniera condivisa del cinema, di godere di varietà di scelte e di venire a conoscenza della storia del cinema. Le sale cinematografiche non sono più presenti in molti luoghi del nostro paese, oscure regole della distribuzione rendono impossibile la visione di pellicole importanti. Parlo da spettatrice di cinema arrabbiata, pur vivendo in una cittadina dove è presente un multisale (dodici schermi), non riesco ad andare al cinema, perché ormai da alcuni mesi, nonostante uscite interessanti, non sono più in programmazione film di qualità. E purtroppo questa realtà è diffusa. Abbiamo ora altre possibilità a disposizione per guardare film, ma che cosa possiamo fare per salvare la visione condivisa, l’emozione unica di una sala cinematografica e come far conoscere la storia del cinema ai più piccoli? Penso che anche in questo caso le biblioteche possono essere d’aiuto.
Il sito di Andrea Valente e il sito dell’illustratrice Julia Binfield.

Andrea Valente, La famiglia Cinemà, illustrazioni di Julia Binfield, Milano, Il Castoro 2013, pp. 143, euro 13,50

Rosi e Moussa

23 lug

Più riguardo a Rosi e Moussa

Una bambina e una donna si tengono per mano davanti alla porta di un palazzo, lo sguardo rivolto verso l’alto. Sono Rosi e la sua mamma che guardano la loro nuova casa, la loro nuova vita. La ragazzina è convinta che non si farà mai neanche un amico, in quella periferia che sembra un’altra città, in quel palazzo così grande, tra quei vicini così scontrosi. Invece arrivano due occhi grandi e curiosi sopra un cappotto troppo grande: è Moussa, tanti fratelli, inclinazione all’avventura e un cane che miagola (perché è un gatto, ma lui desidera talmente un cane da esser disposto a far finta e a tenere il felino al guinzaglio). Rosi non è di molte parole, elude le domande, talvolta non risponde, ma Moussa non demorde e la coinvolge in una sfida, il miglior modo per diventare amici: salire sul tetto del palazzo, cosa assolutamente proibita. Tra paura e ingegno, fortuna e incastri del caso, una piccola avventura senza uscire da casa ma che permette di guardare lontano e di non sentirsi soli.

Romanzo breve illustrato lungo tutto il testo: una buona misura per i lettori delle classi di mezzo della scuola primaria e per fare gioco anche sul “visivo” e sulla lettura delle immagini che accompagnano il racconto quasi l’illustratrice fosse lì accanto a te che leggi, quasi tu leggessi ad alta voce e lei riempisse di schizzi i bordi della tua voce.

Il libro è il primo di una serie che, in originale, conta per ora tre titoli: contiamo sulla pubblicazione dei successivi.

Il blog dell’illustratrice; a proposito del suo lavoro, un post su “Lo spazio bianco”.

Michael De Cock e Judith Vanistendael, Rosi e Moussa (trad. di Laura Pignatti), Il Castoro 2013, 90 p., euro 12,50

Come funziona la maestra

20 feb

Più riguardo a La maestra

La maestra come un universo, come una sagoma su carta quadrettata, come il risultato di uno scan o di una lastra che ti fa vedere tutto quello che c’è dentro. Una maestra (o un maestro, ovviamente) è piena di numeri, lettere, tabelline, monti, fiumi, cinque sensi e tante altre cose che riesce a passare ai bambini senza perderne nemmeno un grammo.

Una maestra ha una voce che cambia come una canzone, può perder la calma e bloccare tutto (le addizioni, le moltiplicazioni, lo scorrere dei fiumi), puoi incontrarla fuori dalla scuola a far la fila o aspettare l’autobus, ma comunque prima o poi torna in classe. Una maestra ha antenate maestre primitive molto pelose e parla la lingua dei grandi, ma in una versione ancora più difficile. Se la incontri dopo tanto tempo ti sembra più piccola, proprio come la tua aula di allora. Con le maestre inoltre puoi fare tutte le operazioni matematiche: sarebbero importanti soprattutto le divisioni, cioè dividere tutti i maestri e le maestre del mondo per tutti i bambini del mondo.

E ricorda: “una maestra piccola non è una mezza maestra, così come una molto grande non vale doppio”.

Le illustrazioni efficacissime sono di Chiara Carrer. L’albo, di quella bellezza leggera e piccina che può stare dentro le cose di tutti i giorni, è da leggere ad alta voce alle classi che incontrate nella speranza che tutti possano avere dei maestri e delle maestre davvero magistrali.

Susanna Mattiangeli – Chiara Carrer, Come funziona la maestra, Il Castoro 2013, 28 p., euro 14

Il segreto di Ciro

13 dic

More about Il segreto di Ciro

Se la guardava, il cuore gli si impigliava da qualche parte.

Storia di Ciro che, a quanto pare, è brutto come la fame. Che sta sempre zitto, che sta sempre in parte, che sta bene soltanto a scrivere e disegnare sui suoi quaderni, in silenzio.

Storia di suo fratello Ferdinando che invece è alto, sportivo, sa sempre cosa dire e fa rimanere a bocca aperta le ragazze.

Storia di due fratelli che covano la morte del padre e condividono l’innamoramento per Lia, ragazza venuta dal Nord, che Ferdinando incanta a parole e baci e Ciro avvolge di scrittura via chat quando lei torna a casa, fingendosi il fratello. Finché tutto si scopre: di chi sono davvero le parole scritte; di quanto Ciro sia bravo con penna e matita; di come sentirsi bravi in qualcosa ti fa essere davvero te stesso.

Storia che corre veloce tra Napoli e Torino, verso un lieto fine, verso la speranza. Con quelle immagini che Ferrara semina tra le pagine (dagli alberi dalle braccia di legno dure e dritte alle case che un tempo eran barche). Storia sospesa, come è sospeso il caffè che a Napoli paghi senza berlo e offri così a uno sconosciuto che passerà un giorno senza saper nulla di te e lo berrà gratis. Anche la storia di Ciro è un sospeso: sono le ultime parole che suo padre gli ha regalato prima di uscire di casa, segno di un destino che sarebbe arrivato, da prendere, da assaporare, da vivere.

Qua e là tra le pagine illustrazioni di Lorenzo Manià; qui il suo “Viola e il diavolo”.

Antonio Ferrara – illustrazioni di Lorenzo Manià, Il segreto di Ciro, Il Castoro 2012, 162 p., euro 14,50.

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