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Clown

22 Ott

Sguardo arcigno, passo deciso e sei pupazzi nelle mani. La signora con gesto sicuro butta in un secchio della spazzatura quelli che sono stati i giocattoli di un bimbo. Tra questi c’è un piccolo clown. Con una capriola e un sorriso atterra sul marciapiede. Una scrollatina per togliersi polvere e sudiciume, una frugata nei cartoni lasciati lì vicino alla ricerca di un paio di scarpe da ginnastica ed eccolo pronto per correre a grandi falcate per le strade della città. Il piccolo clown vuole una nuova famiglia per sé e per i suoi amici di pezza. Gli incontri non mancano, ma nessuno è intenzionato ad accoglierlo. Ogni volta il pupazzo è buttato via senza garbo con un lancio. I rifiuti non scalfiscono la determinazione del piccolo clown. Si rialza e riprende la sua ricerca. La sua tenacia sarà ricompensata. E chi non lo lancerà via ritroverà il sorriso.

Il piccolo pupazzo è il protagonista di Clown l’unico libro senza parole dell’illustratore inglese Quentin Blake. In questo albo – pubblicato in Inghilterra nel 1995 e l’anno successivo vincitore del premio internazionale rilasciato da Bologna Children’s Book Fair – gli acquerelli espressivi, l’orchestrazione della pagina e i volta pagina, capaci di creare suspence e sorpresa, trasportano il lettore a fianco del piccolo protagonista. La sua storia ci parla di tenacia, coraggio, altruismo e accoglienza. Ci mostra quanto questi siano alleati necessari per fronteggiare le difficoltà e per riuscire a superarle arricchiti.

Quentin Blake, Clown, Camelozampa 2018, 32 p., euro 15,00

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Il sentiero

15 Ott

L’anziana signora Tasso ogni domenica parte dalla sua casa e sale sulla montagna vicina. Lungo il sentiero saluta gli amici, raccoglie funghi o frutti, dà una mano a chi ne ha bisogno, si gode i passi e il paesaggio. Finché una domenica, in apparenza uguale a tutte le precedenti, nota che il piccolo Lulù la osserva e lo invita a condividere la sua giornata. Lulù è convinto di essere troppo piccolo, ma si sente comunque sostenuto e incoraggiato. Settimana dopo settimana, i due camminano a fianco: con un bastone adatto e seguendo le indicazioni, il piccolo comincia ad appassionarsi e a prenderci gusto: impara ad ascoltare, a vedere, a intervenire in caso di bisogno, a cantare quando le forze vengono meno (perché il morale della truppa è importante!), a scegliere, a fermarsi per prendere fiato. E quando finalmente si arriva in cima, ecco il silenzio dello stupore.

Delicata metafora della vita, l’albo racconta – con il tratto tipico di Marianne Dubuc – l’avvicendarsi nei ruoli e la capacità di Lulù di essere vicino alla signora Tasso anche quando lei non può più camminare e di prenderne il testimone, sapendo scoprire nuovi sentieri e andando all’avventura seguendo i consigli dell’amica. Dice anche la capacità di un grande di spronare e crescere un piccolo lasciandolo libero di andare. Dice  – molto concretamente! – l’iniziazione alla montagna: di quando ti dicono che la meta è lì, proprio dietro la curva; di quando ti insegnano i nomi degli alberi, i tipi di fungo, le orme degli animali; di quando ti cantano o ti raccontano una storia perché il tuo pensiero non si fissi sui tuoi piedi troppo stanchi.

E poi questo albo ha per me una ridente sorpresa: la montagna a cui è affezionata la signora Tasso si chiama Pan di Zucchero. Il Pan di Zucchero esiste davvero: ci sono diversi luoghi al mondo con questo nome ed è anche una montagna del gruppo del Monviso, nelle Alpi Cozie, e quando risali il Colle dell’Agnello dal versante francese te lo vedi lì, con quella forma un po’ appuntita, come se qualcuno avesse davvero appena rovesciato il sacchetto dello zucchero e ne avesse fatto una montagnola!

Marianne Dubuc, Il sentiero (trad. di Paolo Cesari), Orecchio Acerbo 2018, 76 p., euro 17,50

Il grande regalo di Tasso

25 Set

Tasso è ben voluto da tutti nella foresta, ben conosciuto anche perché non disdegna di dare aiuto o consiglio quando serve; è saggio, non solo perché è vecchio – come sottolinea il testo – ma probabilmente perché dai suoi anni passati ha saputo osservare e imparare. Sa quindi di essere vicino alla morte e non è preoccupato di quel passaggio che per lui significa semplicemente lasciare un corpo che non funziona nemmeno più tanto bene; è preparato insomma. Non così i suoi amici che si lasciano prendere dallo sconforto e dalla tristezza quando Volpe ne annuncia la morte.

L’albo dice con grande delicatezza del dolore e della tristezza e anche del tempo necessario ad elaborare quel lutto, facendosi vicini nelle tane, condividendo i ricordi, sorridendo di quelli buffi  e tenendo stretti quelli più cari. È il tempo di un inverno, un tempo lungo in cui bisognerebbe risposare, ma è impossibile farlo se si porta dentro un tormento: parlando di Tasso e pensando a cosa di speciale ha lasciato a ciascuno, gli animali avanzano verso la primavera, verso la vita che continua, che fiorisce lieve, che porta nel vento la presenza dell’amico.

Le illustrazioni sono tanto delicate quanto la storia che accompagnano, per questo classico pubblicato nel 1984 che arriva ora in Italia per la prima volta.

Susan Varley, Il grande regalo di Tasso (trad. di Sara Marconi), Il Castoro 2018, 32 p., euro 13,50

Dove vi siete nascosti?

9 Set

Se il re leone sul suo trono si annoia a morte nonostante la bella giornata, cosa si può fare? Giocare a nascondino, ovviamente. Tutti gli animali sono convocati per partecipare e il lettore si può divertire a fare la conta con il sovrano e poi a cercare chi si è nascosto, nelle belle illustrazioni di Barroux il cui tratto riesce, ancora una volta, a sommare la semplicità e l’efficacia. Allora alla ricerca della salamandra nera, dell’ibis rosso, della littorina, della pulce del Mozambico, eccetera!

Ci sono animali da scoprire, ma in realtà la storia diventa un pretesto, o meglio un’occasione per puntare l’attenzione in un’altra direzione: le due pagine finali propongono infatti una serie di animali estinti e altri da proteggere perché minacciati di estinzione, ciascuno affiancato da una descrizione da cui partire per poi eventualmente approfondire. Dalla lettura condivisa della storia si può allora passare a parlare di animali, di specie protette, dei pericoli ambientali e così via.

Barroux, Dove vi siete nascosti? (trad. di Paola Costanzo), 36 p. euro 13,90

Tempestina

18 Giu

C’è un’infinita delicatezza negli acquerelli con cui Lena Anderson mette in pagina il mondo di Stina: è quello estivo, il tempo trascorso durante le vacanze, col nonno, su un’isola dell’arcipelago. La bambina è un po’ tempesta come il nome il nomignolo che il nonno le affibbia (e forse anche un po’ puntuta e buffa come la pastina che così si chiama!): sempre in movimento, sempre alla ricerca di qualche tesoro di cui fare bottino, sempre sull’orlo della meraviglia. C’è questo di particolare in Stina, la capacità di osservare e di dire il proprio stupore e il proprio entusiasmo: davanti ai colori del mattino, alla lotteria dell’uscire in barca e chissà cosa ci sarà nelle reti, a una piuma trovata per caso. La curiosità la spinge anche ad avventurarsi fuori, in una notte di tempesta, per vedere che effetto che fa. Quando il nonno trova il letto vuoto e la raccogliere, fradicia come un pulcino e sull’orlo delle lacrime, spiega che è il caso di cominciare da capo: mettersi stivali e cerata e uscire insieme, perché di fronte al fragore delle onde e ai fischi del vento è meglio essere in due. E anche lì, sai mai che capiti di raccogliere una sorpresa…

Eccolo il nonno, solo in apparenza sullo sfondo delle avventure della bambina, ma in realtà in sorniona osservazione di quella meraviglia di ragazza che gli è toccata in sorte come nipote: non alza la voce, non rimbrotta, ma si fa complice, spiega e sta lì, col sorriso sulle labbra, a godersi il momento. Vien da pensare che anche lui sia uno che si bea delle meraviglie piccine, che sa vedere; nella tavola in cui sorseggia il caffè davanti alla luce del giorno che arriva sembra di leggergli dentro il bambino che è stato, pronto all’avventura, pronto a dire “Guarda!” o Che bello!”.

Qualunque sia la tempesta che arriva, sull’isola o nella vita, abbiate la buona sorte di condividerla, ben attrezzati per poterla affrontare, senza doversi rintanare fuggendo, ma stando in piedi insieme, cogliendo anche quel briciolo di bello che magari si porta dentro. Un inno al lasciarsi sorprendere, questo albo che già annuncia una prossima avventura della bambina tanto bionda da sembrare quasi bianca di capelli, selvatica quanto basta ed estremamente simpatica.

Lena Anderson, Tempestina (trad. di Laura Cangemi), LupoGuido 2018, 32 p., euro 13

Il giardino curioso / Un giardino straordinario

14 Giu

Due albi che parlano di giardini, di come il verde possa prendere piede e trasformare un paesaggio anonimo quando non degradato, con due protagonisti curiosi e pazienti.

Il primo, Il giardino curioso edito da Giralangolo, prende spunto dalla vera storia della ferrovia sopraelevata High Line di New York, chiusa e abbandonata dal 1980, sui cui binari nel corso degli anni sono cresciuti alberi e fiori selvatici. Peter Brown immagina Liam, bambino curioso che scopre tra le traversine delle piante che necessitano di un giardiniere: si ingegna allora a prendersene cura nel modo migliore, potendo, annaffiando, cantando. Le stagioni passano, arrivano le prime fioriture, l’inverno porta invece il tempo dello studio per poter fare meglio la primavera successiva: spuntano nuove piante e nuovi giardinieri, in un’opera che diventa collettiva nella condivisione degli spazi verdi e nel lavoro per crearne di nuovi. Un invito insomma anche al Guerriglia Gardening, allo spargere semi e speranza di bellezza fiorita negli angoli più impensati per stupire passanti e cittadini abituati al solito paesaggio.

In Un giardino straordinario, da poco uscito per Terre di Mezzo, c’è un altro bambino dalla fantasia strabordante, sempre pronto ad andare in mondi straordinari, che dalla lettura di un libro e delle sue immagini, lascia germogliare un’idea: ecco allora la ricerca di un seme, la cura, l’attesa e il via ad una sorta di attacco infettivo di voglia di piantare e veder spuntare alberi e fiori. Qui il tratto di Sam Boughton, l’uso dei pastelli e del collage, danno materia a un mondo fiorito e affascinante che ben rappresenta il prendere corpo e colore nella realtà dell’idea che il protagonista ha avuto.

I due albi sono accomunati non solo dal tema e dal suo svolgimento, ma soprattutto dalle caratteristiche dei loro protagonisti: entrambi infatti possiedono la pazienza del giardiniere, quella che fa covare la speranza anche quando non si vede nulla, anche quando i bulbi dormono sotto la coltre di neve o nel tempo in cui i semi accumulano sotto terra la forza per spuntare e crescere. La pazienza del giardiniere è un’arte che va di pari passo alla capacità di prendersi cura, di notare i piccoli cambiamenti, di essere attenti alla necessità e di lasciarsi stupire da quel che viene, a lungo atteso e magari ancora più bello di quel che ci si aspettava. E che ovviamente dice anche dei sogni, della loro forza e della meraviglia di quando si fanno veri e tangibili.

Peter Brown, Il giardino curioso (trad. di Anselmo Roveda), Edt Giralangolo 2018, 36 p., euro 15

Sam Boughton, Un giardino straordinario (trad. di Sara Ragusa), Terre di Mezzo 2018,34 p., euro 15

Il venditore di felicità

9 Giu

Tornano insieme le quattro mani di Davide Calì e Marco Somà per le edizioni Kite; a differenza dei precedenti – La regina delle rane e Il richiamo della palude –  questa volta il testo è più breve, ma inteso e parla ancora una volta di cosa mica da poco: la felicità. La vende e la consegna a domicilio il signor Piccione, dotato di un furgoncino scoppiettante e di uno zaino razzo per raggiungere più facilmente i suoi clienti. Somà ha infatti immaginato una galleria di ritratti di uccelli e un villaggio di case sospese ai rami degli alberi di una foresta. Ecco allora affacciarsi cinciallegre, fagiani, upupe, luì, storni e via così. C’è chi ne compra in quantità, chi in formato famiglia, chi può permettersi solo un piccolo barattolo, chi non ne vuole, chi finge che per principio sia un articolo che non interessa per poi correre a comprarne su internet. Finché un barattolo cade dal furgone, rotola ai piedi del signor Topo e svela il contenuto e l’inghippo: la felicità si annida già nelle case e nelle vite apparse tra le pagine, nelle pieghe del quotidiano, nelle piccole cose come si dice.

La felicità del lettore di questo albo sta nei particolari piccini e minuti che ancora una volta, come suo solito, Somà inserisce nei suoi disegni, nel mondo animale a cui dà vita, in questo caso con una ricerca architettonica che mette in fila stili diversi, ispirazioni liberty, decori alpini, virtuosismi a piani sovrapposti o in funivia!

Davide Calì e Marco Somà, Il venditore di felicità, Kite 2018, 36 p., euro 18

Il gigante arriva a Parigi

29 Mag

La copertina cartonata permette di staccare un set di sei forme colorate (e di riporle, in modo da non perderle) con cui seguire la storia e riproporla sommandole, avvicinandole, ricostruendo insomma quel che viene raccontato dal testo: l’arrivo di un gigante a Parigi, che ammira le luci, il traffico, il fiume. Poi prova a infilarsi su un ponte e nel metrò per passar sull’altra riva, per poi fermarsi lì in città, in una forma che ben conosciamo nell’orizzonte della capitale francese.

Una proposta originale che permette di andare oltre la storia, di inventarne altri pezzetti mescolando le carte in gioco, che a questo giro sono appunto le forme da combinare insieme per dare il via alla fantasia, regalando al gigante altre avventure, a Parigi altri scorci, al lettore una scoperta sempre nuova.

Ginevra Dondina – Emiliano Mattia Fadda, Il gigante arriva a Parigi, EDT Giralangolo 2018, 48 p., euro 17,50

La grossa carpa Cicciobalda

30 Apr

La carpa Cicciobalda non è solo il pesce più grosso dello stagno di Roccagrumosa, ma anche il più astuto: riesce a battere ogni tentativo dei pescatori locali di catturarla, li fa arrabbiare al massimo grado e si prende anche le coccole dei bambini che le sono amici. Quando i pescatori decidono di aspirare tutta l’acqua dello stagno pur di stanarla, riesce comunque a trovare un nascondiglio migliore ed è proprio l’aiuto di due bambini a salvarla.  Cicciobalda finisce in città, prima nella vasca da bagno della famiglia, dove viene decorata e dove passa giornate magnifiche, poi all’acquario visto che il padrone di casa non prevede pesci nel contratto d’affitto. Cicciobalda perde la libertà dello stagno, vero, come dirà qualcuno, ma ancora una volta passa ridente sotto il naso dei pescatori ingrugniti e se ne fa un baffo: tutti la credono un animale esotico, mai visto, straordinario.

La tenacia e l’arguzia vincono sulla slealtà e sull’esibizione di forza dei pescatori in un albo dal sapore vintage che viene dal 1978, proprio come Dorotea, pubblicata dalla stessa casa editrice che si propone di essere attenta alla qualità non solo dei testi, ma anche delle illustrazioni e che presenta nel piano editoriale sia albi che testi brevi, sempre appunto illustrati.

Luis Murschetz, La grossa carpa Cicciobalda (trad. di Virginia Portioli), LupoGuido 2018, 32 p., euro 13

Un giorno perfetto

28 Apr

Smith, vincitore della Caldecott Honor Book torna in Italia con una albo illustrato di rara bellezza, a regalarci una storia tanto semplice quanto ricca di raffinata ironia.
Ci sono Cane, Gatto, Uccellino e Scoiattolo; ciascuno di loro sta per assaporare la gioia piena e spensierata, quella che si vive solo in certe giornate speciali. Gatto assapora il calore del sole; Cane può giocare con l’acqua della piscina che un umano premuroso ha riempito; Uccellino becchetta i semi preparati per lui; Scoiattolo, un po’ più goffo degli altri, riceve ugualmente una gustosa pannocchia.
Il sole splende in cielo e le illustrazioni,magistralmente, riescono anche a farci respirare una calda aria di primavera. Tutto è immobile, perfetto, quasi bucolico finché l’arrivo inaspettato di un bestione peloso invade la quiete. Il libro cambia ritmo narrativo, le illustrazioni rendono bene il movimento, lo sconquasso e il fuggi fuggi che l’orso porta con sé.
Albo divertente e molto delicato, si presta bene anche per la lettura animata.

Lane Smith, Un giorno perfetto (trad. di Mara Pace), Rizzoli 2018, 40 p., euro 16