Archive | Libri 3 – 5 anni RSS feed for this section

Il lupo e la zuppa di piselli

15 Feb

lupo-zuppa-piselliFrançoise Diep ha amato i racconti tradizionali da lettrice bambina, poi da bibliotecaria per diventare, dall’inizio degli anni Novanta, una raccontatrice di storie per professione; storie da tutto il mondo, che lei stessa ha raccolto e sovente presentato in molte edizioni francesi accompagnate da cd.

Qui ritorna su una storia classica, conosciuta per lo più come “La scala dei lupi”, diffusa in Europa, in Russia, in India e anche in Africa, dove a volte al posto dei lupi ci sono i conigli o addirittura un leone. Una storia dalla struttura ripetitiva e dall’andamento adatto alla lettura ad alta voce, a cui il tratto di Magali Le Huche conferisce ulteriore espressività (godetevi le espressioni, degli umani e dei lupi!).

In un inverno lungo e freddo, nell’ennesima giornata di neve, nella casa in mezzo al bosco è finita la legna da bruciare. Allora Pietro si avventura malvolentieri verso i ceppi preparati e accumulati in fondo alla valle, allietato solo dalla sua zuppa preferita che la moglie sta preparando: piselli spiaccicati e pancetta affumicata a cuocere a fuoco lento sulla stufa. Al rientro, ecco uno, due, tre… dieci lupi che lo inseguono e uno, più temerario, entra addirittura in casa e si ritrova addosso l’intero pentolone di zuppa bollente usato come arma. Quindici giorni dopo, all’ennesimo rifornimento di legna, il lupo medita vendetta, ma ecco che Pietro sarà ben più ingegnoso di lui!

Il sito dell’autrice e il suo blog.

Françoise Diep – Magali Le Huche, Il lupo e la zuppa di piselli (trad. di Tommaso Guerrieri), Clichy 2016, 32 p., euro 15

Perché non fiorisci?

7 Feb

perche-non-fiorisciChe divertente questo albo che, grazie all’illustrazione in sezione, permette di vedere contemporaneamente quel che succede sopra e sotto terra e quindi al lettore di dare una doppia e diversa interpretazione di quanto dice l’orsetto. Rivolgendosi direttamente al lettore l’orso infatti ammette di non aver mai coltivato una pianta tanto strana, che non vuole fiorire manco se le si offre la cioccolata calda o le si fa uno schema alla lavagna su come aprire i boccioli. Il lettore vede che in realtà la pianta verde è il ciuffo di una carota, la quale si allunga arancione e cicciona nella tana dei conigli e ben presto ne riempie anche le pance. Allora la parte rimasta, rosicchiata e sfrangiata proprio come la corolla di un fiore, salta fuori dalla terra e… meraviglia!

Un albo da leggere insieme, per condividere la doppia interpretazione e giocare sulla complicità di chi sa e quindi si gode ancor di più tutti gli sforzi dell’orso giardiniere!

Il blog dell’illustratrice in cui si racconta com’è nata, e dove, l’idea di questa storia.

Katarina Macurova, Perché non fiorisci? (trad. di Marinella Barigazzi), Nord-Sud 2017, 32 p., euro 13,90

Le tre principesse pallide

13 Gen

portada PRINCESASSe un re ha tre figlie a cui lasciare il regno e a scegliere l’erede della corona è il popolo che si deve basare solamente sulla faccia che hanno quando si affacciano al balcone, ecco che nessuna va bene perché son troppo pallide. Ma nemmeno l’ingegno delle due maggiori risolve la questione: a bere la notte stellata o a lasciarsi avvolgere con troppa foga dalla natura, si diventa blu o verdi… nemmeno a parlarne! Così la più piccola piange per una notte intera fino allo sfinimento: non ha alcuna intenzione di governare e manco può pensare all’idea di sostituire il padre, visto che ciò significherebbe che lui sta per morire. Sarà il sole a trovare la soluzione, infondendo coraggio e forza.

In questo albo illustrato tutto è pallido come le principesse: i colori sono quasi velati, vivi ma lievemente opachi per riportare nelle immagini il senso del testo. Le illustrazioni sono essenziali quanto pregnanti: aprite la pagina in cui il sole veglia il risveglio della principessa minore e rimanete incantati dalla semplicità del tutto.

Come spesso segnaliamo, un albo perfetto da leggere ad alta voce.

Il sito dell’illustratrice.

Maria José Martín Francés – Carole Hénaff, Le tre principesse pallide (trad. di Elena Rolla), Kalandraka 2016, 36 p., euro 14

La parola alla natura

2 Gen

 

la-parola-alla-naturaNon ci sono parole in questo libro, se non nella breve istruzione data in apertura e poi nell’appendice finale. Le istruzioni invitano rispettivamente a osservare, indagare, stupirsi. Nel finale invece ecco la riproduzione delle tavole informato minore con l’indicazione degli animali che vi compaiono e la breve sintesi di alcune loro caratteristiche. In mezzo pura libertà: di guardare, sfogliare, fermarsi dove più si preferisce, interpretare. Le diverse strisce che  appaiono in ogni pagina raffigurano ciascuna una sequenza in cui si muovono gli animali – da soli o interagendo tra di loro – oppure assistiamo allo scorrere delle stagioni sulla chioma di un albero  o sul ciclo di vita di un fiore di tarassaco, dal suo fiorire fino al dissolversi del soffione.

C’è la talpa che va in letargo e si riaffaccia a primavera; una femmina di petrello inseguita dal compagno; pinguini che si dichiarano, animali che mettono al sicuro il loro cibo, che succhiano nettari o che si mangiano altre bestie più piccole di loro; c’è chi si affronta, chi scappa, chi insegue. Non sempre le strisce vicine sono in rapporto tra di loro, ma è bella la libertà data al lettore non solo di inventare una storia per ogni striscia, ma di provare a tessere un legame, magari anche solo di similitudine.

Ancora una volta un volume che ci ricorda dell’importanza di dare in mano ai bambini qualcosa di bello, fin dalla sua composizione grafica, dall’accostamento dei colori; nel contempo qui possiamo offrire ai lettori la piena libertà di essere creativi, partendo dalla semplice chiarezza delle illustrazioni che riassumono graficamente l’informazione che vogliono dare.

Davvero un prezioso regalo. Uno strumento nel senso migliore del termine, direi.

Thomas Hegbrook, La parola alla natura (trad di Lucia Feoli), Emme 2016, euro 22

Il gomitolo azzurro

21 Dic

gomitoloUna nuova collana dedicata i più piccoli e ai lettori che si fanno indipendenti, con storie brevi in formato di quaderno morbido, dalla carta spessa e dai bordi arrotondati, con una buona scelta grafica che permette – a seconda dei titoli – di spaziare tra scelte stilistiche e tratti diversi: è Lilliput, della casa editrice Eli-La Spiga, i cui primi sei titoli sono arrivati da qualche mese in libreria e di cui parleremo qua e là nei prossimi post.

Intanto vi segnaliamo “Il gomitolo azzurro”, una storia che avanza a ritmo delle stagioni per soffermarsi sull’inverno nevoso (quindi adatta proprio a questi giorni!) con un andamento ripetitivo che piacerà ai più piccoli, permettendo loro di inserirsi nella lettura e ripetere insieme le parti identiche nelle diverse pagine.

In primavera, quando comincia a fare caldo, i pastori tosano le pecore: così ha fatto anche Isadora, sebbene di pecora ne abbia solo una, e ha ricavato un bel gomitolo presto tinto di azzurro.Passata l’estate, il tempo comincia a girare e ad annunciare l’inverno in arrivo, lei pensa alla legna per il camino, ma sempre rimanda la fornitura: tutti gli animali del vicino bosco infatti cercano riparo a casa sua e a lei non sembra vero di sferruzzare maglioni, berretti, sciarpe per tenerli al caldo. Poi ecco la neve: e come si fa adesso a raggiungere il paese? Sarà la generosità delle bestiole che ha aiutato a far sì che si possa accendere un bel fuoco, accompagnato da una buona merenda e da tante storie… che non guastano mai!

Questo titolo  è disponibile gratuitamente per essere sfogliato con iBooks su dispositivi iOS.  Un altro libro della collana, Dov’è la casa di gatto Nerone? di Pino Pace, con le illustrazioni di Isabella Grot, è acquistabile in formato ebook a 1,99 euro.

Il blog di Silvia Vecchini. Il sito di Ekaterina Trukhan.

Silvia Vecchini – Ekaterina Trukhan, Il gomitolo azzurro, Eli-La Spiga 2016, 32 p., euro 4,90

Tutte le pance del mondo

4 Dic

pance-del-mondoPer costruire questo libro, Lucia Scuderi prende un soggetto ben presente nei testi rivolti ai più piccoli e ne fa materia nuova. La domanda sui bambini nella pancia, sui nuovi fratellini o sorelline in arrivo dà solitamente, in tanti albi e cartonati, avvio a una narrazione sull’attesa quando non sulla gelosia. Qui invece la stessa domanda posta a un’adulta (che potrebbe essere la mamma, ma non necessariamente; il testo non specifica)  diventa il punto di arrivo di un percorso che punta sull’aspetto divulgativo e sulla curiosità che i bambini hanno verso il mondo animale, regalando così al lettore  un libro originale, nella struttura e nelle informazioni date.

Il protagonista infatti pone la medesima domanda – “hai un cucciolo nella pancia?” – a 24 animali diversi, ciascuno del quale rivela la propria risposta all’apertura della pagina sovrapposta che si spalanca non solo su una scena illustrata completa che mostra la pancia o le uova o i nuovi nati, ma che aggiunge una serie di informazioni interessanti sulla lunghezza della gestazione, sulle caratteristiche di ogni animale appena venuto al mondo. Dall’elefante alla gru, dal pinguino al koala, dalla rana allo squalo, passando dai poli alla giungla fino all’uomo (o meglio, alla donna): chi sta nel marsupio, chi viene portato in pancia per quasi due anni, chi viene covato dal papà, chi è subito indipendente, chi acquista la vista poco a poco.

Sicuramente un’ottima scelta nel declinare un tema “comune” se così possiamo dire, il che rivela un’attenzione verso i bambini lettori: l’autrice coglie come nell’interrogarsi sulla vita che nasce, ogni bambino possa essere interessato a caratteristiche, numeri e particolarità, in un cerchio che considera la vita animale nel suo insieme, dove il modo di nascere dell’uomo è solo uno fra i tanti possibili. Da non perdere per fare divulgazione con i più piccoli e per inserire un testo originale tra le proposte Nati per Leggere.

Ecco un video che vi fa sfogliare il libro.  Il sito dell’autrice.

Lucia Scuderi, Tutte le pance del mondo, Donzelli 2016, 48 p., euro 22

Ghirighì

29 Ott

ghirighiDopo l’ottima prova di Vita da rana la neonata Passabao è alla sua seconda uscita editoriale sempre dedicata ai piccolissimi per cui confezionare, come da progetto, storie adatte alla condivisione: semplici, godibili e soprattutto fatte per essere lette ad alta voce insieme; sono quasi delle filastrocche a cui dare sonorità con la propria voce e con cui mettersi in gioco, visto che – in questo caso – la lettura può finire in un solletico collettivo.

Qui si passa dal generale al particolare e l’andamento, della narrazione in parole così come quella in immagini , passa dal grande al piccolo, zoomando dal monte al melo che ci sta in cima fino ai frutti. In particolare una mela che ride a più non posso: facile immaginare che il vermetto che si sta scavando la casa proprio dentro di lei le stia facendo un gran solletico.Ecco allora che la lettura condivisa può essere il pretesto per non usare solo la voce ma anche i gesti, anche le dita e solleticare, cammin leggendo, il piccolo lettore fino a coinvolgerlo nella finale baraonda di solletico.

Ci piacciono questi libri pensati apposta per essere condivisi, per fare legame tra grande e piccolo, per dare corpo alla narrazione, er fare abbraccio non solo di voce. Sicuramente due uscite che festeggiano, una nella stagione primaverile e una nell’autunnale, la felice nascita di questa casa editrice che vi invitiamo a tenere d’occhio.

Il testo è in stampatello maiuscolo.

Georgina Ponce Blasco – Ilaria Dal Canton, Ghirighì (versione italiana Ilaria Dal Canton e Silvia Albesano), Passabao 2016, 32 p., euro 13

Il postino dei messaggi in bottiglia

18 Ott

postino-dei-messaggi-in-bottigliaIl testo di Michelle Cuevas (“Le Avventure di Jacques Papier” De Agotini, Premio Andersen 2016 come miglior libro 9-12 anni) è sicuramente poetico, ma ancora più poesia e grazia le aggiunge il tratto di Erin Stead che rende materiche le sensazioni, le emozioni e i pensieri che attraversano il protagonista dell’albo, un postino a cui è affidato il compito di raccogliere i messaggi in bottiglia e consegnarli ai destinatari. Ha lo sguardo malinconico e perso di chi gioca a carte in solitario davanti a una sedia vuota, ha le spalle un po’ curve anche quando guarda verso l’alto, ha la cura dei gesti di chi sa fare bene il suo mestiere mettendoci passione.

Quando pesca un invito ad una festa senza altro riferimento si dà da fare per trovare chi riconosca la calligrafia: interroga grandi e bambini, gabbiani e musicisti senza venirne a capo. Poi decide di presentarsi alla festa per scusarsi con chi l’ha organizzata di non aver saputo trovare il suo invitato. Con una manciata delle sue conchiglie preferite, ovviamente, perché non si va mica a mani vuote. Alla fine della serata, il postino avrà la bocca piena di torta e il cuore colmo fino all’orlo: straborderà come succede quando la gioia vera, quella che arriva coi piccoli gesti, ci fa pieni . Succede che esca in piccole lacrime di commozione oppure che costringa a rimanere un poco a bocca aperta, come di fronte all’essenziale bellezza di questo albo.

Il sito dell’autrice. Il sito dell’illustratrice.

Michelle Cuevas – ill. Erin E. Stead, Il postino dei messaggi in bottiglia (trad. di Cristina Brambilla), Babalibri 2016, 40 p., euro 13,50

L’isola del nonno

14 Ott

isola-del-nonnoUn viaggio che diventa per sempre, un albo che dice in modo delicato della morte, del salutarsi, ma anche del rapporto speciale che rimane comunque. Il nonno di Syd abita in una casetta in fondo al giardino e i particolari che Benji Davies regala all’abitazione e alle varie stanze sono indizi della sua personalità e delle sue passioni tra cui il lettore si divertirà a curiosare: è un marinaio, ha viaggiato molto, ama dipingere e occuparsi di piante e fiori; insomma, tutto dice che questo nonno è una persona che sa prendersi cura: di se stesso, della natura intorno, dei ricordi e degli altri. Sa prendersene così cura che è capace di abbassarsi, di farsi piccolo fino all’altezza del nipote per prenderlo per mano e portarlo in un viaggio che comincia dalla soffitta dove Syd non è mai salito e che conserva tutto quello che il nonno ha portato a casa dai suoi viaggi: sono pronti zaini e valigie, un cappello con piuma colorata da mettersi in testa e via, la grande porta di metallo rivela una nave pronta a salpare verso un’isola da scoprire insieme, ricca di meraviglie, un posto quasi perfetto dove non serve manco il bastone a cui appoggiarsi. Lì il nonno rimane per sempre, rimandando a casa Syd: non è una rotta dolce sotto un cielo terso, come all’andata; è un ritorno burrascoso sotto nuvoloni cupi, tra onde grandi e minacciose che dicono perfettamente del dolore, della rabbia e anche di quel che non si capisce quando muore qualcuno. La tempesta che Syd affronta è la tempesta interiore e la casa silenziosa è il vuoto che si sente dentro: eppure c’è una busta, c’è un’immagine di quell’isola che dà di nuovo colore a tutto.

Del resto poi bisogna sempre fare attenzione ai particolari: se confrontate le pagine in cui compare la soffitta, quella prima della partenza e quella un po’ desolata in cui Syd è solo senza nonno e senza porta metallica, vedrete che il nonno non si è portato via tutto, ma ha lasciato al nipote un oggetto preciso. A ricordargli il tempo passato insieme e – mi piace pensare – a tenergli a mente che possiamo sempre portare la nave a casa, sana e salva, anche se le onde la fanno sobbalzare, anche se il cappello che portiamo in testa sembra ancora troppo grande per la nostra piccola esperienza.

Il sito di Davies. Sulla pagina Fb di Giralangolo trovate il booktrailer del libro.

Benji Davies, L’isola del nonno (trad. di Anselmo Roveda), Edt Giralangolo 2016, 36 p., euro 15

Filastrocche a piedi nudi

12 Ott

filastrocche-a piedi-nudiUna raccolta di filastrocche che utilizzeremo con i più piccoli, ma che ben si presta anche ad essere inserita tra i testi che presenteremo in occasione dei corsi Nati per Leggere agli adulti che hanno a che fare con “piccoli bambini alti meno di pinguini” proprio come si presenta fin dai primi versi il protagonista. Un bambino che adora far quel che vuole, che trasforma la sua voce in pianto se gli viene negato quel che chiede, che percorre il suo quotidiano in versi: quattro versi di Cinquetti in rima baciata per ogni doppia pagina, accompagnati dalle illustrazioni di Tessaro, collage di animali buffi, strati su strati di torta, betoniere giganti. Perché in queste rime c’è tutto il piccolo enorme mondo di un bambino: i giochi ai giardini e i compleanni, il pongo e l’altalena, la febbre e il mare, i nonni, i mestieri che vorrebbe fare da grande, la mano data ad un amico, la paura del buio, il sonno che arriva. Sono tanti momenti della giornata e forse potremmo anche leggerle così, queste pagine: come un’infilata di tutto il turbine di azioni, nuove scoperte, pasticci, capricci, cadute e risate che un bambino può incontrate lungo le ore del giorno, per poi crollare a sera nel lettino, con la ninna nanna del pirata e il fido tirannosauro rex a fianco. C’è una pagina in particolare che sarà cara a chi si occupa di lettura, dove il ” sono un piccolo lettore / leggo i libri con il cuore”, sfoglia “Oh, Oh!” di Chris Haughton e lo condivide col suo gatto. Il testo è in stampatello maiuscolo, adatto anche ai lettori alle prime armi.

mare-mattoIl libro fa il paio con un’altra recente uscita Lapis che ancora una volta permette di giocare con le rime e con le illustrazioni che le accompagnano: sono superbi i pesci e le creature marine di Vittoria Facchini, che danno musi e pinne agli abitanti del Mare Matto immaginato da Alessandro Riccioni: ci sono aragoste, vongole, meduse, orate e chi più ne ha più ne metta: un alfabetiere che descrive ogni singolo pesce in rima.

Allora come non pensare a quel piccolo gioiello che rimane Millanta la gallina canta di Nicoletta Codignola e Arianna Papini (Fatatrac, 1999 )? Cercatelo in biblioteca e leggetevi ogni giorno la rima dell’animale corrispondente. E buone filastrocche a tutti!

Nicola Cinquetti – Gek Tessaro, Filastrocche a piedi nudi, Lapis 2016, 80 p., euro 14,50

Alessandro Riccioni – Vittoria Facchini, Mare matto, Lapis 2016, 80 p., euro 14,50