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Gatto Orlando. Vacanze in campeggio

14 Ott

L’edizione originale è del 1938, le illustrazioni sono quelle rimaneggiate dall’autrice nel 1959 e poi digitalizzate, la casa editrice che lo porta in Italia invece è nuova nuova. Il progetto di Risma è di pubblicare nuovi progetti editoriali e di ripescare chicche dal passato; lo fa attraverso progetti partecipativi a cui è possibile contribuire on line, ma i primi due titoli si trovano adesso anche in libreria. Accanto a un romanzo a un romanzo di Erika Casali, “Linda e la montagna di fuoco” (che ancora non ho letto), c’è questo albo: un grande formato adatto a una lettura condivisa, una particolare cura nella confezione e la possibilità di far conoscere ai lettori di oggi le avventure del Gatto Orlando che Kathleen Hale concepì come storie della buonanotte per i suoi figli.

Il bel Gatto Orlando dal pelo color marmellata d’arance decide di prendersi una vacanza e di portare la sua famiglia in campeggio ed è così convincente che il suo padrone, nonostante sia preoccupato di tutti i guai che i topi combineranno in loro assenza, partecipa addirittura fornendo la tenda. Trovano un posto perfetto, vicino a una fattoria e a un ruscello e si danno alla beata gioia del tempo libero: latte a colazione, pesce a pranzo, uova a cena; nuotate, pesca, arcobaleni dopo il temporale, gite in montagna, giochi, scoperte, nascondigli per non farsi scovare dal gatto.

Narrazione godibilissima accompagnata dall’osservazione di un mondo che fu: automobili, macchine fotografiche, aggeggi per spruzzare l’insetticida nella tenda, telegrammi, tutto ovviamente ha formati di un altro secolo e diventa allora curioso leggere bene anche le illustrazioni e osservare la natura come l’autrice la disegna, dai gufi ai vermi pelosi.

Kathleen Hale, Gatto Orlando. Vacanze in campeggio (trad. di Marina Invernizzi), Risma 2020, 32 p., euro 19

Shhh. L’estate in cui tutto cambia

9 Apr

Sto preparando un percorso ricco di libri che ri/specchiano gli adolescenti lettori e va in cima alla lista questo nuovo fumetto che ha mantenuto il formato originale per dare giusto respiro alle immagini, risultando così uno spesso albo quadrato. Racconta di quel passaggio delicato in cui non sei né carne né pesce; in cui l’adolescenza crea improvvisi baratri e distanze tra ragazzi che hanno la stessa età, eppure qulacuno improvvisamente è proiettato in avanti, verso i più gtandi, mentre altri mantengono un passo più regolare che li fa sembrare più lenti, quasi indietro.

Hanna è entusiasta: la mamma la sta accompagnando dagli zii, nella casa di vacanza dove da sempre passa una settimana estiva in compagnia della cugina e grande amica Siv, con cui condivide la stanza e la passione per battere i record (grachi raccolti, tempo passato in immersione, insetti nel barattolo…). Invece improvvisamente i punti fermi conosciuti non ci sono più: è un altro primato che interessa a Siv (“hai già baciato?” chiede subito), tanto quanto cercare di passare più tempo possibile con la sorella maggiore e il suo gruppo di amici. Anche Mette è cambiata: ha le tette normi, scapa di notte per raggiungere il fidanzato che non piace ai genitori, chiede alle ragazzine di coprirla. Hanna invece è il canore in persona, non riesce a dire bugie e, quando ci si mette, arriva un guaio. Com’è cambiato questo luogo del cuore in un solo anno; e chissà come cambierà ancora.

Un libro prezioso perché la sua autrice utilizza poco misuratissimo testo, lasciando alle illustrazioni e al contorno della natura la descrizione dello stato d’animo di Hanna e di quel che le gira vorticosamente intorno.

Magnhild Winsnes, Shhh. L’estate in cui tutto cambia (trad. di Elena Putignano), Mondadori 2019, 368 p., euro 25

Weekend con la nonna

24 Lug

weekend con la nonnaUn lungo fine settimana che si ripete una volta l’anno: nove nipoti condividono con la nonna il tempo in una casa di legno nel bosco, una vecchia casa che a guardarla bene sembra un drago gigante. La nonna in questione guida un pulmino, non rispetta i limiti di velocità, racconta storie di streghe, zombie e bave, guada i fiumi, accende falò, permette di dipingersi col fango e fare i selvaggi. Addirittura sa fermare il tempo: quando pensa che stia andando troppo veloce, strilla “stop!” e ciascuno rimane fermo immobile, bella statuina, fino al “libera tutti”. Il cameratesco fine settimana è scandito da riti e consuetudini: dormire tutti insieme in un enorme letto, dedicarsi all’avventura il sabato, fare la gita lunga la domenica, tra boschi di alberi storti, colline delle farfalle, alberi ballerini per arrivare alla tomba del nonno e raccontargli qualche novità.

Questa nonna, che dice schifezze, ride insieme ai bambini e si diverte persino – mi sa – più di loro, ha la vista lunga e la giusta misura della libertà: spinge il nipote narratore a farsi coraggioso e tuffarsi da solo; sa che a volte la sera la testa non è abbastanza stanca ed è bello condividere un po’ di silenzio sulla grondaia, cresce dei bambini pronti a rispondere a tono al vicino noioso e ficcanaso. “Ma quando diventi grande tu?” borbotta il vecchietto; “Quando ne avrò voglia” risponde il ragazzino. Del resto, se il vicino minaccia di slegare i cani, la nonna lo invita alla calma “o io slego i bambini”.

Questi giorni in libertà in una casa forse un po’ inospitale, dove si sta accampati ma si sta bene perché si è tutti insieme all’avventura mi fa pensare al tempo sospeso delle vacanze condivise e ripetute negli anni in un luogo in cui si ritrovano sempre le stesse persone, in cui saltano i parametri normali e vigono regole d’occasione, in un cui la complicità è massima e regala al tutto un’atmosfera indimenticabile. Se le avete avute e le avete ancora sapete l’importanza di tempi così; sono da augurare ad ogni bambino, ad ogni ragazzino. Magari proprio con adulti che mordicchiano, fingono di tremare dalla paura, spronano a superare le proprie paure e strizzano l’occhio al momento giusto.

Questo libro è scritto in stampatello e con una font ad alta leggibilità; penso alla soddisfazione di chi ha imparato a destreggiarsi bene nella lettura e può gustarsi da sé una storia divertente con illustrazioni esilaranti.

Il sito dell’autore. Il sito di Mister Melvin!

Stefan Boonen – disegni di Melvin, Weekend con la nonna (trad. di Laura Pignatti), Sinnos 2015, 91 p., euro 11

La mia estate con i Ruberson

16 Lug

Più riguardo a La mia estate con i Ruberson

Mi rapirono nella seconda settimana di giugno. E fu una gran bella cosa, perché l’estate stava andando a rotoli comunque.

L’estate di Vera non si prospetta esattamente esaltante: svaniti tutti gli altri programmi e progetti, si sta dirigendo con i genitori e l’insopportabile sorella maggiore a casa della nonna in campagna, quando ecco che viene rapita insieme ai bagagli della famiglia da Karlo il Terribile, capofamiglia di una combriccola di pirati. Tre adulti e due ragazzini a bordo di un furgone che mette in bella mostra una serie di Barbie-pirata impiccate e che ha molle propellenti per facilitare l’assalto, una banda che assalta non per ottenere denaro, ma per procurarsi il necessario: tubetti di senape, costumi da bagno, giornali e riviste; insomma “rapina” per come la intendono loro, ovvero un trasferimento di proprietà in eccesso da un’altra persona a se stessi.

Gli umani non sono previsti, quindi Vera sarebbe d’impiccio se non si dimostrasse rapida di calcolo e astuta; impara presto che per essere predoni al volante occorrono buon fiuto, aspetto fisico adeguato, buona reputazione e che la colazione è il pasto più importante della giornata. E siccome i suoi genitori non impiegano troppa foga nel reclamarla a casa, decide di trascorrere un’estate in compagnia dei pirati, affinando le tecniche d’assalto e scoprendo cosa si nasconde davvero sotto la loro scelta di vita. E per finire, come dice lei stessa, “so essere rude e so fischiare tra i denti”.

Un libro davvero divertente, da cui verranno tratti un film e un videogioco (che sicuramente conterrà sgommate col furgoncino, molle propellenti e ricognizioni col binocolo, oltre a scorpacciate di caramelle) e che ha in originale anche un seguito.

Siri Kolu, La mia estate con i Ruberson (trad. di Delfina Sessa), Feltrinelli kids 2013, 233 p., euro 14

Il viaggio dell’asino

15 Lug

Un nuovo album Didier jeunesse pubblicato in italiano da Clichy e una nuova piacevole sorpresa. Formato quadrato per una storia dal sapore vacanziero, fin dalle carte di guardia che mettono in fila bagagli diversi e oggetti essenziali da portarsi dietro, come un sacco di fieno, un binocolo, una chitarra, un libro di avventure. Siamo in Borgogna, nel dipartimento della Nièvre, in una grande fattoria dove un asino si annoia finchè decide di riparare il vecchio furgoncino che giace abbandonato. Uno alla volta i compari di fattoria – annoiati quanto lui – vengono a fornire il loro aiuto in cambio di un passaggio: c’è chi è bravissimo a leggere le cartine, chi è abbastanza forzuto per spostare i bagagli, chi è disposto ad alternarsi al volante, chi ad allietare tutti col canto. Partono così l’asino, il gallo, il maiale, il coniglio e la capra. Viaggiano, visitano e scoprono posti nuovi, fino a trovare ciascuno il proprio posto: la capra si ferma sulle montagne del Gard, il coniglio si dà alle corse a Nogaro, il maiale rimane estasiato al Guggenheim di Bilbao, il gallo si dedica al flamenco a Siviglia. E l’asino riparte verso la costa per trovare chi – con le idee ben chiare: pedalo a sinistra e comando il timone – lo accompagnerà nella traversata verso l’Africa. Fine della noia, vista la compagnia 😉 E anche dell’irrequietezza.

Le illustrazioni di Irène Bonacina invitano a scoprire i particolari, come l’interno del furgoncino su cui l’asino è rimasto solo, ma in buona compagnia delle tracce degli altri viaggiatori, con cartina, diario di bordo, libri, musica, scorta di cibo e cassetta degli attrezzi. E via! E buona vacanza.

Isabelle Grelet – Irène Bonacina, Il viaggio dell’asino (trad. di Tania Spagnoli), Clichy 2013, 32 p., euro 14

L’estate in cui diventai famosa

16 Lug

More about L'estate in cui diventai famosa. (E i miei genitori non se ne accorsero!)Ci sono uomini sapienti che ogni notte si arrampicano in cima a delle torri per osservare la luna con dei cannocchiali. Io guardo semplicemente sott’acqua. è molto più bello. Così la luna non la guardi soltanto, ci nuoti anche un pochino dentro. Lo farò ogni notte. Guardarelalunasottacqua.

Volete ridere di gusto in modo bello? Ecco un libro a fagiolo: si legge velocemente, è una storia un po’ surreale e molto ironica. Il titolo originale è “erba gialla”, proprio come quella che Sophie, undici anni, scopre un mattino affacciandosi dalla sua piccola tenda mimetizzata ai bordi del campeggio: su quel quadrato d’erba c’era la tenda dei suoi genitori che ora sono evidentemente partiti per tornare a casa, dimenticandosi di lei come si sono scordati la bacinella dei piatti e gli strofinacci rossi. Per un attimo la ragazzina maledice il fatto di non aver scelto una tenda glitterata, poi decide di farsi vedere: il modo migliore le sembra quello di arrampicarsi in cima alla torre del castello che ha visitato il giorno precedente insieme al padre, trascinandosi dietro un albero su cui issare la sua maglietta fucsia. Vuoi che i suoi genitori non la vedano nello specchietto retrovisore dell’auto? A vederla invece è un bambino che sventola maglia rossa attaccata a un bastone: si chiama Jan-Antoine ed è appena scappato in cerca di libertà visto che sua madre non gli permette di far nulla.

Tra fuga e ricerca, tra insulti e amicizia, tra un “non ce la faccio” e un “puoi farcela anche tu”, le due giornate dei ragazzini che si sentono in vacanza da soli insieme. Dove si ride, si scappa, ci si infila in una torta con venti colombe, si impara che nuotare fa bene ai muscoli della mascella e che per fermare la ridarola devi metterti un calzino appallottolato in bocca (provare per credere!).

Il sito di Simon van der Geest (in olandese…).

Simon van der Geest, L’estate in cui diventai famosa (e i miei genitori non se ne accorsero!), (trad. di Dafna Fiano), Salani 2012, 108 p., euro 9