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Quando il signor Tordi perse il cappello

12 Feb

quando-il-signor-tardi-perse-il-cappello-1-scaled-1-1Un uomo raffinato il signor Tordi, e raffinato è anche l’albo che racconta la sua storia: sfogliatelo per apprezzarne stampa e colori in questa squillante storia di Alice Piaggio, tutta in rima che ruota intorno a quel che è essenziale. In scena il signor Tordi, sua moglie Elodia, la nipote Anna e il cane Balzac presentati a inizio volume. E poi via, a frugare nell’armadio e nei cassetti di questo elgantone dalle camicie ricamate, giacche bordate di pelle, scarpe rigorosamente inglesi e – udite, udite – trecento calzini. Ma ciò a cui tiene di più sono i suoi dieci cappelli, un vero tesoro. Fino al giorno in cui si accorge di averlo scordato e parte alla ricerca. Una ricerca che diventa spoliazione, causa affanno e sudore, di tutti gli abiti apprezzati e preziosi che finiscono su una sedia, come un signor Tordi vuoto, mentre quello in carne e ossa finisce in canotta e mutande sul divano a riscoprire il vero affetto che viene da chi ti sta accanto (e magari ti prende per quello che sei, mania dei cappelli compresa).

Una bella uscita delle edizioni Risma, di cui abbiamo già parlato per via di Gatto Orlando, marchio editoriale giovane giovane ma con un catalogo già promettente che si destreggia tra albi e romanzi, con un occhio a chicche mai arrivate in Italia (e pare che ne stian preparando delle belle).

Le rime e il formato grande dell’albo sono un invito alla condivisione in lettura ad alta voce.

Alice Piaggio, Quando il signor Tordi perse il cappello, Risma 2020,  32 p., euro 19

Gatto Orlando. Vacanze in campeggio

14 Ott

L’edizione originale è del 1938, le illustrazioni sono quelle rimaneggiate dall’autrice nel 1959 e poi digitalizzate, la casa editrice che lo porta in Italia invece è nuova nuova. Il progetto di Risma è di pubblicare nuovi progetti editoriali e di ripescare chicche dal passato; lo fa attraverso progetti partecipativi a cui è possibile contribuire on line, ma i primi due titoli si trovano adesso anche in libreria. Accanto a un romanzo a un romanzo di Erika Casali, “Linda e la montagna di fuoco” (che ancora non ho letto), c’è questo albo: un grande formato adatto a una lettura condivisa, una particolare cura nella confezione e la possibilità di far conoscere ai lettori di oggi le avventure del Gatto Orlando che Kathleen Hale concepì come storie della buonanotte per i suoi figli.

Il bel Gatto Orlando dal pelo color marmellata d’arance decide di prendersi una vacanza e di portare la sua famiglia in campeggio ed è così convincente che il suo padrone, nonostante sia preoccupato di tutti i guai che i topi combineranno in loro assenza, partecipa addirittura fornendo la tenda. Trovano un posto perfetto, vicino a una fattoria e a un ruscello e si danno alla beata gioia del tempo libero: latte a colazione, pesce a pranzo, uova a cena; nuotate, pesca, arcobaleni dopo il temporale, gite in montagna, giochi, scoperte, nascondigli per non farsi scovare dal gatto.

Narrazione godibilissima accompagnata dall’osservazione di un mondo che fu: automobili, macchine fotografiche, aggeggi per spruzzare l’insetticida nella tenda, telegrammi, tutto ovviamente ha formati di un altro secolo e diventa allora curioso leggere bene anche le illustrazioni e osservare la natura come l’autrice la disegna, dai gufi ai vermi pelosi.

Kathleen Hale, Gatto Orlando. Vacanze in campeggio (trad. di Marina Invernizzi), Risma 2020, 32 p., euro 19