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In scena!

11 Set

in scenaRaina Telgemeier torna con un fumetto che parla di teatro dal punto di vista di una giovane sceneggiatrice appassionatissima. Callie adora il teatro: quando lo ha scoperto da bambina avrebbe voluto essere protagonista e calcare le scene; poi ha scoperto quanto lavoro nascosto al pubblico rende bello e possibile lo spettacolo e così si è appassionata a creare scenografie con tanto di effetti speciali, pioggia di foglie e tuono di cannoni.

Il fumetto è un inno di amore al teatro e alla complicità del lavoro fatto bene insieme, quello che nasce da una squadra che non perde occasione di darsi manforte per la riuscita finale e per soddisfare il pubblico. Si raccontano le settimane di allestimento, ma anche la vita dei ragazzi che partecipano, i loro innamoramenti, il farsi accettare per quello che sono, la difficoltà di compiacere a un certo modello idealizzato dai genitori, la meraviglia di innamorarsi di qualcuno e la disperazione di non essere ricambiati.

Sempre così attenta ai particolari e sempre molto vicina alla realtà dei ragazzi di cui parla, l’autrice torna ai livelli del suo Smile che tanto l’ha fatta apprezzare dai giovani lettori.

Raina Telgemeier, In scena! (trad. di Laura Bortoluzzi), Il Castoro 2018, 233 p., euro 15,50.

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La stanza del lupo

30 Mag

Con uno stile essenziale e asciutto, capitoli brevi e ritmati, Clima ricostruisce la figura di un adolescente e della sua grande rabbia che lo oppone ai genitori, a volte anche agli amici; che lo fa sentire incompreso e fuori posto. Una rabbia che prende la forma di un lupo che il ragazzo è convinto di vedere e i cui attacchi presunti corrispondono ai momenti in cui la furia lo acceca.

Nico ha una ragazza di nome Claudia che lo capisce, o almeno ci va vicino la maggior parte delle volte e quando lui le permette di farlo. Con lei gioca a fare il passanuvole, rimanendo immobile a guardare nel cielo un punto fermo mentre i cirri si muovono e l’occhio vorrebbe andarci dietro. Un punto fermo, ecco di che il ragazzo avrebbe bisogno; perlomeno di vedersi riconosciuta una sua passione, quella artistica, che nella rabbia lo porta a disegnare i muri della sua stanza, mentre il padre li  fa sistematicamente ricoprire di vernice bianca in un botta e risposta che li pone costantemente su barricate contrapposte. Quando però nella stanza entra Dalì, il professore di arte, i muri diventano belli: ecco una figura che si mette dal punto di vista di Nico, che offre spiragli di luce e di possibilità.

Un romanzo in cui molti ragazzi potranno riconoscersi, almeno in alcuni tratti, in alcuni momenti. All’autore va riconosciuta l’onestà con cui, nella nota finale, riconosce quanto di autobiografico c’è nel romanzo. Qui racconta il suo romanzo.

Gabriele Clima, La stanza del lupo, San Paolo 2018, 188 p., euro 14,50

Celestiale

16 Apr

Mentre leggevo questo libro portavo addosso la voce di Gian Maria Testa che snocciola Sono belle le cose, testo di Pier Mario Giovannone che elenca cose, appunto, belle. Qui Francesca Bonafini inanella liste di parole: quelle che piacciono alla dodicenne Maddalena, che le colleziona, ne assapora il suono, ne scrive liste e cerca di convincere le amiche della loro bellezza e della loro potenza. Quelle di Fabrizio, che per timidezza rimane muto davanti alla ragazza, mentre dentro è un mare in tempesta, pieno di parole che rumoreggiano dentro il cuore e tirarle fuori è una fatica bestia. Quelle di Ivano, che di Maddalena è il fratello maggiore, che passa il tempo al bar o in strada anziché a scuola, che finge di fare il duro, ma che dentro in realtà ha un vuoto enorme e gli manca terribilmente il professor Zarri, che sapeva dire e vedere e far dire ai suoi allievi.

Già, perché questo è anche un libro che parla della potenza dei libri, delle storie, delle parole come le mettono giù certi autori e tu ti ci ritrovi dentro e improvvisamente sei meno solo e ti fai cosciente che quello che provi qualcun altro, magari in un altro tempo, magari proprio Leopardi, l’ha sentito pure lui e lo ha scritto. E parla anche di certi insegnanti che ti segnano, che ti sanno leggere dentro e ti cambiano la vita. E di quanto sia difficile dire e dirsi ed essere proprio se stessi; di come a volte la periferia sia lontana mondi interi dal centro città; di come l’inverno si possa attraversare come una primavera e faccia sbocciare miracoli.

Bonafini costruisce un testo a tre voci, con un ritmo giusto per leggerlo a voce alta, presentando tre protagonisti che coprono l’arco delle scuole secondarie e che sono credibilissimi e profondi nei loro dubbi così come nelle loro certezze. Il leggiadro ottimismo di fondo con cui Maddalena guarda alla bellezza delle cose e delle parole ha una consistenza granitica che ci ricorda come il coraggio sia contagioso, e magari anche quel modo lì di vedere il mondo.

Per me questo romanzo (che tra l’altro ha le caratteristiche dell’alta leggibilità) è stato proprio un regalo: finalmente una novità per adolescenti di un’autrice italiana, di una misura che può funzionare anche di fronte a rimostranze di non forti lettori e di una forza e limpidezza tale da render felici. Sarà che amo il suono delle parole, ma una protagonista che fonda un Fan Club delle Parole Entusiasmanti e pensa che nei nomi delle persone covino tutte le bellezze del mondo non poteva che innamorarmi.

A inizio aprile Celestiale è stato libro del giorno a Fahrenheit su Radio3: c’è il podcast da riascoltare.

Francesca Bonafini, Celestiale, Sinnos 2018, 108 p., euro 12

Nessuno come noi

25 Gen

nessuno-come-noi-coverTorino, 1987. Vincenzo, per gli amici Vince, aspirante paninaro e aspirante diciassettenne, è innamorato di Caterina, detta Cate, la sua compagna di banco di terza liceo, che invece si innamora di tutti tranne che di lui. Senza rendersene conto, lei lo fa soffrire chiedendogli di continuo consigli amorosi sotto gli occhi perplessi di Spagna, la dark della scuola, capelli neri e lingua pungente. L’equilibrio di questo allegro trio viene stravolto, in pieno anno scolastico, dall’arrivo di Romeo Fioravanti, bello, viziato e un po’ arrogante, che è stato già bocciato un anno e rischia di perderne un altro.  A vigilare su di loro ci sarà sempre Betty Bottone, l’appassionata insegnante di italiano, che li sgrida in francese e fa esercizi di danza moderna mentre spiega Dante. Anche lei cadrà nella trappola dell’adolescenza e inizierà un viaggio per il quale nessuno ti prepara mai abbastanza: quello dell’amore imprevisto, che fa battere il cuore anche quando “non dovrebbe”. In un liceo statale dove si incontrano i ricchi della collina e i meno privilegiati della periferia torinese, Vince, Cate, Romeo e Spagna partiranno per un viaggio alla scoperta di se stessi senza avere a disposizione un computer o uno smartphone che gli indichi la via, chiedendo, andando a sbattere, scrivendosi bigliettini e pregando un telefono fisso perché suoni quando sono a casa. E, soprattutto, capendo quanto sia importante non avere paura delle proprie debolezze. (Sinossi dal sito dell’editore)

Quando ho iniziato a leggere questo libro avevo dei dubbi sul poterlo o no proporre ai ragazzi di oggi (e qui ci starebbe un’ulteriore citazione anni ’80) proprio per l’ambientazione così vicina eppure così lontana dai giorni nostri, perché in 30 anni sono cambiate tantissime cose e la tecnologia ha completamente mutato il nostro modo di interagire e di comunicare. Mi sono chiesto come si sarebbe orientato un ragazzo tra i paninari, Duran Duran, Cure e Spandau Ballet. Credevo che si sarebbe perso, ma poi la storia ha preso il sopravvento e quando una storia è forte, sincera e ben raccontata, il contesto storico passa in secondo piano, anzi diventa un motivo di approfondimento, di ricerca, per capire meglio il mondo in cui si muovono Vince, Cate, Romeo e Spain. Inoltre la vicenda è davvero senza tempo, le dinamiche e gli amori sui banchi di scuola hanno dei capisaldi che travalicano gli anni e le mode.
Le amicizie che si hanno in quegli anni sono le più forti, pure e devastanti. Sono quelle che ci danno forma, che sempre inseguiremo una volta cresciuti e non perché si era o è giovani, ma proprio perché sono i primi rapporti totali (e totalizzanti) al di fuori della famiglia. “Le amicizie dei sedici anni sono quelle che lasciano i segni più profondi nella vita” scrive Gianni Rodari nella Grammatica della fantasia, e nel libro di Luca Bianchini si possono assaporare (o riassaporare) proprio quelle emozioni e vedere quei segni lasciati dalle persone che abbiamo incontrato.

L’ambientazione è in realtà più Moncalieri e Nichelino che Torino, e lo scrivo non tanto per pignoleria, ma perché è fondamentale per i protagonisti fare pace con i rispettivi ambienti e i luoghi di provenienza (come scrisse Pavese “Un paese ci vuole, non fosse che per il gusto di andarsene via”) e proprio accettando e capendo le loro origini, i ragazzi saranno in grado di essere davvero se stessi.

Luca Bianchini, Nessuno come noi, Mondadori 2017, 252 p., euro 18, ebook euro 9,99

I nostri cuori chimici

19 Dic

nostri-cuori-chimicHenry Page e i suoi immacolati diciassette anni: nulla da dichiarare rispetto all’esuberante adolescenza della sorella maggiore (condita da arresti e espulsioni a scuola), traguardo in vista per essere il caporedattore dell’anno della rivista scolastica, nessuna storia d’amore alle spalle. Harry Page che si sfracella contro il migliore e peggiore folle amore che avrebbe potuto immaginare: Grace Town, la nuova arrivata in classe: in ritardo, vestita di abiti maschili troppo grandi, nessuna cura per il proprio aspetto fisico, un bastone che la sostiene nella zoppia. Eppure in qualche modo Grace lo attrae: è una questione di chimica, ma anche del suo spiazzante modo di fare, del suo silenzio, della sua faccia tosta. Grace ha un dolore fresco e profondo che ha minato la sua vita, si impone altro dolore come a voler ripagare una colpa, è lontana anni luce dalla luminosa ragazza che appare nelle fotografie del suo profilo Facebook.  Henry arranca, si lascia stupire dalle poesie e dai posti magici che la ragazza conosce, si innamora perdutamente, travisa sapendo benissimo quel che sta facendo e in qualche modo tacendolo a se stesso.

Henry racconta in prima persona del suo nuovo modo di guardare il mondo, degli amici di sempre, della famiglia, di come va l’ultimo anno di scuola superiore e di come va la vita. Racconta di come si metta su un numero del giornale scolastico e di come si violino le regole, delle notti passate coi piedi nell’acqua fredda di una vasca piena di pesci; snocciola canzoni e libi e poesie, dando tanti spunti al lettore.

Volete un romanzo per giovani adulti ben scritto e ben tradotto, che coinvolge con la voce dal narratore e spinge a svelare il suo punto di vista? Volete un romanzo che dica le cose come stanno, i fallimenti, i fraintendimenti, la bellezza allo stato puro, l’amore assoluto che forse c’è ma non è da vivere in quel momento lì? Eccolo, crudo e bello. Astenetevi se non sopportate il linguaggio del pane al pane, qualche parolaccia e quei passaggi che sembrano un concentrato di “vita. istruzioni per l’uso”: non sono istruzioni, è piuttosto che – se ci pensate – capiti che vada così, e non stiamo parlando solo del personaggio di Henry: l’autrice riesce a delineare un microcosmo di ritratti e di sfumature di vita non da poco.

Il sito dell’autrice. Il film che verrà tratto dal libro è in lavorazione.

Krystal Sutherland, I nostri cuori chimici (trad. di Cristina Proto), Rizzoli 2016, 335 p., euro 17, ebook euro

Tutta la verità su Gloria Ellis

28 Lug

gloriaellis

Recensione in modalità Alta Fedeltà:

5 motivi per leggerlo:

  1. Jack Kerouac : i protagonisti hanno letto “Sulla strada” e citano spesso il libro, soprattutto una delle frasi più belle e intese, e decidono di partire anche sulla spinta di quelle parole.
  2. Interrogatorio: è costruito come un interrogatorio della polizia. Ogni capitolo è una domanda. Gloria è stata ritrovata dopo essere scomparsa per diversi giorni, tutti sono convinti che sia stata rapita dal suo nuovo compagno di classe Uman. Tocca a Gloria raccontare la sua verità alla polizia.
  3. Viaggio on the road: classico viaggio sulla strada, senza meta, soldi, ma con una grande voglia di andare e vedere cose nuove.
  4. Mistero: Gloria è stata plagiata? Uman ha detto davvero tutta la verità sul suo passato? E’ stato un rapimento o una fuga? Che fine ha fatto Uman?
  5. Lovestory non troppo edulcorata: è indubbiamente una storia romantica, ma non ricade negli stereotipi e riesce ad essere fresca e vitale come un’amore a questa età dovrebbe essere. Inoltre i dialoghi tra Gloria e Uman sono brillanti e non banali.

Frase preferita

Non è stato Uman a farmi pensare in quel modo. Mi ha solo fatto capire che pensavo già così.

Non è stato Uman a farmi fare quello che facevo. Mi ha solo fatto capire  che era quello che volevo fare.

La sinossi la trovate qui 

Martyn Bedford, Tutta la verità su Gloria Ellis (trad. Anna Carbone), De Agostini 2016, pp. 378, € 14,90, ebook euro 6,99

Il giorno che sono diventato un passerotto

7 Nov

il giorno in cui sono diventato passerottoLe illustrazioni di Guridi, tratti lievi che si fanno colore pieno nella galleria di volatili, nelle piume azzurre che il protagonista indossa, per dire di un amore bambino, ma anche di amore assoluto, quello che non lascia il posto ad altro, che fa dimenticare l’intorno, che mette le ali.

Il protagonista è innamorato di Candela, una bambina della sua classe che non lo degna manco di uno sguardo, appassionata di ornitologia tanto da sembrare lei stessa un usignolo. Decide allora di far leva su questo interesse e si traveste da uccello sperando di finire inquadrato dal binocolo con cui Candela osserva il mondo. Il costume è bello, ma un po’ pesante, puzza di cane bagnato quando piove, fa ridere i compagni. Ma sono gli occhi veri del bambino e non quelli gradi del passerotto a incrociare finalmente lo sguardo di Candela, che lo libera dal costume, lo abbraccia per quel che è e gli regala le ali.

Una poesia lieve e piccina che dice della bellezza dell’essere riconosciuti, del poter essere se stessi, del sapere che c’è qualcuno che ti conosce davvero e allora… via, a volare alto!

Il blog dell’autrice.

Ingrid Chabbert – Guridi, Il giorno che sono diventato passerotto (trad. di Maria Pina Iannuzzi e Giulio Casella), Coccole Books, 2015, 40 p., euro 12,90

Tutto ciò che sappiamo dell’amore

17 Ott

Più riguardo a Tutto ciò che sappiamo dell'amore

Il titolo originale di questo libro è Slammed, participio del verbo slam che tra i suoi tanti significati può corrispondere a: sbattersene; picchiare; battere; stroncare; sconfiggere; duellare; sbaragliare; scalcagnare; colpire. La “slammed” del titolo – vi dite quando cominciate a leggere il romanzo – è sicuramente Lake, la protagonista, che si trasferisce dal Texas al Michigan dopo la morte del padre. Ops, no, vi dite subito dopo: “slammed” è Will, il nuovo vicino di casa che a soli ventun anni si sta occupando del fratellino visto che sono rimasti orfani. O forse lo sono entrambi perché si innamorano follemente al primo istante per poi scoprire che Will è un professore e Lake è nella sua classe e quindi è necessario frenare tutto e mettere tra di loro la maggior distanza possibile pur abitando di fronte, pur vedendosi in classe, pur avendo due fratelli inseparabili. O forse “slammed” potrebbe essere Eddie, l’amica che Lake guadagna nella nuova scuola, una che ha diciassette sorelle, dodici fratelli, sei mamme e sette papà: sì, insomma sette famiglie affidatarie in nove anni.

Ma lo slam, in questo libro, è anche il torneo che si svolge ogni giovedì sera in un locale della città, dove ci si sfida a colpi di poesia, dove si sale sul palco e si racconta quel che si sente in forma di versi; la stessa poesia che Will insegna ai suoi alunni; la stessa che lui e Lake usano per comunicare: per gridare la rabbia, il dolore fisico dello stare lontani, la bellezza della vita; la stessa che esce dalla musica degli Avett Brothers che sta a sottofondo di tutto il testo.

Questo libro – per chi mette etichette e cerca temi – è pieno di morti, di malati e di sfighe. Ma è un bellissimo libro sulla vita, su quel che succede, sull’altezza di certi sentimenti, sulla bellezza di certe fatiche. Dice di zucche di Halloween e salti di scuola perché si ha bisogno di silenzio e di un’amica. Dice di come è facile travisare le cose, ma anche mantenere al sicuro quella che si sente essere la cosa più giusta la mondo, quando tutti intorno gridano che è sbagliato. E di come non è detto che le cose che davvero contano debbano escludersi l’un l’altra; di come il primo posto sia abbastanza ampio da mettercele tutte.

Il blog dell’autrice. E il sito degli Avett Brothers 😉

Colleen Hoover, Tutto ciò che sappiamo dell’amore (trad. di Giulia De Biase), Rizzoli 2013, 337 p., euro 16, e-book euro 9,99

Passato, prossimo

27 Set

Più riguardo a Passato prossimoImmaginate di poter tornare indietro nel passato per recuperare gli attimi sfuggiti di mano, gli errori che pensate di aver commesso, le situazioni che in concatenazione vi hanno portato dove non volevate. Leo ha diciotto anni e uno zio che traffica in plutonio con i libici e fa pazzi esperimenti, tra cui una macchina del tempo a forma di passaverdura che serve a svolgere la teoria della treccia, quella cioè per la quale si può sciogliere la treccia del tempo, risalendo a una data prescelta da cui tutto torna a scorrere normalmente cancellando ogni cosa intanto successa. Così Leo prepara il suo decalogo, per non dimenticarsi del motivo per cui ha scelto di usare il passaverdura e del come vuole andare avanti: evitare che finisca la sua storia d’amore con Anna, cambiare i gesti, le parole, cogliere gli attimi e mutare il destino.

Il protagonista ripercorre così il rapporto con Anna, le incomprensioni, i dialoghi e le dispute, i silenzi del disagio e i silenzi della bellezza, in una sorta di remix dove – a detta dell’autore stesso – «”Se mi lasci ti cancello” incontra “Ritorno al futuro” che incontra la “Trilogia del dollaro” di Sergio Leone, passando per “Ricomincio da capo” e “L’ultimo boy-scout”», affiancato dai consigli di Clint Eastwood che compare, come mentore  grazie alle frasi più celebri dei suoi film, lungo tutto il testo a suggerire una strada. Leo torna indietro e poi indietro ancora e il suo decalogo si fa sempre più scarno e arriva a dire che non puoi mai sapere come andranno le cose, che non devi avere paura di essere te stesso, anche quando ti costa fatica e fa male. Fai solo quello che ti senti, adesso che sei arrivato al punto zero e puoi ricominciare. O meglio cominciare, visto che la macchina del tempo cancella esperienze, ricordi, vissuti. Leo si siede accanto ad una Anna che non conosce e il lettore si chiede come andrà in quel mare in cui più ci si immerge più c’è di che esplorare.

Al fondo del testo, la filmografia di riferimento. Non perdete l’occasione però di riconoscere anche i vari suggerimenti di lettura seminati qua e là tra le pagine.

Il tumblelog di Emanuele Rosso. Per sfogliare la graphic novel insieme all’autore. Qualche immagine su Flickr.

Emanuele Rosso, Passato, prossimo, Tunué 2013, 254 p., euro 9,90

Ogni giorno

10 Giu

1706533_0Non sarò mai costretto a definire me stesso a partire da qualcun altro. Non soffrirò mai la pressione delle occhiate, il fardello delle aspettative dei genitori. Ai miei occhi ogni individuo si presenta come la parte di un tutto, e io posso concentrarmi su quel tutto meglio di chiunque altro. Non sono accecato dal passato, né motivato dal futuro. Mi concentro sul presente perché è la sola dimensione che sono destinato a vivere.

Come sarebbe la vita se ogni giorno ci svegliassimo in un corpo diverso? Se ogni giorno fossimo delle persone diverse o meglio se prendessimo in prestito il corpo di sconosciuti per vivere un giorno al loro posto. Questo è il punto di partenza del  romanzo di David Levithan, questa è la vita di A.

Ogni mattina non sa in chi si risveglierà la sua coscienza, sa solo che durerà fino alla mezzanotte, quando verrà spostato in un altro corpo. Durante la sua permanenza deve cercare di non modificare o danneggiare troppo la vita del suo ospite, deve interferire il meno possibile. Fino a quando non incontra Rhiannon e decide di stravolgere la routine del suo ospite per passare una giornata con lei. Può l’amore esistere nella vita di A? E’ possibile per lui amare ed essere amato?

Un libro che contiene moltissimi temi, dall’identità di genere al rapporto con il proprio corpo e con quello che rappresenta per noi e per gli altri. Un romanzo delicato e appassionante che sembra fatto per un eventuale sequel.

David Levithan, Ogni giorno (trad. Alessandro Mari), Rizzoli 2013, euro 15, ebook, € 9,99