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Tutto ciò che sappiamo dell’amore

17 Ott

Più riguardo a Tutto ciò che sappiamo dell'amore

Il titolo originale di questo libro è Slammed, participio del verbo slam che tra i suoi tanti significati può corrispondere a: sbattersene; picchiare; battere; stroncare; sconfiggere; duellare; sbaragliare; scalcagnare; colpire. La “slammed” del titolo – vi dite quando cominciate a leggere il romanzo – è sicuramente Lake, la protagonista, che si trasferisce dal Texas al Michigan dopo la morte del padre. Ops, no, vi dite subito dopo: “slammed” è Will, il nuovo vicino di casa che a soli ventun anni si sta occupando del fratellino visto che sono rimasti orfani. O forse lo sono entrambi perché si innamorano follemente al primo istante per poi scoprire che Will è un professore e Lake è nella sua classe e quindi è necessario frenare tutto e mettere tra di loro la maggior distanza possibile pur abitando di fronte, pur vedendosi in classe, pur avendo due fratelli inseparabili. O forse “slammed” potrebbe essere Eddie, l’amica che Lake guadagna nella nuova scuola, una che ha diciassette sorelle, dodici fratelli, sei mamme e sette papà: sì, insomma sette famiglie affidatarie in nove anni.

Ma lo slam, in questo libro, è anche il torneo che si svolge ogni giovedì sera in un locale della città, dove ci si sfida a colpi di poesia, dove si sale sul palco e si racconta quel che si sente in forma di versi; la stessa poesia che Will insegna ai suoi alunni; la stessa che lui e Lake usano per comunicare: per gridare la rabbia, il dolore fisico dello stare lontani, la bellezza della vita; la stessa che esce dalla musica degli Avett Brothers che sta a sottofondo di tutto il testo.

Questo libro – per chi mette etichette e cerca temi – è pieno di morti, di malati e di sfighe. Ma è un bellissimo libro sulla vita, su quel che succede, sull’altezza di certi sentimenti, sulla bellezza di certe fatiche. Dice di zucche di Halloween e salti di scuola perché si ha bisogno di silenzio e di un’amica. Dice di come è facile travisare le cose, ma anche mantenere al sicuro quella che si sente essere la cosa più giusta la mondo, quando tutti intorno gridano che è sbagliato. E di come non è detto che le cose che davvero contano debbano escludersi l’un l’altra; di come il primo posto sia abbastanza ampio da mettercele tutte.

Il blog dell’autrice. E il sito degli Avett Brothers 😉

Colleen Hoover, Tutto ciò che sappiamo dell’amore (trad. di Giulia De Biase), Rizzoli 2013, 337 p., euro 16, e-book euro 9,99

Passato, prossimo

27 Set

Più riguardo a Passato prossimoImmaginate di poter tornare indietro nel passato per recuperare gli attimi sfuggiti di mano, gli errori che pensate di aver commesso, le situazioni che in concatenazione vi hanno portato dove non volevate. Leo ha diciotto anni e uno zio che traffica in plutonio con i libici e fa pazzi esperimenti, tra cui una macchina del tempo a forma di passaverdura che serve a svolgere la teoria della treccia, quella cioè per la quale si può sciogliere la treccia del tempo, risalendo a una data prescelta da cui tutto torna a scorrere normalmente cancellando ogni cosa intanto successa. Così Leo prepara il suo decalogo, per non dimenticarsi del motivo per cui ha scelto di usare il passaverdura e del come vuole andare avanti: evitare che finisca la sua storia d’amore con Anna, cambiare i gesti, le parole, cogliere gli attimi e mutare il destino.

Il protagonista ripercorre così il rapporto con Anna, le incomprensioni, i dialoghi e le dispute, i silenzi del disagio e i silenzi della bellezza, in una sorta di remix dove – a detta dell’autore stesso – «”Se mi lasci ti cancello” incontra “Ritorno al futuro” che incontra la “Trilogia del dollaro” di Sergio Leone, passando per “Ricomincio da capo” e “L’ultimo boy-scout”», affiancato dai consigli di Clint Eastwood che compare, come mentore  grazie alle frasi più celebri dei suoi film, lungo tutto il testo a suggerire una strada. Leo torna indietro e poi indietro ancora e il suo decalogo si fa sempre più scarno e arriva a dire che non puoi mai sapere come andranno le cose, che non devi avere paura di essere te stesso, anche quando ti costa fatica e fa male. Fai solo quello che ti senti, adesso che sei arrivato al punto zero e puoi ricominciare. O meglio cominciare, visto che la macchina del tempo cancella esperienze, ricordi, vissuti. Leo si siede accanto ad una Anna che non conosce e il lettore si chiede come andrà in quel mare in cui più ci si immerge più c’è di che esplorare.

Al fondo del testo, la filmografia di riferimento. Non perdete l’occasione però di riconoscere anche i vari suggerimenti di lettura seminati qua e là tra le pagine.

Il tumblelog di Emanuele Rosso. Per sfogliare la graphic novel insieme all’autore. Qualche immagine su Flickr.

Emanuele Rosso, Passato, prossimo, Tunué 2013, 254 p., euro 9,90

Ogni giorno

10 Giu

1706533_0Non sarò mai costretto a definire me stesso a partire da qualcun altro. Non soffrirò mai la pressione delle occhiate, il fardello delle aspettative dei genitori. Ai miei occhi ogni individuo si presenta come la parte di un tutto, e io posso concentrarmi su quel tutto meglio di chiunque altro. Non sono accecato dal passato, né motivato dal futuro. Mi concentro sul presente perché è la sola dimensione che sono destinato a vivere.

Come sarebbe la vita se ogni giorno ci svegliassimo in un corpo diverso? Se ogni giorno fossimo delle persone diverse o meglio se prendessimo in prestito il corpo di sconosciuti per vivere un giorno al loro posto. Questo è il punto di partenza del  romanzo di David Levithan, questa è la vita di A.

Ogni mattina non sa in chi si risveglierà la sua coscienza, sa solo che durerà fino alla mezzanotte, quando verrà spostato in un altro corpo. Durante la sua permanenza deve cercare di non modificare o danneggiare troppo la vita del suo ospite, deve interferire il meno possibile. Fino a quando non incontra Rhiannon e decide di stravolgere la routine del suo ospite per passare una giornata con lei. Può l’amore esistere nella vita di A? E’ possibile per lui amare ed essere amato?

Un libro che contiene moltissimi temi, dall’identità di genere al rapporto con il proprio corpo e con quello che rappresenta per noi e per gli altri. Un romanzo delicato e appassionante che sembra fatto per un eventuale sequel.

David Levithan, Ogni giorno (trad. Alessandro Mari), Rizzoli 2013, euro 15, ebook, € 9,99

Storia catastrofica di te e di me

22 Mar

00226ef8«E lui ti dice che sei bella e tutt’a un tratto lo sei.
Ma ho una notizia da darvi: è un gran casino, in realtà, un gigantesco incubo che vi esploderà in mano. Non avete idea del pasticcio in cui vi siete ficcate. L’amore non è un gioco.
Le persone ci si tagliano le orecchie.
Ci si buttano dalla Torre Eiffel, oppure vendono tutto quello che hanno per trasferirsi tipo in Alaska e vivere con gli orsi grizzly, e poi finiscono sbranate e nessuno le sente urlare aiuto. Ecco com’è: innamorarsi è più o meno come essere divorati da un grizzly.
E credetemi, io lo so».

Brie ha quasi sedici anni quando muore di crepacuore perché il suo fidanzato le ha detto di non amarla. Così di botto. Il suo cuore non regge e lei stramazza al suolo. Si risveglia spirito che vaga tra i mortali, assiste al suo funerale e poi si ritrova in un bar abitato solo da anime come lei e da Patrick, giovane morto negli anni ’80, che ha il compito di farle da guida in questa nuova realtà.

La voce narrante di Brie ci conduce ai confini tra il regno dei morti e dei vivi, in una sorta di Purgatorio dove le anime attendono, non si sa cosa o chi, e cercano di fare i conti con la loro vita passata. Ogni capitolo inizia con una frase tratta da una canzone e alla fine c’è la playlist intera con tutti i pezzi da ascoltare come colonna sonora.

Il romanzo, a dispetto dell’argomento, è ironico e divertente, come una buona commedia romantica fa riflettere e sorridere.

La playlist con le canzoni del libro

Jess Rothenberg, Storia catastrofica di te e di me (trad. Di Mella S.), Einaudi 2012, p. 342, 18 €