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Aiaccio

20 Dic

Una meravigliosa meraviglia questo albo che nasconde nelle pieghe della sua storia una lettura da grandi, impreziosita dalle illustrazioni e dalle parole scelte. Si racconta una storia di circo, il circo Aladin, fatto come ogni circo di solitudine, movimento e cambiamenti, pochi punti fermi. Angel, l’unico trapezista sotto questo tendone, capce di rotolare nel vuoto tre volte e mandare a mille il cuore degli spettatori, si innamora di una trapezista appena arrivata dalle SaintesMaries de la Mer. la gitana Gipsy, con i suoi occhi verdi malinconici. In un giorno di giugno caldo e perfetto scatta l’incastro perfetto, il naso e il volto di Gipsy nell’incavo del collo di Angelo, e il bacio. Quando però la vede precipitare dall’alto, il trapezista crolla e, quando si riprende, dela ragazza non si sa più nulla. Lui guarisce dalle ferite che si vedono, cerca di mettere insieme i cocci e diventa Aiaccio, pagliaccio che deve far ridere. Sarà un’altra caduta sotto il tendone pieno di risa e di scherno a ribaltare il tutto: l’unica a non ridere, ad aiutarlo a sedersi, a togliergli il cerone dal volto (e insieme la maschera di un personaggio che non gli appartiene e che lo nasconde) è proprio Gipsy, ritornata.

In questa storia, leggenda del mondo del circo oppure realtà, si fondono poesia e grazie, a cominciare dalle parole scelte per il testo che evocano piogge gentili a riempire il catino del cuore per dire l’amore, tunnel di tigli in fiore, pozzanghere degli occhi, attese. Gipsy è una bramea, una farfalla rara, l’equilibrio è un filo sottile dove è arduo camminare se indossi panni non tuoi. E poi le ali, che i personaggi indossano, ma che il lettore ritrova ovunque qua e là nelle illustrazioni, nelle ombre proiettate sul tendone, nei voli delle farfalle. Ali che si possono abbandonare su una panchina per andare chissà dove, liberi.

Un albo da non perdere, raro, dove conquista la bellezza della parola, del testo.

Biagio Ruzzo – Daniela Pareschi, Aiaccio, lavieri 2018, 36 p., euro 16,50

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I racconti di Punteville

18 Ott

Per vari motivi erano un po’ di giorni che mi giravano sottomano grafiche dozzinali da banconi del supermercato, così la prima cosa che mi ha colpito non potevano che essere le illustrazioni della brava Rita Petruccioli che riesce a mettere su carta le descrizioni delle città pensate da Gianluca Caporaso.

I racconti di Punteville sono costituiti da una serie di storie ambientate ognuna in una città caratterizzata da un segno di punteggiatura che, con le sue caratteristiche, conforma le abitudini degli abitanti: dall’indeterminatezza nella città di puntini puntini agli spazi ampi di punto e virgola. In ognuna di esse, ovviamente, si parla, si lavora, si gioca, si costruiscono case, ci si innamora. E la città di punto? Beh quella è la fine. O almeno così si credeva, finché un pallone…

Un bel libro grazie al quale trovare mille modi per fare imparare la differenza tra una virgola e un punto e virgola.

Qui il booktrailer e qui il sito dell’illustratrice.

Gianluca Caporaso – ill. di Rita Petruccioli, I racconti di Punteville, Lavieri 2012, 76 p., 11 euro

Ciacio e il mare

3 Mag

Ciacio è un tenerissimo coniglietto di quelli che i bambini portano sempre con sè. Ma cosa fanno i nostri amici di pezza quando noi non siamo con loro? Ciacio parte per un’avventura sottomarina dove incontra gli abitanti del mare, ognuno rappresentato da una tavola illustrata a doppia pagina. Tratto e penna poetiche quelle di Sarah Khoury che per ogni animale con poche pennellate e parole regala un’immagine delicata e rasserenante: un libro lieve e pieno di coccole, che si conclude nell’abbraccio finale tra l’amico di pezza e l’amico umano, insieme di nuovo dopo una giornata di avventure al mare. Ventiquattro pagine di poesia marina. Il blog legato al libro è http://mynameisciacio.blogspot.com/

Sarah Khoury,Ciacio e il mare, Lavieri 2011, 24 p., euro 7.

Così non si fa!

7 Feb

Volete ridere di gusto per 24 pagine? Bene, leggete questa piccola storia quanto mai veritiera. A dire il vero non sono convinta al 100% del tratto stilistico delle illustrazioni, ma i dubbi passano in secondo piano davanti alla godibilità del testo che parteggia spudoratamente per tutti i bambini difronte all’incomprensibilità di certi atteggiamenti adulti (avete presente il piccolo Bertie protagonista di alcuni dei romanzi edimburghesi di McCall Smith?). Insomma, i grandi sanno un sacco di cose tipo come nasce un bambino, perché le stelle rimangono attaccate al cielo, perché scende la neve e così via, però a volte sono davvero incomprensibili. Come quando ti urlano di non correre che altrimenti sudi. Come quando ti obbligano a tenere in testa quel cappello di lana che pizzica fastidiosamente. Come quando dicono che nelle pozzanghere ti bagni i piedi e che la neve è fredda (sai che scoperta… non bisogna essere grandi per saperlo!). Insomma i grandi non capiscono che la neve, la pioggia, correre, esplorare sono le cose più divertenti, ma come dice il piccolo protagonista del libro “per fortuna diventerò grande molto presto e…” 🙂

Il sito dell’autrice. Il blog dell’illustratore.

Manuela Monari – Roberto Lauciello, Così non si fa!, Lavieri 2010, 24 p., euro 10,50

Cappuccetto chi?

4 Feb

C’era una volta una bambina che si chiamava… immaginate che ci sia un grande che comincia a raccontare una storia ad un piccolo. La storia è quella di Cappuccetto, ma potrebbe anche essere un’altra fiaba perché quel che conta in questo piccolo cartonato è l’atto del racconto e quello… dell’interrompere!!! Perché proprio come nella realtà i piccoli interrompono e fanno domande: “Era una bambina buona?”; ” Chi è la nonna?”, “Chi è il lupo?”; “E poi?” e la storia va per conto suo, a gambe all’aria. Nel libro, che alterna illustrazione a sinistra e testo a destra, l’interessante è che nelle illustrazioni, pagina dopo pagina, compaiono sempre i grandi che raccontano e i piccoli che ascoltano e ad ogni pagna sono diversi: ci sono pecore, conigli, serpenti, tigri, ippopotami, camaleonti, topini. E sono illustrate anche le diverse posture e modalità del racconto e dell’ascolto: in braccio, facendosi le coccole sul divano, di fronte, in cerchio, in due, in tre, in tanti. Insomma, un libro che ci sembra proprio adatto per illustrare il progetto Nati per Leggere, perché dice che l’importante è il gesto della condivisione di una storia e il legame che si crea tra chi racconta e chi ascolta. Anche se… anche se il dottore fa a tutti lo stesso effetto!

Bella nuova prova di Biagio Bagini e Marcella Moia!

Biagio Bagini – Marcella Moia, Cappuccetto chi?, Lavieri 2011, 24 p., euro 4,90

Un amico fantastico

28 Gen

Un viaggio nell’immaginario infantile dell’amico invisibile, creazione meravigliosa dei bambini.

Dopo una carrellata di amici-scatolone-mangia-rabbia, amici che tengono “compagnia anche quando sono in bagno e non si lamenta delle puzzette”, amici supereroi che ci danno coraggio dal medico, il libro si chiude con la domanda, che gioca sulla saggia ambivalenza dell’aggettivo,  rivolta al lettore:

E tu ce l’hai un amico fantastico?

Beh, sarebbe fantastico non avere perso da adulti questa capacità immaginifica. Dedicato a tutti quei genitori che temono che l’amico immaginario sia un disturbo da segnalare di corsa alla pediatra 🙂

Lucia Tringali – ill. di Roberto Lauciello, Un amico fantastico, Lavieri 2010, 14 p., euro 8.50.