Archive by Author

Capolinea per le stelle

21 Nov

imageImmaginate un mondo in cui remoti sistemi solari sono collegati da tunnel attraverso i quali treni dotati di vita e sentimento in pochi istanti percorrono anni luce, passando di pianeta in pianeta, attraverso la devastazione lasciata da lunghe guerre di potere. Zen è un giovane ladro che vive con la sorella Myka e la madre in una città industriale poverissima, fino a che uno sconosciuto non gli propone una missione impossibile: trafugare un oggetto custodito sul treno della dinastia imperiale. Ad aiutarlo avrà solo Nova, che pur sapendo di essere un’androide sogna di essere un’umana. 

Zen, incapace di resistere all’emozione della scoperta e del viaggio, anche a costo di lasciarsi alle spalle il vecchio sé e i propri sogni del passato; Nova, l’androide che vorrebbe le lentiggini; Flex, l’artista clandestino celebre in tutta la galassia per i suoi disegni che decorano i fianchi dei treni interplanetari, così belli da sembrare vivi; i misteriosi Monaci Alveare, ammassi brulicanti di insetti capaci di creare l’illusione di una sembianza umana… (Sinossi dal sito dell’editore)

5 motivi per leggerlo:

1 – finalmente un libro di fantascienza che non sia distopico, ma un ritorno alla fantascienza più classica, fatta di idee visionarie e immagini molto potenti ( partendo dall’idea del deep web Reeve crea un mondo dove gli dei camminano tra gli uomini, ma altro non sono che intelligenze artificiali molto evolute).

2- se siete in cerca di un libro che faccia con la fantascienza quello che Stranger Things ha fatto con gli anni ottanta, qui ci andiamo molto vicino: citazioni e rimandi alla cultura sci-fi classica (da Bladerunner a Io Robot), ma anche nuove suggestioni ( i monaci alveare su tutto 😁).

3 – un’avventura non scontata, con un finale a sorpresa, dove non siamo mai certi di aver capito chi sono i buoni e chi sono i cattivi.

4 – Reeve è un grande scrittore (sua la saga delle Hungry City, ferma in Italia al secondo volume, ma speriamo che la serie TV che stanno girando sia da input allo traduzione dei capitoli restanti), mai banale e con una fervida immaginazione che vi saprà portare a tal punto dentro le sue storie  che prendere la metro non sarà più la stessa cosa ( e vi innamorerete di un treno 😜).

5 – Un grande omaggio alla street art e alla volontà di rendere bello anche quello che ci sembra non possa  esserlo.
P.s.: se state vedendo o avete visto la serie The expanse, questo libro potrà mitigare gli effetti dell’astinenza.

Philip Reeve, Capolinea per le stelle (Trad. A. Orcese), Giunti Editore, 2016 ,Pagine 384, € 16,00 (eBook €6,99)

La ragazza di mezzanotte

4 Ago

la ragazza di mezzanotte5 motivi per leggerlo:

  1. Urban Fantasy sobrio: non troppo fantasy, il giusto. Molto urban, o meglio molte sono le città che ci si trova a visitare anche solo in parte con i protagonisti ( Kyoto, New York, Parigi, Londra, Strasburgo per citarne alcune).
  2. Avventura classica, ma non troppo: classica la caccia all’oggetto magico, al Graal che donerà il potere assoluto ad una fazione, ma molto meno il modo in cui l’avventura si dipana, con rapidi cambiamenti di fronti, colpi di scena e un pizzico di romance.
  3. Per ogni cosa c’è la parola giusta: la peculiarità della protagonista è quella di riassumere con una parola sensazioni, momenti, eventi atmosferici che ne richiederebbero molte. Ad esempio “petricore : l’odore della terra dopo la pioggia”. E lo fa in molte lingue diverse!
  4. Citazioni letterarie come se piovessero: anche Manzoni! Echo ama leggere, quindi spesso cita anche senza dichiararlo poeti e scrittori. Perché leggere è cool anche per un’eroina tosta e vispa come Echo🙂
  5. La biblioteca: appunto Echo vive all’interno della New York Public Library, ed è qui che incontra L’Ala, l’avicen (razza metà umana e metà volatile dai misteriosi poteri magici), che diventerà la sua tutrice.

La sinossi qui.

Frase preferita

“Cosa mai potrebbe andare storto?”

“Sinceramente?”rispose Echo.”Probabilmente tutto.”

Melissa Grey, La ragazza di mezzanotte (trad. Stefano Andrea Cresti), Mondadori 2016, pp. 369, € 17,00

Tutta la verità su Gloria Ellis

28 Lug

gloriaellis

Recensione in modalità Alta Fedeltà:

5 motivi per leggerlo:

  1. Jack Kerouac : i protagonisti hanno letto “Sulla strada” e citano spesso il libro, soprattutto una delle frasi più belle e intese, e decidono di partire anche sulla spinta di quelle parole.
  2. Interrogatorio: è costruito come un interrogatorio della polizia. Ogni capitolo è una domanda. Gloria è stata ritrovata dopo essere scomparsa per diversi giorni, tutti sono convinti che sia stata rapita dal suo nuovo compagno di classe Uman. Tocca a Gloria raccontare la sua verità alla polizia.
  3. Viaggio on the road: classico viaggio sulla strada, senza meta, soldi, ma con una grande voglia di andare e vedere cose nuove.
  4. Mistero: Gloria è stata plagiata? Uman ha detto davvero tutta la verità sul suo passato? E’ stato un rapimento o una fuga? Che fine ha fatto Uman?
  5. Lovestory non troppo edulcorata: è indubbiamente una storia romantica, ma non ricade negli stereotipi e riesce ad essere fresca e vitale come un’amore a questa età dovrebbe essere. Inoltre i dialoghi tra Gloria e Uman sono brillanti e non banali.

Frase preferita

Non è stato Uman a farmi pensare in quel modo. Mi ha solo fatto capire che pensavo già così.

Non è stato Uman a farmi fare quello che facevo. Mi ha solo fatto capire  che era quello che volevo fare.

La sinossi la trovate qui 

Martyn Bedford, Tutta la verità su Gloria Ellis (trad. Anna Carbone), De Agostini 2016, pp. 378, € 14,90, ebook euro 6,99

Mio fratello rincorre i dinosauri

1 Lug

miofratello

Insomma, è la storia di Giovanni, questa.
(…) Giovanni è mio fratello. E questa è anche la mia storia. Io di anni ne ho diciannove, mi chiamo Giacomo.

Giacomo ha cinque anni quando i genitori gli dicono che presto avrà un fratellino. Questa notizia è importantissima per il bambino, perché porrà fine allo squilibrio domestico, dove le femmine (2 sorelle e la mamma) sono in maggioranza e quindi si fa sempre come vogliono loro, e perché finalmente avrà un compagno di lotta, di giochi e di segreti. Dopo alcuni mesi dalla notizia i genitori scoprono che il bambino nascerà con un cromosoma in più, speciale, e per Giacomo questo speciale è sinonimo di supereroe e inizia ad immaginare che super poteri potrà avere questo fratellino. Quando Giovanni nasce, Giacomo capisce che sarà sicuramente un bambino speciale, ma non nel senso in cui aveva immaginato.

Il romanzo narra le vicende dei due fratelli dalla notizia della nascita di Giovanni fino a quando nel 2015 Giacomo pubblica su Youtube il video “The Simple Interview” girato insieme a Giovanni e che attirerà le attenzioni dei media sulla loro famiglia e sui due fratelli, proprio per il forte messaggio che questo video lancia.

La storia di Giacomo e di Giovanni è tante cose insieme: la storia di una famiglia che si trova ad accogliere l’arrivo di un bambino speciale, un ironico e divertente romanzo di formazione, ma soprattutto è la storia di un rapporto tra due esseri umani. Perché come capisce Giacomo e come ci insegna Giovanni, le persone sono persone, con i loro mondi, le loro passioni e le loro paure, non sono sindromi, etichette o altro che appiccichiamo per semplificare la nostra vita e per mettere distanza tra un presunto noi e un presunto loro. Presunto da chi poi non è mai dato saperlo. Valorizzare e non valutare, come sostiene da anni Stefania Guerra Lisi, perché siamo tutti diversi, ma se ci fermiamo a valutare cosa sappiamo e non sappiamo ci perdiamo tutto il bello della diversità, ci perdiamo la complessità di quello che siamo e rischiamo di trasformare la nostra società in un grande centro Pokémon (dove solo importa la funzione). Colpisce la sincerità di Giacomo, nel raccontare anche le parti più oscure del suo rapporto con il fratello, la vergogna iniziale, che riuscirà ad illuminare e a trasformare fino a capire che Giovanni è davvero un supereroe.

Giacomo Mazzariol, Mio fratello rincorre i dinosauri, Einaudi 2016, pp.176, € 16,50

Qui trovate la pagina FB dei due fratelli

Brucio

19 Mag

brucio1

Tommy e Sally sono due ragazzi con un passato difficile, segreti e ferite ancora aperte. Tommy è l’unico sopravvissuto al rogo della sua casa quando era poco più che un bambino e da allora è iniziato il suo rimpallo tra comunità e famiglie affidatarie. Tommy è completamente sfigurato e il suo aspetto è fonte di pregiudizi e cattiverie gratuite da parte dei suoi coetanei e non solo. Sally è una ragazza che nasconde un passato fatto di sofferenza e delusione, affidata agli zii perché la madre non è in grado di fare la madre. I due si incontrano in un piccolo paese di provincia, dove tutti si conoscono e dove tutti hanno segreti, dietro la facciata e negli armadi si nascondono molti scheletri, ma l’indice è sempre puntato su chi è diverso, da chi differisce dalla norma. In questo contesto l’arrivo di Tommy non può restare inosservato. Tommy che vuole solo far passare gli ultimi mesi che lo separano dal raggiungimento della maggior età, senza problemi, per poi poter finalmente decidere della propria vita, si troverà invece suo malgrado invischiato in un mistero molto fitto e in una serie di inspiegabili rapine.

Con questo romanzo Frascella si riconferma  un abilissimo narratore dell’età di passaggio e non solo. Se in Sette piccoli sospetti e La cosa più incredibile, l’autore tratteggia perfettamente i timori, le avventure e le emozioni dei ragazzi della scuola media, Tommy e Sally invece vanno a fare compagnia a  Bet e all’anonimo protagonista di Mia sorella è una foca monaca, tra i personaggi letterari che abitualmente inserisco nei percorsi per la scuola superiore dedicati ai romanzi contemporanei che hanno  affinità (emotive/spirituali/varie) con Holden Caulfield. Per me dunque è la riconferma che ci sono autori che sanno scrivere di ragazzi e per ragazzi, senza banalizzare o ridurre le loro vite, restando autentici. E con loro (i ragazzi), l’autenticità paga.

Christian Frascella, Brucio, Mondadori 2016, pp. 343, € 17,50 (ebook € 8,99)

Il Piccolo Regno

28 Apr

Degli eroi. Questo eravamo. Vivevamo estati eterne, dominate dalla voglia di lasciarci alle spalle la città in cui avevamo trascorso l’inverno, e guadagnare spazio, liberarci dalla costrizione delle sciarpe e dei cappotti.

Nell’estate inglese degli anni Trenta, quattro ragazzi vivono l’avventura che li trasporterà nell’età adulta, quella della Gente Alta, così diversa e incomprensibile.

Merlo, Lepre, Ranocchio e Tasso (voce narrante), passano da sempre l’estate nella casa di campagna. Sono anni in cui la Gente Bassa è ancora in grado di parlare e capire la voce degli animali, da cui i soprannomi dei protagonisti; è il tempo della spensieratezza, della leggerezza e dell’avventura. Fino a quando la scoperta e la violazione di un’antica tomba, trascinerà il quartetto a confrontarsi con altri aspetti della vita e con la durezza della maturità.

Un romanzo sull’età di passaggio, sul superamento della soglia, su cosa vuol dire essere bambini e su cosa significa non esserlo più. Tra i personaggi ritroviamo anche Lawrence d’Arabia, già protagonista di Stella del Mattino sempre di Wu Ming 4, che qui compare negli ultimi anni della sua vita, sotto una luce molto diversa.

Leggendo Il Piccolo Regno si ha l’impressione di leggere un classico della letteratura inglese per ragazzi, di immergersi nelle atmosfere del Giardino Segreto e degli altri romanzi inglesi dell’epoca (ma anche romanzi contemporanei, come il ciclo di Wildwood) C’è solo una nota più malinconica e dolente, che fa da sfondo a tutta l’opera e che la rende per questo, a mio parere, più adatta ad un pubblico più grande.

Come ogni classico che si rispetti è presente una mappa per orientarsi e per seguire gli spostamenti della Gente Bassa.

Per la Gente Alta che vuole approfondire i molti riferimenti del romanzo vi rimando a questo articolo di Wu Ming.

Wu Ming 4, Il Piccolo Regno, Bompiani 2016, pp.231, euro 13

Ya

6 Apr

81oEi3TPVJL

-Ricordati questo, ragazzo: tra la verità e il mito, dai la precedenza al mito.
-Perché?
-Perché il mito non può deluderti.

Il primo romanzo di Roberto Recchioni richiama nel titolo i Giovani Adulti (Young Adults) e sembrerebbe proprio una storia rivolta a questa fascia di lettori, ma non solo.

Stecco è un ragazzo, magro appunto come uno stecco, che vive in un piccolo villaggio di un regione chiamata Attalya che ricorda molto l’epoca medioevale italiana. Ha un sogno: diventare un avventuriero come il Granduomo, di cui tutti i cantastorie narrano le gesta e di cui tutti vorrebbero vivere le avventure. Si sa che i sogni più sono arditi più possono diventare reali, ed un giorno Stecco si trova sulla piazza del villaggio parcheggiato in bella mostra il carrozzone del Granduomo, compreso degli inseparabili compagni: Nonna Mannaia e l’Incappucciato. Decide così di partire all’avventura, ma già arrivare a Forte Dorsoduro, dove si addestrano gli avventurieri del Granduomo, sarà un’impresa. La prima.

Come scrivevo poco sopra, questo libro non è solo un libro per giovani adulti, è un libro per qualunque lettore che ami le storie ben narrate e che abbiano più livelli di lettura. Sì, perché YA racconta una storia, ma narra anche di come le storie si raccontano, del loro potere e della loro importanza. L’ambientazione è molto interessante: un medioevo italico, con degli sprazzi di fantastico, ma non troppi, il giusto. La scrittura è fluida, ma non banale, con delle pagine assai divertenti e degli scambi di battute che strappano più di un sorriso. L’intreccio si sviluppa su diversi piani temporali, senza generare confusione, ma rendendo intrigante la lettura. Si vede la grande esperienza dello scrittore, qui al primo romanzo, ma da anni sceneggiatore di moltissimi fumetti (Dylan Dog, Orfani e Tex per citarne alcuni).
Insomma a me è piaciuto assai e non vedo l’ora di leggere un’altra avventura di Stecco e dei suoi compari.

“Che sia fatta l’avventura

Senza ieri ne domani”

P.s. Ciliegina sulla torta la magnifica copertina di Gipi.

Qui potete trovare alcune delle scene del romanzo disegnate da alcuni fumettisti italiani: http://prontoallaresa.blogspot.it/2015/10/ya-la-battaglia-di-campocarne.html

Roberto Recchioni, Ya – La battaglia di Campocarne, Mondadori 2015, pp. 215, € 18.00

Tutti per uno

9 Mar

Di fronte ad una riscrittura in chiave moderna le reazioni sono due: riuscita o fallita! In questo caso direi decisamente riuscita.

La vicenda è nota (il giovane D’Artagnan che vuole unirsi ai Moschettieri del Re), ma l’ambientazione è nuova.  Siamo in un’epoca simile alla nostra, ma in Francia c’è ancora la monarchia e il re è protetto dai Moschettieri, antico corpo che come retaggio del passato conserva l’abitudine a battersi solo con armi bianche. Al fianco del re c’è il consigliere Richelieu, non più cardinale, ma nel medesimo ruolo del personaggio di Dumas…
Il romanzo è narrato in prima persona da D’Artagnan che ci offre il suo singolare punto di vista su quello che sta vivendo. La scrittura è fluida e il libro si fa leggere in un soffio, tanto si è rapiti da quello che accade ai personaggi. Interessante la trasformazione di Aramis in moschettiera! Un romanzo sia per chi ha amato gli originali che per chi non li conosce ancora. Su tutto colpisce davvero l’ottima scrittura, attenta, non banale e congeniale ad una storia ben costruita, divertente e appassionante.

 

Cécile Deleau, Tutti per uno, Mondadori 2015, pp.202, € 17 (ebook € 7,99)

Rebel. Il deserto in fiamme

5 Feb

9788809810747gLa notte, i colori, le risate, quella sensazione di potere e la certezza di essere nel giusto mi stavano entrando nel sangue. La rivoluzione era una leggenda che stava prendendo corpo davanti ai miei occhi. Un racconto che superava i confini della mia immaginazione.Un’epopea che sarebbe stata narrata dalle generazioni a venire, per spiegare come mai il mondo non era più lo stesso dopo che quelle genti erano vissute, avevano combattuto e vinto o erano morte provandoci.

Amani è una giovane eroina anticonformista e assolutamente non sprovveduta. Vive in un universo arabeggiante con forti toni steampunk e un tocco di magia. Basterebbe questo per delinearne l’originalità nell’attuale panorama di proposte per GA, ma c’è di più.

La giovane protagonista vive in uno sperduto villaggio nel deserto dall’evocativo nome di Duskwalk (Viale del tramonto potrebbe essere una traduzione che rende l’idea), dove la cosa più interessante è la polvere. Ha voglia di andarsene, di scappare da un contesto dove è a stento tollerata e dove altri prendono decisioni per lei. La sua occasione è vincere la gara di tiro, ma per farlo deve fingersi uomo e affrontare tutti gli sfidanti.
La gara sarà solo l’inizio di un’avventura densa di colpi di scena e di sorprendenti ribaltamenti, il tutto in una cornice da mille e una notte, intrisa della mitologia  mediorientale.

Sicuramente l’ambientazione è una delle caratteristiche più innovative del romanzo che si discosta dal filone distopico degli ultimi anni, per regalarci una classica avventura dal ritmo incalzante e dalle moltissime suggestioni. Complimenti alla casa editrice Giunti che si è aggiudicata l’anteprima internazionale!

Alwyn Hamilton, Rebel. Il deserto in fiamme (trad. S. Reggiani) Giunti 2015, pp. 270, 17 € (e-book € 6,99)

Quel fantastico peggior anno della mia vita

21 Gen

51Ndt04Cl0L._SX312_BO1,204,203,200_“Quello che voglio dire è che questo libro contiene zero lezioni di vita, zero piccole verità sull’amore, zero momenti di calde lacrime in cui abbiamo tipo capito di aver abbandonato l’infanzia per sempre.”

Inizia con questa nota di Greg Gaines, protagonista e voce narrante, questo libro originale e intenso, che parla di malattia, ma lo fa prendendo da subito le distanze dai mille romanzi che sono usciti negli ultimi anni (stile Colpa delle stelle, giusto per citarne uno).

Greg vive la sua vita cercando di non farsi notare, e soprattutto di non farsi coinvolgere in nessun modo. A scuola cerca di essere apolide, non vuole essere cittadino di nessun sottogruppo di studenti, cerca di passare inosservato e per farlo ha sviluppato tutta una serie di tecniche. Il suo unico amico, o meglio collaboratore, è Earl, un ragazzo molto basso e molto scorbutico, con cui condivide la passione per i film di Werner Herzog e  il cinema europeo. Passione che li porta a girare improbabili remake di film famosi, con ovviamente solo loro due come protagonisti, registi e montatori.
La sua famiglia è altrettanto particolare : la madre è un flusso inarrestabile di parole, è Greg per contrastarla è spesso costretto a fingersi morto; il padre è un professore universitario, con la passione per la gastronomia più esotica e per il suo gatto, Cat Stevens.

La scoperta da parte della madre che una sua compagna di scuola è ammalata di leucemia, porterà scompiglio nell’apparente serenità di Greg e sarà l’inizio di una insolita amicizia.

Il romanzo si discosta molto dalla cosidetta sick-lit, prendendosi gioco dei suoi stilemi e degli stereotipi spesso presenti in questi romanzi, e forse proprio per questo riesce ad essere  autentico, non edulcorato, ma nemmeno insensibile. Nonostante Greg faccia di tutto per sembrare cinico e distaccato, riesce a centrare davvero il punto e lo stato d’animo di chi si trova ad affrontare una perdita. Senza cadere nel melodramma, restando sul dramma, con ironia e sensibilità.

Da questo libro è stato tratto l’omonimo film, che si discosta per diversi punti dal romanzo, nonostante la sceneggiatura sia dello scrittore, ma resta comunque un film notevole e fresco nel panorama di proposte per giovani adulti.

 Jesse Andrews, Quel fantastico peggior anno della mia vita, (trad. Alessandra Sarchi), Einaudi 2015, pp. 264, € 17,50, ebook euro 8,99