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Come ti vesti?

12 Ott

Sono delicatissimi questi pop-up per piccoli lettori, con linguette da tirare in sensi diversi a seconda della pagina, uno dedicato ai modi di dormire degli animali e l’altro invece agli abiti da mettersi addosso a seconda del momento. Vanno trattati con cura o meglio, va messo in conto che perderanno i pezzi, si romperanno e magari li sostituiremo, come succede con i migliori cartonati che si vorrebbe  comunque sempre avere a portata di mano.

Pensati da Bernard Duisit, sono in rima: un po’ più lungo, quasi una filastrocca per ogni bestiola quello sulla nanna illustrato da Olivia Cosneau, brevissimo – botta e risposta – quello sull’abbigliamento. Mettiamo in vetrina quest’ultimo per affezione a Janik Coat e perché i suoi personaggi sono sempre una delizia. Scegliere come vestirsi dipende da molti fattori; infilarsi un costume a pois o uno a righe può essere frutto di una scelta ponderata; ci si mettono in mezzo il tempo, la destinazione, l’orario, il cielo e persino la neve. Magari c’è il vento, che solleva la gonna di Rosaria quasi fosse Marilyn Monroe in “Quando la moglie è in vacanza”; oppure detta legge l’umore, come sa bene Salvatore che non disdegna  il colore e gli accostamenti forti.

Janik Coat – Bernard Duisit, Come ti vesti (trad. di Margherita Vecchiati), Panini 2017, 16 p., euro 12

Olivia Cosneau – Bernard Duisit, Come dormi? (trad. di Margherita Vecchiati), Panini 2017, 16 p., euro 12

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Le mini fiabe di Attilio

8 Mar

Per me il ritorno sulla scena editoriale di Attilio Cassinelli segna un’emozione felice perché con quel riconoscibilissimo tratto(una spessa linea nera a tracciare somme di forme geometriche primarie) ci sono cresciuta. Pericle, la volpe Pina, i personaggi de La collana del bosco, le storie de I dodici mesi (e la reiterata lettura di Tre amici nello stagno che segnavano agosto, mese del mio compleanno) e soprattutto Lo zoo di carta: il libro a schede che invitava a costruire animali in carta dai colori brillanti era uscito da Giunti nel 1967, non so quale cura avesse preservato per ben più di dieci anni gli animali passati tra mani di cugini vari, ma quelle bestie di carta erano una meraviglia e per tanto tempo ho portato in tasca la volpe.

Festeggio allora questo ritorno e festeggio il fatto che sia un progetto del tutto nuovo ad affacciarsi in libreria, che ci dice di come si possa – a distanza di anni – rimettersi in gioco e presentare ai lettori più piccoli una riuscita collana non scontata sulle fiabe classiche: un formato quadrato facilmente maneggevole, le figure che si stagliano in campo bianco e il testo in stampatello maiuscolo. Qua e là – e lo si può ben notare nel volume dedicato a Cappuccetto – ecco che l’illustrazione si fa predominante, spinge oltre il confine della pagina fino a riempirla senza bisogno di testo: anche questa alternanza di racconto attraverso la parola e racconto attraverso l’immagine è davvero ben riuscita e fluida. Anche i colori usati non sono scontati nella produzione editoriale dei giorni nostri: badate a certe sfumature di lilla, di indaco, di verde, a quelli che qualcuno definirebbe color fango o color talpa e insieme godetevi l’ironia che viene dai musi, dalle facce, dalle espressioni date ai personaggi.

Le prossime due uscite saranno dedicate al brutto anatroccolo e ai musicanti di Brema, e dal muso dell’asino in copertina non vedo l’ora di sfogliarlo!

Il sito dell’autore. L’uscita della collana è stata festeggiata a Spazio B**k il 23 febbraio: nell’invito qualche immagine e suggestione dei libri del passato. Qui vi divertite con un’infilata di prove e illustrazioni su Moleskine.

Attilio Cassinelli, Cappuccetto rosso, Lapis 2017, 28 p., euro 9,50

Attilio Cassinelli, I tre porcellini, Lapis 2017, 28 p., euro 9,50

Una storia che cresce

28 Feb

una-storia-che-cresce_Un bambino, un cucciolo di cane, tanti pulcini e una giovane mamma sono i protagonisti di questo albo illustrato che ripercorre il passare delle stagioni non con intento didattico, ma regalandoci poesia e meraviglia.
Il libro è anche il racconto di un rapporto tra un genitore e un bambino che sta tentando di conquistare una prima autonomia e per questo ha bisogno di conferme e di sicurezza, di contatto ma anche di solitudine, o di un dialogo muto con il suo cane.
Ruth Krauss, scrittrice statunitense che vanta tra le sue collaborazione quella con Maurice Sendak, ha scritto questa storia nel lontano 1947, con il titolo The Growing Story.
Nonostante siano passati settant’anni, la freschezza di questo racconto rimane intatta, le domande dei bambini, oggi come allora, nascono dalle osservazioni del mondo esterno ma assumono una valenza psicologica profonda, accompagnandosi, come un mantra, allo scorrere del tempo.
Sul finale, le risposte arrivano da sole, come una sorpresa inaspettata e una gioia che esplode in mille capriole.
Le illustrazioni di Helen Oxenbury hanno il merito di seguire la storia passo passo, come un reportage, ma anche di farci vedere quello che non è scritto, nei piccoli dettagli ricercati con cura, nei paesaggi, negli animali, negli sguardi e nei gesti.

Ruth Krauss – Helen Oxenbury, Una storia che cresce (trad. di Alice Pascutti), Il Castoro 2017, 40 p., euro 13,50

Ghirighì

29 Ott

ghirighiDopo l’ottima prova di Vita da rana la neonata Passabao è alla sua seconda uscita editoriale sempre dedicata ai piccolissimi per cui confezionare, come da progetto, storie adatte alla condivisione: semplici, godibili e soprattutto fatte per essere lette ad alta voce insieme; sono quasi delle filastrocche a cui dare sonorità con la propria voce e con cui mettersi in gioco, visto che – in questo caso – la lettura può finire in un solletico collettivo.

Qui si passa dal generale al particolare e l’andamento, della narrazione in parole così come quella in immagini , passa dal grande al piccolo, zoomando dal monte al melo che ci sta in cima fino ai frutti. In particolare una mela che ride a più non posso: facile immaginare che il vermetto che si sta scavando la casa proprio dentro di lei le stia facendo un gran solletico.Ecco allora che la lettura condivisa può essere il pretesto per non usare solo la voce ma anche i gesti, anche le dita e solleticare, cammin leggendo, il piccolo lettore fino a coinvolgerlo nella finale baraonda di solletico.

Ci piacciono questi libri pensati apposta per essere condivisi, per fare legame tra grande e piccolo, per dare corpo alla narrazione, er fare abbraccio non solo di voce. Sicuramente due uscite che festeggiano, una nella stagione primaverile e una nell’autunnale, la felice nascita di questa casa editrice che vi invitiamo a tenere d’occhio.

Il testo è in stampatello maiuscolo.

Georgina Ponce Blasco – Ilaria Dal Canton, Ghirighì (versione italiana Ilaria Dal Canton e Silvia Albesano), Passabao 2016, 32 p., euro 13

Il cappello di Topolina

30 Set

cappello-di-topolinaUn senza parole quadrato, dedicato ai più piccoli e ai loro adulti che avranno voglia di metterci voce, o magari solo versi e suoni di stupore, chissà… Sì, si presta anche a far le voci questo libro in cui Eric Battut inanella una catena di animali generosi e allegri che si prestano a vicenda il cappello rosso di Topolina. Ovviamente ciascuno lo adatta alle proprie orecchie e, con disinvoltura, anche alle proprie dimensioni, per cui, quando torna in mano alla sua proprietaria, non è più esattamente il cappello che aveva lasciato… Niente paura, perché dietro l’angolo c’è una grande idea che dà nuova forma (e nuova vita) al copricapo.amici

Come già detto, il libro è un senza parole: a volte questi libri fanno paura agli adulti, mentre invece danno possibilità di vera condivisione coi bambini con cui vengono letti perché si può creare insieme la storia, interpretarla, scegliere e dar voce, appunto. Ha le stesse dimensioni e lo stesso pubblico destinatario di un’altra novità Bohem Press, Amici, di Paloma Canonica, che invece il testo ce l’ha. Un testo breve che parla di amicizia, di quel che gli amici fanno insieme, di quel che condividono, di come si può essere diversi ma prossimi: le coppie di animali che infatti si vedono nelle illustrazioni sono in generale bestie che non accosteremo perché per stereotipo siamo abituati a considerarli come opposti.

Bel formato, belle scelte grafiche: due buone proposte per i lettori dai due anni in su.

Eri Battut, Il cappello di Topolina, Bohem Press, 32 p., euro 9,80

Paloma Canonica, Amici, Bohem Press, 32 p., euro 9,80

Vita da rana

30 Mag

vita da ranaPassabao è una nuova casa editrice che si presenta col muso sveglio della rana che campeggia sulla copertina della sua prima uscita editoriale, questo “Vita da rana” nato dalla condivisione della storia tra l’autrice, maestra, e gli alunni della sua classe e che ha poi preso forma grazie alle illustrazioni di Ilaria Dal Canton e alla collaborazione al progetto di Silvia Albesano.

A sfogliarlo fa venire voglia di giocare coi timbri e con le impronte e di leggere ad alta voce, per permettere ai più piccoli di godere appieno delle sonorità ritmate che il testo regala, suggerendo a chi presta la voce di fare versi, calcare sui verbi, finire con lo schiocco di un bacio e regalare una sorpresa finale!

Sicuramente una bella novità nel panorama dei libri da proporre ai più piccoli, tanto più che si prepara una seconda uscita che aspettiamo con curiosità. E brindiamo, come a ogni nuovo sogno editoriale che si fa realtà.

Il sito dell’illustratrice.

Georgina Ponce Blasco – Ilaria Dal Canton, Vita da rana, Passabao 2016, 32 p., euro 13

 

Il fachiro Biancatesta (e gli altri)

14 Mar

fachiro biancatestaSulla scorta delle caratteristiche della sua fortunata collana ZeroTre, Panini propone – all’interno della medesima – tre cartonati quadrati che fanno parte di un progetto editoriale curato da Teresa Porcella, condiviso con Combel Editorial, che pubblica i medesimi in spagnolo e catalano.

Cartonati con grande illustrazione per ogni pagina e breve testo che gioca su rime e assonanze, a cui si accompagna una grande aletta da sollevare (resistente e di facile presa per piccole mani), dando il via al gioco della scoperta e del cucù. A seconda del libro scelto, si affrontano i giorni della settimana, i numeri da cinque a zero o il passaggio dal giorno alla notte. Ma la vera novità è un’altra: la sorpresa finale che viene riservata dall’ultima pagina dove è presente un codice QR : inquadrandolo con smartphone o tablet si viene indirizzati sul sito dell’editore ed è possibile ascoltare la canzone che compone il testo. Sì, le rime e le assonanze sono messe in musica e quindi i piccoli lettori, con i loro adulti in accompagnamento, possono imparare a canticchiare la storia appena letta.

I testi sono sempre di Teresa Porcella; le illustrazioni invece cambiano mano di volta in volta: per queste prima uscite, si avvicendano Sophie Fatus, Giulia Orecchia e Carmen Queralt.

Teresa Porcella – Giulia Orecchia, Il fachiro Biancatesta, Panini 2016, 16 p., euro 6,50

Teresa Porcella – Carmen Queralt, E domenica?, Panini 2016, 16 p., euro 6,50

teresa Porcella – Sophie Fatus, Notte e giorno, Panini 2016, 16 p., euro 6,50

Una strana creatura nel mio armadio

3 Feb

interior PESADILLA_Maquetaci—n 1Aprire un testo e capire cosa si intende per classico. Questa è la sensazione che ho provato ritorvandomi tra le mani il libro di Mayer.
I libri per ragazzi soffrono forse più degli altri della scomparsa veloce dallo scaffale, per cui titoli belli e facilmente reperibili diventano, in pochissimo tempo, introvabili. Per questo nella letteratura per ragazzi non bisogna mai aspettare a comprare il libro che ci è piaciuto tanto. Ed è sempre un piacere vedere un testo del 1968 che torna a rianimarsi di nuova vita. Mi piace pensare a esso come a un testo ponte tra famiglie, letto, a suo tempo, da quelli che ora sono nonni ai propri figli e letto, ora, dai figli ormai genitori alla loro prole.
Io non ho avuto questo testo tra le mani durante l’infanzia, sono nata dieci anni dopo la sua prima pubblicazione, ma godo l’incredibile piacere di incontrare un testo vintage e di proporlo ai bambini di oggi. La scoperta (che tanto inattesa non è) è che un bel libro rimane tale senza invecchiare.

Le meravigliose tavole illustrate ci mostrano un bimbo nella sua stanzetta, circondato dai suo giochi (che meraviglia il fucile con il tappo di sughero!) che, come i bambini del 1968 e del 2016, teme il babau nell’armadio. Ma un a sera decide di armarsi di coraggio, aprire l’armadio e affrontarlo. E così scopre che non è poi un mostro così terribile come credeva ma una strana e buffa creatura, che piange disperata. Per calmarla allora la mette a letto con sé anche se da quell’armadio che ancora incute un po’ di paura sembra spuntare una nuova strana creatura, chissà se ci sarà posto per tre nel lettino?

La nuova edizione rende giustizia alle immagini, rispetto all’edizione EL del 1989 nella collana “un libro in tasca”, con la traduzione di Giulio Lughi che molte biblioteche ancora conservano, magari nello scaffale delle prime letture.

Mercer Mayer, Una strana creatura nel mio armadio (trad. di Gabriella Manna), Kalandraka 2015, 36 p., euro 16

Caterina e l’orso, a zonzo per il mondo

23 Gen

copj170.aspQuanto hanno girato Caterina e l’orso prima di approdare tra le mie mani! Che questo fosse un libro giramondo si è capito subito, appena scartato. Caterina e l’orso si vedono per strada o meglio Caterina vede un baldo e fiero orso camminatore e lo segue con un gran sorriso. Così se ne vanno a sperimentare il mondo assieme, a testa alta, a testa bassa, cantando, ballonzolando, a quattro zampe, a tre…
Intorno a loro si susseguono personaggi di contorno e ambientazioni di sfondo, granchietti come compagni di viaggio, ricci e cagnolini giocherelloni, ladri silenziosi che si muovono al chiaro di luna, tesori, canguri curiosoni… E loro avanti per il loro viaggio, complici in ogni pazzia che venga loro in mente per esplorare il mondo e con l’idea fissa di andare sempre e comunque avanti con il sorriso.

E così questo libro ha girato e girato prima di approdare sulla mia scrivania, è stato rapito da un paio di manine che se ne sono innamorate e lo hanno portato ovunque, sotto il cuscino, sul passeggino, ma soprattutto all’asilo. Perchè la proprietaria delle manine aveva capito subito che questo è un libro che permette di giocare con gli amici all’infinito, da farsi leggere e rileggere muovendosi come Caterina e l’orso in cerca di nuove prospettive e verità sul mondo. E le risate dei bimbi e il loro chiamare “Caterinaaaaa” rimangono la recensione più bella a un albo spassosissimo.

Christiane Pieper, Caterina e l’orso, a zonzo per il mondo (trad. Gabriella Manna), Kalandraka 2015, 40 p., euro 14

Buffa Bestia

27 Ott

bicho cover.fh11Potrei scrivere a occhi chiusi di questo libro che da quando è entrato in casa è stato letto un numero infinito di volte, è stato portato al nido e messo a nanna sotto le coperte.

E’ la magia della buffa bestia, quell’animaletto che, una sera, si trova sotto il letto. Quell’esserino strano, fatto come un uovo che guardandolo bene, ha tanti altri particolari,  ma in essi c’è sempre qualcosa di strano e stonato in un crescendo di bizzarrie che lo portano a…. sedersi sulle orecchie! Ma basta girare il libro e si scopre che è un topino, che però alla pagina successiva viene colpito da un fulmine e, pezzo dopo pezzo, ritorna l’uovo dell’inizio in una piacevole circolarità infinita.
Una storia da leggere a alta voce, cullandosi nella piacevolezza del ritmo, un testo in stampatello per i primi lettori, un libro che si gira e si rigira diventando ogni volta più divertente.

Il sito di Villàn.

Mon Daporta – ill. Oscar Villàn, Buffa Bestia (trad. di Elena Rolla), Kalandraka 2015, 14 p., euro 10.