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Pericle e il tesoro

17 Apr

La Fiera di Bologna da poco conclusa, on il suo focuso sui toddler, ha mezzo in luce, con una menzione speciale, il lavoro di Attilio Cassinelli che, nella sua lunga carriera, non ha mai smesso di essere attento all’infanzia piccola. Lo dimostra il progetto delle fiabe pubblicate da Lapis dal 2017  la ripresa successiva, in nuove storie e sempre nel medesimo formato, di personaggi che facevano parte del mondo di Attilio da anni. Sono così tornati in libreria Pericle, Orsetto, Rosso, i topini…

Tra le novità scegliamo questo “Pericle e il tesoro” che, come si diceva, mantiene le caratteristiche di cartonato quadrato, scritto in stampatello, dove la linea nera traccia figure con somme di forme geometriche primarie, in una nitidezza che piace ai piccoli lettori, accompagnata spesso tra l’altro da una palette di colori non consueta e ancora più apprezzabile per i destinatari di quest’età. Lo scegliamo perché racconta di Pericle e Samuele che riempiono il giardino di buche, affascinati dall’idea di poter trovare un tesoro, e del cane Bob, novello Elzéard Bouffier, che ha la brillante idea di mettere in ogni buca una piantina. Si coprono bene di terra le radici, si innaffiano e “fra un po’ di tempo potremo dire: Ecco il tesoro”. Un tesoro per tutti, una foresta di alberi che fa felici gli animali, e sicuramente anche gli umani. Sarebbe piaciuto molto a Jean Giono, e a noi piace altrettanto.

L’altra nuova uscita di queste prime storie di Attilio è “Orsetto e le api”, dove si dice di un altro tesoro: il miele, le api e la necessità di prati fioriti.

Attilio Cassinelli, Pericle e il tesoro, Lapis 2019, 32 p., euro 9,90

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Pom e Pim

14 Feb

Formato quadrato e copertina rigida per raccontare ai più piccoli le avventure di Pom e del suo compare di pezza Pim. Avventure dal formato piccino, di quando si esce per andare a spasso e, tra fortuna e sfortuna, succedono parecchie cose: tipo trovare un soldo, poter comprare un gelato, farsi venire mal di pancia, ma proprio mentre si sta a pancia in su sul letto scoprire dove si era cacciato il palloncino colorato. Grandi illustrazioni accompagnate da un testo brevissimo che a volte si tacciono lasciando spazio a chi legge di dire, interpretare, scoprire particolari ed espressioni che danno corpo alla storia.

Il lettore si affezionerà a questo buffo duo, tenero e irresistibile: un Pom che un attimo è triste e un secondo dopo si illumina di idee, e il suo Pim elegantissimo nell’improvvisato impermeabile, pronto alla felicità che regala il poter mettere i piedi in una pozzanghera sotto l’acquazzone.

Di Olof Landström già conosciamo il tratto, grazie alle storie di Benny tradotte da Babalibri e perché è lui ad accompagnare Ulf Strak tra le pagine di Sai fischiare, Johanna?

Lena e Olof Landström, Pom e Pim (trad. di Samantha K. Milton Knowles), Beisler 2019, 28 p., euro 13

Qui ci sono le altalene

2 Gen

Questo albo nasce in un contesto particolare: un reparto di neonatologia, a contatto con i bambini nati prematuri e con chi di loro si prende cura, genitori,medici, infermieri… La ballata sul cui testo è costruito il libro nasce proprio per questi piccoli e viene dalla voce di altri bambini che l’autrice ha interrogato. Racconta il mondo, quel che c’è fuori da quelle stanze, quel che i bambini possono fare; utilizza il potere delle parole che non guariscono certo, ma curano, incoraggiano, sostengono, fan venire voglia di guardare al di là.

Non ve lo dico cosa c’è in quelle parole, le leggerete voi. Vi dico invece che accanto alle parole ci sono le illustrazioni dell’artita catalana Eva Sánchez Gómez, che prendono piede man mano che si sfoglia, prima figure appese qua e là, poi a piena pagina, come se il testo, le parole dunque potessero dare il la, lo slancio per la corsa in bicicletta, per un tuffo, una ridda festosa, un inizio di cammino. Anche per questo, per la testimonianza della forza che le parole possono avere e nel contempo della capacità delle illustrazioni di dire e bastare a se stesse, per il tutto il senso di vita che si porta appresso, è bello avere questo libro a inizio di un nuovo anno di letture.

Nell’ultima pagina c’è un QR Code per ascoltare direttamente la ballata, per voce di Monica Morini e musica di Gaetano Nenna.

Monica Morini – ill. Eva Sánchez Gómez, Qui ci sono le altalene, Edizioni Corsare 2018, 2 p., euro 18

E quella bestiolina chi è?

18 Nov

portada BICHODai vezzeggiativi e i nomignoli zuccherosi che talvolta gli adulti – bambineggiando bruttamente – danno ai più piccoli si può pure scappare, e allora perché non usare un “bestiolina” che coccola ridendo e non appiccica? Questo bel cartonato  è fatto di illustrazioni di Carmen Queralt che mettono in fila, grazie alla tecnica del collage, una galleria di bestiole: con le ali, a righe, a puntini, piacevoli e un po’ meno (sono bellissimi pure gli scarafaggi, ma qualche schizzinoso tra i lettori c’è pur sempre). Per portare alla sorpresa della pagina finale: uno specchio dove infilare il muso per scoprire la bestiolina più incredibile di tutte.

Dedicato ai Nati per Leggere e ai loro grandi, per giocare insieme e metterci la faccia.

Carmen Queralt, E quella bestiolina chi è? (trad. di Elena Cannelli), Kalandraka 2018, 26 p., euro 10

A fior di pelle

12 Nov

a fior di pelleHo concluso da poco, per la Biblioteca civica di Cuneo, un corso per insegnanti, educatori, lettori, genitori nell’ambito del progetto Nati per Leggere su rime, conte e filastrocche. Questo cartonato quadrato è perfetto per un progetto del genere: è pensato per i più piccoli e per i loro grandi, per fare legame con la voce e con il tocco; dice in rima, avvolgendo col ritmo e il suono delle parole che si fanno trama e coperta e filo; mostra immagini fotografiche in bianco e nero: finalmente, evviva, nella produzione fotografica ancora così carente nell’editoria italiana e invece così necessaria.

Alle immagini delle parti del corpo da muovere e massaggiare si affiancano rime che fanno ballare le gambe, giocare a nascondino coi pugni, camminare le mani nel soffice della chioma. Come la forza evocativa delle parole, delle metafore e dei suoni a cui si dà forma, ecco le rime che incantano. Con un apice di bellezza nei nomi delle dita, quelle parole con cui la voce può giocare che Alluce chiede a Mano per i suoi fratelli: refolo, foscolo, tombolo, scricchiolo, coccolo, scovolo, boccolo, ninnolo. Così quattro versi brevi ci ricordano anche la bellezza della nostra lingua e delle sue ricche sfumature.

E poi, pensando che questo libro nasce da un pezzetto di vita vera, è bello riconoscere e ritrovare quei riccioli bambini, quelle mani della sua grande.

Chiara Carminati – Massimiliano Tappari, A fior di pelle, Lapis 2018, 28 p., euro 10,50

Guarda fuori

29 Nov

Un senza parole che riprende l’arguzia e l’ironia delle migliori uscite di Minibombo. Un albo che infila una sequenza di campo-controcampo per giocare tra l’interno e l’esterno di una casa. Nevica e, se fuori fiocca e non ti lasciano uscire, allora si sta a guardar dalla finestra, come i due bambini della storia. Proprio la finestra diventa il tramite dello scambio, visto che questa storia è tessuta dai giochi di sguardi e dai cambi d’espressione che si leggono sui visi e sui musi.

Lì fuori, tra la neve, i bambini vedono un pettirosso, poi tre conigli, un gatto, un orso. Quel che succede, quel si dicono il lettore lo indovina e lo interpreta; ci mette le parole e magari poi vorrebbe metterci pure le gambe quando i due corrono fuori per cercare di risolvere il pasticciaccio combinato dalle bestie. Ma… be’, ve lo avevamo detto che era un campo-controcampo tra dentro e fuori!

Da non perdere per leggerlo insieme, per metterci le parole, per ridere in compagnia.

Silvia Borando, Guarda fuori, Minibombo 2017, 44 p. euro 12,90

Come ti vesti?

12 Ott

Sono delicatissimi questi pop-up per piccoli lettori, con linguette da tirare in sensi diversi a seconda della pagina, uno dedicato ai modi di dormire degli animali e l’altro invece agli abiti da mettersi addosso a seconda del momento. Vanno trattati con cura o meglio, va messo in conto che perderanno i pezzi, si romperanno e magari li sostituiremo, come succede con i migliori cartonati che si vorrebbe  comunque sempre avere a portata di mano.

Pensati da Bernard Duisit, sono in rima: un po’ più lungo, quasi una filastrocca per ogni bestiola quello sulla nanna illustrato da Olivia Cosneau, brevissimo – botta e risposta – quello sull’abbigliamento. Mettiamo in vetrina quest’ultimo per affezione a Janik Coat e perché i suoi personaggi sono sempre una delizia. Scegliere come vestirsi dipende da molti fattori; infilarsi un costume a pois o uno a righe può essere frutto di una scelta ponderata; ci si mettono in mezzo il tempo, la destinazione, l’orario, il cielo e persino la neve. Magari c’è il vento, che solleva la gonna di Rosaria quasi fosse Marilyn Monroe in “Quando la moglie è in vacanza”; oppure detta legge l’umore, come sa bene Salvatore che non disdegna  il colore e gli accostamenti forti.

Janik Coat – Bernard Duisit, Come ti vesti (trad. di Margherita Vecchiati), Panini 2017, 16 p., euro 12

Olivia Cosneau – Bernard Duisit, Come dormi? (trad. di Margherita Vecchiati), Panini 2017, 16 p., euro 12

Le mini fiabe di Attilio

8 Mar

Per me il ritorno sulla scena editoriale di Attilio Cassinelli segna un’emozione felice perché con quel riconoscibilissimo tratto(una spessa linea nera a tracciare somme di forme geometriche primarie) ci sono cresciuta. Pericle, la volpe Pina, i personaggi de La collana del bosco, le storie de I dodici mesi (e la reiterata lettura di Tre amici nello stagno che segnavano agosto, mese del mio compleanno) e soprattutto Lo zoo di carta: il libro a schede che invitava a costruire animali in carta dai colori brillanti era uscito da Giunti nel 1967, non so quale cura avesse preservato per ben più di dieci anni gli animali passati tra mani di cugini vari, ma quelle bestie di carta erano una meraviglia e per tanto tempo ho portato in tasca la volpe.

Festeggio allora questo ritorno e festeggio il fatto che sia un progetto del tutto nuovo ad affacciarsi in libreria, che ci dice di come si possa – a distanza di anni – rimettersi in gioco e presentare ai lettori più piccoli una riuscita collana non scontata sulle fiabe classiche: un formato quadrato facilmente maneggevole, le figure che si stagliano in campo bianco e il testo in stampatello maiuscolo. Qua e là – e lo si può ben notare nel volume dedicato a Cappuccetto – ecco che l’illustrazione si fa predominante, spinge oltre il confine della pagina fino a riempirla senza bisogno di testo: anche questa alternanza di racconto attraverso la parola e racconto attraverso l’immagine è davvero ben riuscita e fluida. Anche i colori usati non sono scontati nella produzione editoriale dei giorni nostri: badate a certe sfumature di lilla, di indaco, di verde, a quelli che qualcuno definirebbe color fango o color talpa e insieme godetevi l’ironia che viene dai musi, dalle facce, dalle espressioni date ai personaggi.

Le prossime due uscite saranno dedicate al brutto anatroccolo e ai musicanti di Brema, e dal muso dell’asino in copertina non vedo l’ora di sfogliarlo!

Il sito dell’autore. L’uscita della collana è stata festeggiata a Spazio B**k il 23 febbraio: nell’invito qualche immagine e suggestione dei libri del passato. Qui vi divertite con un’infilata di prove e illustrazioni su Moleskine.

Attilio Cassinelli, Cappuccetto rosso, Lapis 2017, 28 p., euro 9,50

Attilio Cassinelli, I tre porcellini, Lapis 2017, 28 p., euro 9,50

Una storia che cresce

28 Feb

una-storia-che-cresce_Un bambino, un cucciolo di cane, tanti pulcini e una giovane mamma sono i protagonisti di questo albo illustrato che ripercorre il passare delle stagioni non con intento didattico, ma regalandoci poesia e meraviglia.
Il libro è anche il racconto di un rapporto tra un genitore e un bambino che sta tentando di conquistare una prima autonomia e per questo ha bisogno di conferme e di sicurezza, di contatto ma anche di solitudine, o di un dialogo muto con il suo cane.
Ruth Krauss, scrittrice statunitense che vanta tra le sue collaborazione quella con Maurice Sendak, ha scritto questa storia nel lontano 1947, con il titolo The Growing Story.
Nonostante siano passati settant’anni, la freschezza di questo racconto rimane intatta, le domande dei bambini, oggi come allora, nascono dalle osservazioni del mondo esterno ma assumono una valenza psicologica profonda, accompagnandosi, come un mantra, allo scorrere del tempo.
Sul finale, le risposte arrivano da sole, come una sorpresa inaspettata e una gioia che esplode in mille capriole.
Le illustrazioni di Helen Oxenbury hanno il merito di seguire la storia passo passo, come un reportage, ma anche di farci vedere quello che non è scritto, nei piccoli dettagli ricercati con cura, nei paesaggi, negli animali, negli sguardi e nei gesti.

Ruth Krauss – Helen Oxenbury, Una storia che cresce (trad. di Alice Pascutti), Il Castoro 2017, 40 p., euro 13,50

Ghirighì

29 Ott

ghirighiDopo l’ottima prova di Vita da rana la neonata Passabao è alla sua seconda uscita editoriale sempre dedicata ai piccolissimi per cui confezionare, come da progetto, storie adatte alla condivisione: semplici, godibili e soprattutto fatte per essere lette ad alta voce insieme; sono quasi delle filastrocche a cui dare sonorità con la propria voce e con cui mettersi in gioco, visto che – in questo caso – la lettura può finire in un solletico collettivo.

Qui si passa dal generale al particolare e l’andamento, della narrazione in parole così come quella in immagini , passa dal grande al piccolo, zoomando dal monte al melo che ci sta in cima fino ai frutti. In particolare una mela che ride a più non posso: facile immaginare che il vermetto che si sta scavando la casa proprio dentro di lei le stia facendo un gran solletico.Ecco allora che la lettura condivisa può essere il pretesto per non usare solo la voce ma anche i gesti, anche le dita e solleticare, cammin leggendo, il piccolo lettore fino a coinvolgerlo nella finale baraonda di solletico.

Ci piacciono questi libri pensati apposta per essere condivisi, per fare legame tra grande e piccolo, per dare corpo alla narrazione, er fare abbraccio non solo di voce. Sicuramente due uscite che festeggiano, una nella stagione primaverile e una nell’autunnale, la felice nascita di questa casa editrice che vi invitiamo a tenere d’occhio.

Il testo è in stampatello maiuscolo.

Georgina Ponce Blasco – Ilaria Dal Canton, Ghirighì (versione italiana Ilaria Dal Canton e Silvia Albesano), Passabao 2016, 32 p., euro 13