Tag Archives: Giuseppe Iacobaci

Mentre noi restiamo qui

20 Ago

Non so cosa dire di questo nuovo romanzo di Ness; l’ho lasciato sedimentare un po’ ma rimango perplessa sulla struttura immaginata dall’autore: mi convince molto la storia di Michael, il protagonista, della sua famiglia e dei suoi amici. È un ritratto realistico di adolescente con paure e timori, alle prese con il diventare grande, partire per il college e la sciare la famiglia, e le beghe famigliari appunto: la madre politica in carriera, il padre alcolizzato e alienato rispetto al quotidiano, le sorelle: Mel che ha solo un anno più di lui e viene da un periodo non semplice, e la piccola Meredith che – dall’alto dei suoi dieci anni – sa vedere e interpretare al meglio qual che succede intorno, oltre a stressare tutti quanti col prossimo concerto dei suoi idoli musicali, gli Zaffi Roventi. Poi c’è Henna, che lui sogna di baciare da sempre; Jared, l’amico del cuore che si sta comportando in modo strano; un nuovo arrivato che sembra scombinare i piani di Michael.

Il tutto però è inquadrato in un contesto apocalittico: Michael, la sua famiglia, amici e conoscenti sono infatti dei “normali” che condividono il mondo con i Prescelti, gli indie dall’abbigliamento vintage e i capelli perfetti, che non usano internet e che tentano di salvare il mondo dalla distruzione. Ogni capitolo è accompagnato da una breve descrizione che parla del mondo dei Perfetti e degli Immortali, mentre il contenuto si riferisce al quotidiano dei “normali” che vedono gli indie morire misteriosamente; l’unico contatto coi due gruppi è dato da Jared che è figlio e di una semi-Dea. Il mondo che Michael conosce ha sempre avuto a che fare, ciclicamente con non-morti, fantasmi, vampiri, Dei… ecco ma all’ennesima invasione di daini dagli occhi illuminati di azzurro e attacchi di zombie, mi spiace per come si annacqui la densità delle storie dei protagonisti.

Il sito dell’autore che, in occasione di una raccolta fondi dopo le devastazioni di un tifone nelle Filippine, mise all’asta la possibilità di inserire in questo romanzo il nome del vincitore attribuito a un protagonista: è stato fortunato perché gli è toccato giocare con l’originalissimo Henna Silvennoinen!

Patrick Ness, Mentre noi restiamo qui (trad. di Giuseppe Iacobaci), Mondadori 2018, 232 p., euro 17, ebook euro 8,99

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Niente paura Little Wood!

16 Mag

little woodIn questo libro ci sono Genie, undici anni, suo fratello Ernie, quattordici, e il tempo di un’estate, anzi di un mese estivo da passare in campagna dai nonni paterni. Di questi nonni Genie sa davvero poco, conosce la voce della nonna che telefona qualche volta, ma ad essergli totalmente sconosciuto è il nonno che tanta di parlare al padre senza riuscirci, che porta una pistola nella cintura, che in casa ha una stanza chiusa a chiave per “gli affari suoi” e che è completamente cieco. Nessuno l’hai mai detto al ragazzo perché il nonno stesso vuol essere il primo a dirlo, quel nonno che sa muoversi da solo in casa, cucinare e rispondere alle tante domande del nipote.

Già, perché se suo fratello è il tipo da occhiali da sole fighi perennemente sul naso e fiuto per le ragazze in gamba (ecco Tess che martella tappi da birra per farne orecchini), Genie è quello delle domande: riempie i taccuini, cerca su Google risposte a improbabili quesiti, prova a dare un senso anche al mistero che aleggia sulla casa gialla abbandonata in mezzo al bosco. Ad aleggiare sulla famiglia è invece la storia: quella del nonno e dei suoi genitori, quella dello zio morto in guerra anni prima, insieme allo spettro della guerra e della violenza, alle paure che possono generare, ai fantasmi che possono venirti ad inghiottire. Se il nonno comincia a fidarsi di Genie fino a camminare con lui di notte in cortile, quel che deve lasciare andare è molto di più dei simbolici uccellini che tiene in gabbia e che cura ogni giorno. Ci sono sentimenti e ricordi e vecchie tradizioni e rancori che devono volare vie; c’è la fatica di crescere e la paura terrificante di non essere adatto: per Genie è davvero l’estate del cambiamento.

Reynolds costruisce un romanzo di formazione ambientato nei giorni nostri, ma se non ci fosse il wi-fi, il riferimento potrebbe essere ad altre guerre e la descrizione dei rapporti personali come il percorso di cambiamento di ciascun personaggio starebbero benissimo in qualsiasi tempo. La riflessione che ne nasce ruota intorno al riparare le cose che si sono rotte, ed è un filo che va dalla prima all’ultima pagina, si parli di un modellino di automobilina, dei denti davanti, di un guaio o di un affetto.

Questo romanzo è anche un alto esercizio di traduzione: Giuseppe Iacobaci cuce addosso al protagonista una lingua che ne segue perfettamente i giochi di parole, i pasticci sui modi di dire, i neologismi che Genie inventa.

Le illustrazioni di copertina sono di Marta Pantaleo.

Jason Reynolds, Niente paura Little Wood! (trad. di Giuseppe Iacobaci), Terre di Mezzo 2018, 328 p., euro 14,90

Una ragazza senza ricordi

11 Set

Torna Frances Hardinge e torna con una storia – scritta precedentemente a L’albero delle bugie – che ancora una volta avvolge il lettore in una spirale di avvenimenti e di sensazioni che lo fanno aderire a quel che sta vivendo il personaggio principale, di cui conosce angosce e tentativi di chiarire i misteri che lo circondano. In questo romanzo incontriamo Triss Crescent, undicenne alle prese con una nuova versione di se stessa: dopo esser caduta nel fiume vicino alla casa di villeggiatura (episodio di cui per altro non ricorda nulla) non si sente più se stessa, fatica a trovare persino la sua camera, sente strane voci, trova al risveglio il letto invaso da foglie, le sue vecchie bambole prendono vita quando le guarda, una fame inarrestabile la tormenta. La spiegazione sta nel fatto che la vera Triss è stata rapita; quella che il lettore conosce è una “bambola dei sette giorni” creata a sua immagine dall’Architetto, un uomo che ha carpito la fiducia del padre e che – con la complicità di Penn, la figlia minore – sta tentando di punirlo per un patto spezzato. L’Architetto vive nell’Altrove, un mondo abitato da Latenti, un mondo parallelo alla società inglese degli anni Venti che fa da sfondo al romanzo.

L’autrice descrive perfettamente una società in evoluzione dopo gli avvenimenti della Prima Guerra Mondiale, dove cambiano mode, gusti e modi di vivere; c’è tanto jazz in questo romanzo in cui Hardinge  non rinuncia, come nel precedente, a parlare del ruolo della donna e a rivendicare una parità di genere, delineando la splendida figura di Violet Parish, la fidanzata del fratello di Triss, morto appunto in guerra. Il dolore per la perdita del figlio ha spinto il padre di Triss, brillante architetto, a stringere un patto infernale con l’uomo che lo perseguita anche psicologicamente, facendo recapitare in casa da un misterioso uccello meccanico lettere del ragazzo dichiarato morto. Lo stesso dolore che si fa concreto nel gelo e nella neve che circondano Violet, che rappresenta  l’unica possibilità per Triss e per la sorella minore di essere credute, in quel che pare una follia. Anche il lettore potrà forse chiedersi come sia credibile una somma di tante vicende al limite dell’assurdo: ci sembra appunto un romanzo che può appassionare e spingere a una lettura compulsiva per scoprire dove porta, oppure che viene abbandonato per strada. Non ha mezze misure, come non ne hanno i suoi protagonisti principali, da qualsiasi parte del mondo – reale o Altrove – stiano, qualunque sia lo scopo del loro incedere.

Il sito dell’autrice.

Frances Hardinge, Una ragazza senza ricordi (trad. di Giuseppe Iacobaci e Claudia Lionetti), Mondadori 2017, 444 p., euro 18

Il ragazzo degli scarabei

3 Mar

ragazzo-scarabeiMi immagino a leggere questo romanzo i bambini che nel 2008 impazzivano per Zzzz! (Rizzoli), uno dei migliori libri pubblicati in italiano sugli insetti: me li ricordo a pancia in giù sui tappeti della biblioteca a sfogliare le pagine; ho l’immagine di una piccola classe di prima elementare riunita tutta intorno al libro: uno di loro, espertissimo in materia, utilizzava le immagini del testo per spiegare specie, caratteristiche e tipologie ai suoi compagni. Ecco, facessero la secondari di primo grado sarebbero lettori divertiti e a proprio agio di fronte a quest’avventura colorata di giallo, ricca di informazioni su scarabei, coleotteri, lepidotteri e compagnia anche per chi non ne sa nulla. L’autrice tesse le informazioni scientifiche intorno alla vicenda di Darkus e alla scomparsa del padre, direttore del Dipartimento di Scienze del Museo di Storia Naturale. Il ragazzino viene affidato allo zio archeologo e scopre che il padre è stato rapito: nella vicenda, pare avere un posto di rilievo Lucretia Cutter, misteriosa e terribile proprietaria di una casa di moda, dall’allure di scienziata pazza. Anche nella vita del padre c’è un mistero che ha a che fare con questa donna e con una ricerca scientifica avveniristica in cui i due furono coinvolti molti anni prima.  E poi ci sono gli insetti: lo scarabeo Baxter che diventa inseparabile da Darkus, quelli che popolano a migliaia la casa dei vicini (due terribili cugini che non perdono occasione di farsi scherzi atroci sulla linea degli Sporcelli di Dahl), quelli che adottano i due amici che aiuteranno il ragazzo a svelare l’intrico.

Il romanzo può in alcuni tratti risultare un po’ farraginoso e carico di vicende, ma si legge scorrevolmente e ha soprattutto un altro pregio: è accompagnato da un’applicazione che si scarica da IStorie (gratuitamente se inquadrate una pagina del romanzo) e che è nata dalla collaborazione di De Agostini con Next, il team vincitore in primavera del concorso BitBuk con Exo, un’app proprio legata al mondo degli insetti. L’app, illustrata da Rossella Trionfetti, riprende il personaggio di Darkus e crea un viaggio attraverso alcuni luoghi simbolici di Londra e alcuni legati al romanzo in cui recuperare gli insetti e intanto imparare notizie e curiosità sulla biodiversità. Il team di Next organizza ogni anno a Senigallia Fosforo, il festival della scienza, e si occupa di divulgazione scientifica anche con bambini e ragazzi. Peccato che nell’edizione cartacea del romanzo non ci sia accenno all’app se non in quarta di copertina: ti ci deve proprio cadere l’occhio per avere l’informazione, mentre invece meriterebbe più visibilità perché è davvero ben fatta.

Il seguito del romanzo esce in Inghilterra ad aprile.

Il sito dell’autrice.

M.G. Leonard, Il ragazzo degli scarabei (trad. di Giuseppe Iacobaci), De Agostini 2017, 380 p., euro 14,90, ebook euro 6,99

L’albero delle bugie

7 Set

albero-delle-bugieUn perfetto ritratto della società vittoriana e una straordinaria protagonista che non potrà non far pensare alla Calpurnia, amata da tanti lettori. Anche Faith ha una passione per le scienze e il desiderio di condividere col padre gli studi archeologici e la passione per i fossili, eppure ha imparato a nascondere la curiosità, l’intelligenza viva e quel che già sa sotto la maschera della brava bambina dalle buone maniere, quella che per caso su una spiaggia ha permesso il ritrovamento di un reperto eccellente che ha dato la fama al padre, il reverendo Sunderly. Ma Faith non è la bambina che tutti ricordano, sbiadita sullo sfondo del racconto di un ritrovamento scientifico, non è una comparsa casuale sulla scena della scienza: Faith è ormai una quattordicenne che non vede l’ora di indossare un corsetto da adulta, che osserva le persone intorno con la stessa efficacia e puntigliosità con cui si dedica alle scienze, che vorrebbe poter far vedere al mondo la propria intelligenza e i propri desideri di studiare. Invece è costretta costantemente a non stare al suo posto: confinata in salotto a bere il tè con le signore, mentre gli uomini fumano sigari e discutono di scoperte scientifiche; a bada del fratellino, quasi bambinaia e governante. Faith freme, soprattutto nel momento in cui la famiglia si trasferisce su un’isola in seguito a uno scandalo che ha coinvolto il padre e lei riesce ad arrivare a documenti e carte segreti; soprattutto nel momento in cui il padre muore e lei è l’unica a non credere al suicidio. Sarà la scoperta del tesoro paterno, un albero che si nutre di bugie per rivelare segreti a offrirle lo spunto per addentrarsi ancora di più nel mistero.

Un romanzo che difende i valori della parità tra generi, che offre una buona trama di mistero e un lato oscuro e fantastico rappresentato dall’albero, ma nel contempo porta il lettore ad affrontare temi importanti: innanzitutto la condizione della donna nella società dell’epoca, la considerazione dei suicidi, ma anche l’esplorazione di un mondo chiuso come può esserlo un gruppo di persone che vive nell’ambiente ristretto di una piccola isola, dove tutti si conoscono, dove i segreti corrono più velocemente che altrove, dove si tenta di nascondere il proprio passato o la propria natura quando essa non si adatta alle convenzioni del momento.  Per non dire del conflitto interiore che vive la protagonista nel suo voler compiacere il padre ad ogni costo per guadagnarsi un briciolo di affetto e di stima, ritratto non scontato di quanto di se stessi sia possibile soffocare per desiderio di essere amati. Un romanzo che offre senza dubbio una galleria di ritratti dell’umanità: della bassezza, della violenza psicologica, della cattiveria di cui possono essere capaci gli esseri umani, ma anche nel contempo della libertà e della capacità di volare alto che molti di loro vivono quotidianamente, senza paura di scontrarsi con stereotipi e giudizi altrui.

Il libro ha giustamente vinto lo scorso anno il Costa Book Award, primo romanzo per ragazzi a ricevere questo premio rivolto ad autori che statunitensi e irlandesi. La sua scrittura alta ci viene restituita in una traduzione  di grande qualità che penso restituisca appieno la complessità e la varietà lessicale utilizzata dall’autrice, la costruzione del marasma interiore della protagonista e insieme la ragnatela della trama che porta il lettore sempre più in profondità: gli scavi  che tanta parte hanno nel libro, lo scendere nelle viscere della terra, nelle gallerie e nei pozzi scavati per scoprire qualcosa di nuovo che viene dal passato rimandano in parallelo al percorso di Faith che scava non solo nella storia del padre e della famiglia, ma anche in se stessa, per portare alla luce la sua vera essenza e ribadire quanto vuole davvero essere se stessa sotto la luce del sole.

Il sito dell’autrice.

Frances Hardinge, L’albero delle bugie (trad. di Giuseppe Iacobaci con la collaborazione di Claudia Lionetti), Mondadori 2016, 415 p., euro 17, ebook euro 8,99

Le avventure di Charlotte Doyle

23 Apr

charlotte doyleSì, è vero: non a tutte le tredicenni capita di esser accusate di omicidio, subire un processo e vedersi riconosciute colpevoli. Fin dall’incipit, Charlotte Doyle – che narra in prima persona – mette in chiaro quel che il lettore incontrerà lungo la sua storia. Siamo nel 1832 e la ragazzina viene imbarcata , finiti gli studi, per raggiungere dall’Inghilterra gli Stati Uniti, dove la famiglia è tornata a vivere. Ma non tutto va come deve: unica passeggera, unica donna a bordo, si trova  a condividere tempo e spazio con una ciurma che non aspetta che di ribellarsi al capitano, prepotente e crudele come si rivelerà davvero a dispetto delle prime impressioni. Charlotte scopre sulla sua pelle di dover decidere da che parte stare e di doversi adattare alla vita di bordo, diventando un marinaio che arrampica per badare alle vele e cammina scalzo sul legno. A bordo impara a anche a conoscere l’umanità varia rappresentata dai marinai: scaltrezza, inganno, scelte di vita, non detto. L’amicizia con Zachariah, anziano marinaio dalla pelle scura che sostiene di avere molto in comune con lei, le varrà gli insegnamenti di vita che peseranno nelle scelte future.

Il libro è magistralmente tradotto nella terminologia adatta alla situazione (in un’appendice finale il lettore trova indicazioni su come è fatto un brigantino, come si chiamano le varie parti e su come si svolge la vita a bordo) e al tempo; una lettura affascinante come punto di vista sulle scelte, sulle differenze di genere, sulla capacità di adattarsi e di rivelarsi per come si è. Piacerà ai lettori che cercano storie non scontate e personaggi un po’ fuori dalle righe. Del resto, questo non è che una sorta di anteprima che lascia libero sfogo alla fantasia di chi legge: Charlotte racconta in prima persona e si capisce che molti anni sono trascorsi dalla sua avventura; è naturale quindi interrogarsi su dove sia, cosa abbia fatto nel frattempo, cosa le abbiano riservato il vento e le correnti marine…

Il sito dell’autore.

Avi, Le avventure di Charlotte Doyle (trad. di Giuseppe Iacobaci), Il Castoro 2015, 261 p., euro 14,50

Doll Bones

30 Mag

dollbones

Ecco un ottimo romanzo di formazione che racconta della difficoltà del crescere, della paura di fronte al tutto che cambia, della potenza delle storie e del terrore che siano tutte bugie. Ecco una storia di amicizia dove crescere implica la scoperta delle diversità, l’interrogarsi sui legami, l’affacciarsi dell’amore.

Zach ha dodici anni, è un piccolo campione a pallacanestro e vive con un certo disagio la presenza in casa del padre, tornato a vivere in famiglia dopo tre anni di assenza e il fallimento dei propri grandi progetti. Fin dall’infanzia Zach è legato da profonda amicizia ad Alice, che vive con una nonna autoritaria e intransigente, e Poppy, circondata dal disordine di una famiglia numerosa. Condividono la scuola, le avventure, i problemi, ma più di ogni altra cosa sono legati da una storia che inventano e intessono da anni, mimandola con i loro pupazzi, facendola diventare quasi una saga ricca di personaggi e particolari: la ribelle soldatessa Lady Jane e il temuto pirata William – in un intrico di misteri famigliari e pericoli d’ogni tipo – si muovono nelle terre del regno dominato dalla Regina, una bambola di porcellana dall’aspetto quasi reale che la madre di Poppy tiene chiusa in una vetrinetta. Quando il padre decide di buttare tutti i pupazzi di Zach per intimargli di crescere, il ragazzo non può più giocare, ma nemmeno confessare alle amiche quel che gli è accaduto. La vergogna e il suo segreto, insieme alla rabbia verso il genitore, lo spingono ad accettare la sida di Poppy che – in un tentativo estremo di mantenere tutto come è sempre stato, per la paura che il cambiamento di ciascuno di loro muti l’amicizia – ruba la bambola dalla vetrina e mostra quel che contiene (un sacchetto di presunte ceneri) raccontando che la Regina le ha rivelato di esser stata una bambina che per trovare pace deve essere seppellita in una cittadina dall’altra parte degli Stati Uniti.

Sulla scorta della suggestione del sogno, accompagnata da una serie di coincidenze da cui i ragazzini si fanno gioco forza impressionare, i tre partono all’avventura nel tentativo di compiere questa missione, facendo i conti con le loro storie e con l’impossibilità di rimpicciolire e tornare ad essere gli stessi di prima. Partono affascinati dalla storia del fantasma, dall’abitudine di seguire il filo delle storie, ma anche perché “partire era una scusa per fuggire sapendo di poter tornare indietro”.

Un romanzo dove ci sono i libri di Roald Dahl, ma anche “Il signore degli anelli”, una biblioteca Canergie da esplorare e una fabbrica di porcellana ispirata a una storia vera.

Il sito di Holly Black, autrice della trilogia “Fate delle tenebre” e coautrice della serie “Spiderwick”. L’illustrazione di copertina è di Barbara Canepa e Anna Merli.

Holly Black, Doll Bones. La bambola di ossa (trad. di Giuseppe Iacobaci), Mondadori 2014, 218 p., euro 17, ebook euro 9,99

Il segreto di Houdini

29 Mag

houdini

Quando le ciambelle riescono col buco, alte e dall’ottimo sapore al primo colpo non è mai facile ripetersi: a volte è difficile che il risultato sia all’altezza; altre invece sembra il ripetersi della ricetta di successo e non sempre piace a chi gusta. Sicuramente “La straordinaria invenzione di Hugo Cabret” è stato ed è un libro fondamentale nei percorsi di lettura e nelle proposte che proponiamo ai ragazzi e la carta vincente stava sicuramente nel compenetrarsi di scrittura e illustrazione nella narrazione, così come nel fascino dei tratti con cui Selznick disegna.

In questo caso le illustrazioni accompagnano il testo senza sostituirsi a parti di esso, in un racconto lungo dove si immagina che un bambino di nome Victor si appassioni così tanto alla magia e alla figura di Houdini da volerlo imitare, chiudendosi nei bauli, immergendosi nella vasca senza respirare, mettendo a soqquadro la casa della zia, tutto con gran disperazione della madre. Fino ad incontrarlo davvero il mago, a ricevere una lettera da lui e a raggiungerne la casa per ottenere una scatola. Ma le iniziali che il cofanetto porta incise gli fanno pensare d essere ingannato: solo anni più tardi scoprirà che corrispondevano al vero nome di Houdini e riuscirà a realizzare il suo sogno di bambino che era rimasto comunque vivo in lui.

Penso che la parte interessante di questa storia, da far scoprire ai ragazzi forse più che la vicenda narrata in sé, sia la genesi del libro: non è solo il primo libro che Selznick ha pubblicato (nel 1991) e che quindi viene prima rispetto ai romanzi che conosciamo in edizione italiana, ma nasce molto prima: è frutto di un progetto scolastico degli anni in cui l’autore frequentava la Rhode Island School of Design e alla sua classe fu assegnato il compito di fare “qualcosa su Houdini”. Anni dopo, lavorando in una libreria newyorkese per ragazzi che poi chiuse, Selznick imparò molto sulla letteratura per ragazzi grazie al libraio Steve Geck e proprio lì gli tornò in mente il suo progetto scolastico e ne realizzo un libro. Ecco un’intervista in cui Selznick ricorda quella libreria.

Brian Selznick, Il segreto di Houdini (trad. Giuseppe Iacobaci), Mondadori 2014, 83 p., euro 15

L’esilarante mistero del papà scomparso

22 Gen

Più riguardo a L'esilarante mistero del papà scomparsoQualche anno fa Gaiman scrisse un albo illustrato da Dave McKean intitolato “Il giorno in cui scambiai mio padre con due pesci rossi”, pubblicato in Italia nel 2004, in cui un ragazzino barattava più volte l’ignaro genitore che non si accorgeva di nulla perchè se ne stava trincerato dietro il giornale. Come scrive l’autore nella lettera al lettore che apre questo suo racconto lungo, da allora si è sentito in colpa ed è proprio per rimediare e riabilitare in qualche modo i papà (nell’albo, il babbo mangiava ogni tanto una carota e questo forse era davvero troppo 😉 che ha deciso di raccontare cosa può succedere a uno di loro quando alza gli occhi dal giornale ed esce per andare al negozio all’angolo a comprare il latte.

Nulla meno che un viaggio avanti e indietro nel tempo tra alieni bavosi, piratesse dell’Ottocento, stegosauri inventori, vampiri dalla letterarie assonanze e polizia stradale dinosauriana. Ovviamente a permettergli di tornare dai suoi bambini è proprio il cartone di latte, perno fondamentale di tutta la vicenda. Insomma, di quel che può fare la fervida fantasia e la capacità di raccontare di un papà mettendo insieme gli elementi che ha sotto gli occhi e frullando tutto… insieme a un po’ di latte.

Le illustrazioni sono di Chris Riddell: lo si ricorda giusto nel frontespizio, nonostante siano parte grande e integrante del racconto. Uno spazio in copertina proprio non si trovava?

N.B. Sulla quarta di copertina dell’edizione cartacea si dice che è disponibile la versione ebook. Se siete in grado di trovarla sul sito dei libri per ragazzi Mondadori o su qualunque store on line siete bravi (ho scritto questa recensione il 19 gennaio e a oggi la versione digitale non esiste).

Il sito di Gaiman.

Neil Gaiman – illustrazioni di Chris Riddell, L’esilarante mistero del papà scomparso (trad. di Giuseppe Iacobaci), Mondadori 2014, 159 p., euro 17

Le cronache di Harris Burdick

31 Ott

More about Le cronache di Harris Burdick

Il fascino di questo libro arriva prima dei racconti e delle parole che contiene; è certamente dato dall’incanto delle illustrazioni che lo hanno originato e dalla storia che sta alla base: quella di un uomo chiamato Harris Burdick che si presenta a metà degli anni Cinquanta a Peter Wenders con quattordici illustrazioni e che – nonostante la promessa di tornare il giorno dopo con i racconti legati a quelle immagini – non tornò mai più e mai fu possibile rintracciarlo. Una storia del genere rende ancora più affascinanti queste illustrazioni, che custodiscono qualcosa di magico, di commovente, di coinvolgente: ti sembra di stare sulla soglia di quei mari, di quelle stanze, di quelle strade.

Chris Van Allsburg ha scritto una storia ispirata a uno dei disegni, ha recuperato quella scritta anni fa da Stephen King e ha chiesto ad altri autori per ragazzi (molti anche tradotti in Italia, ma non tutti. A quando?) di lasciarsi suggestionare. Ne sono nati così racconti più o meno lunghi, alcuni belli da leggere ad alta voce, qualcuno più faticoso (come quello di Sherman Alexie) altri sorprendenti: è il caso del racconto di Cory Doctorow che parla di tempo e di spazio in un maniera godibilissima.

Godetevi anche la tenerezza delle lettere della protagonista di Kate Di Camillo e quella del racconto di Louis Sachar, l’ironia di Lois Lowry e la biblioteca del signor Linden. Poi oggi è il compleanno di Alex Lee (protagonista de “La giusta punizione”), quindi da qualche parte c’è un ragazzino in bicicletta, travestito da alieno pirata, che sta per infrangere una regola e per svelare a te lettore un’allucinante verità…

Poi ovviamente perdetevi a immaginare la storia di mister Burdick, perdevi tra le illustrazioni, incapaci di sceglierne una soltanto: io sono indecisa tra le possibilità offerte da un libro aperto e quelle di una finestra spalancata, tra le luci che scintillano qua e là e la lanterna Capitan Tory. Ma confesso che ero già rapita dalla prima didascalia:  Il ragazzo meraviglia. Una vocina chiese:  “è lui dunque?”. Magia magia magia.

Il sito di Van Allsburg. Il sito che racconta tutto su questo libro, dove si possono trovare non solo le storie, ma anche le musiche che le illustrazioni di Burdick hanno ispirato negli anni, così come le storie che giovanissimi lettori hanno scritto guardando queste immagini.

Ecco cosa dicono della loro esperienza gli scrittori che hanno scritto questi quattordici racconti: 

Chris Van Allsburg, Le cronache di Harris Burdick (trad.  di Giuseppe Iacobaci), Il Castoro 2012, 221 p., euro 18