Tag Archives: Gallucci

Lo scrigno incantato

9 Nov

scrigno-incantatoCi piacciono le storie dal sapor di leggenda, quelle che funzionano bene nella lettura ad alta voce e che abbracciano il lettore col loro ritmo e lo tengono lì, insieme alla storia e alla voce di chi legge e a chi ascolta con lui. In più il formato grande dell’albo e le illustrazioni a piena pagina di David Sala, dal sapore klimtiano, permettono di godere appieno di questa narrazione, ancora una volta di gran fascino, come sempre capita quando Chabas e Sala lavorano a quattro mani.

Qui si narra del ritrovamento di uno scrigno magnifico e pesante da parte di un pescatore che subito deve consegnarlo all’imperatore perché così vuole la legge. L’imperatore è potente e tiranno, ma nulla può di fronte alla serratura del prezioso forziere: nessuno riesce ad aprirlo, né il miglior fabbro del regno né l’alchimista e manco la fattucchiera; ad ogni tentativo fallito, fioccano le scudisciate sugli inermi sudditi. Finché si fa chiamare la lince, che ha il dono di vedere attraverso ogni cosa. E la lince, furba come una volpe, si farà gioco del re a proprio vantaggio, lasciandolo ignaro, ignorante e convinto di possedere chissà cosa.

Un libro lussuoso, dal punto di vista delle illustrazioni e nel testo, con la sua riflessione sulla ricchezza, su quel che si possiede, su quel che si pensa di possedere e su come lo trattiamo.

Il sito di David Sala.

Jean-François Chabas – David Sala, Lo scrigno incantato (trad. di Cristina Scalabrini), Gallucci 2016, 32 p.,euro 15

 

Annunci

Lev

26 Gen

LevCome sanno molti di voi che quotidianamente lavorano con bambini e ragazzi, si ottengono buoni risultati con la condivisione in lettura ad alta voce di testi di qualità che raccontano “storie vere”, quelle storie che sempre affascinano proprio per l’aggancio con la realtà, vicina o lontana che sia. Tra le diverse proposte editoriali in occasione del Giorno della Memoria, ecco un albo che parla dei kindertransport che, tra il 1938 e il ’39, nei mesi successivi alla Notte dei Cristalli,videro il Regno Unito accogliere quasi diecimila bambini ebrei accogliendoli e sistemandoli in famiglie, scuole, fattorie.

Il libro permette, attraverso la voce di Lev, di percorrere le vicende di un bambino ebreo e della sua famiglia, separati dal tentativo di salvarsi e poi riuniti a Londra. E sono, appunto, vicende vere: Lev Nelken aveva dodici anni nel 1938, viveva a Breslau ed era un appassionato di francobolli; racconta il progressivo montare dell’odio verso gli ebrei, le proibizioni, i tentativi di scappare, la necessità di denaro che garantisca – come la Gran Bretagna richiede – per il trasporto e in più di soldi per mantenimento e istruzione, la partenza della sorella, la fatica del ragazzo, la solitudine, la fame, il sentirsi isolato nella famiglia che lo accoglie non solo a causa della lingua, ma anche dell’atteggiamento di chi gli sta accanto.

Le illustrazioni accompagnano e suggeriscono letture più approfondite e suggestive oltre il testo (le espressioni dei volti, la pioggia di bottoni che si fa speranza di aiuto), ma sono le parole di Lev a suonare tanto familiari e tanto attuali, specie quando dice “Pensiamo di andare via (…) ma nessun Paese ci vuole. Siamo intrappolati. Qualcuno chiede che vengano dati permessi d’immigrazione almeno ai bambini. Che almeno loro possano salvarsi trovando rifugio all’estero”

L’albo è in doppia lingua: testo italiano ed inglese appaiati sulle pagine.

Il sito dell’autrice.

Barbara Vagnozzi, Lev, Gallucci 2016, 28 p., euro 14

Di che colore è il vento

30 Nov

colore ventoLa magia di un albo di Anna Herbauts segue ancora una volta un ritmo cadenzato delle domande e delle risposte, della ricerca, del voler sapere, dell’interrogare più voci. C’è un bambino, un piccolo gigante come viene definito,un bambino che non può vedere, ma  vuole conoscere il colore del vento e allora, come in altri libri della stessa autrice, prova a rivolgere le domande a chi incontra sulla via. Non solo animali o umani, ma tutti gli elementi de paesaggio sono coinvolti: dalla finestra all’albero, dalla montagna al ruscello.

Il racconto procede anche grazie agli elementi fisici che fanno parte della narrazione stessa: la pagina tagliata a forma di casa che contiene il bambino fa si che – una volta voltata – non ci sia più, si trasformi in una porta che permette di uscire; la sagoma di un cane diventa lupo sul verso, il tondo è una mela intera se lo sfondo è una pagina rossa oppure una mela tagliata a metà se circonda il disegno dei semi. L’albo poi è tattile grazie all’utilizzo di materiali diversi: pagine lucide, rilievi a fare la pioggia o il tronco ruvido o il pelo degli animali, a indicare il contorno dei panni stesi. Insomma, l’albo è una meraviglia per gli occhi che guardano e indovinano, per le mani che carezzano e muovono nel finale le pagine, per le orecchie che ascoltano se qualcuno legge ad alta voce; ed è una meraviglia-sorpresa quando si scopre che la risposta è proprio nel libro che si ha tra le mani e che si può sentire: non serve la vista al bambino cieco per assaporare la carezza di vento che il libro gli fa.

Anne Herbauts, Di che colore è il vento (trad. di Alessandro Marcigliano), Gallucci 2015, 48 p., euro 24

Classici ben svolti – Il giardino segreto

13 Nov

giardino segretoUna nuova collana Gallucci può servire come introduzione alla lettura dei classici: infatti non si propone come riduzione (di cui ancora una volta ci chiediamo il senso. Non è forse meglio leggere e poter apprezzare il testo integro nel momento in cui – come lettori – si è pronti per quella specifica lettura?) né tanto meno come riscrittura (aiuto!), ma come una sorta appunto di presentazione del libro in oggetto. Nello spigare il formato a fisarmonica si incontrano una serie di quattordici immagini che ben evocano, accompagnate da brevi passaggi, l’andamento del testo e lo fanno proponendo ai ragazzi illustrazioni di qualità; poi una mappa dei personaggi e infine il testo raccontato in trenta secondi (una breve trama) e in cinque parole chiave. Infine si sottolinea come per gustare tutti gli episodi che formano il racconto sia necessario leggere il testo completo.

Esulando da “Romeo e Giulietta” e da “Orgoglio e pregiudizio”, possiamo però considerare “Il giardino segreto ” e “Le avventure di Alice nel Paese delle Meraviglie” (questi sono i quattro titoli fino ad ora pubblicati) come strumenti d’appoggio nelle presentazioni ai ragazzi. Punto debole che può essere sottolineato: svolgere l’intero formato significa seguire l’intero andamento del romanzo, finale compreso; per cui c’è da sperare che i lettori non lascino perdere la lettura integrale solamente perché sanno come va a finire. Chissà che le prossime uscite editoriali della collana non puntino più a titoli di classici proponibili ai lettori della scuola secondaria di primo grado piuttosto che a titoli da leggersi poi, caso in cui invece si rischia davvero la forma di riduzione e compendio.

Le illustrazioni delle prime uscite sono di Becca Stadtlander e di Yelena Bryksenkova: andate a vedere i loro siti e regalatevi un po’ di bellezza.

Il giardino segreto di frances Hodgson Burnett, raccontato per immagini da Becca Stadtlander (trad. di Susanna Basso), Gallucci 2015, euro 9,90

Il sentiero

1 Nov

sentieroGian Maria Testa inanella versi in tre filastrocche ad uso di tutti e si permette di dire – attraverso rime e assonanze che rendono fluente il discorso, ma non smorzano certo la grandezza del senso che si sta dentro – dell’importanza delle parole e del parlar bene, dell’assurdità degli adulti, della logica semplicità dei bambini, delle rivendicazioni di febbre secessionista che fanno dei mari sale. C’è il tema della migrazione in sottofondo, c’è il pregiudizio, c’è la speranza di un mondo reso migliore da chi ha capacità di vedere davvero e di accettare. I bambini disegnati da Valerio Berruti corrono in bicicletta e popolano mondi sullo sfondo di pagine di dizionario, di carte nautiche, di cartine che inquadrano la Langa, a riproporre un binomio non solo autore-illustratore, ma anche in quest’ultimo caso autori-terra di provenienza. Dando così un senso concreto alle filastrocche, quasi a ricordare che quel che si dice e si racconta accade e ha un legame fondamentale con il mondo di oggi, con la vita intorno.

E così succede che un libro che vorresti recensire perché pensi possa essere importante per dire di certe cose diventa improvvisamente “cosa tua” e traccia intima, quando ti accorgi che non solo ci sono isole amate, ma ci sono pagine di vocabolario e c’è la tua terra, e mica a caso: e trovi Benevello e Dego e Priero e manca solo che la pagina srotoli ancora una parte di mappa per arrivare al passo del Faiallo e ti tramortisca di sorrisi; è la stessa cartina su cui correvano dite amate a dire di strada per arrivare “fin qua”, strada storta, complicata, mica finita, fatta di saliscendi, strada del cuore.

Il sito di Gian Maria Testa. Il sito di Valerio Berruti.

Gianmaria Testa – disegni di Valerio Berruti, Il sentiero e altre filastrocche, Gallucci 2015, 32 p., euro 15, ebook euro 7,99

Il barbaro

9 Apr

barbaro

Prima di proporre in lettura ai/con i lettori questo albo apritene bene le pagine in modo che sia possibile apprezzare l’illustrazione su doppia pagina in questo formato alto e stretto che ha un suo perché che apprezzerete strada facendo. Inoltre è un albo senza parole che ben si presta a letture diverse, condivise, a interpretazioni e riletture, magari scoprendo sfumature sempre nuove.

Ecco la medesima figura, un cavaliere armato con tanto di elmo, scudo e spada sguainata, su un cavallo nero che appare nella medesima posizione statica ma in parti diversi della pagina man mano che si procede col racconto. Ha gli occhi chiusi e in questo assetto di battaglia affronta pericoli estremi: burroni, gragnole di frecce, attacchi di serpenti, draghi e incroci tra aspidi e leoni, nemici umani, vegetali e alati, fiamme. Poi riposo. Ed ecco allora che, solitario sulla pagina bianca, gli occhi si aprono e il suo sguardo cambia, abbandonando il luccichio dato dall’impresa per un’ombra di delusione. Arriva una seconda figura a dirci che il giro di giostra è finito e che il piccolo sognatore che si è fatto cavaliere volteggiando sui cavallini di una giostra viene preso in consegna dal babbo e fatto scendere, lasciando al lettore il ricordo di tutti i sogni dettati dalla sua fervente immaginazione.

Un albo magico, geniale nella sua semplicità, che non vi stuferete di sfogliare per studiarne i meccanismi, la tecnica, la soluzione una volta appresa la situazione. Per un’analisi approfondita della struttura del libro leggete il post di Anna Castagnoli; divertitevi a proporlo ai bambini, a osservarne le reazioni, a ritornarci su con consapevolezza. E approfittatene per recuperare l’altro albo di Moriconi pubblicato in Italia, riprendendo i magici sussurri di Telefono senza fili (Gallucci, 2014).

Il sito dell’autore. Sfogliate alcune pagine dell’albo sul sito dell’editore.

Renato Moriconi, Il barbaro, Gallucci 2015, 48 p., euro 19

A spasso con Anselmo

15 Set

a spasso con anselmo

Fino a qualche anno fa, La Stampa distribuiva il suo supplemento settimanale Torino Sette non solo in provincia di Torino, ma su tutta la regione e il giovedì era un piacere leggere di appuntamenti, incontri, concerti e farsi una mappa mentale di possibilità varie, alcune manco contemplate non fosse stato per quelle pagine. Qua e là c’erano rubriche varie; alcune sfioravano il ridicolo (quella di Luciana Littizzetto coincideva sempre esattamente con quel che blaterava in tv da Fazio), altre decisamente piacevoli, come quella in cui Luca Morino raccontava la città da un angolo di via, di corso, di viale. E poi c’era Anselm, che si leggeva insieme ridendo nei corridoi del liceo. A spasso con Anselm era la divertente rubrica in cui Culicchia raccontava la convivenza con un formichiere di dodici anni che non indossa i pantaloni, che adora la marmellata di formiche e si spinge tra le strade di Torino osservando il mondo con sguardo candido e privo di schemi preconcetti. Nel 2001 da quella rubrica nacque un libro omonimo che fu pubblicato da Garzanti.

Ora, tredici anni dopo, il libro viene ripubblicato da Gallucci nella collana UAO, con un tocco di giallo in copertina e una O finale guadagnata al nome. Anselm diventa Anselmo e io sto qua a chiedermi che senso ha. Intendiamoci, sono le stesse avventure che mi hanno fatto sorridere anni fa, il protagonista è sempre timido e buongustaio, continua a uscire di casa tutto elegante ma senza pantaloni e quando è al culmine della felicità si esibisce nel “salto del formichiere”, demi-volée con triplo salto mortale intorno alla coda. Continua ad affrontare problemi comuni e a intavolare discussioni con l’umano che lo ospita. Però fa cose di un altro tempo (da quel che guarda in tv agli status symbol che dissemina nei discorsi o vede in giro). Quel che mi chiedo è come suonino ai ragazzini di oggi certi riferimenti e se rideranno ancora, nonostante, leggendo questi brevi capitoli. Insomma, mi interrogo sul senso di un’operazione editoriale simile – che non è la prima e nemmeno l’ultima – come su altre (tipo gli scrittori che apprezziamo in altri frangenti e che si mettono a scrivere per bambini giusto perché son genitori, come se fosse una garanzia. Non so cosa abbiate pensato voi di fronte ai racconti di Paolo Nori contenuti in “Tredici favole belle e una brutta”, Rizzoli 2012, ma io ero e resto alquanto perplessa).

Non ho ovviamente soluzioni né risposte; rimane soltanto la prova del nove, cioè ascoltare i giovani lettori e sentire ancora una volta – come sempre ci diciamo – le loro impressioni su quel che leggono, su quel che trovano in libreria e in biblioteca. E saper aggiustare il tiro delle nostre proposte e delle nostre idee rispetto a quanto ci dicono, confrontandoci e scambiandoci suggerimenti di lettura. Aspetto che un dodicenne mi racconti la sua lettura di questo libro. Con buona pace di chi mi ha portato questo libro perché effettivamente io ero a spasso con Anselmo, che però non mangia marmellata di formiche e per fortuna non conosce metodi inglesi o alpini per guarire dalla febbre alta.

In tutto ciò c’è una buona notizia: mentre su Torino Sette la rubrica che passeggiava avanti e indietro con Anselm ha lasciato posto a una in cui Culicchia racconta Ho visto cose, quella di Morino esiste ancora. Si intitola sempre Un uomo all’angolo e dunque buoni angoli di Torino a voi.

Giuseppe Culicchia, A spasso con Anselmo, Gallucci 2014, 183 p., euro 12

Libertà

27 Nov

Più riguardo a Libertà

Il testo poetico di Éluard, qui presentato nella traduzione di Fortini, si fa parola e insieme materia. Sfogliando infatti i versi appaiono in alto, sulle pagine sagomate, ciuffi d’erba, rami d’albero, profili di montagne, vele e onde di mare, radici, sagome che andranno poi a comporre il quadro finale dove ricomincia la vita in nome della libertà.

Per contro, terminata la lettura, ci si ritrova sulla pagina di sinistra gli intagli che danno forma alla libertà eluardiana; a destra invece una fotografia del maggio 1945: è la testa della sfilata del Corpo Volontari della Libertà a Milano, tra cui Parri, Mattei, Longo. Passi fieri, volti seri per un’altra immagine concreta di libertà.

Il sito di Louis Rigaud. Il sito di Anouck Boisrobert e il suo blog. Di loro abbiamo già ammirato in edizione italiana Popville, Nella foresta del bradipo e Oceano, editi da Corraini. Guardate il loro progetto per realizzare un’applicazione che permetta di custodire e condividere i ricordi.

Paul Éluard, Libertà (nella versione italiana di Franco Fortini), realizzato da Anouck Boisrobert e Louis Rigaud, Gallucci 2013, euro 24

I frutti della terra

21 Dic

More about I frutti dell'ortoUn libro lussuoso per i toni di colore (pagina bianca a sinistra, kraft a destra)  e le illustrazioni (acrilico, inchiostro, penna) che porta alla scoperta di frutta e verdura, dando su doppia pagina informazioni chiare e semplici sul vegetale in questione. Sulla pagina di sinistra una scheda tecnica con tipo, periodo di raccolta, origine, curiosità, modi di dire. Sulla pagina di destra la silhouette del vegetale si solleva per scoprire com’è all’interno (in illustrazione e in descrizione).

Si scopre allora che il finocchio è come il tonno e il maiale: non si butta via niente; che il kiwi è una liana; che ci sono rape e pomodori di colori diversi; che se un caco ha i semi è nato da un fiore maschile; che “le fave dei morti” in realtà sono dei dolci. Mi sa di uno di quei libri in cui passare pomeriggi invernali. Fuori fa freddo; si sta accoccolati a sfogliare e leggere e a godersi le illustrazioni.

Florence Guiraud e Judith Nouvion, I frutti della terra (trad. di Alessandro Marcigliano), Gallucci 2012, 86 p., euro 22.

(Ne)Il pancione della mamma (ma Tra le braccia di papà!)

11 Lug

Una bambina aspetta la nascita della sorellina. Nulla di più semplice. Semplice la storia, semplici e delicatissime le illustrazioni, semplice e originale la scelta della presentazione. Ogni momento è a doppia pagina. Nove doppie pagine, una per ogni mese d’attesa, a sinistra la curva della mamma che cresce, con una finestrella (che cresce in dimensioni pure lei) da aprire per controllare la crescita del bebè, a destra la grande che sta fuori e aspetta. Aspetta facendo quel che può fare.

Ti invento.

Parla, chiacchiera, canta, immagina, sta appiccicata alla finestra-ombelico che le separa, ascolta i movimenti e i calci e intanto si fa bella. Perché la sua sorellina possa subito vantarsi della sorella grande… 🙂  La bellezza della semplicità.

La stessa coppia autrice-illustratrice realizza Tra le braccia di papà: quando le braccia del papà si spalancano solo per la piccola protagonista e diventano rifugio, baluardo contro le paure, nido. Sfogliane qualche pagina qui.

Il sito di Christine Roussey, ricco di meraviglie: assolutamente non perdetevi le fotografie dell’atelier sul picnic!

Jo Witek – Christine Roussey, Il pancione della mamma (trad. di Alessandro Marcigliano), Gallucci 2012, 32 p., euro 14

Jo Witek – Christine Roussey, Tra le braccia di papà (trad. di Maurizia Balmelli), Gallucci 2012, 32 p., euro 14