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Il mio pianeta. Vento

21 Mar

Un approccio multidisciplinare al vento, con illustrazioni di qualità e una grande attenzione alla confezione, alla grafica e ai particolari. Si comincia con una poesia e poi ogni doppia pagina è caratterizzata da un’etichetta colorata in alto a sinistra che identifica la sezione a cui appartiene: crea, osserva, sperimenta. Attraverso informazioni calibrate, narrazioni, esempi e proposte di semplici esperimenti e di costruzioni per mettersi in gioco, ecco un testo che invita a scoprire e a farsi protagonisti, dotato inoltre di un semplice glossario finale.

Potete trovare tra le pagine la spiegazione grafica della scala Beaufort che misura l’intensità del vento, una leggenda dei nativi americani che ipotizza come nasce, l’invito a costruire un anemometro piuttosto che un vortice in bottiglia;poi una pagina sui mulini a vento, una sugli aquiloni, un’altra sui semi portati dal vento, una ancora sugli sport legati al vento. E tanto altro: buona scoperta!

Nella stessa collana il libro dedicato all’acqua secondo le medesime modalità.

Il sito dell’autrice, divulgatrice scientifica dalle molte pubblicazioni per bambini e ragazzi. Il sito dell’illustratrice.

Isabel Thomas – Pau Morgan, Il mio pianeta. Vento (trad. di Erica Mazzero), 64 p., euro 9,90

Di che colore è il vento

30 Nov

colore ventoLa magia di un albo di Anna Herbauts segue ancora una volta un ritmo cadenzato delle domande e delle risposte, della ricerca, del voler sapere, dell’interrogare più voci. C’è un bambino, un piccolo gigante come viene definito,un bambino che non può vedere, ma  vuole conoscere il colore del vento e allora, come in altri libri della stessa autrice, prova a rivolgere le domande a chi incontra sulla via. Non solo animali o umani, ma tutti gli elementi de paesaggio sono coinvolti: dalla finestra all’albero, dalla montagna al ruscello.

Il racconto procede anche grazie agli elementi fisici che fanno parte della narrazione stessa: la pagina tagliata a forma di casa che contiene il bambino fa si che – una volta voltata – non ci sia più, si trasformi in una porta che permette di uscire; la sagoma di un cane diventa lupo sul verso, il tondo è una mela intera se lo sfondo è una pagina rossa oppure una mela tagliata a metà se circonda il disegno dei semi. L’albo poi è tattile grazie all’utilizzo di materiali diversi: pagine lucide, rilievi a fare la pioggia o il tronco ruvido o il pelo degli animali, a indicare il contorno dei panni stesi. Insomma, l’albo è una meraviglia per gli occhi che guardano e indovinano, per le mani che carezzano e muovono nel finale le pagine, per le orecchie che ascoltano se qualcuno legge ad alta voce; ed è una meraviglia-sorpresa quando si scopre che la risposta è proprio nel libro che si ha tra le mani e che si può sentire: non serve la vista al bambino cieco per assaporare la carezza di vento che il libro gli fa.

Anne Herbauts, Di che colore è il vento (trad. di Alessandro Marcigliano), Gallucci 2015, 48 p., euro 24