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Il barbaro

9 Apr

barbaro

Prima di proporre in lettura ai/con i lettori questo albo apritene bene le pagine in modo che sia possibile apprezzare l’illustrazione su doppia pagina in questo formato alto e stretto che ha un suo perché che apprezzerete strada facendo. Inoltre è un albo senza parole che ben si presta a letture diverse, condivise, a interpretazioni e riletture, magari scoprendo sfumature sempre nuove.

Ecco la medesima figura, un cavaliere armato con tanto di elmo, scudo e spada sguainata, su un cavallo nero che appare nella medesima posizione statica ma in parti diversi della pagina man mano che si procede col racconto. Ha gli occhi chiusi e in questo assetto di battaglia affronta pericoli estremi: burroni, gragnole di frecce, attacchi di serpenti, draghi e incroci tra aspidi e leoni, nemici umani, vegetali e alati, fiamme. Poi riposo. Ed ecco allora che, solitario sulla pagina bianca, gli occhi si aprono e il suo sguardo cambia, abbandonando il luccichio dato dall’impresa per un’ombra di delusione. Arriva una seconda figura a dirci che il giro di giostra è finito e che il piccolo sognatore che si è fatto cavaliere volteggiando sui cavallini di una giostra viene preso in consegna dal babbo e fatto scendere, lasciando al lettore il ricordo di tutti i sogni dettati dalla sua fervente immaginazione.

Un albo magico, geniale nella sua semplicità, che non vi stuferete di sfogliare per studiarne i meccanismi, la tecnica, la soluzione una volta appresa la situazione. Per un’analisi approfondita della struttura del libro leggete il post di Anna Castagnoli; divertitevi a proporlo ai bambini, a osservarne le reazioni, a ritornarci su con consapevolezza. E approfittatene per recuperare l’altro albo di Moriconi pubblicato in Italia, riprendendo i magici sussurri di Telefono senza fili (Gallucci, 2014).

Il sito dell’autore. Sfogliate alcune pagine dell’albo sul sito dell’editore.

Renato Moriconi, Il barbaro, Gallucci 2015, 48 p., euro 19

Viaggio

17 Dic

viaggioNemmeno una parola perché non ce n’è bisogno per seguire il viaggio fantastico di questa ragazzina armata di matita, pensando a Luna e alla sua camera blu, pensando soprattutto ad Harold e alla sua matita viola (che potete ritrovare in biblioteca, visto che il volume è da tempo fuori catalogo, e anche in un’app). C’è una ragazzina che si annoia mentre i genitori sono occupati, mentre altri ragazzini giocano insieme davanti a casa e la scappatoia viene dall’unica nota di colore delle prime illustrazioni: una matita rossa con cui disegnare una porta ed entrare in un mondo fantastico e colorato. Arriva il colore e arriva l’avventura, a cui la protagonista aggiunge, grazie al suo pastello, gli elementi che la aiutano a viaggiare e a risolvere le difficoltà: una barca, una mongolfiera, un tappeto volante, ogni cosa serva per mantenere la propria libertà – filo rosso che corre silente lungo il racconto e si fa concreto nel volo dell’uccello che lei libera dalla gabbia e che poi tornerà a liberarla a sua volta, recuperando proprio la matita che è fonte di ogni possibilità.

Ecco, questo sembra dirci l’albo senza testo, che c’è sempre una possibilità e che spesso il cammino che facciamo non ha solo il senso che vediamo mentre i nostri piedi avanzano, ma ricopre un significato anche per altri: c’era in realtà nell’immagine iniziale un’altra nota di colore, una matita viola come l’uccello liberato che segue la ragazzina fino a casa e il sorriso del ragazzo che la impugna dice tutto. Per poi mettere insieme i due colori e partire verso un’altra avventura di cui viene indicata solo la direzione, lasciando al lettore la possibilità di immaginarla, dopo essersi divertito a trovare rimandi e suggestioni seminati tra le pagine (altri libri, altri illustratori, altri viaggi).

Il sito dell’autore. Il video che vi fa vedere la nascita del libro.

Aaron Becker, Viaggio, Feltrinelli 2014, 40 p., euro 15