Tag Archives: ribellione

La compagnia dei soli

30 Dic

la-compagnia-dei-soliNulla pare avere senso in un mondo dove la crudeltà, la brutalità, la guerra e il tornaconto di pochi (o meglio, di uno solo in questo caso, il bruto tenente di vascello) hanno la meglio su tutto. E all’inizio forse pare non avere senso nemmeno il frammento di storie diverse che questo fumetto ci regala, come ritratti di protagonisti, ciascuno ben delineato nel cammeo nel suo carattere e sottolineato anche nei capitolo successivi da un differente colore che accompagna le tavole dedicate: Sara, ben decisa a ribellarsi, a rompere la prigionia e a vendicare la sorella; Pier Remigio, coraggioso nelle scelte, altruista fino alla possibilità della morte; Izio lo sgorbio, che allo sguardo di tutti verso la sua diversità contrappone il ricordo di quello della madre e delle sue parole.

Poi tutto acquista un senso, perché le pagine scorrono e mostrano al lettore come le tre figure facciano parte della stessa storia, della stessa epica dei minimi senza tempo, che pare ambientata in un tempo di eserciti stranieri, predatorie conquistatori, ma potrebbe essere situata ovunque perché universale è ciò di cui parla: la forza della ribellione, la speranza sempre e comunque, la capacità di camminare insieme e di prendersi cura comunque, nonostante la solitudine che si porta cucita addosso.

E anche se i colori – il giallo, il blu, il verde – caratterizzano i tre filoni della storia, a ben guardare trova un senso anche l’interpretazione del titolo data da un bambino che ha visto questo libro poggiato su un tavolo di casa e ha inteso quel “soli” come il plurale di “sole”: c’è una luce che accompagna le scene, anche quelle dove il pericolo si fa più arduo o la crudeltà adulta più forte. La luce che dice che un’altra possibilità c’è, anche se non si sa bene come e dove Che può ancora esserci. Perché – come dice uno dei protagonisti – “forse gli scampati alla morte imparano a respirare anche l’acqua”.

Il blog di Marco Paci.

Patrizia Rinaldi – Marco Paci, La compagnia dei soli, Sinnos 2016, 95 p., euro 12

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Tutta la verità su Gloria Ellis

28 Lug

gloriaellis

Recensione in modalità Alta Fedeltà:

5 motivi per leggerlo:

  1. Jack Kerouac : i protagonisti hanno letto “Sulla strada” e citano spesso il libro, soprattutto una delle frasi più belle e intese, e decidono di partire anche sulla spinta di quelle parole.
  2. Interrogatorio: è costruito come un interrogatorio della polizia. Ogni capitolo è una domanda. Gloria è stata ritrovata dopo essere scomparsa per diversi giorni, tutti sono convinti che sia stata rapita dal suo nuovo compagno di classe Uman. Tocca a Gloria raccontare la sua verità alla polizia.
  3. Viaggio on the road: classico viaggio sulla strada, senza meta, soldi, ma con una grande voglia di andare e vedere cose nuove.
  4. Mistero: Gloria è stata plagiata? Uman ha detto davvero tutta la verità sul suo passato? E’ stato un rapimento o una fuga? Che fine ha fatto Uman?
  5. Lovestory non troppo edulcorata: è indubbiamente una storia romantica, ma non ricade negli stereotipi e riesce ad essere fresca e vitale come un’amore a questa età dovrebbe essere. Inoltre i dialoghi tra Gloria e Uman sono brillanti e non banali.

Frase preferita

Non è stato Uman a farmi pensare in quel modo. Mi ha solo fatto capire che pensavo già così.

Non è stato Uman a farmi fare quello che facevo. Mi ha solo fatto capire  che era quello che volevo fare.

La sinossi la trovate qui 

Martyn Bedford, Tutta la verità su Gloria Ellis (trad. Anna Carbone), De Agostini 2016, pp. 378, € 14,90, ebook euro 6,99

Onora il padre

14 Giu

onoraLe tre sorelle Cresswell e i loro tre fratelli vivono nel bosco in una casa che sta andando in rovina, vendono al mercato quel che recuperano in discarica e riescono ad aggiustare, si ritirano ogni sera in preghiera e a volte finiscono nella Tomba, una sorta di antro nascosto nel bosco dove viene rinchiuso chi è in punizione. Il fautore del loro mondo, ai margini, nascosto dagli altri e soprattutto mai mescolato con gli altri, è un padre fanatico religioso che crede di parlare per bocca di Dio e ha scritto un libro di regole che la famiglia è costretta a seguire; i suoi figli vestono con abiti di altri tempi, non hanno accesso a cellulari, radio, televisione e frequentano la scuola solo perché obbligati dai servizi sociali. Il bosco è la loro unica zona franca, dove poter essere liberi e se stessi; a scuola è come se fossero invisibili, almeno così si sente Castley, la sedicenne protagonista che sta cominciando un nuovo anno scolastico e che comincia ad avere dubbi e desideri di ribellioni. L’immagine di se stessa è talmente diversa dalla realtà da rimanere scioccata ogni volta che vede riflessa la propria immagine; il desiderio di essere come gli altri, di indossare un paio di short di jeans, di uscire con degli amici, di baciare un ragazzo è tanto forte da non poterlo più fermare. Sarà proprio George, il nuovo compagno con cui è in coppia alla lezione di teatro, a farle desiderare una vita normale e insieme a metterla a nudo: Castley è tanto brava al corso di recitazione perché recita sempre, nascondendo quello che succede a casa, coprendo i fratelli, ma anche quel che si oscuro c’è nella storia di famiglia: chi è il ragazzo che compare nella fotografia che ritrae il padre, la madre e il fratellino morto prima della loro nascita? Chi è Michael Endecott che si presenta periodicamente alla loro porta e che il padre odia furiosamente? Castley comincia a cedere al mondo intorno e lo fa visibilmente, sciogliendo i lunghi capelli che – per tradizione e per ordine paterno – devono sempre essere legati a treccia e ben pettinati: la sua chioma immensa dietro cui quasi potrebbe scomparire la rende visibile, la fa notare dai compagni di scuola, la svela come un’altra persona che finalmente è un nome, non solo un cognome che fa gruppo omogeneo di tutti i fratelli.

La storia fila via veloce, scavando nella follia del padre e nel disagio della famiglia; il lettore è portato per mano dal narrare in prima persona della protagonista e ha così una possibilità di doppia visione: vede Castley, la sua famiglia, la scuola attraverso le sue parole e contemporaneamente guarda dal di fuori il suo prendere consapevolezza, le sue domande, i tentativi di ribellione e il suo trasformarsi in quella che è davvero, sconosciuta e libera. Davvero un’ottima scelta per il debutto di Hot Spot, il nuovo marchio crossover de Il Castoro.

Il sito dell’autrice.

Eliza Wass, Onora il padre (trad. di Mara Pace), Il Castoro, 228 p., euro 14,90

 

La leggenda di Zumbi l’immortale

23 Dic

zumbiConfesso: quest’estate ho letto, in una limpida notte stellata di montagna, Fumisteria, il breve romanzo di Fabio Stassi edito da GBM nel 2006 e ripreso  ora da Sellerio, e ho avuto l’impulso immediato di leggerlo ad alta voce perché suona perfetto nella sua costruzione. Così, trovare quest’autore  nella collana di graphic novel di Sinnos, come sempre con caratteri ad alta leggibilità, mi fa un grande piacere tanto più che è accompagnato dal tratto di Federico Appel. Stassi riprende la leggenda fondativa dell’identità multiculturale brasiliana, narrando al lettore la figura di Zumbi, il grande guerriero dai poteri magici che – nato nell’ultimo lembo di terra brasiliana rimasta libera nel corso del XVII secolo – guida la ribellione contro i portoghesi in una lotta di resistenza che dura anni.

Ripercorrendo la vita di Zumbi, dall’infanzia al rapimento e all’indottrinamento da parte dei gesuiti, dal ritorno alla sua gente fino alla presa del comando e alla guida nella lotta, si permette al lettore di individuare i tratti caratterizzanti la colonizzazione portoghese, ponendo l’accento sulla difesa della libertà, della terra, ma di riflettere sullo schiavismo. Una parte importante la gioca la natura stessa: gli alberi della foresta alleati di Zumbi, la violenza degli invasori che arriva a distruggere e a seminare morte ovunque, compromettendo l’ecosistema e la vita non solo delle persone, ma anche degli animali e della vegetazione.

Il fumetto gode di una cornice narrativa vincente che dice proprio del fascino del racconto, delle storie: all’inizio di tutto, fuori dalla storia di Zumbi, c’è infatti un’altra storia, quella di un uomo e una donna che ballano su di un piroscafo che risale il Rio San Francisco, esibendosi nella samba per i turisti occidentali . Alla musica si mescolano i rumori della giungla, le stelle brillano e la richiesta della donna fa scaturire il racconto. A brevi capitoli – tra una samba e l’altra, nella notte, sul nascere della loro storia d’amore – Zelia fa promettere a Jorge che non smetterà mai di raccontare storie, di avvolgerla tra parole e suggestioni di un tempo proprio come fa con le sue braccia. La storia della ricerca della libertà diventa così epopea condivisa nell’intimità della notte, la storia di singoli che si fa storia di tutti quelli che sognano di essere liberi, di vivere in pace, a testa alta, di coltivare nuovi amori e sogni grandi.

Il video dedicato a Zumbi dos Palmares nella serie “constutores do Brasil”.

Fabio Stassi – Federico Appel, La leggenda di Zumbi l’immortale, Sinno 2015, 64 p., euro 10

Regina Rossa

31 Ago

regina-rossaQuesto nuovo romanzo YA riesce a mischiare e amalgamare bene tra di loro alcuni degli elementi tipici dei libri distopici: una dittatura spietata, un’eroina improbabile, un futuro post-qualcosadibrutto e una storia piena di colpi di scena. Ah dimenticavo, qui ci sono anche i super poteri!

Il mondo in cui vive Mare è diviso in due fazioni: i rossi e gli argentei. Il colore è quello del sangue, che determina anche la superiorità degli argentei sui rossi, dotandoli di super poteri. I rossi sono costretti a lavorare e a servire gli argentei che rispetto a loro sono come divinità: c’è chi può intervenire sulla crescita delle piante, chi modificare il metallo e chi, come il re, controllare il fuoco. Chi è come Mare invece deve vivere di espedienti, sopravvivere finché non viene il giorno in cui si deve andare al fronte a combattere. Ma la nostra protagonista non ci sta e, per cercare in tutti i modi di evitare il fronte a lei e al suo migliore amico, si ritrova a lavorare alla corte del re, dove senza volerlo darà dimostrazione di avere un potere unico e distruttivo. Questo avvenimento non lascia altre strade alla famiglia reale che inventare una colossale bugia per nascondere l’accaduto e per cercare di capire meglio il potere di Mare, che si ritrova così da serva a promessa sposa del secondogenito.
Come può una rossa avere un potere del genere? Cosa nasconde la casata reale? E chi sono davvero i due principi ereditari?

Il libro è pieno di colpi scena, ha una scrittura rapida, ma non banale. La sensazione che mi ha dato leggendolo è stata più quella di leggere un romanzo fantasy che non un romanzo distopico, nonostante gli stilemi del genere ci siano tutti, e questo secondo me non è un male, perché lo differenzia dai vari cloni di Hunger Games e Divergent che oramai stanno saturando le librerie. Se poi vi piacciono i supereroi Marvel, allora questo è il libro che fa per voi, da leggere sotto l’ombrellone o sull’amaca in pineta!

Aveyard Victoria (trad. E. Caligiana), Regina Rossa, Mondadori 2015, pp.430, € 19 – eBook € 6,99

Storia d’amore e perdizione – Junk

1 Nov

Tar rimase immobile contro di lei. Gemma sapeva quello che provava, perché gliel’aveva visto scritto in faccia tante volte. Tar si portava il cuore scritto in faccia.

L’occasione degli incontri con le classi è spesso un modo per ripescare libri letti anni fa, per proporre qualcosa di “classico” insieme a qualcosa di appena uscito.

Il romanzo in questione è stato pubblicato per la prima volta nel 1996 e i fatti narrati sono ambientati nella Gran Bretagna degli anni ottanta, quindi un libro che potrebbe essere ritenuto “vecchio” per le nuove generazioni, ma in realtà (e qui sta tutta la magia di Burgess), Junk è godibilissimo a prescindere dal contesto in cui è ambientato…come un vero classico.

La vicenda è quella di Tar e Gemma, due giovani che vivono in un piccolo paese e che si sentono soffocati dalla famiglia e dalla realtà che li circonda. Tar è un sognatore, appassionato di arte e di disegno, con un padre violento e una madre alcolizzata. Gemma invece è per lo più annoiata dalla vita provinciale e si sente prigioniera di due genitori troppo apprensivi. Così quando Tar, malmenato per l’ennesima volta dal padre, decide di scappare di casa, in cerca di una situazione migliore e meno pericolosa per lui, Gemma coglie l’occasione per fuggire a sua volta di casa e per raggiungerlo a Bristol. Tar infatti è riuscito a trovare una sistemazione in una casa occupata con altri ragazzi che lo stanno aiutando in attesa che compia sedici anni e possa ricevere il sussidio. Ma quando Gemma arriva, con la sua voglia di provare tutto e di godersi la libertà riacquistata, trascina il placido Tar in una serie di incontri che segneranno per sempre le loro giovani vite.

Burgess riesce a parlare di droga e dipendenza senza essere moralista, e ci riesce perché lascia che siano i ragazzi a raccontare le loro vite e le loro esperienze man mano che le vivono. Il risultato è un romanzo onesto e sincero, senza indicazioni di cosa sia giusto o sbagliato, ma che non lascia però il lettore indifferente, anzi lo costringe ad una presa di posizione che non ha il sapore di scelta morale, ma quello di profonda compassione verso i due protagonisti.

Melvin Burgess, Storia d’amore e perdizione (trad. Angela Ragusa), Salani 2012, pp. 272, € 14,50

Ambientato sempre in Gran Bretagna anche lo splendido This is England, fotografia implacabile e commovente di quegli anni.

Il colore della libertà

28 Nov

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La storia di Max si svolge in un futuro prossimo, in un mondo simile al nostro, dove non esiste più democrazia, dove le persone vivono in un regime totalitario che detta regole assurde come il divieto di aiutarsi l’un l’altro (fosse anche solo a sollevare uno scatolone troppo pesante), il divieto di mostrare affetto, l’obbligo di indossare una divisa che contraddistingue ogni studente con un colore a seconda della bravura. Precipitato dal rosso al marrone – la fascia più bassa, quasi un reietto, additato, schernito e tenuto a distanza, Max scopre un’isola di libertà nella bottega dell’antiquario che vive nel suo palazzo. Felix gli racconta del mondo in democrazia, gli fa vedere film proibiti e gli dà accesso alla sua riserva di libri che – contrariamente agli ordini – non ha mai bruciato.

Max comincia così a dubitare della freddezza della madre e a capire i legami che uniscono le persone a lui vicine: Felix conosceva suo padre, arrestato dieci anni prima e ora in prigione, e ospitava le riunioni di coloro che volevano ribellarsi al sistema. Una rete di resistenza che non si è mai spezzata, a cui aderiscono persone di cui mai Max sospetterebbe, pronte a rientrare in azione ora che il padre sta per terminare il periodo detentivo.

Il sito dell’autrice. La copertina è di Francesca D’Ottavi. Questo è il libro citato tra le pagine, da cui prende spunto la modalità di ribellione attuata dal gruppo di resistenti.

Yaël Hassan, Il colore della libertà (trad. di Anthi Keramidas), Lapis 2013, 147 p., euro 10

Davì

14 Nov

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Torna in libreria il libro di Barbara Garlaschelli uscito nel 2000 nella collana “Frontiere” di EL, che insieme alla collana “Ex Libris” ha nutrito i lettori di allora di storie necessarie in cui rispecchiarsi, narrativa di qualità di cui qualche titolo ormai fuori catalogo trova posto in altre collane, presso altre case editrici. Così noi possiamo festeggiarne il ritorno in libreria e non solo sugli scaffali della biblioteca, dove possiamo sostituire le copie troppo usurate.

Davì è un indiano metropolitano, cresta verde in testa, anelli dappertutto, il cielo come coperta la notte e un centro commerciale e una biblioteca come punti di riferimento. Davì se n’è andato di casa, senza parole, senza rabbia e vaga per una città di cui non sappiamo il nome, sfiorando le persone, i cui sguardi – in intermezzi brevi – ce ne restituiscono l’immagine. Davì cammina con una margherita gialla in mano e racconta della sua infanzia, di sua madre che se ne è andata, di suo padre che non diceva una parola e nulla pareva scuoterlo, di un libraio che non giudica e che ogni tanto gli dà qualche lavoretto da fare. Racconta di Nicla, fuggita di casa pure lei, ma piena di rabbia e di astio che nascondono la paura di rimanere sola. Nicla che gli finisce addosso senza che lui se ne accorga e butta all’aria i libri dello scatolone che tiene in mano e insieme scompiglia quel che lui credeva di sapere e quel che non immaginava: che improvvisamente una persona può dare un senso, che può crescerti dentro un desiderio immenso di proteggere, che faresti qualunque cosa, che percorreresti qualunque strada. Anche quella incerta verso Dublino.

Questo libro in più ci piace perché tra le sue pagine c’è una biblioteca dove Davì può stare a leggere e nessuno lo giudica nè lo caccia e delle bibliotecarie che dicono che la biblioteca è un luogo pubblico ed è di tutti e per tutti.

Il blog dell’autrice.

Barbara Garlaschelli, Davì, Camelozampa 2013, 112 p., euro 9,50

Il pollaio dice no!

24 Giu

pollaio

Cosa ci vuole per far cadere a testa in giù un tranquillo pasciuto gallo che sta leggendo il quotidiano come ogni mattina? La notizia che i padroni abbiano aderito al programma di allevamento razionale in batteria, ovvero – come cerca di spiegare alle galline – di chiuderle in gabbie strettissime e rimpinzarle di farine animali per aumentare la produzione di uova. Ed è proprio quel che accade: ecco l’allevamento superintensivo, le galline che non possono neanche più sgranchirsi le zampe fino all’aviaria e alle sue conseguenze. Compreso il tentativo di boicottaggio e ribellione del pollaio, che passa attraverso un’idea rivoluzionaria: fare delle uovo cubiche. Peccato che queste siano richiestissime per la loro particolarità e portino al fallimento della protesta.

Le illustrazioni di Lucia Scuderi rendono alla perfezione il passaggio dal razzolamento in libertà delle galline felici al loro diventare parte di ingranaggi e catene produttive tra macchinari e gabbie. Peccato per il testo, a volte troppo difficile (o per lo meno poco esplicativo) per i giovani lettori, che chiude con un finale interrogativo: possono animali e uomini (che poi son tutti animali!) vivere insieme in armonia?

Salvo Zappulla – ill. Lucia Scuderi, Il pollaio dice no!, Buk Buk 2013, 34 p., euro 12,90

La neonata casa editrice ha pubblicato anche un altro albo, intitolato “Daddi e Mirko” (testo di Liborio Palmieri, illustrazioni di Carla Manea) che prende a pretesto la storia di una saponetta profumata – nascosta sugli scaffali di un supermercato, poi messa in svendita e compagna di bagni e bolle di un bambino monello fino a consumarsi tutta – per parlare di dare e donare.

Il pianeta di Standish

20 Mar

Più riguardo a Il pianeta di Standish

Nonno mi faceva sempre sentire al sicuro (…) Era astuto, lui, una vecchia volpe argentata. Stava ritto in piedi alto e fiero, mi diceva sempre che non possedeva niente se non la sua dignità e non intendeva cederla a nessuno.

Questo è un libro difficile. Perché Standish, il protagonista, è un quattordicenne con l’ingenuità e le capacità di un bambino, reagisce e pensa in un modo tutto suo, viene ovviamente preso di mira a scuola, segue i suoi ritmi. Perché Standish vive nella Zona Sette di un mondo in guerra che ci è alieno e che dobbiamo imparare, ma che ci è familiare in tante delle sue caratteristiche:la Zona Sette è dove la Madrepatria segrega i dissidenti e gli avversari politici, dove si fa la fame, dove non si può neanche possedere un televisore, dove la polizia può fare irruzione in casa all’improvviso, dove ai ribelli viene tagliata la lingua. E intanto la Madrepatria prepara la conquista della luna per dare avvio ad una nuova era.

Questo è un libro semplice. Perché racconta la storia di un’amicizia (quella tra Standish ed Hector, il nuovo vicino che è di “uno stampo speciale” rispetto agli altri ragazzi), ma anche della solidarietà tra famiglie in difficoltà; della resistenza silenziosa e segreta di molti difronte ad un regime che sta solo fabbricando una messinscena; della ribellione che si attua in piccoli gesti quotidiani e poi nella scelta di un singolo che sa esattamente quel che deve fare.

Questo è un libro bello. Che non nasconde, non tace, non mette zucchero a velo sulla crosta bruciacchiata della torta. Un libro folle come i pensieri di Standish e insieme onesto, perché dice ai ragazzi lettori le cose come sono. Mi fa pensare a tanti libri letti in questo anno che in questo senso gli somigliano (come “Voglio essere punk”, “Che cosa è successo a Barnaby Brocket”, “Colpa delle stelle” , ma anche il finalmente riedito “13”). Libri che dovremmo proporre di più, inserire nei percorsi di lettura e premiare. Perché non è che se le cose non le guardi o non le leggi, non esistono. Anzi.

Ecco il sito dell’autrice, di cui sicuramente molti lettori avranno apprezzato “La figlia del mercante di seta”, edito da Salani nel 2008.

Sally Gardner, Il pianeta di Standish (trad. di Delfina Vezzoli), Feltrinelli kids 2013, 206 p., euro 13.