Tag Archives: mistero

Il codice Blackthorn

18 Feb

“Polveri, unguenti, erbe medicinali. E poi una grande voliera e libri, decine di libri. Entrando nella bottega di mastro Benedict Blackthorn, Christopher Rowe impara a conoscere il mondo affascinante e misterioso degli speziali. Sta muovendo i primi passi in mezzo a pozioni e medicamenti (non senza qualche scoppio), quando un misterioso culto comincia a mietere vittime tra i mastri speziali di Londra. Le morti si moltiplicano e il cerchio si stringe sempre più intorno a Christopher. A quanto pare è lui che dovrà venire a capo del mistero, interpretando enigmi e scoprendo formule alchemiche. Tra nascondigli di fortuna e fughe a rotta di collo, con una buona dose di coraggio e un amico fidato. ” (Sinossi dal sito dell’editore)

Un classico romanzo per ragazzi con ambientazione storica (siamo nel 1665) pieno di misteri, enigmi da risolvere e tanta avventura. La ricostruzione è dettagliata, ma non toglie spazio all’azione e le ricette degli speziali sono tutte autentiche, infatti un po’ stupisce e un po’ diverte l’avvertenza nelle prime pagine a non riprovare gli esperimenti perché potrebbero funzionare ed essere letali! Christopher ricorda i molti orfani letterari, ma senza dare quella sensazione di già letto, il giallo c’è e fino alla fine non si riuscirà a venire a capo della vicenda.
Un altro grande apprendista è Mog Winter, protagonista dei libri di Bajoria, serie purtroppo fuori catalogo e monca del terzo volume, mai tradotto, che merita di essere scovata nelle biblioteche e letta per immergersi nella Londra ottocentesca (L’apprendista e Il Re degli inganni, Fabbri).

Kevin Sands, Il codice Blackthorn (trad. G. Bertoldo), Rizzoli, 2016, pp. 384, € 16

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Tutta la verità su Gloria Ellis

28 Lug

gloriaellis

Recensione in modalità Alta Fedeltà:

5 motivi per leggerlo:

  1. Jack Kerouac : i protagonisti hanno letto “Sulla strada” e citano spesso il libro, soprattutto una delle frasi più belle e intese, e decidono di partire anche sulla spinta di quelle parole.
  2. Interrogatorio: è costruito come un interrogatorio della polizia. Ogni capitolo è una domanda. Gloria è stata ritrovata dopo essere scomparsa per diversi giorni, tutti sono convinti che sia stata rapita dal suo nuovo compagno di classe Uman. Tocca a Gloria raccontare la sua verità alla polizia.
  3. Viaggio on the road: classico viaggio sulla strada, senza meta, soldi, ma con una grande voglia di andare e vedere cose nuove.
  4. Mistero: Gloria è stata plagiata? Uman ha detto davvero tutta la verità sul suo passato? E’ stato un rapimento o una fuga? Che fine ha fatto Uman?
  5. Lovestory non troppo edulcorata: è indubbiamente una storia romantica, ma non ricade negli stereotipi e riesce ad essere fresca e vitale come un’amore a questa età dovrebbe essere. Inoltre i dialoghi tra Gloria e Uman sono brillanti e non banali.

Frase preferita

Non è stato Uman a farmi pensare in quel modo. Mi ha solo fatto capire che pensavo già così.

Non è stato Uman a farmi fare quello che facevo. Mi ha solo fatto capire  che era quello che volevo fare.

La sinossi la trovate qui 

Martyn Bedford, Tutta la verità su Gloria Ellis (trad. Anna Carbone), De Agostini 2016, pp. 378, € 14,90, ebook euro 6,99

Il Piccolo Regno

28 Apr

Degli eroi. Questo eravamo. Vivevamo estati eterne, dominate dalla voglia di lasciarci alle spalle la città in cui avevamo trascorso l’inverno, e guadagnare spazio, liberarci dalla costrizione delle sciarpe e dei cappotti.

Nell’estate inglese degli anni Trenta, quattro ragazzi vivono l’avventura che li trasporterà nell’età adulta, quella della Gente Alta, così diversa e incomprensibile.

Merlo, Lepre, Ranocchio e Tasso (voce narrante), passano da sempre l’estate nella casa di campagna. Sono anni in cui la Gente Bassa è ancora in grado di parlare e capire la voce degli animali, da cui i soprannomi dei protagonisti; è il tempo della spensieratezza, della leggerezza e dell’avventura. Fino a quando la scoperta e la violazione di un’antica tomba, trascinerà il quartetto a confrontarsi con altri aspetti della vita e con la durezza della maturità.

Un romanzo sull’età di passaggio, sul superamento della soglia, su cosa vuol dire essere bambini e su cosa significa non esserlo più. Tra i personaggi ritroviamo anche Lawrence d’Arabia, già protagonista di Stella del Mattino sempre di Wu Ming 4, che qui compare negli ultimi anni della sua vita, sotto una luce molto diversa.

Leggendo Il Piccolo Regno si ha l’impressione di leggere un classico della letteratura inglese per ragazzi, di immergersi nelle atmosfere del Giardino Segreto e degli altri romanzi inglesi dell’epoca (ma anche romanzi contemporanei, come il ciclo di Wildwood) C’è solo una nota più malinconica e dolente, che fa da sfondo a tutta l’opera e che la rende per questo, a mio parere, più adatta ad un pubblico più grande.

Come ogni classico che si rispetti è presente una mappa per orientarsi e per seguire gli spostamenti della Gente Bassa.

Per la Gente Alta che vuole approfondire i molti riferimenti del romanzo vi rimando a questo articolo di Wu Ming.

Wu Ming 4, Il Piccolo Regno, Bompiani 2016, pp.231, euro 13

Green Manor

27 Dic

couv_117545Sedici misteri e altrettanti delitti da risolvere, che ruotano intorno ad uno dei club per gentlemen più esclusivi della Londra vittoriana: il Green Manor.

Un vecchio cameriere viene internato nel manicomio londinese e inizia a raccontare al medico che quello che pare essere un normale club è in realtà il covo di un gruppo di uomini dediti alla progettazione e all’esecuzione dei peggiori crimi.

Una serie di racconti affascinanti e magistralmente illustrati da Denis Bodart, in una pregevole edizione che ricorda un vecchio e consunto volume.

Fabien Vehlmann, Denis Bodart, Green Manor (trad. G. Scatizzi), Bao Publishing 2015, pp.160, € 27

Thomas e le gemelle

2 Mar

thomas e le gemelleUn racconto lungo di Lucarelli che si presta anche a una lettura condivisa ad alta voce, ben calibrata tra le descrizioni dei protagonisti e del loro ambiente e il meccanismo del giallo, in un’incalzante infilata di poche pagine quadrate (l’ormai noto formato dei Quaderni Quadroni dell’editore Rrose Sélavy) intervallate dalle illustrazioni di Cicarè.

Due gemelle al primo anno di asilo e un vicino di casa di dieci anni condividono un angolo di meditazione a gambe incrociate nei giardinetti del quartiere. Con lo spirito d’osservazione che le contraddistingue le due bambine, poco loquaci e costantemente con la bocca occupata dal ciuccio, fanno notare a Thomas che qualcosa non va nel tragitto segnato dalle cacche di Congo, temuto cane dell’ingegnere che abita in fondo al viale. Thomas dal canto suo è alle prese con strane luci che lo tengono sveglio di notte e lo spaventano. Decide così di seguire la traccia, incuriosito anche dai frammenti di discussione che ha carpito nel giardino della villa dell’ingegnere, e di scoprire cosa succeda davvero la notte nel cantiere vicino. Non è affatto uno strano mostro che soffia, ma ce n’è di che mettere in pericolo la salute di tutti gli abitanti della zona.

Un’unica nota: il testo dice che Congo è un cane nero. Nelle illustrazioni ha un bel pelo marrone. Provate a legger che è nero e a farlo vedere marrone: chi vi ascolta – o legge da solo la storia – noterà subito la discrepanza… sono attentissimi, i lettori! Come leggere “Abbaia, George!” e far loro credere – specie se sono bambini abituati alle fattorie e ai bovini – che quella che il veterinario tira fuori dalla pancia del cane sia davvero una mucca…

Il sito dell’illustratore.

Carlo Lucarelli – ill. Mauro Cicarè – introduzione di Grazia Verasani, Thomas e le gemelle ovvero la strana faccenda del mostro con gli occhi di luce gialla, Rrose Sélavy 2015, 32 p., euro 14

Rico, Oscar e la pietra rapita

30 Dic

rico oscar e la pietra rapita

Ecco una nuova, terza avventura di Rico e Oscar, ormai inseparabili, addirittura residenti entrambi nel condominio che i lettori hanno imparato a conoscere, dislocazioni e inquilini. Li abbiamo conosciuti alle prese col ladro ombra e poi con i guai della mamma di Rico nella seconda avventura; li ritroviamo identici e insieme cresciuti. Rico è sempre l’incredibile ragazzino che con lievità parla del suo ritardo nel capire le cose, nell’affrontare il mondo, nell’interagire; però scrive il diario solo saltuariamente ed è in pace con se stesso: ha avuto un buon anno, coronato dal matrimonio della sua mamma col poliziotto Celli. Oscar invece si è trasferito col suo inaffidabile papà, ma tende ancora a mascherarsi ogni volta che qualcosa non va: migliorando però, visto che è passato da un casco a un paio di occhiali fino al cappello peruviano con paraorecchie che non molla nella calda estate berlinese.

Nel palazzo è morto lo scorbutico Orsi che ha lasciato a Rico la sua preziosa collezione di sassi, compresa la pietra vitellina che però è scomparsa, sottratta da una ragazza che vuole rivenderla. Improvvisatisi detective ancora una volta, l’irresistibile duo parte verso il mar Baltico, cane compreso, in treno senza biglietto e poi via, in un crescendo di coincidenze e colpi di scena che coinvolgono buona parte degli inquilini e un nuovo amico, la cui sordità non gli impedisce affatto di farsi complice. Non mancano gli screzi: Rico che si sente messo da parte, Oscar decisamente torvo e deciso a vendicarsi della negligenza paterna. E come sempre il racconto in prima persona di Rico (come le sue definizioni di parole difficili  qua e là lungo il testo) è esilarante, tenero e costellato di punti in cui la realtà è nuda e cruda nella descrizione che solo lui sa fare dal punto di vista candido di chi vede e dice, senza pudori. C’è chi si innamora, chi impara il linguaggio dei segni, chi mette piede per la prima volta in una spiaggia di nudisti, chi si interroga sul senso della vita e sugli affetti.

E chi saluta, come fa Oscar col signor Orsi nelle ultime righe. Semplicemente, portandosi dietro quel che si è vissuto e avviandosi verso nuovi incroci (nuova sfida per un cervello lento). Rico saluta così, in questa sua ultima avventura anche il lettore, che può incamminarsi verso nuove letture portandosi dietro la certezza che a queste pagine, alla saggezza buffa di Rico, alle risate che regala si può sempre tornare per avere un po’ di buona compagnia.

Rico entra tra i classici “buoni e belli” da proporre ai ragazzi e da riprendere in mano ogni tanto. Con lui andiamo verso altri incroci e altre letture, giriamo la pagina dell’anno, conservando nel cuore l’essenziale. Del resto, Rico conclude così:FullSizeRender (2)

Andreas Steinhöfel – ill. Peter Schössow, Rico, Oscar e la Pietra Rapita (trad. di Alessandra Petrelli), Beisler 2014, 307 p., euro 15

Rico, Oscar e i Cuori Infranti

22 Ott

rico

Di solito non segnaliamo delle serie i volumi successivi al primo, tranne quando sono veramente da non perdere. Ecco uno di questi casi: se già Rico Doretti e il suo diario avevano conquistato i lettori con il primo volume della serie Rico, Oscar e il Ladro Ombra, si ripetono ancora raccontando una nuova avventura. Si ride come nel precedente; si ride lieve sulle difficoltà di Rico, sul ritardo con cui a volte capisce le cose, sui significati delle parole difficili che spiega tra le pagine, sulle sue trovate.

E intanto si guarda Oscar attraverso gli occhi dell’amico: Oscar che viene per passare una serata e una notte a casa Doretti e il mattino trova il suo zaino davanti alla porta, con un biglietto in cui il padre chiede se può rimanere ancora un po’. Perché “ha bisogno di distanza”, spiega il bambino. Oscar invece a questo giro segna la sua distanza dal mondo non più con un casco, ma con un paio di grandi occhiali scuri, nonostante i quali al suo sguardo non sfugge che, alla tombola serale, la mamma di Rico ha vinto imbrogliando. Superata la rabbia, i due si mettono a immaginare scenari possibili, a intrecciare prove e indizi; si gettano all’inseguimento dei veri truffatori sulla vetusta auto di un vecchietto allergico alle noccioline che non trova di meglio che ingoiarne una manciata per salvare la situazione quando viene sorpreso a rubare documenti importanti in un nightclub.

Ce n’è per tutti i gusti, dall cioccolato in cinque palline sul cono di Rico alla mania del cibo salutare del suo amico che sgranocchia “mix dello studente” a quattro palmenti, compreso il cono sette gusti di Oscar: perché se la gelataia ti stuzzica chiedendoti melliflua se sai già contare fino a cinque, cosa vuoi fare? Risponderle che sai farlo fino a sette ed elencarle i gusti nell’ordine esatto in cui deve servirteli!

Rispetto al primo volume è cambiata la traduttrice, ma la prosa di Rico nel suo diario scritto di notte scorre liscia, ironica e appassionante come la conoscevamo.

Andreas Steinhöfel – ill. di Peter Schössow, Rico, Oscar e i Cuori Infranti (trad. di Alessandra Petrelli), Beisler 2013, 268 p., euro 13

Un polpo alla gola

20 Nov

 A 16 anni non è solo questione di conformarsi, l’omologazione e bla bla cazzate sociologiche. E’ proprio che non puoi deludere nessuna aspettativa, c’è un intero pantheon di figure mitologiche che vede in te il suo erede.

Il secondo lavoro di Zerocalcare è una storia che passa attraverso tre periodi della vita del protagonista (Zero) e dei suoi compagni di scuola.
Il ritrovamento di un teschio nel bosco vicino alla scuola elementare è l’evento che mette in movimento i destini dei protagonisti e che appioppa anche il polpo alla gola di Zero. Il polpo altro non è che quella sensazione di strozzamento che ci prende quando siamo autori di una vigliaccheria, di un atto vergognoso delle cui conseguenze sono vittime altre persone (insomma quando inguaiamo altri per evitare di venire puniti). E così seguiamo la vita di Zero e dei suoi amici attraverso gli anni delle elementari e delle superiori, fino all’arrivo all’età adulta, quando finalmente verrà svelato il mistero del teschio e tutte le vicende troveranno un loro (precario) epilogo.

Un fumetto notevole, come tutti i lavori di Michele Rech, che riesce a farci ridere davvero e che lascia in bocca il sapore dolce-amaro delle storie ben raccontate e che sanno colpire il lettore.

Qui potete leggere alcune pagine e qui trovate il sito dell’autore con tutti i web comics che pubblica.

Zerocalcare, Un polpo alla gola, Bao Publishing, pp.192, € 16

Il giardino di Abdul Gasazi

30 Set

20120930-171047.jpg Immaginate le matite più pastose di Brian Selznick, aggiungeteci un po’ di gotico, avventura e il senso di selvatica complicità nell’andare a spasso con un cane dispettoso e vi ritroverete nel Giardino di Abdul Gasazi.

Fritz ha già morso per sei volte la zia Eunice, quindi questa volta l’invito al tè per la sua padrona dice a chiare lettere: “Per favore, lascia il cane a casa”.
Alan, un ragazzino mite, viene quindi incaricato di portare Fritz a fare la sua passeggiata pomeridiana. Peccato che il cane, proprio di fronte a una minacciosa insegna, gli strappa il guinzaglio di mano ed entra nel giardino proibito di Abdul Gasazi, mago in pensione.
Quel peperino di Fritz corre corre sotto l’arco di viti americane, lungo le scale e Alan molla il colpo, segue un sentiero e finisce alla villa di Abdul che sembra aspettarlo sulla magnificente soglia della sua villa. Panciuto e altero, indossa una vestaglia arabeggiante e un fez, fuma annoiato e gli mostra il suo odio per i cani facendogli vedere delle papere che un tempo erano mastini. Alan lo supplica di trasformare Fritz nel cane che era, ma il mago spiega che solo il tempo può farlo. E la papera-Fritz vola via rubando il cappello di Alan. Ormai al tramonto, il ragazzino disperato fa ritorno a casa della padrona e le confessa l’accaduto, ma Fritz è già lì, tutto pimpante come se non fosse accaduto nulla. “Abdul deve essersi preso gioco di te perché nessuno può trasformare i cani in papere,” dice la donna.
Sul porch, sotto lo sguardo silenzioso delle stelle, Fritz si diletta a masticare il cappello di Alan. “Briccone, che stai facendo con quello?” gli chiede la padrona.

Un libro classico nell’impaginazione (testo incorniciato sempre sulla pari, illustrazione sulla dispari), un po’ sinistro, senza tempo. Realizzato con dei raffinatissimi chiaroscuri a pastello, questo picture book spalanca la porta tra mistero e realtà, tra la menzogna e la magia, tra il credere e il sentire. E chi di voi non ha mai inseguito disperatamente un cane dispettoso fino a perdere il fiato?
C’è un po’ di Alan e di Abdul in ognuno di noi…

Chris Van Allsburg è l’autore di Jumanji, Polar Express.
The Garden of Abdul Gasazi è stato premiato con la Caldecott Medal nel 1980.

Il libro è stato recentemente segnalato tra i migliori 20 libri per bambini secondo Flavourwire.

The Garden of Abdul Gasazi, Chris Van Allsburg, Houghton Mifflin Company, cartonato con sovraccoperta, Boston 1979.