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Il nonno bugiardo

24 Mag

Alki Zei, conosciuta dal grande pubblico per La tigre in vetrina che dal 1963 viene apprezzato da generazioni di lettori, ha ribadito – nella sua recente partecipazione al Salone del Libro di Torino – come le vicende storiche che ha conosciuto e vissuto siano sempre presenti nelle sue storie. Succede anche in questo romanzo dove Andonis ha a che fare con un affascinante e misterioso nonno, che trova sempre una giustificazione per i suoi ritardi e racconta la sua partecipazioni a fatti importanti. Ex attore di teatro esiliato in Francia durante la Dittatura dei Colonnelli, tornato in Grecia, ancora oggi insegna a gruppi di ragazzi e intanto recita per il nipote e la domestica russa le vicende della propria vita. Il nonno è appassionato, folle e partigiano della libertà; cerca di dare al nipotino una visione del mondo inclusiva e ricca, di fargli conoscere persone, testi classici e sorprese. Lo porta a Parigi, sull’isola di Kos, in giro per Atene. Ma Adonis continua a chiedersi perché nessuno parli mai della nonna e questo mistero aleggia nella sua vita, gli fa immaginare inganni e crescere la rabbia finché i suoi grandi, considerandolo interlocutore alla pari, raccontano la verità, che per altro non fa che aggiungere fascino alla figura del nonno.

Il nonno ha le sue idee e i suoi modi di essere e di fare; ha anche il dono di saper ascoltare le domande, i silenzi, le rabbie del nipotino e di lasciare traccia nella sua vita; lo si percepisce presente anche quando non c’è più.

Peccato solo per alcuni punti in cui la resa italiana scivola.

La bella copertina e le illustrazioni interne sono di Andrea Antinori.

Alki Zei, Il nonno bugiardo (trad. di Tiziana Cavasino), Camelozampa 2018, 17 p., euro 13,90, versione audio mp3 euro 8,90

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Il ladro di panini

21 Mag

ILLADRODIPANINIMarin è un bambino fortunato: ogni giorno nel cestino del pranzo trova un panino fatto preparato dalla mamma e un biglietto scritto dal papà.La mamma poi prepara un panino diverso per ogni giorno della settimana, usando sempre un ingrediente speciale: la sua maionese fatta in casa. Ma il lunedì della settimana su cui si apre la storia il panino è sparito e così anche il giorno successivo: Marin decide allora di improvvisarsi detective e, dato che il preside non gli dà retta, di tentare di raccogliere indizi e tendere trappole per cercare di stanare il ladro. In realtà sarà la mamma a fornirgli la carta vincente, addirittura a base di cucina molecolare!

Il bel formato dei prima graphic di Sinnos per una storia divertente dalla grafica accattivante: le illustrazioni del canadese Patrick Doyon giocano su una palette di colori non scontata, ma azzeccatissima.

Patrick Doyon – André Marois, Il ladro di panini, Sinnos 2018, 160 p., euro 13

L’erba magica di Tu Youyou

13 Mag

Di questi tempi in cui si parla molto, e molto si scrive nei libri per ragazzi, di donne e scienza, ecco un albo per lettori dai 7 anni, che riprende una storia vera e poco conosciuta: quella del medico cinese Tu Youyou, che ha ricevuto il Nobel nel 2015 per la cura contro la malaria.

Le grandi tavole colorate ripercorrono la storia della scienziata fin da bambina, ponendo l’accento su quella che sarà la chiave di volta nella sua ricerca: la medicina tradizionale cinese. Si ricorda infatti la figura di un anziano medico conosciuto da bambina mentre coglieva e seccava le erbe fondamentali. E si ricorda la tenacia nello sviluppo del programma che le viene assegnato nel 1969 per trovare una cura per debellare la malaria che venisse appunto dalle erbe medicinali. Dopo studi e sconfitte, tra il 1971 e il ’72 ecco l’artemisinina a cui il nome della scienziata verrà pubblicamente legato solo molti anni dopo. Ancora una volta una narrazione di scienza, una storia vera, nel formato di albo che rende possibile avvicinarla anche ai più piccoli.

Plauso per Alice Coppini, alla sua prima opera pubblicata. Che è anche scritta con un carattere ad alta leggibilità, motivo in più per proporla ai lettori.

Xu Lu – Alice Coppini. L’erba magica di Tu Youyou. La scienziata che sconfisse la malaria (trad. di Beatrice Masini), Editoriale Scienza 2018, 48 p., euro 14,90

Un fantasma in soffitta

22 Apr

Un racconto che si presta particolarmente ad essere letto ad alta voce, costruito con l’idea di focalizzarsi sulla paura notturna della protagonista, vanificarla nella semplice presenza di un gatto e poi rimettere tutto in discussione con una rivelazione finale che sembra cambiare lo scenario.

Emma, Joe e i loro genitori passano un fine settimana al mare in casa della prozia Win. A Emma tocca dormire nella piccola camera in soffitta; il fratello le suggerisce che sia abitata da fantasmi e il buio, i lampi e i tuoni di certo non aiutano. E neppure i sospiri della prozia su Annie, la sua bambina che le manca così tanto e che proprio in quel letto dormiva anni prima. La notte Emma ha viva addosso la sensazione di essere osservata che, accompagnata da rumori contro i vetri della finestra e riflessi nello specchio, aiuta a insinuare la paura. Eppure la ragazzina non vuol darla vinta al fratello, dichiara di dormire di filato e solo l’ultima affermazione della mamma la lascerà con un punto interrogativo – e così anche il lettore – sulle notti trascorse in soffitta.

Il libro, come tutto il catalogo Biancoenero, segue i criteri dell’alta leggibilità.

Questo racconto arriva insieme a un graditissimo ritorno: la nuova edizione de Il giardino di mezzanotte – diventato un film nel 1999 – ripubblicato da Mondadori, dopo esser stato in catalogo Salani. Questo libro di Pearce è negli anni diventato un classico: la storia di Tom, e della pendola che nella notte batte tredici inattesi colpi e del giardino che appare improvvisamente permettendo di vivere in un tempo diverso, cattura sempre i lettori. Occasione per andare a ripescare della stessa autrice  anche “Alta marea per un delitto”, pubblicato da Mondadori nel 1990.

Philippa Pearce – ill. Chiara Lanzieri, Un fantasma in soffitta (trad. di Giulia Avallone), 43 p., euro 8

Celestiale

16 Apr

Mentre leggevo questo libro portavo addosso la voce di Gian Maria Testa che snocciola Sono belle le cose, testo di Pier Mario Giovannone che elenca cose, appunto, belle. Qui Francesca Bonafini inanella liste di parole: quelle che piacciono alla dodicenne Maddalena, che le colleziona, ne assapora il suono, ne scrive liste e cerca di convincere le amiche della loro bellezza e della loro potenza. Quelle di Fabrizio, che per timidezza rimane muto davanti alla ragazza, mentre dentro è un mare in tempesta, pieno di parole che rumoreggiano dentro il cuore e tirarle fuori è una fatica bestia. Quelle di Ivano, che di Maddalena è il fratello maggiore, che passa il tempo al bar o in strada anziché a scuola, che finge di fare il duro, ma che dentro in realtà ha un vuoto enorme e gli manca terribilmente il professor Zarri, che sapeva dire e vedere e far dire ai suoi allievi.

Già, perché questo è anche un libro che parla della potenza dei libri, delle storie, delle parole come le mettono giù certi autori e tu ti ci ritrovi dentro e improvvisamente sei meno solo e ti fai cosciente che quello che provi qualcun altro, magari in un altro tempo, magari proprio Leopardi, l’ha sentito pure lui e lo ha scritto. E parla anche di certi insegnanti che ti segnano, che ti sanno leggere dentro e ti cambiano la vita. E di quanto sia difficile dire e dirsi ed essere proprio se stessi; di come a volte la periferia sia lontana mondi interi dal centro città; di come l’inverno si possa attraversare come una primavera e faccia sbocciare miracoli.

Bonafini costruisce un testo a tre voci, con un ritmo giusto per leggerlo a voce alta, presentando tre protagonisti che coprono l’arco delle scuole secondarie e che sono credibilissimi e profondi nei loro dubbi così come nelle loro certezze. Il leggiadro ottimismo di fondo con cui Maddalena guarda alla bellezza delle cose e delle parole ha una consistenza granitica che ci ricorda come il coraggio sia contagioso, e magari anche quel modo lì di vedere il mondo.

Per me questo romanzo (che tra l’altro ha le caratteristiche dell’alta leggibilità) è stato proprio un regalo: finalmente una novità per adolescenti di un’autrice italiana, di una misura che può funzionare anche di fronte a rimostranze di non forti lettori e di una forza e limpidezza tale da render felici. Sarà che amo il suono delle parole, ma una protagonista che fonda un Fan Club delle Parole Entusiasmanti e pensa che nei nomi delle persone covino tutte le bellezze del mondo non poteva che innamorarmi.

A inizio aprile Celestiale è stato libro del giorno a Fahrenheit su Radio3: c’è il podcast da riascoltare.

Francesca Bonafini, Celestiale, Sinnos 2018, 108 p., euro 12

Felicottero

12 Apr

Spicca sulla pagina Fenicottero col suo rosa fluo: tutti gli uccelli del circondario lo conoscono, visto che è stato per anni un campione in campi diversi, dal volo veloce, alla corsa sui trampoli, fino alla danza in aria con le uova passando per il campionato di pesca del gamberetto. Poi la caduta e la perdita di una zampa: ne è rimasta una sola; l’arto fantasma a volte si fa sentire e il rimpianto e la nostalgia del passato pure. Fenicottero deve ritrovare i propri sogni e ricominciare a volare; ironia della sorte, a dargli una mano sarà Millepiedi, che di zampe ne ha tante, ma a quanto pare la quantità non è sempre un vantaggio.

Ispirato alla storia del triatleta belga Marc Herremans, questo albo si fa forte di una particolarità testuale: è infarcito di modi di dire, sui quali si appiglia anche l’ironia del protagonista e la sua capacità di scherzare sulla menomazione che si porta dietro. In Millepiedi trova un degno compare di risata; insieme prendono con leggerezza quel che viene, la leggerezza saggia di chi sa dire le cose come sono, anche quando è il caso di rimproverare gli altri amici che difettano un po’ in presenza e solidarietà.

Il lettore apprezzerà sicuramente anche il tratto di Marije Tolman, la verticalità che regala alle illustrazioni, tra palme e trampoli, l’uso del colore, le buffe espressioni dei protagonisti.

Kim Crabeels e Marije Tolman , Felicottero (trad. di Laura Pignatti), Sinnos 2018, 32 p., euro 12

Che sport, lo sport!

21 Feb

Un albo dal grande formato, copertina morbida e tutte le caratteristiche dell’alta leggibilità a cui si aggiunge l’ironia di Könnecke che traccia, a questo giro, una carrellata di tanti sport diversi per dire che ce ne sono per ogni tasca, molto conosciuti o più di nicchia, ma che comunque fare sport “rende belli e spazza via la malinconia”. Con una garanzia del genere non resta che sfogliare e scegliere il proprio oppure godersi le descrizioni punteggiate da illustrazioni buffe dove gli animali sono, come sempre, assoluti protagonisti. Dalla ginnastica ritmica alle discipline dell’atletica, dal bob al lancio del tronco, dal surf al rugby all’arrampicata.

Ideale per i primi lettori, diventa una galleria che, ancora una volta ci fa pensare a Richard Scarry e a certi titoli di Mauri Kunnas. Ci si può divertire a seguire i vari personaggi, addirittura a cucir loro addosso storie e narrazioni, dando voce ad alcune espressioni davvero impagabili. Ovviamente il lettore scoprirà l’esistenza di sport che ignora o imparerà regole e curiosità di quelli già conosciuti; magari potrà cimentarsi anche a trovare quelli che non sono citati (a caso, ci vengono in mente short track e biathlon dato il momento olimpico, ma siamo sicuri che ne conoscete altri!).

Ole Könnecke, Che sport, lo sport! (trad. di Chiara Belliti), Beisler 2018, 60 p., euro 15,90

Lo slip da bagno

16 Feb

Il Libro con gli Stivali, la libreria per ragazzi di Mestre premiata nel 2015 come Miglior Libreria per Ragazzi d’Italia, diventa anche casa editrice e traduce due albi usciti da Père Castor/Flammarion nel 2011 e 2012, in cui si ripropone il talento di Olivier Tallec, in questi ultimi mesi ben presente nell’editoria italiana, in coppia con la scrittura di Charlotte Moundlic.

Il personaggio principale è Michele, detto Michelino, che parte da solo per le vacanze dai nonni, dove sa già si troverà in balia del gruppo dei cugini più grandi di cui è lo zimbello. Il lettore lo segue nel racconto delle sue vacanze, nel tentativo di farsi accettare dal gruppo, alle prese con la lettera da scrivere alla mamma e coi problemi di scrittura, ma anche con lo spettro che gli si aggira intorno: è l’estate dei suoi otto anni, il momento in cui – per tradizione di famiglia – ci si deve tuffare in piscina dal trampolino più alto. Non solo Michele ha fifa, ma la mamma gli ha pure infilato in valigia il costume da bagno del fratello maggiore che non sta su manco con l’elastico. Nel tentativo di non mostrare le chiappe a tutta la piscina, Michele se la caverà brillantemente, proprio come nel secondo volume dove diventa il referente di Carmen, la nuova compagna di classe spagnola, di cui si innamora.

Sono due belle storie, che dicono i sentimenti del protagonista nel ritmo piano del quotidiano. La scelta di un formato più piccolo rispetto all’albo originale, la copertina rigida e il rispetto delle caratteristiche dell’alta leggibilità fanno di questi due volumi un’azzeccatissima riuscita, libri di una misura già consistente per chi si misura da solo nella lettura di un testo non solo piacevole, ma decisamente ironico. L’ironia la fa da padrona anche nelle illustrazioni di Tallec che, ancora una volta, regala ai suoi bambini dalla testa grande la tenerezza dello sguardo adulto, lo sguardo partecipe di chi considera quei bambini dei validi interlocutori nelle cose della vita. Inutile dire che aspettiamo anche il terzo volume della serie che vede Michele protagonista; peccato solo per la traduzione che in qualche punto slitta un po’.

A proposito dello sguardo di Tallec sui bambini, non perdete il suo La vita dei super-mini-eroi pubblicato qualche mese fa da Clichy: nasce dalle illustrazioni che Tallec realizzò nel 2013 per la mostra del Salone di Montreuil che proprio quell’anno aveva gli eroi come tema portante. La coppia Moundlic-Tallec ha lavorato a quattro mani inoltre su un altro libro, il cui necessario splendore da anni non smettiamo di decantare: è La croûte, che parla con una preziosa metafora del dolore della perdita. Chissà che non si stia per affacciare anche questo tra le prossima uscite in italiano…

Charlotte Moundlic – Olivier Tallec, Lo slip da bagno ovvero le peggiori vacanze della mia vita (trad. di Nicola Fuochi), Il libro con gli stivali 2017, 42 p., euro 13,50

Charlotte Moundlic – Olivier Tallec, Il mio cuore in briciole ovvero i più bei giorni della mia vita (trad. di Nicola Fuochi), Il libro con gli stivali 2017, 42 p., euro 13,50

La compagnia dei soli

30 Dic

la-compagnia-dei-soliNulla pare avere senso in un mondo dove la crudeltà, la brutalità, la guerra e il tornaconto di pochi (o meglio, di uno solo in questo caso, il bruto tenente di vascello) hanno la meglio su tutto. E all’inizio forse pare non avere senso nemmeno il frammento di storie diverse che questo fumetto ci regala, come ritratti di protagonisti, ciascuno ben delineato nel cammeo nel suo carattere e sottolineato anche nei capitolo successivi da un differente colore che accompagna le tavole dedicate: Sara, ben decisa a ribellarsi, a rompere la prigionia e a vendicare la sorella; Pier Remigio, coraggioso nelle scelte, altruista fino alla possibilità della morte; Izio lo sgorbio, che allo sguardo di tutti verso la sua diversità contrappone il ricordo di quello della madre e delle sue parole.

Poi tutto acquista un senso, perché le pagine scorrono e mostrano al lettore come le tre figure facciano parte della stessa storia, della stessa epica dei minimi senza tempo, che pare ambientata in un tempo di eserciti stranieri, predatorie conquistatori, ma potrebbe essere situata ovunque perché universale è ciò di cui parla: la forza della ribellione, la speranza sempre e comunque, la capacità di camminare insieme e di prendersi cura comunque, nonostante la solitudine che si porta cucita addosso.

E anche se i colori – il giallo, il blu, il verde – caratterizzano i tre filoni della storia, a ben guardare trova un senso anche l’interpretazione del titolo data da un bambino che ha visto questo libro poggiato su un tavolo di casa e ha inteso quel “soli” come il plurale di “sole”: c’è una luce che accompagna le scene, anche quelle dove il pericolo si fa più arduo o la crudeltà adulta più forte. La luce che dice che un’altra possibilità c’è, anche se non si sa bene come e dove Che può ancora esserci. Perché – come dice uno dei protagonisti – “forse gli scampati alla morte imparano a respirare anche l’acqua”.

Il blog di Marco Paci.

Patrizia Rinaldi – Marco Paci, La compagnia dei soli, Sinnos 2016, 95 p., euro 12

Lucilla Scintilla e il suo cucciolo

28 Nov

lucilla-scintillaLucilla Scintilla ha sei anni e mezzo, è testarda, curiosa e attenta osservatrice. Sta cercando la cagna del nonno che si è nascosta per partorire. Allora, dopo aver giustamente osservato come il nonno borbotti e sussurri alle sua piante dell’orto (è forse quel che dice che fa arrossire i pomodori?), decide anche lei di accompagnare la ricerca con un dialogo rivolto al cucciolo che dovrà nascere. Questo dialogo è proprio quel che legge il lettore, mentre cammina con la bambina lungo il tempo di una giornata estiva, tra orto, campi e bosco, nella libertà del tempo della vacanza quando si vive a contatto con la natura. Lucilla descrive e interroga, si presenta, cerca di guardare lontano, non esita a strisciare per terra o a frugare tra le felci. E intanto parla a quello che dorme dove è ancora notte, che dorme prima della vita. Il lettore cammina tra le illustrazioni a grandi tratti neri, vivacizzati qua e là da tocchi di arancione: ecco il primo albo di una serie di quattro, dove le avventure della protagonista scandiscono le stagioni, con il suo buffo modo di fare e la saggezza di chi sa vedere e sa gustare quel che sta intorno: le primizie dell’orto, la sorpresa dietro l’angolo, il cielo azzurro, le avventure sempre pronte.

Anche questo albo, come altri testi Sinnos, rispetta le caratteristiche dell’alta leggibilità; in più è scritto in stampatello maiuscolo, il che lo rende davvero perfetto per i lettori coetanei di Lucilla. Lucilla e Dory Fantasmagorica sono sicuramente le migliori uscite dell’anno per i lettori che cominciano a muoversi autonomamente.

Il sito dell’illustratore, Charles Dutertre. Di Alex Cousseau invece aspettiamo che qualcuno porti in Italia i suoi romanzi per adolescenti, davvero preziosi.

Alex Cousseau – Charles Dutertre, Lucilla Scintilla e il suo cucciolo (trad. di Angela Attolini), Sinnos 2016, 32 p., euro 7

P.s. Sono davvero felice che arrivi in Italia la traduzione delle avventura di Louison Mignon, una delle protagoniste per cui ho passione. Adesso, tra le traduzioni dalla Francia, mi piacerebbe che qualcuno vi regalasse la traduzione delle avventure in serie di Rita e Machin, disegnate da Olivier Tallec.