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La tredicesima fata

30 Set

Kaye Umansky ama il mondo delle streghe e si diverte molto a giocare sulle interpretazioni delle fiabe: pensate alla serie dedicata a Puzzy la strega suciona, ma anche a La strega più cattiva del mondo (Sinnos 2013) dove Hansel e Gretel aiutano Malumore a conquistare il titolo di strega più cattiva del mondo oppure a “Dalla parte delle sorellastre” (Sinnos 2008) con evidente riferimento a Biancaneve.

Qui Grimbleshanks racconta le sue peripezie in un mondo dove le altre fate si chiamano Bucaneve, Rosa, Malva e via così, dove lei è l’unica a vestirsi di nero e viene messa da parte, mai considerata. Non è stata invitata al matrimonio reale e nemmeno al battesimo della nuova principessa; del resto sarebbe la fata numero 13 a tavola e porterebbe sfortuna. Quando le colleghe le sventolano sotto il naso l’invito dorato a nulla serve la saggezza del corvo che abita con lei: Grimbleshanks si precipita al battesimo con una potente maledizione da lanciare. peccato che tutto si ingarbugli; le sue intenzioni non erano quelle di addormentare per cent’anni la principessa, ma solo di farsela amica. Nell’attesa non resta che imparare a suonare sassofono e chitarra e mettere su un bel complessino col corvo, Miss Trippa, Miss Interiora e Miss Buonsenso!

Breve e divertente, in caratteri ad alta leggibilità e adatto alla lettura ad alta voce.

Kaye Umansky – ill. Stefano Tambellini, La tredicesima fata (trad. di Francesco Piperno), Biancoenero 2019, 63 p., euro 8

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Babyface

13 Set

La “rocade” di Amiens, come la chiamano i suoi abitanti, è una successione di superstrade e tratti autostradali che fa il giro della città; così può capitarti, se abiti in periferia, che per andare a scuola o al alvoro tu debba attraversare ogni giorno una passerella sotto cui sfrecciano veicoli ad alta velocità, proprio come fanno Nejma e Raja, vicini di casa e forse amici. Forse, perché in realtà a Najma non interessa nessuno o è il suo modo per crearsi una bolla di isolamento, lei che pare non piacere a nessuno a scuola, grossa, scorbutica, vestita male, con la rispostaccia sempre pronta. Quando a casa la solitudine è troppa, gira per le corsie di un supermercanto; Isidore, il vigilante, si accorge di lei e del potenziale che nasconde. Se nel quartiere infatti tutti parlano della nuova scuola/palestra di wrestling che sta per aprire, Najma è naturalmente dotata per l’atletica, ma vaglielo a far capire. Sarà una buia notte sull’autostrada e l’affetto di un cucciolo ad aprire una breccia nella postura della ragazza.

Raccontato in prima persona da Raja, famiglia di orgine indiana, il romanzo breve è un curioso mix che alterna parti più riuscite ad altre meno: sono stereotipate, grottesche e anche un po’ ridicole le figure di alcuni adulti come la preside della scuola o i due fratelli che vogliono aprire la scuola di wrestling e finiranno per gestirne una di ballo, mentre il ritratto del vigilante, come quello dei genitori di Raja peraltro, è davvero iuscito e mette sull apgina la figura di un adulto estraneo (non è un famigliare né un insegnante o un educatore; non appartiene al loro mondo stretto) che sa notare, vedere e trattare i ragazzi alla pari, mantendo ciascuno il proprio ruolo. Ancora una volta, in accenno, si ritrova il ruolo che lo sport può avere come riscatto, cambio della percezione di sé e degli altri, attività in cui ritrovarsi.

Di Marie Desplechin i lettori italiani hanno da poco letto Verde, di cui aspettiamo il seguito; l’autrice ha recentemente prestato la sua penna all’illustratore Serge Bloch per accompagnarlo in un divertente racconto della sua infanzia e della sua famiglia edito in Francia da L’Iconoclaste.

La copertina del romanzo è di Eleonora Antonioni.

Marie Desplechin, Babyface (trad. di Sara Saorin), Camelozampa 2019, 112 p., euro 12,50

Serafino e Gallina

11 Lug

Marameo, la prima casa editrice svizzera italiana specializzata in lbri per ragazzi di cui abbiamo già parlato a proposito di Codino, presenta il primo di una serie di libri dedicati a Serafino e Gallina e pensati per i lettori alle prime armi che potranno esercitasi col corsivo. Il testo infatti è composto con una font in corsivo ad alta leggibilità ed è diviso in brevi storie i cui protagonisti sono sempre Serafino, la sua Gallina e e la bella Donnina cn le ali di cui è innamorato. Anche la misura dunque aiuta i lettori a regalarsi il piacere di buone storie con facilità; sono sei brevi storie che attraversano le stagioni e che – anche atraverso le illustrazioni – raccontano il quotidiano nella vita dl protagnista: l’orto, il mercato, il piacere di invitare qualcuno a cena, la festa delle castagne, l’arrivo delle nave. E anche la noia di quando la primavera tarda ad arrivare, piove sempre e solo la fantasia buffa di Gallina può salvare la giornata e scatenare le risate.

Primo libro della collana PiccoliMarameo, il libro promette sul finale altre nuove avventure che sicuramente saranno apprezzate.

Amanda Mai – Ana Sanfelippo, Serafino e Gallina, Marameo 2019, 42 p., euro 12

Hotel Bonbien

17 Giu

Siri vive in un hotel: quello che la sua famiglia possiede, in Francia, sulla stra nazionale N19, vicino a Langres nell’alta Marna. Un punto di passaggio, affollato soprattutto quando, durante le vacanze tutti si mettono in viaggio verso sud. Il romanzo racconta della famiglia di Siri: mamma cuoca, papà alla reception con metodi tutti suoi, un fratello più grande che si è votato al nero dipingendo così le pareti della sua stanza e ricolorando tutti i vestiti. Ma anche quattro nonni molto diversi tra loro, tante risate e, da qualche tempo, parole grose che volano sovente: da un lato gli affari dell’albergo non vanno molto bene e i conti non tornano, dall’altra è un modo che fa un po’ parte del volersi bene dei genitori di Siri. A volte poi la situazione si esaspera, come quando un amico, il papà di una sua compagna di classe, lascia la famiglia, si traferisce in albergo e si presenta costantemente in mutande in sala colazioni. Racconta l’anno dei dieci anni di Siri, di quando prese una bella botta in testa e acquisì l’improvvisa capacità di ricordarsi tutto: una memoria prodigiosa che qualcuno in famiglia ha intenzione di trasformare in guadagno facendola partecipare a concorsi appositi.

Il testo è in caratteri ad alta leggibilità e dalla pagina dell’editore potete vedere come sia disponibile anche in altri formati: ebook Epub3 con audio integrato; ebook; audiolibro Epub3 o mobikindle: così gni lettore uò scegliere quel che più gli conviene!

Enne Koens – ill. Katrien Holland, Hotel Bonbien (trad. di Olga Amagliani), Camelozampa 2019, 259 p., euro 13,90

La grande rapina al treno

12 Mag

Se avete voglia di sperimentare coi lettori un diverso modo narrativo, una lettura più originale rispetto al solito, questo libro vi offre la possibilità di vedere un’intera storia solamente attraverso i suoi dialoghi. Un po’ come foste davanti a uno schermo: la storia infatti scorre; è quella di una viaggio in treno dove – pagina dopo pagina – si va avanti sul binario dalla stazione di partenza a quella di arrivo. Il bambino protagonista parte con la zia e incontra una galleria di passeggeri: il macchinista, un mago, un’investigatrice, una signora che sta col naso in un libro, chi si è portato a bordo pure il passerotto e un orso che si sta trasferendo in un nuovo circo. E poi la famigerata Banda dei tredici (qui presente con soli tre componenti) assalta il convoglio, un pellerossa si cala dal finestrino, lo sceriffo accorre e poco dopo appare in sella a uno struzzo. L’avventura  assicurata, tanto più che si arriva a destinazione in orario perfetto e si impara – come rassicura la zia – che essere bene educati è essenziale nella vita.

Come detto il testo che scorre mentre il treno sferraglia verso l’arrivo è composto solamente da dialoghi tra passeggeri, osservazioni ad alta voce, esclamazioni durante i colpi di scena e gli inseguimenti.

Federico Appel, La grande rapina al treno, Sinnos 2019, 64 p., euro 11

Un giorno da criceto

2 Mag

Nel computo delle letture brevi, da poter condividere insieme o da proporre a lettori che cercano una storia a loro misura, illustrata entra questo racconto di Anne Fine, edito da Biancoenero sempre con la solita attenzione all’alta leggibilità, Non è solo la misura, il formato a essere interessante, ma anche il contenuto: una riflessione sul punto di vista e sul sapersi calare nei panni altrui. Il protagonista infatti vuole a tutti i costi un criceto, promette di prendersene cura, di farlo uscire dalla gabbietta, di occuparsene e protesta di fronte all’osservazione del padre: il bambino è comuque assente per 7 ore al giorno da casa, il tempo in cui sta a scuola. Per fargli capire come possono essere lunghe sette ore rinchiusi nel medesimo luogo, il papà stringe un patto col bambino: faranno un esperimento in cui lui, con una bottiglia d’acqua, il piatto piano e tre giocattoli scelti dovrà rimanere nella stanza proprio per le sette ore di un itnerminabile pomeriggio. Inutile dire che il tempo passa troppo lentamente, che presto si esaurisce anche la fantasia e che le sagge decisioni rimano con libertà e possibilità di scegliere.

Le illustrazioni sono di Stefania Arcieri, in arte Les Oies.

Bella scelta dell’editore che propone racconti brevi e illustrati di autori importanti, come già fatto con Philippa Pearce e Un fantasma in soffitta.

Anne Fine – ill. Stefania Arcieri, Un giorno da criceto (trad. di Leonardo Sorrentino), Biancoenero 2019, 42 p., euro 8

Annie. Il vento in tasca

7 Apr

La casa editrice Sinnos continua nel suo originale e mai banale racconto di donne che hanno compiuto cose “straordinarie” per il loro genere in certi anni e porta in libreria ai lettori un libro che, in commubio di testo e raffinate immagini a opera di Luogo Comune, narra di Annie Londonderry e della sua impresa.

Nel 1894, indignata di fronte a due uomini che commentano come nessuno sarebbe stato capace di far meglio di un certo Thomas Stevens (21.700 km e un quasi giro del mondo in bicicletta), si candida alla sfida senza manco pensarci un minuto. Annie è nata in Lettonia, è arrivata bambina a Boston con i genitori commercianti di stoffe e lì ha conosciuto Max: lei gli ha insegnato a leggere, lui ad andare in biciletta, senza immaginarsi che qualche hanno dopo l’avrebbe sposata, ma soprattutto che sua moglie sarebbe partita in sella a una bici, lasciandolo a casa con tre bambini. L’impresa di Annia comincia con una cartina, un vestito blu, un contratto da testimonial dell’acqua minerale e una scommessa che le porterà diecimila dollari in caso di riuscita. Continua con incontri, guai, confronti con culture diverse, scoperte di luoghi lontani. Da New York alla Francia, dall’Egitto a Gerusalemme, a Bombay, Annie incontra Monet e i rapinatori; chiama in causa Nellie Bly, altro affascinante personaggio dell’epoca; sceglie di indossare abiti tradizionali e maschili in ogni Paese per confondersi il più possibile con le persone del luogo; finisce in prigione in Cina come sospetta. A tessere un filo sottile le lettere che invia a Max e quelle che riceve, piene di vita quotidiana, del gattonare dei bambini, dei loro progressi, di attesa.

Roberta Balestrucci Fancellu – Luogo Comune, Annie. Il vento in tasca, Sinnos 2019, 95 p., euro 12

I cuscini magici

30 Gen

A Uranopoli regna il tirannico Arraffone I con le sue dodici corone, una per mese dell’anno. Scrive leggi terribili (come quella che annulla le domeniche e le trasforma in prelunedì uguali a qualsiasi giorno feriale di scuola e di lavoro), ingrassa di dieci chili per la gioia di vedere i suoi sudditi inermi davanti a tasse insostenibili, scruta il regno con un telescopio d’oro per accaparrarsi qualsiasi cosa desideri. Convinto da uno dei consiglieri a privare dei sogni tutto il popolo (perché i sogni sno davvero pericolosi, dice) distribuisce cuscini magici che fanno solamente fare incubi; la gente si trascina stanca e triste, tutti obbediscono meccanicamente fino al giorno in cui, per caso, il maestro Andonis scopre l’inganno e riesce, coi suoi alunni e con una raccolta di cose belle, a fabbricare due nuovi cuscini da sogno. Sogna che sogna, si affaccia il desiderio di un paese senza Arraffone né reti metalliche, con le domeniche, i luna park e i lillà. cresce il sogno e porta la rivolta, in nome della libertà. E come nei migliori dei finali, i cattivi e gli incubi se la risolvono tra loro, lasciandosi dietro gli abitanti di Uranopoli che ora vivono bene.

Le illustrazioni sono di Noemi Vola: una copertina che regala incubi vividi e interni in bianco e nero.

In caratteri ad alta leggibilità. Storia perfetta per essere letta ad alta voce: è un racconto lungo, con un bel ritmo serrato, ricco di elenchi che alimentano il crescendo della trama fino alla finale “terribile notte della riscossa” ed esilaranti nomi propri, con la giusta dose di speranza non solo per gli abitanti di Uranopoli, ma per tutto il mono. Anche per i lettori; anche per l’oggi.

Evghenios Trivizàs – ill. Noemi Vola, I cuscini magici (trad. di Tiziana Cavasino), Camelozampa 2019, 72 p., euro 10,90

Zucchero filato

15 Nov

zucchero filatoIl tempo dell’estate, quello in cui crescere e cambiare forma e presentarsi a settembre in prima superiore. Per Ezra è anche il tempo in cui fare i conti con la sua famiglia in cui è appena scoppiata una bomba: il padre, veterano di guerra, è tornato, ma dopo poco tempo sono apparse le conseguenze delle tragedie che ha vissuto sul fronte; sono bastati i botti di Capodanno a farlo uscire di testa e a far esplodere la rabbia ingestibile che porta dentro. Non assomiglia più al papà conosciuto, non lavora, le grida sono alte e i balconi della piccola casa in un quartiere periferico sono pieni di spazzatura. Ezra cammina nelle giornate accanto alla sorellina di otto anni che invoca la possibilità di dipingere le pareti della sua camera di giallo come a voler che il sole torni nelle loro casa. Dopo una violenta lite, quando il padre alza le mani per la prima volta, la mamma si trasferisce in una casa di accoglienza per donne dove Ezra si rifiuta di seguirla. La capacità di accettare l’aiuto che serve porterà i membri della famiglia sui binari di un cammino nuovo, non felice, ma più sereno.

Il romanzo è costruito per lo più sul rapporto tra le due sorelle e sui loro dialoghi, molto spesso ironici, ma anche dalla complicità che si crea, nella paura e nel coraggio, e nei momenti insieme brutti e buffi, come quando Ezra viene ricattata da una giovane commessa che l’ha sorpresa a rubare un top nel negozio in cui lavora. Viene da pensare che ancora una volta un ruolo chiave in un romanzo è affidato ai fratelli minori (qui l’impareggiabile Zoe; tra i tanti altri citiamo il Funghetto di Louis e i suoi fantasmi) il cui sguardo innocente e ironico crea delle oasi di risate anche nelle situazioni più faticose.

Il libro è scritto coi caratteri ad alta leggibilità ed è disponibile anche in formato ebook, audiolibro e audio-ebook. Si può ascoltare un estratto sul sito dell’editore. La copertina è di Eleonora Antonioni.

Derk Visser, Zucchero filato (trad. di Olga Amagliani), Camelozampa 2018, 144 p., euro 11,50, ebook euro 6,90

Champion

13 Set

Léon riprende in questo romanzo breve un elemento già presente in Reato di fuga: anche qui infatti c’è un incidente da cui si fugge, nello specifico un’auto potente guidata da un ragazzo senza patente che sfiora un coetaneo e cerca di rimuovere l’episodio. In questo libro però s’intrecciano le esistenze di sei ragazzi intorno alla scomparsa di Brandon, promessa dell’atletica.

Il punto di vista di ciascuno, il verbale della polizia e gli interrogatori ricostruiscono la vicenda che lascia un finale aperto sul protagonista. Il lettore incontra i ritratti di cinque adolescenti – amicizie, amori, tensioni con i genitori, modi di porsi rispetto ai coetanei – e di un ragazzo autistico poco più grande, per culminare nella vicenda personale di Brandon, dedito all’atletica per soddisfare la passione e i sogni di gioventù del padre e alle prese con la proposta dell’allenatore di doparsi.

Ancora una volta Léon utilizza le figure tracciate anche come pretesto per mettere in campo argomenti e tematiche diverse, lanciate sulla pagina come tante possibilità di riflessione, appigli per un possibile sviluppo lasciato al lettore.

La copertina è di Silvia Rocchi.

Christophe Léon, Champion (trad. di Sara Saorin), Camelozampa 2018, 124 p., euro 13,90.