Tag Archives: La Nuova Frontiera Junior

Hotel Grande A

26 Apr

Quello che il lettore legge è di fatto una sbobinatura: il protagonista Kos affida infatti ad un registratore il racconto delle settimane in cui, dopo il ricovero in ospedale del padre, si trova a gestire l’albergo di famiglia in compagnia delle tre sorelle. Nessuno di loro ha ovviamente l’età legale per farlo, ma i debiti incombono e l’unica possibilità è tentare di salvare la baracca, facendo credere al padre che tutto vada bene mentre lui è convalescente. In realtà nulla va bene: il cuoco storico prima sparisce, poi torna con tutte le sue stravaganze; dagli ospiti fioccano le disdette; un’intera squadra di calcio si presenta alla porta dopo essersi persa: peccato che non si capisca nulla di quel che i ragazzi dicono, che il conto alla rovescia porti affievolisca la possibilità di pagare il debito e che la sorella dark non voglia affatto presentarsi alla sfilata del concorso di bellezza che frutterebbe una bella somma. E poi tutti sono innamorati: amori persi anni prima, amori nuovi, amori improvvisi. E l’amore di Kos per Isabel, la cui voce fa capolino di tanto in tanto tra le pagine (in corsivo) per descrivere quel che succede dal proprio punto di vista.

Il romanzo è folle: sembra di entrare in una di quelle stanze piene di oggetti improbabili, a cui se ne aggiungono in continuazione. Eppure tutto fila e il racconto sa essere esilarante anche parlando di tutto quello che è la vita: non solo le stramberie familiari e gli amori in corso, ma la paura di non farcela, la complicazione del crescere, la morte (in questo caso, la morte della mamma, di cui Kos parla con semplicità e pudore. Una mamma capace di dire che gli ultimi saranno probabilmente i giorni migliori della sua vita perché guarda tutto come se fosse la prima volta). Il libro parla appunto di tutto quel che è vita, sesso compreso, e sappiamo che c’è già stato chi – come spesso capita – l’ha considerato una lettura non adatta ai ragazzi. Lo è invece, tanto più per la schiettezza e la partecipazione che vengono da questo diario inciso su nastro. E per la franchezza con cui si ritraggono gli screzi e le complicità famigliari, con cui Kos dà voce a quel che gli succede e a quel che combina. E poi io avrei fatto un applauso all’autore già solo per la scena in cui il padre cardiopatico caccia i dottori clown dalla sua stanza d’ospedale al grido di: “Andate a importunare la gente sana! Ma non avete mica il coraggio di farlo!”.

Il sito dell’autore.

Sjoerd Kuyper, Hotel Grande A (trad. di Anna Patrucco Becchi), La Nuova Frontiera junior 2017, 254 p., euro 16,50

Tanto tanto grande

8 Apr

Samuel è, tra le altre cose, un appassionato di entomologia e non a caso nella sua camera c’è un libro aperto sulla figura di uno scarafaggio: è proprio Gregor Samsa ! Anche Samuel vive qualcosa di simile al protagonista kafkiano: si sveglia un mattino e si trova trasformato in un gigantesco ippopotamo; non è un sogno e non c’è nulla da fare, non serve manco chiudere gli occhi o cercare di uscire dalla finestra.  E poi tutti lo chiamano, ricordandogli che deve sbrigarsi, che deve andare a scuola: come fare a nascondere la terribile iattura? Finché sua sorella spalanca la porta e… sorpresa!

Sempre coloratissima e ironica Catarina Sobral, sempre rispettosa delle capacità del suo lettore a cui affida nessi sottintesi e strizzate d’occhio. E sempre amante dei suoni meravigliosi della lingua e delle parole inventate e senza apparente significato, da dire a voce alta per il gusto di sentirle: come già in Cimpa, anche qui ce ne sono, sono “nomi di suoni”, come le definisce il protagonista.

La storia è davvero divertente e si presta, con la sua struttura e il colpo di scena finale inatteso, ad essere letta insieme; dice metaforicamente dei cambiamenti legati alla crescita e al corpo, della paura che fanno, delle insicurezze, della sorpresa che suscitano.

Il sito dell’autrice.

Catarina Sobral, Tanto tanto grande (trad. di Marta Silvetti), La Nuova Frontiera junior 2017, 40 p., euro 16

La regina del trampolino

18 Mar

regina_del_trampolinoL’incipit di questo romanzo è d’effetto: lo leggi, magari anche ad alta voce, e ti trovi subito nell’atmosfera che seguirà. La voce di Nadja racconta della bravura di Karla, la vicina di pianerottolo, l’amica di sempre, la regina del trampolino, quella che si tuffa così bene, con così tanta grazia che è impossibile non notarla. Nadja racconta in prima persona una vita scandita dagli allenamenti, dall’odore del cloro, dal cameratismo e dalle rivalità che si creano nel gruppo sportivo. Racconta anche della sua famiglia, di una quotidianità fatta di condivisione, screzi, turni per il bagno, genitori orgogliosi, proverbi e modi di dire che la madre enuncia nella sua lingua d’origine, il russo. Racconta il primo amore, la compagna che si ritira, la gara inattesa.

Nadja racconta rimanendo un passo indietro, mettendosi a lato, come se il centro di tutto fosse sempre Karla: perché è la migliore. Eppure Karla nasconde un segreto, si assenta dall’allenamento, prende tram non soliti, oscura il suo umore. Nadja segue, concentrata sull’amica, infastidita da un lato dal suo comportamento, sorpresa dall’altro dagli esiti di una gara, dai complimenti dell’istruttrice. Perché anche Nadja è brava e ha coraggio, ma solo ora si rende conto di cosa significhi entrare in acqua, diventare un tutt’uno con le molecole che ti aspettano quando ti lanci dal trampolino. Una volta presa coscienza, si rende conto che lei e Karla non sono uguali, che lo sport che lei ha scelto per sottrazione di possibilità non è stato per l’amica una scelta del caso, che il talento che ha sempre visto negli altri era – anche – un riflesso del suo di cui solo ora, adolescente acerba, prende atto.

Una belle storia di amicizia in un contesto sportivo, con tutto quel che ne conviene: scelte, rinunce, rivalità, affanno di genitori che si aspettano grandi cose dai figli, ma anche vita di spogliatoio, scuola sportiva, pressioni, imprevisti.

Il sito dell’autrice. D’effetto anche l’essenziale illustrazione di copertina di Anna Resmini.

Martina Wildner, La regina del trampolino (trad. di Anna Patrucco Becchi), La Nuova Frontiera junior 2016, 235 p., euro 16

Il sabato è come un palloncino rosso

2 Mag

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Un sabato mattina di pioggia: Matilda cerca di convincere la sorellina Tina che il sabato rende tutto migliore, dalla colazione fino appunto alla pioggia. Non importa se il tempo non è bello; basta vestirsi bene e ci si può divertire col vento, le pozzanghere, le gocce da catturare con lingua.

Disegni delicati per l’avventura piccina di due sorelle, dove Matilda esercita l’arte della maggiore, sia nei tentativi di protezione e di incoraggiamento verso Tina sia nel far leva sul suo essere più grande per convincere ovviamente l’altra a far tutto ciò che lei ha in mente. Compreso regalare qualcosa di colorato al bellissimo arcobaleno che è spuntato dopo il temporale: proprio il palloncino rosso che ha entusiasmato la piccola. E comunque anche le domeniche sono divertenti, non resta che addormentarsi in fretta e covare nuove avventure.

Il rapporto grande-piccolo tra piccoli (che ricorda un po’ quello tra Stella e Sam nei libri di Marie-Louise Gay editi da Terre di Mezzo) nelle immagini del fumettista argentino: ecco il suo sito; non perdetevi – tra le tante – le strisce in cui Enriqueta, uno dei suoi personaggi, legge e la storia prende vita intorno alla sua poltrona!

Un video e un altro video in cui disegna sulla musica di Kevin Johansen.

Sfoglia qualche pagina sul sito dell’editore.

Liniers, Il sabato è come un palloncino rosso (trad. di Marta Corsi), La Nuova Frontiera junior 2015, 31 p., euro 15

Mio nonno

16 Feb

mio_nonnoCi sono un nonno e un bambino per mano, sul frontespizio di questo albo giocato sui toni del verde, del nero e del rosso con altre occasionali incursioni colorate. Li vediamo di schiena e intuiamo da cappucci e ombrelli che sono usciti di casa mentre minaccia pioggia e che se ne vanno tranquilli, forse chiacchierando o magari in uno di quei silenzi che stanno bene così, quando non c’è bisogno di dir nulla.

La storia ci viene raccontata dal nipotino: un ritratto del nonno fatto da un punto di vista particolare, affiancandolo cioè nelle sue azioni quotidiane al vicino di casa. Il dottor Sebastiano è sempre indaffarato e il ritmo giornaliero è scandito dal suo mestiere, mentre il nonno è in pensione e ha tempo da dedicare a passioni e hobby diversi. Il libro procede così, dicendo di come ciascuno fa diversamente le medesime cose (mangiare, fare movimento, scrivere lettere d’amore,…); è interessante ritrovare entrambi i personaggi in uno stesso momento, ciascuno intento a portare avanti la propria vita.

Un albo che dice anche della differenza che esiste tra comprare il quotidiano e leggere le notizie oppure di come sia possibile andare a Parigi molto sovente: chi per lavoro viaggiando fin là, chi dilettandosi grazie a libri e immagini, rimanendo nella poltrona di casa.

Il testo è in stampatello maiuscolo.

Il sito dell’autrice, che ha vinto il Premio Internazionale d’Illustrazione 2014. Qualche pagina da sfogliare sul sito dell’editore. Il booktrailer.

Catarina Sobral, Mio nonno (trad. di Marta Silvetti), La Nuova Frontiera junior 2015, 40 p., euro 14

Il piccolo capitano

26 Nov

piccolo_capitanoUn classico della letteratura olandese arriva per la prima volta in traduzione italiana, riproponendo alcuni dei temi più importanti della narrativa per l’infanzia: l’avventura, il desiderio di scoprire (e di disobbedire!), la voglia di crescere e insieme la paura di diventare adulti.

Come ogni epopea che si rispetti, comincia in una terra senza tempo e senza nome, dove un piccolo, curioso capitano vive in una barca arenatasi su una duna a causa di una tempesta. Un capitano bambino, che ignora le domande sulla sua provenienza e suona la sua tromba d’ottone. Sospetto ai più, ha come unico amico il vecchio navigante naufragato e trova appoggio nei bambini, affascinati dalla sua idea di riparare la barca e partire verso l’Isola dei Grandi, dove – se dormi una notte – ti ritrovi uomo grande. L’avventura sta già nel provare a riparare la barca con quel che si trova in giro e nel darsi un gran daffare per racimolare denaro da fondere per ottenere un’elica; poi prosegue con la partenza della Maiunafalla, a cui si aggregano altri tre bambini. Per scoprire che sulla famigerata isola si cresce in statura, ma non in età; per incontrare altri naufraghi, marinai perduti, animali da circo, regni dov’è bandito il colore, elefanti da cavalcare. E via così, verso altre e altre avventure, visto che Paul Biegel ha scritto altri libri dedicati al piccolo capitano e ai suoi amici.

Questo libro ha un solo difetto: fa sentire nella fattura delle immagini che lo accompagnano l’età che ha; è stato pubblicato nel 1970, ma – arrivando solo ora sui nostri scaffali – non è conosciuto, non ha lo status di un classico, quindi la sua copertina potrebbe costituire uno svantaggio perché, a prima vista, ben pochi lettori se lo fileranno. Starà alla bravura di chi propone, di chi invita a leggerlo mediante il racconto della trama e la lettura di brani ad alta voce, farlo apprezzare come merita.

Il sito sull’autore. Si possono sfogliare alcune pagine sul sito dell’editore.

Paul Biegel – ill. Carl Hollander, Il piccolo capitano (trad. di Anna Patrucco Becchi), La Nuove Frontiera junior, 173 p., euro 16,50

Lilli. Vietato parlare agli elefanti

17 Giu

lilli

Questo libro è una buona notizia: è il primo di una serie di successo in Germania e non solo e ci darà la possibilità di consigliare ai lettori di otto/dieci anni una buona lettura divertente con tanti animali protagonisti, come piace a molti di loro.

La vera protagonista in realtà è Liliana Ventolina, dotata di capacità sorprendenti e magiche: sa parlare con gli animali, capisce esattamente cosa dice ciascuno di loro e sa far fiorire le piante e renderle rigogliose semplicemente toccandole o stando loro molto vicino. Questa specialità di Lilli è però un problema e la ragazzina cerca di nasconderla isolandosi dagli altri e tentando di non dare troppo nell’occhio, rischiando però di essere bollata come una altezzosa, che si dà delle arie e che non vuole mescolarsi. Così, nella nuova scuola, una serie di compagne la prendono di mira, capeggiate dai modi forti di una di loro a cui le altre si accodano.

Nascondendosi sotto la siepe del giardino, Lilli incontra Isaia, il vicino di casa appena una classe più avanti, che sta leggendo un libro di Leopardi tentando anche lui di celare il suo segreto: gli piace leggere, studiare gli viene facile, ma non dice quel che sa per non passare per secchione. Lilli e Isaia dovranno invece svelare i loro segreti ed esercitare il loro senso civico (cioè, spiega la ragazzina, dire la propria opinione senza aver paura delle conseguenze e difendere ciò che si è e si pensa a prescindere dagli svantaggi che potrebbe comportare) in occasione della gita scolastica allo zoo, dove Lilli cerca di rimanere indietro perché non si noti la sua affinità con gli animali, dove si scopre il perché della rabbia dell’elefantessa e dove addirittura ci si guadagna un lavoro da interprete.

Una bella storia di amicizia, modi di essere e sollievo: la leggerezza di quando i segreti vengono detti e si può essere se stessi a testa alta. Ah, Lilli sa fare anche un’altra magia: a volte i fiori sbocciano semplicemente quando lei ride: una metafora che si fa realtà!

Il sito dell’autrice. Il blog dell’illustratrice. Sfoglia qui qualche pagina del libro.

Tanya Stewner – illustrazioni di Cristina Spanò, Lilli. Vietato parlare agli elefanti (trad. di Anna Patrucco Becchi), La Nuova frontiera junior 2014, 174 p., euro 14

La mia vita è un film

9 Mag

la_mia_vita_filmDopo La mia vita è un romanzo ecco nuovamente Derek alle prese con una nuova avventura. Ci sono la sua famiglia, gli amici che già conosciamo, le sue difficoltà nella lettura e l’abitudine a disegnare le parole che gli sono più ostiche, che ritroviamo qui – proprio come nel precedente romanzo – ai margini del testo. Qualche novità c’è: Derek non ha solo più un cane come animale domestico, ma è anche affidatario di un cebo destinato ad essere addestrato per aiutare persone con disabilità ed è diventato davvero bravo sullo skate.

Proprio mentre fa parkour nel parco dell’università, arrampicandosi sui muri e saltando da una parte all’altra in compagnia del suo migliore amico, viene notato da uno stuntman in cerca di un ragazzino che faccia le controfigure per un film. Derek pare perfetto per la parte, Tony ha le referenze migliori, il contratto è sul tavolo. Ma i genitori di Derek daranno il loro permesso solo se il figlio firmerà anche un altro contratto interno alla loro famiglia in cui si impegna a cambiare un pannolino al giorno al cebo, leggere un libro al mese e divertirsi durante tutte le riprese.

Vivere l’avventura di un set cinematografico e scoprire di essere la controfigura della star adolescente del momento è qualcosa di elettrizzante, ma non sotto tutti i punti di vista. Non se il tuo miglio amico improvvisamente non ti parla, non ti cerca, anzi pubblica su youtube un video dove prende in giro le tue evidenti difficoltà nel leggere; non se rischi di perdere l’affidamento del tuo cebo per distrazione e devi anche salvarlo da un rapimento; non se si scopre che stai facendo la controfigura di una femmina.

Delicato e ironico ritratto di adolescente alle prese coi cambiamenti, coi bulli della scuola, con la violenza di vederti preso in giro pubblicamente sui social network, con la necessità di dare ordine di importanza a quel che davvero importa. La regola d’oro del parkour vale anche per il quotidiano di Derek: “cercare il modo di superare un ostacolo il più efficacemente possibile”.

Il sito dell’autrice. Sfoglia qualche pagina sul sito dell’editore.

P.S.: bibliotecari, non prendetevela; è vero: Derek dice che, per ottenere il permesso di girare il film, potrebbe addirittura arrivare a promettere non di leggere un libro al mese, ma di fare il bibliotecario da grande… però poi il libro che ha preso in biblioteca lo legge e lo trova anche interessante. Glielo ha consigliato una sua compagna di classe ritenendolo adatto a lui e a noi verrebbe voglia di conoscerne il titolo.

Janet Tashjian – illustrazioni di Jake Tashjian, La mia vita è un film (trad. di Simona Brogli), laNuovafrontiera junior 2014, 254 p., euro 15

Più libri più liberi 2013 / 2

23 Gen

Concludiamo la nostra rassegna delle novità nel settore non fiction presentate dagli editori per ragazzi durante la dodicesima edizione della Fiera “Più libri più liberi” di Roma.

geis_numeriDue proposte molto colorate da parte de Il Castoro per i più piccoli con Il mio primo libro dei numeri e Il mio primo libro dell’ABC di Patricia Geis per una prima conoscenza dell’alfabeto e dei numeri puntando sulle forme e i colori garbatamente vivaci e brillanti. Due cartonati con le pagine tagliate orizzontalmente in due o tre strisce a scalare, sagomate sul margine destro nella forma della lettera dell’alfabeto o del numero di cui si parla, un solo appunto su questa caratteristica: le pagine tendono ad aprirsi insieme presentando qualche difficoltà soprattutto per i più piccoli, proprio di questo si è lamentato con me un piccolino di due anni.  Continua a leggere

Andirivieni

14 Giu

andirivieni_200pxDell’edizione originale di questo libro parlò Gaia in un post di circa un anno fa a cui vi invito a ritornare, dove sottolineava come Isabel Minhos Martins abbia avuto un’idea narrativa potente – “un rapidissimo excursus, una moviola della storia dell’umanità (dai due piedi tonanti ai razzi, passando per le quattro ruote), e poi un violento confronto tra gli umani (e i loro mezzi inquinanti) e la bellezza di altre specie animali nomadi” – accompagnata da immagini che non stanno ferme e che tirano in avanti.

Oggi arriva la traduzione italiana e così possiamo tutti gustare di questi voli e balzi e migrazioni di animali che si muovono nel rispetto dell’intorno e del tempo, come le farfalle monarca che impiegano generazioni per raggiungere la meta, dicendoci che la meta è importante e che la naturale breve vita di una farfalla non le impedisce di compiere un tratto di viaggio e di costruire percorsi di avvenire per le generazioni che seguiranno. Animali che compiono tragitti enormi con nobili scopi e lo fanno con discrezione ed eleganza, come la balena grigia, e senza scomodare nessuno, senza gridarlo al mondo, senza fare la ruota dei pavoni.

Per dire che l’uomo non è l’unico a percorrere grandi distanze; per dire delle modalità del muoversi; per dire che la testa non serve solo ad usare il cappello…

Bernardo Carvalho sul sito di Planeta Tangerina, dove trovate anche l’autrice. Qualche pagina da sfogliare sul sito dell’editore italiano.

Isabel Minhós Martins – Bernardo Carvalho, Andirivieni (trad. di Francesca Di Giuseppe), laNuovafrontiera junior 2013, 48 p., euro 16