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Botanica – Anatomia

13 Giu

Jonathan Litton si occupa di libri per ragazzi, anche e in particolare a carattere divulgativo; alcuni suoi testi sono editi in Italia, come “il libro della terra” (Sassi junior, 2017) o “Intorno al mondo. Prime parole in tutte le lingue del mondo” (Doremì junior, 2016). Qui, con l’ausilio delle illustrazioni di Thomas Elliott, costruisce dei cartonati quadrati, con brevi testi in stampatello mmaiuscolo, che introducono i più piccoli alla scienza. Le prima uscite della collana “scienza Baby” di Editoriale Scienza sono dedicate alla botanica e all’anatomia: il primo mostra la varietà delle piante, l’inizio di tutto dai semi, presenta alcune immagini che permettono di vedere sotto e sopra la terra per mettere sotto gli occhi le radici. Il secondo invece fa notare quanto sia incredibile il corpo umano analizzando organi diversi nelle loro funzioni.

Cartonati resistenti; anche i colori forti sono ben dosati; le parole chiave sono evidenziate in grassetto.

Jonathan Litton – ill. Thomas Elliott, Botanica, Editoriale Scienza 2019, 24 p., euro 9,50

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Margherita e Margherita

29 Mag

Sarà adattato in film questo fumetto di Cuvellier e Robin che gioca sulla linea del tempo e sui varchi temporali, immaginando uno scambio tra due protagoniste che portano lo stesso nome e abitano nella medesima casa. La casa è la stessa, ma il nome della via non lo è più: già, perché una Margherita vive nel 1910, l’altra nel 2010. Entrambe hanno dodici anni e un sabato mattina si annoiano, quanto basta per salire in soffitta e rovistare tra le cose vecchie, per poi infilarsi l’abito di una prozia e trovarsi ciascuna catapultata nel mondo dell’altra: sono diverse le stanze, le abitudini, il modo in cui ci si rivolge ai genitori; una scopre la tv e lo sciacquone; l’altra impara che non si parla a tavola se non interpellate e soprattutto non si risponde ai propri genitori.

Gli autori giocano intorno a una linea del tempo dividendo ciascuna pagina dell’albo stretto e lungo  in un sopra e in un sotto: in altro il 1910, in basso il 2010, con colori appropriati che aiutano a identificare ogni epoca. Un modo interessante per mettere a confronto e fare paragoni: cosa significa essere donna di qui e di là o incontrare una persona con la pelle scura e via così. E poi c’è quello che la Margherita del 2010 sa: sa cosa è successo nel secolo trascorso, sa che le persone con cui si ritrova a vivere sono quasi alla vigilia della Prima Guerra mondiale e vorrebbe poter far qualcosa, avvertire, spiegare.

Vincent Cuvellier – Robin, Margherita e Margherita (trad. diclasse 3C della Sezione Internazionale di Francese Esebac del Liceo Galvani di Bologna), Il Castoro 2018, 128 p., euro 16

La casa degli uccelli

25 Mag

Quando si parla molto di emigrazione e immigrazione, non è mai male ricordare di quando gli emigranti eravamo noi italiani: molti libri per ragazzi parlano di italiani partiti verso le miniere del Belgio, gli Stati Uniti, i Paesi del Sud America, l’Australia… Un romanzo prezioso come “Non piangere, non ridere, non giocare” di Vanna Cercenà (Lapis 2014) racconta degli italiani in Svizzera in un anno non troppo lontano: è il 1970 e Teresa si nasconde nell’appartamento dove vive la mamma perché è proibito ai lavoratori stagionali portare in Svizzera i propri bambini. La storia è ripresa in questo albo dal testo di racconto lungo in cui un bambino, abituato a cambiare sovente casa per il lavoro del padre, arriva nel nord della Svizzera e va a vivere in un palazzo a tre piani: quando comincia a sentire strani rumori dalla soffitta durante il giorno, si lascia suggestionare dalle storie di fantasmi che ha letto, dall’essere solo in casa e solo dopo un po’ ne capisce il motivo. C’è una bambina nascosta nell’alloggio affittato dagli italiani e il loro segreto tempo condiviso sarà fatto di disegni, di colori sovrapposti, di uccelli che volano liberi che la ragazzina ferma sui fogli per dire la sua voglia di essere libera. In quella soffitta nasce la passione per il disegno del bambino che, anziano pittore a Parigi, rievoca l’amica di cui ignora il nome, la denuncia dei vicini, la legge che qualche volta davvero non pare giusta.

La narrazione si fa ricca delle illustrazioni di Tiziana Romanin che usa la verticalità del formato e di alcune situazioni (la facciata del palazzo, il salire verso la soffitta) appaiandola con le figure degli uccelli che scrutano, occhieggiano, accompagnano i voli della fantasia dei due protagonisti. Il libro arriva proprio dalla Svizzera: Marameo è infatti una nuova esperienza editoriale del Canton Ticino.

Davide Calì – Tiziana Romanin, La casa degli uccelli, Marameo 2019, 48 p., euro 23,50

Norvelt

20 Mag

Norvelt esiste davvero, è in Pennsylvania e ha un’affascinante storia che deriva dalla sua fondazione (è stata voluta come comunità modello durante il periodo della Grande Depressione) e dal suo legame con Eleanor Roosevelt. Jack Gantos ci è nato e, con abilità di scrittura rara e spassosissima, regala al lettore un ritratto dell’estate dei suoi tredici anni. È il 1962, nell’aria ci sono gli echi del Vietnam come della Seconda Guerra Mondiale a cui il padre del protagonista ha preso parte, come della contemporaneità: John Kennedy, la morte di Marilyn Monroe; è anche l’estate che Jack passa costantemente in punizione, cosa che manda in bestia la sua amica Bunny, figlia dell’impresario di pompe funebri; è l’estate in cui suo padre decide di costruire in ocrtile un rifugio antiaereo e un campo d’aviazione… è l’estate in cui Jack cresce e in cui si misura con la storia: quella di cui è appassionato e che viene raccontata nei libri che divora e quella della cittadina in cui vive.

Jack è un imbranato che ha paura di tutto e che prende a sanguinare copiosamente dal naso ogni volta ha fifa, persino nel sonno, ma sulla sua strada c’è lei, miss Volker, l’anziana infermiera che ha promesso a Eleanor Roosevelt di prendersi cura degli abitanti di Norvelt all’atto della fondazione e responsabile dell’accertamento dei loro decessi. Per ogni morto scrive un necrologio per il giornale locale e, visto che le sua mani sono piegate dall’artrite, si affida a Jack a cui detta con velocità vorace e appassionata. Quelli che compone non sono semplici coccodrilli, ma veri affreschi che raccontano la storia delle singole persone, della città e di altra gente, indietro nel tempo, che lei lega per rimandi e affinità. Insieme compone l’affresco di una comunità e il suo racconto, compreso il disgregarsi della comunità originaria e dell’idea su cui era fondata; riesce a scrivere il necrologio di una casa e, con la stessa lingua biforcuta con cui si rivolge al mondo, riesce a fermare sulla pagina perle di bellezza e saggi consigli per il ragazzino che ha davanti. Il suo continuo battibeccare con l’anziano spasimante a cui ha invano promesso il matrimonio quando saranno gli unici due fondatori sopravvissuti è esilarante e imperdibile, ma non sono certo le niche pagine che faranno ridere il lettore. La storia poi si tinge anche di giallo: muoiono troppe vecchiette una dietro l’altra per non destare sospetti…

Jack Gantos, Norvelt. Una città noiosa da morire, Edt Giralangolo 2019, 310 p., euro 16

La grande rapina al treno

12 Mag

Se avete voglia di sperimentare coi lettori un diverso modo narrativo, una lettura più originale rispetto al solito, questo libro vi offre la possibilità di vedere un’intera storia solamente attraverso i suoi dialoghi. Un po’ come foste davanti a uno schermo: la storia infatti scorre; è quella di una viaggio in treno dove – pagina dopo pagina – si va avanti sul binario dalla stazione di partenza a quella di arrivo. Il bambino protagonista parte con la zia e incontra una galleria di passeggeri: il macchinista, un mago, un’investigatrice, una signora che sta col naso in un libro, chi si è portato a bordo pure il passerotto e un orso che si sta trasferendo in un nuovo circo. E poi la famigerata Banda dei tredici (qui presente con soli tre componenti) assalta il convoglio, un pellerossa si cala dal finestrino, lo sceriffo accorre e poco dopo appare in sella a uno struzzo. L’avventura  assicurata, tanto più che si arriva a destinazione in orario perfetto e si impara – come rassicura la zia – che essere bene educati è essenziale nella vita.

Come detto il testo che scorre mentre il treno sferraglia verso l’arrivo è composto solamente da dialoghi tra passeggeri, osservazioni ad alta voce, esclamazioni durante i colpi di scena e gli inseguimenti.

Federico Appel, La grande rapina al treno, Sinnos 2019, 64 p., euro 11

Con le mani nella terra

10 Mag

La collana è “i libri dell’orto” ed è realizzata in collaborazione con l’Orto Botanico e L’Università di Padova; il libro è un invito a scoprire il mondo della botanica e a mettersi in gioco direttamente: un morbido formato quadrato permette di portarsi in giro questo libro-quaderno, di aggiungere annotazioni e osservazioni nelle pagine finali che sono una vera guida alla scoperta.

Il percorso alla scoperta delle piante porta il lettore a curiosare intorno alla fotosintesi, all aproduzione di energia, alla catena alimentar, all’impollinazione, ma anche ad aspetti storici come la febbre dei tulipani e il crollo della fortune nel Seicento, o agli studiosi che nei secoli si sono occupati di botanica, da Plinio il Vecchio a Leonardo, Linneo, Darwin… Parla di piante utili, di adattamento, di rete di comunicazioni intesa come radici e invita a guardare: lo fa innanzitutto colpendo chi sfoglia con un impiato di grandi illustrazioni; sia che disegni scenari ampi, sia che si dedichi ai particolari delle foglie o dei semi, Emanuela Bussolati sa dosare sulla pagina colori e forme per catturare l’occhio e portarlo poi sul testo e infine intorno, nell’ambiente reale. La copertina poi ha un che di tattile che, con ruvidità, dà conto della dimensione del progetto: quella di tenere un contatto dirretto con la natura, di invitare a fare, a mettere un po’ le mani nella terra.

Emanuela Bussolati, Con le mani nella terra, Editoriale Scienza 2019, 89 p., euro 14,90

Björn. Una primavera di scoperte

4 Mag

È primavera, gli orsi si svegliano e torna Björn. Un felice ritorno davvero per il protagonista di Delphine Perret di cui i lettori alle prime armi avevano già apprezzato la giusta misura delle storie brevi, lo stampatello maiuscolo, la bella ariosità della disposizione di testo e illustrazioni sulla pagina. Il volume contiene sei nuove storie in cui torna non solo l’orso, ma tutti i suoi amici animali del bosco. Alcune storie riflettono sull’incontro col mondo degli umani: un telefono cellulare abbandonato tra gli alberi; Björn invitato in piscina dalla sua amica Ramona che vive nella grande città; una gita in autobus. Il ritmo è sempre lo stesso: il trantran tranquillo delle giornate in cui si decide con calma cosa fare, in cui arrivano scoperte e novità, in cui ci si bea di una pioggia di fiori di ciliegio.

Impareggiabile l’episodio in cui la volpe racconta di quella cosa che a volt fanno gli umani d’estate: mangiare panini all’aperto, fuori casa, su una coperta; si chiama picnic. Lo fanno pure gli animali, dentro una capanna di legno: il tramonto osservato con la cornice di una finestra è davvro mozzafiato e finalmente, coi vetri aperti, capiscono cosa sia una corrente d’aria.

Delphine Perret, Björn. Una primavera di scoperte (trad. di Maria Bastanzetti), Terre di Mezzo 2019, 64 p., euro 12

Il piccolo pescatore e lo scheletro

26 Apr

Dopo la morte del padre, il giovane pescatore Tong continua a pescare; esce in barca anche con condizioni meteo non troppo favorevoli, nonostante ricordi le raccomandazioni del genitore. Quando sente la lenza tirare, poco importa che lo onde si siano fatte enormi e rischino di inghiottirlo; probabilmente è il pesce più grosso mai pescato. Quale sorpresa e quale spavento quando vede che attaccato all’amo c’è uno scheletro che, nonostante cerchi di farlo cadere in acqua, rimane attaccato all’imbarcazione fino a riva. Tong sviene e lo scheletro se ne prende cura; a sua volta il bambino farà lo stesso vedendolo tremante e affamato in un angolo dela capanna: un prendersi cura reciproco che ridona vita, riportando la forma umana, in una sorta di rinascita.

Le illustrazioni sono, come sempre per questo autore, estremamente vive e coinvolgenti: le onde nella tempesta sembrano schizzare dalla pagina e al lettore parrà di sentire il ghigno dello scheletro e l’iniziale paura del protaognista. Una narrazione di iniziazione, carica di nero rotto dai colori tenui della coperta e dal calore del fuoco; una narrazione che parla del dualismo che le cose che contengono, della vita e della morte che tocca le esistenze, come delle risorse che possediamo – i bambini innanzitutto – per ridare vita, per rendere umane le situazioni, per addomesticare quel che succede e fare pace con le tempeste.

Chen Jiang Hong, Il piccolo pescatore e lo scheletro (trad. di Sara Saorin), Camelozampa 2019, 48 p., euro 18

Tuono

23 Apr

Il piccolo Ulf continua a deliziarci con le sue storie, che rendono sempre vivo ai lettori Ulf Stark e la sua grande capacità di raccontare con delicatezza, grazia e divertimento l’avventura del crescere. Non avevamo ancora finito di sfogliare Il bambino mannaro, che ecco arrivare una nuova avventura di Ulf e del suo amico Bernt alle prese con un gigante. La famiglia di Ulf ormai la conosciamo: il papà dentista, la mamma che si occupa di tutto in casa con leggerezza e umorismo, il fratello maggiore a tratti insopportabil e avido consumatore di gelatine al lampone. Al centro della vicenda questa volta, proprio la mamma e il suo rifugio segreto: un capanno nel bosco dove passa un pomeriggio nel fine settimana, un tempo tutto per sé da cui osservare il cielo, ascoltare il fruscio degli alberi e – come dice – “tornare me stessa” in nome del diritto di ciascuno a qualche ora di solitudine.  Proprio il capanno però viene centrato da un albero caduto durante una tempesta, intristendo la mamma che si butta nella pulizia folle della casa e smette di suonare il pianoforte. Il papà non capisce l’importanza del capanno e – come Ulf sa benissimo – non si darà mai pena di rimediare ai dani del tempo. Serve allora l’aiuto del temuto gigante dalle camicie hawaiane che Bernt sostiene mangi i bebé. Anche se il padre continua a dire che Bernt è un contafrottole, Ulf crede ciecamente nel suo amico che pare sapere sempre tutto. Sarà anche questione di musica, di gentilezza, di andare oltre le apparenze. E poi, sì Bernt non sa tutto, ma sa cose molto preziose, tipo il motivo per cui i ragazzini fanno in continuazione cose che li fanno star male per il terrore: per diventare adulti. Saggio Bernt.

Il testo è accompagnato dalle illustrazioni a colori di Marcus-Gunnar Pettersson, che si adattano a meraviglia alla narrazione di Stark.

Ulf Stark – ill. Marcus-Gunnar Pettersson, Tono (trad. di laura Cangemi), Iperborea 2019, 119 p., euro 12

Storia di May Piccola Donna

22 Apr

May è una bambina bruna e tutta spigoli che ancora in estate arriva a Paradiso, insieme con la famiglia: babbo, mamma, una sorella maggiore di nome April e una piccina di nome June. Poi arrivano gli altri, persone che hanno scelto di vivere in piena sobrietà, a contatto con la natura, senza cibarsi di animali né di nulla che da loro provenga. May scrive alla sua amica Martha, rimasta a vivere in città, a Concord, e racconta l’ubriachezza della novità e la durezza di certi momenti: l’arrivo del freddo, il lavoro della terra, l’essere isolate da altri bambini, ma anche l’amicizia con Due Lune, una maestra ammirata, la gioia delle piccole cose. Che però a volte non bastano.

Ispirato ad alcuni mesi della vita di Louisa May Alcott, la celebre autrice di “Piccole donne”, il romanzo porta agli occhi del lettore l’esperienza dei trascendentalisti, che credevano in u modo più semplice di vivere, la loro esperienza di vita a Fruitlands, figure come Henry David Thoreau e il suo “Walden”. Attraverso un personaggio di invenzione e le lettere scritte a un’amica in realtà fittizia, quel mondo viene raccontato con gli occhi di una ragazzina che si confronta con le scelte dei genitori (che forse non sarebbero le sue), con le regole imposte dallo stile di vita, con il mondo degli adulti e i suoi meccanismi, con quel che significa crescere. Il tutto raccontato con la scrittura sapiente e profonda di Beatrice Masini, che si cala perfettamente nella natura, come l’ambientazione richiede, e fa vivi agli occhi del suo lettore la voce del torrente, la primula della sera, i sassi piatti che brillano al sole, la calma del lago e anche quella libertà di cui May ha perfettamente chiara la forma che per lei assumerà.

Beatrice Masini, Storia di May Piccola Donna, Mondadori 2019, 184 p., euro 16, ebook euro 7,99