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Peter nella neve

23 Dic

Peter_nella_nveChe le feste che arrivano siano buone ve lo auguriamo con questo albo, pubblicato negli Stati Uniti nel 1962 e ora finalmente in Italia. Racconta del picolo Peter, infilato nella sua tuta rossa, e della scoperta della magia della neve in città. A New York ha nevicato e si può scorazzare per stara, fare pupazzi e angeli, fare impronte, mettersi un po’ di neve in tasca per poi non trovarla più, raccontare alla mamma con entusiasmo le avventure del giorno. E poi il giorno dopo ricominciare.

Lo stile di Keats è per l’epoca diverso da ogni altro, gioca coi colori, ma soprattutto col collage di carte diverse e con l’immagine del primo bambino nero in un albo, in modo che tutti abbiano la possibilità di riconoscersi sulla pagina. A fondo libro, quattro pagine approfondiscono la figura dell’autore, il suo percorso e le sue scelte, così come nella recensione su Lettura Candita a cui rimandiamo perché ci sembra importante saperne di più su questo autore e sul contesto in cui ha lavorato, per questo e per gli altri suoi libri.

E più che feste buone, auguriamo che il prossimo anno sia buono: che – come ha fatto Terre di Mezzo in questo caso – porti ai lettori italiani libri necessari, imperdibili, buoni proprio.

Ezra Jack Keats, Peter nella neve (trad. di Giulia Genovese), Terre di Mezzo 2019, 

Desperado

21 Dic

desperadoOlle Könnecke non tradisce mai: se Camillo è un personaggio imperdibile tra quelli che abitano gli albi illustrati e accompagnano i lettori nella loro crescita, con storie buffe a cui tornare sempre, ecco che dalla stessa penna arriva Roy. Ambientazione western, tanto per gradire, in cui non manca nulla: dai cactus ai banditi, dal fido cavallo al cappello a tesa larga in testa all’eroe fino alla fanciulla da salvare. Che in questo caso si chiama Heidi ed è la maestra dell’asilo frequentato da Roy: Barbanera, capo dei banditi, l’ha rapita perché la vuole sposare e adesso tocca a Roy, arrivato tardi a scuola, mettersi sulle tracce. In sella al fido Desperado avanza nel deserto e con un briciolo di coraggio e un po’ di sana intraprendenza equina risolve la situazione. Ci vuole poco in fondo per stare bene: biscotti e succo, amici, una dolce maestra.

Olle Könnecke, Desperado (trad. di Chiara Belliti), Beisler 2019, 36 p, euro 15

Clara e l’uomo alla finestra

13 Dic

Che bello ritrovare la voce di María Teresa Andruetto in un’opera narrativa, questa volta un albo illustrto che non necessita certo di molte parole per trasmettere il messaggio che sta dietro alla storia della mamma dell’autrice ai tempi della sua infanzia. Bastano i gesti dei protagonisti e le immagini che Martina Trach, alla sua opera prima, mette in pagina. Illustra la pamapa argentina degli anni Cinquanta, un piccolo paese senza scuola né biblioteca e case un po’ distanziate tra di loro. La protagonista è la nipote della lavandaia che viene inviata a portare la cesta del bucato lavato e stirato all’uomo della casa grande, come lo definisce la nonna, facendole mille raccomandazioni: non sporcare, fa’ attenzione, i soldi sono sotto lo zerbino. L’uomo non esce di casa da anni; è una casa piena di libri, che diventano il tramite tra i due, la via di addomesticamento, la strada verso la luce del mondo. Clara sa leggere, glielo ha insegnato la nonna e allora sotto lo zerbino troverà anche un libro la volta sucessiva. E via così: ogni cesta di bucato, un libro prestato che possiamo immaginare l’uomo scegliere con cura, magari facendo provare alla bambina tipi di storie diversi, generi differenti. Sappiamo solo che le è piaciuto tra tutti di più quello delle principesse e che un giorno entra in casa a scegliere da sola: le sue domande gentili, prive di curiosità e di insistenza, permettono all’uomo di raccontare la sua storia, di dimenticare le paure, di scordarsi che c’è una soglia oltre cui non vuole più andare. Potere dei libri e capacità di coraggio, cioè quel che ti permette di vivere davvero, come vuoi.

María Teresa Andruetto – Martina Trach, Clara e l’uomo alla finestra (trad. di Lorenza Pozzi), Uovonero 2019, 48 p., euro 16

Racconti d’Oriente / Il giardino di Nonna Li

12 Dic

Il lavoro di Catherine Louis è prezioso e affascinante. Appassionata di cultura cinese, da tempo affianca Marie Sellier (che di lei dice questo) nel raccontare storie della tradizione; in Italia uscì per L’Ippocampo “Me l’ha detto il topo”; tra i libri non tradotti rimane un mio “libro per sempre” Le petit chaperon chinois che si apre fino a diventare un panorama di otto metri, presentando attraverso il gioco delle fustelle e la sapiente accoppiata di rosso e nero una versione cinese di Cappuccetto. Il lavoro di fustellatura torna anche nei racconti orientali di Darwiche editi da ElectaKids, su sfondo colorato nella pagina intera che affianca il titolo del racconto e il proverbio che lo accompagna, mentre le pagine di testo hanno silhouettes in bianco e nero di contorno. Sono racconti brevi, perfetti per la lettura ad alta voce, e appunto la forma grafica potrà incuriosire i lettori e avvicinarli al testo.

L’Ippocampo ragazzi traduce invece un albo realizzato in coppia con Sellier, in cui si racconta di come Nonna Li, ricca solo dei suoi due orci, vada ogni giorno a riempirli sotto il Ponte Canterino; quando la piccola Yun le fa notare che un orcio perde, è troppo vecchio e quindi inutile, la nonna non si scompone: saggia e calma, le dice di guardare bene, di fare attenzione: è il caso che cambi idea e sarà la natura intorno a meravigliarla. Il libro è accompagnato da un’iniziazione agli ideogrammi cinesi: ogni pagina di testo, ne riporta uno presente nella frase soprastante. Il formato quadrato e le illustrazioni, come il ritmo della storia ne fanno una lettura davvero piacevole. L’Ippocampo ripubblica anche Il mioABC cinese, sempre di Catherine Louis, di nuovo disponibile in libreria.

In autunno l’artista svizzera è stata ospite, in una residenza d’artista, del Circolo Svizzero di Genova: sul sito della rivista Andersen una breve intervista, preludio all’approfondimento da leggere sul numero di novembre scorso.

Jihad Darwiche – Catherine Louis, Racconti d’Oriente (trad. di Rossella Savio), ElectaKids 2019, 50 p., euro 19,90

Marie Sellier – Catherine Louis – calligrafie di Wang Fei, Il giardino di Nonna Li (trad di Margherita Botto), L’Ippocampo Ragazzi 2019, 48 p., euro 9,90

Apoutsiak, piccolo fiocco di neve

10 Dic

Mulatero Editore, che si occupa di riviste e libri sulla montagna, prosegue nell’intento di recuperare ai lettori di oggi classici illustrati che ruotano appunto intorno alle tematiche della montagna, pubblicandoli nella collana “Ma con gran pena le reca giù” dove è già apparso “La grande ascensione”. Tocca ora a un testo di Paul-Émile Victor, pubblicato per la prima volta in Francia nel 1948 inaugurando la collana “Les Enfants de la Terre” dei mitici Albums di Père Castor di Flammarion. Per chi non lo conoscesse, Victor fu un esploratore che nel Novecento ebbe modo di prendere parte a grandi spedizioni e che organizzò nel 1934 la prima spedizione polare sulla costa est della Groenlandia e che passò prima un anno e poi altri mesi, dieci anni più tardi, tra gli inuit, imparando la loro lingua e adottando il loro stile di vita, impegnandosi poi a farne conoscere la cultura con libri e pubblicazioni varie.

Per chi si occupa di libri per ragazzi sarà molto interessante sfogliare questo albo per capire quale fosse l’idea di trasmissione di Victor che inventò una breve storia per narrare l’arco della vita dei cinquant’anni del protagonista, affiancando ad essa un testo che illustrasse gli aspetti del mondo degli eschimesi. Le illustrazioni e il testo narrativo (in nero, con caratteri più grandi) sono accompagnati sulla pagina da colonne di testo in blu o marrone e in caratteri più piccoli che raccontano le foche, le case, le attività come la pesca, i cibi, i momenti della giornata o delle diverse stagioni, l’aurora boreale e anche quel che gli inuit immaginano succeda dopo la morte. Il tutto rivolgendosi direttamente al lettore e chiamandolo in causa con domande varie.

Al fondo del volume, un’appendice curata da Daniela Tommasini, professore ordinario di geografia all’Artic Studies Center della Liaocheng University, che racconta cosa sia rimasto oggi di quel modo di vivere.

Paul-Émile Victor, Apoutsiak, piccolo fiocco di neve (trad. di Pietro Crivellaro), Mulatero 2019, 40 p., euro 17

L’ultima pecora

7 Dic

Vi ricordate l’esilarante L’arca parte alle otto, pubblicato nel 2010 da Rizzoli? La coppia di autori, Ulrich Hub al testo e Jörg Mühle alle illustrazioni, torna con una nuova storia altrettanto divertente. Anche questa volta, come già nel precedente in cui si faceva riferimento all’arca di Noé, è necessario avere qualche nozione in tema: si parla infatti della nascita di Gesù bambino dal punto di vista di un gruppo di pecore che si ritrova in piena notte senza pastori, a quanto pare partiti di gran carriera in seguito a un fenomenale annuncio. Anche le pecore decidono di partire: si delinea così un’esilarante avventura dove i singoli animali sono tratteggiati con caratteristiche proprie e ruoli precisi (imperdibile la pecora che ha l’apparecchio ai denti e porta fiera la scatoletta al collo, quasi fosse la fiaschetta del San Bernardo! E imperdibile pure il momento in cui concede alle altre di provarlo…) nel tentativo di arrivare tutte insieme alla meta. Incontrano altri animali, incappano in pericoli, rischiano, ma si aspettano. E poi fraintendono: sono convinte di dover cercare una bambina e quindi il lettore che ha opportuni riferimenti potrà divertirsi sulla parodia fatta dall’autore.
Come il precedente, sembra perfetto per la lettura ad alta voce, specie in questo periodo di avvicinamento al Natale. Anche questo testo, come il precedente, è diventato una pièce teatrale in lingua tedesca.

Ulrich Hub – Jörg Mühle, L’ultima pecora (trad. di Alessandra Valtieri), Lapis 2019, 69 p., euro 13

Hugo

5 Dic

Bella scelta della casa editrice Il Barbagianni che porta in Italia un albo di Mia Nilsson in cui l’autrice utilizza modi differenti ben amalgamati tra loro e coinvolgenti per il lettore: illustrazione, testo narrativo e fumetto, uniti al sapiente uso del contrasto che genera divertimento e tiene alta l’attenzione. Il libro infatti presenta la storia di un coccodrillo che si trova a vivere in una foresta, non certo il suo luogo naturale, perché è stato spinto fuori dal vagone del treno del circo da colleghi invidiosi e che non corrisponde ai canoni stereotipati sulla sua figura. Hugo non è crudele né sanguinario, piuttosto fa maglia, cucina e tiene pulitissima la sua tana. Gli animali del bosco però, che non lo conoscono e manco provano a saperne di più, hanno intessuto leggende metropolitane sulla sua ferocia, scappano appena lo vedono e tutti i suoi tentativi di trovare amici vanno a vuoto. Sarà il gesto istintivo di portare in salvo due piccoli cinghiali a far aprire gli occhi agli abitanti del bosco, evitandogli il trasferimento a cui è già pronto e riempiendogli la casa di amici.

L’albo ruota intorno al tema del diverso, dell’istinto diffidente verso chi non si conosce e di cui si immaginano cose non vere, ma riesce – proprio grazie al tratto dell’autrice e alle scelte narrative – a uscire dal legame stretto col tema e ad essere semplicemente un bell’albo per una bella lettura condivisa, con tanto di momento di suspense verso la fine dove tutto sembra, ma… no, non è!

Mia Nilsson, Hugo (trad di Susanna Di Cosimo e Tor Anders Grönlund), Il Barbagianni 2019, 44 p., euro 16,90

Il bambino che partì per il Nord…

4 Dic

Copertina cartonata per l’uscita dal sapore natalizio della collana Miniborei di Iperborea, un racconto breve illustrato che ruota intorno al significato che il Natale e il suo tempo di festa può avere per ciascuno: attesa, felicità, ma anche risentimento verso un momento in cui le luci e l’atmosfera dicono di un’allegrezza che non tutti ossono condividere. Il papà di Andreas non ama il Natale, anzi lo detesta e non perde occasione di dirlo ad alta voce, quasi fosse un vanto: quando era piccolo – scoprirà poi il figlio – non lo festeggiava e non riceveva regali. Al contrario, il protagonista non vede l’ora che arrivi quel giorno ed è convinto di poter fare cambiare idea al genitore facendogli incontrare Babbo Natale. Prossimi alla vigilia, il papà decide di regalarsi una brave vacanza, un tempo condiviso solo col suo bambino, nel capanno di caccia su a nord: ha in mente di starsene in silenzio a cacciare, di camminare nella natura con Andreas. Ma vivono in Groenlandia, dove ci si muove su una slitta guidata da dodici cani, si affrontano il ghiaccio e il freddo, si crea un caldo rifugio sotto la neve e si leggono storie prima di addormentarsi nel silenzio di un mondo isolato. E soprattutto si possono fare incontri straordinari, a dispetto di chi crede che fuori dal capanno ci sia qualche malintenzionato.

Un racconto sulla condivisione, sulla capacità di dire e di raccontarsi quando si riesce a dialogare insieme, sulla bellezza della natura. Un inno alla nataura della Groenlandia, ai suoi spazi e al suo paesaggio, esattamente come l’autore aveva già intessuto un omaggio all’estremo Nord nel romanzo per adulti Il fiordo dell’eternità, tradotto da Guanda nel 2013. Kim Leine sarà a Roma, a Più Libri Più Liberi domenica 8 per incontrare i giovani lettori con la storia di Andreas e del suo papà (e di Babbo Natale, ovviamente!).

Le illustrazioni sono di Peter Bay Alexandersen

Kim Leine – ill. Peter Bay Alexandersen, Il bambino che partì per il Nord alla ricerca di Babbo Natale (trad. di Ingrid Basso), Iperborea 2019, 62 p., euro 13

L’ospite inatteso

2 Dic

Arriva in Italia questo albo di Antje Damm indicato dal New York Times come uno frai dieci migliori albi del 2018. La storia parla di un’anziana paurosa di tutto, specie delle persone, che se ne sta rintanata in casa notte e giorno. Un’areoplanino colorato entra nel grigio della sua casa, lei lo brucia per poi pentirsene, ma la conseguenza è l’arrivo del ragazzino che lo cerca, che non solo approfitta del bagno ma si fa anche preparare merenda, leggere una storia… insomma porta calore e colore nella vita di Elsa. Lo fa anche materialmente perché l’illustratrice tedesca utilizza per questo lavoro la fotografia e le silhouettes in cartone sia per i personaggi che per ricrare gli ambienti della casa (mobili, piante, accessori) che, man mano che la storia avanza, assumono toni vivi: in questo modo si passa dalle prime pagine grigie all’esplosione di colore finale (le carte di guarda, identiche e così differenti, permettono di bene notare il gioco e il cambiamento), cambia l’espressione della protagonista, come il suo atteggiamento veros gli altri e verso il mondo.

L’albo arriva in Italia insiema a un altro lavoro di Damm, Cosa diventeremo? uscito per Orecchio Acerbo che si propone di interrogarsi sulla natura attraverso una serie di domande che accompagnano le doppie pagine, anche qui per la maggior parte fotografiche. Le domande sono sessanta e aiutano a riflettere sulla molteplicità della natura e su cosa significhi per ciascuno di noi. Un ottimo strumento per fare dibattito, per prendere spunto e da ampliare con altre domande.

Antje Dumm, L’ospite inatteso (trad. di Giulia Genovesi), Terre di Mezzo 2019, 36 p., euro 12,90

Il tavolino magico

27 Nov

Eccola, arriva silenziosa sul finire di novembre la meraviglia dell’anno: è un albo di grande formato (30,5×30,5) che arriva dall’esperienza di Marameo, la casa editrice svizzera italiana fondata da Francesca Martella due anni fa. Coniuga una storia dei fratelli Grimm nell’adattamento di Roberto Piumini con le tavole di Antoine Déprez. La fiaba è quella che racconta del sarto con tre figli e una capra più amata della sua stessa prole, della cacciata dei figli ritenuti bugiardi, del loro peregrinare e dell’oste che ruba il tavolo magico e l’asino che fornisce monete d’oro; finché il fratello più piccolo, col magico Beltritto randello castigamatti, riesce a far giustizia e ad aprire gli occhi al padre; alla capra ingannatrice è riservata un’appendice finale e una chiusa rimata come da migliore tradizione. Le scelte di Piumini rendono il testo particolarmente adatto a essere letto ad alta voce, ma sono le illustrazioni a fare meraviglia. Déprez ha lavorato con la tecnica del papier gratté, dando vita a personaggi quasi reali, tanto presenti sulla pagina da risultare vivi come il grande ritratto iniziale dell’amata capra Barbabianca a cui il vecchio sarto abbraccia le corna quasi a fondersi col cappotto che indossa nel pelo dell’animale. Si susseguono grandi immagini a tutta pagina ad altre più piccole che accompagnano le pagine di testo, dando così movimento alla storia; una particolare attenzione per le espressioni dei visi (e dei musi!) dei protagonisti, per la fierezza del fratello minore nel tornare a casa vittorioso, per il dondolare di asfodeli e carlini bianchi sulle carte di guardia.

Penso sia davvero un’uscita preziosa: coniuga la bellezza della parte grafica alla piacevolezza della storia, permettendo di riscoprire una fiaba che porta in sé molti dei canoni e degli ingredienti della tradizione; permette di gustare insieme in lettura il testo e le immagini, anche se si legge con un gruppo poco più numeroso; permette ai lettori di avvcinarsi a una tecnica affascinante che non incontrano nel quotidiano. Insomma, da non perdere!

Roberto Piumini – Antoine Déprez, Il tavolino magico, l’asino d’oro e Beltritto, il randello castigamatti, Marameo 2019, 32 p., euro 22