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Quellilà

27 Apr

Quando non si conosce e non si sa, è facile credere a chi dice di sapere e ricamare sopra quel che ci si immagina. Capita allora che gli abitanti del regno dov’è ambientata questa storia abbiano una gran paura di Quellilà, i vicini che non hanno mai visto, che pensano tanto pelosi quanto cattivi. A incrementare la paura è il vecchio Marricordo, giudicato saggio nonostante la sua memoria faccia cilecca: è più semplice credere allo smemorato, unico testimone dei tempi andati, piuttosto che andare a vedere coi propri occhi. Ne viene così un quotidiano armarsi, costruire muri, trasferirsi a vivere sugli alberi e attendere – dal re fino al più piccolo dei sudditi – l’attacco che non arriva. In realtà i vicini sono identici a quelli che li temono e l’albo che sfogliamo è una belle descrizione di quel che combina il pregiudizio quando lascia perdere la logica verità e si adagia nella comodità del credere, di quanto fanno in fretta a crescere e a cambiare le notizie quando passano di bocca in bocca.

Michele Rocchetti scompone la figure attraverso forme e colori, in uno stile un po’ futurista, con ampio uso anche del nero. Se la storia è dedicata ai più piccoli, l’albo ben si presta a una ricca riflessione coi più grandi sullo stile e sulla grafica.

Il sito dell’illustratore.

Daniele Movarelli – Michele Rocchetti, Quellilà, EDT Giralangolo 2017, 28 p., euro 15

Fiabe a fumetti

24 Apr

Complice probabilmente il Premio Hans Christian Andersen ricevuto lo scorso anno, ecco in italiano diverse pubblicazioni dell’autrice tedesca, ripubblicazioni (come ad esempio la serie dedicata a Carletto, un tempo Emme, ora Gribaudo) o novità come questa raccolta di fiabe che presenta otto titoli dei fratelli Grimm in una versione a fumetti, sintetica quando puntuale ed efficace. Alcuni titoli sono meno conosciuti e sarà quindi l’occasione per scoprire “Madama Holle”, “Jorinda e Joringhel” oppure “La fortuna di Hans” qui accanto a titoli come Cappuccetto, Raperonzolo…

A contraddistinguere l’interpretazione una certa impertinenza allegra che non toglie certo il fascino né distoglie dal racconto, ma che regala principesse stolte che corrono al riparo piene di punture di porcospino, principi in mutande, cappuccetti con ridicoli cappelli a forma di fragola, o ancora il principe di Raperonzolo che non perde tempo passando dalla scalata della treccia al letto col risultato che anni dopo si scopre padre di due gemelli. La nonna di Cappuccetto vive in una caravan, il lupo ha un trench da far invidia al tenente Colombo e il lettore è chiamato a tenere gli occhi ben aperti anche sulla cornice narrativa che lega le storie: chi è l’amabile anziana che legge il libro di fiabe, immagine che si trova tra una storia e l’altra, attorniata da un numero sempre maggiore di animali in ascolto? Sorpresa!

Il blog dell’autrice.

Rotraut Susanne Berner, Fiabe a fumetti (trad. di Marcella Majnoni), Quodlibet/Ottimomassimo 2017, 56 p., euro 17,50 

Polly e il lupo tontolone

17 Apr

Un bell’illustrato con una storia “lunga” da leggere, sicuramente apprezzata dai lettori delle classi seconda e terza  della primaria, ma anche da chi cerca qualcosa di interessante da leggere con loro ad alta voce: arriva in Italia un classico della lettura inglese, nato dalla prolifica penna di Catherine Storr a metà degli anni Cinquanta, adatto appunto anche alla lettura condivisa perché i brevi episodi che lo compongono sono in realtà singoli episodi del buffo inseguimento tra un lupo e una bambina.

Un lupo che non esita a suonare il campanello della casa di Polly per gustarsi in un boccone la bambina, ben più furba di lui però che non perde occasione di prenderlo in giro e di lasciarlo con un palmo di naso. Il lupo è goloso e goloso e credulone; Polly lo prende un po’ per la gola e un po’ per il naso e riesce sempre a farla franca, anche quando viene catturata sul serio. La scaramuccia tra i due si basa sulle fiabe tradizionali che il lupo conosce, ma che mai legge fino in fondo né con attenzione: così, anche quando cerca di imitare i meccanismi di “Hansel e Gretel”, de “Il Lupo e i sette capretti” o di “Jack e il fagiolo magico” per non dir del classico Cappuccetto, qualcosa va sempre e comunque storto. Per di più è convinto che se pianti un piolo, cresca una scala intera, che si possa diventare invisibili, che basti un anonimo questionario per ottenere l’indirizzo preciso della preda.

Una lettura divertente, con tanti rimandi e tanti intersecarsi di storie.

Catherine Storr – ill. Simona Mulazzani, Polly e il lupo tontolone (trad. di Angela Ragusa), 105 p., euro 18

 

Hansel e Gretel

11 Apr

Ha debuttato in fiera a Bologna la nuova collana di Canicola, intitolata a Dino Buzzati e dedicata ai più piccoli, nell’ambito del progetto che vuole mettere in atto una serie di attività e laboratori, oltre che di pubblicazioni, legate appunto al fumetto in dialogo con altre forme narrative e territori diversi. Le prime due uscite sono La mela mascherata di Martoz e questa versione di Hansel e Gretel vista dalla tedesca Sophia Martineck che approccia la versione completa della fiaba dei fratelli Grimm, regalandole una veste a fumetti. e riprendendo,in particolar modo attraverso l’uso del colore, la cruda delicatezza della storia originale. Dal buio della fame disperata e delle notti in cui si vaga nel bosco al fluo della casa della strega e dei suoi occhi fino alla luce della strada del ritorno e della ritrovata serenità, che comporta ovviamente la morte della strega per mano dell’astuta Gretel e la morte della mamma egoista, che ancora una volta ci fa dire quanto sia riuscita la fiaba scritta qualche mese fa da Cuvellier, bravo interprete della migliore tradizione.

Il testo del resto si fa circolare anche nella forma illustrativa, dando la possibilità al lettore di confrontare l’immagine di apertura con quella finale, dove è la luce a sottolineare quello che è effettivamente cambiato. Qui trovate un assaggio del fumetto, di cui salutiamo la ventata di novità e la nuova esperienza editoriale di cui attendiamo il seguito.

Il sito dell’autrice, che fa parte anche di del gruppo di autrici che realizza la rivista Spring.

Sophia Martineck, Hansel e Gretel, Canicola, 48 p., euro 16

Tanto tanto grande

8 Apr

Samuel è, tra le altre cose, un appassionato di entomologia e non a caso nella sua camera c’è un libro aperto sulla figura di uno scarafaggio: è proprio Gregor Samsa ! Anche Samuel vive qualcosa di simile al protagonista kafkiano: si sveglia un mattino e si trova trasformato in un gigantesco ippopotamo; non è un sogno e non c’è nulla da fare, non serve manco chiudere gli occhi o cercare di uscire dalla finestra.  E poi tutti lo chiamano, ricordandogli che deve sbrigarsi, che deve andare a scuola: come fare a nascondere la terribile iattura? Finché sua sorella spalanca la porta e… sorpresa!

Sempre coloratissima e ironica Catarina Sobral, sempre rispettosa delle capacità del suo lettore a cui affida nessi sottintesi e strizzate d’occhio. E sempre amante dei suoni meravigliosi della lingua e delle parole inventate e senza apparente significato, da dire a voce alta per il gusto di sentirle: come già in Cimpa, anche qui ce ne sono, sono “nomi di suoni”, come le definisce il protagonista.

La storia è davvero divertente e si presta, con la sua struttura e il colpo di scena finale inatteso, ad essere letta insieme; dice metaforicamente dei cambiamenti legati alla crescita e al corpo, della paura che fanno, delle insicurezze, della sorpresa che suscitano.

Il sito dell’autrice.

Catarina Sobral, Tanto tanto grande (trad. di Marta Silvetti), La Nuova Frontiera junior 2017, 40 p., euro 16

Il puzzle infinito

2 Apr

Ci sono facce e musi che si rincorrono sulle pagine, che si interfacciano tra sinistra e destra seguendo i dialoghi: si sorridono, c’è chi parla e chi ascolta, ci si guarda e così via… tutti notano quanto sono diversi l’uno dall’altro, ma all’invito ad accostarsi (“ancora un po’ di più” dice il testo), ecco che si vede che è questa diversità a fare il mondo. Una diversità che l’artista ottiene in un gioco di puzzle, di scambi di pezzi che riflettono la metafora di come ognuno possa avere qualcosa di uguale agli altri e qualcosa di diverso ed essere semplicemente unico e se stesso. L’albo, che ha ricevuto una menzione speciale lo scorso anno alla Fiera del Libro per Ragazzi di Bologna, non è solo un libro-gioco che invita a riflettere sull’inclusione in modo originale e mai scontato, ma anche una proposta di laboratorio: nelle pagine finali infatti, Bianki svela come ha costruito le immagini fotografate e invita il lettore – grande o piccolo, o meglio grandi e piccoli insieme – a fare lo stesso. Sono tutte scatole riciclate, colorate, poi accostate; sulla superficie così ottenuta si disegna, poi si girano le scatole e si compongono altri disegni finché tutte le facce portano un segno: a questo punto è un “gioco di scatole” appunto, un comporre infiniti puzzle per far apparire qualcosa di nuovo., partendo dai suggerimenti che vengono offerti.

Le immagini del testo intanto si restano a un gioco di rimandi, tra personaggi che ricompaiono (primo tra tutti, l’uomo col cappello, che fa un po’ da guida), tra pezzi che ritornano: cosa compone chi? E poi dove lo ritrovi di nuovo? Buon divertimento!

Il sito di Bianki.

Diego Bianki, Il puzzle infinito. Recuperare, riciclare e riutilizzare (trad. di Elena Rolla), Kalandraka 2017, 56 p., euro 17

 

Il mio pianeta. Vento

21 Mar

Un approccio multidisciplinare al vento, con illustrazioni di qualità e una grande attenzione alla confezione, alla grafica e ai particolari. Si comincia con una poesia e poi ogni doppia pagina è caratterizzata da un’etichetta colorata in alto a sinistra che identifica la sezione a cui appartiene: crea, osserva, sperimenta. Attraverso informazioni calibrate, narrazioni, esempi e proposte di semplici esperimenti e di costruzioni per mettersi in gioco, ecco un testo che invita a scoprire e a farsi protagonisti, dotato inoltre di un semplice glossario finale.

Potete trovare tra le pagine la spiegazione grafica della scala Beaufort che misura l’intensità del vento, una leggenda dei nativi americani che ipotizza come nasce, l’invito a costruire un anemometro piuttosto che un vortice in bottiglia;poi una pagina sui mulini a vento, una sugli aquiloni, un’altra sui semi portati dal vento, una ancora sugli sport legati al vento. E tanto altro: buona scoperta!

Nella stessa collana il libro dedicato all’acqua secondo le medesime modalità.

Il sito dell’autrice, divulgatrice scientifica dalle molte pubblicazioni per bambini e ragazzi. Il sito dell’illustratrice.

Isabel Thomas – Pau Morgan, Il mio pianeta. Vento (trad. di Erica Mazzero), 64 p., euro 9,90

La bambina dei libri

15 Mar

Ecco tradotto l’albo vincitore del Bologna Ragazzi Award for Fiction 2017: nella motivazione la giuria ha ben sottolineato la riuscitissima commistione tra illustrazione e arte tipografica, in un albo che celebra da un lato il potere dell’immaginazione e delle storie e dall’altro la letteratura per ragazzi e i suoi classici. Le carte di guardia riportano un elenco di libri (ma anche di musiche), quelli che hanno nutrito l’immaginario dei due autori nella loro infanzia e che si ritrovano in citazione lungo le pagine: sono infatti le parole delle storie (e la compagnia di Alice, di Gulliver, di Hansel e Gretel, di Peter Pan…) a sospingere la bambina protagonista, a indicare la strada, a segnare il sentiero su cui invita all’avventura il nuovo amico.

La bambina dei libri ben conosce la potenza di una buona storia, la facilità con cui ti mette le ali, ti fa affrontare i pericoli o semplicemente ti fa casa; lo stesso invito a partecipare viene fatto sul finale al lettore, attraverso una chiave per lasciar libera la fantasia. Sicuramente questo albo, con le suggestioni che suscita, piacerà agli adulti, a chi si occupa dei libri per ragazzi, a chi conosce la fascinazione che può venire dalle pagine. Piacerà agli adulti, e saranno loro che lo leggeranno ben prima e ben più dei bambini: mi piace pensare allora che possa essere un libro da leggere insieme, per condividere anche la magia della grafica, per far apprezzare ai più piccoli come è stato pensato e quanta cura c’è dietro e quanta potenzialità c’è nell’arte tipografica che qui, davvero, ci vien mostrata non minore dell’illustrazione.

Il sito di Jeffers. Il sito di Winston. Il trailer originale con le parole dei due autori.

Oliver Jeffers – Sam Winston, La bambina dei libri (trad. di Alessandro Riccioni), Lapis 2017, 40 p., euro 14,50

Il lupo e la zuppa di piselli

15 Feb

lupo-zuppa-piselliFrançoise Diep ha amato i racconti tradizionali da lettrice bambina, poi da bibliotecaria per diventare, dall’inizio degli anni Novanta, una raccontatrice di storie per professione; storie da tutto il mondo, che lei stessa ha raccolto e sovente presentato in molte edizioni francesi accompagnate da cd.

Qui ritorna su una storia classica, conosciuta per lo più come “La scala dei lupi”, diffusa in Europa, in Russia, in India e anche in Africa, dove a volte al posto dei lupi ci sono i conigli o addirittura un leone. Una storia dalla struttura ripetitiva e dall’andamento adatto alla lettura ad alta voce, a cui il tratto di Magali Le Huche conferisce ulteriore espressività (godetevi le espressioni, degli umani e dei lupi!).

In un inverno lungo e freddo, nell’ennesima giornata di neve, nella casa in mezzo al bosco è finita la legna da bruciare. Allora Pietro si avventura malvolentieri verso i ceppi preparati e accumulati in fondo alla valle, allietato solo dalla sua zuppa preferita che la moglie sta preparando: piselli spiaccicati e pancetta affumicata a cuocere a fuoco lento sulla stufa. Al rientro, ecco uno, due, tre… dieci lupi che lo inseguono e uno, più temerario, entra addirittura in casa e si ritrova addosso l’intero pentolone di zuppa bollente usato come arma. Quindici giorni dopo, all’ennesimo rifornimento di legna, il lupo medita vendetta, ma ecco che Pietro sarà ben più ingegnoso di lui!

Il sito dell’autrice e il suo blog.

Françoise Diep – Magali Le Huche, Il lupo e la zuppa di piselli (trad. di Tommaso Guerrieri), Clichy 2016, 32 p., euro 15

Le tre principesse pallide

13 Gen

portada PRINCESASSe un re ha tre figlie a cui lasciare il regno e a scegliere l’erede della corona è il popolo che si deve basare solamente sulla faccia che hanno quando si affacciano al balcone, ecco che nessuna va bene perché son troppo pallide. Ma nemmeno l’ingegno delle due maggiori risolve la questione: a bere la notte stellata o a lasciarsi avvolgere con troppa foga dalla natura, si diventa blu o verdi… nemmeno a parlarne! Così la più piccola piange per una notte intera fino allo sfinimento: non ha alcuna intenzione di governare e manco può pensare all’idea di sostituire il padre, visto che ciò significherebbe che lui sta per morire. Sarà il sole a trovare la soluzione, infondendo coraggio e forza.

In questo albo illustrato tutto è pallido come le principesse: i colori sono quasi velati, vivi ma lievemente opachi per riportare nelle immagini il senso del testo. Le illustrazioni sono essenziali quanto pregnanti: aprite la pagina in cui il sole veglia il risveglio della principessa minore e rimanete incantati dalla semplicità del tutto.

Come spesso segnaliamo, un albo perfetto da leggere ad alta voce.

Il sito dell’illustratrice.

Maria José Martín Francés – Carole Hénaff, Le tre principesse pallide (trad. di Elena Rolla), Kalandraka 2016, 36 p., euro 14