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Il Gallinario

11 Mag

gallinarioPrendi un erbario, scrigno di scoperte e informazioni scientifiche, con brevi testi e illustrazioni potenti. Prendi della spiritosità e una passione smisurata per le galline. Ne risulta Il Gallinario, un’enciclopedia illustrata per tutta la famiglia sui più popolari animali domestici. Edito da Quinto Quarto edizioni, l’albo è scritto a quattro mani da Barbara Sandri e Francesco Giubbilini, illustrato e progettato graficamente da Camilla Pintonato.

Una gallina canta “I believe I can fly” mentre noi analizziamo l’anatomia delle sue ali e ci chiediamo se riesca a volare. E sta proprio qui la trattazione originale del mondo delle galline. Il libro sa coniugare un’accurata e chiara documentazione scientifica a uno stile autoriale leggero, frizzante e ironico, che emerge sia nei testi sia nelle illustrazioni dai colori vivaci che possiamo contemplare anche sul profilo instagram di Camilla Pintonato. Le illustrazioni sono digitali e in alcune pagine veicolano informazioni come un’infografica. Non c’è bisogno di leggerlo, lo vediamo: il Jersey gigante può essere alto come un bambino di 3 anni!

Ogni doppia pagina è autosufficiente: suggerisce una domanda e propone una risposta esaustiva alle lettrici e ai lettori curiosi, che non si accontentano di letture pigre dall’ordine prestabilito e sono ben contenti di saltare con lo sguardo a destra e a sinistra della pagina, in basso e poi in alto, andando in cerca delle informazioni in un dialogo tra immagini e testo.

Scritto da Barbara Sandri e Francesco Giubbilini – i blogger fondatori di tuttosullegalline.it – il libro è un catalogo di creste, di piume e di impronte da decifrare. Prima ci racconta le abilità percettive e cognitive dei pennuti protagonisti, poi ci guida nella costruzione di un pollaio su misura.

Non ci stupiamo che abbia vinto il premio Panizon 2021 come “Miglior albo illustrato” e sia tra i finalisti della 40° edizione del premio Andersen nella sezione miglior libro di divulgazione. Incrociamo le zampe!

Barbara Sandri e Francesco Giubbilini – ill. Camilla Pintonato, Il Gallinario, Quinto Quarto Edizioni 2021, 80, euro 25.

Ulf, il bambino grintoso

22 Apr

bambino grintosoOgni ritorno di Ulf è una festa: le sue avventure sono racconti brevi che, ad ogni nuova uscita, arricchiscono l’immaginario del lettore che costruisce, intorno al protagonista e ai suoi famigliari, scene di vita quotidiana, spassose e sempre ricche di saggezza sul rapporto grandi-piccoli e sui modi di vedere la vita.

Come nei precedenti, anche in questo testo Stark racconta del diventare grandi grazie all’esilarante personaggio del piccolo Ulf e al suo rapporto coi nonni, simpatici almeno quanto lui. Nonno Gottfrid è basso, grasso e rabbioso; non sta mai fermo, impreca volentieri  e un giorno scopre il nipote che si diverte a catturare un bombo. Serafico, Ulf gli spiega che nella vita vorrebbe sempre starsene in panciolle a far niente, anche perché è troppo piccolo per tagliare la legna e cose simili. Per scuoterlo dalla pigrizia e permettergli di dimostrare la sua grinta, il nonno lo prende ironicamente come schiavo per un giorno. Come un bombo Ulf ronza veloce da un incarico all’altro, da un lavoretto a una consegna fino a cadere stanco nel letto. Ma c’è anche l’altro nonno, Gustav, capace di trasformare cose normali in vere avventure, che lo sveglia all’alba per andare a pesca e a godere della maestosa bellezza del mondo al primo mattino, in libertà.

Viva Ulf protagonista, che grazie alle illustrazioni di Majaluoma offre ai lettori una storia breve di giusta misura. Viva Ulf Stark e la sua poetica del quotidiano, semplice, essenziale e preziosa. E viva i grintosi, sempre.

Ulf Stark- ill. Markus Majaluoma (trad. di Samanta K. Milton Knowles), Iperborea 2021, 56 p. , euro 9

L’ombra di ognuno

6 Apr

Ombra pagine ITA.inddQuesto albo viene dal catalogo Memo, in cui ci sono molte perle che non sarebbe male poter offrire anche a chi legge in italiano. Pluripremiato nel corso degli anni (è stato pubblicato nel 2013 e ha ricevuto i Prix Québec/Wallonie-Bruxelles de littérature de jeunesse, Prix Brindacier, Prix de la Semaine Paul Hurtmans du livre de jeunesse oltra la menzione a Bologna 2014), dispiega l’universo immaginato da Mélanie Rutten in china e acquerelli, illustrazioni che accompagnano perfettamente il testo anche nella loro disposizione, rendendo al racconto una dimensione che può essere onirica come più tangibile, a seconda di come il lettore sceglie di goderla, di identificarsi, di cogliere significati più immediati o più nascosti.

Racconta, per capitoli brevi, dell’arrivo del coniglietto a casa del cervo, di come in un nuovo rapporto si debba imparare un po’ tutto, di come un nucleo famigliare sia fatto di capacità di tener stretto e di lasciare andare. Racconta di come un bambino mascherato da soldato, un coniglietto con gli occhi rossi e un gatto che ha perso la palla possano partire insieme in un’avventura che attraversa montagne, vulcani, fiumi sotterranei, notti stellate. Dice di separazioni e fare insieme, di cadute e ferite, di morte, coraggio e gentilezza, di premura e capacità di comprendere. Dice di crescere, di case, di ombre. Dice, e lo fa con una levità tale che, saranno le illustrazioni, sarà il racconto, ma è proprio un’intensa storia di vita.

Mélanie Rutten, L’ombra di ciascuno (trad. di Sara Saorin), Camelozampa 2021, 56 p., euro 20

Animali che nessuno ha visto tranne noi

23 Mar

animali che nessuno-starkEvviva, evviva! Sbarca domani in libreria un nuovo libro di Ulf Stark, il primo albo illustrato della collana Miniborei, che all’arguta ironia dell’autore svedese affianca le colorate illustrazioni di Linda Bondestam per offrire al lettore un curioso e giocoso catalogo. Sfilano infatti sulle pagine animali come l’escaloppo, il letargale, il lumarone e via così… pare che nessuno, tranne gli autori, li abbia mai visti. O forse sì: hanno qualche tratto familiare di sicuro e stanno cercando un loro posto nel mondo, una postura che li renda contenti, un pensiero che cambi il loro punto di vista non sempre ottimista. Da sottolineare anche il lavoro di traduzione in rima di Laura Cangemi.

Ovviamente i rimandi ai bestiari esistenti, immaginari e no, sono tanti. Di sicuro il rimando più felice è a una chicca che Rizzoli mandò in libreria anni fa, l’Urbuq di Andrea Sottile, con le illustrazioni di Lucia Scuderi, con testi più lunghi adatti a lettori di qualche anno in più e perfetti anche per la lettura ad alta voce. Non vi sembra che sian due libri che vicini si troverebbero proprio bene. L’invito al lettore è sempre los stesso: aguzza la vista su quel che c’è intorno a te…

Ulf Stark – Linda Bondestam, Animali che nessuno ha mai visto tranne noi (trad. di Laura Cangemi), Iperborea 2021, 56 p., euro 17,50

Arthur e la fune d’oro

21 Mar

arthur fune oroInteressante formato per i lettori che cominciano a muoversi con destrezza nella pratica della lettura: un albo con grandi illustrazioni, testi brevi e ben distribuiti sulla pagina e l’idea di poter ritrovare il tutto anche in altre avventure. Fa infatti parte di una serie, “I Brownstone” (di cui Giunti manda in libreria anche un altro titolo, “Marcy e l’enigma della sfinge”) in cui Joe Todd-Stanton fa prova ancora della buona capacità di narrare l’avvntura in parole e illustrazioni di cui già aveva dato segni ad esempio ne Il segreto della roccia nera, edito in Italia da Babalibri.

L’invito fatto al lettore è di addentrarsi nella cripta della famiglia Brownstone e lasciarsi catturare dalle storie delle rarità e degli oggetti dai poteri magici che i suoi membri hanno nei secoli raccolto, come Arthur, nato molto tempo fa in un villaggio islandese, ragazzino affascinato dalle leggende e dalle creature della foresta. A lui, improbabile eroe, tocca il compito di addentrarsi nella terre degli dei Vichinghi per trovare il modo di ravvivare il fuoco spento dall’arrivo di una grande belva. 

Joe Todd-Stanton, Arthur e la fune d’oro (trad. di Francesca Pellegrino), Giunti 2021,  56 p., euro 12,90

Sgrunt!

7 Mar

SGRUNT_WEBNuova interessante uscita per la collana “Graphic Prima” di Sinnos che offre un formato agevole, con buon respiro sulla pagina per il testo e le illustrazioni, adatto ai lettori che cominciano a muoversi agilmente e che ne saranno soddisfatti. Il testo di Movarelli, ben accomagnato dalle illustrazioni di Alice Coppini, sceglie come sfondo Monte Quiete, paesino di 345 anime in cui pare non capitare mai nulla. Eppure, per quanti pochi siano gli abitanti, vantano un pirata e una gruppo di cowboy che bivaccano al bar del Buco e pure una ciurma di ben tre ragazzetti terribili che seminano il terrore tra gatti e bambini. E poi c’è Giustino, io narrante che ha appena imparato le frazioni (è un asso in matematica!) e considera tutto quel che lo circonda in termini di tre quarti, un decino e via così. Il pirata Sgrunt, al di là del suo aspetto da scorbutico nonnetto, nasconde un cuore da vero bucaniere e sul suo conto se ne raccontano di tutti i colori. Starà a Giustino sbrogliarsela con prepaotnti e misteri e scoprire che fine abbiano fatto i 13 gatti che mancano al computo degli animali del villaggio e pure cosa covi sotto la cenere del passato del pirata Sgrunt e del cowboy Peldiferro.

Alcune pagine da sfogliare.

Daniele Movarelli – Alice Coppini, Sgrunt!, Sinnos 2021, 64 p., euro 11

La prima neve

27 Feb

La prima nevePare primavera,  i crochi e le primule fanno gara a sbocciare, il calicanto profuma d’intenso grazie al caldo, ma i primi giorni di marzo si avvicinano e, come sempre, l’inverno canterà ancora una volta – magari con un’improvvisata di quei fiocchi larghi che diciamo pataras – prima di lasciar posto alla nuova stagione Non ci può essere allora libro migliore di questo albo di grande formato che fa risaltare appieno le illustrazioni di Sylvie Bello e in cui Elham Asadi racconta la sua storia preferita, quella ascoltata mille volte da bambina, con cui la nonna diceva da dove viene quel che tutti chiamano neve. Altro non è che la deliziosa polvere scaturita da un’attesa paziente; l’attesa che una donna di nome Naneh Sarma, che vive più in alto delle nuvole, riempie di cura e particolari; l’attesa dell’arrivo di  Norooz, forte e potente, capace di sciogliere i ghiacciai, far sbocciare i fiori e regalare risate. Un’attesa che si fa ciclica e che fa lo scorrere delle stagioni, nella ripresa di una storia della tradizione che ne richiama alla mente tante altre, come le diverse figure mitiche che portano la primavera, come gli orsi di segale che vanno addomesticati e i lupi catturati, ma non prima che imbrattino di fuliggine le gote delle ragazze, per farle ridere, proprio come Norooz. Un albo d’incanto che trova la sua fortuna nel ritmo della storia e nel formato che dà il giusto respiro a illustrazioni che non avrebbero avuto senso altrimenti. E che ricorda come sia necessario saper aspettare, cosa che puoi fare se sai quel che aspetti.

Buona attesa della vera primavera a tutt*.

Qui l’autrice racconta della sua infanzia iraniana e di questa storia.

Elham Asadi & Sylvia Bello, La prima neve, Topipittori 2021, 32 p., euro 28

Su e giù per le montagne

25 Feb

Su_e_giu_x_le_montagne_CVR_500pxAltro albo senza parole da Irene Penazzi che, dopo il giardino, esplora la montagna. Letteralmente, attraverso le imprese di tre protagonisti, che il lettore può seguire nelle loro avventure e nelle loro scoperte. Immaginato in uno sviluppo sull’arco di un intero anno, vede alternarsi le stagioni e le possibilità. Scorrono così sulle pagine gli incontri che si possono fare, gli animali, i cambiamenti della flora; si possono vedere le marmotte che dormono sottoterra, le volpi che giocano nella neve. Ci si può ritrovare: nei volti affaticati durante un’escursione, nel tepore del camino davanti a cui ci si riposa, nell’eccitazione di correre a ripararsi dal temporale, nei rumori della notte mentre si cerca di dormire in tenda. E qualcuno riconoscerà non solo esperienze e sensazioni, ma anche qualche luogo (specie se ha avuto la fortuna di passare al Masetto!).  Le carte di guardia sono delle cartine, perché, si sa, dei buoni camminatori attrezzati non possono farne a meno!

Irene Penazzi, Su e giù per le montagne, Terre di mezzo 2021, 40 p., euro 15

Quel prodigio di Rex

15 Feb

prodigio rexTutti i libri di Patricia MacLachlan – quelli che abbiamo letto tempo fa in collane storiache, come “Baby”, “Primo amore” o il sublime “Sarah né bella né brutta” o Album di famiglia, così come quelli arrivati più recentementi sugli scaffali italiani – seminano perle preziose intorno a due argomenti: la vita e gli affetti (in primis, la famiglia) e le parole, quelle che stanno nei libri, quelle che si sono dette, quelle che sono sospese perché non le si riesce a dire. Anche questo ultimo romanzo conferma la grande capacità di questa autrice di confrontarsi con la misura breve e di scrivere ad altezza dei protagonisti di cui assume il punto di vista: qui sono i sette anni di Grace che si rapporta con la dura realtà di come si cresca e le cose inevitabilmente cambino. MacLachlan lo racconta però lasciando in sordina il “grande tema” e ritraendo la quotidianità di una bambina che ha per zia una scrittrice e la cui maestra pensa che abbia anche lei delle storie da raccontare. Può essere difficile però trovare proprio la storia che vuoi narrare e metterla sulle pagine di un grande quaderno; esattamente come può essere faticoso per una scrittrice trovare la partenza giusta per un nuovo libro. Forse ci vuole un po’ di magia, come quella che il cane Rex sa fare quando ne ha voglia (e per chi ne ha voglia!). Intanto ci si rende conto conto  che sorprendere gli altri è una bella sensazione e che il crescere può anche essere definito come “la vita che sta diventando grande”.

Autrice irrinunciabile per chi si occupa di ragazzi e di lettura, coi suoi libri che arrivano un po’ in punta di piedi, sempre poetici e già classici e intramontabili anche quando sono appena nati. Questo arriva in libreria giovedì; aspettatelo e intanto, a proposito di aprole, andate a rileggere Una parola dopo l’altra e Le parole di mio padre, Premio Andersen 2020 come miglior libro 9-12 anni.

Patricia MacLachlan – ill. Emilia Dzubiak, Quel prodigio di Rex (trad. di Stefania Di Mella), HarperCollins 2021, 112 p., euro 12,90, ebook 

Quando il signor Tordi perse il cappello

12 Feb

quando-il-signor-tardi-perse-il-cappello-1-scaled-1-1Un uomo raffinato il signor Tordi, e raffinato è anche l’albo che racconta la sua storia: sfogliatelo per apprezzarne stampa e colori in questa squillante storia di Alice Piaggio, tutta in rima che ruota intorno a quel che è essenziale. In scena il signor Tordi, sua moglie Elodia, la nipote Anna e il cane Balzac presentati a inizio volume. E poi via, a frugare nell’armadio e nei cassetti di questo elgantone dalle camicie ricamate, giacche bordate di pelle, scarpe rigorosamente inglesi e – udite, udite – trecento calzini. Ma ciò a cui tiene di più sono i suoi dieci cappelli, un vero tesoro. Fino al giorno in cui si accorge di averlo scordato e parte alla ricerca. Una ricerca che diventa spoliazione, causa affanno e sudore, di tutti gli abiti apprezzati e preziosi che finiscono su una sedia, come un signor Tordi vuoto, mentre quello in carne e ossa finisce in canotta e mutande sul divano a riscoprire il vero affetto che viene da chi ti sta accanto (e magari ti prende per quello che sei, mania dei cappelli compresa).

Una bella uscita delle edizioni Risma, di cui abbiamo già parlato per via di Gatto Orlando, marchio editoriale giovane giovane ma con un catalogo già promettente che si destreggia tra albi e romanzi, con un occhio a chicche mai arrivate in Italia (e pare che ne stian preparando delle belle).

Le rime e il formato grande dell’albo sono un invito alla condivisione in lettura ad alta voce.

Alice Piaggio, Quando il signor Tordi perse il cappello, Risma 2020,  32 p., euro 19