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Il mio pianeta. Vento

21 Mar

Un approccio multidisciplinare al vento, con illustrazioni di qualità e una grande attenzione alla confezione, alla grafica e ai particolari. Si comincia con una poesia e poi ogni doppia pagina è caratterizzata da un’etichetta colorata in alto a sinistra che identifica la sezione a cui appartiene: crea, osserva, sperimenta. Attraverso informazioni calibrate, narrazioni, esempi e proposte di semplici esperimenti e di costruzioni per mettersi in gioco, ecco un testo che invita a scoprire e a farsi protagonisti, dotato inoltre di un semplice glossario finale.

Potete trovare tra le pagine la spiegazione grafica della scala Beaufort che misura l’intensità del vento, una leggenda dei nativi americani che ipotizza come nasce, l’invito a costruire un anemometro piuttosto che un vortice in bottiglia;poi una pagina sui mulini a vento, una sugli aquiloni, un’altra sui semi portati dal vento, una ancora sugli sport legati al vento. E tanto altro: buona scoperta!

Nella stessa collana il libro dedicato all’acqua secondo le medesime modalità.

Il sito dell’autrice, divulgatrice scientifica dalle molte pubblicazioni per bambini e ragazzi. Il sito dell’illustratrice.

Isabel Thomas – Pau Morgan, Il mio pianeta. Vento (trad. di Erica Mazzero), 64 p., euro 9,90

La bambina dei libri

15 Mar

Ecco tradotto l’albo vincitore del Bologna Ragazzi Award for Fiction 2017: nella motivazione la giuria ha ben sottolineato la riuscitissima commistione tra illustrazione e arte tipografica, in un albo che celebra da un lato il potere dell’immaginazione e delle storie e dall’altro la letteratura per ragazzi e i suoi classici. Le carte di guardia riportano un elenco di libri (ma anche di musiche), quelli che hanno nutrito l’immaginario dei due autori nella loro infanzia e che si ritrovano in citazione lungo le pagine: sono infatti le parole delle storie (e la compagnia di Alice, di Gulliver, di Hansel e Gretel, di Peter Pan…) a sospingere la bambina protagonista, a indicare la strada, a segnare il sentiero su cui invita all’avventura il nuovo amico.

La bambina dei libri ben conosce la potenza di una buona storia, la facilità con cui ti mette le ali, ti fa affrontare i pericoli o semplicemente ti fa casa; lo stesso invito a partecipare viene fatto sul finale al lettore, attraverso una chiave per lasciar libera la fantasia. Sicuramente questo albo, con le suggestioni che suscita, piacerà agli adulti, a chi si occupa dei libri per ragazzi, a chi conosce la fascinazione che può venire dalle pagine. Piacerà agli adulti, e saranno loro che lo leggeranno ben prima e ben più dei bambini: mi piace pensare allora che possa essere un libro da leggere insieme, per condividere anche la magia della grafica, per far apprezzare ai più piccoli come è stato pensato e quanta cura c’è dietro e quanta potenzialità c’è nell’arte tipografica che qui, davvero, ci vien mostrata non minore dell’illustrazione.

Il sito di Jeffers. Il sito di Winston. Il trailer originale con le parole dei due autori.

Oliver Jeffers – Sam Winston, La bambina dei libri (trad. di Alessandro Riccioni), Lapis 2017, 40 p., euro 14,50

Il lupo e la zuppa di piselli

15 Feb

lupo-zuppa-piselliFrançoise Diep ha amato i racconti tradizionali da lettrice bambina, poi da bibliotecaria per diventare, dall’inizio degli anni Novanta, una raccontatrice di storie per professione; storie da tutto il mondo, che lei stessa ha raccolto e sovente presentato in molte edizioni francesi accompagnate da cd.

Qui ritorna su una storia classica, conosciuta per lo più come “La scala dei lupi”, diffusa in Europa, in Russia, in India e anche in Africa, dove a volte al posto dei lupi ci sono i conigli o addirittura un leone. Una storia dalla struttura ripetitiva e dall’andamento adatto alla lettura ad alta voce, a cui il tratto di Magali Le Huche conferisce ulteriore espressività (godetevi le espressioni, degli umani e dei lupi!).

In un inverno lungo e freddo, nell’ennesima giornata di neve, nella casa in mezzo al bosco è finita la legna da bruciare. Allora Pietro si avventura malvolentieri verso i ceppi preparati e accumulati in fondo alla valle, allietato solo dalla sua zuppa preferita che la moglie sta preparando: piselli spiaccicati e pancetta affumicata a cuocere a fuoco lento sulla stufa. Al rientro, ecco uno, due, tre… dieci lupi che lo inseguono e uno, più temerario, entra addirittura in casa e si ritrova addosso l’intero pentolone di zuppa bollente usato come arma. Quindici giorni dopo, all’ennesimo rifornimento di legna, il lupo medita vendetta, ma ecco che Pietro sarà ben più ingegnoso di lui!

Il sito dell’autrice e il suo blog.

Françoise Diep – Magali Le Huche, Il lupo e la zuppa di piselli (trad. di Tommaso Guerrieri), Clichy 2016, 32 p., euro 15

Le tre principesse pallide

13 Gen

portada PRINCESASSe un re ha tre figlie a cui lasciare il regno e a scegliere l’erede della corona è il popolo che si deve basare solamente sulla faccia che hanno quando si affacciano al balcone, ecco che nessuna va bene perché son troppo pallide. Ma nemmeno l’ingegno delle due maggiori risolve la questione: a bere la notte stellata o a lasciarsi avvolgere con troppa foga dalla natura, si diventa blu o verdi… nemmeno a parlarne! Così la più piccola piange per una notte intera fino allo sfinimento: non ha alcuna intenzione di governare e manco può pensare all’idea di sostituire il padre, visto che ciò significherebbe che lui sta per morire. Sarà il sole a trovare la soluzione, infondendo coraggio e forza.

In questo albo illustrato tutto è pallido come le principesse: i colori sono quasi velati, vivi ma lievemente opachi per riportare nelle immagini il senso del testo. Le illustrazioni sono essenziali quanto pregnanti: aprite la pagina in cui il sole veglia il risveglio della principessa minore e rimanete incantati dalla semplicità del tutto.

Come spesso segnaliamo, un albo perfetto da leggere ad alta voce.

Il sito dell’illustratrice.

Maria José Martín Francés – Carole Hénaff, Le tre principesse pallide (trad. di Elena Rolla), Kalandraka 2016, 36 p., euro 14

La parola alla natura

2 Gen

 

la-parola-alla-naturaNon ci sono parole in questo libro, se non nella breve istruzione data in apertura e poi nell’appendice finale. Le istruzioni invitano rispettivamente a osservare, indagare, stupirsi. Nel finale invece ecco la riproduzione delle tavole informato minore con l’indicazione degli animali che vi compaiono e la breve sintesi di alcune loro caratteristiche. In mezzo pura libertà: di guardare, sfogliare, fermarsi dove più si preferisce, interpretare. Le diverse strisce che  appaiono in ogni pagina raffigurano ciascuna una sequenza in cui si muovono gli animali – da soli o interagendo tra di loro – oppure assistiamo allo scorrere delle stagioni sulla chioma di un albero  o sul ciclo di vita di un fiore di tarassaco, dal suo fiorire fino al dissolversi del soffione.

C’è la talpa che va in letargo e si riaffaccia a primavera; una femmina di petrello inseguita dal compagno; pinguini che si dichiarano, animali che mettono al sicuro il loro cibo, che succhiano nettari o che si mangiano altre bestie più piccole di loro; c’è chi si affronta, chi scappa, chi insegue. Non sempre le strisce vicine sono in rapporto tra di loro, ma è bella la libertà data al lettore non solo di inventare una storia per ogni striscia, ma di provare a tessere un legame, magari anche solo di similitudine.

Ancora una volta un volume che ci ricorda dell’importanza di dare in mano ai bambini qualcosa di bello, fin dalla sua composizione grafica, dall’accostamento dei colori; nel contempo qui possiamo offrire ai lettori la piena libertà di essere creativi, partendo dalla semplice chiarezza delle illustrazioni che riassumono graficamente l’informazione che vogliono dare.

Davvero un prezioso regalo. Uno strumento nel senso migliore del termine, direi.

Thomas Hegbrook, La parola alla natura (trad di Lucia Feoli), Emme 2016, euro 22

Un grande giorno di niente

24 Dic

un-grande-giorno-di-niente

La bravura assoluta sta nel dire le cose piccole, il quotidiano, il niente. Sta nel dirlo con semplicità, riuscendo a mettere sulla pagina – in questo caso in mix perfetto di parole e di accuratezza delle immagini – la sensazione della noia. Beatrice Alemagna si fa “maestra del sapere di dire” più del solito in questo albo e mi piace pensare che sia un punto alto in un percorso del parlare al lettore con essenzialità.

Questo albo parla di quel niente che è la noia, per di più la noia di un giorno di pioggia, nella solita casa delle vacanze di cui si conosce già tutto, mentre la mamma scrive al computer come sempre, come probabilmente fa anche a casa. Il protagonista si fa una cuccia sul divano, gli incollati allo schermo del videogioco. E intanto pensa a suo padre, a tutte le meraviglia che gli avrebbe mostrato fuori di lì. Non sappiamo altro di suo padre, non sappiamo se non ci sia perché è da un’altra parte o perché sia morto; sappiamo però quel che leggeva nella natura, nel paesaggio intorno, nel tempo: meraviglie. Che non appaiono esattamente così al bambino, quando la mamma lo mette fuori casa e la pioggia continua a scosciare sui suoi occhiali e sulla mantella arancione, con tutta la noia del mondo lì convenuta. Sono passi pesanti e persi i primi che muove e le illustrazioni fanno percepire benissimo a chi legge l’umidità, le pietre scivolose, l’odore dei funghi nella pioggia: ecco intanto la scoperta, le mani affondate nella terra, la paura, il capitombolo e tutto che sembra come nuovo. Il sole che torna e la sensazione di libertà che viene dal viverla , quella natura, dal rotolarcisi dentro. Perché la noia è libertà ed è infangata, fradicia, luccicosa e piena di schizzi di una pozzanghera. E non ha bisogno di parole né di racconti; a volte il conforto di uno sguardo che sorride complice – da uno specchio come sopra una tazza di cioccolata bollente – è sufficiente.

Qui Beatrice Alemagna parla di come è nato questo libro, del titolo che è venuto prima di tutto, della paura bambina che non è mai senza speranza, di una certa illustrazione che…

Beatrice Alemagna, Un grande giorno di niente, Topipittori 2016, 48 p., euro 20

Non sappiamo se festeggiate natale o qualche ricorrenza lungo l’anno o anche nessuna; non sappiamo se contiate l’inizio di un nuovo anno sulla base dell’anno solare, del calendario scolastico, cominciando dal vostro compleanno oppure da un giorno per voi particolarmente significativo. Comunque sia, vi auguriamo di avere tanti magici giorni di niente, tanti giorni liberi in cui perdersi, avere paura, sentire speranza e provare stupore. Vi auguriamo anche la fortuna di avere accanto persone che non fanno mille domande, a cui non sia necessario render conto o spiegare quel che non san vedere né godere. Vi auguriamo la fortuna del silenzio che parla, della condivisione muta fatta semplicemente di gesti e di sorrisi.

Il gomitolo azzurro

21 Dic

gomitoloUna nuova collana dedicata i più piccoli e ai lettori che si fanno indipendenti, con storie brevi in formato di quaderno morbido, dalla carta spessa e dai bordi arrotondati, con una buona scelta grafica che permette – a seconda dei titoli – di spaziare tra scelte stilistiche e tratti diversi: è Lilliput, della casa editrice Eli-La Spiga, i cui primi sei titoli sono arrivati da qualche mese in libreria e di cui parleremo qua e là nei prossimi post.

Intanto vi segnaliamo “Il gomitolo azzurro”, una storia che avanza a ritmo delle stagioni per soffermarsi sull’inverno nevoso (quindi adatta proprio a questi giorni!) con un andamento ripetitivo che piacerà ai più piccoli, permettendo loro di inserirsi nella lettura e ripetere insieme le parti identiche nelle diverse pagine.

In primavera, quando comincia a fare caldo, i pastori tosano le pecore: così ha fatto anche Isadora, sebbene di pecora ne abbia solo una, e ha ricavato un bel gomitolo presto tinto di azzurro.Passata l’estate, il tempo comincia a girare e ad annunciare l’inverno in arrivo, lei pensa alla legna per il camino, ma sempre rimanda la fornitura: tutti gli animali del vicino bosco infatti cercano riparo a casa sua e a lei non sembra vero di sferruzzare maglioni, berretti, sciarpe per tenerli al caldo. Poi ecco la neve: e come si fa adesso a raggiungere il paese? Sarà la generosità delle bestiole che ha aiutato a far sì che si possa accendere un bel fuoco, accompagnato da una buona merenda e da tante storie… che non guastano mai!

Questo titolo  è disponibile gratuitamente per essere sfogliato con iBooks su dispositivi iOS.  Un altro libro della collana, Dov’è la casa di gatto Nerone? di Pino Pace, con le illustrazioni di Isabella Grot, è acquistabile in formato ebook a 1,99 euro.

Il blog di Silvia Vecchini. Il sito di Ekaterina Trukhan.

Silvia Vecchini – Ekaterina Trukhan, Il gomitolo azzurro, Eli-La Spiga 2016, 32 p., euro 4,90

Il sogno di Hokusai

12 Dic

sogno-di-hokusaiNato per accompagnare la mostra Hokusai Hiroshige Utamaro in corso a Palazzo Reale a Milano fino al 20 gennaio, ecco un libro curato ed elegante che avvicina ai bambini la figura di Hokusai tramite una narrazione circolare che sarà a loro certamente gradita. Riprendendo alcune delle immagini più celebri del pittore giapponese e la tecnica del suo lavoro di stampa su matrici di legno, aggiungendo colage di carte che ricordano tessuti preziosi, Ilaria Demonti costruisce una storia in cui Hokusai diventa protagonista centrale, alla ricerca di un aiuto per cercare di catturare con il suo pennello il volo della libellula.

Nel silenzio della notte e nell’intimità del sogno interroga vari animali e una geisha, ciascuno dei quali offre un suggerimento senza ovviamente trovare risposta definitiva, ma dando l’imbeccata per interrogare qualcun altro e procedere così nel viaggio onirico verso qual che il protagonista già sa: il volo della libellula è troppo lieve, troppo veloce, ma c’è modo di fermarne traccia sul proprio quaderno di schizzi. Un modo che non ha bisogno di parole, tanto che nelle pagine finali l’albo si fa muto di testo, lasciando voce alla poesia delle immagini e permettendo al lettore di entrare nella magia del Mondo Fluttuante.

Un ottimo modo per avvicinare i giovani lettori a conoscere Hokusai; un nuovo libro di qualità che va aggiungersi alle buone proposte che proprio nel campo dell’arte si possono fare a bambini e ragazzi (tra le tante, pensate alle uscite recenti di collane come Ponte delle Arti di Jaca Book e Art’è Ragazzi).

Il sito dell’illustratrice.

Ilaria Demonti, Il sogno di Hokusai, Skira 2016, 36 p., euro 16,50

Montreuil 2016 /3. Trails Tales

7 Dic

milimboLe fiabe si possono leggere, ascoltare, reinventare e giocare. Da Montreuil ci portiamo a casa alcuni giochi realizzati da Milimbo, l’editrice di Valencia che realizza libri, poster e oggetti in cartone, e di cui in Italia è arrivato il Cappuccetto Rosso edito da Terre di Mezzo nel 2014, che fa parte della loro collana di fiabe raccontate graficamente, senza parole.

E tra questi giochi ci piace raccontarvi in modo particolare Trails Tales, che avvicina appunto alle fiabe, ai loro personaggio e alle loro dinamiche permettendo a ciascuno dei giocatori (da 2 a 4) di compiere un percorso nel bosco. Si costruisce un sentiero incastrando le caselle contenute nella scatola e poi pronti via, avanti tutta, in senso orario, lanciando il dado. Avanzando si può capitare su una “casella-sentiero” e non capita nulla, oppure su una “casella-prova” contrassegnata da un disegno: ecco allora tutti gli elementi delle fiabe, dalla pietra magica all’anello, dalla polvere magica al rovo; ci sono inoltre alcuni elementi in 3d di cui si ha bisogno per superare determinate prove: la gabbia, il lupo, la strega, la torre, la casa del nonno… da piazzare via via sul sentiero. Il libretto di istruzioni spiega la prova legata all’immagine su cui si è capitati, legata ovviamente sempre alla funzione che ciascuno degli oggetti ha nelle fiabe che ben trailconosciamo.

Lo scopo del gioco non è tanto arrivare primi, quanto piuttosto arrivare tutti: l’essenziale infatti è che ciascuno dei partecipanti superi le prove e riesca ad arrivare in fondo, anche perché solo tutti insieme si può concludere in modo degno, come suggerito dai realizzatori, ovvero con una merenda o un pranzo da favola 😉

Inoltre, come ogni altra realizzazione Milimbo, anche questo gioco invita a metterci del proprio: non solo a inventare nuove domande legate alle prove, ma anche a costruire da sé gli oggetti con cui attorniare il percorso sul sentiero. Lo stesso spirito contraddistingue ad esempio Jungling, un vero e proprio serraglio di animali della giungla con tanto di vegetazione e libretto di accompagnamento che suggerisce nuovi pezzi da costruire e da aggiungere, nuovi modi per giocare, per scatenare la fantasia.

Insomma, un invito a giocare insieme, a condividere e a passare del buon tempo. Noi possiamo anche giocare al nuovo nuovissimo Ricettario magico, realizzato grazie a un recente progetto di crowfounding. Anche questo è una gioia per gli occhi, grazie alla cura nella realizzazione, ai piccoli particolari, a scatole e sacchetti da aprire per svelare tutte le componenti necessarie.

Montreuil 2016 /2. Libri animati, ebook o app?

7 Dic

Dal punto di vista dell’offerta digitale per bambini e ragazzi, anche al Salone di Montreuil si respira un calo di produzione o forse una pausa di riflessione rispetto all’entusiasmo degli scorsi anni, per cui ci sono meno proposte. O forse c’è chi ha resistito e lavora con alacrità per prodotti di più grande qualità.

soupe_couvDell’esperienza de La Carte à Lire vi avevamo già parlato lo scorso anno qui: rappresenta la possibilità di offrire un testo digitale acquistandolo in libreria e regalando appunto un cartoncino che riproduce la copertina del libro e riporta le istruzioni per scaricarlo sul proprio device e cominciare la lettura. La novità di quest’anno è l’aggiunta al già diversificato catalogo di quattro titoli che costituiscono l’inizio del La petite collection de la Chouette du cinéma, una serie di cortometraggi animati d’autore dedicati ai più piccoli, di una quarantina di minuti ciascuno, usciti nelle sale francesi dal 19 ottobre scorso. L’apprimerie, già nota per le sue applicazioni narrative di alta qualità (come Et si la nuit o classici come Le Horla e Viaggio al centro della Terra) ne ha curato anche il libro, in versione cartacea e in versione digitale. Per ora sono disponibili quattro titoli, ispirati a filastrocche o racconti tradizionali, come “la zuppa di sasso” o “il guanto” che tanti albi illustrati hanno ispirato. La versione digitale è accessibili su dispositivi Apple, Android e su pc  tramite Readium.

Due editori storici per ragazzi hanno invece realizzato alcuni libri cartacei che possono essere animati grazie all’utilizzo del tablet, in una lettura complementareo  grazie alla realtà aumentata, presentate a Montreuil nello spazio La Ruche Transbook. Albin Michel ha mandato in libreria la collana Historie animées: quattro titoli per ora, quattro albi illustrati da Magali Le Huche, Charlotte Gastaut, Édouard Manceau, Léna Mazilu con cui è possibile interagire tramite l’app dedicata. Sovrapponendo il tablet al libro si possono scoprire nuovi particolari e animazioni che si integrano con il cartaceo in modo differente a seconda del libro: in alcuni casi sono animazioni alle illustrazioni già presenti, in altri invece sono vere e proprie aggiunte che sviluppano l’azione.

Nathan invece ha pubblicato un albo di grande formato, Le grand Rendez-vous in cui è possibile ascoltare le storie scritte da Hubert Ben Kemoun nel momento in cui si sovrappone il tablet all’immagine che accompagna ciascuna dell 24 avventure, ambientate in diversi Paesi del mondo, il cui filo rosso è l’invito che ciascuno dei personaggi riceve.

In entrambi i casi, c’è da valutare quanto effettivamente rendano questi prodotti che rischiano di non essere carne né pesce rispetto a book-app o ebook ben fatti. Infatti negli albi Albin Michel l’animazione diventa nella maggior parte dei casi “solo” un divertimento in più; bisogna inoltre tener presente alcune eventuali difficoltà di utilizzo che erano evidenti anche nello spazio di Montreuil: la luce dei neon che influiva sulla percezione del testo nel momento in cui lo si inquadrava o la necessità di una connessione wi-fi buona e stabile per l’utilizzo dell’albo Nathan. Tutti intoppi tecnici che possono influire sul buon utilizzo dello strumento e far sì che i bambini si stufino ancor prima di aver portato a compimento l’esperienza di lettura e/o di ascolto.