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Fatti assodati sulle uova

23 Mar

Arriverà, arriverà in aprile e quando le librerie ve lo potranno porgere e lo avrete tra le mani, vi tufferete nell’universo di Lena Sjöberg e sarete felici che Camelozampa già abbia in programma di pubblicare prossimamente un altro suo libro, dedicato agli esseri viventi e agli oggetti che brillano nel buio. Perché questo è davvero un ottimo modo di fare divulgazione e siamo felici che le editrici italiane lo abbiano scelto per inaugurare “Le sinapsi”, loro collana di divulgazione;  è un albo con delle illustrazioni che affascinano e riesce nel contempo a dare con chiarezza molte informazioni e ad essere trasversale rispetto all’età dei suoi lettori. Dà l’idea di come chi lo ha concepito abbia pensato a dare le informazioni importanti in modo scientifico, preciso, chiaro e anche divertente, a cucire intorno a un tema spunti diversi e a farlo con una grafica azzeccata.

Tutto comincia col pollaio di famiglia dell’autrice, con le sue galline e i galli e con lo stupore di fronte a una delle tante meraviglie della natura che è appunto l’uovo. Di lì partono diverse piste possibili: spiegazioni sulle galline, sul deporre e sul covare; su com’è fatto l’uovo e su come vi cresce un pulcino; una panoramica su chi depone uova: uccelli, insetti, coccodrilli, rane, mammiferi come l’ornitorinco e l’echidna, pesci e dinosauri. E poi gli umani: l’ovulo e lo spermatozoo e una bella pagina su cui, a mo’ di dizionario, vengono spiegati termini come oviparo, ninfa, metamorfosi, ermafrodita, partenogenesi… Ancora le uova nella storia, dai vichinghi a Fabergé, le uova di Pasqua e i giochi di battaglia e rotolamento, i proverbi, i consigli in cucina e le ricette. Insomma, una vera e propria passeggiata tra informazioni che sembra concepita per essere condivisa insieme tra lettori di età diversa che potranno trovare ciascuno curiosità interessanti, scoprire cose nuove, farsi venire la voglia di saperne di più.

Non per niente il libro ha vinto il premio Swedish Food Academy e la Medaglia d’oro Kolla!, premio dell’Associazione Illustratori svedese ed è stato finalista al Premio Carl von Linné-plaketten. Nell’attesa è comunque pre-ordinabile sul sito dell’editore.

Lena Sjöberg, Fatti assodati sulle uova (trad. di Samantha K. Milton Knowles), Camelozampa 2020, 48 p., euro 15,90

Scriviamo sul muro?

4 Mar

La collana Ponte delle Arti di Jaca Book propone una nuova uscita in formato albo, diverso però dagli altri della collana (di cui è uscito recentemente anche “Dov’è finita Ranocchietta?” dedicato a Monet, alle ninfee e al giardino di Giverny), prestandosi anche nella forma a seguire il tema proposto: due ragazzini corrono in uno scenario urbano incontrando la street art. L’arte non sta solo nei musei, suggeriscono gli autori; invitano alla scoperta della street art spingendo il lettore a scoprire in ogni doppia pagina alcuni particolari indicati all’inizio e conducendolo così direttamente dentro le opere di Jace, Chanoir, 3TTMAN, Speedy Graphito e Kashnik.

Come sempre, le pagine finali offrono approfondimenti e spunti, ancora più ricchi questa volta perché viene raccontato ogni artista scelto, presentando le peculiarità della sua opera e i messaggi che vuole trasmettere, le fonti di ispirazione e le tecniche utilizzate.

La collana si dimostra così davvero inclusiva a proposito di arte: presenta albi in rimando a singoli pittori e scultori, affronta l’arte preistorica, quella egizia, quella medievale e con i testi più ampi di Calì e Mapi ha saputo anche proporre delle narrazioni più complesse per i lettori più grandi. Parte sempre dalla forma narrativa (in questo caso dal fumetto) ed è avvero un’ottima risorsa a scuola e in biblioteca.

Romain Galissot – Sébastien Touache, Scriviamo sul muro? (trad. di Laura Molinari e Vera Minazzi), Jaca Book 2020, 30 p., euro 14

La bambina di vetro

2 Mar

La bambina di vetroSi può festeggiare il centenario di Gianni Rodari anche così, pubblicando in Italia un albo di Beatrice Alemagna ispirato al rodariano “Giacomo di cristallo” e uscito in Francia nel 2002. Un albo che, attraverso un gioco di lucidi sovrapposti, racconta la storia di una bambina trasparente che tutti corrono a vedere e che ben presto si rende conto di come sia visibile pure tutto quel che le passa per la testa. La sua fragilità, che la rende prossima alla tristezza e alla rabbia, si somma ai rimproveri degli altri: dovrebbe smettere di pensare, secondo loro, e vergognarsi di mostrare certe cose. Così Gisèle prende la via del mondo, cercando un posto da chiamare “casa” nel senso del sentirsi bene, a proprio agio, per poi tornare, avendo assaggiato quel che c’è in giro e compreso che è necessario star bene con se stessi, avere coraggio e fiducia in sé.

Proprio di questo vuol dire l’autrice che lo esplicita in una nota iniziale: l’albo parla di fiducia in se stessi e coraggio, “doti che coloro che oggi lottano nella vita non dovrebbero mai perdere”. In questa storia sicuramente avranno un personaggio che glielo ricorda.

Beatrice Alemagna, La bambina di vetro, Topipittori 2020, 32 p., euro 20

La strana storia di Cappuccetto Blu

15 Feb

Che bello che arrivi in Italia questo testo di Guia Risari edito da Le Baron Perché nel 2012; a giocare con le fiabe della tradizione si cimentano volentieri autori e illustratori, qui però l’operazione parte dalla volontà di sottolineare come quella di Cappuccetto sia una storia al femminile sulla crescita, la capacità di giudizio e di scelta e su come ci si possa salvare grazie alle storie che si sanno raccontare e all’amicizia in cui si crede. Qui non ci sono cacciatori, il lupo è un ragazzino che si rivela empatico e pronto a farsi coinvolgere nel gioco, la nonna è una noiosa vecchietta ipocondriaca. E poi ci sono fantastiche note a piè di pagina per un gustoso divagare, per andare oltre; ci sono i molti riferimenti che sia il testo che le immagini fanno ad altre storie, ad altre fiabe. E c’è il gioco in cui viene tirato dentro il lettore che a volte una cosa legge e un’altra ne vede, che segue il filo delle storie che già conosce e il filo di questa che si nuova per ribadire, per tirare fuori l’essenza del personaggio.

Molto interessante e sicuramente azzeccatissimo per accompagnare questo testo lo stile dell’illustratrice francese Clémence Pollet (già conosciuto ai lettori italiani in “Dimmi cosa mangi…” e “Dimmi da cosa nasce…” editi da La Margherita, e “La treccia” uscito per Salani col testo di Laetitia Colombani) così come la sua scelta dei colori.

Guia Risari – Clémence Pollet, La strana storia di Cappuccetto Blu, Settenove 2020, 

La mia vita felice

12 Feb

Quando non riesce a dormire, Dani non conta le pecore, ma fa l’elenco delle volte in cui è stata felice: sono le piccole gioie del quotidiano, come ricevere una rana in regalo o riuscire a nuotare per qualche bracciata senza bere. Dani sta per cominciare la prima, non conosce i suoi compagni e ha paura di non farsi nemmeno un amico: per fortuna  conosce Frida e diventano inseparabili. Ma a volte non tutto sembra andare per il verso giusto: Frida infatti si trasferisce in un’altra città e sembra che nessuno possa prendere il suo posto.

Con lo sguardo ad altezza bambino, Rose Lagercrantz (ve lo ricordate il suo “La ragazza che non voleva baciare” uscito per Salani?) racconta le giornate di una seienne, il suo rapporto forte con il papà, gli stupori, le paure, l’altenarsi di sole e nuvole nello scorrere dei giorni. Frasi brevi in brevi capitoli accompagnati da illustrazioni, adatto ai lettori che cominciano a trovrsi a proprio agio con testi già più lunghi, che hanno amato Dory Fantasmagorica, che cercano un libro già più corposo (che sarebbe stato bene tanto per capirci anche accanto ad alcuni Miniborei di cui appunto abbiamo detto, nell’anno passato, della “giusta misura”).

Rose Lagercrantz – Eva Eriksson, La mia vita felice (trad. di Samanta K. Milton Knowles), Il Castoro 2020, 139 p., euro 12

Cerfoglio

10 Feb

Se siete degli appassionati di piante, di erbe o anche solo di erbari, le carte di guardia di questo albo non potranno che farvi felici. Un albo che viene da un grande illustratore della prima metà del Novecento e che sicuramente finirà tra le proposte di chi, di questi tempi, costruisce bibliografie intorno all’ambiente e alla sua difesa. Racconta infatti – in un formato dal bel respiro di illustrazioni e testo – di un pino che ha nella sua lunga vita ne ha viste di ogni e che, storto e sbilenco, protegge la famiglia di un cervo e con lui invecchia. L’amicizia tra albero e cervo è la chiave con cui si leggono i cambiamenti intorno, la vita nel bosco e anche quel che accade quando un cacciatore pensa di spezzare l’equilibrio creato.

E poi, perché non pensare di sfogliare solamente le pagine di destra, dove compaiono le illustrazioni, che paiono suggerire la storia, permettere al lettore di arricchirla di particolari, provare a farne un senza parole in aggiunta al testo che l’autore ha scritto?

Ludwig Bemelmans, Cerfoglio (trad. di Gabriella Tonoli), Lupo Guido 2020, 44 p., euro 17

La buca

28 Gen

L’albo è superpremiato (Premio August “Miglior libro per bambini e ragazzi” 2018; Premio dell’Associazione svedese dei commessi librai “Il tuo libro – La nostra scelta” 2018; Vincitore del Premio culturale “Piuma D’oro” – Barometern Oskarshamns-Tidningen 2019) e non è un caso: con grazia e unorismo Emma AdBåge dipinge uno spaccato di vita scolastica ad altezza bambino, dove si evidenza il contrasto tra grandi e piccoli a proposito del considerare le cose. Una questione di sguardi e di punti di vista, dunque. La voce narrante, quella di un’alunna che sul frontespizio si identifica con la freccina che dice “io”, racconta con grande entusiasmo di come nel cortile della sua scuola ci sia la Buca con l’iniziale maiuscola, nata tempo prima perché qualcuno in un dato punto ha tolto della ghiaia: lì sono cresciuti arbusti e cespugli, fino a farne un luogo ideale dove giocare, arrampicarsi, immaginare qualsiasi tipo di gioco intorno alla Grande Radice. Di questa geografia quasi mitica – lo dicono le iniziali maiuscole appunto e il tono entusiasta della narratrice, un po’ epico nel narrare di certe avventure – gli adulti hanno ben altra considerazione: quel buco è pericoloso e poco importa che Vibeke sia inciampata nei lacci delle sue scarpe: viene proibito giocare dentro la Buca. Ma non di certo intorno, su quel Bordo che diventa subito ritrovo, grazie alla capacità inventiva dei bambini. Anche messi di fronte a una drastica soluzione, ecco che troveranno un luogo pieno di possibilità, all’insegna della libertà, dell’intraprendenza, del gioco in mezzo alla natura, senza bisogno di palloni, altalene e manco di campane.

Un bello sguardo ad altezza infanzia appunto; un bello sguardo anche a livello di prospettiva e di resa sulla pagina, come le illustrazioni che presentano la stessa fila di bambini attoniti di fronte alla sparizione della loro buca: paiono così visti di spalle, ma appena l’illustratrice ce ne presenta i visi ecco gli occhi che scartano di lato e un luccichio di novità che ne illumina già alcuni.

Emma AdBåge, La buca (trad. di Samanta K. Milton Knowles), Camelozampa 2020, 40 p., euro 15

Peter nella neve

23 Dic

Peter_nella_nveChe le feste che arrivano siano buone ve lo auguriamo con questo albo, pubblicato negli Stati Uniti nel 1962 e ora finalmente in Italia. Racconta del picolo Peter, infilato nella sua tuta rossa, e della scoperta della magia della neve in città. A New York ha nevicato e si può scorazzare per stara, fare pupazzi e angeli, fare impronte, mettersi un po’ di neve in tasca per poi non trovarla più, raccontare alla mamma con entusiasmo le avventure del giorno. E poi il giorno dopo ricominciare.

Lo stile di Keats è per l’epoca diverso da ogni altro, gioca coi colori, ma soprattutto col collage di carte diverse e con l’immagine del primo bambino nero in un albo, in modo che tutti abbiano la possibilità di riconoscersi sulla pagina. A fondo libro, quattro pagine approfondiscono la figura dell’autore, il suo percorso e le sue scelte, così come nella recensione su Lettura Candita a cui rimandiamo perché ci sembra importante saperne di più su questo autore e sul contesto in cui ha lavorato, per questo e per gli altri suoi libri.

E più che feste buone, auguriamo che il prossimo anno sia buono: che – come ha fatto Terre di Mezzo in questo caso – porti ai lettori italiani libri necessari, imperdibili, buoni proprio.

Ezra Jack Keats, Peter nella neve (trad. di Giulia Genovese), Terre di Mezzo 2019, 

Desperado

21 Dic

desperadoOlle Könnecke non tradisce mai: se Camillo è un personaggio imperdibile tra quelli che abitano gli albi illustrati e accompagnano i lettori nella loro crescita, con storie buffe a cui tornare sempre, ecco che dalla stessa penna arriva Roy. Ambientazione western, tanto per gradire, in cui non manca nulla: dai cactus ai banditi, dal fido cavallo al cappello a tesa larga in testa all’eroe fino alla fanciulla da salvare. Che in questo caso si chiama Heidi ed è la maestra dell’asilo frequentato da Roy: Barbanera, capo dei banditi, l’ha rapita perché la vuole sposare e adesso tocca a Roy, arrivato tardi a scuola, mettersi sulle tracce. In sella al fido Desperado avanza nel deserto e con un briciolo di coraggio e un po’ di sana intraprendenza equina risolve la situazione. Ci vuole poco in fondo per stare bene: biscotti e succo, amici, una dolce maestra.

Olle Könnecke, Desperado (trad. di Chiara Belliti), Beisler 2019, 36 p, euro 15

Clara e l’uomo alla finestra

13 Dic

Che bello ritrovare la voce di María Teresa Andruetto in un’opera narrativa, questa volta un albo illustrto che non necessita certo di molte parole per trasmettere il messaggio che sta dietro alla storia della mamma dell’autrice ai tempi della sua infanzia. Bastano i gesti dei protagonisti e le immagini che Martina Trach, alla sua opera prima, mette in pagina. Illustra la pamapa argentina degli anni Cinquanta, un piccolo paese senza scuola né biblioteca e case un po’ distanziate tra di loro. La protagonista è la nipote della lavandaia che viene inviata a portare la cesta del bucato lavato e stirato all’uomo della casa grande, come lo definisce la nonna, facendole mille raccomandazioni: non sporcare, fa’ attenzione, i soldi sono sotto lo zerbino. L’uomo non esce di casa da anni; è una casa piena di libri, che diventano il tramite tra i due, la via di addomesticamento, la strada verso la luce del mondo. Clara sa leggere, glielo ha insegnato la nonna e allora sotto lo zerbino troverà anche un libro la volta sucessiva. E via così: ogni cesta di bucato, un libro prestato che possiamo immaginare l’uomo scegliere con cura, magari facendo provare alla bambina tipi di storie diversi, generi differenti. Sappiamo solo che le è piaciuto tra tutti di più quello delle principesse e che un giorno entra in casa a scegliere da sola: le sue domande gentili, prive di curiosità e di insistenza, permettono all’uomo di raccontare la sua storia, di dimenticare le paure, di scordarsi che c’è una soglia oltre cui non vuole più andare. Potere dei libri e capacità di coraggio, cioè quel che ti permette di vivere davvero, come vuoi.

María Teresa Andruetto – Martina Trach, Clara e l’uomo alla finestra (trad. di Lorenza Pozzi), Uovonero 2019, 48 p., euro 16