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Gli amici del fiume

10 Feb

gli_amici_del_fiumeDi questo libro innanzitutto mi piace il formato: copertina morbida e illustrazione accattivante, proprio un “ben fatto” vien da dire, che si mette volentieri in mano ai lettori tra gli otto e i dieci anni. Poi c’è la storia, una storia di animali che potrà piacere ai giovani lettori e che dipana davanti ai loro occhi tutte le specie che vivono intorno a un fiume: dai bruchi ai tassi, dalle libellule alle rane toro, compresi volpi, cinghiali, pesci e uccelli.

Tre amici – un riccio, un’anatra e una lepre – si lanciano nella pazza e pericolosa avventura di imparare a nuotare; sono una banda ben composita, dal carattere diverso e complementare; si spalleggiano e si incoraggiano al bisogno. La storia li segue nella scoperta del mondo intorno e nei diversi tentativi di avvicinarsi al fiume, addirittura di provare ad attraversarlo in groppa a un cavallo compiacente. Intanto cercano la fine dell’arcobaleno, incontrano altre bestiole, si fanno domande su quel che vedono, compreso l’umano che seguono sulla spiaggia. Per poi finire davvero tra le acque del’amico fiume, ripescati in tempo da una lontra, al di là di ogni paura: non sono spaventati, ma esaltati dall’aver finalmente nuotato.

Una storia a passo lento e sguardo profondo, dove l’avventura è il quotidiano. Una storia che richiama “Il vento tra i salici” e che può suggerire di andare a rileggerla, magari nell’ultima versione pubblicata da Gallucci, un flipbook con la traduzione di Beppe Fenoglio, con le illustrazioni di Valerio Berruti e una traccia musicale di Gian Maria Testa.

Il sito dell’autrice. Il sito dell’illustratrice.

Guia Risari – ill. di Giulia Rossi, Gli amici del fiume, San Paolo 2017, 93 p., euro 12

I lupi di Currumpaw

6 Feb

lupi-di-currumpawIl lupo è da sempre animale sotto i riflettori; ne abbiamo detto in occasione di altri libri sul tema; lo è di nuovo in questi giorni in cui  la Conferenza Stato-Regioni vaglia il nuovo piano nazionale di conservazione che prevede l’abbattimento selettivo, con le scelte diverse delle Regioni e gli appelli da più parti. Di lupi parliamo noi oggi, raccontando una storia vera attraverso la scelta di William Grill di farne parola e immagini, secondo le modalità già sperimentate dai lettori in L’incredibile viaggio di Shackleton.

Anche questa volta, attraverso l’accostamento di testo e di sequenze illustrate che narrano il progredire della storia portando il lettore a leggere tutto ciò che ha sotto gli occhi (sia in forma di parola che di disegno), Grill racconta un’epopea partendo da una storia vera, quella di Ernest Thompson Seton e di Lobo.

Lobo è un lupo di trentacinque chili che a fine Ottocento, a capo di un branco di lupi grigi, semina il terrore tra gli allevatori della valle di Currumpaw, in New Mexico, prendendosi gioco di chi prova a farlo cadere in trappola o ad avvelenarlo. Per Seton, naturalista affermato e cacciatore di lupi, è una sfida: di studio innanzitutto di Lobo e del branco; di strategia poi. Ingannato anche lui, riesce ad avere la meglio quando si accorge che le impronte del capobranco sono precedute da quelle della sua compagna: catturata Blanca, Lobo è completamente disorientato; persa anche la libertà, si lascerà morire, aprendo però in Seton un nuovo modo di vedere. Da quel momento infatti, il naturalista si vota alla causa della difesa dei lupi e della tutela della fauna selvatica in estinzione. Fondò i Woodcraft Indians e poi i Boy Scouts statunitensi.

Il libro riproduce bene la continua contrapposizione tra natura e mondo civilizzato e regala ampie vedute, tramonti mozzafiato, cieli stellati accanto a particolari minimi: la cifra di Grill ancora una volta sta nel ricostruire la storia per fotogrammi che se ne stanno lì uno accanto all’altro, in tondi o quadrati che danno la possibilità a chi legge di ricostruire prendendo parte. Come già nel precedente libro, un nuovo bell’esempio di divulgazione.

Il sito dell’autore. L’organizzazione no profit dedicata a Seton e ispirata alle sue azioni.

William grill, I lupi di Currumpaw (trad. di Francesco Gulizia), Rizzoli 2017, 88 p., euro 22

Little Miss Florida

1 Feb

little-miss-floridaIl padre di Raymie Clarke se ne è andato di casa e lei ha un brillante piano: vincere il titolo di Little Miss Florida 1975 perché lui veda la sua foto sul giornale, si ravveda e torni. Per imparare a far roteare il bastone da twirling, essenziale per il concorso, prende lezioni da una super campionessa insieme ad altre due ragazzine: Beverly Tapinski, che ne è già capacissima, almeno quanto è brava a scassinare serrature con coltello che ha sempre in tasca, e Louisiana Elefante, facile agli svenimenti, orfana di genitori acrobati e desiderosa di intascare l’assegno-premio per garantire cibo e tranquillità alla nonna con cui vive. Raymie sa che non sarà mai la reginetta; vorrebbe solo riportare le cose alla normalità, cullarsi nella sicurezza della frase con cui la segretaria dell’agenzia assicurativa del padre  accoglie i clienti (“Come possiamo proteggerla?) e ascoltare la visione del mondo della signora Borkowski, l’anziana vicina di casa dalla risata  contagiosa e dai discorsi sull’anima. Invece la signora Borkowski muore, Raymie perde il libro della biblioteca che parla del luminoso cammino di Florence Nightingale nella casa di riposo dov’è andata a fare una buona azione e Louisiana deve ritrovare il gatto lasciato al centro per animali. Per di più Louisiana vive con la nonna cercando di fuggire a presunte assistenti sociali che le inseguono, Beverly ha un occhio nero e tutto pare andare a rotoli: solo la loro amicizia, inattesa, bizzarra, ma subito salda permette di andare avanti, di affrontare un’estate insieme e di assaporare quell’attimo in cui tutto sembra compreso e la felicità sbuca all’improvviso, nonostante, e ti gonfia l’anima.

Un bel romanzo tutto al femminile, divertente e nel contempo sottile, per una fascia di età, i 10-12 anni, che a volte fatica a trovare testi di qualità. Peccato per la copertina non proprio azzeccata, o per lo meno che ammicca a una fascia di età anche inferiore.

Il sito dell’autrice.

Kate Di Camillo, Little Miss Florida (trad. di Laura Bortoluzzi), Il Castoro 2017, 199 p., euro 13,50

Il mistero della buccia d’arancia

18 Gen

mistero-bucciaIn occasione del Giorno della Memoria come ogni anno l’editoria per ragazzi sforna uscite ad hoc che parlano di Shoah e vicende ebraiche durante la Seconda Guerra Mondiale. Nel caso di questo romanzo il taglio è leggermente diverso e può essere una lettura interessante perché presenta non solo una singola vicenda legata al periodo storico in questione, ma apparecchia per il lettore una bella scelta di tradizioni e feste ebraiche, con tanto di glossario finale.

La vicenda in sé, ispirata alla storia reale della famiglia materna dell’autrice, prende voce nell’oggi attraverso Anna, la protagonista che si mette sulle tracce della storia della nonna per una ricerca scolastica. Intorno a lei, che frequenta la quinta elementare, un fratello maggiore e una serie di cugine che – ciascuno a suo modo – si danno da fare per venire a capo del “mistero” di casa: perché a nonna Miriam non piacciono le bucce di arancia candite che il nonno prepara magistralmente? La risposta manda indietro nel tempo, alla nonna bambina e alle sue sorelle, costrette a nascondersi e poi a fuggire in Svizzera, alle persone “dalle mani amiche” che hanno messo in gioco la propria vita per salvarne altre.

Non è quindi un testo in cui si parla direttamente di Olocausto, di campi di concentramento, ma piuttosto – e in modo soft – della persecuzione degli ebrei in seguito all’introduzione delle leggi razziali; a essere interessante è – a mio avviso – piuttosto il contesto in cui la vicenda storica è inserita: il quotidiano di una famiglia ebraica che si ritrova insieme nei vari momenti festivi o dettati dalle tradizioni, di cui vengono illustrati i momenti, lo svolgimento, i cibi…

Lia Tagliacozzo – ill. Angelo Ruta, Il mistero delle bucce d’arancia,Einaudi Ragazzi 2017, 120 p., euro 11

Mio padre è un orso polare

5 Gen

mio-padre-e-un-orso-polareUn racconto breve, da condividere anche in lettura ad alta voce, basato sull’esperienza di Morpurgo e del fratello quando videro per la prima volta il loro papà e lo videro in televisione. L’autore adatta la sua vicenda personale sui due protagonisti, Andrew che narra in prima persona e suo fratello maggiore Terry, una passione per il teatro e la recitazione. È proprio Terry a mostrare al fratello il proprio padre, in una fotografia scattata sul palcoscenico in cui interpreta un orso polare in “La regina delle nevi” e sarà sempre Terry a chiedere alla zia di accompagnarli per Natale a teatro e ad intrufolarsi nei camerini. In casa loro, l’argomento “papà” è tabù; la mamma non ne parla mai e loro portano sia il cognome del genitore naturale che quello del secondo marito della madre. I due ragazzi però non smettono di pensare al padre e non lo dimenticano, riuscendo a ritrovarlo, a vederlo a teatro e a stringere un legame più forte dell’oceano che li separa.

La delicata storia è accompagnata dalle illustrazioni di Felicita Sala che ne scandiscono i passaggi e regalano ulteriori aperture verso possibili riflessioni, come nella scena dell’ombra sul muro lungo il marciapiede.

Il sito di Morpurgo. Il blog di Felicita Sala.

Michael Morpurgo – ill. Felicita Sala, Mio padre è un orso polare (trad. di Alessandra Valtieri), Lapis 2016, 64 p., euro 10

La parola alla natura

2 Gen

 

la-parola-alla-naturaNon ci sono parole in questo libro, se non nella breve istruzione data in apertura e poi nell’appendice finale. Le istruzioni invitano rispettivamente a osservare, indagare, stupirsi. Nel finale invece ecco la riproduzione delle tavole informato minore con l’indicazione degli animali che vi compaiono e la breve sintesi di alcune loro caratteristiche. In mezzo pura libertà: di guardare, sfogliare, fermarsi dove più si preferisce, interpretare. Le diverse strisce che  appaiono in ogni pagina raffigurano ciascuna una sequenza in cui si muovono gli animali – da soli o interagendo tra di loro – oppure assistiamo allo scorrere delle stagioni sulla chioma di un albero  o sul ciclo di vita di un fiore di tarassaco, dal suo fiorire fino al dissolversi del soffione.

C’è la talpa che va in letargo e si riaffaccia a primavera; una femmina di petrello inseguita dal compagno; pinguini che si dichiarano, animali che mettono al sicuro il loro cibo, che succhiano nettari o che si mangiano altre bestie più piccole di loro; c’è chi si affronta, chi scappa, chi insegue. Non sempre le strisce vicine sono in rapporto tra di loro, ma è bella la libertà data al lettore non solo di inventare una storia per ogni striscia, ma di provare a tessere un legame, magari anche solo di similitudine.

Ancora una volta un volume che ci ricorda dell’importanza di dare in mano ai bambini qualcosa di bello, fin dalla sua composizione grafica, dall’accostamento dei colori; nel contempo qui possiamo offrire ai lettori la piena libertà di essere creativi, partendo dalla semplice chiarezza delle illustrazioni che riassumono graficamente l’informazione che vogliono dare.

Davvero un prezioso regalo. Uno strumento nel senso migliore del termine, direi.

Thomas Hegbrook, La parola alla natura (trad di Lucia Feoli), Emme 2016, euro 22

Tagliare le nuvole col naso

31 Dic

tagliare-le-nuvole-col-nasoAbbiamo sempre cercato di salutare il nuovo anno con un libro e con questo farvi gli auguri perché i nuovi mesi che verranno possano essere ricchi, curiosi e sorprendenti. Non ci viene in mente nulla che arricchisca di più di un incontro, magari inatteso, e allora personalmente scelgo di farvi gli auguri di nuovi incontri attraverso una delle cose che più mi affascinano e più mi catturano: la lingua, le lingue, le loro similitudine, i tratti buffi e quelli salienti, la bellezza di poter comunicare, di saperne tante, di saperne un poco anche di quelle più lontane.

Di una lingua, i modi di dire sono sicuramente una delle parti più avvincenti, per cui non può esserci di meglio che mettere in vetrina un libro in cui Ella Frances Sanders – dopo il successo di Lost in Traslation e le sue cinquanta parole magiche – ne raccoglie cinquantadue, accompagnati da altrettante illustrazioni. Sono modi di dire, proverbi, espressioni e frasi idiomatiche che possono essere di spunto per guardare al mondo. La maggior parte di esse fa riferimento al mondo animale e alla natura e vi sfida a trovare l’analogo nella vostra lingua “del cuore”, quella in cui vi sentite davvero a casa e che magari, più che l’italiano, è una lingua definita come minoritaria o dialetto. E questo anche ve lo auguro!

Con la speranza che non vi sentiate mai come un polpo in garage, che nessuno vi sbatta il bollitore, ma che piuttosto i vostri baffi crescano come una selva. Fate buon tempo, sempre!

Il sito dell’autrice.

Ella Frances Sanders, Tagliare le nuvole col naso. Modi di dire dal mondo (trad. di Ilaria Piperno), Marcos y Marcos 2016, 120 p., euro 16

Miracolo in una notte d’inverno

26 Dic


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Pubblicato nel 2012 nei Feltrinelli kids, passato varie volte in tv nella sua versione cinematografica (l’autore è del resto prima di tutto un brillante  scenografo)., ecco un romanzo che probabilmente non si può che apprezzare o odiare, senza troppe sfumature di mezzo. Il testo cerca di dare un’infanzia e una vita adulta a una figura mitica come quella di Babbo Natale e di certo l’autore riesce nel suo intento, costruendo un’epica minima intorno agli otto anni fondamentali nella vita di Nikolas Pukki, tra i  cinque anni in cui perde la famiglia la cui barca viene travolta dalla tempesta fino ai tredici in cui lascia il minuscolo villaggio di pescatori le cui famiglie lo hanno cresciuto ospitandolo per un anno ciascuna e finisce a bottega dal temibile Isak che ne affinerà in realtà le doti di falegname e di scultore.

Il libro ripercorre la vita solitaria del bambino prima e del ragazzo poi, fino alle sue scelte adulte: una crescita vissuta nel ricordo della sorella e nella conseguenza della tradizione che inaugura ancora bambino: la sua bravura nell’intagliare nel legno fa sì che ogni anno prepari dei giocattoli per i bambini del piccolo villaggio, da distribuire in dono la notte di Natale. La consuetudine rimane e col tempo Nikolas arriva ad annullare il proprio nome e la propria personalità, mantenendo vivo il personaggio di rosso vestito che confeziona giocattoli per i più piccoli.

Il romanzo, dati i temi che tocca (la morte, l’accettazione di sé e degli altri, il dolore e la sua potenza, ma anche la forza di trovare possibilità di vivere ancora), è ricco di quelle che potrebbero suonare come “perle di saggezza” o insegnamenti di vita non richiesti, per cui lo segnaliamo perché vi si astengano coloro che non sopportano il genere o lo ritengono eccessivamente mieloso 😉 Invece ci piace segnalare questo romanzo per quanti chiedono sovente indicazioni di libri da leggere ad alta voce, magari in classe, qualche pagina ogni giorno: questo è suddiviso in ventiquattro finestra, capitoli che segnano il tempo esattamente come le finestre di un calendario dell’Avvento. Lo potete tenere in considerazione per il prossimo anno e organizzarvi per condividerlo coi vostri lettori/ascoltatori proprio nel momento in cui si avvicina il Natale.

Marko Leino, Miracolo in una notte d’inverno (trad. di Rosario Fina), Feltrinelli Up 2016, 268 p., euro 15, ebook euro 9,99

Un grande giorno di niente

24 Dic

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La bravura assoluta sta nel dire le cose piccole, il quotidiano, il niente. Sta nel dirlo con semplicità, riuscendo a mettere sulla pagina – in questo caso in mix perfetto di parole e di accuratezza delle immagini – la sensazione della noia. Beatrice Alemagna si fa “maestra del sapere di dire” più del solito in questo albo e mi piace pensare che sia un punto alto in un percorso del parlare al lettore con essenzialità.

Questo albo parla di quel niente che è la noia, per di più la noia di un giorno di pioggia, nella solita casa delle vacanze di cui si conosce già tutto, mentre la mamma scrive al computer come sempre, come probabilmente fa anche a casa. Il protagonista si fa una cuccia sul divano, gli incollati allo schermo del videogioco. E intanto pensa a suo padre, a tutte le meraviglia che gli avrebbe mostrato fuori di lì. Non sappiamo altro di suo padre, non sappiamo se non ci sia perché è da un’altra parte o perché sia morto; sappiamo però quel che leggeva nella natura, nel paesaggio intorno, nel tempo: meraviglie. Che non appaiono esattamente così al bambino, quando la mamma lo mette fuori casa e la pioggia continua a scosciare sui suoi occhiali e sulla mantella arancione, con tutta la noia del mondo lì convenuta. Sono passi pesanti e persi i primi che muove e le illustrazioni fanno percepire benissimo a chi legge l’umidità, le pietre scivolose, l’odore dei funghi nella pioggia: ecco intanto la scoperta, le mani affondate nella terra, la paura, il capitombolo e tutto che sembra come nuovo. Il sole che torna e la sensazione di libertà che viene dal viverla , quella natura, dal rotolarcisi dentro. Perché la noia è libertà ed è infangata, fradicia, luccicosa e piena di schizzi di una pozzanghera. E non ha bisogno di parole né di racconti; a volte il conforto di uno sguardo che sorride complice – da uno specchio come sopra una tazza di cioccolata bollente – è sufficiente.

Qui Beatrice Alemagna parla di come è nato questo libro, del titolo che è venuto prima di tutto, della paura bambina che non è mai senza speranza, di una certa illustrazione che…

Beatrice Alemagna, Un grande giorno di niente, Topipittori 2016, 48 p., euro 20

Non sappiamo se festeggiate natale o qualche ricorrenza lungo l’anno o anche nessuna; non sappiamo se contiate l’inizio di un nuovo anno sulla base dell’anno solare, del calendario scolastico, cominciando dal vostro compleanno oppure da un giorno per voi particolarmente significativo. Comunque sia, vi auguriamo di avere tanti magici giorni di niente, tanti giorni liberi in cui perdersi, avere paura, sentire speranza e provare stupore. Vi auguriamo anche la fortuna di avere accanto persone che non fanno mille domande, a cui non sia necessario render conto o spiegare quel che non san vedere né godere. Vi auguriamo la fortuna del silenzio che parla, della condivisione muta fatta semplicemente di gesti e di sorrisi.

Il sogno di Hokusai

12 Dic

sogno-di-hokusaiNato per accompagnare la mostra Hokusai Hiroshige Utamaro in corso a Palazzo Reale a Milano fino al 20 gennaio, ecco un libro curato ed elegante che avvicina ai bambini la figura di Hokusai tramite una narrazione circolare che sarà a loro certamente gradita. Riprendendo alcune delle immagini più celebri del pittore giapponese e la tecnica del suo lavoro di stampa su matrici di legno, aggiungendo colage di carte che ricordano tessuti preziosi, Ilaria Demonti costruisce una storia in cui Hokusai diventa protagonista centrale, alla ricerca di un aiuto per cercare di catturare con il suo pennello il volo della libellula.

Nel silenzio della notte e nell’intimità del sogno interroga vari animali e una geisha, ciascuno dei quali offre un suggerimento senza ovviamente trovare risposta definitiva, ma dando l’imbeccata per interrogare qualcun altro e procedere così nel viaggio onirico verso qual che il protagonista già sa: il volo della libellula è troppo lieve, troppo veloce, ma c’è modo di fermarne traccia sul proprio quaderno di schizzi. Un modo che non ha bisogno di parole, tanto che nelle pagine finali l’albo si fa muto di testo, lasciando voce alla poesia delle immagini e permettendo al lettore di entrare nella magia del Mondo Fluttuante.

Un ottimo modo per avvicinare i giovani lettori a conoscere Hokusai; un nuovo libro di qualità che va aggiungersi alle buone proposte che proprio nel campo dell’arte si possono fare a bambini e ragazzi (tra le tante, pensate alle uscite recenti di collane come Ponte delle Arti di Jaca Book e Art’è Ragazzi).

Il sito dell’illustratrice.

Ilaria Demonti, Il sogno di Hokusai, Skira 2016, 36 p., euro 16,50