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Anna e la famosa avventura nel bosco stregato

20 Ago

Caro lettore, evitati la quarta di copertina chi ti dice che, quando non hai tempo di avere paura, scopri che non c’è nulla di cui avere paura eccetera eccetera… sono le noiose spiegazioni di certi grandi. Tu buttati nell’avventura come fa la protagonista e goditi la lettura di questo fumetto che fila veloce quanto è rapta l’azione di Anna e il passare da una situazione all’altra, una più pericolosa dell’altra, per liberare la sua famiglia.

Doveva ssere una tranquilla vacanza in campeggio, in montagna, anche se i figli avrebbero preferito il mare, quando invece i genitori e il fratellino spariscono: messasi sulle loro tracce, Anna si imbatte in una serie di animali parlanti che sembrano non avere nessuna fiducia nel genere umano; c’è però chi l’aiuta a raggiungere il castello della strega che tiene imprigionati i suoi cari e soprattutto ad acquisire quella fiducia in se stessa che le servirà per non avere paura e per avanzareverso la vittoria finale.

Una storia sulla fiducia, in se stessi appunto, ma anche negli altri: Anna e gli animali del bosco imparano ad andare oltre i rispettivi pregiudizi e a conoscersi reciprocamente.

Luca Tortolini – Sara Colaone, Anna e la famosa avventura nel bosco stregato (raccontata da lei stessa), Bao 2019, 80 p., euro 16

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Pesci del mondo

16 Ago

Britta Teckentrup concentra la sua capacità illustrativa, che i lettori conoscono soprattutto in albi con testi brevi editi sempre da Sassi junior, a servizio questa volta di un testo di divulgazione sui pesci del mondo che invita a immergersi come negli oceani e ad osservare. Se in alcune pagine iniziali non sempre gli sfondi scuri come i fondali marini aiutano a leggere il testo, in altre è proprio la palette di colori delle diverse tipologie a fare festa, parate di pesci in fila che incuriosiscono. Si scoprono particolarità e curiosità; si indaga la forza del branco, la struttura di un pesce e quella della barriera corralina; s’impara come si nutrono i pesci, come sopravvivono, come vivono “in famiglia”; si va il percorso di un salmone atlantico. In ogni pagina poi c’è l’invito a una caccia al particolare.

Britta Teckentrup, Pesci del mondo (trad. di Irena Trevisan), Sassi junior 2019, 28 p. , euro 13,90

Un albero, una gatta, un fratello: C’è questo in me

9 Ago

“Fuori si fa sera e come se fossero stelle che abitano dentro le case, si accendono, una dopo l’altra, le luci di Santiago” scrive Maria José Ferrada nelle ultime righe di questa nuova uscita della collana “Gli anni in tasca” e nel lettore si accende la bellezza della sua poesia in forma di prosa che procede per ricordi d’infanzia, per pensieri brevi che compongono una vita e anche un pezzetto di racconto della storia della sua famiglia e del Cile. Sul blog di Topipittori potete leggere un contibuto in cui l’autrice racconta come è nato questo libro e riflette su quando si fa memoria, quando si sta in biblico tra autobiografia e finzione, quando si fa pace coi ricordi. Evoca il magnifico romanzo breve Kramp, pubblicato in Italia da Edicola, e sottolinea sia la semplicità che caratterizza il suo stile, sia il silenzio che è parte integrante del suo narrare qui e che la struttura qui scelta conferma: sono episodi brevi, a volte brevissimi dell’infanzia, narrati con respiro, che sulla pagina appaiono come tanti singoli ricordi in mezzo ai quali scorre la vita, i giorni non detti, il quotidiano e forse anche lo straordinario che non si ritiene di dire.

Lo stesso respiro che lascia spazio al silenzio lo si ritrova anche nell’altra recente uscita della stessa collana, a opera di Silvia Vecchini che ricorda la sua infanzia al lago e la poesia che c’è da sempre nella sua vita. Sono formati che si lasciano assaporare lentamente, che dicono al alettore di prendere tempo, di assumere il ritmo giusto e che, mi sembra, fanno anche venire voglia di scrivere: fanno venire in mente i piccoli episodi della propria infanzia, cose dimenticate cose buffe e cose dolorose che la distanza del tempo permette di guardare e di dire. Ottimi alleati in un laboratorio di scrittura partendo dal sé, regalano in entrambi i casi il gusto poetico della scrittura. La grazia della semplicità con cui Ferrada mette sulla pagina i suoi ricordi fa luce sull’importanza delle parole, sul loro potere evocativo, culla necessità di lasciare che ognuno a quelle parole metta qualcosa di suo, immagini, si lasci portare dall’andamento di un narrare che potrebbe essere orale tanto è prossimi, tanto è intimo.

María José Ferrada, Un albero, una gatta, un fratello (trad. di Marta Rota Núñez), Topipittori 2019, 99 p., euro 10

Silvia Vecchini, C’è questo in me, Topipittori 2019, 65 p., euro 10

Il grande viaggio di Naoki

2 Ago

Anche questa uscita della collana “Ponte della arti” di Jaca Book riprende il formato e la modalità narrativa/illustrativa già utilizzata per l’apprezzato Alla ricerca di Lola, uscito in primavera: formato più piccolo rispetto alla tradizione della collana, storia più lunga adatta anche a lettori più alti e opere dell’artista in quesione che servono ad ambientare, a dare sfondo e a illustrare il testo, a cui si accompagnano gli inserti di un illustratore contemporaneo, qui Bruno Pilorget, che è anche un sapiente compositore di carnet di viaggio. Proprio questa sua abilità sottolinea anche la scelta di lavorare come se Pilorget fosse davvero in cammino accanto al protagonista: la storia infatti è quella di un viaggio e l’artista interviene direttamente con pennello e chine, omaggiando Hokusai e le stampe che hanno ispirato la trama con la scelta del blu tanto amato.

La storia composta da Mapi ispirandosi alle stampe di Hokusai funziona bene eanche in lettura ad alta voce e riprende i canoni della tradizione: il giovane Naoki preso a lavorare per la piantagione di riso più grande e ricca, la prova da superare per poter sposare la ragazza amata figlia del padrone, le consegne, il viaggio, il tempo che si dilata, la soluzione che pare non arrivare mai, i consigli dei saggi, il riconoscimento da parte del padrone del coraggio, della generosità e dell’astuzia del ragazzo.

In più, in appendice una corposa parte che permette di approfondire e di avere spunti: su Hokusai, la sua storia e la sua tecnica; su autrice e illustratore che raccontano: così il lettore potrà nuovamente tornare sul testo per notare le scelte non casuali di Mapi, per apprezzare il lavoro di Pilorget.

Mapi – Bruno Pilorget, Il grande viaggio di Naoko (trad. di Laura Molinari e Vera Minazzi), Jaca Book 2019, 97 p., euro 15


 

Katitzi e il piccolo Swing

30 Lug

Ecco il secondo volume della serie/saga dedicata a Katitzi e alla sua famiglia che i lettori hanno già imparato a conoscere nel precedente libro in cui la protagonista ha dovuto affrontare il difficile passaggio dall’orfanotrofio al campo rom; è tornata infatti a vivere con la famiglia d’origine (il padre, i fratelli, un terribile matrigna chiamata La Signora) scoprendone meccanismi, modi e tradizioni e dovendosi adattare. In questo nuovo libro, le vicende si svolgono nella Svezia del 1940 e viaggiano su un doppio binario: l’ambito famigliare e quello che invece considera il momento storico e sociale. Katitzi scopre l’amore: l’affetto di suo padre, il rapporto stretto con le sorelle e il fratello, in particolare con Rosa che di fatto le fa da madre, il matrimonio di Rosa con un cugino, l’amore “romantico” in un film al cinema, il ricordo del legame con quella che considerava la nonna e che – sorpresa! – è ancora viva e lei vorrebbe rivedere (qui il romanzo si chiude, lasciando intravedere quel che verrà). Dall’altra parte la riflessione sulla condizione di una famiglia rom in Svezia nel primo periodo della Seconda Guerra Mondiale: è significativa la prima parte in cui l’autrice riesce al meglio nel suo intento di descrivere umiliazioni, discriminazioni e preconcetti che nessuno dovrebbe subire: Katitzi e la sorella Lena vengono inviate in città per alcune settimane, a vendere ciotole porta a porta. Vengono descritte le diverse reazioni da parte delle persone che incontrano (chi aiuta, chi rispetta la dignità delle bambine, chi insulta, chi chiude le porte in faccia) come esempi delle diverse possibilità e prese di posizioni che si potevano avere in quel frangente, e non solo vista l’attualità del tema…

Non lascitevi ingannare dal titolo: il piccolo Swing, il grazioso cagnolino di Katitzi, non è che un marginale personaggio che compare accanto alla ragazzina, che si perde e si fa cercare, ma che non è certo il centro della narrazione. Per i lettori appassioanti: la serie conta ancora altri undici libri, li aspettiamo!

Katarina Taikon – ill. Joanna Hellgren, Katitzi e il piccolo Swing (trad. di Samantha K. Milton Knowles), Iperborea 2019, 184 p., euro 15

Sacha e Tomcrouz. I vichinghi

28 Lug

Anais Halard e Bastien Quignon hanno creato la serie nel 2017 e finora hanno pubblicato in Francia due volumi, ciascuno ambientato in una diversa epoca storica. Il protagonista è Sacha Bazarec, brillante e curioso ragazzino molto popolare a scuola, che desidera disperatamente un topolino per il suod ecimo compleanno. Invece riceve in ragalo un chihuahua ribattezzato Tomcrouze in onore dell’idolo della sua mamma, la quale è un’antiquaria di prima qualità. Per un incidente avvenuto nel laboratorio da inventore del padre di Sacha, il cagnolino è in grando di funzionare come macchina del tempo ogni volta che starnutisce su un oggetto antico: in questo caso è una spada che li porta dritti dritti all’epoca dei vichinghi dove devono scampare a diversi guai.

Un fumetto molto interessante, fin dal tratto di Quignon, che fa scoprire al lettore nuovi mondi e lo rende curioso, coinvolgendolo in una lettura appassionante.

Anais Halard – Bastien Quignon, Sacha e Tomcrouz. I vichingi (trad. di Cristina Titone), Bao 2019, 88 p., euro 18

Non ora, Bernardo!

26 Lug

Torna un albo di David McKee, pubblicato in Italia per la prima volta nel 1980 dalla Emme di Rosellina Archinto col titolo di “Non rompere, Giovanni!” (e successivamente da EL nel 1998 col titolo “Bernardo e il mostro”): me lo ricordo quel libro lì nella biblioteca civica che frequentavo bambina e adesso, con gli occhi di poi, mi chiedo quante volte sia davvero andato in prestito o quanti adulti abbia imbarazzato con la lampante e pura verità che mette nero su bianco (e che diceva bene, in quella prima edizione, fin dal titolo). La struttura, semplice ed efficace a cui McKee ha abituato i lettori in altri albi (pensate a Due mostri), quella cioè di grandi illustrazioni con una riga di testo a fondo pagina, racchiude infatti una riflessione sul ruolo del genitore che non sarà facile affontare o ammettere per chiunque; chi con un sorriso la condividerà coi propri figli o coi bambini che gli sono intorno riconoscerà la voglia di dire ogni tanto “basta, non rompere, non adesso” e anche “voglio un po’ di tempo mio” oppure “a volte ti parlo, ma non ti bado”.

La mamma e il papà di Bernardo sono infatti troppo occupati per dare attenzione al loro bambino, mentre invece ne ha tutte le intenzioni il mostro che c’è in giardino che se lo divora e poi entra in casa e fa come Bernardo. Indovinate che succede.

Chssà se quegli adulti un po’ ipocriti che sovente (e ancora e sempre più negli ultimi tempi) hanno velleità di censura sui libri per bambini e ragazzi, ecco chissà cosa penseranno di questo albo, caso mai lo incrociassero.

David McKee, Non ora, Bernardo! (trad. di Augusto Macchetto), Mondadori 2019, 32 p., euro 15

Sabine nel mondo della magia

22 Lug

Sabine è una bambina con pochi amici e dei poteri di cui non capisce la provenienza né la potenzialità, eppure qualcosa di particolare lo sa fare: il giorno in cui il gruppo di bulletti della classe la prende di nuovo di mira blocca su un albero il loro pallone. Solo Michael, alunno nuovo arrivato, se ne rende conto; l’amicizia che ne nasce fa scoprire a Sabine che l’amico vive in una casa e in una famiglia molto particolari:non si occupano di produrre sciroppo d’acero come il suo papà, ma hanno a che fare con la magia. Proprio in un paralleloo mondo magico la protagonista si trova catapultata durante una merenda a casa di Michael: è il regno di Uwa, ex regina della magia, imprigionata da maghi sfruttatori dei poteri altrui. L’avventura si fa ancora più intrigante perché da quel mondo Sabine deve cercare di uscire, senza dimenticare di trovare Michael e riportarlo indietro. Proprio su quest’aspetto del legame tra i due ragazzini si innesta un’interessante riflessione sul significato dell’amicizia, sui sentimenti feriti, sulla delusione, su come ciascuno può credere in un’altra persona senza essere per forza ricambiato allo stesso modo.

Sul sito dell’editore trovate la playlist che l’autrice ha confezionato come colonna sonora ideale per la lettura del fumetto.

Luisa Torchio, Sabine nel mondo della magia, Tunué 2019, 

Jefferson

2 Lug

Amo molto la scrittura di Jean-Claude Mourlevat e sono quindi contenta che arrivi anche in traduzione italiana questo suo libro dove dà prova di una bella capacità umoristica e di invenzione. la prte forte del libro sta proprio qui: nell’inventare un mondo dove animali e uomini vivono in città non troppo distanti l’una dall’altra e frequentano i rispettivi mondi, non senza timori e pregiudizi stereotipati.

Il protagonista è ujn tranquillo e felice porcospino a cui la vita si ribalta in un solo attimo: recatosi dal barbiere per farsi accorciare il ciuffo, lo scopre sul pavimento del negozio, in un lago di sangue, con un paio di forbici piantate nel petto. la capra che sta dormendo della grossa sotto il casco, con i bigodini in testa, lo crede l’assassino e allora jefgferson fugge nel bosco per scoprirsi poco dopo primo indiziato, quasi colpevole certo. Allora, in compagnia del fido amico Gilbert, intraprende un viaggio nella città degli uomini per cercare di scoprire l’assassino e rendere evidente la propria innocenza. la nipote del barbiere infatti ha parlato delle improvvise, periodiche assenze dello zio e ha consegnato a Jefferson una cartolina che forse è un indizio e che suggerisce che gli umani c’entrano eccome.

A essere originale non è sicuramente la parte del giallo, in qualche modo facilmente prevedibile, né gli intenti di riflessione a proposito del consumo di carne e delle condizioni in cui gli animali vengono condotti al macello, quanto piuttosto la riflessione che l’autore propone riguardo allo status degli animali: gli uomini – si sottolinea infatti – non li trattano tutti allo stesso modo, ma fanno delle differenze a seconda che si tratti di animali domestici, selvatici e o d’allevamento. Il romanzo prosegue spedito grazie alla dose di ironia sapientemente inserita specie nella prima parte, sicuramente la meglio riuscita.

Jean-Claude Mourlevat – ill. , Jefferson (trad. di Bérénice Capatti), Rizzoli 2019, 222 p., euro 15, ebook euro 7,99

Campo Bravo

21 Giu

Torna per Sinnos l’accoppiata vincente Stefan Boonen e Melvin già in Weekend con la nonna e in Mammut! di cui qui torna il protagonista: un nuovo fumetto per i più piccoli con il particolare uso del colore a cui ci ha abituati l’illustratore belga. Teo non ha assolutamente voglia di andare in campeggio, tanto più che Campo Bravo promette avventure grandiose e pericolose, esattamente il contrario di quello che lui si aspetta dalle vacanze. Poi scopre che è davvero l’opposto di quel che immagina: trova subito un nuovo amico di nome Jack, il responsabile Osvaldo è simpatico e va matto per i test; c’è la sua tata pelosa nel ruolo di infermiera. Ma soprattutto a Campo Grande non serve essere bravi in tutto perché lì si impara a sbagliare, a provare, a essere coraggiosi anche i quei frangenti in cui proprio non si pensa di riuscirci. Insomma, cinque giorni di avventura in cui Teo impara che si può dire a fatica e la difficoltà, ma anche la nostalgia degli amici e la bellezza del condividere.

Stefan Boonen & Melvin, Campo Bravo (trad. di Laura Pignatti), Sinnos 2019, 91 p., euro 12