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Il piccolo Virgil

21 Nov

Ancora una volta Iperborea azzecca l’uscita della collana Miniborei presentando al pubblico italiano l’universo di Ole Lund Kirkegaard, uno dei principali autori danesi per bambini, con un personaggio nato nel 1967 ma che non risente del passar del tempo. 

Le avventure di Virgil e dei suoi amici sono buffe, piene di intraprendenza e di parole nuove. Il terzetto si completa con Oskar, che legge un sacco di libri e vuole sempre saperne più degli altri, e Carl Emil, il bambino più goloso e più ricco del villaggio, la cui mamma è una presenza un po’ ingombrante. Virgil infatti vive da solo nel pollaio del panettiere, in compagnia di un gallo con una zampa sola; dorme tutto vestito, beve chinotto a colazione e adora i piccoli tesori veri, quelli che puoi tenere in tasca o sotto il letto. Come non volergli bene? Nel suo mondo non ci sono regole, tutto succede così, perché si è intraprendenti, perché si ha voglia di dare una mano o perché si è particolarmente curiosi. Il lettore accompagna allora il terzetto nell’impresa di trovare una moglie a una cicogna, di catturare un drago a due teste e sette zampe per portarlo a scuola, di ampliare il pollaio costruendo la miglior torre possibile, di vedere la curiosa camicia notturna di Carl Emil. I tre sono accompagnati da adulti complici che ne prendono le parti o stanno comunque curiosi a osservare le loro avventure: il panettiere certo, ma anche il fabbro che si getta a capofitto nell’avventura del drago senza pensare manco un momento che i draghi possano non esistere. Poi sono il maestro, la burbera signora Madsen, il carbonaio. Un piccolo mondo in cui è magnifico poter vivere mille avventure, dove molti grandi sanno benissimo chi è che combina guai ma hanno uno sguardo complice e ridente.

Da questo libro è stato tratto un film.

Ole Lund Kirkegaard, Il piccolo Virgil (trad. di Maria Vittoria D’Avino), Iperborea 2018, 151 p., euro 12,50

 

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Piccolo vampiro

19 Nov

Quando sei abituato a un personaggio, perché ne leggi da sempre le avventure, sei convinta di aver presentato la sua prima, felice uscita italiana. E invece no. Rimedio allora subito, mettendo in vetrina questo libro che raccoglie i primi tre volumi della serie che Joann Sfar dedica a Piccolo Vampiro.

Piccolo vampiro vive in una casa infestata insieme alla mamma, signora Pandora, al Capitano dei Morti – ex Olandese Volante, a un cane rosso di nome Pomodoro, a fantasmi di varia natura e genere che adorano il cioccolato, tra cui tre che gli sono molto affezionati: Claudio, coccodrillo in monopattino, Oftalmo con tre occhi e Margherita che ha una grande passione per la cacca. Piccolo Vampiro ha un immenso desiderio: vuole andare a scuola, ma la scuola degli umani la notte è vuota. Così i fantasmi si organizzano per non lasciarlo solo; il risultato è che il bambino Michele si trova ogni mattina i compiti già fatti sul suo quaderno. Sarà lui a diventare grande amico di Piccolo Vampiro e a vivere le varie avventure raccontate qui: imparare il kung fu per battere il bullo della scuola, salvare un gruppo di cani destinati a brutali esperimenti, inseguire i cattivi di turno, rimettere insieme un compagno fatto a pezzi dai mostri intraprendenti.

Un fumetto in cui si ride di gusto in compagnia di scheletri e fantasmi, tutto giocato sul filo dell’affetto: quello che lega i due nuovi amici, quello che i mostri dimostrano a modo loro, quello dei nonni di Michele che accettano Piccolo Vampiro senza fare una piega. Un fumetto che crea dipendenza; è già in edicola il secondo volume ed è prevista una terza uscita con altre nuove storie.

Sfar ma ai vampiri, i piccolo e i grandi. E tra i grandi anche le vampire, come Aspirine. Fumetti come Il gatto del rabbino o Se Dio esiste sono conosciutissimi; se vi capita invece vedete il film che ha girato su Serge Gainsbourg.

Joann Sfar, Piccolo vampiro. Vol. 1 (trad. Francesca Del Moro), Logos 2018, 96 p., euro 19

Il calore della neve

1 Nov

Ambientato in un piccolo paese della Norvegia degli Anni Novanta, questo fumetto racconta l’avventura di quattro amici che partono per un’avventura di nascosto dai genitori. Lo scopo è quello di ritrovare il fratello maggiore di uno di loro che da poco, per dissapori in famiglia, se n’è andato senza uno straccio di biglietto o di spiegazione. la rabbia del fratello minore contagia gli altri tre che si sentono in dovere di accompagnarlo e non mollare anche quando la strada verso la baita rossa diventa pericolosa. Dormono in tenda, ma si preannuncia una bufera: anche se sanno leggere i segnali della natura, i quattro decidono di continuare ugualmente, mescolando al cammino i ricordi del passato, gli episodi che li legano, le rabbie. Litigano, fanno pace, lasciano intendere innamoramenti, cercano di prendere in giro le paure raccontando vecchie leggende del terrore o evocando incidenti terribili ben più vicini nel tempo. Vacillano, rischiano sul ghiaccio troppo sottile in una metafora riuscita dove nella natura si riflettono i pericoli e della vita quotidiana e la forza di quando non si è soli.

Il tratto di Christian Galli riesce non solo a rendere al meglio i caratteri dei protagonisti, le loro spigolosità, le attese, ma a incuriosire fin da subito, fin dalla copertina il lettore, complici anche i colori delle sue matite che approfittano del bianco della neve per risaltare.

Christian Galli, Il calore della neve, Tunué 2018, 112 p., euro 16

Pensa come Albert Einstein

30 Ott

“Uno scienziato è un po’ come un investigatore”. Va a caccia di indizi, di informazioni da elaborare e da mettere insieme con l’aiuto dell’immaginazione. Il suo scopo è “trovare la soluzione a un problema, a un mistero, oppure più semplicemente, la risposta a una domanda.” Fondamentali per raggiungere l’obiettivo sono curiosità, pazienza, determinazione. E il non aver paura di sbagliare: uno scienziato è consapevole che a percorrere strade nuove “le possibilità di inciampare in errori e sviste sono molto alte” e sa che un errore può essere un nuovo punto di partenza.

Pensa come Albert Einstein di Carlo Carzan e Sonia Scalco invita i giovani lettori ad avvicinarsi al modo di pensare di uno scienziato. In particolare li invita ad esplorare la mente di Albert Einstein per scoprire da dove nasca la sua genialità. Quali sono le capacità che si sono rivelate essere i suoi punti di forza? Queste capacità possono essere allenate. Lo scopo – come sottolineano gli autori – non è diventare dei geni, ma scoprire il genio dentro di sé.

Il testo, movimentato dalle illustrazioni di Ignazio Fulghesu, è un intreccio di narrazione (la biografia di Albert Einstein), approfondimenti sulle capacità-punti di forza (quali sono gli effetti benefici della passione? Come ottenere il meglio dalle proprie ricerche? Su quali principi si basa la creatività?) e attività (come allenare il coraggio? Come analizzare un errore per trasformarlo in un desiderio di miglioramento?). Qui il lettore troverà molti spunti per riflettere e approfondire per conto proprio. Completano il libro una ventina di pagine ricche di giochi che stimolano l’osservazione, il calcolo a mente e la ricerca di strategie risolutive.

Carlo Carzan e Sonia Scalco – ill. di Ignazio Fulghesu, Pensa come Albert Einstein, Editoriale Scienza 2018, 96 p., euro 13,90

Gina cammina

23 Ott

Dalle sue parti chi sapeva “contare le storie” era uno importante, andava per le case e allora arrivavano anche gli altri di parola in parola. 

Le parti son quelle di Gina, grande narratrice di storie per tutta la vita, mamma dell’autrice che qui la ritrae a nove anni, riprendendo un episodio che le ha sentito più e più volte raccontare: di quando la sua mamma la portò dall’appennino emiliano a Firenze per impiegarla come domestica. Si è in piena Seconda guerra mondiale e nel racconto entran di prepotenza i fascisti, i tedeschi, ma anche i partigiani e la Resistenza. Nel segno forte della fumettista, ecco la paura e il coraggio che la vince, la fame, il sangue dei ribelli, l’organino che fa la musica e le parole che contano e che cantano. E poi quei momenti in cui pensi che tutto sia possibile.

Di Antonella Toffolo scrivono e ricordano i Topipittori ogni 21 febbraio in post come questo, a cui non c’è altro da aggiungere. Le siamo debitori di tanta bellezza, a cominciare da quel Il fazzoletto bianco sempre attuale, sempre toccante, sempre caro. Ed è bello, così bello, che questo fumetto, pubblicato per la prima volta nel 2005 da Schizzo Presenta, marchio editoriale del Centro Fumetto Andrea Pazienza, sia tornato e sia qui, con la sua magistrale paginetta in cui l’autrice presenta il suo fumetto e dice della Resistenza quel che è importante rileggere e ridire e che suona importante e urgente oggi più che mai.

Antonella Toffolo, Gina cammina, Topipittori 2018, 72 p., euro 16

Clown

22 Ott

Sguardo arcigno, passo deciso e sei pupazzi nelle mani. La signora con gesto sicuro butta in un secchio della spazzatura quelli che sono stati i giocattoli di un bimbo. Tra questi c’è un piccolo clown. Con una capriola e un sorriso atterra sul marciapiede. Una scrollatina per togliersi polvere e sudiciume, una frugata nei cartoni lasciati lì vicino alla ricerca di un paio di scarpe da ginnastica ed eccolo pronto per correre a grandi falcate per le strade della città. Il piccolo clown vuole una nuova famiglia per sé e per i suoi amici di pezza. Gli incontri non mancano, ma nessuno è intenzionato ad accoglierlo. Ogni volta il pupazzo è buttato via senza garbo con un lancio. I rifiuti non scalfiscono la determinazione del piccolo clown. Si rialza e riprende la sua ricerca. La sua tenacia sarà ricompensata. E chi non lo lancerà via ritroverà il sorriso.

Il piccolo pupazzo è il protagonista di Clown l’unico libro senza parole dell’illustratore inglese Quentin Blake. In questo albo – pubblicato in Inghilterra nel 1995 e l’anno successivo vincitore del premio internazionale rilasciato da Bologna Children’s Book Fair – gli acquerelli espressivi, l’orchestrazione della pagina e i volta pagina, capaci di creare suspence e sorpresa, trasportano il lettore a fianco del piccolo protagonista. La sua storia ci parla di tenacia, coraggio, altruismo e accoglienza. Ci mostra quanto questi siano alleati necessari per fronteggiare le difficoltà e per riuscire a superarle arricchiti.

Quentin Blake, Clown, Camelozampa 2018, 32 p., euro 15,00

La mia nave

21 Ott

Un uomo se ne sta in piedi, tra altri seduti, su una scialuppa di salvataggio in mezzo alle onde alte; giubbotto arancione indosso e occhi che guardano la nave cargo che sta affondando. Per dire addio alla nave Clementine con cui ha trascorso tutta la sua vita lavorativa in mare, il capitano ne racconta la storia: dagli anni Trenta in cui è stata costruita al giorno in cui ci ha messo piede per la prima volta, dai porti visitati fino alle vicende di guerra. Intanto evoca la sua vita, gli incontri, le lontananze, le avventura.

Con la somma maestria di sempre, Innocenti regala ai lettori un universo di particolari minuti e preziosi in cui immergersi; al lettore adulto in particolare – oltre a un nuovo albo gioia per gli occhi – anche un nuovo invito a misurarsi nel gioco di citazioni e rimandi. Un’evocativo racconto che si ampia a seconda dei molteplici sentieri suggeriti che si sceglie di osservare.

Per gli appassionati di navi, le pagine finali raccontano la storia di questo tipo di nave, le sue rotte a seconda delle merci trasportate, e la raffigurano da poppa a prua, da babordo a tribordo, identificandone i singoli ambienti e componenti.

Roberto Innocenti – Amy Novesky, La mia nave, La Margherita 2018, 40 p., euro 19

Le avventure di Pantagruele

18 Ott

Mi ha preso l’allegrezza, leggendo questo divertente libro adatto ai lettori intorno ai 7/8 anni. Ispirato all’opera di Rabelais (libertariamente ispirato, come recita il colophon), è una ridente avventura che conquista il lettore con il gusto dell’enumerazione, dell’esagerazione e dei giochi di parole, come da originale, risultando per di più molto piacevole e adatto alla lettura ad alta voce. Per cui ne saranno contenti non solo i lettori che troveranno un testo illustrato e adatto alle loro capacità, ma anche insegnanti o chi per essi cercano testi da condividere insieme.

Si racconta del giovane, gigantesco Pantagruele, così chiamato in onore del folletto della sete che il re – padre del bambino – spera di commuovere affinché mandi la pioggia, che si mette in viaggio spinto dagli insegnamenti del suo maestro Gianni: nella vita bisogna essere curiosi, e allora via a incontrare il mondo in compagnia di Tokei. Naviga naviga vola vola cammina cammina. si susseguono le avventure dei due tra la Terre degli Invisibili, il Paese delle Trasformazioni, quello delle Parole Congelate e Cadacual, dove la regola fondamentale è “fai quel che vuoi”.

Una bella riuscita che ci permette di mettere in vetrina una casa editrice che di certo non tutti conosceranno.

Maristella Bellosta – ill. di Chiara Tronchin, Le avventure di Pantagruele, Ortica 2018, 140 p., euro 12

Seb e la conchiglia

16 Ott

La collana Libri da Parati di Verbavolant ha la particolarità di affascinare grazie alla possibilità di leggere una storia che avanza attraverso le pieghe dell’unico foglio di cui è composta e poi di regalare la grande immagine finale che sovente il lettore vorrebbe appendere al muro tanto è bella. Il gioco riesce particolarmente bene in questo caso in cui l’illustrazione finale rende davvero omaggio alla tecnica utilizzata da Luisa Montalto, la pittura cinese a pennello di bambù, che lascia sulla carta traccia della bellezza attraverso cui, per tradizione, si medita e si contempla.

La storia cucita da Claudia Mencaroni è altrettanto evocativa delle immagini; si presta a immaginare, ma anche a tirar fuori emozioni e sensazioni vissute. la bambina che parla in prima persona dice come ci sia un posto che solo lei conosce, e ci va da sola, la notte, al buio, dopo aver tirato su il cappuccio della felpa ed essere scesa a cavalcioni lungo il corrimano. Nel fosso l’aspetta Seb, che parla una  lingua che solo lei conosce. A dire il vero, stretta  la conchiglia che la bambina porta in tasca, si parlano in silenzio, come le conchiglie, come le nocciole che crescono sugli alberi sotto cui si riparano, come fanno le persone felici. E via con l’avventura, correndo tra le foglie, nel vento, sotto le stelle.

Un’avventura che lascia sabbia tra le dita, che è consuetudine e poco importa chi sia Seb – un amico immaginario? qualcuno partito che sia ha voglia di ritrovare? – perché quel che qui si delinea è quello spazio sospeso tra realtà e sogno, tra realtà e immaginario, che si riempie di quel che si desidera e che sancisce un legame indissolubile, forte e fiducioso. la fiducia di chi si lascia portare a spalle nella corsa folle, di chi lascia la sicurezza del proprio letto la notte certo che sotto i noccioli c’è chi lo attende, di chi sa che – anche lontani – non ci si perde, non ci si perde.

Claudia Mencaroni – Luisa Montalto, Seb e la conchiglia, Verbavolant 2018, euro 12

La canzone di Federico e Bianchina

5 Ott

Un omaggio alla città di Genova innanzittutto, nelle parole e nelle immagini di questo albo che segue il ritmo di una canzone medievale, ma prima ancora il vento, il maestrale che soffia imponente tra i caruggi e fa vibrare ogni strada “come un organo al respiro del mare”. E Possentini ribadisce l’omaggio nelle immagini in cui il vento gonfia le onde e le vele nel porto e le tende a Palazzo Ducale.

Bianca Pitzorno racconta nella nota finale come è nato questo testo, nel periodo in cui stava terminando la biografia di Eleonora d’Arborea: il protagonista Federico è proprio suo figlio e l’autrice riprende la nota storica di un matrimonio combinato nel 1832, quando la donna chiese la cittadinanza al Doge genovese, suggellando il prestito in denaro non con un ritorno di interessi ma appunto con la promessa di sposalizio tra il figlio e Bianchina, la più piccola della nidiata di Nicolò Del Guarco. I due sono bambini e il matrimonio è previsto per una decina di anni più tardi; il fato invece metterà lo zampino destinando diversamente le loro vite.

Pitzorno immagina quei bambini, i loro sogni, il loro tempo, lontani dai maneggi siglati dagli adulti e dai passaggi storici ben documentati nell’introduzione. L’albo diventa interessante per la parte storica, per le scelte grafiche, per parlare della “canso” e del modo di poetare dell’epoca.

Bianca Pitzorno – Sonia Maria Luce Possentini, La canzone di Federico e Bianchina, Mondadori, 40 p., euro 17, ebook euro 8,99