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Il corpo delle meraviglie

14 Giu

Cristina Francucci è coordiantrice del Dipartimento di Comunicazione e Didattica dell’Arte all’Accademia di Belle Arti di Bologna, dove è insegna di Pedagogia e didattica dell’arte; nel 1997 ha fondato il Dipartimento educativo del MAMbo – Museo d’Arte Moderna di Bologna e ne ha seguito gli aspetti scientifici e progettuali, delineandone la metodologia educativa che lo caratterizza. Dal 1995 è responsabile scientifica dei progetti dell’Atelier ComeTI di Luna del Comune di Forlì, un progetto di educazione all’arte rivolto alle scuole dell’infanzia del comune attivo dgli anni Settanta: proprio in questo ambito nascono  laboratori che sono illustrati in questo libro. L’idea è di proporre un percorso sul corpo, sia per conoscerne il funzionamento sia inteso come luogo di emozioni, laboratorio di relazioni. Una grande attenzione a corpo e corporeità che passa attraverso l’arte e la scienza, le esperienze sensibili e le attività laboratoriali.

Il testo è diviso in tre sezioni che affrontano tre tematiche diverse: l’autoritratto, per scoprire se stessi e riflettere sull’identità personale; il corpo visibile, dedicato agli organi; il corpo invisibile, legato all’immaginazione. Ogni sezione presenta anche un artista e il suo lavoro (Marlene Dumas, Sissi, Jean-Michel Basquiat) e procede dando informazioniper costruire kit per esperienze sensibili, sia per mettere a punto i diversi laboratori, indicando i materiali necessari e le procedure. Potete così costruire delle linguacce degustatrici, intestini realistici lunghi 7 metri, ma anche pensare a quali segreti e paure può contenere – oltrre gli organi – la gabbia toracica e buttare via ciò che non vorremmo attraverso un imbuto, che altro non è che la forma del bacino che contiene gli organi che eliminano i nostri scarti.

Una miniera di spunti in una forma grafica già invitante solo a sfogliare il libro.

Cristina Francucci, Il corpo delle meraviglie, Lapis 2019, 127 p., euro 14,50

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A fior di pelle

12 Nov

a fior di pelleHo concluso da poco, per la Biblioteca civica di Cuneo, un corso per insegnanti, educatori, lettori, genitori nell’ambito del progetto Nati per Leggere su rime, conte e filastrocche. Questo cartonato quadrato è perfetto per un progetto del genere: è pensato per i più piccoli e per i loro grandi, per fare legame con la voce e con il tocco; dice in rima, avvolgendo col ritmo e il suono delle parole che si fanno trama e coperta e filo; mostra immagini fotografiche in bianco e nero: finalmente, evviva, nella produzione fotografica ancora così carente nell’editoria italiana e invece così necessaria.

Alle immagini delle parti del corpo da muovere e massaggiare si affiancano rime che fanno ballare le gambe, giocare a nascondino coi pugni, camminare le mani nel soffice della chioma. Come la forza evocativa delle parole, delle metafore e dei suoni a cui si dà forma, ecco le rime che incantano. Con un apice di bellezza nei nomi delle dita, quelle parole con cui la voce può giocare che Alluce chiede a Mano per i suoi fratelli: refolo, foscolo, tombolo, scricchiolo, coccolo, scovolo, boccolo, ninnolo. Così quattro versi brevi ci ricordano anche la bellezza della nostra lingua e delle sue ricche sfumature.

E poi, pensando che questo libro nasce da un pezzetto di vita vera, è bello riconoscere e ritrovare quei riccioli bambini, quelle mani della sua grande.

Chiara Carminati – Massimiliano Tappari, A fior di pelle, Lapis 2018, 28 p., euro 10,50