Tag Archives: Chiara Carminati

Il mio amico Albert

7 Lug

Il fumetto fa coppia con La mia amica Colette, uscito un anno fa: stesso formato, richiamo della forma del titolo, stessi personaggi che sbucano dalle pagine, cosa ch potrebbe parere stucchevole e poco originale, ma l’autrice è pur sempre Isabelle Arsenault e di fumetti ben fatti per i lettori più piccoli ce ne sono così pochi che vince comunque la curiosità di vedere come va la storia. Ancora una volta l’illustratrice adopera il suo caratteristico uso del colore e gioca sui tono dell’azzurro anice per mettere in scena la pacatezza di Albert – come nel precedente libro identificabile facilmente grazie alla marinière che indossa costantemente – e il suo desiderio di trovare un angolo tranquillo per leggere in pace. È arrivata l’estate e, libero dagli impegni di scuola, il bambino non vede l’ora di tuffarsi nella storia scelta e lasciarsi trasportare dala fantasia su una spiaccia assolata e deserta… che però invitabilmente si popola. Infatti gli amici cominciano a chiedergli di fare una partita a tennis, unirsi alle attività di giardinaggio, balare, ascoltare musica, dare un’occhiata alla bambola in carrozzina: troppo chiasso! Ma saranno proprio gli amici a trovare il modo giusto epr stare tutti insieme.

Come detto appunto fa piacere che ci siano sempre più possibilità di lettura in formato fumetto anche per i più piccoli, tanto più con le preziose scelte grafiche che caratterizzano l’albo.

Isabelle Arsenault, Il mio amico Albert (trad. di Chiara Carminati), Mondadori 2019, 48 p., euro 16

Annunci

Codino

7 Gen

Arriva da Marameo, casa editrice svizzera italiana specializzata in libri per l’infanzia, questo testo che racconta in modo lieve e poetico (anche grazie alla traduzione di Chiara Carminati), il crescere di Codino, leprotto gracilino nato in un giorno di primavera. Da apprezzare innanzitutto il formato che dà al testo un bel respiro e integra perfettamente le immagini di Katrin Schärer (alcuno sui albi sono editi in Italia da Officina Libraria) che seguono tutta la storia, a volte a piena pagina a volte con semplici accenni: danno un muso puntuto e sognatore al protagonista e mostrano al lettore tutti gli amici che incontra. Già perché la crescita del leprotto, che il lettore segue per alcune stagioni, è in realtà un viaggio prima alla scoperta del bosco in cui è nato, poi della montagna dove è tornato a vivere l’amico Pepe, unavolpe bianca, attraversando il pericoloso confine da cui molti non sono tornati e che è la strada dove corrono veloci e pericolose le automobili.

Codino, accompagnato prima dalla mamma e poi in avanscoperta solitaria, incontra ricci rane, volpi, conigli veri e altri di cioccolato pronti per la caccia alla uova di Pasqua, e poi caprioli, marmotte, camosci. Impara a non avere paura, a vedere le cose anche da un altro punto di vista, a fidarsi degli amici, a interpretare la natura per riconosce3re il cambio della stagione, a riempirsi di meraviglia. Un aviaggio di scoperta e di crescita, ma anche – per chi legge – un immergersi nella natura dal punto di vista di un abitante del bosco, capace di interrogarsi, di stupirsi, di prender coraggio.

Il testo è ritmato in capitoli brevi brevi: adatto quindi a una lettura a voce alta, magari in classe, un pezzetto al giorno, qualcuno in più quando c’è più tempo.

Max Bollinger & Kathrin Schärer, Codino. Un leprotto diventa grande (trad. di Chiara Carminati), Marameo, 143 p., euro 22,50

A fior di pelle

12 Nov

a fior di pelleHo concluso da poco, per la Biblioteca civica di Cuneo, un corso per insegnanti, educatori, lettori, genitori nell’ambito del progetto Nati per Leggere su rime, conte e filastrocche. Questo cartonato quadrato è perfetto per un progetto del genere: è pensato per i più piccoli e per i loro grandi, per fare legame con la voce e con il tocco; dice in rima, avvolgendo col ritmo e il suono delle parole che si fanno trama e coperta e filo; mostra immagini fotografiche in bianco e nero: finalmente, evviva, nella produzione fotografica ancora così carente nell’editoria italiana e invece così necessaria.

Alle immagini delle parti del corpo da muovere e massaggiare si affiancano rime che fanno ballare le gambe, giocare a nascondino coi pugni, camminare le mani nel soffice della chioma. Come la forza evocativa delle parole, delle metafore e dei suoni a cui si dà forma, ecco le rime che incantano. Con un apice di bellezza nei nomi delle dita, quelle parole con cui la voce può giocare che Alluce chiede a Mano per i suoi fratelli: refolo, foscolo, tombolo, scricchiolo, coccolo, scovolo, boccolo, ninnolo. Così quattro versi brevi ci ricordano anche la bellezza della nostra lingua e delle sue ricche sfumature.

E poi, pensando che questo libro nasce da un pezzetto di vita vera, è bello riconoscere e ritrovare quei riccioli bambini, quelle mani della sua grande.

Chiara Carminati – Massimiliano Tappari, A fior di pelle, Lapis 2018, 28 p., euro 10,50

La mia amica Colette

22 Giu

Colette si è appena trasferita in un nuovo quartiere dove non conosce nessuno; è arrabbiata e quando la mandano a farsi un giro, ricordandole che la sua richiesta di avere un animale non sarà accontentata, non trova di meglio che sfogarsi con un bel calcione a uno scatolone del trasloco. Incontra così i bambini che abitano nel cortile accanto e si inventa una piccola bugia: sta cercando il pappagallo che ha perso. Si innesca una catena per cui cresce la bugia e crescono gli amici: si va infatti a cercare l’aiuto di un altro ragazzino del vicinato e Colette aggiunge particolari precisi all’idea del suo animale… finché le scappa un po’ la mano, ma ormai la banda è formata e la solitudine vinta.

Ancora una volta, Isabelle Arsenault utilizza la sua cifra caratteristica: scegliere un colore che illumini il testo in alcuni particolari e vada a illuminare tutta la scena con l’avanzare della narrazione. In questo caso si parte dal giallo della mantellina della protagonista e si aggiunge, man mano che l’immaginazione si fa potente e rafforza anche la sicurezza di Colette.

Isabelle Arsenault, La mia amica Colette (trad. di Chiara Carminati), Mondadori 2018, 48 p., euro 16

La signora degli abissi

23 Mag

Per la collana “Donne nella scienza” ecco un suggestivo racconto che presenta la figura di Sylvia Earle, oceanografa di fama mondiale che racconta la sua vita: come abbia amato fin da bambina la natura, il mare in particolare, e come abbia nutrito negli anni la sua curiosità iniziale facendola diventare una vera e propria passione. la felice scelta di Carminati di far parlare in prima persona Sylvia, che si rivolge al lettore come se gli stesse seduto davanti, accompagnata dalle tavole di Mariachiara Di Giorgio fa sì che il libro risulti davvero prossimo e si faccia leggere facilmente fino alla fine, dove è riportata un’altrettanto godibile intervista alla scienziata che racconta del suo progetto Mission Blue e di come abbia potuto realizzarlo grazie alla vincita del premio TED nel 2009 (qui il discorso che presentò per il premio).

Sylvia racconta di sé bambina, della fortuna di vivere in una fattoria del New Jersey a contatto con la natura, che studiava e osservava, e dell’eguale fortuna di aver trovato l’oceano davanti a casa quando i suoi genitori decisero di trasferirsi. Racconta degli studi, delle scoperte, degli entusiasmi per le nuove possibilità, ma anche delle difficoltà e degli scoraggiamenti, a volte dovuti al fatto di essere una donna, vittima degli stereotipi nel mondo accademico e scientifico. Il romanzo ricostruisce una vita dedicata all’oceanografia e anche alla sperimentazione di nuovi metodi, macchinari e possibilità: il lettore segue anche gli sviluppi di una scienza nel corso del secondo Novecento e vede come l’aguzzo di ingegno di qualcuno e le intuizioni abbiano potuto rendere possibile camminare in fondo ad un oceano, viverci addirittura per settimane, aprire possibilità fino a poco prima inimmaginabili.

Il libro, vista anche la collana in cui è inserito, mira a dare corpo all’idea che non esistono differenze di genere nell’intraprendere una carriera scientifica; in realtà mi pare – e lo noto con molto piacere – che più che la possibilità di una donna di intraprendere certi studi, quello che emerge sia la forza della passione di Sylvia e come sia stata determinata la modalità in cui i suoi genitori l’hanno cresciuta, assecondando le sue spedizioni all’aria aperta, permettendole di stare sotto la pioggia, di passare le ore appesa a un albero, di portare in casa barattoli di vetro pieni di insetti e bestiole varie. Quello che si respira principalmente è che i genitori dei ragazzi Earle hanno dato loro fiducia, concedendo una vita libera nel rispetto delle regole civili, interessandosi e condividendo le loro passioni, sostenendoli senza giudicare, caratteristiche che Sylvia ha poi trovato in molte delle persone che l’hanno accompagnata nella vita. E questo mi pare conti, nel racconto di questa esperienza, ancora più della questione delle differenze di genere: fin da bambina, Sylvia era considerata un’interlocutrice valida, un’appassionata, una curiosa dove “curiosità” ha il significato migliore e più positivo del caso.

Il sito dell’autrice. Il blog dell’illustratrice.

Chiara Carminati – ill. Mariachiara Di Giorgio, La signora degli abissi. Sylvia Earle si racconta, Editoriale Scienza 2017, 118 p., euro 12,90

Che cos’è un amico

28 Giu

che cos'è un amicoMeraviglia meraviglia. Meraviglia per gli occhi, per le orecchie, per il cuore. Meraviglia per il dire ad alta voce e per il cullare nel silenzio. Meraviglia a quattro mani, quelle che scrivono e quelle che disegnano; meraviglia dell’amicizia da cui nasce questa storia, parlando delle sue autrici e di ciascuno di noi, permettendo a chi legge di rintracciare le perle preziose che fanno importante l’amicizia vera.

Riprendendo la struttura circolare che rende possibile una buona lettura ad alta voce condivisa anche con i più piccoli, ecco costruita la risposta alla domanda “Che cos’è un amico?” che un pulcino appena affacciatosi dal guscio rivolge alla gallina. Poi fa il giro del cortile, si spinge sul sentiero, nel prato, fino al bosco, interrogando i diversi animali che incontra. Chara Carminati ci dice nella sua prosa che l’amicizia è cammino e scoperta e regala al lettore una serie di definizioni che corrispondono ai doni che ogni animale – dall’asino al gufo, dal gatto al maiale passando per talpa, coniglio, lumaca – fa fisicamente al pulcino. Ci ricordiamo così che essere amici significa ascoltare, abbracciare, solleticare le idee, mostrare la strada e chi si è, dare sapore. E poi riconoscere, magari all’istante, nello stare bene come accade al protagonista quando incontra un anatroccolo.

Leggetelo ad alta voce, questo albo, e lasciatevi stupire dagli animali disegnati da Pia Valentinis, dal suo coniglio di cerfoglio, dal gatto di lana, dallo sguardo obliquo del gufo.

Il sito di Chiara Carminati; il sito di Pia Valentinis.

Chiara Carminati – Pia Valentinis, Che cos’è un amico, Rrose Sélavy 2016, 32 p., euro 13

Il diavolo e la gubana

20 Feb

diavolo e la gubanaSabato 21 febbraio si celebra la Giornata Internazionale della Lingua Madre ed è – per me che non sopporto le giornate dedicate – l’unica celebrazione a tema sostenibile. Ci sono tante iniziative, tra cui quella che invita a twittare per una giornata solamente nell’idioma d’origine per dar cittadinanza sul web anche a quelle lingue che solitamente poco vi compaiono: anche un modo per ricordarsi come suonano nella lingua originaria di ciascuno di voi, nella lingua del cuore sperando che ne abbiate una, termini che siamo abituati a utilizzare in forma o in derivazione straniera, inglese per lo più. Ad esempio, se dovessi invitarvi a twittare e a parlare, chiacchierare, ciarlare nel mio occitano vi direi di piular (sì, proprio il pigolio dei pulcini!), charlar, charamlar, babìar, insomma menar la lenga 🙂

Per l’occasione mettiamo in vetrina questa pubblicazione curata dalla Biblioteca civica di Cividale del Friuli, con testo trilingue: italiano, sloveno e friulano. Si racconta la leggendaria origine della gubana, il dolce tradizionale delle valli del Natisone, nella cui nascita mise lo zampino il diavolo. In effetti proprio lui aveva deciso di manomettere, maledicendoli, tutti i forni per impedire di cuocere le focacce dolci che ogni famiglia preparava per poi scambiarle con amici, vicini e parenti la domenica di Pasqua. Peccato che dimenticasse il mulino di Michele Foramitti, generoso e buono che invitò tutti i compaesani a unire gli ingredienti rimasti per impastare un dolce da condividere insieme.

Un libro che riprende la tradizione, occasione per riscoprire altre leggende simili, altri dolci, altre storie dove il diavolo mette lo zampino.

Il sito di Chiara Carminati. Il sito di Pia Valentinis e il suo blog.

Chiara Carminati – Pia Valentinis, Il diavolo e la gubana (trad. in sloveno a cura di Michele Obit e Tjaša Gruden; trad. in friulano a cura di Priscilla De Agostini), Sinnos 2014, 36 p., euro 12

 

Fuori fuoco

8 Set

fuorifuocoTre persone e una bicicletta camminano per le strade di Udine in un pomeriggio di settembre. Insieme a loro camminano le vicende storiche della città –  i bombardamenti durante la Prima Guerra mondiale, il deposito di munizioni saltato in aria nell’agosto del 1917 su cui cadde il silenzio della censura, le storie dei singoli venute alla luce dai documenti, dai racconti – e la storia di Jolanda, che tra quelle strade avrebbe benissimo potuto camminare e costruire il suo futuro da ostetrica.  Sotto gli specchi del Caffé Caucigh, Jolanda si somma e si mescola a suggestioni, vecchie fotografie, racconti di famiglia, scelte e silenzi.

Oggi, un anno dopo, Jolanda è una storia che potete offrire ai giovani lettori, sulla scorta di quelle che già abbiamo presentato e che – in questo anno – riprendono le vicende del periodo della Grande Guerra. Qui si racconta di una tredicenne  che apprende dello scoppio della guerra, nell’estate del 1914, in Austria, dove con i genitori e i fratelli si è trasferita per lavorare. La prima conseguenza è il tornare indietro, in Friuli, dove è nata e cresciuta, perché gli italiani in Austria non sono più graditi; poi un fratello si arruola, il padre è reclutato per i cantieri militari e anche il secondo fratello parte di nascosto per raggiungere il genio militare. A casa rimangono le donne, quelle che – dice la mamma – perdono la guerra, mentre gli uomini la fanno. Rimangono Jolanda, la mamma, la sorellina Mafalda e un’asinella. Rimangono le donne che lavorano alla filanda, le ragazze che portano le uova e la verdura al mercato di Udine, le cartoline che arrivano dal fronte e le fotografie di famiglia fatte un attimo prima della partenza e della separazione.

Così questo romanzo racconta della guerra vista dagli occhi delle donne, con le assurdità, i soprusi, la ricerca di una possibile quotidianità, la disfatta di Caporetto e le sue conseguenze sulla popolazione e non solo sui soldati. Racconta di come il colore dei capelli – quel biondo quasi bianco che Jolanda condivide con la mamma – e il fatto che la mamma sia originaria di Grado, allora in mano austriaca, portino guai: la madre infatti finisce in internamento a Firenze e Jole parte, con sorella e asina, verso Udine come le è stato detto. Sarà Adele, anziana ostetrica cieca ad accoglierle e a ricostruire per loro la storia della famiglia materna di cui non hanno mai sentito parola, accompagnandole alla ricerca della nonna ancora viva. Il percorso delle quattro donne si intreccia con gli sfollati che cercano di passare il Tagliamento, con gli ultimi mesi di guerra, con il ritorno al paese e il tentativo di riprendere il filo della vita.

Jolanda ha tredici anni. Tredici sono anche le immagini che accompagnano il testo. Tredici fotografie caratterizzate da un particolare fuori fuoco; tredici immagini fatte per immaginare, visto che non le vediamo, ma ce ne viene offerta la descrizione, lasciando al lettore la possibilità di pensarle e guardarle come se uscissero da una scatola di ricordi. Foto di famiglia, foto di emigranti, angoli di città, passeggeri in stazione, la ritirata, vedute aeree, campagne silenziose: ciascuna raccoglie e racconta in realtà molteplici storie.

Il sito dell’autrice. Questa è la musica che accompagna Jolanda lungo tutte le pagine (il suono del friulano qui con la musica dei Mitili FLK).

Se volete una narrazione della Grande Guerra con una grafica notevole e la possibilità di interagire con cinque personaggi diversi e di aprire finestre con spiegazioni storiche, immagini d’epoca e approfondimenti, potete giocare a Valiant Hearts, basilare se considerate il versante gaming, ma di sicura resa invece per illustrare fatti storici (Steam, Uplay, PlayStation Network, Xbox Live, da poco anche in app).

Chiara Carminati, Fuori fuoco, Bompiani 2014, 204 p., euro 12, ebook euro 7,49

Belle bestie

6 Nov

belle-bestie-Parente di “Rime per le mani” e MeLa Canti?, arriva “Belle bestie”, altra collezione di canzoni per i più piccoli, dedicata questa volta agli animali. Ma mica animali qualsiasi, no: sono le belle bestie che non ti lasciano mai solo, quelle piccole, poco domestiche, che ci ritroviamo accanto in casa, in giardino o al parco, mentre siamo a spasso. Sono rospi, piccioni, lombrichi, lucertole, pipistrelli, ragnetti, topi di campagna, mosconi, falene, chiocce, lumache e anche pidocchi.

Il pidocchio se ne sta a rimirarsi allo specchio seduto tra i tuoi capelli, il rospo sputa negli occhi all’ennesima fanciulla che cerca di baciarlo per trasformarlo in principe, il verme sfila timido e sommesso, le chiocce chiacchierano, il topo ascolta i segreti mentre si intrufola tra le pareti e in fondo al mare le cozze danno un concerto a cui accorrono pesci, cavallucci, stelle mentre i lettori possono muoversi a ritmo di musica accompagnando le bestie in compagnia.

A me resta un solo dubbio: le illustrazioni di Altan, che non mi convincono poi troppo in questo testo.

Il sito di Chiara Carminati. Nel cd ascoltate suonare La linea armonica.

Chiara Carminati – Francesco Tullio Altan – Giovanna Pezzetta, Belle Bestie, Panini 2013, 32 p. con cd, euro 20

Parto

10 Ott

Più riguardo a Parto

Parto. Prendo il titolo non come sostantivo, ma come verbo. Scelgo di privilegiare l’accezione che non ne fa azione di un momento finito che mette al mondo una nuova vita, ma quella invece che segna l’inizio di un cammino, dove non c’è esatta meta definita, dove non c’è percorso segnato e completamente conosciuto, dove si prende e si va e il senso si costruisce insieme al passo, dove il senso prende forma nell’andare, in quel che andando si apprende, si conosce, si scopre.

Questo libro, nato per essere voce di bambino e diario di nove mesi in acqua e diventato poi anche voce di madre e diario di nove mesi in aria, si fa libro doppio dove il medesimo tempo di viaggio è raccontato da due punti di vista differenti che si incontrano nella pagina centrale per dare vita a un nuovo tratto di strada. Potete leggere le sensazioni, le emozioni, le domande messe in parola oppure scorrere la galleria delle fotografie che le accompagnano (O forse è il contrario? O meglio, si accompagnano, immagini e parole, proprio come un genitore e un bambino fanno durante la loro vita perché non sempre guida nella strada chi è più grande o chi sembra avere maggiore conoscenza del mondo) e lasciarvi stupire dalla bellezza del quotidiano che c’è in ciascuna.

Il sito di Chiara Carminati. Qualche notizia su Massimiliano Tappari, i suoi libri per Corraini.

A margine, visto che ne abbiamo parlato con Chiara Carminati: che lo prendiate da un lato o da un altro, il libro vi rimanda in copertina delle scie d’aereo su sfondi diparto_aria colore diverso. On line, su gruppi e pagine FB vari, c’è chi ha associato queste immagini alle scie chimiche e alle varie teorie ad esse legate, alimentando un dibattito legato al fatto che sia stata scelta proprio questa immagine per un libro che parla di nascita, bambini, ecc. e a supposti messaggi subliminali. Evito commenti; penso a certe derive che si rischiano quando si parla di bambini, dei più piccoli soprattutto, in tanti luoghi della rete dove sembra che certi eventi faccian perdere un po’ il lume della ragione. E comunque, come dire, abbiamo imparato qualcosa di nuovo, no? Che a volte, facendo, susciti dibattiti che non ti aspetti…

Massimiliano Tappari – Chiara Carminati, Parto. Diario di nove mesi in acqua/in aria, Panini 2013, 112 p., euro 14,50