A fior di pelle

12 Nov

a fior di pelleHo concluso da poco, per la Biblioteca civica di Cuneo, un corso per insegnanti, educatori, lettori, genitori nell’ambito del progetto Nati per Leggere su rime, conte e filastrocche. Questo cartonato quadrato è perfetto per un progetto del genere: è pensato per i più piccoli e per i loro grandi, per fare legame con la voce e con il tocco; dice in rima, avvolgendo col ritmo e il suono delle parole che si fanno trama e coperta e filo; mostra immagini fotografiche in bianco e nero: finalmente, evviva, nella produzione fotografica ancora così carente nell’editoria italiana e invece così necessaria.

Alle immagini delle parti del corpo da muovere e massaggiare si affiancano rime che fanno ballare le gambe, giocare a nascondino coi pugni, camminare le mani nel soffice della chioma. Come la forza evocativa delle parole, delle metafore e dei suoni a cui si dà forma, ecco le rime che incantano. Con un apice di bellezza nei nomi delle dita, quelle parole con cui la voce può giocare che Alluce chiede a Mano per i suoi fratelli: refolo, foscolo, tombolo, scricchiolo, coccolo, scovolo, boccolo, ninnolo. Così quattro versi brevi ci ricordano anche la bellezza della nostra lingua e delle sue ricche sfumature.

E poi, pensando che questo libro nasce da un pezzetto di vita vera, è bello riconoscere e ritrovare quei riccioli bambini, quelle mani della sua grande.

Chiara Carminati – Massimiliano Tappari, A fior di pelle, Lapis 2018, 28 p., euro 10,50

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