Archivio | Uncategorized RSS feed for this section

La prima neve

9 Nov

la prima neveLa prima neve è arrivata. La scorsa settimana le montagne si sono fatte bianche in una notte, e anche di parecchio. Mentre le colline e le pianure se ne stavano sotto acqua abbondante, la neve si è presentata puntuale in alto, arrivando di soppiatto, bella asciutta, di quella che scricchiola sotto le scarpe, come si dice in questo albo. Viene dalla Corea e la sua autrice al debutto, Bomi Park, regala un testo essenziale che fa da contorno a immagini poetiche dove al nero delle notte si sovrappone man mano il bianco della nevicata mentre una bambina con la sciarpa rossa scopre il mondo ovattato. Il giardino, le strade della città, il bosco e infine quel grande prato dove i bambini costruiscono pupazzi di neve. Questo fa la prima neve, mette gioia e voglia di uscire , assaggiarla col naso all’insù e fare palle di neve, godersi il suono dei passi sul manto candido. E intanto, lungo la passeggiata della protagonista, il lettore può scoprire impronte, animali nascosti nella penombra, minimi particolari curiosi.

Bomi Park, La prima neve, LupoGuido 2018, 40 p., euro 13

Annunci

In scena!

11 Set

in scenaRaina Telgemeier torna con un fumetto che parla di teatro dal punto di vista di una giovane sceneggiatrice appassionatissima. Callie adora il teatro: quando lo ha scoperto da bambina avrebbe voluto essere protagonista e calcare le scene; poi ha scoperto quanto lavoro nascosto al pubblico rende bello e possibile lo spettacolo e così si è appassionata a creare scenografie con tanto di effetti speciali, pioggia di foglie e tuono di cannoni.

Il fumetto è un inno di amore al teatro e alla complicità del lavoro fatto bene insieme, quello che nasce da una squadra che non perde occasione di darsi manforte per la riuscita finale e per soddisfare il pubblico. Si raccontano le settimane di allestimento, ma anche la vita dei ragazzi che partecipano, i loro innamoramenti, il farsi accettare per quello che sono, la difficoltà di compiacere a un certo modello idealizzato dai genitori, la meraviglia di innamorarsi di qualcuno e la disperazione di non essere ricambiati.

Sempre così attenta ai particolari e sempre molto vicina alla realtà dei ragazzi di cui parla, l’autrice torna ai livelli del suo Smile che tanto l’ha fatta apprezzare dai giovani lettori.

Raina Telgemeier, In scena! (trad. di Laura Bortoluzzi), Il Castoro 2018, 233 p., euro 15,50.

Il ladro di panini

21 Mag

ILLADRODIPANINIMarin è un bambino fortunato: ogni giorno nel cestino del pranzo trova un panino fatto preparato dalla mamma e un biglietto scritto dal papà.La mamma poi prepara un panino diverso per ogni giorno della settimana, usando sempre un ingrediente speciale: la sua maionese fatta in casa. Ma il lunedì della settimana su cui si apre la storia il panino è sparito e così anche il giorno successivo: Marin decide allora di improvvisarsi detective e, dato che il preside non gli dà retta, di tentare di raccogliere indizi e tendere trappole per cercare di stanare il ladro. In realtà sarà la mamma a fornirgli la carta vincente, addirittura a base di cucina molecolare!

Il bel formato dei prima graphic di Sinnos per una storia divertente dalla grafica accattivante: le illustrazioni del canadese Patrick Doyon giocano su una palette di colori non scontata, ma azzeccatissima.

Patrick Doyon – André Marois, Il ladro di panini, Sinnos 2018, 160 p., euro 13

Niente paura Little Wood!

16 Mag

little woodIn questo libro ci sono Genie, undici anni, suo fratello Ernie, quattordici, e il tempo di un’estate, anzi di un mese estivo da passare in campagna dai nonni paterni. Di questi nonni Genie sa davvero poco, conosce la voce della nonna che telefona qualche volta, ma ad essergli totalmente sconosciuto è il nonno che tanta di parlare al padre senza riuscirci, che porta una pistola nella cintura, che in casa ha una stanza chiusa a chiave per “gli affari suoi” e che è completamente cieco. Nessuno l’hai mai detto al ragazzo perché il nonno stesso vuol essere il primo a dirlo, quel nonno che sa muoversi da solo in casa, cucinare e rispondere alle tante domande del nipote.

Già, perché se suo fratello è il tipo da occhiali da sole fighi perennemente sul naso e fiuto per le ragazze in gamba (ecco Tess che martella tappi da birra per farne orecchini), Genie è quello delle domande: riempie i taccuini, cerca su Google risposte a improbabili quesiti, prova a dare un senso anche al mistero che aleggia sulla casa gialla abbandonata in mezzo al bosco. Ad aleggiare sulla famiglia è invece la storia: quella del nonno e dei suoi genitori, quella dello zio morto in guerra anni prima, insieme allo spettro della guerra e della violenza, alle paure che possono generare, ai fantasmi che possono venirti ad inghiottire. Se il nonno comincia a fidarsi di Genie fino a camminare con lui di notte in cortile, quel che deve lasciare andare è molto di più dei simbolici uccellini che tiene in gabbia e che cura ogni giorno. Ci sono sentimenti e ricordi e vecchie tradizioni e rancori che devono volare vie; c’è la fatica di crescere e la paura terrificante di non essere adatto: per Genie è davvero l’estate del cambiamento.

Reynolds costruisce un romanzo di formazione ambientato nei giorni nostri, ma se non ci fosse il wi-fi, il riferimento potrebbe essere ad altre guerre e la descrizione dei rapporti personali come il percorso di cambiamento di ciascun personaggio starebbero benissimo in qualsiasi tempo. La riflessione che ne nasce ruota intorno al riparare le cose che si sono rotte, ed è un filo che va dalla prima all’ultima pagina, si parli di un modellino di automobilina, dei denti davanti, di un guaio o di un affetto.

Questo romanzo è anche un alto esercizio di traduzione: Giuseppe Iacobaci cuce addosso al protagonista una lingua che ne segue perfettamente i giochi di parole, i pasticci sui modi di dire, i neologismi che Genie inventa.

Le illustrazioni di copertina sono di Marta Pantaleo.

Jason Reynolds, Niente paura Little Wood! (trad. di Giuseppe Iacobaci), Terre di Mezzo 2018, 328 p., euro 14,90

Macaroni!

4 Apr

Macaroni-COVER-OK-DEF-222x300Un fumetto che due anni fa ha vinto in Belgio il Prix Cognito per il miglior fumetto a carattere storico e che narra dell’emigrazione italiana in Belgio attraverso i racconti che un nonno fa al nipote. Roméo ha undici anni e poca voglia di passare una settimana d’estate col nonno che conosce davvero poco e che ha davvero poche parole, giusto quelle – sembra – per lamentarsi, per sgridarlo e per mostrargli i lavori nell’orto. Sarà una ragazzina che vive nella casa accanto a fornirgli le coordinate per interpretare il nonno e il coraggio di chiedere: perché gli manca il pollice, com’era il lavoro in miniera, com’è l’Italia.

Ne vien fuori il racconto di una vita di stenti nel Sud dell’Italia, l’emigrazione in Belgio a lavorare in miniera e il sogno svanito di un posto nelle ferrovie, ma anche il dolore e la fatica della guerra, che torna negli incubi e in quel nome sempre uguale – Mussolini – dato ad ogni maiale allevato nella baracca in fondo all’orto. I ricordi del nonno e la testimonianza del padre permettono al protagonista di ricostruire una parte di storia famigliare fino ad allora ignorata, ma anche di cucire davanti al lettore le condizioni degli emigrati italiani degli anni Cinquanta, in un fumetto che non nasconde la vita, la malattia, la fatica e la bellezza, foss’anche solo quella dei ricordi e dei sapori preservati nelle verdure e nell’uva curata sull’unico filare possibile.

Il libro ha una preziosa postfazione in cui Zabus ricostruisce la genesi e la lavorazione della storia fino a farsi fumetto, ripercorrendo il documentarsi, il lasciar sedimentare, il vederla finalmente nella giusta forma, grazie alle illustrazioni di Thomas Campi.

Thomas Campi – Vincent Zabus, macaroni! (trad. di Emanuelle Caillat), Coconino 2018, 144 p., euro 20 

La mia rivoluzione

29 Mar

la mia rivoluzioneRaccontare di un momento storico preciso senza essere didascalici e mettendoci passione non è da tutti: Katherine Paterson mette la sua bravura di autrice nel dar voce a Lora, tredicenne cubana che nel 1961 – all’indomani del trionfo di Fidel Castro – aderisce alla campagna di alfabetizzazione lanciata dal governo, dandosi volontaria per andare a vivere presso una famiglia nelle zone più remote del Paese e insegnare a leggere e scrivere. Il romanzo percorre le difficoltà della ragazzina ad ottenere il permesso della famiglia e le regala una nonna che capisce il suo entusiasmo e ne condivide la volontà di mettersi in gioco e al servizio della causa, pur rimanendo conscia delle difficoltà. Poi la segue nel cammino l’addestramento, l’arrivo tra le montagne, l’annusarsi con la famiglia assegnata, il guadagnare la loro fiducia e quella dei vicini molto più refrattari alla possibilità. Eppure la possibilità di scrivere il proprio nome, di firmare per esteso, di poterlo leggere (e sentirsi davvero se stessi) è una conquista che affascina tutti: il potere della parola, del saper leggere e del sapere scrivere diventa la forza per riuscire a superare gli ostacoli e le difficoltà oggettive. Nei nove mesi passati tra i brigadistas, in una casa senza luce elettrica, condividendo il lavoro dei campi e la paura per gli assalti e le violenze, Lora matura una coscienza sociale che la segna per sempre e acquisisce un modo diverso di guardare agli altri e alle sfide che la vita propone, come alle possibilità anche piccole di cambiare un pezzo di mondo.

La capacità dell’autrice sta nel calarsi perfettamente nei panni della ragazzina, senza dimenticare la parte negativa del regime castrista, ma raccontando comunque- attraverso Lora – l’entusiasmo, che fu di molti, di contribuire a rendere Cuba una nazione libera dall’analfabetismo.

Al fondo, un’intervento dell’autrice che spiega come è nato il desiderio di scrivere proprio degli insegnanti volontari cubani del 1961 e un’appendice che ricorda brevemente, per date, i momenti più importanti della storia di Cuba dalla preistoria ad oggi.

La pubblicazione di questo libro avviene grazie anche ad Alir Associazione Librerie Indipendenti che l’ha proposto a Mondadori, nell’ottica di un dialogo più stretto e significativo che ha scelto di portare avanti con gli editori. Il testo è stato scelto perché “quella di Lora e di tutti i brigadistas cubani, è un’esperienza esemplare per i ragazzi, per gli adulti e per tutti coloro che credono che la scrittura, la lettura e i libri possano essere strumenti essenziali per la formazione dei cittadini e motore di grande rivoluzione”.

L’illustrazione di copertina è di Rafael López.

Katherine Paterson, La mia rivoluzione (trad. di Alessandra Valtieri), Mondadori 2018, 167 p., euro 16, ebook euro 8,99

Il maestro

27 Mag

il maestroA cinquant’anni dalla morte di don Milani, se ne scrivono e se ne dicono tante; si pubblica, si dibatte, si fanno incontri. Orecchio Acerbo pubblica un albo in cui le parole di Silei raccontano l’esperienza di Barbiana accennandola nell’esperienza di un ragazzino che finisce alla scuola del “prete matto” portato dal padre, che non sa né leggere né scrivere. Lì, quel prete che “mastica bambini e [li] sputa uomini” insegna a nuotare e a pensare, a discutere e a leggere il giornale, e poi a stare insieme e a scrivere anche quel che si pensa e di quel che va difeso.

Ecco, in questo anniversario in cui se ne scrivono e se ne dicono tante, mi piacerebbe che, per condividere coi ragazzi di oggi l’esperienza e il lascito di Barbiana, si guardassero insieme le illustrazioni di questo libro, in cui Simone Massi fa vedere in concreto. I suoi giochi di bianco e di nero mi rimandano ancora una volta alla realtà cruda, bellissima e terribile insieme: qui sono campagne lavorate con fatica, case senza luce elettrica, sonni di bambini ammassati in un solo letto, arroganza dei padroni, discussioni tra pari all’aria aperta. Qui ci sono i volti degli uomini e i musi degli animali, così come gli animali c’erano in Il topo sognatore di Franco Arminio. In quell’albo essi dicevano meglio di ogni parola la solitudine dei paesi abbandonati, il silenzio delle strade vuote, il chiedersi cosa sarebbe venuto. Qui le illustrazioni dove compaiono don Lorenzo e i suoi ragazzi stagliano le figure nitide, coi loro gesti, siano pugni alzati o volti muti di fronte alla consapevolezza della morte e della vita; quelle dove compaiono paesaggi hanno un respiro largo, un orizzonte lungo, e questo credo che meglio di ogni altra parola possa dire della forza dell’esperienza dei ragazzi di don Milani. I graffi del tratto di Simone Massi sono rughe e crucci sul volto del padre del protagonista, vessato dal padrone latifondista; sono solchi arati nei campi; sono sguardi di consapevolezza di chi fa resistenza al pensiero unico, orgoglio di chi guadagna consapevolezza, leggendo, dei propri diritti.

Un illustrato per i più grandi, per fare leva sulla forza dell’illustrazione, per convincerci ancora di più che sì, questo è proprio un formato giusto anche per i lettori dagli otto anni in su, mica solo per i piccoli, come stereotipo vorrebbe.

Il sito dell’illustratore.

Fabrizio Silei – Simone Massi, Il maestro, Orecchio Acerbo 2017, 48 p, euro 15

Yeti

25 Mag

yetiIn questo albo dal grande formato Taï-Marc Le Than e Rébecca Dautremer tessono una storia di ricerca: ricerca di se stessi, ma anche di quel che ci si chiede se esista davvero (lo yeti del titolo, alquanto metaforico in questo caso) e ancora di qualcosa che – dentro – sappiamo esistere perché ne sentiamo la mancanza o, se preferite, la costante presenza, la certezza in qualche modo di sapere che è lì fuori, che c’è.

La protagonista se ne sta pensosa al balcone, sguardo nel vuoto verso qualcosa di lontano e parimenti rivolto in sé ed ecco che, quando la prospettiva cambia e l’immagine seguente inquadra l’intera schiera di case, notiamo al piano di sotto uno yeti bianco, poggiato alla ringhiera pure lui, che la osserva. Sarà una presenza costante per tutto il viaggio, di cui la ragazza non si accorgerà, pur sentendola, camminando in sostanza verso chi già la accompagna. Il viaggio è lungo, prevede letture, ricerche, cartine, zaini e borse da viaggio. Fa fare incontri con sconosciuti, fidarsi di una guida, dondolare nel vuoto e arrampicarsi verso la cima. E poi, arrivati in alto, ecco il coraggio di voltarsi verso la presenza che si è chinata ancora una volta, quasi a protezione. La caparbietà, unita al sospeso (quella presenza non detta), issa fino alla decisione ultima, alla verità che lascia senza parole e riempie, allo stupore.

Rébecca Dautremer regala alla storia un’ambientazione d’antan, con pettinature, cappellini e abiti anni Venti. Ancora una volta sono i suoi colori forti a tirare il lettore dentro la storia e a lasciare in eredità una sorta di scintillìo: osservate le sfumature di arancio, di viola e di rosso; fate caso alle stoffe o alle declinazioni dei toni del verde e di quelli del blu che accompagnano tutta la storia come un filo, fino a ficcare i vostri occhi negli occhi della protagonista,  che si issa, guanti nella neve, in cima alla montagna. Fate attenzione ai giochi d’ombra, costanti in ogni illustrazione, alle impronte sulla neve, a certe verticalità quasi vertiginose, a tutto quello che le immagini dicono nel loro silenzio pieno di presenze.

Su Lettura Candita Carla Ghisalberti tesse un interessante parallelismo di questo albo con il romanzo “Ciao, tu” di Masini e Piumini.

Il sito di Le Thanh. Il sito di Dautremer.

Taï-Marc Le Than – Rébecca Dautremer, Yeti (trad. di Guia Pepe), Rizzoli, 40 p., euro 24

Vagabonde

5 Mag

Vagabonde Libro che fin dal titolo è un invito all’avventura. Vaga-bonde, piccola guida pratica per esploratori botanici, si rivolge ai bambini con suggestioni tra scienza e storia, con l’interesse per la conoscenza a fare da filo conduttore.

L’albo si propone di indagare le piante pioniere, comunemente definite “erbacce” che crescono ai margini degli ambienti urbani, insinuandosi, poco apprezzate, tra crepe e fessure, anche in luoghi poco ospitali. Ognuna è presentata da una tavola con il nome scientifico di appartenenza e ne sono indagate caratteristiche, comportamento e alcune curiosità storiche, mitologiche, aneddotiche o culinarie. Per ciascuna è sottolineato un aspetto nobilitante o curioso, con il vantaggio di rendere tutta l’opera affascinante, non un semplice elenco ma un insieme di spunti che aprono la riflessione a posteriori sui concetti di bello, utile, banale, scontato, imprevedibile.

L’invito rivolto ai bambini è di attrezzarsi per vivere un’autentica avventura da esploratori in città per cogliere aspetti insoliti della natura proprio lì dove sono meno evidenti. Per conoscere, scoprire e magari classificare in un erbario piante che tutti i giorni vediamo, piante non nobili e dalla storia curiosa, che non troveremo in un negozio di fiori, ma per strada, a ridosso di un muro.

Il libro fa parte della collana PiNo, Piccoli Naturalisti Osservatori, e segue l’apprezzato Sei zampe e poco più, scritto e illustrato da Geena Forrest, edito lo scorso anno.

Marianna Merisi, Vagabonde. Una guida pratica per piccoli esploratori botanici, Topipittori 2017, 32 p., euro 14

Perché non fiorisci?

7 Feb

perche-non-fiorisciChe divertente questo albo che, grazie all’illustrazione in sezione, permette di vedere contemporaneamente quel che succede sopra e sotto terra e quindi al lettore di dare una doppia e diversa interpretazione di quanto dice l’orsetto. Rivolgendosi direttamente al lettore l’orso infatti ammette di non aver mai coltivato una pianta tanto strana, che non vuole fiorire manco se le si offre la cioccolata calda o le si fa uno schema alla lavagna su come aprire i boccioli. Il lettore vede che in realtà la pianta verde è il ciuffo di una carota, la quale si allunga arancione e cicciona nella tana dei conigli e ben presto ne riempie anche le pance. Allora la parte rimasta, rosicchiata e sfrangiata proprio come la corolla di un fiore, salta fuori dalla terra e… meraviglia!

Un albo da leggere insieme, per condividere la doppia interpretazione e giocare sulla complicità di chi sa e quindi si gode ancor di più tutti gli sforzi dell’orso giardiniere!

Il blog dell’illustratrice in cui si racconta com’è nata, e dove, l’idea di questa storia.

Katarina Macurova, Perché non fiorisci? (trad. di Marinella Barigazzi), Nord-Sud 2017, 32 p., euro 13,90