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Perché non fiorisci?

7 Feb

perche-non-fiorisciChe divertente questo albo che, grazie all’illustrazione in sezione, permette di vedere contemporaneamente quel che succede sopra e sotto terra e quindi al lettore di dare una doppia e diversa interpretazione di quanto dice l’orsetto. Rivolgendosi direttamente al lettore l’orso infatti ammette di non aver mai coltivato una pianta tanto strana, che non vuole fiorire manco se le si offre la cioccolata calda o le si fa uno schema alla lavagna su come aprire i boccioli. Il lettore vede che in realtà la pianta verde è il ciuffo di una carota, la quale si allunga arancione e cicciona nella tana dei conigli e ben presto ne riempie anche le pance. Allora la parte rimasta, rosicchiata e sfrangiata proprio come la corolla di un fiore, salta fuori dalla terra e… meraviglia!

Un albo da leggere insieme, per condividere la doppia interpretazione e giocare sulla complicità di chi sa e quindi si gode ancor di più tutti gli sforzi dell’orso giardiniere!

Il blog dell’illustratrice in cui si racconta com’è nata, e dove, l’idea di questa storia.

Katarina Macurova, Perché non fiorisci? (trad. di Marinella Barigazzi), Nord-Sud 2017, 32 p., euro 13,90

Cosmo

12 Giu

cosmoCosimo ha il terrore di essere toccato e una folle passione per l’astronomia che gli ha guadagnato di esser chiamato da tutti Cosmo. Ha un amico , il ragazzo ombra, e poco importa che sia un amico immaginario, perché per lui è reale e soprattutto vicino, anche quando tutte le altre persone gli fanno paura. Proprio il ragazzo ombra suggerisce a Cosmo un gesto importante per il giorno del suo quindicesimo compleanno: scappare dalla comunità in cui vive per intraprendere un viaggio. Per Cosmo la meta è ovvia: il Cile, il deserto di Atacama, il più grande telescopio del mondo.

Il viaggio nell’idea del ragazzo serve per andare a salutare le stelle che se ne stanno andando, le galassie che si allontanano le une dalle altre ogni anno fino a quando accelereranno in un colpo solo. Sono proprio le stelle a guardarlo dall’alto, a descrivere le rotte sbandate del ragazzo e le persone che incontra: quelle cattive, quelle incerte nella loro adolescenza confusa, quelle sagge nonostante tutto. Le stelle rischiarano le atmosfere cupe e gli sfondi neri, i passi attraverso la periferia e la campagna, la fuga e la pausa e i pensieri del protagonista – sugli altri, sulla felicità, sulle balene e sulle farfalle monarca – segnando l’inizio di ogni capitolo con una diversa stella.

Il blog dell’autore.

Marino Neri, Cosmo, Coconino Press / Fandango 2016, 182 p., euro 19

Il regno invisibile

21 Dic

il-regno-invisibileSono una delle fortunate ragazze che può andarsene in giro in Rob Ryan 😉 Alcuni anni fa il virtuoso del papercut trasferì uno dei suoi capolavori su tessuto per conto di una produzione inglese che si occupa proprio di realizzare tessuti con stampe d’autore, in un kit per realizzare una gonna e il pacco che arrivò a sorpresa dall’Inghilterra fu una vera meraviglia.

Rob Ryan intreccia solitamente illustrazioni e frasi ad effetto che, nel corso del tempo, non sono solo più appannaggio di produzioni di carta (biglietti d’auguri, calendari, nastri da parete, manifesti, quaderni e libri), ma si sono trasferiti anche su vetro, metallo e ceramica, dando vita a una sorta di Ryanmania che ha preso piede soprattutto – per ora –  nel Regno Unito e che rischia di mettere in secondo piano la capacità narrativa di questo autore.

Molti dei suoi libri sono delle vere e proprie narrazioni poetiche (non perdetevi The gift) e per chi li legge da anni è piacevole sorpresa veder tradotto in italiano “The Invisibile Kingdom”, riproposto con una sovracopertina che diventa poster. La storia, alquanto suggestiva, si presta alla lettura ad alta voce e a far risaltare il ruolo centrale dell’albo illustrato nelle proposte anche per i ragazzi più grandi: è infatti una storia complessa e ricca di significati che ruota intorno ad un tema importante come le scelte di vita e la capacità di seguire le proprie volontà e la propria strada, andando oltre quel che gli altri si aspettano da noi e che non ci appartiene.

Si racconta infatti di un giovane principe che cresce isolato in una grande reggia, la madre impegnata in compiti di rappresentanza, il padre, anziano re, chiuso in biblioteca a scrivere, il precettore che insegna solo quel per cui ha ricevuto ordine. L’unico amico è il ciabattino che nella cantina del palazzo reale lucida scarpe e stivali; è lui a regalare al principino inchiostro e torcia magica con i quali disegnare sulle pareti della propria stanza il mondo immaginario di cui sogna la notte. Così facendo, il ragazzo scopre una botola che porta a soffitte dimenticate e lì una finestra che gli permette di uscire ogni notte alla scoperta del mondo reale: uomini, donne, strade, piazze,giardini e mestieri, ma anche un luogo d’insegnamento; insomma un vagabondare iniziatico che forma, notte dopo notte, la coscienza e la scelta del principe: a diciott’anni decide di rifiutare la salita al trono e rinuncia alla vita di corte.

Nel momento in cui sceglie c’è il sole a rischiarare la giornata e a far brillare la sua decisione; il resto del racconto invece si gioca principalmente sui colori scuri della notte, sulle sfumature regali del blu, sui viola, sui neri: il magnifico lavoro di papercut sui toni scuri non rende però in alcuni casi agevole la lettura del testo; inoltre è bene rimarcare che – essendo il primo di una trilogia – il racconto si interrompe e rimane sospeso; può essere rischioso allora proporlo in lettura senza avere a portata di mano le altre due parti The Kingdom Revealed e The Invincibile Kingdom. Sarà perfetto da leggere insieme quando potremo offrire l’avventura completa del principe.

Il sito di Rob Ryan. Se passate per Londra, non perdete Ryantown in Columbia Road!

Rob Ryan, Il regno invisibile (trad. di Fabrizio Ascari), L’Ippocampo junior 2015, 64 p., euro 18

Dammi la mano

17 Dic

dammi-la-manoLa rabbia dell’adolescenza concentrata sui volti crucciati e torvi dei protagonisti di questo fumetto, all’ultimo anno di scuola media, convocati dalla preside perché protagonisti di una zuffa nell’ora di inglese. Affidati a un professore che sa vedere oltre le apparenze, si vedono assegnato come punizione un lavoro comune: ogni pomeriggio, sabato compreso, dovranno lavorare insieme per rimettere in sesto la carcassa di un vecchio biplano che giace nel terreno della scuola. A colpi di cartavetro e insulti, silenzi e vernice, i due cominciano a scoprire angoli di sé, raccontandosi prima attraverso musica e libri fino a far emergere i motivi principali della loro rabbia. Entrambi vengono da situazioni famigliari complesse, hanno a che fare – per cause diverse – con un solo genitore e la vita in casa non è semplice. Si sentono soli, arrabbiati e non ascoltati; hanno dei segreti e hanno dei sogni a cui necessitano ali per poter prendere il volo.

Si parla di libri e di musica (c’è De André, ma anche i Subsonica e gli Oasis), di dignità, di lavoro che manca, di modi di fare, di pari e di madri. Si parla di scuola, di insegnamenti, di possibilità di fidarsi, della bellezza che qualcuno si fidi di te. E siccome è un fumetto italiano ci fa ancora più piacere segnalarlo.

Il blog dell’autrice.

Simona Binni – colori di Marcello Iozzoli, Dammi la mano, Tunué 2015, 128 p., euro 14,90

Breve storia di un lungo cane

25 Nov

Hankino 2 copertinaNon è già buffo il solo titolo con cui si presenta questa nuova avventura di Hank Zipzer? Fa parte della serie “Vi presento Hank”, in cui Uovonero traduce le avventure di Hank a sette anni, sorta di prequel della serie con cui abbiamo cominciato a conoscerlo in Italia, di formato più ampio e sempre con le caratteristiche dell’alta leggibilità.

Nel testo si racconta di come Cheerio, il lungo e basso cane che somiglia ad una salsiccia, sia arrivato in casa Zipzer. Siccome la sorella Emily ha un’iguana di nome Katherine che viene trattata alla stregua di animale molto domestico (può ingurgitare il cibo degli altri commensali e pare partecipare alle conversazioni con i suoi sibili), anche Hank chiede di poter avere un animale, un cane, di cui giura solennemente di occuparsi. Il padre stabilisce che a fare la differenza saranno i voti ottenuti in pagella: allora Hank, con le difficoltà che già conosciamo, si impegna al massimo, arrivando anche a vestirsi da squalo per presentare la ricerca di scienze. E così arriva il momento: andare al canile a farsi scegliere da un cane (perché questo succede), assistere ai primi danni prodotti dall’irruenza della salsiccia con le zampe e battersi perché – come dice Emily – “quel che è giusto è giusto”.

I bambini che tanto spesso desiderano un animale non potranno non identificarsi in Hank. Inoltre è uscito recentemente anche un altro titolo dell’altra serie che racconta degli stessi personaggi intitolato Hank Zipzer e il peperoncino killer, in cui Hank si fa un nuovo amico giapponese grazie agli scambi scolastici e decide di preparare delle enchiladas messicane insieme a Yoshi.

Henry Winkler – Lin Oliver, Breve storia di un lungo cane (trad. di Sante Bandirali), Uovonero 2015, 166 p., euro 12

Cari estinti

29 Dic

cari-estinti-it-11Un libro sugli animali scomparsi e sulla tutela ambientale, due argomenti apparentemente facili che mi fanno tremare le vene ai polsi perchè penso a quante ovvietà e banalità infarcite di buonismo si possono infilare in un prodotto editoriale su questi temi. Poi però ti rendi conto che stai parlando di un libro edito da Kalandraka e scritto e illustrato da Arianna Papini e sai che sarà una lettura non banale. Sfogliandolo non solo non tradisce le mie alte aspettative nei suoi riguardi, ma, anzi, mi emoziona ancora di più.
Una carrellata di animali scomparsi o rarissimi, alcuni noti ai più come il Dodo, altri molto meno conosciuti; si nota, nella scelta fatta dall’autrice, un grosso lavoro di studio e documentazione.
Un testo in rima alternata, dove é l’animale stesso che parla e racconta la sua vicenda. Storie di disboscamenti, caccia, colonizzazioni selvagge. Ma quello che colpisce è quella sorta di delusione che traspare nella narrazione degli animali, quella incredulità nei confronti degli uomini che prima distruggono e poi cercano di fare rinascere come nella voce del Quagga che apre la raccolta e dice:

“Ma io non lo capisco, anzi traballo…/invece di affannarsi a reinventarmi/non poteva evitare di sterminarmi?”

E ancora il tema della fiducia tradita nelle parole della Ritina:

“Voi uomini non avete ancora perso/la speranza di avvistarmi prima o poi,/ma se esistessi agirei in modo diverso…/e non mi fiderei mai più di voi”.

Illustrazioni magistrali, dove alla innegabile somiglianza con gli animali di repertorio viene affiancato un grande lavoro reinterpretativo che fa emergere di ognuno un tratto caratteristico. Nessuna concessione a rappresentazioni edlucorate ma occhi tristi, severi, indagatori e una rigorosa cromia in nero, colore del lutto.

Arianna Papini, Cari Estinti, Kalandraka, 2014, 48 p, 14 euro.

The Swan. Impara l’inglese con Roald Dahl

25 Ago

dahl_swanQuesto titolo fa parte del nuovo progetto “Impara l’inglese con Roald Dahl”, in corso di pubblicazione da Vallardi nella serie “Letture guidate”. Un ulteriore modo per scoprire con i ragazzi i racconti dell’autore inglese di cui in gran parte già conoscono i romanzi. I titoli – quattro finora e due di prossima pubblicazione – vedono il testo originale del racconto preceduto da un glossario con le parole più particolari e affiancato da note che spiegano l’utilizzo di strutture particolari della lingua, registri espressivi, modi di dire, slang, forme familiari. Ci sono anche alcune parti di esercizi di comprensione, per fortuna brevi e impaginate in modo da poter essere incollate e bypassate, ma la loro presenza può anche convincere qualche insegnante di lingua ad adottare questo strumento e a permettere così ai ragazzi di esercitarsi su testi di qualità che restituiscono lo stile e la causticità di Dahl.

Nel caso di “The Swan” viene offerto un racconto che tiene il lettore col fiato sospeso fino all’ultima pagina nel seguire le vessazioni di due bulli di paese che – a caccia per provare il fucile che uno di loro ha ricevuto in regalo – non trovano di meglio che legare alle traversine del treno Peter Watson, coetaneo che sta facendo birdwatching e che riuscirà a cavarsela grazie a doti e risorse insospettate. In questo caso, il racconto si presta anche a essere un glossario particolareggiato, che arricchisce il vocabolario di chi legge non solo di espressioni di uso familiare nel linguaggio dei ragazzi, ma di una serie di nomi legati alla flora e alla fauna dell’angolo di primaverile campagna inglese in cui è ambientato.

Peccato non poter ascoltare anche il racconto in modo da poter fissare anche la pronuncia esatta. Potete sopperire grazie agli audiolibri o agli audio che trovate on line. Qui ad esempio “The Swan” direttamente su YouTube. Dal catalogo Penguin, ne trovate direttamente molti su iTunes.

Ecco The Roald Dahl Museum. E la fondazione creata a suo nome a favore dei bambini bisognosi di assistenza.

Roald Dahl, The Swan, Vallardi 2014, 110 p., euro 7,90, ebook euro 3,99

Montreuil 2013 / 2 – Da Montreuil con un po’ di furore

5 Dic

A Parigi, alle soglie di dicembre, ogni anno c’è una fiera di libri speciale e gli italiani che riescono ad andare si riempiono gli occhi di colori, novità, varietà, mode e – diciamolo – un po’ d’invidia e un po’ di sogno.
Ci si chiede cosa si può fare nel nostro paese per rendere il libro un varco e un’avventura come già accade per i bambini francesi.
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A Montreuil nel weekend i bambini scorrazzano, fiutano, sbirciano, esprimono preferenze d’acquisto, e durante la settimana sciamano con le maestre tra gli stand, partecipano a laboratori, spettacoli, proiezioni, esperimenti digitali ad hoc. Se la spassano e la città, il governo e gli editori li prendono sul serio.
Allora ecco alcune cose che mi piacerebbe smettere di invidiare e iniziare a immaginare in Italia:

– le “signatures”, o “dédicaces”, le dediche degli autori: generose, pazienti, sorridenti. Forse anche una torturina estenuante per i forzati della condiscendenza a tutti i costi, comunque meravigliose. Un’occasione preziosa per valorizzare l’Autore e riscaldare una relazione mediata dai testi (illustrazioni o storie che siano)… Se offrite una Golia a Kitty Crowther vi chiede ridendo se per caso ha l’alito pesante. Se pensate che a ottant’anni Kveta Pakovska si risparmi e faccia un autografo in quattro e quattr’otto, siete fuori strada.

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– mostre da leccarsi i baffi e sgranare gli occhi in cui convivono felicemente – solo per fare qualche nome – fumetto (Marguerite Abouet, Matthieu Bonhomme), acquerello (Francois Place) e animazione (Mylydy).

– gli editori che si celebrano con un certo understatement e grande orgoglio (Gallimard, 40 anni; Seuil, 20; Sarbacane, 10; Rouergue, 20), vestiti casual e anche un po’ spettinati. Guardate quello scarmigliato dandy di Olivier Dozou. Il suo motto è novità! Sempre e ancora.

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– i libri di testi teatrali con cui gli insegnanti più industriosi potrebbero lanciarsi in laboratori con più di coraggio. In Francia, immagino che quando un editore come Theatrales indica loro un sentiero, possono provarci…

– i giochi e gli oggetti di carta, elegante e supersemiotica la ormai “classica” collana Livre en jeu di MeMo, la ruvida bellezza delle produzioni de La maison es en carton.

– lo humour di alcune case editrici, come L’atelier du Poisson Soluble, Frimousse, e le attestate e Sarbacane e Thierry Magnier

– i ponti costruiti dagli editori che raccontano culture diverse e meticciato, come Rue du Monde o Hong Fei Cultures. Aspettiamo l’edizione delle mappe farcite di curiosità e informazioni di “Cartes” (a sua volta tradotto dal polacco) e una traduzione di “Veux-tu devenir betes?”.

– i libri con le forme in rilievo e scritte in braille realizzati da Circonflexe a colori da Sophie Bureau!

– le curatissime e stilose riviste per bambini come George o Bombek (in bocca al lupo alle nostre giovani Spazio, Gigi e Pupù di “Pubblico”)!

Certo, la cultura del libro non s’inventa con un salone, ma l’entusiasmo dei cugini d’oltralpe può alimentare il sogno. Diamoci dentro!

Una storia d’amore. Due vite legate dai fiori

11 Ott

Questo libro di grande formato sta appoggiato al muro di casa come un quadro, da quando l’ho riportato due anni fa dal Salone di Montreuil, dove le sue copie riempivano di colore lo stand dell’editore Thierry Magnier. Se le sue pagine fossero fogli staccabili si cadrebbe quasi sicuramente nella tentazione di mettere sui muri le immagini dei fiori di Martin Jarrie, dove i colori e le pennellate si fanno materia, i petali si fanno carnosi, scompigliati, frastagliati: dei veri “ritratti di fiori”, come li definisce lo stesso pittore.

Ritratti di fiori per accompagnare la storia di due anziani coniugi visti attraverso gli cocchi del nipotino cittadino, che ogni anno lascia Parigi per trascorrere le vacanza estive in campagna, lungo la Loira.

Nel lungo racconto a capitoli si mescolano i resoconti delle giornate di vacanza, le gare coi cugini, le marachelle, i cambiamenti del diventare grandi e lo sguardo sui nonni. Hanno nomi di fiori loro stessi, Hyacinthe lui e Rose lei, e proprio come un giacinto ed una rosa non potrebbero essere più diversi: lui comunista, lei cattolica; lui che ama bere, lei che ama mangiare; lui che ama la bicicletta, la pesca con la lenza, il vino rosso, le bocce e i canti rivoluzionari, lei invece preferisce le parole crociate, fare maglia, l’acqua di melissa, il domino e i cantici. Lui che ha sempre tempo, lei che ha sempre fretta. Le loro giornate sono punteggiate di battibecchi e punzecchiature, di ironia, di sarcasmo e di sorrisi appena accennati, in un giardino pieno di fiori. Perché l’unica cosa che, a prima apparenza, davvero li accomuna è appunto la passione per i fiori. E un libro, anzi il Libro, Le nouveau jardinier fleuriste di Hippolyte Langlois, pubblicato a Parigi nel 1908.  Libro che vale un viaggio alla libreria in città per cercarne un nuovo esemplare da foderare e trattare con la massima cura quando il nipotino decide di abbellire la prima copia con i suoi pastelli colorati.

Un omaggio alla bellezza. Alla bellezza dei fiori nelle tavole che li rendono quasi vivi e negli accostamenti che, tra le pagine, li uniscono in bouquet diversi. E alla bellezza della quotidianità di una storia speciale, borbottante e complice. Di fiori diversi, che crescono vicini, intrecciandosi e scambiandosi i profumi e dando vita ad un intero che , proprio come un’aiuola o un  giardino, è gioia per gli occhi (e non solo).

Il sito di Martin Jarrie. Filmografia di François Morel. Sulla scheda Fnac del libro, un’intervista audio ai due autori (in francese, fondo pagina).

François Morel – Martin Jarrie, Una storia d’amore. Due vite legate dai fiori (trad. di L. De Tomasi ), Salani 2012, 76 p., 25 euro

Animali fantastici

9 Set

Pura poesia per bambini tratta dalla mitologia: ecco a voi Animali fantastici, edito da Kalandraka. Avete capito bene: non filastrocche ma vere e proprie poesie (e non in rima baciata, che sollievo!) per questo bestiario che attinge all’epica, alle storie fantasy e alle paure dei bambini (l’orco, il drago…). Una carrellata di animali per lo più fantastici e mitologici,dal Basilisco a Pegaso passando per la concretissima Salamandra, dove a parlare sono gli animali stessi. Ne emerge uno zoo surreale e, come spesso accade quando nei libri si regala la parola agli animali, emerge che quelli strani siamo noi uomini.

Dice l’uomo lupo

Veramente nemmeno io so se esisto/ma quando mi vedo in uno specchio,/mi giro e fuggo.
Se potessi scegliere sarei un’altra cosa, non quella che sono./
Però dovete credermi: / quello che mi mantiene vivo / sono le paure che gli uomini / non smettono di inventare.

Dal testo si possono inventare mille giochi e attività, pensare a storie con gli animali fantastici, immaginare il capovolgimento del punto di vista narrativo, raccontare le grande storie letterarie da cui sono tratti. Un mazzo di carte da mischiare e reinventare creando un esercizio per stare insieme.

José Jorge Letria, André Letria, Animali fantastici, Kalandraka, 2011, 32 p., euro 14.