Tag Archives: San Paolo

Una scintilla di noia

28 Lug

La cornice non è nuova: tre amici adolescenti alle prese con diverse dinamiche familiari, amori e tempi della scuola superiore, una bravata, un barbone sotto un ponte e le fiamme che divampano. Richiamano altre letture, come Bella e Gustavo di Zita Dazzi o Io come te di Paola Capriolo. A interessarci, nel romanzo di Annalisa Strada, è la linearità del dipanarsi degli eventi e il poter vedere – in una scrittura essenziale e asciutta, quindi ancor più visibile – il processo che innesca la valanga di eventi: è chiaro sulla pagina come quello che i protagonisti considerano un semplice lancio di petardi in una sera di noia sia in realtà ben altro e abbia conseguenze ancora peggiori nel momento in cui fanno di tutto per nascondere la verità, lasciando che la colpa venga caricata su spalle altrui.

Luna, voce narrante, ha due amici maschi e un nuovo fidanzato che agli altri due piace poco. Li conosce da sempre perché condividono gli stessi spazi del quartiere periferico dove sono nati e continuano a vivere e pure i corridoi della stessa scuola. Con Brando e Fausto ha preso l’abitudine di starsene la sera sotto un portico vicino a casa e di scendere talvolta al lungofiume; lì c’è il Ponte del Diavolo, che segna un confine tra il lato a misura di turista e quello dove nell’ombra si muovono tossici e spacciatori. Una sera Luna sfida i due amici a proporre qualcosa di interessante e Brando non perde tempo: in tasca ha dei petardi fatti in casa e li lancia sotto il ponte appiccando un incendio. I tre tornano a casa senza intervenire e solo la sera dopo Luna scopre che proprio lì dormiva un barbone, ora in ospedale con gravi ustioni. Ecco il silenzio, che pian piano corrode la ragazza dall’interno: il senso di colpa, il peso di tutto quello che sa e che non può dire. Finché la diga si rompe, le parole escono e le pagine finali rivelano anche un’altra scomoda verità.

Il romanzo riflette sul coraggio, su cosa significa darsene e mantenerlo, ma anche sugli adulti, osservati dalla protagonista che ne valuta le scelte, i modi di essere e di fare, chiedendosi cosa penserebbero “i grandi” se immaginassero cosa imparando i ragazzi vedendoli fare le scelte che loro reputano migliori e su cui invece qualche dubbio viene.

Unica nota: se la madre di Luna le ricorda che il padre è via per due giorni, perché pochi minuti dopo le dice di passare in ufficio da papà in caso di bisogno? Mi son persa qualcosa.

Annalisa Strada, Una scintilla di noia, San Paolo 2017, 139 p., euro 14,50

Annunci

Gli amici del fiume

10 Feb

gli_amici_del_fiumeDi questo libro innanzitutto mi piace il formato: copertina morbida e illustrazione accattivante, proprio un “ben fatto” vien da dire, che si mette volentieri in mano ai lettori tra gli otto e i dieci anni. Poi c’è la storia, una storia di animali che potrà piacere ai giovani lettori e che dipana davanti ai loro occhi tutte le specie che vivono intorno a un fiume: dai bruchi ai tassi, dalle libellule alle rane toro, compresi volpi, cinghiali, pesci e uccelli.

Tre amici – un riccio, un’anatra e una lepre – si lanciano nella pazza e pericolosa avventura di imparare a nuotare; sono una banda ben composita, dal carattere diverso e complementare; si spalleggiano e si incoraggiano al bisogno. La storia li segue nella scoperta del mondo intorno e nei diversi tentativi di avvicinarsi al fiume, addirittura di provare ad attraversarlo in groppa a un cavallo compiacente. Intanto cercano la fine dell’arcobaleno, incontrano altre bestiole, si fanno domande su quel che vedono, compreso l’umano che seguono sulla spiaggia. Per poi finire davvero tra le acque del’amico fiume, ripescati in tempo da una lontra, al di là di ogni paura: non sono spaventati, ma esaltati dall’aver finalmente nuotato.

Una storia a passo lento e sguardo profondo, dove l’avventura è il quotidiano. Una storia che richiama “Il vento tra i salici” e che può suggerire di andare a rileggerla, magari nell’ultima versione pubblicata da Gallucci, un flipbook con la traduzione di Beppe Fenoglio, con le illustrazioni di Valerio Berruti e una traccia musicale di Gian Maria Testa.

Il sito dell’autrice. Il sito dell’illustratrice.

Guia Risari – ill. di Giulia Rossi, Gli amici del fiume, San Paolo 2017, 93 p., euro 12

Black Hole

21 Giu

black holeLa passione del protagonista per l’astronomia e in particolare per il fenomeno dei buchi neri dà titolo al nuovo romanzo di Silvia Vecchini e offre un termine di paragone per quel che succede, così come il paragone con le stelle, con il cosmo punteggiano tutta la storia. Dice infatti il tredicenne Giulio, che narra in prima persona, “la caratteristica di un buco nero è la comparsa di un orizzonte degli eventi. E (…) niente, nemmeno la luce, può sfuggire all’orizzonte degli eventi”. Un buco nero pare l’estate di Giulio, torrida e solitaria nella città dove vivono i nonni e dove si trova temporaneamente per un incidente della nonna che ha bisogno di assistenza. Intorno a lui, come pianeti distanti, la madre sempre di corsa, il nonno con la memoria che fa cilecca, il padre che è più una voce nel telefono che una presenza, dopo la separazione dei genitori. Un buco nero che in qualche modo attrae è anche la casa lasciata a metà, lo scheletro mai finito di costruire al di là della ferrovia, che un giorno attrae Giulio quasi a chiamarlo: una terra di nessuno, un luogo desolato senza identità che diventa terreno di incontro per due che fuori nemmeno si guarderebbero: Giulio, solitario, senza amici, additato per il suo peso, e Samanta, diciassettenne rabbiosa con il mondo che sa giocare con il fuoco, camminare sui cornicioni, ma non dice nulla di se stessa e ama sentirsi raccontare ad alta voce la storia di Barbablù. Di lei in giro si dice che sia pericolosa, che abbia pestato uno più grande di lei, che abbia problemi a casa, che rubi. Per Giulio è l’avventura di entrare di nascosto in piscina, la mano che lo salva quando le vertigini incombono, la condivisione di silenzio e orsetti gommosi. Giulio sa che c’è qualcosa che non va, qualcosa che sfugge e che, nel caos degli eventi, deve trovare una forma e una ragione.

Con questo romanzo, sembra approfondirsi il ritratto che Silvia Vecchini offre di ragazzi che stanno crescendo e la possibilità ai lettori di riconoscersi, di rispecchiarsi nella fatica adolescente di sentire che si cambia, che ci si muove ad altra forma. Se Olivia in Fiato sospeso diceva che crescere è come stare sospesi prima di un tuffo: non sai mai quanta aria è necessario mettere nei polmoni; se in Vetro la protagonista suggeriva che crescere è avere il coraggio di prendere la bicicletta e andare a vedere cosa c’è oltre la cura dietro cui non ci si è mai spinta, in questo caso Giulio sintetizza “crescere è perdere i pezzi”. Si può rintracciare allora un’attenzione complessiva dell’autrice che, nel suo lavoro, segue passo a passo i suoi protagonisti, consapevole della loro fatica e delle loro domande, restituendo a chi legge ritratti veritieri di adolescenti che si affacciano sul mondo e prendono coraggio.

Il blog dell’autrice.

Silvia Vecchini, Black Hole, San Paolo 2016, 143 p., euro 14,50, ebook euro 6,99

Nove braccia spalancate

19 Gen

9 braccia spalancateNon è certo una scelta scontata quella di proporre in traduzione un romanzo ambientato nel Limburgo, la regione più meridionale dei Paesi Bassi, per di più negli anni Trenta e che riprende in realtà anche vicende a cavallo tra Ottocento e Novecento: si parla di quotidiano, non si fa riferimento a momenti o accadimenti storici quotidiani e quindi è ancora più coraggiosa questa uscita. Il lettore impiegherà forse qualche pagina ad entrare nella storia, ad adattarsi al tempo del racconto (un tempo decisamente “alieno” per i ragazzini a cui ci si rivolge, che non è così lontano in rapporto agli anni, ma che è davvero “un’altra epoca”) e a districarsi tra la folla dei personaggi: ben venga allora la mappa iniziale che permette di mettere in fila i quattro fratelli e le tre sorelle Boon, il loro papà, la loro nonna e i personaggi che – in vita o nel ricordo – si rincorrono tra le pagine. E anche il glossario finale che permette di mantenere nel testo alcune parole in dialetto limburghese per dare maggior senso ai dialoghi tra i personaggi.

La voce narrante è quella di Fing, una delle ragazze, che comincia a raccontare del nuovo trasloco intrapreso dalla famiglia, in un giorno di fine agosto del 1937. I ragazzi, orfani di madre e cresciuti dalla nonna, sono soliti a spostarsi, a cambiar quartiere e abitazione: capita ogni volta che il padre trova un nuovo lavoro o si imbarca in una nuova impresa a suo dire di sicuro successo. E capita decisamente sovente, tanto che si scommette su quanto durerà questa volta. Ma a questo giro tutto sembra diverso: la nuova casa è distante, ai margini della città, attaccata al cimitero; costringe a cambiare scuola e abitudini; sembra nascondere un segreto: forse è stregata, forse è maledetta, di sicuro un letto-lapide scoperto in cantina amplifica la curiosità delle ragazze, specie di Mmulke, che da sempre ama le tragiche tragedie. Se ci aggiungete che la porta d’ingresso è sul retro e la soglia è ad altezza ginocchio, sicuramente qualcosa ve lo chiederete anche voi, e tanto più se la nonna sembra sapere più di quel che dice.

Nella vita di Fing c’è una sorella a cui badare per via di una “spostola”, una vertebra che può spostarsi e causare danni e dolori; ci sono pomeriggi interi a giocare a “tesoro in pericolo”, elenchi di faccende da sbrigare, questioni di soldi e di adulti che cercano di sbarcare il lunario. Ci sono nuove ragazze non proprio amichevoli a scuola e vecchie conoscenze che sbucano fuori a dire che anche se si trasloca e si ricomincia da un’altra parte, alcune questioni viaggiano con la famiglia e ne sono parte. C’è anche il Coccodrillo, ovvero la valigia in cui la nonna tiene le fotografie da cui parte per le sua incredibili narrazioni: proprio lei, con la sua abilità narrativa, svelerà il mistero della casa, raccontando una storia, che si fa romanzo nel romanzo e ripercorre l’incredibile amore e la strana avventura di una ragazza zingara.

Questo libro è un crescendo: grazie al ritmo che pian piano il lettore acquisisce con lo scorrere delle pagine si arriva a immagini finali ricche di poesia, dove Fing condensa il suo sguardo sul mondo, ragazzina che cresce e che apprende a piccoli passi come si fa la vita, cosa possono regalare le curve del destino e i fili che legano le vite più di quanto si possa immaginare. Esiste un seguito alle vicende della famiglia Boon, di cui auspichiamo la traduzione; ci piace pensare che siano romanzi da leggere insieme, ad alta voce, da condividere come fossero appunto storie di famiglia che qualcuno racconta nelle occasioni in cui ci si ritrova insieme (un periodo di vacanza, un incontro speciale, un po’ di tempo passato in una casa di vacanze comune).

Il sito dell’autore. Il blog di Isabella Labate (in attesa di post!).

Benny Lindelauf – ill. Isabella Labate, Nove braccia spalancate (trad. di Anna Patrucco Becchi), San Paolo 2015, 297 p., euro 17

Il Natale più bello

14 Dic

nataleCercate una storia da condividere con i bambini in attesa del Natale? Eccone una dal sapor di leggenda, accompagnata da illustrazioni per chi vuole anche gustarsi le immagini; è un racconto lungo, quindi ben si adatta a essere letto insieme coi bambini in un momento dedicato all’ascolto.

Tessuta intorno all’importanza del saper condividere e del saper apprezzare ciò che si ha, racconta di Andreas, cresciuto in una famiglia povera, che riceve dall’anziano pastore del villaggio un consiglio per realizzare il suo desiderio di avere maggior fortuna: secondo quanto dicevano i vecchi, si realizza il desiderio che venga scritto sulla neve alle quattro del mattino della quarta domenica di Avvento. Andreas aspetta e veglia in quell’autunno che sembra non finire mai e mai lasciar posto alla neve (non vi sembra proprio come in questi giorni di gran sole e cieli tersi anche a dicembre?!?) finché riesce a tracciare il suo desiderio sulla coltre bianca e un uomo arriva a far visita alla sua famiglia nel pomeriggio del giorno di festa: lascia al bambino due sacchetti di monete per realizzare i desideri che ha espresso – non avere più fame e non avere più freddo – e un terzo per il desiderio che non sa ancora esprimere, promettendo di tornare ad ogni Natale e di essere altrettanto generoso se Andreas dimostrerà di averlo saputo ben impiegare.  Ma qual è veramente il significato del possedere?

Una riflessione sul donare e sul condividere, sul significato della terra e sull’importanza del guardare agli altri e del conoscere la misura del sufficiente, accompagnata dalle illustrazioni rotonde e “calde” di Jasmin Schäfer: sia che ritragga villaggi innevati, sia campi fioriti a primavera, che siano bambini che scivolano sul ghiaccio o persone impegnate nel raccolto c’è una che di materico che ti fa venir voglia di allungare la mano, sentire il vento tra i capelli di una bambina, carezzare la pecora, adagiarsi alla luce della candela.

Il sito dell’autore. Il sito dell’illustratrice.

Klus Kordon – Jasmin Schäfer, Il Natale più bello (trad. di Anna Patrucco Becchi), San Paolo 2015, 64 p., euro 14,50

Al sole come i gatti

22 Lug

baroni0

Il fumetto di Marta Baroni è una guida alla città eterna, alla città amata attraverso i propri luoghi del cuore e i ricordi dell’infanzia e dell’adolescenza.

Il racconto della città prende il via dall’allontanamento dell’autrice da Roma per trasferirsi a vivere altrove e già nelle prime paginebaroni20 viene esplicitato l’intento e il punto di vista dell’autrice che ricorda di come fin da piccola sia stata una fiera cittadina romana ;-). Le vicende personali si intrecciano ai luoghi e questi hanno storie da raccontare .

Inizia così una carrellata dei quartieri e dei luoghi più cari, partendo da Garbatella fino alla Via Prenestina, passando per San Paolo, San Lorenzo, il Pigneto, Rione Monti e Trastevere, soffermandosi sulle particolarità, sulle storie e sulle leggende dei quartieri, raccontando spazi che solo chi ha vissuto a Roma o ha amicizie romane può conoscere (il CSOA La Strada, il Bar San Callisto solo per citarne alcuni). In questo senso è una guida, alternativa e assolutamente non turistica, alla romanità. Con tutti i vezzi e le peculiarità tipiche di chi è nato e cresciuto nella capitale (come il non uscire dal proprio quartiere fin dopo la maggior età 🙂 ) e con le indicazioni per scoprire davvero le anime di questa bellissima e contraddittoria città.

E’ un racconto solare e innamorato, che vi guiderà alla scoperta di una Roma poco conosciuta, ma autentica e molto viva.

Il sito di Marta Baroni.

Marta Baroni, Al sole come i gatti, Bao Publishing 2015, pp. 152 , €15

Se tu fossi qui

23 Mar

rondoni

Il cuore delle persone è di due tipi: tristi come sacchi di patate abbandonati o animati come aiuole di fiori sempre vivi. Uno può essere anche tutti e due i tipi di cuore, a seconda dei giorni. Ma non è il massimo. Il massimo è avere il cuore che fiorisce sempre, e gli occhi vivi.

Una prosa asciutta ed essenziale che contribuisce a conferire a questa storia una sorta di atmosfera sospesa: sappiamo di essere negli Stati Uniti, sappiamo che è terra di migranti, che è terra difficile, paludosa, estrema. Potremo essere a fine secolo scorso o nei primi decenni del Novecento; rimane comunque una sorta di dilatazione del tempo, che regala alla storia la possibilità di svolgersi ovunque ci sia un anelito di ricerca, di desiderio di scoprire, di avvicinarsi, di riconoscersi dopo tanto tempo, come quello che il protagonista undicenne prova nei confronti del padre, di cui conserva pochi ricordi, l’ultimo dei quali risale all’età dei suoi tre anni.

Best vive in un paesaggio che potrebbe sembrare brutto, ma che può essere bellissimo, con le sue albe, i cieli tersi di febbraio, le nuvole pazze di primavera; dipende tutto da come si guarda, da come si usano i propri occhi, e purtroppo – ci dice – “di poveracci coi topi morti al posto degli occhi ce ne sono”. Vive con lo zio, un uomo di poche parole che ama creare similitudini e metafore e sentirsene ricco, impegnato nella difesa del suo terreno e della sua baracca dall’esproprio da parte dell’amministrazione comunale e dell’azienda del gas; questa battaglia fa da sfondo alla vicenda del protagonista e ci fa percepire l’angolo di mondo in cui si svolge esattamente come lo vive Best: succedono molte cose (la lotta a difesa dei terreni, le difficoltà a scuola, la durezza della vita degli abitanti della cittadina), ma a spiccare vivida su questo fondale è la ricerca di suo padre, guardiano del faro la cui luce brilla nella notte. Nonostante l’insistenza del nipote, lo zio continua a rimandare il viaggio ad un tempo giusto che non arriva mai fino a quando, complice una sospensione non meritata a scuola, organizza una sorta di viaggio di scoperta nelle parole e nelle descrizioni di chi lo ha conosciuto. Best incontra persone diverse: un assassino appena uscito di prigione, una donna arrabbiata, il sindaco disperato, n uomo che sa vedere figure nella pietra prima di scolpire. Ognuno di loro racconta frammenti che non bastano; allora Bart decide di partire e di accettare la compagnia di Rosa, ragazzina indisponente e coraggiosa, che ama da sempre. Sotto il sole, in mezzo al fango, a fianco degli alligatori, tra la paura e il coraggio che la condivisione regala, Best raggiunge il faro e lì rimane, accanto al padre a guardare il mare: sono due uomini ed è il silenzio a segnare il loro incontro, le parole vengono dopo, faticose perché sottolineano come a volte si sia deboli proprio in ciò che si ama di più. Ma quell’amore puro tra figlio e padre permette che il genitore spieghi il motivo del loro mancato tempo insieme: un motivo fisico, un’impossibilità che brucia perché ha impedito quello che il cuore avrebbe desiderato. Poi è tutto possibilità: la bravura dell’autore è anche questa, lasciare il lettore nel momento in cui una nuova pagina si apre.

Davvero una piacevole sorpresa: non neghiamo quanto sia raro di questi tempi trovare, nella narrativa italiana,  un respiro ampio come quello della scrittura di Rondoni in questo testo; ecco, “pare un romanzo straniero” verrebbe da dire ed è un compimento davvero. Godetevi la lettura e auguratevi quel che Best suggerisce tra le righe: occhi vivi, magie che fanno sperare e l’amare solo persone che sorprendono (dice lo zio: Ehi, Best, hai capito? Solo donne che stupiscono!”).

Il sito dell’autore.

Davide Rondoni, Se tu fossi qui, San Paolo 2015, 160 p., euro 14

Aspettando Gonzo

22 Ago

Ha già prenotato il premio per la peggior copertina della stagione (a onor di cronaca ripresa da quella dell’edizione originale) questo romanzo che racchiude invece una buona storia di crescita e di sguardi sul mondo, come giá Dave Cousins ci aveva regalato in Quindici giorni senza testa, Premio Andersen 2013 per il miglior romanzo oltre i 15 anni.

Cosa può succedere di peggio a un adolescente cresciuto a Londra, abituato a passare il pomeriggio giocando a SlamShowdown con gli amici e ascoltando le ultime novità musicali, se non subire il passivo trasferimento in campagna, al seguito dei genitori entusiasti di vivere finalmente tra prati e colline? La scuola è a chilometri di distanza e quando si rompe l’autobus non ti resta che andare a piedi; la nuova casa è tutta da rifare, fredda e piena di spifferi; l’unico compagno di classe che si avvicina è un nerd che adora i Beatles e i fantasy e il primo giorno di scuola – oltre a guadagnarsi il soprannome di Mutanda – si apre con un incidente che scatena l’ira di un’inquietante ragazza soprannominata Psyco che pare promettere nulla di buono. Benvenuto Marcus detto Oz, in questo angolo di campagna piovoso, umido e a chilometri di distanza da qualunque forma di quella che intendi come civiltà.

Per fortuna il protagonista tredicenne ha un gran senso dell’umorismo ed è su questo che fa forza per raccontare le sue disavventure e i guai in cui inevitabilmente si caccia, scegliendo come interlocutore privilegiato la novità del giorno: leggendo di nascosto i messaggi sul cellulare della sorella diciassettenne, Oz scopre che è incinta. Prima ancora che lo sappiano altri – i suoi genitori, il padre del bambino che ignaro fa una comparsata da Londra – Oz battezza Gonzo il pargolo in arrivo e gli racconta quel che succede intorno: Psyco che viene a casa ogni giorno per aiutare la madre nel suo lavoro di artista, Ryan che cerca di convincerlo a leggere un fantasy e a partecipare a un Fight Camp travestito da Nyctal, i propositi di rapinare il pub del villaggio, gli episodi di bullismo a scuola.

Tra i tanti episodi, è sicuramente interessante l’avvicinamento di Marcus alla lettura: quando Ryan presta a Oz il primo volume de “Un viaggiatore ai cancelli del tempo”, il ragazzo non riesce ad andare oltre la terza pagina. Il libro è vissuto, consumato e amato da Ryan, ma Marcus riuscirà ad appassionarsi al romanzo solo ascoltando l’audiolibro della trilogia completa. A quel punto non riesce a credere di passare buona parte delle giornate ad ascoltare la storia, con “l’eccitazione che mi ronzava nelle budella”.

Il sito dell’autore da cui potete scaricare anche la colonna sonora del romanzo, che supporta la teoria di Oz sul potere curativo della musica. E il suo blog.

Dave Cousins, Aspettando Gonzo (trad. di Giulia Guasco), San Paolo 2014, 304 p., euro 18, ebook euro 8,99

My Bass Guitar

14 Feb

Più riguardo a My bass guitarLa rabbia di Noah irrompe sulla pagina fin dalle prime righe. Si fa sfogo di parole, fiume di pensieri, risposte mal date, corse, ritardi e un rifugio sul tetto da non condividere con nessuno se non con i propri ricordi. Noah è arrabbiato con la madre che “se ne è andata” (è ricoverata in una casa di cura,  scopriremo cammin leggendo, da quando la malattia ne ha minato fisico, memoria e capacità di riconoscere gli altri), on la sua vita da solo, con la zia che non è la madre, con la nuova compagna di banco. Che ha osato sedersi nel suo banco, che ha un portapenne pieno di matite, che gli urla “Stronzo” solo perché ha tolto il cartoncino intorno alla sua gomma per cancellare. Poi Noah comincia a osservare Lisa, la sua scrittura che riempie fitta i fogli, il suo modo di fare, il suo mondo quando si affaccia nella sua camera per studiare insieme matematica. Scopre di non essere il solo ad avere delle ferite e delle rabbie; scopre che lei riempie e dà un senso. E intanto la band in cui suona il basso (il pianoforte, così legato alla figura della madre, rimane parte del Noah segreto, nascosto) si prepara per un’audizione; Lisa viene ingaggiata come voce femminile; Noah scrive una canzone nuova, si ingelosisce, si arrabbia ancora. E poi prova a cambiare qualcosa, a credere in quel che Lisa gli mostra di se stesso, a quello che lei vede.

Un bel finale; un po’ faticoso arrivarci perché è un libro che ci racconta molti pensieri e non sempre la scrittura risulta così fluida.

Benedetta Bonfiglioli, My Bass Guitar, San Paolo 2014, 193 p., euro 14

Super G. Avventure fumetti storie

23 Dic

superGA inizio 2013, la rivista Andersen mi ha chiesto una riflessione dal punto di vista delle biblioteche a proposito delle riviste per ragazzi in Italia (il succo della riflessione era questo). La fine dell’anno è per una biblioteca anche il momento della revisione degli abbonamenti e della scelta di cosa mantenere e cosa no e di cosa implementare nel settore emeroteca. Guardando alle proposte per ragazzi non è sempre facile scegliere, un po’ perché rispetto al mercato estero c’è molta meno scelta, un po’ perché a volte si rischia di fare dei doppioni o di non poter coprire adeguatamente tutte le età.

Da ottobre, forte dell’esperienza de “Il Giornalino2, San Paolo propone un mensile dedicato ai ragazzi dai dodici anni in su (quindi accompagnando per un altro tratto di strada i lettori della rivista già rodata) che “amano le belle storie, scritte e disegnate, visto che offre in ogni numero una lunga storia a fumetti, un racconto scritto da un autore della narrativa italiana o straniera per ragazzi (nei numeri già usciti, G.C. Lost, Nicola Cinquetti, Beatrice Masini), ancora fumetti e rubriche varie con ulteriori consigli di lettura sia da parte dei ragazzi che di adulti che si occupano di promozione della lettura e che per l’occasione indossano un cappello da cuoco e si fanno consiglieri di un “libro del giorno” che stuzzichi la curiosità dei lettori.

Insomma, una serie di letture che vogliono essere da ponte per scoprire altri testi, magari degli stessi autori o che replicano le stesse atmosfere; a questo proposito sarebbe bello se la stessa rivista desse ancora più input: ad esempio, il numero di novembre ospitava un’interessante graphic novel tradotta dal francese (dove la serie è già al quarto titolo) “I quattro di Baker Street”, che parla del gruppo di ragazzi londinesi che si muovevano all’ombra di Sherlock Holmes. Oltre i libri dedicati al celebre investigatore, sugli scaffali di una biblioteca ragazzi si trovano altri buoni libri che inseguono le stesse atmosfere, come “La caduta dei magnifici Zalinda” di Tracy Mack e Michael Citrin (Mondadori, 2007) o “ASSASSINATION” di Sgardoli (Rizzoli 2009/BUR 2012) o “Il fantasma di S. Holmes” di Kathryn Lasky (Mondadori, 1993).

Sarebbe curioso poter capire, tra qualche mese, se i lettori di una testata simile sono già forti lettori o se è una formula per avvicinare e conquistare alla lettura anche ragazzi più riluttanti o meno abituati magari proprio alla lettura di fumetti.

Per saperne di più anche sulle condizioni di abbonamento, qui.