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Il romanzo di Artemide

24 Mar

Di questo romanzo non avevo scritto nulla sul blog perché ne ho preparato una recensione uscita sul numero di dicembre scorso di Andersen e a volte è difficile riuscire a dire in maniera diversa la stessa cosa, specie se, come in questo caso, non può che essere un alto elogio. Ci ritorno su adesso perché sto ascoltando questo feuilleton a puntate, letto dall’autrice: se vi va di ascoltare in francese, potete farlo anche voi visto che è tra l’offerta gratuita sull’applicazione Bayam e sul sito omonimo che gli editori Bayard e Milan riempono ogni giorno di nuovi contenuti relativi ai protagonisti dei libri e dei fumetti che bambini e ragazzi hanno apprezzato in cartaceo o in ebook (alcuni sono famigliari anche ai lettori italiani, come Ariol o Adele Crudele).

In questo formato risalta ancora di più la scelta che Szac aveva fatto già per un’altra sua opera, tradotta anch’essa in Italia da L’Ippocampo, “Le avventure di Ermes dio dei ladri”: scrivere perché si possa gustare letto ad alta voce e a puntate, che sono cento, precedute ciascuna da tre righe di riassunto della precedente.

Artemide è la dea della caccia e della natura, protettrice delle nascite e dell’adolescenza e proprio al lettore adolescente si rivolge l’autrice riprendendo la sua cifra di presentare al lettore personaggi liberi e forti. Ci sono temi di grande attualità sottesi alla narrazione spesso ironica: la parità di genere, gli stereotipi, la violenza sulle donne, l volonta di indipendenza e di libera scelta che Artemide rivendica per sé in un contesto che a una ragazza non concede nulla di simile.

Artemide è un’adolescente fiera, con la risposta pronta e arguta, che si sa più intelligente del fratello, che sa cosa vuole ma nel contempo ha paura di crescere e di non potersi realizzare in una società che è ovviamente penalizzante per una femmina. Brilla sulla pagina come nella migliore tradizione dei personaggi letterari femminili artefici del proprio destino e consapevoli della propria forza interiore quanto della debolezza del loro ruolo nella società perché donne. Questo romanzo è davvero da considerarsi tra le migliori uscite dello scorso anno, da consigliare e da far diventare un classico sempre presente nelle bibliografie.

Le illustrazioni sono di Olivia Sautreuil, un tratto quanto mai azzeccato per il testo che accompagna.

Muriel Szac – ill. Olivia Sautreuil, Il romanzo di Artemide (trad. di Fabrizio Ascari), L’Ippocampo ragazzi 2019, 304 p., euro 19,90

Fatti assodati sulle uova

23 Mar

Arriverà, arriverà in aprile e quando le librerie ve lo potranno porgere e lo avrete tra le mani, vi tufferete nell’universo di Lena Sjöberg e sarete felici che Camelozampa già abbia in programma di pubblicare prossimamente un altro suo libro, dedicato agli esseri viventi e agli oggetti che brillano nel buio. Perché questo è davvero un ottimo modo di fare divulgazione e siamo felici che le editrici italiane lo abbiano scelto per inaugurare “Le sinapsi”, loro collana di divulgazione;  è un albo con delle illustrazioni che affascinano e riesce nel contempo a dare con chiarezza molte informazioni e ad essere trasversale rispetto all’età dei suoi lettori. Dà l’idea di come chi lo ha concepito abbia pensato a dare le informazioni importanti in modo scientifico, preciso, chiaro e anche divertente, a cucire intorno a un tema spunti diversi e a farlo con una grafica azzeccata.

Tutto comincia col pollaio di famiglia dell’autrice, con le sue galline e i galli e con lo stupore di fronte a una delle tante meraviglie della natura che è appunto l’uovo. Di lì partono diverse piste possibili: spiegazioni sulle galline, sul deporre e sul covare; su com’è fatto l’uovo e su come vi cresce un pulcino; una panoramica su chi depone uova: uccelli, insetti, coccodrilli, rane, mammiferi come l’ornitorinco e l’echidna, pesci e dinosauri. E poi gli umani: l’ovulo e lo spermatozoo e una bella pagina su cui, a mo’ di dizionario, vengono spiegati termini come oviparo, ninfa, metamorfosi, ermafrodita, partenogenesi… Ancora le uova nella storia, dai vichinghi a Fabergé, le uova di Pasqua e i giochi di battaglia e rotolamento, i proverbi, i consigli in cucina e le ricette. Insomma, una vera e propria passeggiata tra informazioni che sembra concepita per essere condivisa insieme tra lettori di età diversa che potranno trovare ciascuno curiosità interessanti, scoprire cose nuove, farsi venire la voglia di saperne di più.

Non per niente il libro ha vinto il premio Swedish Food Academy e la Medaglia d’oro Kolla!, premio dell’Associazione Illustratori svedese ed è stato finalista al Premio Carl von Linné-plaketten. Nell’attesa è comunque pre-ordinabile sul sito dell’editore.

Lena Sjöberg, Fatti assodati sulle uova (trad. di Samantha K. Milton Knowles), Camelozampa 2020, 48 p., euro 15,90

Consigli e disastri di Mirtilla

3 Mar

Mirtilla disastri consigliDella bella scrittura di Julie Murphy già sapevamo dal profondo ed esilarante Voglio una vita a forma di me, poi adattato in un film Netflix. Qui torna in un romanzo per la scuola media che tocca temi potremo dire quasi consueti – l’amicizia, i genitori separati, i cambiamenti della crescita – in modo non banale. I genitori di Mirtilla si sono separati, ma per dare alla figlia una sorta di continuità vivono nella stessa strada e cercano di portare avanti le vecchie abitudini, nonostante molti conoscenti li guardino in modo diverso dopo l’outing del padre. Mirtilla è alle prese con i problemi dell’amicizia: Kiera si è allontanata e sembra prenderci gusto a battibeccare e a prendersela con lei e Mirtilla stessa sembra dare per scontata la presenza di Oscar, uno che sa davvero dimostrarsi amico.

Una sola abitazione separa nella via le case dei genitori della protagonista: ci vive la signora Flora Mae insieme a un gatto imbalsamato e a una macchina da scrivere: è lei a gestire la rubrica di consigli della “Gazzetta di Valentine”, il giornale locale, di cui tutti sono affezionati lettori pur considerandola eccentrica e forse un po’ matta. Ma è a lei che scrivono per raccontare e chiedere aiuto; è a lei che anche Mirtilla ha scritto e grande è a sorpresa della ragazzina quando la donna le affida una serie di incarichi (dal bagnare le piante al gestire la posta con l’editore) prima di partire e passare un periodo fuori città. Mirtilla non si trattiene: legge alcune delle lettere e fa scivolare la sua personale risposta nel plico per il giornale. Così i suoi consigli vengono pubblicati, così Mirtilla prova a risolvere i guai altrui per cercare di sistemare i propri.

Le lettere dei lettori e le risposte di Mirtilla punteggiano la narrazione che dice di come i cambiamenti siano fatti anche di una forma nuova; è molto difficle cercare di tenere il nuovo dentro le vecchie abitudini, specie quando cresci e finisci per sentirti diviso a metà, non proprio te stesso.

Julie Murphy, Consigli e disastri di Mirtilla (trad. di Manuela Salvi), Mondadori 2020, 256 p, euro 16, ebook euro 8,99

Quando Helen verrà a prenderti

13 Feb

“Quando Helen verrà a prendervi, vi pentirete di tutto quello che mi avete fatto”. Eccovi servita una storia da offrire ai lettori che chiedono horror e paura, un classico del genere pubblicato nel 1986 e arrivato ora in traduzione italiana. Molly e Michael si trasferiscono in campagna al seguito della madre e del nuovo compagno, artisti alla ricerca di ispirazione e bellezza. La nuova casa è isolata, accanto a un cimitero utilizzato fino a cinquant’anni prima, al rudere di una casa bruciata e a un lago. La loro sorellastra Heather, un’insopportabile bambina di sette anni che non nasconde di detestarli e di ritenerli colpevoli insieme alla madre di sottrarle l’amore paterno, scova nel cimitero una lapide abbandonata su cui sono segnate le stesse sue iniziali, poi comincia a sostenere di parlare col fantasma di una coetanea morta cento anni prima. Molly è terrorizzata dalle coincidenze, dalle scoperte sulla storia del luogo, dal comportamento di Heather. La spirale della paura cresce , alimentata dalle tensioni in famiglia e da tutto quello che la protagonista vive e a cui gli altri non credono, come spesso accade a chi è immerso nelle cose e le vede solo in parte, a chi crede in quella che può esser una delle versioni dei fatti, magari falsata, magari messa giù ad arte. Al lettore vien voglia di gridare agli adulti della storia “Apri gli occhi!”, di stringere la mano di Molly e anche quella di Michael, e intanto il nero avanza fino al metaforico precipitare che svela le verità nascoste, di un tempo e di oggi.

Super la copertina con l’illustrazione di Stefano Moro.

Mary Downing Hahn, Quando Helen verrà a prenderti (trad. di Sara Marcolini), Mondadori 2020, 192 p., euro 17, ebook euro 8,99

Lucilla

6 Feb

C’è un tono da fiaba, c’è un po’ della Mary de Il giardino segreto, c’è un goccio di Barnaby Brocket, ci sono le attrazioni di un circo, i misteri della vita e un sospeso tra realtà e immaginario, tra realistico e fantastico. C’è Lucilla, figlia del guardino del faro, che paga a caro prezzo una dimenticanza: allontanata dal padre e da casa, finisce a servizio nela lugubre Casa Nera, la dimora dell’mmiraglio che si erge solitaria e isolata e in cui si dice ci sia un mostro. Lucilla trova Martha, la cuoca, suo figlio che non parla ma è abilissimo nel ritagliare e ricomporre giornali, e Ned che vive nel bosco e ha visto molte cose in passato. Ned intuisce chi sia quella bambina e veglia in silenzio su di lei sapendo che può essere la chiave di tante storie irrisolte che legano tra loro i destini di diversi protagonisti. Quel che Lucilla scopre in soffitta va oltre la sua immaginazione ma il modo serafico con cui affronta quel che viene fa sì che l’intreccio di destini esploda fino a sciogliere matasse, svelare identità, ricomporre quadri che a molti risultavano incomprensibili.

Questo romanzo, che parla di destino e di capacità di accettare se stessi e gli altri, di pirati, di desideri infranti e di sogni da tenere vivi nonostante tutto, è l’esordio dell’olandese Annet Schaap che qui offre prova di bella scrittura che cattura, capace di intrecciare storie diverse fino a fonderle in una sola. Forse non sarà facile per tutti seguirne il ritmo, a cui si somma il dialogo tra la bambina protagonista e la mamma morta tempo prima, ma meriterà proprorlo a lettori che vogliano lasciarsi affascinare da storia che paiono di un tempo e dicono della natura umana, ieri come oggi.

Annet Schaap, Lucilla (trad. di Anna Patrucco Becchi), La Nuova Frontiera junior 2019, 357 p., euro 18

Nera

18 Dic

neraChe bello incontrare questo libro dopo tante pubblicazioni relative alle grandi donne, alle biografie di chi ha fatto la storia eccetera eccetera. Che bello che sia un fumetto e che sia costruito così, con pochi colori significativi, con un bel respiro sulla pagina. E che bello che parli di chi è stato dimenticato o almeno è meno conosciuto e che dia risalto facendo giustizia.

Anche Claudette Colvin era di Montgomery come Rosa Parks, anche lei rifiutò di cedere sull’autobus il posto a un bianco e lo face prima della più nota concittadina; aveva quindici anni e la sua vita fu cambiata per sempre da quel gesto che avrebbe poi toccato e modificato le vite di tanti altri.

Plateau, che trae questo testo da un libro di Tania de Montaigne che ricostruisce la vita di Colvin, non risparmia nulla della realtà, della violenza, della durezza del momento storico e probabilmente lo stile grafico scelto rende il tutto ancora più nudo e crudo; non cela nulla delle vicende della protagonista e riesce a rendere partecipe il lettore affidandogli la parte di Claudette, interpellandolo col tu, chiamandolo in causa e facendogli vestire i panni dell’attivista.

Uno dei migliori fumetti di questo anno.

Émilie Plateau, Nera. La vita dimenticata di Claudette Colvin (trad. di Silvia Mercurio), Einaudi ragazzi 2019, 136 p., euro 13,90

Senza batter ciglio

16 Dic

Questo è un bel romanzo, di quelli che si leggono veloci, scorrono e non indugiano in carinerie e o stereotipi di sorta. Viene dall’Argentina, la sua autrice è una premiata giornalista che scrive per bambini e ragazzi e viene tradotta in Italia per la prima volta. Mette sulla pagina la storia della dodicenne Florencia che racconta in prima persona di volersi trovare un lavoretto per aiutare a casa: il padre se n’è andato da qualche mese e non dà notizie né manda denaro; la mamma fatica a star dietro a lei e al fratello piccolo, decisamente impegnativo. Flor è una da liste: ne compila per ogni occasione, le espone al lettore e intanto racconta il suo quotidiano: la famiglia, la rabbia verso il papà, il compagno di cui è innamorato, quanto si senta inadeguata rispetto ad amiche e coetanee. Poi punta sul diventare una statua vivente e decide di farsi insegnare i trucchi del mestiere da chi interpreta il re al parco: l’adulto che accetta di darle le dritte costruisce con lei un interessante rapporto fatto d rispetto, dialogo reciproco, capacità di ascolto che aiuterà la protagonista a vederci meglio in quel che le sta succedendo e nelle decisioni che deve prendere.

Questo, dicevamo, è un bel romanzo di formazione che fa proprio piacere incontrare; allora, davvero un peccato i due grossolani errori che sono sfuggiti in fase di editing: la professoressa di matematica diventa una maestra e uno dei personaggi secondari cambia nome nel giro di poche righe.

Andrea Ferrari, Senza batter ciglio (trad. di Elena Rolla), Beisler 2019, 114 p., euro 13,50

Racconti d’Oriente / Il giardino di Nonna Li

12 Dic

Il lavoro di Catherine Louis è prezioso e affascinante. Appassionata di cultura cinese, da tempo affianca Marie Sellier (che di lei dice questo) nel raccontare storie della tradizione; in Italia uscì per L’Ippocampo “Me l’ha detto il topo”; tra i libri non tradotti rimane un mio “libro per sempre” Le petit chaperon chinois che si apre fino a diventare un panorama di otto metri, presentando attraverso il gioco delle fustelle e la sapiente accoppiata di rosso e nero una versione cinese di Cappuccetto. Il lavoro di fustellatura torna anche nei racconti orientali di Darwiche editi da ElectaKids, su sfondo colorato nella pagina intera che affianca il titolo del racconto e il proverbio che lo accompagna, mentre le pagine di testo hanno silhouettes in bianco e nero di contorno. Sono racconti brevi, perfetti per la lettura ad alta voce, e appunto la forma grafica potrà incuriosire i lettori e avvicinarli al testo.

L’Ippocampo ragazzi traduce invece un albo realizzato in coppia con Sellier, in cui si racconta di come Nonna Li, ricca solo dei suoi due orci, vada ogni giorno a riempirli sotto il Ponte Canterino; quando la piccola Yun le fa notare che un orcio perde, è troppo vecchio e quindi inutile, la nonna non si scompone: saggia e calma, le dice di guardare bene, di fare attenzione: è il caso che cambi idea e sarà la natura intorno a meravigliarla. Il libro è accompagnato da un’iniziazione agli ideogrammi cinesi: ogni pagina di testo, ne riporta uno presente nella frase soprastante. Il formato quadrato e le illustrazioni, come il ritmo della storia ne fanno una lettura davvero piacevole. L’Ippocampo ripubblica anche Il mioABC cinese, sempre di Catherine Louis, di nuovo disponibile in libreria.

In autunno l’artista svizzera è stata ospite, in una residenza d’artista, del Circolo Svizzero di Genova: sul sito della rivista Andersen una breve intervista, preludio all’approfondimento da leggere sul numero di novembre scorso.

Jihad Darwiche – Catherine Louis, Racconti d’Oriente (trad. di Rossella Savio), ElectaKids 2019, 50 p., euro 19,90

Marie Sellier – Catherine Louis – calligrafie di Wang Fei, Il giardino di Nonna Li (trad di Margherita Botto), L’Ippocampo Ragazzi 2019, 48 p., euro 9,90

Perché la Terra ha la febbre?

11 Dic

In questo periodo in cui tanto vanno di moda le tematiche ambientali sia nella narrativa che nella divulgazione per ragazzi, la collana Teste Toste di Editoriale Scienza, sempre apprezzata dai ragazzi per la grafica e le modalità di esposizione, manda in libreria una nuova uscita che cerca appunto di fare chiarezza intorno al clima. Lo fa nel consueto modo, cioé presentando dei grandi temi sottoforma di doomande a cui seguono brevi spiegazioni a loro volte introdotte da altre domande; il format infatti è quello dell’intervista che Federico Taddia fa questa volta a Elisa Palazzi che lavora al CNR di Torino dove studia i cambiamenti climatici nelle regioni di montagna e i loro effetti, soprattutto sulle risorse idriche.

Tra i temi affrontati: perché gli alberi aiutano il clima, che differenza può fare un grado in più, cos’è una bomba d’acqua, se l’oceano sis calda forse che i pesci si mettono a sudare… grazia anche alla chiave ironica e alle illustrazioni di AntonGionata Ferrari, è possibile approfondire e farsi un’idea su com’era il clima ai tempi dei dinosauri e su come sarà fra cent’anni, su cosa sta succedendo.

Presto il libro sarà inserito anche nella lista di risorse digitali a tema (narrative e no) per bambini e ragazzi che ho curato per il webinar di Mlol-Scuola appena conclusosi.

Federico Taddia – Elisa Palazzi – ill. AntonGionata Ferrari, Perché la Terra ha la febbre? e tante altre domande sul clima, Editoriale Scienza 2019, 96 p., euro 12,50

Haiku siberiani

9 Dic

Meraviglia meraviglia. Un’interessantissima scelta grafica da parte di Lina Itagaki per dare forma alle parole con cui Jurga Vilé racconta di suo padre, il tredicenne Algis Mieli, e della sua famiglia. Racconta di “tempi tumultuosi”, di quando la Germania invase la Polonia e la Lituania fu presa dall’Unione Sovietica e di come tutti quelli che non festeggiarono l’invasore furono considerati invisi al potere, messi su carri bestiame e inviati in Siberia. Questa è la sorte che tocca ad Algis e alla sua famiglia, la sorella Dalia che ama lavorare a maglia, la mamma dolce e muta dopo la morte di un’altra figlia, il padre capo villaggio rispettato e amato da tutti, la zia appassionata del Giappone. La vita di un ragazzino vira bruscamente: addio al villaggio, alle api allevate con cura insieme al papà, all’inseparabile papero Martino che viene ucciso da un soldato. Addio anche al padre, caricato su un altro convoglio, e spazio al viaggio in treno verso una sorte avversa e una terra gelida, dove si è stranieri insultati e vessati, dove si vive in baracche, dove si conosce per la prima volta la fame.

Il racconto, per brevi capitoli tematici, non nasconde nulla della crudeltà e della durezza dell’esperienza di Algis, che tornerà con il “treno degli orfanelli” insieme ad alcuni di quelli con cui è partito. Non nasconde le privazioni, la crudeltà gratuita dei soldati o dei coetanei russi, i patimenti, le morti, la disperazione. Ma nel contempo racconta la coraggiosa capacità dei bambini e di alcuni adulti di cercare la poesia e la gioia, per quanto possibile, nel quotidiano: cantare insieme in un coro, mandare haiku ai prigionieri giapponesi del campo accanto, allevare pulcini, mettersi un vestito un tempo elegante, fare musica. E serbare il ricordo caro del proprio paese: sono le mele la chiave del ricordo, quelle mele che il padre di Algis gli consegna in un secchio (“In Siberia non crescono le mele”), che essiccate diventano cibo prezioso, i cui semi piantati nello stesso secchio germogliano come la speranza di tornare. E poi ci sono gli animali: le lucciole, le api, i pulcini, persino i pidocchi. E quello sguardo, quello che il padre ha da sempre insegnato in famiglia: “Ci insegna a essere attenti, a osservare le meraviglie del mondo” dice il ragazzino che proprio con lo stesso spirito d’osservazione racconta quel che succede.

Davvero un bel modo di fare Memoria e di offrire ai lettori una finestra su una pagina di storia che magari non conoscono.

Ospiti nei giorni scorsi di BilBolBul a Bologna, dove hanno allestito un ufficio postale, le autrici sono in lizza con questo titoli al prossimo festival di Angoulême nella categoria Jeunes Adultes in compagnia di altre meraviglie, tipo “Spirou, l’espoir malgré tout” e la trasposizione in fumetto del romanzo di Xavier-Laurent Petit “Le fils de l’Ursari”.

Jurga Vilé – Lina Itagaki, Haiku giapponesi (trad. di Adriano Cerri), Topipittori 2019, 240 p., euro 16