Tag Archives: Quentin Blake

L’isola schifosa

6 Nov

isola schifosaC’era una volta un’isola bruttissima: tutto era schifoso e terribile, dalla lava dei vulcani alle painte sbilenche e spinose, dal mare infestato da creature orribili al gelo che ogni notte ghiacciava ogni cosa. Gli animali godevano ad avvelenare e danneggiare i loro simili, erano vanitosi e invidiosi. Finché non spuntò un fiore, e poi un altro e un altro ancora: anziché godersi la sua bellezza, cominciarono ad accuarsi a vicenda, a sintonarsi, a perdere la trebisonda. E fu la guerra Così sparirono, piovve e l’isola divennne splendida.

Pubblicato nel 1969 e subito nominato dal “Boston Globe” Miglior Albo illustrato dell’Anno, l’albo condensa l’arte di Steig, offrendo al lettore un’ampia parte di illustrazioni che, con i loro colori, fanno quasi da contrappeso alla violenza e all’orrore descritto dal testo. Come sottolinea Balke nella prefazione dove racconta in sintesi come Steig lavorava, sembra quasi che l’autore si sia fatto prendere dall’urgenza dell’illustrazione, concentrandosi nel disegno e sul colore, come un bambino assorbito dalla storia a cui sta lavorando. Riuscendo così a creare un contrasto che funziona perfettamente e che arriva dritto al punto, nel suo crescendo di sostantivi e aggettivi che gonfiano la bruttura descritta.

E poi è difficile che compaia in un testo una delle mie parole preferite (urfido), e allora trovarla qui è bellissimo. Urfidamente bellissimo.

William Steig – con prefazione di Quentin Blake, L’isola schifosa (trad. di Daniela Magnoni e Mara Pace), Rizzoli 2019, 48 p., euro 16

Su nel cielo con gli uccelli

14 Gen

I talenti di Yeoman e Blake si uniscono ancora una volta per dar vita a un albo di giusta misura per essere guardato inzieme e condiviso nella lettura ad alta voce che prova a dare una spiegazione al come gli uccelli volino in cielo.

Un tempo, “molto prima che tu nascessi” dicono gli autori al lettore”, gli uccelli impararono a volare grazie alla famiglia Volavia che abitava in una piccola città e si trovava sempre tra i piedi questi uccelli ficcanaso: non solo intralciavano il traffico o beccavano le gomme delle bici, ma si infilavano in casa, curiosi, appena c’era una porta aperta e, trovando particolarmente confortevole casa Volavia, si accomodavano. Risultato: piume dappertutto, poca concentrazione e guai di vario genere. Fino al giorno in cui il papà Volavia decide di costruire un’Aero-bici perché gli umani possano spiccare il volo e lasciare la strada agli uccelli. Il giorno in cui la famiglia prova la novità, sollevata grazie a palloncini colorati, sarà mica che gli uccelli stanno a guardare: ecco allora che Blake regala ai lettori un cielo punteggiato da volatili, ciascuno ancorato al suo palloncino e poi incredibilmente consapevole di poter battere le ali e volare. Quando le bestiole si accorgono di quel che san fare, Yeoman regala loro una riga di poesia: “Il suono di quell’estasi cinguettante era assordante”.

Un bell’albo anche per imparare a nominare i volatili, a riconoscere le diversità e magari incuriosirsi al loro mondo. Allora si potrà approfondire con Uccelli dal mondo di Robert Hunet, edito da Editoriale Sceinza nella collana I suoni della natura: approfondimenti e notizie corredate da canti e richiami di oltre 60 uccelli da ascoltare premendo gli appositi tasti.

John Yeoman – Quentin Blake, Su nel cielo con gli uccelli ( trad. di Maria Pia Secciani), Clichy 2018, 36 p., euro 17

Clown

22 Ott

Sguardo arcigno, passo deciso e sei pupazzi nelle mani. La signora con gesto sicuro butta in un secchio della spazzatura quelli che sono stati i giocattoli di un bimbo. Tra questi c’è un piccolo clown. Con una capriola e un sorriso atterra sul marciapiede. Una scrollatina per togliersi polvere e sudiciume, una frugata nei cartoni lasciati lì vicino alla ricerca di un paio di scarpe da ginnastica ed eccolo pronto per correre a grandi falcate per le strade della città. Il piccolo clown vuole una nuova famiglia per sé e per i suoi amici di pezza. Gli incontri non mancano, ma nessuno è intenzionato ad accoglierlo. Ogni volta il pupazzo è buttato via senza garbo con un lancio. I rifiuti non scalfiscono la determinazione del piccolo clown. Si rialza e riprende la sua ricerca. La sua tenacia sarà ricompensata. E chi non lo lancerà via ritroverà il sorriso.

Il piccolo pupazzo è il protagonista di Clown l’unico libro senza parole dell’illustratore inglese Quentin Blake. In questo albo – pubblicato in Inghilterra nel 1995 e l’anno successivo vincitore del premio internazionale rilasciato da Bologna Children’s Book Fair – gli acquerelli espressivi, l’orchestrazione della pagina e i volta pagina, capaci di creare suspence e sorpresa, trasportano il lettore a fianco del piccolo protagonista. La sua storia ci parla di tenacia, coraggio, altruismo e accoglienza. Ci mostra quanto questi siano alleati necessari per fronteggiare le difficoltà e per riuscire a superarle arricchiti.

Quentin Blake, Clown, Camelozampa 2018, 32 p., euro 15,00

Il picnic acquatico dell’Orso

11 Dic

0096_Il_picnic_acquatico_dell'orsoTorna l’orso che nel precedente albo della collana di albi illustrati “Le piume” di Camelozampa accoglieva con gentilezza gli altri animali nel suo rifugio invernale. Questa volta è alle prese con un picnic che però – tanto per far semplici le cose – si svolge in mezzo al lago. Un posto ideale, secondo l’orso, che ha portato del cibo speciale e gradito per ognuno degli amici animali e persino i tovaglioli da annodarsi al collo. Non fosse che la zattera su cui sene stanno comodi comodi si incaglia: Ma per fortuna ci sono le rane ad aiutare, e poi un favo e le mosche e… gnam gnam, finisce bene se si mangia tutti insieme!

Un altro cartonato da mettere in mano anche ai piccoli lettori che, diventati autonomi, possono leggersi da soli una storia accompagnata da splendide illustrazioni.

Sempre il sito di Yeoman e il sito di Blake.

John Yeoman – Quentin Blake, Il picnic acquatico dell’orso (trad. di Sara Saorin), Camelozampa 2013, 32 p., euro 15

La casa invernale dell’orso

26 Ott

0095_La_casa_invernale_dell'orsoCambio di stagione: l’estate lascia il posto all’autunno, nel bosco cadono le prime foglie, funghi che spuntano qua e là e un indaffaratissimo orso raccoglie rami e muschio per seguire passo a passo il progetto che gli garantirà un letargo tranquillo e senza spifferi. La gallina, il maiale, lo scoiattolo e il riccio lo interrogano, ma non lo aiutano, gli danno dello stupido, salvo poi chiedergli asilo e riparo quando il vento dell’inverno comincia a soffiare e l’umidità a farsi sentire. Però loro non sono animali da letargo: vogliono giocare a mosca cieca e a “caccia al favo”, fare festa, cantare., farsi spazio dove spazio poco ce n’è, date le dimensioni della tana. Insomma si divertono ai loro ritmi, mentre l’orso sbadiglia e accumula sonno arretrato.

Versione de “la gallina rossa” in salsa invernale di letargo, dove tutti domandano, fanno i curiosi e poi accorrono al caldo profittando della gentilezza dell’orso.

Questo libro è stato pubblicato per la prima volta in Gran Bretagna nel 1969!

Il sito di Yeoman e il sito di Blake.

John Yeoman – Quentin Blake, La casa invernale dell’orso (trad. di Sara Saorin), Camelozampa 2013, 32 p., euro 15

Lavandaie scatenate

18 Mag

Nel 1985 la Bibliografica pubblicò La bibliotecaria rapita che lessi per caso (perché la stramba protagonista portava l’unico nome di battesimo che avrei voluto se non mi avessero dato quello che porto) scovandolo tra gli scaffali delle letture brevi della biblioteca e che poi sfogliai fino a saperne a menadito la storia. Per me quel libro era però un libro di Quentin Blake perché, pur leggendo in copertina che la storia l’aveva scritta Margaret Mahy, erano le immagini a farmi perdere. Così le illustrazioni di Blake cominciarono ad arrivare in casa in libri in francese e inglese e tra loro anche La révolte des lavandières, che oggi è tradotto in italiano nel suo matto turbinio di ribellione femminile.

Sette lavandaie decidono di ribellarsi, istigate dal filo di voce della più anziana tra di loro (Ma perché non ce ne andiamo e basta?) alla montagna di panni da lavare e al proprietario della lavanderia, il signor Ubaldo Manichestrette. La libertà ritrovata si trasforma ben presto in una frenesia di vita e di “liberi tutti!” che travolge ogni cosa al passaggio. Installate su un carretto condotto dalla capra di nome Lisistrata (!) attraversano i vilaggi scatenate, seminando fango, scompiglio e panico, rubando le mele dagli alberi e facendo suonare a festa tutte le campane. La gente terrorizzata chiede aiuto a sette taglialegna che si imbruttiscono, si anneriscono, si travestono pensando di incutere paura alle sette libertarie. Hanno però sottovalutato le ragazze in fuga…

Un turbinio di vitalità e di ribellione contagioso (e poi la lavandaia numero quattro non vi ricorda irrimediabilmente Costanza Gentilucci?!?).

Il sito di John Yeoman e quello di Quentin Blake.

John Yeoman – Quentin Blake, Lavandaie scatenate (trad. di Luigi Berio), Cult 2012, 36 p., euro 12

Mr Stink

10 Nov

Una zaffata, un lezzo, un tanfo, una puzza. E poi la puzza più puzzolente del mondo.
Nelle prime righe di questo romanzo saliamo subito lungo i vari gradi che un odore cattivo, un odore maleodorante, un odore mefitico può avere perché la prima cosa che ci viene detto del protagonista è appunto che puzza, anzi che fete. Il Signor Puzzone, come tutti lo chiamano, è un barbone, con la giacca di tweed e il farfallino, ma pur sempre un barbone che passa il suo tempo in compagnia di un cane sulla stessa panchina ad aspettare che la pioggia lo lavi. Chloe invece ha dodici anni, una sorella perfetta, una tremenda madre candidata al Parlamento, una scuola privata con delle compagne che la prendono in giro, la passione per inventare storie. Tutti i giorni passa davanti alla panchina del signor Puzzone e finalmente si decide a rompere le regole che le ha dato sua madre e gli rivolge la parola. Chloe è decisamente incuriosita dal barbone: chi sarà davvero? Che vita avrà avuto? Immagina per lui un passato da pirata , da cantante d’opera, da bucaniere, da agente segreto, da ladro, da avventuriero, fino a scoprire che ha delle posate d’argento per mangiare (quando ha da mangiare) e che le cede il lato interno sul marciapiede perché è lì che deve camminar una dama mentre un gentiluomo deve sempre stare su quello esterno. Chloe nasconde il barbone nel capanno del giardino proprio il giorno in cui la madre presenta il proprio programma elettorale che prevede, al punto 20, che tutti i barboni o “schiva-sapone” siano banditi dalle nostre strade… una bella sfida.
Una storia divertente, con un finale che sa un po’ di Mary Poppins (il suo compito è altrove, eh, signor Puzzone?!?), sicuramente impreziosita dalla illustrazioni di Quentin Blake.

David Williams – Quentin Blake, Mr Stink. L’esilarante storia del signor Puzzone (trad. di Angela Ragusa), Giunti junior 2010, 220 p., euro 14,90.

Furbo il Signor Volpe

11 Feb

More about Furbo, il signor Volpe

Furbo il signor Volpe  è uno dei titoli di Roald Dahl forse meno conosciuti al grande pubblico, ma in cui l’autore de Il GGG e La fabbrica di cioccolato mette come sempre sulla pagina la sua grande ironia e la sua capacità di  affacinare i lettori in una storia dove un gruppo di animali si batte contro la speculazione con le armi dell’intelligenza e dell’inventiva. Il signor Volpe e la sua famiglia rischiano di morire di fame: sono il vero flagello dei pollai dei dintorni e tre disonesti contadini hanno deciso di mettere in piazza tutte le armi disponibili (fucili, ruspe e quant’altro) per impedire loro la razzia di galline e per far apparire il Signor Volpe come un ladro approfittatore. Eppure il Signor Volpe ha in mente un piano strategico per organizzare un banchetto per volpi, donnole, tassi, conigli e talpe e soprattutto un modo per procacciarsi cibo all’infinito senza correre pericoli.

La storia approderà al cinema nei prossimi mesi col titolo di Fantastic Mr. Fox – Una volpe troppo furba, un film di animazione diretto da Wes Anderson e animato coi pupazzi di plastilina. Questo è il sito del film. Questo invece il trailer:

Roald Dahl – ill. Quentin Blake, Furbo il Signor Volpe (trad. di Nina Ottogigli), Nord-Sud 2007, 87 p., euro 7.

L’edizione 2009 con le immagini del film, sempre Nord-Sud edizioni, costa euro 9,80. Potete visitare anche  il rinnovato sito di Roald Dahl, il sito del museo a lui dedicato e il sito del “suo” illustratore Quentin Blake.

La storia della rana ballerina

12 Mag

Pubblicato in Inghilterra e in Francia nel 1984, arriva anche in Italia grazie alla casa editrice Interlinea, La storia della rana ballerina, scritto e illustrato con la solita bravura da Quentin Blake, Premio Andersen 2002, da noi conosciuto soprattutto come illustratore (celebre il binomio con Roald Dahl), in realtà autore all’estero anche di testi apprezzati. Il libro comincia classicamente: alla richiesta di una storia sulla propria famiglia, Jo riceve in risposta la storia di Gertrude che ritrova la gioia di vivere grazie a una rana molto speciale. Nel suo libro La Vie de la Page, l’autore racconta come il personaggio della rana sia nato in occasione di una conferenza dove Blake voleva fare vedere al pubblico come muta e si “muove” un disegno sulla pagina: la necessità di un piccolo personaggio facile da tratteggiare portò alla nascita di George, protagonista di questo racconto. Assai apprezzabile la scelta dell’albo, il cui formato permette di apprezzare meglio le illustrazioni, decisamente sacrificate ad esempio nell’ultima edizione francese (Gallimard jeunesse, nella collana Folio cadet).

Quentin Blake, La storia della rana ballerina, Interlinea, 32 p., 14 euro.

Potete visitare il sito di Interlinea e quello di Quentin Blake.