Tag Archives: Sara Saorin

Il piccolo pescatore e lo scheletro

26 Apr

Dopo la morte del padre, il giovane pescatore Tong continua a pescare; esce in barca anche con condizioni meteo non troppo favorevoli, nonostante ricordi le raccomandazioni del genitore. Quando sente la lenza tirare, poco importa che lo onde si siano fatte enormi e rischino di inghiottirlo; probabilmente è il pesce più grosso mai pescato. Quale sorpresa e quale spavento quando vede che attaccato all’amo c’è uno scheletro che, nonostante cerchi di farlo cadere in acqua, rimane attaccato all’imbarcazione fino a riva. Tong sviene e lo scheletro se ne prende cura; a sua volta il bambino farà lo stesso vedendolo tremante e affamato in un angolo dela capanna: un prendersi cura reciproco che ridona vita, riportando la forma umana, in una sorta di rinascita.

Le illustrazioni sono, come sempre per questo autore, estremamente vive e coinvolgenti: le onde nella tempesta sembrano schizzare dalla pagina e al lettore parrà di sentire il ghigno dello scheletro e l’iniziale paura del protaognista. Una narrazione di iniziazione, carica di nero rotto dai colori tenui della coperta e dal calore del fuoco; una narrazione che parla del dualismo che le cose che contengono, della vita e della morte che tocca le esistenze, come delle risorse che possediamo – i bambini innanzitutto – per ridare vita, per rendere umane le situazioni, per addomesticare quel che succede e fare pace con le tempeste.

Chen Jiang Hong, Il piccolo pescatore e lo scheletro (trad. di Sara Saorin), Camelozampa 2019, 48 p., euro 18

Annunci

Gesù, come un romanzo

28 Dic

gesù come un romanzo

“Gesù come un romanzo” fu pubblicato per la prima volta in Italia nel 1999 nella collana “I Delfini” di Bompiani, per la traduzione di Roberta Grazzani; torna ora, tradotto da Sara Saorin, nella collana “Gli Arcobaleni” di Camelozampa che si propone fin dal suo esordio di proporre ai lettori adolescenti narrativa di qualità che sappia dire bene di quel che vivono, di quel che hanno intorno.

La particolarità del romanzo di Marie-Aude Murail è di fare una narrazione fluida di molti episodi riportati dai vangeli, visti attraverso gli occhi di Pietro che racconta in prima persona. All’indomani della presunta resurrezione, di fronte all’amico che gli mostra il sepolcro vuoto e la pietra di chiusura rotolata a fianco, di fonte all’ipotesi di ritornare a casa in Galilea, Pietro pensa a chi lo ha conosciuto per buona parte della sua vita, col nome di Simone. Pietro non ha solo un nome nuovo, ma è una persona diversa, cambiata dagli avvenimenti che ha visto e vissuto a fianco di Gesù. Ripercorre così fin dall’inizio il suo incontro con Gesù e la condivisione del cammino, descrivendo le persone incrociate, quelle miracolate, i luoghi visitati e riportando le parole, ma anche la quotidianità del vissuto.

Interessante potrà essere vedere come i ragazzi si approccino a questo testo, cosa ne pensano qualora scelgano di affrontarlo, quale impatto abbia una narrazione che mantiene l’immediatezza sincera della Murail e che tratta di quel che per tanti è “religione”.

L’illustrazione di copertina è di Giovanni Nori.

Marie-Aude Murail, Gesù, come un romazo (trad. di Sara Saorin), Camelozampa 2015, 112 p., euro 10,90

Il picnic acquatico dell’Orso

11 Dic

0096_Il_picnic_acquatico_dell'orsoTorna l’orso che nel precedente albo della collana di albi illustrati “Le piume” di Camelozampa accoglieva con gentilezza gli altri animali nel suo rifugio invernale. Questa volta è alle prese con un picnic che però – tanto per far semplici le cose – si svolge in mezzo al lago. Un posto ideale, secondo l’orso, che ha portato del cibo speciale e gradito per ognuno degli amici animali e persino i tovaglioli da annodarsi al collo. Non fosse che la zattera su cui sene stanno comodi comodi si incaglia: Ma per fortuna ci sono le rane ad aiutare, e poi un favo e le mosche e… gnam gnam, finisce bene se si mangia tutti insieme!

Un altro cartonato da mettere in mano anche ai piccoli lettori che, diventati autonomi, possono leggersi da soli una storia accompagnata da splendide illustrazioni.

Sempre il sito di Yeoman e il sito di Blake.

John Yeoman – Quentin Blake, Il picnic acquatico dell’orso (trad. di Sara Saorin), Camelozampa 2013, 32 p., euro 15

La casa invernale dell’orso

26 Ott

0095_La_casa_invernale_dell'orsoCambio di stagione: l’estate lascia il posto all’autunno, nel bosco cadono le prime foglie, funghi che spuntano qua e là e un indaffaratissimo orso raccoglie rami e muschio per seguire passo a passo il progetto che gli garantirà un letargo tranquillo e senza spifferi. La gallina, il maiale, lo scoiattolo e il riccio lo interrogano, ma non lo aiutano, gli danno dello stupido, salvo poi chiedergli asilo e riparo quando il vento dell’inverno comincia a soffiare e l’umidità a farsi sentire. Però loro non sono animali da letargo: vogliono giocare a mosca cieca e a “caccia al favo”, fare festa, cantare., farsi spazio dove spazio poco ce n’è, date le dimensioni della tana. Insomma si divertono ai loro ritmi, mentre l’orso sbadiglia e accumula sonno arretrato.

Versione de “la gallina rossa” in salsa invernale di letargo, dove tutti domandano, fanno i curiosi e poi accorrono al caldo profittando della gentilezza dell’orso.

Questo libro è stato pubblicato per la prima volta in Gran Bretagna nel 1969!

Il sito di Yeoman e il sito di Blake.

John Yeoman – Quentin Blake, La casa invernale dell’orso (trad. di Sara Saorin), Camelozampa 2013, 32 p., euro 15

Granpa’

5 Giu

More about Granpa'Galoppammo su un sentiero di sabbia ed erba. L’aria mi frustava il viso. Ero stupidamente felice. Mi sembrava che la natura fosse stata creata solo per me. Le ramaglie che di tanto in tanto mi flagellavano il viso mi riattivavano la circolazione dando nuovo vigore alla mia felicità. La vita meritava decisamente di essere vissuta, qui, adesso e subito.

Siamo a giugno, ma io credo di aver trovato il mio libro dell’anno, un gioiellino tradotto dal francese nella collana Arcobaleni di Camelozampa dove si trovano libri per adolescenti: racconti sinceri e scomodi al punto giusto, racconti brevi, essenziali da leggere d’un fiato.

In questo racconto lungo la voce di John, sedici anni, ci porta dritto nel vortice della vicenda. Stiamo accanto a lui mentre passa al nonno gli attrezzi per sabotare i macchinari della compagnia petrolifera, galoppiamo sudando insieme a lui e guardiamo attraverso i suoi occhi l’avvicinarsi dello sceriffo col suo carico di notizie.

Da qualche mese John accompagna il nonno in atti notturni di sabotaggio nei confronti della Arizona Oil Company. Casualità, fortuna e un Winchester a tracolla come difesa, insieme alla volontà del nonno di difendere la sua proprietà e il paesaggio, di impegnarsi in una disobeddienza civile che ha radici profonde nella sua storia e nel suo rapporto con la terra, con la natura. Un nonno ottantenne bello della sincerità che solo chi crede in quello che fa sa avere, forte della certezza che la sfortuna è un problema che va preso per le corna e lanciato il più lontano possibile e che noi siamo solo una piccola parte di quel che ci circonda e che non siamo superiori a nulla se non siamo capaci di preservare quel che la natura ci offre. Un nonno un po’ mascalzone, un po’ burbero, con un certo senso dell’ironia.

Un racconto che parla della natura e del rispetto che esige, del modo di intendere la vita, ma anche di quando bisogna saper disubbidire a certe regole per rispettare quel che è giusto.

«Figliolo, devo dirti una cosa. Ma prima, vorrei che tu ti guardassi attorno con attenzione. Sì, così. Che tu osservassi gli alberi, gli animali e anche il più minuscolo degli insetti come se fossero parte della tua famiglia. Vorrei che tu mangiassi l’aria. Non accontentarti semplicemente di respirarla. Sentila che ti vibra nei polmoni, che ti nutre. E voglio che tu mi dica se vale davvero la pena».
«Se vale la pena di fare cosa, Granpa’?»
«Di vivere, figliolo. Di vivere…»

Ecco il sito di Christophe Léon.

Christophe Léon, Granpa’ (trad. di Sara Saorin, copertina di Giovanni Nori), Camelozampa 2012, 79 p., euro 9