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Mumin e le follie invernali

2 Gen

Riecco i Mumin! Iperborea ribalta il suo formato classico, lo presenta in orizzontale per offrire ai lettori le strisce dei Mumin, per la prima volta in versione a colori e come singole storie. I troll finlandesi creati da Tove Jansson sono protagonisti sia di una serie di romanzi tradotti negli Istrici Salani sia in strisce che apparvero su Linus; nella prima uscita di un piano editoriale che almeno altre tre nei prossimi mesi, la buffa famiglia di Troll è alle prese con l’arrivo della neve con le temperature bassissime e ben si addice alla stagione! Visto che i Mumin non vanno più in letargo tra il fieno come i loro antenati, perché non temprarsi nel salutare freddo? Che il gelo rinvigorisca è una certezza per il signor Brio, presidente dell’associazione Grandi Giochi all’Aperto che cerca di convincere i quattro a praticare sci, pattinaggio, salto col trampolino. La vanitosa Grugnina, fidanzata di Mumin figlio, così come Mimla, sventata amica e vicina della famiglia, cade vittima del fascino del signor Brio, sempre pimpante e vigoroso, e soprattutto desideroso di essere sempre primo in qualunque gara e competizione. Per consolarlo della disfatta di un disonorevole secondo posto, i Mumin organizzano una battaglia di palle di neve, seguita da una gara in slittino: nulla frena l’esuberanza di Brio, che non sa vedere null’altro che se stesso. Intanto c’è posto per le considerazioni su come sono fatti gli uomini e su come siano a volte irrecuperabili le femmine, sul coraggio, sulla vita, sui risvolti dello sport. Sempre col sorriso a fior di labbra, sempre con un fondo poetico, surreale e con battute irriverenti. E per fortuna poi arriva la primavere che chissà quali altre follie porterà.

Per chi non conosce la saga dei Mumin, l’occasione di avvicinarcisi attraverso un formato originale per poi scoprire un mondo di storie.

Tove Jansson, Mumin e le follie invernali (trad. di Sofia Sacchi), Iperborea 2017, 90 p., euro 12

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Irene la coraggiosa

27 Nov

Se siete degli appassionati delle storie di William Steig, edite negli anni passati da Mondadori nella serie Junior +7 (quelli sottili con la costa verde, tanto per capirci); se sapete quanto funzionano letti ad alta voce alcuni suoi libri, come “Silvestro e il sassolino magico” e “Margherita e l’osso parlante” (questo era nella collana Un libro in tasca di EL), siate felici. Silvestro torna in libreria per Rizzoli, come Shrek, in un grande formato che dà respiro alle illustrazioni, con copertina cartonata. I due sono accompagnati da Irene, protagonista dell’albo scelto nel 1986 dal New York Times come miglior illustrato, un’avventura che metterà il lettore a fianco di questa coraggiosa bambina. Irene è figlia della signora Rocchetto, la sarta che ha appena finito di cucire l’abito per la duchessa, ma che si prende l’influenza e non può consegnarlo in tempo per il ballo della sera. La bambina non ci pensa due volte: si copre bene, bacia sei volte la madre e parte abbracciata alla scatola del vestito, felice sotto la neve che sta cominciando a cadere. Ben presto la nevicata si trasforma in tormenta; il vento soffia contrario e ce la mette tutta per strapparle la scatola. È un vento bisbetico (bella definizione, no?), ma Irene reagisce con la forza della rabbia: gli urla contro, gli volta la schiena e non gliela dà vinta; ha ottimi motivi e pensieri per reagire con furia anche quando finisce nella neve fino al collo, per scivolare veloce sulla scatola senza che il vento la possa raggiungere. E ha tempo anche per un ballo e per tornare a casa in carrozza.

Una storia dal sapore di fiaba e la peculiarità di essere illustrato in modo che le diverse illustrazioni paiono frammenti di un lungo piano sequenza, attraverso il quale il lettore vede la protagonista avanzare nella neve, intestardirsi, arrabbiarsi, farsi avanti tutta bagnata e reagire fino ad avere la meglio. Irene non cede davanti a nulla; non le viene probabilmente manco l’idea che si possa cedere, visto che – per quanto abbattuta – ha pur sempre un pensiero che la fa indomita e anche un po’ temeraria. Una storia da condividere ad alta voce, per poi andare a riprendere tutto quel che di Steig trovate a catalogo o sugli scaffali della biblioteca.

William Steig, Irene la coraggiosa (trad. di Mara Pace), Rizzoli 2017, 40 p., euro 15

Questa notte ha nevicato

16 Nov

Questa-notte-ha-nevicatoQualche notte fa ha nevicato. Ben prima che la neve arrivasse su Bologna e si prendesse i titoli del telegiornale, qui ha nevicato. Per parecchie notti e appena a ridosso dei giorni vissuti con la paura degli incendi. Ha nevicato così tanto che la stagione dello sci è felicemente cominciata in anticipo laddove tutti, fino a una manciata di giorni prima, lamentavano la grande siccità.

Ha nevicato anche in questo libro di Ninamasina che, con un delicato accostamento di fotografie e illustrazioni, racconta l’incanto della città che si sveglia ammantata, tutti i rumori attutiti, gran parte delle forme nascoste e azzerate dal bianco che uniforma, una sorta di immobilismo magico, quasi un incantesimo calato sull’intorno. La voce è quella di una bambina che deve andare a scuola, a piedi ovvio, e vive la scoperta del nuovo paesaggio, tra il reale e l’immaginario: ecco le impronte e poi lupi e guardiani di neve e cose di tutti i giorni improvvisamente trasformate, a cui da re nuovo significato. Una passeggiata dell’immaginazione, che va e galoppa, mentre gli stivali lasciano tracce che una nuova neve cancellerà presto.

L’autrice racconta qui com’è nato questo libro e come ha preso forma. Se poi avete voglia di dare un’occhiata a quel che Ninamasina fa, potete – tra gli altri – sbirciare qua e . E qui e .

Ninamasina, Questa notte ha nevicato, Topipittori 2017, 64 p., euro 18

Anya e Tigre Bianca

21 Ago

Ecco un racconto illustrato di una lunghezza giusta per essere letto insieme durante un incontro, anche con i lettori della scuola primaria, e per riprendere i canoni e l’andamento delle fiabe e delle leggende. Una storia ambientata nel Paese del Grande Bianco, dove uomini e animali comunicano normalmente tra di loro, dove le quattro stagioni sono ritmate dalla neve (la stagione della neve sotto gli stivali, della neve fino alla vita e poi fino al collo e poi fin sopra la testa) e dove spariscono i bambini. Solo quelli nati in un determinato anno, pochi alla volta, una generazione cancellata nell’arco di un decennio. A nulla vale l’incolparsi a vicenda, a nulla tentare di nascondere i ragazzi o di proteggerli mettendo loro accanto cuccioli di tigre, come fanno i genitori di Anya, dopo aver già perduto il fratello gemello. Anche Anya subisce la sorte degli altri, ma riesce a trovare una soluzione e anche una causa a tutto questo, raccontata dalla voce della maga dagli occhi bianchi che li tiene prigionieri.

Una storia accompagnata da illustrazioni quasi fotografiche e narrata dal Tempo in persona che veglia sulla bambina testarda e bellissima che saprà salvare il futuro del suo popolo e sulla nuova generazione  di tredicenni che sale al potere dando vita a un nuovo regno di campi verdeggianti, pace e giustizia.

Fred Bernard – François Roca, Anya e Tigre Bianca (trad. di Francesca Del Moro), Logos c2016, 40 p., euro 18,50

Olly va a sciare

26 Ott

olly-va-a-sciareChe bella la proposta in italiano di un albo di Elsa Beskow, una delle più importanti autrici svedesi per bambini che tra fine Ottocento e  prima metà del Novecento, illustrò una quarantina di albi tutt’ora  in catalogo, abbecedari e libri di canzoni sempre per i più piccoli. Questo testo del 1907 ha avuto un’edizione italiana  dalla fiorentina Battistelli col titolo “Il viaggio di Giovannino con gli sky” presumibilmente negli anni Venti (la copia non è datata) e permette ora di conoscere in italiano il tratto della Beskow e i suoi contenuti fiabeschi, ricchi di spunti sulla natura e sull’intraprendenza dei protagonisti.

Si racconta dell’alternarsi delle stagioni qui  in forma antropomorfica di Re Inverno, Mastro Gelo, Signora Sgelo e Principessa Primavera. Olly ha ricevuto per i suoi sei anni un paio di sci nuovi, sci veri, e non desidera dunque altro che la neve: è però uno di quegli anni in cui si fa attendere e la prima copiosa nevicata arriva solo prima di Natale; allora si può partire per una sciata nel bosco. Proprio lì incontra Mastro Gelo che lo accompagna al palazzo di re Inverno dove incontra chi fabbrica pattini, muffole, slittini e scarponi  in vista delle richieste natalizie e passa  il pomeriggio tra pupazzi e battaglie a palle di neve. Conosce però anche la Signora Sgelo, l’aiutante che prepara l’arrivo della primavera, che ha il difetto di sbagliare i tempi, di non essere puntuale, di portare scompiglio nel cuore del’inverno.

A proposito dell’autrice, potete approfondire qui. Se invece vi va di avere una tazza o una palla per l’albero di Natale  o un altro oggetto decorato con le sue illustrazioni, date un’occhiata al sito di Design Stockholm House.

Elsa Beskow, Olly va a sciare (trad. di Caroline Kocjancic), Lo 2016, 32 p., euro 14