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Libertà

27 Nov

Più riguardo a Libertà

Il testo poetico di Éluard, qui presentato nella traduzione di Fortini, si fa parola e insieme materia. Sfogliando infatti i versi appaiono in alto, sulle pagine sagomate, ciuffi d’erba, rami d’albero, profili di montagne, vele e onde di mare, radici, sagome che andranno poi a comporre il quadro finale dove ricomincia la vita in nome della libertà.

Per contro, terminata la lettura, ci si ritrova sulla pagina di sinistra gli intagli che danno forma alla libertà eluardiana; a destra invece una fotografia del maggio 1945: è la testa della sfilata del Corpo Volontari della Libertà a Milano, tra cui Parri, Mattei, Longo. Passi fieri, volti seri per un’altra immagine concreta di libertà.

Il sito di Louis Rigaud. Il sito di Anouck Boisrobert e il suo blog. Di loro abbiamo già ammirato in edizione italiana Popville, Nella foresta del bradipo e Oceano, editi da Corraini. Guardate il loro progetto per realizzare un’applicazione che permetta di custodire e condividere i ricordi.

Paul Éluard, Libertà (nella versione italiana di Franco Fortini), realizzato da Anouck Boisrobert e Louis Rigaud, Gallucci 2013, euro 24

I frutti della terra

21 Dic

More about I frutti dell'ortoUn libro lussuoso per i toni di colore (pagina bianca a sinistra, kraft a destra)  e le illustrazioni (acrilico, inchiostro, penna) che porta alla scoperta di frutta e verdura, dando su doppia pagina informazioni chiare e semplici sul vegetale in questione. Sulla pagina di sinistra una scheda tecnica con tipo, periodo di raccolta, origine, curiosità, modi di dire. Sulla pagina di destra la silhouette del vegetale si solleva per scoprire com’è all’interno (in illustrazione e in descrizione).

Si scopre allora che il finocchio è come il tonno e il maiale: non si butta via niente; che il kiwi è una liana; che ci sono rape e pomodori di colori diversi; che se un caco ha i semi è nato da un fiore maschile; che “le fave dei morti” in realtà sono dei dolci. Mi sa di uno di quei libri in cui passare pomeriggi invernali. Fuori fa freddo; si sta accoccolati a sfogliare e leggere e a godersi le illustrazioni.

Florence Guiraud e Judith Nouvion, I frutti della terra (trad. di Alessandro Marcigliano), Gallucci 2012, 86 p., euro 22.

(Ne)Il pancione della mamma (ma Tra le braccia di papà!)

11 Lug

Una bambina aspetta la nascita della sorellina. Nulla di più semplice. Semplice la storia, semplici e delicatissime le illustrazioni, semplice e originale la scelta della presentazione. Ogni momento è a doppia pagina. Nove doppie pagine, una per ogni mese d’attesa, a sinistra la curva della mamma che cresce, con una finestrella (che cresce in dimensioni pure lei) da aprire per controllare la crescita del bebè, a destra la grande che sta fuori e aspetta. Aspetta facendo quel che può fare.

Ti invento.

Parla, chiacchiera, canta, immagina, sta appiccicata alla finestra-ombelico che le separa, ascolta i movimenti e i calci e intanto si fa bella. Perché la sua sorellina possa subito vantarsi della sorella grande… 🙂  La bellezza della semplicità.

La stessa coppia autrice-illustratrice realizza Tra le braccia di papà: quando le braccia del papà si spalancano solo per la piccola protagonista e diventano rifugio, baluardo contro le paure, nido. Sfogliane qualche pagina qui.

Il sito di Christine Roussey, ricco di meraviglie: assolutamente non perdetevi le fotografie dell’atelier sul picnic!

Jo Witek – Christine Roussey, Il pancione della mamma (trad. di Alessandro Marcigliano), Gallucci 2012, 32 p., euro 14

Jo Witek – Christine Roussey, Tra le braccia di papà (trad. di Maurizia Balmelli), Gallucci 2012, 32 p., euro 14

Piccolo Cerchio e Grande Quadrato

30 Mag

In originale questo libro si intitola Mercredi. Il mercoledì è infatti il giorno in cui i bambini francesi sono tradizionalmente in pausa settimanale dalla scuola e così probabilmente anche i due protagonisti di questo albo, che giocano insieme a trasformarsi. Uno fa e l’altro imita. Ben presto però il Gran Quadrato propone forme e misure irraggiungibili per il cerchio piccolino e ognuno finisce per giocar da solo. La soluzione è cominciare a creare nuove forme lavorando insieme, mescolando pezzi di blu e di arancio, linee squadrate e curve, sempre più complesse e belle, fino… fino a scambiarsi un pezzetto di sé che diventa pezzetto dell’altro.

Esattamente come quando quel che condividiamo, facendo e raccontando, fa sì che ognuno si porti dentro e dietro un pezzetto dell’altro.

Ogni volta che sfoglio un albo realizzato da Anne Bertier me la immagino mimo. Perché per questo lei ha studiato: per essere mimo. Nell’essenzialità grafica delle sue storie, nelle linee che si rincorrono sulla pagina c’è la semplicità perfetta di chi sa dirti tutto con movimenti puliti e minimi.

Nel 2011 questo libro è stato scelto per essere donato ai nuovi nati o adottati di sei dipartimenti francesi, nell’ambito di Premiéres Pages, un progetto che persegue le medesime finalità di Nati per Leggere.

Anne Bertier per le éditions MeMo. Sfoglia un’anteprima del libro.

Il libro vuole essere un omaggio a Nathalie Parain, l’artista di origine  russa che fu una delle illustratrici principali degli Albums du Père Castor (Flammarion) negli anni Trenta. Ecco una pagina del suo Ronds et carrés (Flammarion, 1932).

Anne Bertier, Piccolo Cerchio e Grande Quadrato (trad. di Elena Battista), Gallucci 2012, 48 p, euro 15 

Frida e Diego. Una favola messicana

9 Dic

Immaginate Frida Kahlo bambina che va a comprare in pasticceria dei dolcetti dalla forma di teschi per la Festa dei morti. Pensate alla tensione dentro le sue trecce quando incontra Diego, il suo già amato Diego − un bimbo goffo e pienotto con un cappellino e l’aria di chi la sa lunga − che sta sgranocchiando qualcosa. Il loro appuntamento è al cimitero, quella notte stessa. 
In Messico, con i morti, si festeggia nel senso canonico del termine: si banchetta, si accendono candele, si sparano fuochi d’artificio e si ricordano i cari estinti facendo piramidi di dolcetti-teschi e raccontando aneddoti e ricordi. Per Frida, però, la festa si trasforma presto in (piccola) tragedia perché, proprio come nella vita “reale”, Diego la tradisce. E per inseguirlo finirà a un’altra festa che rischia di durare davvero troppo.
Con il suo talento magistrale Fabian Negrin prende i bambini per mano e li porta tra le sopracciglia di una delle personalità artistiche più carismatiche e travagliate dell’America latina del Novecento. Chi più di Frida festeggia la vita con lo sguardo fisso sulla morte? L’autore dipinge un universo latino, dispiega il tripudio dei colori messicani, nei vestiti delle donne, nella rigogliosità della vegetazione (irresistibili le piante grasse), nella gioia sgangherata delle mascelle dei teschi nella anti-festa al “piano di sotto”. Avete mai visto uno scheletro andare in bici? Sapete qualcosa di José Guadalupe Posada e della sua Calavera de la Catrina? Fabian Negrin ci fa volare in una dimensione onirica e ci spinge a farci un giro nell’aldilà. A scandagliarne ogni volume e sfumatura.
Finale scoppiettante in cui Diego dà conferme che continuerà a saperla lunga e far impazzire Frida d’amore…
Frida e Diego potrebbe essere un primo assaggio delle atmosfere Kahlo, o dei murales di Diego Rivera, un viatico per scoprire qualcosa del Messico, un ambizioso tentativo di esorcizzare della morte (ma non l’amore).

Fabian Negrin, Frida e Diego. Una favola messicana, Gallucci, 2011, 40 pp., euro 17

10 viaggi e 1 sogno

3 Giu

Un bellissimo pop-up catalano pubblicato da Gallucci. Un viaggio attraverso 10 mezzi di trasporto, dai più comuni ai più insoliti. Una breve frase a illustrare ogni viaggio e una finestra su ciascuna facciata del libro che anticipa il mezzo di trasporto e che, una volta aperta,  ci svela il disegno pop up sempre ricco di particolari che rivelano piccole sorprese in ogni quadro: un pesciolino attaccato alla lenza, le porte della metro che si aprono per farci scendere… Finale spaziale, con la partenza verso il sogno.

Il sito dell’illustratore http://www.xaviersalomo.com/

Meritxell Martì, Xavier Salomò, 10 viaggi e 1 sogno (trad. di Maria Teresa Duda, revisione di Matteo Marchesini), Gallucci 2011, 12 p., euro 19,50

Biancaneve

12 Mag

Quanto ci piacciono i classici! In un mare di Biancaneve grossolane, vendute nei supermercati e in tutti i posti più impensati, create senza nessuna cura editoriale e nessun amore per il narrare e comprate da tanti che pensano che un’edizione valga l’altra, fa piacere vedere uscire per Gallucci questa riedizione del grande classico illustrata da Mayalen Goust.

Una narrazione più vicina all’originale dei fratelli Grimm, ripulita da tante reminiscenze disneyane, magistralmente narrata e illustrata splendidamente. Colpisce sempre rivedere da adulti Biancaneve che, nell’immaginario di ognuno di noi, si è sedimentata con un’iconografia ben precisa, reinterpretata con un tratto diverso.  E questa Biancaneve del secondo millennio ricorda tanto una geisha, con qualche influsso emo. Scelte cromatiche nette, in quello che il fruitore medio direbbe non essere un libro adatto ai piccoli (già ci sembra di sentirli, siamo matti? Con tutto questo nero?), un tratto che ricorda i cartoni animati nipponici per una rivisitazione assolutamente moderna e piacevole, a partire dalla copertina glitterata.

Ill. Mayalen Goust, Biancaneve, Gallucci, 2011, 24 p.13 euro

Accendi la notte

12 Mar

Un mostro sacro della fantascienza, un grande scrittore che lo traduce e la matita di AntonGionata Ferrari: sono questi gli ingredienti di Accendi la notte, opera di Ray Bradbury che ora esce in traduzione italiana.

C’è un bimbo che ha paura del buio così riempie la casa di mille luci di tutti i tipi, ma questo non gli impedisce di sentirsi solo, finchè un giorno sente bussare alla porta: è una bimba che si chiama Buia.

“Ti presenterò alla notte”disse Buia “e diventerete amici”. Spense una luce del portico.”Hai visto” disse “non è spegnere la luce. No, niente affatto! E’ solo accendere la notte”

Un ribaltamento di prospettiva che cambia tutto e ci conduce al piacevole e poetico lieto fine. Un  libro per affrontare la più classica delle paure.

Ray Bradbury – ill. AntonGionata Ferrari, Accendi la notte (trad. Carlo Fruttero), Gallucci 2011,  pp. 36, € 14,50.

La furia di Banshee

22 Set

More about La furia di Banshee

Nella tradizione irlandese, la banshee è la più potente delle fate, la signora delle magie e delle meraviglie, quella contro i cui poteri nessuno può lottare. In questo albo magico, arrivato in Italia grazie a Gallucci a pochi mesi dall’edizione francese, la protagonista è Banshee per antonomasia, mette la B maiuscola e indossa gli splendidi colori che le regala David Sala. La regale Banshee ha un palazzo di cristallo, un abito dorato, una chioma  di lunghi capelli biondi e i piedi nudi. Banshee è furiosa, i suoi occhi scintillano, i suoi capelli si agitano nel vento e i suoi piedi infiammano l’erba secca; è tanto arrabbiata da frantumare le rocce, agitare il mare, spaventare i pesci, suscitare una tempesta, prodursi in un lunghissimo urlo che le sale dalla pancia e attraversa l’oceano. Finché con un sorriso scopriamo il perché di tanta rabbiosa furia.

L’albo ha dei colori magici, delle illustrazioni che affascinano e catturano. Dedicato a tutte le Banshee bionde dalla collera immensa e improvvisa che sanno sorridere non appena urlano fuori la rabbia 🙂

Jean-Francois Chabas – David Sala, La furia di Banshee (trad. di Alessandro Marcigliano), Gallucci 2010, 28 p., euro 15.

Pesce e Gatto

30 Mag

Nella collana Illustrati Gallucci è uscito in marzo questo albo in bianco e nero, dalle illustrazioni forti che forse non ammettono sfumature di giudizio: o piacciono molto oppure no. Ma, accanto a loro, c’è la storia: quella di Gatto e di Pesce (che si chiama Pesce ma è l’elemento femminile della storia), che si incontrano e si piacciono pur essendo tanto diversi tra di loro. Sono gli alter ego degli autori, Joan Grant e Neil Curtis, che davvero si incontrarono in Australia venendo da Paesi e da mondi lontani e che hanno scelto di narrare cosa succede quando talvolta apparenti opposti si piacciono al primo sguardo. Il libro ha vinto il Picture Book of the Year 2004 del Children’s Book Council of Australia awards.
Neil Curtis è morto nel dicembre 2006; un anno prima aveva pubblicato The memory book in cui raccontava, con l’essenzialità che contraddistingue anche le sue immagini, la sua infanzia, in particolare la Londra dei suoi primi 7 anni di vita, prima che si trasferisse in Australia.

Grant – Curtis, Pesce e Gatto, Gallucci 2008, 13 euro.