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Il Cavaliere Saponetta

13 Feb

ILCAVALIERESAPONETTAÈ un piacere poter proporre ai lettori dai 7/8 anni libri che escono dai formati e dalle tipologie a cui sono stereotipatamente abituati e che fanno vedere loro come sia possibile scegliere una bella storia illustrata, divertente in questo caso e anche con caratteri ad alta leggibilità che facilitano chi ha difficoltà.

Ecco dunque l’avventura del Cavalier Saponetta, valente cavaliere che si leva l’armatura solo per fare il bagno o andare a letto, conosciuto come amante della pulizia, assistito da Elmo – che ha ancora strada da fare per essere un buon scudiero e un ottimo cavaliere – e felicemente in vacanza. Ma anche se si è reduci da una lunga stagione di battaglie e tenzoni, non si può evitare di accorrere alla richiesta di aiuto del re e di partire alla ricerca del terribile drago che terrorizza il regno, soprattutto se in palio c’è anche la mano di una linda principessa che fa battere il cuore al Saponetta. Con lui parte anche il conte Grigio, che non perde occasione per prenderlo in giro e sfidarlo e che si rivelerà in realtà un impostore che vuole mettere fuorigioco il cavaliere. Non tutto però è come sembra e non tutto è per forza come lo vogliamo vedere: basta l’occasione – qui la difficoltà – per dimostrare che anche Elmo vale, che ci sono principesse grintose e scavezzacollo, che una macchia non è poi una tragedia difronte alla bellezza e alla varietà della vita.

La traduzione del testo inanella tutta una serie di parole che permetteranno di arricchire il vocabolario, di andare a scoprire significati, magari di metterne in fila altre che non conosciamo: tra le pagine infatti si incontrano clangore e destriero, lacchè e inzaccherato e via così. Bel colpo!

Il sito dell’autrice. Il sito dell’illustratore.

Kristien In-‘t-Ven – ill. Mattias De Leeuw, Il cavalier Saponetta (trad. di Laura Pignatti), Sinnos 2015, 96 p., euro 9,50

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La principessa e lo scheletro

17 Lug

principessa e scheletro

Avere uno scheletro nell’armadio non è un semplice modo di dire: il sovrano del regno in questione, esaltato e celebrato, raffigurato in ogni monumento e protagonista di pellicole cinematografiche, ne tiene uno vero appeso in fondo all’armadio, accanto a una cravatta a righe blu. La principessa Lulù conosce il signor Ossi in bagno: è lui a far sparire ogni notte un tubetto di dentifricio, guaio che sempre le causa grandi sgridate da parte della mamma regina. Affascinata dallo scheletro, dalla sua storia e anche dal forziere che si porta appresso come una borsetta e in cui sostiene sia contenuto il segreto del re, Lulù decide di travestirlo e presentarlo a corte come un’amica. Peccato che durante una passeggiata il forziere si perda: calatosi dalla finestra, il duo si mette sulle tracce del prezioso segreto; incontrano un senza tetto, un ex professore che ora fabbrica tappeti con gli stracci, un fossile che morde; scoprono come davvero viene governato il regno, dove si puniscono e si gettano in carcere coloro che non stanno in adulazione del sovrano, e anche quale è il terribile segreto che dall’infanzia accompagna il re come un’ombra.

Divertente e basato sugli equivoci  che le apparenze, i sentito dire e le interpretazioni possono causare, ecco un’avventura un po’ buffa, un po’ assurda che risente delle tradizioni nordiche: proviene dall’Estonia e parte della trama si basa sulla tradizione dei mendicanti di San Martino, giorno in cui i bambini travestiti bussano alle porte per chiedere regalini e caramelle.

Il libro utilizza una font ad alta leggibilità che lo rende accessibile anche ai lettori con difficoltà.

Il sito dell’autrice.

Piret Raud, La principessa e lo scheletro (trad. di Daniele Monticelli), Sinnos 2015, 189 p., euro 11

La principessa e il drago

14 Mag

principessa_munchIo sono la princi, ha detto qualche pomeriggio fa Giosuè – due anni e mezzo – distribuendo i ruoli ai suoi fratelli maggiori e riservando a sé l’ambita parte della principessa. Probabilmente gli piacerebbe assai questa principessa Elisabeth, combattiva e indifferente all’etichetta che – vistisi bruciati castello e guardaroba da un drago che le ha rapito il promesso sposo – si avvia a recuperare il principe abbigliata con un sacchetto di carta.

Proprio la protagonista che serve per una nuova storia della collana Sottosopra – di cui vi abbiamo già parlato qui e qui – che illustra i vari stereotipi di genere. In questo libro persino il drago è un po’ fuori dagli schemi: alla fanciulla che bussa alla sua porta, si dice troppo impegnato e le chiede di tornare più tardi per farsi sgranocchiare. Quindi Elisabeth gioca d’astuzia: solleticandone l’ego, lo fa sfiancare fino a lasciarlo senza forze e senza fuoco. Il principe intanto si agita dalla finestra della sua prigione: non per esultare di contentezza di fronte all’impresa della principessa, ma per rimproverarle l’abbigliamento, i capelli arruffati e la puzza di bruciato. Perfetto: ad Elisabeth non serve altro per aprire gli occhi, abbandonare il damerino elegante alla sua racchetta da tennis e saltellare libera verso un orizzonte di sole.

Illustrazioni da fiaba classica per un contenuto che strizza l’occhio all’essere se stessi oltre tutti gli stereotipi. Con una “mancanza” che noteranno forse molti lettori con cui condividerete questo libro: tutte le classi con cui l’abbiamo letto ad alta voce hanno esclamato, davanti all’immagine del rogo del castello e dei vestiti: “Ma la principessa non ha le tette!”. In effetti…

Il sito di Munsch. Qualche notizia sull’illustratore.

Robert Munsch – Michael Martchenko, La principessa e il drago (trad. di Isabella Maria), EDT Giralangolo 2014, 28 p., euro 12

La principessa capovolta

17 Apr

More about La principessa capovoltaSpesso vengo tacciata di inserire nei percorsi di lettura soprattutto libri stranieri tradotti: è vero. Però non so parlar bene di libri che non mi piacciono e non mi hanno convinto a fondo e spesso, tra i romanzi per ragazzi italiani, sono ancora troppo pochi quelli che mi rapiscono e mi fanno entusiasta. Ce ne sono, ma appunto ancora troppo pochi, troppo spesso sembrano storie scritte non per l’urgenza di una storia che si fa largo nella mente e nella penna, ma per dire, per costruire un libro proprio su quell’argomento (l’amicizia, l’Olocausto, l’adolescenza, ecc. ecc.), nel peggio dei casi pure quasi per fare un po’ di  morale. Però un libro italiano del cuore io ce l’ho: è Urbuq, uscito nel 2009, strabiliante bestiario che incanta che me lo rilegga per me o che lo legga ad alta voce ai ragazzi, di cui parlammo qui. Ora Andrea Sottile, che di Urbuq era l’autore, pubblica questo nuovo romanzo, in realtà un esercizio di stile che si ingegna a raccontare la medesima storia secondo modalità e registri differenti.

La storia, pungolata dagli interventi e dalle richieste delle due bambine che ascoltano, è quella di un’annoiata principessa che finisce a testa in giù sotto il salice durante la passeggiata in giardino, i suoi capelli si fanno radici e a quanto pare non c’è verso di rimetterla in piedi. Capitolo per capitolo, la storia viene arricchita di particolari e raccontata come una filastrocca, una lettera, una ricetta culinaria, al telefono, per telegramma, in versione horror, lingua antica, volantino pubblicitario, addirittura lo scimmiottamento di una scheda di lettura 🙂

Con la possibilità di scrivere la propria versione. Riuscirà la principessa Clorofilla Zobeide Fiordiblù a tornare diritta?

Andrea Sottile, La principessa capovolta. Una catastrofe in 24 capitoli, Rizzoli 2012, 208 p., euro 9,90