Tag Archives: Giulia Genovesi

Moabi

21 Ott

Il lussureggiante moabi, il più grande d’Africa visto che raggiunge fino a 70 metri d’altezza, si fa protagonista di questa storia, con splendide tavole evocative e un testo essenziale in cui l’albero più vecchio del mondo narra, in prima persona, la propria storia. Dal seme che germoglia nella terra feconda al primo ramo e poi via via, mentre tutto intorno vengon su altre piante, altri fiori e poi tutti gli animali nella foresta fino all’uomo, che però ha mire diverse sulla preziosa legna del moabi.

Il testo segue l’andamento delle illustrazioni, si curva lungo la linea delle colline, segue i rami, si fa tondo nelle tane sottoterra: è breve e poetica la voce della pianta che lascia poi il posto ad alcune informazioni botaniche scritte da Francis Hallé, esperto di foreste tropicali primarie e inserite in forma di calligramma a comporre le chiome degli alberi che popolano le pagine finali. Il canto del moabi e la sua speranza finale, l’inno a un giorno in cui l’uomo tornerà per fare pace e non per ferire e approfittare della foresta, è come un sussurro di sottofondo alla forza delle illustrazioni, alla potenza dei colori.

Sfogliate qualche pagina sul sito dell’editore.

Mickaël El Fathi, Moabi (trad. di Giulia Genovesi), Terre di Mezzo 2017, 48 p., euro 15

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La stagione dei frutti magici

18 Feb

frutti magiciIl primo albo di Pinfold arrivato in Italia, Cane nero, ci conquistò per la storia, le modalità narrative attraverso l’illustrazione e il tocco di irriverenza e speranza che portava con sé. Questo nuovo albo, in rima, dai toni onirici di storia sospesa, ci conquista più per le illustrazioni, sempre così precise, ricche e insieme lievi.

La storia è presto detta: il signor Orzodoro trova nel proprio campo, là dove una volta c’era un laghetto, una sorta di grande fiore, dal colore di cavolo luccicante e dalla forma di peonia, all’interno del quale c’è un bambino, verde pure lui, forse un folletto. Lo raccoglie quasi come un frutto e lo porta a casa dove, nonostante i rimbrotti e l’insofferenza della moglie, comincia a prendersene cura, ad annaffiarlo, a fargli giacigli di terra. e a farsi dimentico di tutto perché il bambino diventa quel che c’è di più importante. Intorno intanto, in salotto come in cucina o in garage, crescono zucche, erbe, piante da frutto, girasoli; l’invasione verde presto tracima per conquistare anche la scarpata della ferrovia vicina alla casa e offrire cibo – ma anche nuovi orizzonti e nuovi modi – a tutti.

L’invito al lettore è quello di lasciarsi incantare dalle illustrazioni, in particolare dai contrasti seppur sabbiati dei colori quasi polverosi degli umani contro i verdi, i gialli e gli arancioni della natura e soprattutto poi dalla luce: quella che entra dalla finestra e disegna ombre sulle preti, sui letti; quella che illumina un cono di stanza, che fa brillare i petali, che sottolinea la solitudine consapevole nella notte; quella che suggerisce la fresca ombra leggera degli alberi che si spingono verso la ferrovia. Questo incanta: la resa della luce che entra nelle stanze, che sottolinea sempre e comunque la presenza della natura al di fuori, che non chiude l’orizzonte tra le mura ma segna la presenza del “fuori”. Ecco, appunto più le immagini del testo.

Il sito dell’autore. Sul suo blog potete vedere alcuni as-saggi di illustrazione urbana di cui già in questo libro si apprezzano le aderenze alla realtà (con quella casa di legno lungo la via ferrata che sa un po’ di periodo di Grande Depressione).

Levi Pinfold, la stagione dei frutti magici (trad. di Davide Musso e Giulia Genovesi), Terre di Mezzo 2016, 40 p., euro 15

Cappuccetto Rosso

12 Giu

OllerProcede per immagini questa versione di Cappuccetto Rosso, per sole immagini: un senza parole di forte impatto grafico, giocato su una manciata di colori e su poche, chiarissime immagini che conducono il lettore attraverso la storia. Come se Oller avesse deciso di mettere su un tavolo tutti gli ingredienti necessari e lasciasse alla voce di chi li osserva il compito di cucire il filo che li lega.

Dalla libellula sul prato al dito ammonitore della mamma, mentre sullo sfondo la stufa borbotta; una coda di lupo che spunta e un vasetto di marmellata molto Bonne Maman, ma anche l’ombra delle gambe del cacciatore, un percorso che pare la cartina della metro, i due puntolini nonna-nipote nella pancia del lupo e il loro ridiventare forme una volta fuori (la nonna così simile nel suo mantello nero al sacco della Morte di Violeta Lopiz).

Una nuova declinazione di Cappuccetto che ci dà occasione di un nuovo punto di vista.

La storia illustrata è accompagnata, a fondo libro, dal testo nella versione originale dei fratelli Grimm (“C’era una volta una bambina molto dolce, a cui tutti volevano bene…”) e da un breve saggio dello scrittore Gustavo Martín Garzo.

Sfoglia qualche pagina sul sito dell’editore.

Portfolio di Oller, tra i fondatori di Milimbo, studio grafico e casa editrice con sede a Valencia che realizza anche giochi in cartone per bambini (hanno un fornitissimo shop su Etsy! A proposito di Cappuccetto, vorrete mica perdervi questo? 😉 ). Ed ecco le immagini della sua versione di Hansel & Gretel.

Cappuccetto Rosso, illustrato da Juanjo G. Oller, Milano, Terre di Mezzo 2014, 32 p., euro 12